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Concorso 51 REFERENDARI TAR - 2025
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![]() | Il bando di concorso Leggi il bando di concorso e le altre informazioni correlate su InPA e sulle pagine istituzionali dell'ente. |
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| Da: Alessandro De Alessandri | 22/05/2026 22:52:55 |
| Come disse Natalino Irti e come ripeté più volte un grandissimo consigliere di stato "Gazzoni è per giuristi in gamba, chi lo critica o lo evita semplicemente non è all'altezza per comprenderlo" | |
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Da: Billow ![]() | 22/05/2026 23:01:46 |
| @An Dopo 5 anni di studio universitario che una persona ha affrontato, è doveroso aspettarsi che il metodo di studio consolidato quella persona lo abbia acquisito, se la laurea in legge che ha preso sia degna di questo nome. Ricorda che i corsi vanno seguiti nella maniera più laica possibile, non sono né pozzi di metodi di studio miracolosi, né fonti di chissà quali segreti o quale tecnica per superare i concorsi. Lo studio devi farlo tu, i testi devi sceglierli tu. Sbagli volume? Non fa nulla, lo cambi e ricominci. La maturità giuridica è anche saper selezionare le fonti cui attingere, perché se mai sarai magistrato, farai esattamente questo. Questo non vuol dire che non bisogna fare tesoro degli altrui consigli, ma occorre distinguere il marketing dal suggerimento sincero. I corsi hanno forse un'unica vera utilità : quella di farti allenare nella scrittura, ossia mettere nero su bianco ciò che hai studiato e capito con la tua testa e con le tue scelte soprattutto. Poi se posso permettermi un consiglio frequenta i thread dedicati ad ordinaria, anche blog più "seri" come Aspiranti Uditori. In bocca al lupo | |
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| Da: An | 22/05/2026 23:11:15 |
| @Tutti scoraggiati, Grazie. Proprio per gli aspetti che hai messo in risalto il Gazzoni l'ho abbandonato. Tuttavia confesso che spesso ho avuto l'impressione di essere io a non riuscire a cogliere il suo reale 'potenziale', per questo vorrei leggerlo dopo il Caringella. Apprezzo molto di più l'esposizione che i manuali concorsuali fanno delle varie tesi e degli orientamenti giurisprudenziali. Allo stato attuale, escludo di passare ai manuali istituzionali, fatta eccezione per il diritto penale. Ho adorato il Fiandaca all'università ; mentre non mi fa impazzire il Caringella. Quindi sto valutando di fare la parte generale sul Fiandaca e la parte speciale sul Caringella. Da affiancare alla lettura dei codici come gentilmente consigliato da dm2479. Sul corso di preparazione: penso di concludere i programmi delle 3 materie e poi pensarci. Devo dire che in alcune lezioni che si trovano in rete ho sentito molte cose che trovo sui Caringella. Ho ancora la speranza di potermi 'strutturare' con la lettura dei codici e lo studio dei manuali. | |
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| Da: An | 22/05/2026 23:22:06 |
| @Billow, Grazie, davvero. In bocca al lupo a te per questo da referendario. | |
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Da: Tutti scoraggiati ![]() | 22/05/2026 23:22:08 |
