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Concorso dirigenti scolastici - Preparazione agli SCRITTI
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Da: platonicus 21/11/2011 13:43:03
grazie canguro e grazie dubbio lecito, wiki
vado al lavoro...
buona continuazione
Rispondi

Da: canguro 21/11/2011 13:43:32
no, dubbio, resta in vigore il vecchio, poi ci sono varie procedure, tipo il tavolo di rafreddamento in caso di grossi contrasti
Rispondi

Da: sybilla21/11/2011 13:47:18
dai, si stava sherzando
che mi hai presa sul serio??? torno al lavoro...
Rispondi

Da: ............21/11/2011 13:48:31
http://www.edscuola.it/archivio/ped/tiriticco/lettera_aperta_profumo.pdf
Rispondi

Da: sybilla21/11/2011 13:50:35
linee guida per gli istituti tecnici e professionali
sarebbero le direttive ministeriali n°57 e 65 del 2010, che declinano gli obiettivi specifici, come per i licei le indicazioni nazionali del 26 maggio 2010...
giusto?????
Rispondi

Da: ............21/11/2011 13:51:58
ehhhh????
ma non sono DPR 87, 88, 89 2010?
Rispondi

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Da: ............21/11/2011 13:52:48
canguro, vai a mangiare, sennò si RAFREDDA
Rispondi

Da: canguro 21/11/2011 13:54:32
l'ananas deve essere fredda :D
ho notato che stimola la mente e rilassa.
è il mio pranzo di oggi: una ananas intera. :D
Rispondi

Da: Carlo65 21/11/2011 13:55:13
..."RAFFREDDA", con due "D"...
Rispondi

Da: ............21/11/2011 13:56:13
appunto, però semmai 2 F (dillo al tuo amico)
Rispondi

Da: canguro 21/11/2011 13:56:45
sia due D che due F :D
Rispondi

Da: ............21/11/2011 13:57:22
ma bravoooooooo!!!!!!!
Rispondi

Da: Carlo65 21/11/2011 14:07:26

"Da:    21/11/2011 12.09.45
Ma che schifo, anche qui... e mininterno lascia che certi individui accedino al forum. "

"Accedano", non "accedino".

Rispondi

Da: sybilla21/11/2011 14:07:56
allora... i Regolamenti 87-88-89/2010 prevedono che la declinazione degli obiettivi di apprendimento di ciascun indirizzo o settore sia dettagliata in norme successive... che nella fattispecie sono:
- per i licei le Indicazioni Nazionali Direttiva del 26 maggio 2010
- per i Tecnici e Professionali le linee guida emanate con direttive ministeriali n°57 e 65 del 2010
ora è più chiaro? confermate?
Rispondi

Da: adaspa 21/11/2011 14:20:55
la contrattazione è entro il 30 novembre, dice il mio dsga
Rispondi

Da: SOS carlo6521/11/2011 14:23:26

- Messaggio eliminato -

Rispondi

Da: Ma lo sapete che.....21/11/2011 14:27:54

- Messaggio eliminato -

Rispondi

Da: flos 21/11/2011 14:28:13
ma 'sti titoli on line??? uff!!!
odio le incombenze burocratiche e quando ci sono non vedo l'ora di eliminarle!
caro miur, guarda che mi aspettano due settimane da incubo... quindi sbrigati!!!
Rispondi

Da: alesil 21/11/2011 14:34:13
Speriamo arrivino indicazioni in tempo utile, noi tutti ci stiamo allenando anche per  aggiustare il tiro alla penna, e stiamo investendo in questo molte energie. Una cosa e' un tema, una cosa e' rispondere in venti righe ad una domanda aperta. L' allenamento sarebbe certamente diverso. Auspico , come tutti, credo indicazioni al riguardo.




red - Pubblichiamo la lettera dell'ADI inviata al neo Ministro dell'istruzione sulla situazione relative al concorso a dirigente. "Non si sprechi l'occasione del concorso in atto. Non si aspetti un improbabile futuro. Si intervenga ora per rendere affidabili le prove scritte del 14-15 dicembre p.v."

