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Concorso 51 REFERENDARI TAR - 2025
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| Da: X An | 12/05/2026 12:22:56 |
| Scusa, giusto, per chiarire, tu stai seriamente chiedendo se puoi presentarti ad un concorso per magistratura pensando di poter svolgere il tema di penale leggendo soltanto il codice e il manuale di fiandaca?? (manuale istituzionale, dunque adatto all'università o poco più)... Io mi chiedo chi cazzo ti ha dato la laurea!! | |
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Da: dm2479 ![]() | 12/05/2026 12:43:28 |
| An, in effetti, non ti posso dire che il penale del Caringella fosse il massimo. Devo però riconoscere che a me il tema di penale andò molto bene. Mi andò ancora meglio la volta dopo, quando lessi un commentario della giuffrè (penso fosse un autori vari) sulla parte generale del codice penale (articolo per articolo). Mi bastò quello e presi a penale un voto veramente alto. Ricordo che la settimana prima del concorso lessi tutto il Simone parte generale di penale (trecento e più pagine in un paio di giorni, lettura rapida e disperata). Credo che mi abbia aiutato, pur con tutti i limiti. Purtroppo, i manuali universitari (e certamente il Mantovani e il Fiandaca sono eccellenti) sono un po' carenti sul versante delle citazioni delle cassazioni, che per il tema sono davvero molto, molto utili (in questo i manuali del Garofoli sono i migliori). Insomma, solo codice e manuali possono essere sufficienti, ma se poi leggi uno di questi 'manualacci' ti aiuta. In ogni caso, è perfettamente possibile farcela coi manuali universitari. Comunque ricorda sempre che ad ordinaria quello che fa la differenza è: I. non scrivere proprio poco - almeno otto-nove facciate, nonostante quelli che dicono che breve è bello, i giudici restano quasi tutti grafomani, e tu vuoi entrare nel club: imitali; II. attenzione ossessiva all'italiano: niente frasi telegrafiche, scrivi a periodi distesi - anche se non proustiani - e con quell'aria del primino del Classico che fa il tema di filosofia: sono degli elitisti, imitali; III. scimmiotta il ragionamento implicito in tutte le sentenze: 1. inquadra il problema (ricorda alla commissione che tu stai rispondendo esattamente alla domanda che loro ti hanno fatto e fagli bene capire come vuoi scomporla per arrivare alla soluzione; poni le questioni derivate dalla traccia - i sotto-problemi - e spiega perché per te è necessario, per dare le risposte finali, rispondere anche alle questioni intermedie; giustifica sempre ogni risposta che dai, sulla base della Costituzione, del Codice, dei principi generali, di quelli UE, di quelli CEDU, dell'analogia legis o iuris, ma non dare mai una risposta senza una giustificazione; IV infine, vuoi fare il giudice, non l'accademico, quindi fai il giudice e, cazzo, decidi, decidi, decidi: quando hai preso una decisione, mai scrivere che è una delle tante e che anche altre soluzioni possono andare altrettanto bene - stai condannando qualcuno, dagli almeno la soddisfazione di sapere che non si poteva fare in nessun altro modo se non condannarlo. | |
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Da: dm2479 ![]() | 12/05/2026 12:53:47 |
| E poi, An, naturalmente, la preparazione presuppone che si lascino stare per quanto possibile i social e non ci si faccia distrarre da alcun primate inferiore, macaco, babbuino, orango, bertuccia, gibbone ecc. che affolla rumorosamente l'ecosistema on-line. | |
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| Da: An | 12/05/2026 12:55:18 |
| X An, Forse dovresti farti un "giro" su YouTube. Non sono pochi i magistrati che dichiarano di aver passato gli scritti studiando solo dal Gazzoni, dal Fiandaca (o Mantovani) e dal Clarich. Una dei quali dichiara anche di non aver seguito alcun corso di preparazione. E non vedo un valido motivo per mettere in dubbio quanto dicono (ebbene sì: la tua opinione non lo è). Tuttavia, avrei comunque interesse a conoscere l'opinione di dm2479 a riguardo. In ogni caso, dal tuo messaggio penso di poter dedurre che o non sai di cosa parli oppure pensi di avere la "verità" assoluta. In entrambi i casi: la tua opinione per me non è rilevante. | |