| Tra le tante "Altalex Responsabilità civile Contratto preliminare Responsabilità civile Contratto preliminare AltalexPedia, voce agg. al 27/04/2016 Di Paolo Franceschetti Avvocato e Docente Pubblicato il 27/04/2016 Rapporti tra preliminare e definitivo La prevalenza del contratto definitivo rispetto al preliminare Secondo una prima tesi il contratto preliminare è un contratto autonomo, ben distinto dal definitivo; tra il primo e il secondo sussiste però un rapporto che può individuarsi nel cosiddetto collegamento negoziale. La fonte del rapporto finale, comunque, è costituita dal contratto definitivo, perché è solo da questo momento che avviene il trasferimento del diritto (se trattasi di contratto ad effetti reali) o l'assunzione dell'obbligazione (se il preliminare riguarda un contratto ad efficacia obbligatoria). Quanto alla causa, prevale la teoria per cui ognuno dei due contratti ha una causa propria. Il preliminare ha come causa la stipulazione del definitivo, mentre il definitivo ha la causa propria del contratto posto in essere, restando assolutamente in secondo piano la cosiddetta causa solutionis (ad es. il definitivo di vendita avrà la causa della vendita). In questo senso Cass. 10209/2013. La teoria della prevalenza del preliminare Che il contratto definitivo sia un vero e proprio negozio giuridico, indipendente dal preliminare, è stato contestato da un autore (Montesano) che ha proposto una ricostruzione originale, ma rimasta quasi isolata in dottrina, in base alla quale il definitivo sarebbe in realtà un atto dovuto non negoziale. Il negozio giuridico, infatti, è un atto di volontà ; e abbiamo detto più volte che la volontà , anche se talvolta non può influire sul contenuto, perlomeno offre al contraente la scelta di contrarre o meno. Qui invece il contraente non solo non ha la possibilità di scegliere il contenuto dell'atto, ma non ha neanche la possibilità di scegliere se contrarre o no, dovendo necessariamente stipulare il definitivo. D'altronde la possibilità di ottenere una sentenza costitutiva che tenga luogo del definitivo dimostra che la fonte del rapporto negoziale definitivo non è la volontà delle parti ma il solo preliminare." La teoria della prevalenza del preliminare è anche sostenuta da Gazzoni. Che tu abbia un dottorato non ti autorizza a scrivermi che dico sciocchezze. Punto. 2. I corsi in realtà servono eccome. È mera retorica sostenere che "la formazione degna di nota si fa con la laurea in legge", perchè la laurea in legge si ottiene con un approccio mnemonico; lo studio per i concorsi è un approccio più ragionato e infrasistematico. Ciò detto, ho capito l'andazzo di questa pagina e me ne guardo bene di proseguire le discussioni. Buon proseguimento a tutti | |
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Da: Tutti scoraggiati ![]() | 22/05/2026 23:26:31 |
| @an Il mio consiglio è di stare su Giovagnoli di pen e amm. Di civ da usare il Giovagnoli combinato al Chinè Zoppini. Questi sono i testi che ho usato io e mi sento di consigliarti. Chiaramente giurisprudenza e io ho fatto un corso (non per la scrittura) e posso dirti che nel mio caso mi ha aiutato enormemente (e non lo dico per uma questione di marketing). Ti auguro buon studio e il meglio. Buona serata | |
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| Da: Report | 22/05/2026 23:32:19 |
| Giovagnoli anche no grazie | |
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| Da: Malinverni | 22/05/2026 23:45:38 |
| Tutti Scoraggiati Cioè mi stai citando due pronunce commentare su altalex (una rivista di un pregio che non ti dico...) rispettivamente di 13 e 10 anni fa? Ma hai idea della fiumara di Sezioni Unite civili nel mentre accorse su quegli argomenti che hanno ribaltato plurime volte la questione? E questo sarebbe motivo di sconsigliare e criticare Gazzoni ? Ahahahah ma roba da matti. Poi il sunto che hai fatto sarebbe "i corsi servono eccome ti consiglio i volumi di Giovagnoli". Abbiamo capito anche noi l'andazzo e fai bene a non proseguire la discussione. Saluti. | |
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Da: Tutti scoraggiati ![]() | 23/05/2026 00:10:48 |