Illustre Ministro,

il programma di governo ha affermato di voler mettere mano alla "revisione del sistema di selezione, allocazione e valorizzazione degli insegnanti".

L'ADi, Associazione Docenti Italiani, è assolutamente d'accordo, ma considera altrettanto importante un'altra selezione, allocazione e valorizzazione, che ha carattere di assoluta priorità: quella dei dirigenti scolastici.

Ebbene, una qualificata selezione dei dirigenti va fatta hic et nunc, nel concorso in atto, non in un improbabile futuro e non a parole.

Dopo alcune "traversie" iniziali (1000 quesiti sbagliati sui 5000 predisposti per la prova preselettiva, corretti all'ultimo minuto, dopo le segnalazioni di cui si è fatta da subito portavoce questa associazione), la successiva gestione della prova preselettiva, condotta da Formez, ha garantito la trasparenza della procedura. Una preselezione che ha scongiurato favoritismi e clientelismi e ha visto emergere molti giovani: una novità storica per l'Italia.

Ci sono in atto, come sempre ormai, ricorsi di massa, contro i quali chiediamo un forte impegno del MIUR, perché siano respinti dal TAR.

Ma c'è un altro problema molto serio: le prove scritte, calendarizzate per il 14 e 15 dicembre prossimi, si presentano assolutamente inaffidabili.

Occorre un intervento immediato prima che sia troppo tardi.

Questi i motivi di forte preoccupazione:

1) il concorso è nazionale, ha avuto prove preselettive identiche in tutte le Regioni, corrette tutte dallo stesso ente, il Formez, ma le due prove scritte, che si svolgeranno ovunque negli stessi giorni, il 14 e 15 dicembre p.v., pare non siano uguali sul territorio nazionale, anzi sembra certo che ciascuna commissione regionale definirà autonomamente le prove, con il rischio di perpetuare sperequazioni e difformità già pesantemente verificate in passato.

2) Ma c'è di più: il bando ha definito in termini assolutamente vaghi i contenuti delle due prove, un elaborato e la soluzione di un caso, senza chiarirne l'impostazione, la lunghezza e i criteri di valutazione

3) La struttura delle prove è così oscura, che nelle menti di alcuni dirigenti del MIUR deve essere stata concepita come una sorta di composizione letteraria, dal momento che per queste prove sono state assegnate, caso unico al mondo, otto ore!

Se si vuole rendere affidabile questo concorso è necessario che:

1) Le due prove siano uniche sul territorio nazionale. L'accordo per le date uniche (che erano di competenza degli Uffici scolastici regionali) va esteso al contenuto delle prove. Non vi è nessuna esplicita controindicazione nel bando.

2) Entrambe le prove siano impostate in modo da stimolare la sintesi, evidenziare il livello di informazione e la capacità del candidato di andare al cuore del problema. A questo fine le prove devono essere strutturate, come avviene in tutti gli altri Paesi, con domande aperte, definendo la lunghezza delle risposte, così da rendere la correzione rapida, accurata ed obiettiva, a differenza di quanto avviene nei tradizionali "temi".

3) Siano esplicitati i criteri di valutazione, che devono essere chiari ed espressi in forma gerarchica, dal più importante al meno importante.

4) Infine per scongiurare indecorosi fenomeni del recente passato, le prove dovrebbero essere corrette e valutate da una commissione regionale diversa da quella di appartenenza del candidato.

L'ADi ha messo a disposizione sul proprio sito molti esempi, fornendo indicazioni puntuali e dettagliate di quanto avviene in altri Paesi e precisando quanto si dovrebbe fare per poter avere una selezione qualificata, rigorosa, obiettiva e trasparente. Ed è disponibile a qualsiasi confronto.

Siamo certi, Signor Ministro, che coglierà l'importanza del problema e vorrà intervenire. C'è poco tempo, ma sufficiente per far sì che questa selezione assuma quella serietà e quel rigore che questo governo ha enunciato.

