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Abolizione esame avvocato
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Da: dr.bbb  -banned!- 18/06/2016 14.18.56

- Messaggio eliminato -

Da: kleinfeld800  -banned!-19/06/2016 10.39.33

- Messaggio eliminato -

Da: Liberale 21/06/2016 16.53.52
Sono tornato dopo molti mesi (oltre un anno) e vedo Kleinfeld800 che cambi continuamente nick, giri per i forum ad insultare. Come fai a trascorrere tutto questo tempo in chat?

Da: baccambarus 21/06/2016 17.47.27
Dai ragazzi mi sembrate nati ieri; Concorsopoli non è una leggenda di corridoio. Vi dico la mia esperienza da praticante avvocato, tra l'altro piuttosto sui generis rispetto alla media. Io son torinese, praticai per 2 anni e mezzo in uno studio legale avendo modo di fare sia esperienza in civile e in penale nel frattempo ottenni l'abilitazione provvisoria e cominciai a farmi la mia clientela. Masticando bene l'inglese ebbi modo di costruirmi una nicchia di clientela per cui molti avvocati - non conoscendo l'english - eran tagliati fuori... perchè il problema di questa carneficina da 80 anni a questa parte sono i fottuti soldi (che poi si mascheri con la favola della professionalità e preparazione) ; la categoria è in sofferenza economica , 8000 avvocati si son cancellati per evitare il salasso della cassa forense. Diciamo che io, ebbi l'intuito di coltivare il fenomeno dell'immigrazione , quindi parevo più un virtuoso salmone controcorrente, poi vabbeh per via del passa parola cominciarono ad arrivarmi anche cause milionarie... Ciò premesso, i primi 2 anni di partecipazione all'abilitazione scrivevo i pareri in stampatello avendo una calligrafia un po' troppo dottoresca  (tipo quelle calligrafie sulle ricette mediche) , va a capire se mi bocciavano per quello, terza volta - per curiosità e vedere se leggevano gli elaborati - scrissi delle assurdità nel parere di civile e la mia intuizione fu corretta; avevano dato neanche uno sguardo all'elaborato. Quarta volta passo lo scritto, all'orale , un vecchio rincoglionito mi chiese se c'era un limite minimo di pena in caso di concorso nel reato... gli rispondo ovviamente  SI (mai sentito un giudice recitare -""In nome della Repubblica Italiana la condanno a zero anni di reclusione) . Per lui, invece, un limite minimo non c'era... Ciò premesso, Vi svelo la mia filosofia; delle scimmie tra di loro non si sentono delle scimmie, così come dei down tra di loro non si sentono minorati.

Da: Liberale 22/06/2016 11.32.59
Concordo con te baccambarus.

Da: emma83 22/06/2016 15.42.32
ma...è chiaro che nel caso di concorso di persone nel reato non ci sia un limite di pena imposto a priori , perchè il minimo edittale è quello stabilito dalla fattispecie monosoggettiva combinata al 110 cp (che sarà ogni volta diversa in base alla specifica contestazione)

forse non ho capito io; la risposta mi sembra così scontata.

In ogni caso, la bocciatura non può essere dipesa da un solo errore.


Da: Liberale 22/06/2016 15.51.19
Sul limite minimo di pena sul concorso è vero ciò che dice emma83

Da: feels  -banned!-28/06/2016 13.20.32

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Da: StefanoSag 28/06/2016 15.41.16
Ciao a Tutti! Ho fatto l'esame per la prima volta presso la Corte di Appello di Venezia e non sono stato ammesso. Sapevo che la percentuale della fortuna supera quella della bravura..... e per questo a ottobre ho iniziato a fare il percorso di abilitazione spagnolo. Chi vuole informazioni mi contatti pure al n. 3383148665

Da: feels  -banned!-30/06/2016 13.02.53

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Da: feels  -banned!-01/07/2016 12.40.05

- Messaggio eliminato -

Da: Andrea LECCE 01/07/2016 13.57.10
Feels, ma non sarebbe molto meglio (E MOLTO PIU' CORRETTO) aprire una discussione apposita dove si parla solo dell'azione legale, piuttosto che inoltrare lo stesso messaggio in tutti i topic aperti del forum? Non voglio pensare che tu stia facendo pubblicità all'Avv. Leone, ma, che sia così o meno (non mi interessa), puoi farlo in una discussione apposita. Creala e così a chi è interessato basta entrare lì per parlare dell'azione legale. Oltre ad essere più corretto verso tutti gli altri utenti che non vogliono vedere spam, è anche più comodo per te e per gli eventuali interessati.
GRAZIE.

Da: Liberale 01/07/2016 14.19.51
infatti, qui si parla di altro.

Da: carla55555 05/07/2016 12.31.46
Ragazzi ho aperto una discussione apposita per sapere se vi sono i presupposti per presentare ricorso. Francamente, dopo esser passata lo scorso anno ed essere stata bocciata agli orali...non ci sto ad aspettare un altro anno.
Se qualcuno ha delle informazioni in merito potrebbe fornirle?
Magari anche per sapere se sono stati vinti davvero negli scorsi anni come si dice? Grazie a chi risponderà.