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Da: dm2479 ![]() | 12/05/2026 12:58:51 |
| Molti magistrati (non certo una maggioranza, ma certamente un numero non trascurabile) hanno un dottorato di ricerca in penale. Figuriamoci cosa gliene importa a loro del Caringella o del Garofoli. Non li toccherebbero neppure con le pinzette | |
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| Da: Grazie al cazzo | 12/05/2026 13:07:33 |
| Se hanno un dottorato, potrebbero leggere anche meno del Clarich o del Fiandaca. La preparazione consistente l'hanno già fatta. E' come se uno estrapolasse la tua frase: "ho letto in due giorni le trecento pagine del Simone ed ho preso un voto alto a penale" e si convincesse che basta solo quello. E' lo stesso discorso per cui tu ci hai messo nove mesi a preparare magistratura e il candidato "normale" molti anni. Tutto per dire che tu hai uno studio sedimentato negli anni, a cui, di volta in volta, ti basta aggiungere poco studio oppure un libro elementare come il Clarich. | |
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| Da: An | 12/05/2026 13:08:19 |
| Dm2479, Grazie, davvero. Farò tesoro di ogni prezioso consiglio. | |
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| Da: ancomarzo | 1 - 12/05/2026 13:25:24 |
| Guardache che fare un dottorato in diritto penale non significa sedimentare per tre anni uno studio generale e sistematico sulla dottrina e la giurisprudenza come richiesto da un concorso in magistratura; non c'entra assolutamente nulla state parlando a vanvera. Il dottorato consiste nello stendere un progetto di studio e ricerca su UN istituto o UN argomento specifico della materia! Chi ad esempio si concentra sulla successione temporale delle leggi, oppure sul 231, fa quello e non andrà minimamente a curarsi della distinzione tra nesso oggettivo o nesso teleologico, ad esempio, oppure sul concorso tra persone oppure ancora sul reato di bancarotta. E' assolutamente errato credere che chi abbia un dottorato in penale o amministrativo sia esentato dallo studio di quella materia per il concorso, perché avere un dottorato non vuol dire essere onniscienti di quella materia, vuol dire aver approfondito a livello scientifico un argomento di quella materia che è cosa assai diversa. Anzi, il concorso richiede una conoscenza profonda, generale e giurisprudenziale ma comunque TECNICA; il dottorato presuppone l'aver incamerato uno studio scientifico-dogmatico e di teoria pura che se applicato alle prove di concorso rende la bocciatura praticamente certa. I commissari, e questo è stra-risaputo, prediligono temi agili e che vanno dritti al punto, lo scritto da professore universitario è proprio il primo ad essere fatto fuori. | |
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Da: dm2479 ![]() | 2 - 12/05/2026 13:40:41 |
| ancomarzo, non so dove ti sei fatto questa idea del dottorato di ricerca ma è completamente sbagliata. Tanto sbagliata che nemmeno mi curo di spiegarti perché. Certo, esistono dottorati (e dottorandi) poco o pochissimo seri, ma quella che hai descritto è la parodia grottesca e pornografica del dottorato; con un dottorato appena decente non c'entra proprio nulla, ma davvero nulla | |
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Da: dm2479 ![]() | 2 - 12/05/2026 13:45:39 |
| Peraltro, prima di lanciarti in giudizi apodittici, googla i vincitori degli ultimi concorsi Tar e CdC. Ne trarrai la facile conclusione che avere un dottorato aumenta in maniera imbarazzante la possibilità di vincere. E non molto diverso è il discorso ad ordinaria. Non sai di cosa parli, letteralmente non ne hai la più pallida idea. | |
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| Da: ancomarzo | 2 - 12/05/2026 15:18:24 |
| Ora capisco perché ti detestano tutti qua sopra, sei davvero odioso oltre che un saccente che poi nulla sa. Io ho questa idea del dottorato perché ne possiedo uno, proprio in penale, conseguito alla Sapienza di Roma, con il fu Fiorella, dove certamente mi hanno insegnato cosa sia un dottorato di ricerca molto meglio di quanto potrai mai fare tu su Mininterno. Poi io non ho detto che il dottorato non aumenti le chances di vincere, perché le aumenta, ho detto che sono due piani di studio completamente diversi perché diverse sono le finalità per cui si fanno. Quindi a non sapere di cosa parlare sei tu, che dai solo lezioncine del cazzo e consigli vari agente anonima che a buon bisogno ti sta perculando e tu neppure te ne accorgi! E "idea pronografica" rivolgila a te stesso. | |