| Malinverni, anzitutto io porto rispetto ai Consiglieri di Stato, che ne sanno molto più di me e presumibilmente pure di te, considerando che tu sei qui a scrivere su un gruppo per Concorso al Tar. In secondo luogo ho consigliato dei testi con i quali ho superato ordinaria, con votazioni superiori ai 3 canonici 12 (e quindi così stupidi non devono essere). Impara a portare rispetto al prossimo e a persone che hanno alto grado di competenza, evitandoti sta spocchia. Quantomeno io rispetto le persone. In bocca al lupo per il concorso | |
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| Da: An | 23/05/2026 00:12:11 |
| @Tutti scoraggiati, Grazie, ricambio l'augurio. Dei Giovagnoli ricordo che avevo letto gli estratti sul sito e mi erano piaciuti, avevo apprezzato gli esempi anche nel manuale di civile (se ricordo bene). Poi però, dato il prezzo superiore alla media e la difficoltà di visionarli meglio, ho preferito prendere i Caringella. Ti invito a non abbandonare il forum. Il Gazzoni per molti civilisti - non sono in grado di dire se a torto o a ragione - é 'sacro', ci sta prenderne le difese. Finché si resta nei confini del confronto ritengo sia costruttivo. | |
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| Da: Verwaltungsgericht | 23/05/2026 03:27:09 |
| Desidero fare i miei complimenti a "Tutti scoraggiati", il quale, contrariamente ad altri magistrati ordinari presenti in questo forum, ha finalmente scritto correttamente la seguente frase: "(...) la possibilità di scegliere se contrarre o no (...)", anziché scrivere - come purtroppo capita, anche qui, sovente di leggere - "contrarre o meno". Come già avvertiva Francesco Carnelutti, oltre un secolo fa, soltanto "no" costituisce la negazione, mentre "meno" è solo un avverbio di quantità che non ha - e non può avere - valenza sostitutiva della negazione. Il ruolo di negazione alternativa, incautamente assegnato da molti scriventi al "meno", è completamente sbagliato, prima che sul piano semantico, dal punto di vista logico. Sul piano della logica formale, vi è un'unica struttura binaria: o è "A" oppure è "Non-A". Non esiste il "Meno-A" (!). Nella struttura binaria (A o non-A), l'utilizzo di "o meno" rappresenta un intruso semantico, completamente sbagliato, in quanto difetta del tutto di avversatività . Dire: "La parte ha la possibilità di scegliere se contrarre o no" è la scelta grammaticalmente perfetta sul piano logico e semantico; per contro, dire: "La parte ha la possibilità di scegliere se contrarre o meno", suggerisce - per assurdo - che la parte potrebbe contrarre "in misura minore" (!?), il che integra una locuzione errata, in quanto del tutto priva di senso, oltreché di logica, e costituisce grave errore, specie se scritto in un atto giuridico o, peggio ancora, in un tema per un concorso in magistratura. Si scrive "o meno", in funzione di eufemismo linguistico, perché scrivere "o no" viene percepito da molti scriventi, poco edotti, troppo corto, troppo asciutto, secco, crudo, ma - nei fatti - è l'unica vera negazione oggettiva e corretta. La lingua è uno strumento tecnologico di elevata precisione e, particolarmente, dovrebbe esserlo la "lingua del diritto". L'uso di locuzioni improprie, anche se per pigra abitudine, costituisce a tutti gli effetti errore e segna un marcato decadimento linguistico, inaccettabile per uno scrivente qualunque, figuriamoci per un magistrato. Contrarre o no. E non "contrarre o meno". | |
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| Da: X Verwalt | 23/05/2026 08:07:32 |
| Devi avere proprio una vita di merda se alle 3 e mezzo di notte sei su mininterno a scrivere certe puttanate TROLL | |
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| Da: Verwaltungsgericht | 23/05/2026 08:21:53 |
| Eccoti una manciata di segni di punteggiatura, da utilizzare alla bisogna! ,,,,,,,,, ....... !!!!!!! | |
| Rispondi | |
