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Maxi Concorso RIPAM 2025-2026 per FUNZIONARI - 1338 posti
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| Da: Beati voi | 1 - 04/08/2026 08:20:12 |
| Prova del pomeriggio una vera pacchia, vi regaleranno pure altri punti, ringraziate dio | |
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| Da: Risp esattamente x formez | 04/08/2026 08:32:34 |
| X formez quale da come risposta corretta? | |
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Da: MM_12345 ![]() | 04/08/2026 09:51:30 |
| @Giacomox80 (Sono maschio) . Il mio ragionamento è stato veloce perché sai bene che in una prova concorsuale il tempo è tiranno: La domanda prevedeva già la risoluzione del rapporto di lavoro e andava OLTRE chiedendo l'alternativa. ( ossia ricollocazione presso altra p.a.) ho fatto caso al "raggiungimento del limite massimo" MA NON ERA SUPERAMENTO DEL LIMITE MASSIMO, QUINDI L'ALTERNATIVA RIENTRAVA NEL RAGGIUNGIMENTO. tutto qua. | |
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Da: Giacomx80 ![]() | 1 - 04/08/2026 10:25:15 |
| @MM_12345 scusami se ho frainteso il tuo sesso. In ogni caso la domanda "In base al d.lgs. 165/2001, nel caso in cui un dipendente pubblico raggiunga il periodo massimo di collocamento in disponibilità , qual è l'alternativa alla risoluzione del rapporto di lavoro?" prevede un ragionamento molto semplice ed un'unica risposta corretta per diversi motivi. 1) La parola alternativa è inserita apposta per trarre in inganno il candidato che se deve prendere in considerazione un'alternativa alla risoluzione questa è per logica inevitabilmente la ricollocazione, ma è sbagliata nel caso de quo; 2) La specificazione "nel caso in cui raggiunga il periodo massimo di collocamento in disponibilità " serve proprio al candidato, dopo un'attenta lettura del significato in italiano univoco di quelle parole, ad orientarlo, invece, verso la vera e unica risposta corretta e, cioè, che non c'è nessuna alternativa. A confortare questa tesi è il dettato normativo dell'art. 34, comma 4, che non lascia spazio ad altre interpretazioni e/o risposte, il quale statuisce che "il rapporto di lavoro si intende definitivamente risolto alla data del raggiungimento del periodo massimo di fruizione dell'indennità di cui al comma 8 del medesimo articolo 33". Essa è l'unica norma dell'intero d.lgs. 165/01 che utilizza le medesime parole della domanda e. cioè, "raggiungimento del periodo massimo". Per cui, concludendo, se la domanda fosse stata "In base al d.lgs. 165/2001, nel caso in cui un dipendente pubblico non abbia ancora raggiunto il periodo massimo di collocamento in disponibilità , qual è l'alternativa alla risoluzione del rapporto di lavoro?" La risposta corretta sarebbe stata il collocamento presso un'altra pubblica amministrazione o l'essere adibito ad una mansione o qualifica inferiore, ad istanza dell'interessato presso la PA di appartenenza. | |
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| Da: x Giacomx80 | 04/08/2026 10:41:40 |
| ottanta minuti di applausi nulla da aggiungere | |
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Da: rossella19 ![]() | 04/08/2026 10:57:30 |
| scusate non ho seguito bene il discorso, di quale domanda parlate del pomeriggio? ce possibilita che venga rettificata? cosa puo' succedere? | |
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Da: MM_12345 ![]() | 04/08/2026 10:59:36 |
| @Giacomx80 Figurati per l'errore. Si, vedo una certa coerenza nell'analisi del quesito che hai fatto però c'è un dettaglio che purtroppo può fare la differenza: la data. All'art. 34 comma 4 si dice che il rapporto di lavoro si intende definitivamente risolto alla DATA del raggiungimento del periodo massimo.. Ora io ti chiedo, in un confronto sano e senza polemica, perché nella domanda non è stato inserito il termine " DATA" ma un richiamo generico al raggiungimento del periodo massimo, che si può prestare all'alternativa? Te lo chiedo perché sappiamo quanto i quiz possano essere insidiosi e ANCHE UNA VIRGOLA PUÃ' FARE LA DIFFERENZA.. | |
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Da: Giacomx80 ![]() | 04/08/2026 11:14:04 |