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| Da: Xtutti!!!!! | 12/05/2026 15:23:53 |
| Vi ho lasciato nel nulla e vi ritrovo nel | |
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Da: dm2479 ![]() | 12/05/2026 15:36:18 |
| Vedi, caro sovrano romano se tu credessi nelle cose che dici, saresti utente registrato. Della fuffa degli irrintracciabili non so che farmene. Ripeto (non per te, per chi ha cervello): che un tizio abbia un dottorato in penale e scriva: "il concorso richiede una conoscenza profonda, generale e giurisprudenziale ma comunque TECNICA; il dottorato presuppone l'aver incamerato uno studio scientifico-dogmatico e di teoria pura che se applicato alle prove di concorso rende la bocciatura praticamente certa", è cosa del tutto incongrua. Ma dove l'hai mai vista la "teoria pura"? Sei per caso rimasto ai tempi di Kelsen? Semplicemente, che si possa avere un dottorato in penale (cosa che non hai, sia chiaro) ed esprimersi così è impossibile. E, fattelo dire, è anche un po' ingenuo e patetico che si creda, con i tuoi limiti cognitivi, di potere spacciarsi per chi non si sarà mai. | |
| Rispondi | |
| Da: ancomarzo | 12/05/2026 15:51:41 |
| Il forum è aperto anche ai non registrati, dunque della tua osservazione sul fatto che io non lo sia non frega nulla a nessuno: importa solo a te stesso, per farti sentire grande con la tua loquela da due soldi, che poi scrivi un sacco di cavolate che fortunatamente ogni tanto qualcuno davvero preparato provvede a correggere. Siccome non vale la pena discutere del nulla mescolato al niente termino quì di risponderti. Domanda seria per utenti seri: Riguardo amministrativo leggevo stamattina su Diritto Sole24Ore che il nuovo codice appalti prevede un cambio di valutazione sull'esclusione dell'operatore economico, che non è più sostenibile solo su un presupposto documentale, ma può essere disposta soltanto nel caso in cui la situazione di conflitto di interessi non sia diversamente risolvibile. Quindi a livello di disciplina di gara muta anche il contesto interpretativo oltre che quello meramente oggettivo? Grazie a chi risponderà | |
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Da: dm2479 ![]() | 12/05/2026 16:06:39 |
| Anco, vedi, l'esclusione documentale dell'operatore economico viene determinata quando - ed è davvero l'unico caso - il suo avvocato ha un dottorato in penale e scrive "quì" con l'accento sui documenti di gara, tipico vezzo, peraltro, della scuola di diritto penale del fatto (o strafatto) dell'Università della Fuffa. | |
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Da: dm2479 ![]() | 12/05/2026 16:07:52 |
| Registrati, loser | |
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| Da: Da scompisciarsi dalle risate | 12/05/2026 16:19:10 |
| Anche i troll non sanno di essere troll in questo forum. È bellissimo | |
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| Da: Caro dm2479 | 1 - 12/05/2026 16:50:14 |
| purtroppo, qui, di errori di ortografia, grammatica e sintassi, da parte di questi aspiranti referendari, a volte anche supponenti, se ne leggono fin troppi. Guarda, per esempio, Carmelino che, purtroppo proprio nel dare dell'analfabeta ad altri, ha scritto: "Il ché mi porta pure a dubitare della tua alfabetizzazione." (v. pag. 71 del 16 aprile u.s., alle 10:25). "Il ché", che in questo caso non ha valore causale (di perché), ma è pronome relativo, accompagnato dall'articolo determinativo, scritto con l'accento acuto sulla vocale integra un classico errore di ortografia. C'è poi chi scrive "stà" per indicare la terza persona singolare del verbo stare (!). Altri hanno scritto: "Qual'è", che invece si scrive correttamente senza l'apostrofo perché è un trocamento e non una elusione. Stessa cosa è a dirsi per "qual era". E compagnia cantando... È evidente che chi ha un italiano scritto in queste condizioni non può superare nessun esame, meno che mai al Tar. | |