Con i migliori saluti
Alessandra Cenerini

Presidente dell'ADi, Associazione Docenti Italiani, www.adiscuola.it
Rispondi

Da: pescenuvola21/11/2011 14:36:29

Gentile Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca,
parlare di valutazione di sistema oggi non è affatto una cosa facile, non solo perché alcuni luoghi comuni in negativo agitati da alcune parti ne snaturano le finalità, ma anche perché il concetto stesso si è venuto maturando con difficoltà nel corso degli ultimi decenni e, a mio giudizio, non è ancora giunto a un suo definitivo ubi consistam.

Una storia non priva di difficoltà

Cominciammo a parlare di valutazione di sistema un po' timidamente in occasione della Conferenza della scuola del 1990 (ministro Mattarella), consapevoli che il miglioramento degli apprendimenti non è direttamente dipendente solo da un progressivo aumento degli investimenti. Poi nel '94, con il varo del Testo unico dell'istruzione, con l'articolo 603, giungemmo a una prima definizione di "parametri di valutazione della produttività del sistema scolastico" e avvertimmo la necessità di allertare gli allora Cede, Bdp e Irrsae per un'attività di questo tipo (l'articolo 603 venne poi abrogato dall'articolo 17 del dpr 275/99). In seguito, con la legge 59 del '97 all'articolo 21, commi 9 e 10, ravvisammo ulteriormente la necessità di procedere alla verifica e alla valutazione della produttività scolastica. Nello stesso anno con la Direttiva 307 demmo vita presso il Cede al Sistema Nazionale di Valutazione per la Qualità dell'Istruzione. Infine, nel 1999, nell'articolo 10 del dpr 275 scrivemmo: "Per la verifica del raggiungimento degli obiettivi di apprendimento e degli standard di qualità del servizio, il Mpi fissa metodi e scadenze per rilevazioni periodiche. Fino all'istituzione di un apposito organismo autonomo le verifiche sono effettuate dal Cede, riformato a norma dell'articolo 21, comma 10 della legge 59/97". Nello stesso anno, con il dlgs 258/99 il Cede venne trasformato in Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema di Istruzione e la Bdp in Indire. L'Invalsi venne poi organizzato con il dpr 313 del 2000 come "ente di diritto pubblico sottoposto alla vigilanza del Ministero della pubblica istruzione", L'Invalsi quindi nacque come una costola del Mpi e non come un'agenzia autonoma, come invece auspicavano i primi sostenitori della necessità che anche nel nostro Paese si delegasse a un'agenzia autonoma il compito di valutare la produttività del sistema scolastico (era il pensiero di Aldo Visalberghi).
La valutazione di sistema trovò infine una sua corretta definizione con la legge 53/03, dove, all'articolo 3, comma b leggiamo: "Ai fini del progressivo miglioramento e dell'armonizzazione della qualità del sistema di istruzione e di formazione (professionale, n.d.a.), l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell'offerta formativa delle istituzioni scolastiche e formative (professionali, n.d.a.); in funzione dei predetti compiti vengono rideterminate le funzioni e la struttura del predetto Istituto". L'anno successivo, con il dlgs 286 viene istituito il Servizio nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione e viene riordinato l'Invalsi: alla parola finale "istruzione" viene aggiunta l'espressione "e formazione" (professionale).