| Caro @ riprendo il testo della tua osservazione per farti notare che quello che hai scritto è completamente illogico "Non sono d'accordo. In questo caso il mezzo inganno consiste nell' avere generato un quesito che è paradossale in termini di diritto reale. Chiedere un'alternativa ad una cosa che non esiste nel diritto significa che è sbagliata e che, pertanto, non può che generare nessuna alternativa al nel tuo del testo scritto male . Facendo un altro semplice esempio: Una volta mangiato un fungo velenoso che non lascia scampo in 1 giornio quale é l'alternativa alla morte? Nessuna delle risposte Preparare una camomilla Mangiare un insalata iceberg La conclusione logica e corretta non può essere nessuna delle risposte perché non può esserci alternativa ma, dato che il quesito è scritto male, possono darle tutte e 3 buone per non ricorrere in ricorsi" La domanda non chiedeva un'alternativa ad una cosa che non esiste, perchè la risoluzione esiste ed opera di diritto al raggiungimento del periodo massimo di collocamento in disponibilità . La domanda era posta in modo tale da risultare ingannevole perchè dalla risposta si sarebbe compreso chi conosceva la normativa e chi no o chi leggeva bene la domanda e chi no. Richiamando il tuo esempio se nelle alternative di risposta fosse stata inserita l'opzione "nessuna perchè si muore" la domanda è posta in modo corretto e la risposta lo è altrettanto. Non è che siccome nella domanda ti chiedono un'alternativa devi per forza individuare un'alternativa se sai bene che mangiando il fungo velenoso muori. Pure la domanda sul referendum relativo allo statuto regionale conteneva due opzioni di risposta che ad occhio potevano sembrare plausibili entrambe perchè inserite entrambe nell'art. 123 cost., ma solo quella 1/5 dei consiglieri regionali era corretta perchè l'altra era corretta per metà e, cioè, è vero che oltre ai consiglieri regionali possono chiedere il referendum 5000.000 abitanti, ma il termine per entrambi è di tre mesi, mentre nell'opzione di risposta è indicato 2 mesi per i cittadini ed è sbagliata. Inganno, gioco di parole, meccanismo creato apposta per indurre in errore il candidato. Alla risposta corretta ci arrivi ragionandoci e conoscendo, per filo e per segno, le parole dell'articolo 123 della costituzione. | |
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| Da: Fortuna liquida | 1 - 04/08/2026 11:19:29 |
| Ti sei dimenticato l'inciso "fermo restando quanto stabilito dall'art 33". In realtà la ratio della disciplina degli art. 33 e 34 del TUPI è proprio la possibilità di trovare un'alternativa alla perdita dell'impiego tramite il collocamento presso un'altra PA. Comunque fate pure ricorso, preparatevi però a un esito negativo dello stesso | |
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Da: AnvediCheDisastro ![]() | 04/08/2026 11:25:57 |
| X Fortuna Liquida Hai gasato. Quello che hai appena scritto volevo evidenziarlo ieri, ma ormai è una gara a chi urla di più. Non ci tocca che attendere le decisioni degli organi competenti. | |
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| Da: ryu hayabusa | 3 1 - 04/08/2026 11:37:36 |
| L'ultimo giorno del periodo di disponibilità l'alternativa alla risoluzione è la ricollocazione. Se fosse anche solo un giorno dopo, non ci sarebbe ovviamente alternativa. Per analogia, ricordo che anche quando un rapporto di lavoro si conclude, l'ultimo giorno di questo la persona rimane a tutti gli effetti occupata, fino alle 23.59.59. Il 165/2001 parla di risoluzione, ma non contiene le locuzioni "automatica e immediata". La risposta corretta pertanto è c) La ricollocazione dell'interessato presso un'altra Amministrazione. | |
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Da: Giacomx80 ![]() | 04/08/2026 11:39:02 |
| @ fortuna liquida. Non ho assolutamente dimenticato l'inciso da te richiamato. Il fatto è che quell'inciso con la risposta che si chiedeva di dare al quesito non c'entra nulla e rispetto a quello che dice dopo "raggiungimento del periodo massimo" non intende dire che c'è una regola generale nell'art. 33 e quello che dice dopo è una regola residuale. Il significato di quel "fermo restando quanto stabilito dall'art. 33" è semplicemente un voler precisare da parte del legislatore che prima di arrivare alla risoluzione del rapporto di lavoro e, cioè, prima che si verifichi la condizione della risoluzione, l'amministrazione ed il Dirigente, ognuno per le proprie competenze, devono aver posto in essere gli adempimenti necessari che gli si chiedono per legge per poter collocare il dipendente in disponibilità . | |
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| Da: Aloise | 04/08/2026 11:51:35 |
| Sono capitate anche in altri concorsi domande poste in maniera non chiara, per le quali anche l AI si è scomodata a dire che potevano essere scritte meglio. Tuttavia, a meno che non sia chiaramente errato il quesito, cosa che non è nel caso del ricollocamento perché si tratta dell interpretazione di una parola e non di un quesito totalmente sbagliato, non ha senso fare ricorso. A me è capitato in ben due concorsi dove ovviamente ho dato la risposta sbagliata, ma che poteva tranquillamente essere corretta se solo avessero formulato in maniera più chiara la domanda... La rettifica viene fatta solo per i quesiti errati nel contenuto.. purtroppo in tanti ci abbiamo già sbattuto la testa | |
| Rispondi | |
| Da: Numero idonei | 1 - 04/08/2026 11:56:27 |
| Compilate il sondaggio su telegram per funzionari. Siamo a 3475 idonei e fate girare il link. | |