| Da: @Tutti scureggioni | 23/05/2026 08:41:48 |
| prrrrrrrrrrrrrrrrtttt | |
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| Da: @Tutti scureggioni | 23/05/2026 08:44:09 |
| JustForYou 😉 | |
| Rispondi | |
Da: dm2479 ![]() | 23/05/2026 08:50:05 |
| Verwaltungsgericht, complimenti per la padronanza della lingua e delle strutture argomentative. Il tuo post sull'espressione "o meno" rivela una capacità di scrittura senz'altro notevole in relazione ai requisiti espressivi necessari per il superamento di concorsi di livello non banale. Ciò posto, quello che scrivi è tecnicamente sbagliato. Ti volgi alla semantica e trascuri completamente la pragmatica linguistica, che proprio nel diritto ha una importanza tale che ignorarla, o anche solo non prenderla seriamente in considerazione, conduce ad esiti effettualmente disastrosi. Ricorda che il diritto è scienza sociale, in quanto studio di relazioni umane e non già solo di un linguaggio formale e perfettamente autocontenuto. L'enunciato giuridico è caratterizzato da una inevitabile ambiguità di significato (la celebre 'penombra'), ineliminabile se non attraverso la costante opera dell'interprete, certo informato e corretto, ma giammai infallibile. Perché questa non è logica matematica, laddove il linguaggio è depurato di ambiguità . E' applicazione della comunicazione umana ordinaria - accademica quanto si vuole, ma non nei termini di un simbolismo strettamente non ambiguo - alla soluzione di problemi umani, e dunque costitutivamente caratterizzati da difetto di informazione, ambiguità del dato, bias, menzogna, shifting del significato. Insomma, cerca di non apparire, in sede concorsuale e professionale, un fissato o un autistico grave. Non ti giova | |
| Rispondi | |
| Da: Per sopra | 23/05/2026 09:29:57 |
| Ma il concorso era per entrare all'Accademia della Crusca? | |
| Rispondi | |
| Da: An | 23/05/2026 10:29:14 |
| @Per sopra, Il 'mondo' del diritto - a mio modesto avviso - é pieno di persone che confondono il legittimo desiderio di utilizzare le proprie conoscenze per aumentare il proprio valore personale con il desiderio dà utilizzarle per 'dimostrare' che il proprio valore è maggiore rispetto a quello di altri. Il post di dm2479 forse andrebbe fatto leggere (e il concetto espresso andrebbe insegnato) nelle università , potrebbe contribuire ad evitare in dette persone questa specie di "eterna competizione" fine solo a se stessa. | |
| Rispondi | |
| Da: Tutti Scoreggiati | 23/05/2026 11:31:30 |
| Il mondo del diritto è Giovagnoli | |
| Rispondi | |
Da: dm2479 ![]() | 23/05/2026 14:55:09 |
| Giovagnoli è il Mondo | |
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| Da: Coattoli | 23/05/2026 18:16:01 |
| Facce lo sconto sul corso | |
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| Da: Il fantasma del concorso passato | 23/05/2026 22:12:11 |
| https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/20/consiglio-di-stato-nomina-del-presidente-dal-caso-giovagnoli-al-caso-renzi/2390334/ | |
| Rispondi | |
Da: Raf.itv ![]() | 24/05/2026 14:39:13 |
| Non sono d'accordo con le polemiche. Secondo me la forma è sostanza..però fa troppo ridere il messaggio sull'Accademia della Crusca | |
| Rispondi | |
| Da: Verwaltungsgericht | 24/05/2026 16:59:04 |
| Se il candidato scrive nel tema "o meno", utilizzando impropriamente questa locuzione al posto della corretta negazione, è immediatamente bocciato per evidente carenza di adeguata conoscenza della lingua italiana. E, mancando la conoscenza linguistica di base, non si va nemmeno a leggere "oltre" che cosa un siffatto inetto abbia mai potuto scrivere in punto di diritto. Poi, fate pure come volete... In lingua tedesca, un errore simile non sarebbe neanche concettualmente concepibile perché, per un tedesco, è semplicemente impossibile scambiare un "o meno" per una negazione. Non per nulla, e non per caso, Francesco Carnelutti è stato un incommensurabile giurista. | |