| Rispondi | |
Da: dm2479 ![]() | 12/05/2026 17:40:05 |
| Versione di latino (ma dall'italiano all'idioma di Cicerone, non viceversa) senza vocabolario come prima prova ad ordinaria, tar e corte dei conti. Subito. Così, finalmente, ci libereremmo di un sacco di cercopitechi che invece di sedersi sui banchetti di Fiera ed Ergife impiegherebbero assai meglio il proprio tempo scaricando cocomeri ai mercati generali | |
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| Da: ???? | 12/05/2026 17:49:46 |
| dm piccolo coglione ormai ti sei sputtanato cazzo insisti | |
| Rispondi | |
| Da: Per Billow | 12/05/2026 18:22:36 |
| Avresti gli estremi del gruppo tg di cui parli? Grazie | |
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| Da: Sigg.jaja x dm | 12/05/2026 19:55:56 |
| Io ad esempio sono senza basi quindi ho deciso di iscrivermi al corso x magistratura ordinaria e l'anno prossimo di seguire corso per tar ma nel mentre seguo il corso, lavorando, non riesco anche a studiare quindi mi sono accantonato materiale e argomenti e quest'estate dato che non ci sarà jl corso metodo la passerò a studiare il materiale preparato. | |
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| Da: AMMINISTRATORE- | 13/05/2026 09:03:59 |
| siamo riusciti a risalire ai dati di dm....sarà felice di continuare a scrivere qui sopra dopo la segnalazione fatta al suo presidente. In bocca al lupo. | |
| Rispondi | |
Da: dm2479 ![]() | 13/05/2026 09:19:34 |
| Il mio presidente legge tutti i giorni volentierissimo i miei post. Guai se non glieli faccio vedere | |
| Rispondi | |
| Da: AMMINISTRATORE- | 13/05/2026 10:54:39 |
| come no....certamente | |
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| Da: Richiesta di un consiglio | 13/05/2026 13:02:07 |
| Per dm2479 Frequento Mininterno da anni (purtroppo) e il 90% degli utenti non hai mai scritto una parola in risposta a chi chiedeva consigli a chi ne sa di più (nel tuo caso MOLTO di più). Ti ringrazio per essere diverso da loro e condividere le tue conoscenze con chiunque chieda un aiuto. Se anche "tutti ti detestano qui sopra", me ne sbatto il cazzo; grazie per aiutare chi ti chiede un consiglio e non omologarti alla restante massa di indifferenti. La domanda su cui vorrei una tua risposta è: "come scegli i libri dedicati ad ogni materia". Intendo: per ogni materia ne scegli uno ed uno solo e ti concentri solo su quello oppure ne hai letti tre-quattro per argomento per cogliere aspetti tralasciati dal libro principale? Chiedo perchè leggo spesso "ho letto il libro Y dopo avere letto il libro principale, ma ho perso tempo: Y non ha aggiunto nulla alle informazioni tratte dal libro principale". Da ciò, io ho un certo blocco ad aprirmi a nuovi libri, temendo di perdere tempo. Come sempre, un enorme grazie. | |
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Da: dm2479 ![]() | 13/05/2026 21:56:39 |
| Su questo vorrei sentire anche il parere di altri. La mia personale inclinazione - che era la stessa, se ci penso, anche all'università - va verso la consultazione di più testi rispetto a quella che suppongo essere la media dei candidati. Anche, forse, quando non ce n'è strettamente un gran bisogno. Semplicemente mi sento più sicuro leggendone più d'uno, perché, come hai scritto tu, quello che in uno non c'è, ci può essere in un altro, che magari è nel complesso certamente molto meno entusiasmante del primo, ma per certe cose lo supera. Un esempio: a Corte dei conti, per lo studio del danno erariale (che compare praticamente sempre in almeno una prova, generalmente ma non necessariamente quella pratica) il Tenore è senz'altro, per voce pressoché unanime, il migliore manuale. Però, secondo me, se non leggi anche il Canale Centrone ti perdi molte cose (in particolare, sulle varie tipologie di danno) e un punto di vista diverso e utile (anche per ovviare al tono 'da crociato' che qualche volta il Tenore indubbiamente adotta, e che se è più che lecito in un articolo, forse non giova ad una trattazione manualistica-istituzionale). In altri casi, un singolo manuale non solo è certamente superiore agli altri, ma forse è