L'avvio delle attività e le conseguenti implicazioni

In anni più recenti seguono una serie di direttive. Con la 74/08, a carattere triennale, si calendarizzano le concrete attività dell'istituto per la rilevazione degli apprendimenti: si decide che nell'anno scolastico 2008/09 si parte con la scuola primaria; con il 2009/10 con la scuola media, con il 2010/11 con la scuola secondaria di secondo grado. Con la direttiva 75/08, a carattere annuale, vengono individuati gli obiettivi generali delle politiche educative nazionali cui l'Invalsi dovrà attenersi per lo svolgimento della propria attività istituzionale per l'anno scolastico 2008/2009. Ai fini di una completa informazione, è opportuno ricordare anche i seguenti dispositivi: la Direttiva 67/10; la Nota 3813 del 30/12/10; la Lettera del Presidente Piero Cipollone alle scuole del 10 gennaio 2011; la Cm del Direttore Carmela Palumbo del 24 aprile 2011.
Le esperienze valutative che si sono avvicendate negli ultimi anni nelle scuole non sono state scevre da difficoltà: a) nessuna chiarezza alle scuole sui compiti loro assegnati e sulle concrete finalità delle rilevazioni; b) appesantimento non retribuito del lavoro degli insegnanti; c) prove Invalsi non sempre corrette sia in ordine alle concrete competenze da testare (data l'estrema incertezza normativa circa gli standard terminali dei singoli percorsi di studio) che sotto il profilo docimologico. Va aggiunto che le prove si sono "abbattute" sulle scuole in un momento di grave crisi succeduta ai tagli indiscriminati operati dai ministri Tremonti e Gelmini; per cui sembrava anche improponibile valutare la qualità delle prestazioni degli studenti mentre in contemporanea si tagliavano le risorse. Va anche considerato che nessuna disposizione chiara proponeva alle scuole l'obbligatorietà delle prove, la quale, pur se si desume dal citato articolo 3 della legge 53/03, non è mai diventata operativa a seguito di una trattativa che si sarebbe dovuta attivare in sede di normativa e di contrattazione.
Pertanto, nella tornata del 2011 l'amministrazione delle prove Invalsi ha provocato enormi difficoltà soprattutto nella scuola secondaria di secondo grado, giunta assolutamente impreparata e non sufficientemente informata dell'importanza e della necessità di una valutazione di sistema. Va aggiunto che, per insufficienza della norma e di una cultura docimologica a monte, si sono create pericolose confusioni tra la valutazione di sistema, relativa agli apprendimenti degli alunni, e la valutazione degli insegnamenti, che è tutt'altra cosa e che riguarda la distribuzione delle discipline e dei relativi monti orari, nonché la stessa valutazione degli insegnanti, che è altra cosa ancora. Il fatto è che in parallelo nel 2011 si è avviata in alcune scuole in via sperimentale un'attività concernente la premialità e il merito individuale degli insegnanti: ciò in ordine al titolo III, "merito e premi", del dlgs 150/09 (decreto Brunetta). Va chiarito che la valutazione degli operatori pubblici, a qualsiasi amministrazione appartengano, pur se conforme con lo sviluppo del processo autonomistico e ad esso funzionale, non solo è tutt'ora in fieri, ma è assolutamente altra cosa rispetto alla valutazione del sistema di istruzione e di formazione. Se non c'è chiarezza su questi punti, anzi, se si alimenta la confusione, risulta estremamente facile che si elevino vigorose proteste: e così è stato in molti istituti secondari nello scorso mese di maggio, anche se Miur e Invalsi hanno preferito nascondere la testa sotto la sabbia e minimizzare la cosa.
Insomma, le autorità competenti devono ribadire con forza che un conto sono le iniziative di valutazione del merito dei singoli operatori, a qualunque amministrazione appartengano, altro conto è la valutazione di un intero sistema: può darsi infatti il caso di un operatore ottimo e di un sistema fallimentare, se non addirittura viceversa! Se poi il ministro Gelmini dichiara a 'la Repubblica' del 9 ottobre che "non riusciremo ad aumentare gli stipendi, ma vareremo un sistema di incentivi basato sui test Invalsi",ciò dimostra con estrema chiarezza che non solo un ministro non sa quel che dice ma neanche quel che fa, o dovrebbe, con il suo stesso ministero! Si tratta, comunque, di un'ammissione estremamente pericolosa non solo per gli effetti che ha prodotto e produce, ma anche per l'errore che la sottende. O meglio, potremmo dire che le norme che si sono susseguite negli ultimi anni sono così impasticciate e confuse che neanche la loro depositaria e curatrice sembra capace di venirne a capo! Occorre ancora ribadire che si tratta di tre concetti diversi: a) le prove Invalsi - quando ben fatte, ovviamente - servono a valutare il sistema; b) gli incentivi agli insegnanti "bravi" sono un'altra cosa e rientrano nella premialità di cui al decreto Brunetta; c) andranno sostenute - con criteri da definire - quelle scuole che, grazie alle prove Invalsi, si dimostreranno più deboli: anche in forza di quei livelli essenziali delle prestazioni, di cui lo Stato ha legislazione esclusiva, come recita, tra l'altro, l'articolo 117 della Costituzione.