Da: Liberale 29/10/2017 02.16.20
up

Da: Liberale 16/04/2018 18.59.43
Esame di Stato per avvocati, che senso ha renderlo obbligatorio?

FONTE: https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/12/11/esame-di-stato-per-avvocati-che-senso-ha-renderlo-obbligatorio/4032477/

Come tutti gli anni, in questi giorni, ricorre la triste data dell'esame per l'accesso alla professione di avvocato. L'evento riguarda migliaia e migliaia di giovani (e meno giovani) neo-laureati in Giurisprudenza che hanno svolto almeno un anno e mezzo (ma erano due anni fino a poco fa) di pratica forense presso qualche studio legale.

Senza superare l'esame non si accede agli orali e quindi al titolo di avvocato, il che non impedisce comunque di svolgere la professione, ma costringe a svolgerla con notevoli limitazioni rispetto a chi il titolo l'ha già acquisito. In particolare, si può affrontare un contenzioso fino a un certo tetto (circa 25mila euro) e non si può accedere ad incarichi fiduciari importanti per i quali è sempre richiesto il titolo pieno.

Per di più, negli ultimi anni, il governo sta imponendo regole sempre più rigide per il superamento dell'esame e chi non lo supera per sei anni perde anche il titolo di praticante avvocato, non potendo più agire in giudizio senza prima rifare la pratica. Insomma, l'esame è una tappa obbligata della professione. Senza, si rimane a metà del guado, con il rischio di tornare indietro come nel gioco dell'oca. Dopo aver avuto la facoltà di svolgere la professione per diversi anni, improvvisamente la si perde. Il passo del gambero.
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Negli ultimi anni, inoltre, la percentuale di chi ce la fa è scesa moltissimo, quasi sempre sotto il 20% di chi partecipa e talvolta intorno al 10% in diverse sedi. L'esame è divenuto più rigido e complicato nelle procedure di correzione, per scoraggiare le raccomandazioni, ma non per questo più scrupoloso. Da tempo, negli ambienti del settore, gira voce che le correzioni siano fatte a campione, senza neppure leggere i compiti oppure leggendo solo le prime righe. Considerato il numero dei partecipanti, non è inverosimile che sia così: solo nel foro di Napoli ci sono migliaia compiti da correggere.

È un modo comune di dire che l'esame è un terno al lotto, nel senso che non si può prevedere chi lo supera e chi no: candidati bravissimi falliscono per anni, mentre ciucci matricolati lo superano al primo colpo.


Oltre al danno c'è la beffa di dover sostenere l'esame scritto che dura tre giorni di fila al freddo e al gelo - com'è successo l'anno scorso ad alcuni sfortunati - così che sia i candidati che i docenti della commissione rischiano un malanno. Il motivo è semplice: nelle sedi maggiori, i candidati sono talmente numerosi che occorrono locali enormi per poterli svolgere. E poco importa se quei locali sono spesso inadeguati allo scopo. Per dignità dei candidati e delle commissioni non parlo delle modalità di svolgimento dell'esame, che del resto sono note a tutti. Basta cercare su un qualunque motore di ricerca per trovare centinaia di articoli di giornale sui tanti scandali al riguardo che si sono succeduti nel corso degli anni.

La domanda sorge spontanea: se l'esame è un terno al lotto, che senso ha renderlo obbligatorio? Che senso ha obbligare il praticante a abbandonare la professione per non essere riuscito a superarlo un certo numero di volte? L'esame di avvocato è una delle tante tessere del mosaico arabesco delle transizioni scuola lavoro in Italia. Un esempio lampante dell'ipocrisia, della lentezza e dell'approssimazione che regnano sovrane. L'unico risultato è quello di rendere inutilmente complicato il percorso degli avvocati, fino a causare una totale perdita di fiducia in loro stessi.


Perché non sostituire questo inutile e triste sistema con un percorso serio di formazione post lauream coinvolgendo l'università, gli ordini professionali e le scuole per le professioni legali. Se dobbiamo rendere l'accesso alla professione più difficile, almeno rendiamolo formativo. Questo paese non pensa abbastanza ai percorsi post lauream. Uno di questi dovrebbe essere proprio collegato con l'accesso alle professioni, non solo quelle legali.

Molti sostengono che l'esame deve essere difficile poiché vi sono già troppi avvocati. Ma, se la selezione deve essere fatta, che la si programmi per bene. Potrebbe essere utile tornare al tre+due. Il triennio dovrebbe essere per tutti e generalista, come era nello spirito della riforma, per l'accesso ai concorsi e al lavoro nelle imprese. La specialistica, invece, dovrebbe essere per i pochi destinati ad entrare nelle professioni legali: avvocato, magistrato, notaio. Perciò l'accesso al biennio dovrebbe essere molto selettivo, a partire dal voto della triennale e da un test d'ingresso ben fatto.

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