| Rispondi | |
Da: dm2479 ![]() | 24/05/2026 18:01:25 |
| Verwaltungsgericht, sei veramente unico. Mi sembri uno di quei khmer rossi della lingua italiana che vanno in giro a dire che "attimino" non si può dire perché deriverebbe da a-tomos, ovverosia ciò che, nella lingua greca, non si può ulteriormente dividere in sotto-parti (e quindi neanche ridurre), perciò individuato come componente base e irriducibile della materia. Solo che, peccato, si è poi scoperto che l'atomo, l'indivisibile, era divisibile eccome, in particelle, appunto "sub-atomiche" (ossia, letteralmente, che sono più piccole di ciò che, per definizione, non si può ulteriormente ridurre). Insomma, tesoro, sei troppo un genio. Lascia stare i legulei e vai a dare la lezione che meritano ai fisici quantistici. Altro che Carnelutti! (oh, per incidens: la tua lezioncina heideggeriana sulla supposta superiorità della lingua tedesca rispetto a quella italiana, devi usarla appunto come supposta, s'intende) | |
| Rispondi | |
Da: . Sono colpita ![]() | 24/05/2026 20:06:16 |
| DM ueber alles!!! | |
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| Da: @Verwaltungsgericht | 24/05/2026 21:48:15 |
| Sei un grande! Grazie per questa perla della lingua che ci hai dato. Spero davvero tu sia magistrato e nelle tue sentenze promuova la lotta senza quartiere ad: anglismi; attimini; piuttosto che usato per dire oppure. | |
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| Da: Scoregge sui consiglieri | 25/05/2026 00:00:51 |
| Prrrrrrrrtttt Pppffffffff Proooooot | |
| Rispondi | |
Da: . Sono colpita ![]() | 25/05/2026 01:56:47 |
| Da Treccani: È usato spesso meno per no nelle proposizioni interrogative doppie e simili: sappimi dire se accetti o m.; secondo che ci siano o m. complicazioni (in altri casi analoghi, meno non può essere sostituito da no, come per es. nella frase discutere sulla legalità o m. di un provvedimento, cioè sulla legalità o illegalità ). Pur conservando il sign. proprio, equivale in realtà a una negazione, meno assoluta del non (almeno in apparenza), nella formula men che seguita da un agg. o da un avv.: è stato men che educato con me (che per litote significa: «è stato proprio maleducato»); la tua venuta è men che utile (cioè, del tutto inutile); la sua condotta è men che onesta (disonesta); avendo ella ad esse men saviamente più volte gli orecchi porti (Boccaccio), con poca saggezza. Iperbolica è l'espressione m. che niente, o meno di niente, riferita a cose la cui entità è ritenuta talmente inferiore al giusto o al necessario, o così piccola in senso assoluto, da non avere alcun valore: in rapporto al lavoro che svolge, il suo compenso è m. che niente; ricòrdati che qui dentro tu conti m. di niente! | |
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| Da: Verwaltungsgericht | 25/05/2026 02:01:06 |
| Come ha luminosamente spiegato anche il linguista Aldo Gabrielli, non è corretto scrivere: "non so se partire o meno". Delle due, l'una: o parto oppure non parto. Non si può partire "meno", in misura inferiore... soltanto un po' (!). O contraggo o non contraggo. Se in un tema - elaborato nientemeno che per un concorso di secondo grado in magistratura - mi trovo a leggere il sintagma avverbiale "o meno" in luogo della corretta locuzione negativa ("o no"/"oppure no"), io boccio il candidato i-n-e-s-o-r-a-b-i-l-m-e-n-t-e. Dopodiché - ripeto - ciascuno, in scienza e coscienza, è libero, in questo caso, di regolarsi come meglio crede (o suppone). La "tagliola" serve proprio a questo. | |
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