La situazione oggi

Ora il governo Berlusconi non c'è più e la Gelmini è tornata alle sue personali faccende: il che sarebbe un'ottima cosa purché la nuova amministrazione sia in grado di prendere atto della confusa situazione esistente e di assumere le iniziative del caso. Veniamo ai dettagli.
Partiamo dalla lettera che l'allora presidente dl Consiglio, Silvio Berlusconi, ha inviata il 26 ottobre 2011 alla Commissione e al Consiglio europei circa la difficile situazione italiana e ai provvedimenti che il nostro governo avrebbe dovuto assumere. Al punto Promozione e valorizzazione del capitale umano leggiamo testualmente: "L'accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove Invalsi), definendo per l'anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell'arco d'un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento".
L'espressione è estremamente generica e, per certi versi, può dar luogo ad equivoci: Che effettivo rapporto corre tra l'accountability delle scuole e le prove Invalsi, tra l'altro citate in parentesi? E con quali iniziative saranno "ristrutturate" - in quanto sostenute? - le scuole più deboli? E non è un caso che a tale lettera Olli Rehn, Commissario europeo per gli affari economici e monetari, risponde il 4 novembre con una serie di quesiti posti a Giulio Tremonti chiedendogli una serie di approfondimenti in ordine ad alcune materie.
I punti 13 e 14 riguardano l'istruzione. Leggiamoli: "Capitale umano 13) Come verranno ristrutturate le singole scuole con risultati insoddisfacenti nelle prove Invalsi? 14) Come intende il governo italiano valorizzare il ruolo degli insegnanti nelle singole scuole? Che tipo di incentivi saranno utilizzati a tal scopo?" E Tremonti ha così risposto: "Promozione e ottimizzazione del capitale umano. La rendicontazione (accountability) delle singole scuole sarà incrementata (sulla base dei test Invalsi), introducendo un programma di ristrutturazione nell'anno scolastico 2012-13 per quelle con risultati insoddisfacenti; il ruolo degli insegnanti verrà valorizzato (incrementando il loro carico di insegnamento e il corrispondente livello salariale nel corso di un periodo di cinque anni); sarà introdotto un nuovo sistema di selezione e reclutamento". A domande precise, risposte non certo pertinenti e chiare! Comunque, sembrerebbe che per le scuole risultate più deboli venga avviato un programma di "ristrutturazione": e ciò significherebbe che per tali scuole verranno dati maggiori finanziamenti? Mah! Attualmente la normativa non prevede opzioni di questo tipo: o forse Tremonti sembra addirittura recedere dalla sua politica di tagli lineari? Mah!