anche abbastanza chiaramente sufficiente ad una buona preparazione (per i controlli della Corte dei conti, direi il Gribaudo Patumi Centrone). Il che non significa, comunque, che non si possa trovare del buon materiale altrove. La scelta dipende anche da quali sono le tue esigenze e qual è il tuo livello di partenza. Due anni fa, preparando Corte dei conti, non me la sentivo di ripartire dal Garofoli Ferrari maior per studiare amministrativo. Ho letto il compendio maior di Caringella (ottimo per ri-iniziare da zero o quasi), poi il Casetta, e solo dopo ho affrontato il 'librone'. Se quelle letture le avessi già digerite (o meglio, se non avessi avuto ancora fresca in testa la preparazione per amministrativo di ordinaria) sarei partito subito con il Garofoli. Che secondo me è superiore al Chieppa Giovagnoli, e però non si può dire che leggere anche quest'ultimo non ti dia qualcosa in più che chi ha letto due volte il primo non possiede. Certe cose sono scritte meglio (ma molte lo sono peggio, e certo i riferimenti giurisprudenziali del Chieppa sono invecchiati e lasciano molto più a desiderare). Tutto questo, naturalmente, lascia aperta la domanda: ma chi me lo dice se un libro è buono? Purtroppo la risposta è poco confortante. Chi è maggiormente in grado di individuare 'a naso' il libro buono (sfogliandolo in libreria, ammesso che ci siano ancora librerie che consentono questa consultazione, e non ci si debba rassegnare all'on-line, che in questo tipo di acquisti è una pessima necessità) ha meno bisogno di azzeccarci, perché l'istinto per il buon acquisto è segno di una preparazione già avanzata. Alcuni acquisti mi sono stati suggeriti da amici che considero talmente preparati da non mettere minimamente in discussione quello che mi propongono. Ma non tutti possono avere a disposizione persone che sono così brave e pazienti. Una delle cose che un corso di preparazione dovrebbe fare (e per la quale varrebbe la pena di spendere dei soldi) sarebbe proprio recensire per i propri partecipanti il materiale in circolazione, in modo che ciascuno possa acquistare quello che maggiormente fa al caso suo. Ma troppe scuole sono legate a particolari case editrici, e non c'è da attendersi che diano consigli disinteressati. In ogni caso, sottolineo che la mia inclinazione verso la lettura di diversi manuali per una stessa materia è strettamente personale e idiosincratica. Conosco persone di grande successo che si attengono alla regola: compra il manuale migliore, leggilo più volte che puoi e non ti distrarre (anche se non esageriamo: il vincitore è sempre una persona che legge di più della media, per cui se non compra manuali compra raccolte di temi svolti, codici commentati ecc, anche se certo è più 'stabile' di quanto lo siano le persone come me, forse un po' troppo rassicurate dall'avere acquistato tanto volume di carta per dimostrare il proprio sforzo in questa maniera ingombrante e tridimensionale) | |
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| Da: Da scompisciarsi dalle risate | 13/05/2026 22:13:41 |
| La nuova frontiera del troll è porre quesiti con un nick registrato e rispondersi tramite un nickname anonimo. È tutto stupendo | |
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| Da: Da scompisciarsi dalle risate | 13/05/2026 22:14:13 |
| E viceversa, ovviamente | |
| Rispondi | |
| Da: An | 13/05/2026 23:03:39 |
| @dm2479, Se posso, vorrei cogliere l'occasione per chiederti altre due cose. La prima riguarda proprio le raccolte di temi svolti e i codici commentati (io, ad esempio, ho gli esplicati di civile e penale della Simone): pensi che possano essere determinanti per l'idoneità? Vale la pena dedicargli tempo oppure è meglio, se ci si trova nella condizione di dover scegliere, preferire una rilettura dei manuali? Ho specificato che ho quelli della Simone perché ricordo che tu per penale hai invece usato quello della Giuffre'. La seconda riguarda le carenze di organico della magistratura ordinaria: pensi/sai se corrisponde al vero la dichiarazione di Nordio che con gli ultimi concorsi saranno colmate? Pensi che potrebbe esserci un periodo di blocco dei concorsi? | |
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