Il da farsi subito

Ma ora abbiamo un nuovo governo e un nuovo Ministro Miur, e la parola e l'azione passano direttamente a loro. E'opportuno sottolineare quanto ha detto in proposito delle suddette questioni il nuovo Presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti nel suo discorso del 17 novembre al Senato: "La valorizzazione del capitale umano deve essere un aspetto centrale. Sarà necessario mirare all'accrescimento dei livelli di istruzione della forza lavoro, che sono ancora oggi nettamente inferiori alla media europea, anche tra i più giovani. Vi contribuiranno interventi mirati sulle scuole e sulle aree in ritardo - identificando i fabbisogni anche mediante i test elaborati dall'Invalsi - e la revisione del sistema di selezione, allocazione e valorizzazione degli insegnanti". Insomma, si insiste sul continuum scuole/invalsi/insegnanti, di cui, però, occorre ritrovare e definire precise competenze.
Occorre sciogliere, e presto più nodi: a) che la valutazione di sistema superi al più presto l'impasse in cui si trova e diventi una pratica "normale"; b) che il Miur definisca gli standard di competenze da testare nelle rilevazioni da effettuare anno dopo anno; c) che l'Invalsi proponga prove che siano l'esito della più avanzata ricerca docimologica; d) che le scuole e gli insegnanti avvertano che la rilevazione Invalsi è di aiuto concreto per le loro programmazioni e attività; e) che tutta la macchina operativa, pur nella sua complessità, sia trasparente, efficiente ed efficace; f) che il nodo dell'obbligatorietà della rilevazione sia assunto come dato ineludibile da parte delle scuole e degli insegnanti. A tale proposito è bene citare la nota ministeriale del 18 ottobre u. s., firmata da Carmela Palumbo, in cui si afferma che "gli impegni connessi allo svolgimento delle rilevazioni dovranno trovare adeguato spazio di programmazione nell'ambito del piano annuale delle attività, predisposto dal dirigente scolastico e deliberato dal collegio dei docenti ai sensi dell'art 28, comma 4, del vigente Ccnl. Inoltre il riconoscimento economico per tali attività potrà essere individuato, in sede di contrattazione integrativa di istituto, ai sensi degli artt. 6 e 88 del vigente Ccnl". Però, è bene ricordare che le scuole devono essere messe in condizione di individuare e definire tale riconoscimento economico, altrimenti il contenzioso già in atto non avrà mai fine.
Gentile Ministro! Lo spazio operativo in tale delicata materia della valutazione di sistema è ampio e per certi versi difficile. Ciò che dovrebbe fare, prima di sciogliere i nodi sopra esposti, Lei che è ingegnare e che si intende di sistemi ben più complessi e sofisticati di quello dell'istruzione e della formazione professionale, è restituire chiarezza ad una materia che da anni ha visto solamente un sommarsi di norme e dispositivi che hanno reso complicata una "cosa" che più semplicemente è soltanto… complessa! E Lei capisce ciò che intendo dire. Lei deve essere in grado di dare fiducia agli insegnanti che si accingono ad un lavoro che in effetti non hanno mai fatto e che ancora vedono con diffidenza. E, se vuole un consiglio, faccia assoluta chiarezza sulle finalità e sul da farsi e… cominci ad aprire la borsa. Se uno dei compiti di questo governo è quello di restituire credibilità alle istituzioni, lanci un segnale di discontinuità: l'istruzione è la speranza del domani e di un Paese migliore. Da troppi anni è stata l'ultima ruota del carro della compagine governativa. Abbia la forza e l'intelligenza di restituirle il posto che merita!
Grazie per quanto potrà fare! Con viva cordialità!

Roma, 19 novembre 2011
Maurizio Tiriticco
Rispondi

Da: Ma lo sapete che.....21/11/2011 14:37:14

- Messaggio eliminato -

Rispondi

Da: alesil 21/11/2011 14:38:03
Tra l altro, in un recente concorso  svoltosi con identiche modalità, rispetto al nostro, nel bando si parlava di ' elaborato' , in realtà , poi, la prova consisteva in tre domande aperte, piuttosto puntuali, da risolvere in trenta righe . Una prova del genere sarebbe preferibile al tema, ma sarebbe utile sapere in tempo per mirare opportunamente la preparazione.
Che ne dite?
Rispondi

Da: alesil 21/11/2011 14:41:57
Mi pare che lADI avesse già fatto una proposta in merito. Comunque il punto, non e' l affidabilità Dell ADÌ, sulla quale non mi permetto di fare osservazioni, anche perché non ho motivi per metterla in dubbio, il punto e' sapere in tempo come sarà la prova per poter condurre una preparazione seria
Rispondi

Da: adaspa 21/11/2011 14:42:05
nella lettera di tiriticco a profumo, mi colpiscono alcuni concetti:
"La valorizzazione del capitale umano....accrescimento dei livelli di istruzione nettamente inferiori alla media europea...valutazione di sistema diventi una pratica "normale";
come dicevo prima, non sarebbe improbabile un discorso sulla valutazione, considerando che è davvero un punto nevralgico del nostro sistema, c'è qualcosa che non va, abbiamo docenti in gamba, preparati, studenti che non hanno nulla da invidiare ai coetanei inglesi, finlandesi o francesi (io stessa da studentessa ho avuto esperienza all'estero e non mi sono accorta della genialità dei cugini transalpini). Quindi, c'è da riflettere, non si può affermare che i docenti italiani sono ciucci o che lo siano gli studenti. Cosa non va? le prove che somministriamo? perchè devono dire che la scuola italiana non va? l'anno scorso ho visto un pezzetto di una puntata di report sulle scuole italiane d'eccellenza. Purtroppo non ho potuto seguirla perchè ero a casa di un'amica che continuava a parlarmi delle doppie punte e della ricrescita...però ricordo delle scuole siciliane con importanti riconoscimenti (pubbliche), una bellissima scuola romana (privata) in cui i ragazzi apprendevano attraverso modalità laboratoriali concrete, non nel senso che ci si sposta fisicamente da un'aula all'altra. Certo, dicendo privata ci si riferisce chiaramente ad un altro pianeta (con  fonti di finanziamento di altra entità).  Secondo me, non è da escludere che ci faranno riflettere su cosa effettivamente potrà creare innovazione e miglioramento nella scuola italiana pubblica, aldilà delle belle parole e degli intenti europei. Noi come docenti ce la mettiamo tutta. E come dirigenti...cosa faremmo?
Rispondi

Da: alesil 21/11/2011 14:43:56
Magari la valutazione! Argomento interessante e punto nevralgico.
Rispondi

Da: Napoli221/11/2011 14:49:53

Interessante studio di caso:
siete assegnati a una scuola con le problematiche riportate nel
seguente articolo:

http://www.corriere.it/cronache/11_novembre_21/scuola-napoli-caivano-cattedre-docenti-crsipino_ee040486-1427-11e1-ab68-9c5b3cac959b.shtml

quali strategie mettete in atto per risolvere la situazioe?
Rispondi

Da: ............21/11/2011 14:53:13
VALUTAZIONE (e dintorni...)

Qualcuno mette i voti...
Qualcuno mette i voti...
perché così almeno si capisce com'è andata.
Qualcuno mette i voti...
anche se così non si capisce com'è andata.
Qualcuno mette i voti...
perché sta seduto nelle ultime file del collegio docenti
e di qui non si sente che cosa dicono là davanti.
Qualcuno mette i voti...
perché sta seduto nelle prime file del collegio docenti
e tanto dietro non ascoltano che cosa si dice qua davanti.
Qualcuno mette i voti...
perché dopo dieci anni di precariato ha perso la speranza
Qualcuno mette i voti...
perché ha perso la speranza dopo trent'anni di ruolo.
Qualcuno mette i voti...
perché intanto è tutto inutile.
Qualcuno mette i voti...
perché è finalmente una cosa utile.
Qualcuno mette i voti...
perché la scuola è una cosa seria
ed è importante valutare con chiarezza.
Qualcuno mette i voti...
perché la scuola non è più una cosa seria
e tanto non gli importa quello che gli scrivi.
Qualcuno mette i voti...
perché la scuola non è mai stata una cosa seria
e bisogna smettere di perderci troppo tempo.
Qualcuno mette i voti...
perché la scuola deve tornare a essere una cosa seria.
Qualcuno mette i voti...
perché così imparano a non studiare.
Qualcuno mette i voti...
perché tanto non studiano lo stesso.
Qualcuno mette i voti...
perché ha fatto il sessantotto e non gli hanno mai dato retta.
Qualcuno mette i voti...
perché è ora di finirla con quelli che hanno fatto il sessantotto.
Qualcuno mette i voti...
perché è lo fanno anche tutti quelli nati nel sessantotto.
Qualcuno mette i voti...
perché non ha mai fatto una sola ora di aggiornamento
tanto non ne valeva la pena.
Qualcuno mette i voti...
perché ha fatto troppe ore di aggiornamento
e non sa se ne è valsa la pena.
Qualcuno mette i voti...
perché è di destra e finalmente è arrivato
qualcuno a mettere un po' di ordine e di disciplina.
Qualcuno mette i voti...
perché è molto di sinistra ed è ora di finirla
con il didattichese e il pedagogismo riformisti.
Qualcuno mette i voti...
perché è un vero democratico e ogni tanto
bisogna pur dar ragione alla destra.
Qualcuno mette i voti...
perché è di centro e tutte quelle
continue innovazioni hanno fatto male alla scuola.
Qualcuno mette i voti...
perché si fa più in fretta e con i figli, la casa,
la madre ammalata non si può mica star lì a scrivere
cose che non importano a nessuno.
Qualcuno mette i voti...
perché ha un doppio lavoro e bisogna pur mangiare.
Qualcuno mette i voti...
perché quello che conta sono i contenuti
e tutto il resto è solo burocrazia inutile.
Qualcuno mette i voti...
perché la didattica sono tutte balle e finalmente
la smetteranno di rompergli i coglioni.
www.memorbalia.it 3/4
Qualcuno mette i voti...
perché legge Pirani su Repubblica
Galli della Loggia sul Corriere
Ricolfi sulla Stampa
e trova che sia sempre lo stesso articolo
e che l'autore ha proprio ragione.
Qualcuno mette i voti...
perché ha letto tutti i libri della Mastrocola
e ne ha parlato anche col suo cane.
Qualcuno mette i voti...
perché ha letto tutti i libri di Starnone
e continua a parlarne con se stesso.
Qualcuno mette i voti...
perché è da tanti anni che non legge un libro.
Qualcuno mette i voti...
perchè ha letto troppi libri.
Qualcuno mette i voti...
perché deve finire l'ultimo libro che sta leggendo.
Qualcuno mette i voti...
perché non ha capito che questa svolta
distruggerà definitivamente la scuola progressista.
Qualcuno mette i voti...
perché ha capito che questa svolta
distruggerà finalmente la scuola progressista.
Qualcuno mette i voti...
perché sta alle superiori e l'ha sempre fatto.
Qualcuno mette i voti...
perché sta alle medie e finalmente può farlo di nuovo.
Qualcuno mette i voti...
perché sta alle elementari e non è mica diverso dagli altri.
Qualcuno mette i voti...
perché lo dice la legge.
Qualcuno mette i voti...
perché anche se la legge non lo dice
si sa che è quello che intendeva il ministro.
Qualcuno mette i voti...
perché anche se la legge non lo dice
lo fa capire il regolamento del ministero.
www.memorbalia.it 4/4
Qualcuno mette i voti...
perché si è sempre fatto così.
Qualcuno mette i voti...
perché era ora di far di nuovo così.
Ma altri, non importa se pochi o tanti,
continueranno a non mettere i voti
perché nel loro cuore e nella loro mente
sanno che è meglio non farlo. Molto meglio.
Melbam il 2 gennaio 2009
(pensando a Eluard, Gaber e Jannacci, si parva licet...)
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Da: ............21/11/2011 15:01:46
http://www.corriere.it/cronache/11_novembre_21/scuola-napoli-caivano-cattedre-docenti-crsipino_ee040486-1427-11e1-ab68-9c5b3cac959b.shtml

di questo caso avevo già letto, ma dovrebbero volerci proprio male per darci un caso così... :(
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Da: Claraluna21/11/2011 15:07:09
Un bell'esempio davvero...altro che dirigente dell'anno la farei!
Io non sarei capace di fare meglio.
Ciao e buon pomeriggio di studio a tutti!
Rispondi

Da: Annarella1 21/11/2011 15:11:20
Canguro?
Ciao, devo farti una domanda. Sei on line?
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