| Rispondi | |
Da: Giacomx80 ![]() | 1 - 04/08/2026 12:01:58 |
| @ryu hayabusa ma dove sta precisato nella domanda che si tratta dell'ultimo giorno di collocamento in disponibilità ? Se fosse stato scritto in quel modo sarebbe stato ovvio rispondere la ricollocazione presso un'altra PA. Ripeto, dal mio punto di vista, vi state arrampicando sugli specchi perchè dovete trovare a tutti i costi un nesso logico con la risposta errata che è stata considerata da un cervellone elettronico corretta. Il vero problema è che la domanda non deve avere in primis un nesso logico con la risposta, ma un nesso normativo. Se al candidato viene chiesto nel caso in cui raggiunga il periodo massimo di disponibilità cosa succede? la risposta, come dice il comma 4 dell'art. 34 che utilizza le stesse parole "raggiungimento del periodo massimo", è nessuna alternativa ma è sempre e soltanto la risoluzione. Se nel quesito fosse stato precisato "durante e/o entro il periodo massimo di disponibilità o fino all'ultimo giorno del periodo massimo di disponibilità " allora la risposta corretta sarebbe stata la ricollocazione. | |
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| Da: X cecco peppo | 04/08/2026 12:11:39 |
| Guarda che la IA chatgpt e gemini dicono proprio che normativamente la tua risp è sbagliata!!!! Normativamente è corretta risoluzione!!!! La IA prende il quiz di min interno ma se gli diic leggi art 34 del 165 ti dice è un errore!!!! Basta usare il cervello | |
| Rispondi | |
| Da: X tutti | 04/08/2026 12:14:05 |
| Ragazzi la nostra graduatoria dura 4 anni! Sarete tutti assunti! | |
| Rispondi | |
| Da: X tutti | 04/08/2026 12:15:44 |
| Dato che la 165 la risposta è ricollocamento presso altra PA nonostante l'art 34 dice che "al raggiungimento del periodo" " il rapporto è risolto". Allora famo come se pare!!🤣 da oggi durano 4 anni le graduatorie🤣🤣🤣 la norma dice 2 ma non ce ne frega niente🤣 | |
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| Da: Teresina1234 | 04/08/2026 12:16:15 |
| Domanda e risposte chiarissime. Solo lo scambio materiale delle griglie di correzione ha generato questa 'telenovela' che finira' presto. Per intanto, chi non lo avesse ancora fatto, chieda riesame. | |
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| Da: X tutti | 04/08/2026 12:16:36 |
| E 3 anni per gli enti locali. Anzi 6🤣 | |
| Rispondi | |
Da: MM_12345 ![]() | 04/08/2026 12:39:17 |
| Ognuno tira acqua al proprio mulino, com'è giusto che sia. Sarei curioso di sapere in percentuale quanti hanno risposto A e quanti C . Giusto per capire quanti " siano stati indotti in errore" rispondendo C ( ricolloc. presso altra p.a.) | |
| Rispondi | |
Da: MM_12345 ![]() | 04/08/2026 12:40:39 |
| L'ho scritto virgolettato perché ovviamente per me la risposta giusta è la C . | |
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| Da: Ricorso collettivo | 04/08/2026 12:49:25 |
| https://www.studiolegalemondello.it/azioni-legali/concorso-ripam-amm/ | |
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| Da: Efeso76 | 04/08/2026 12:49:56 |
| È tutta colpa del favore legislativo per le riserve La guerra per un punto è legata al fatto che i posti in graduatoria possono quasi dimezzarsi e vedersi scavalcati è abominevole | |
| Rispondi | |
Da: MM_12345 ![]() | 04/08/2026 13:01:55 |
| https://www.studiolegalemondello.it/azioni-legali/concorso-ripam-amm/ "Si chiede infine espressamente che la rettifica non si risolva in un pregiudizio per i candidati che hanno indicato la risposta indicata dalla griglia come corretta" Ah meno male, almeno quello. Grazie 😂 | |
| Rispondi | |
| Da: Ricorso collettivo | 04/08/2026 13:01:59 |
Concorso RIPAM PLURI1340/AMM Nella prova scritta del concorso RIPAM, codice PLURI1340/AMM, svoltasi il 20 luglio 2026, un quesito è stato valutato secondo un criterio che lo Studio ritiene errato. L'azione si rivolge ai candidati che hanno sostenuto quella prova per uno dei codici territoriali AMM e che, su quel quesito, hanno indicato la prima delle tre risposte proposte. La prima azione è un'istanza in autotutela, con la quale si chiede all'amministrazione di correggere da sé la valutazione. Il ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio è la fase successiva, ed è eventuale: si propone soltanto se l'istanza non trova accoglimento nei tempi utili rispetto al termine di impugnazione. Prova scritta del 20 luglio 2026: la questione, chi vi rientra e i passaggi previsti per farla valere. Concorso RIPAM PLURI1340/AMM Prova scritta 20 luglio 2026 Posti 697 · codici AMM-01 â†' AMM-20 Soglia di idoneità 21/30 Oggetto valutazione di un quesito Prima azione istanza in autotutela Il concorso è bandito per la copertura di 697 posti di funzionario amministrativo su base territoriale ed è gestito da Formez PA per conto della Commissione interministeriale RIPAM. La prova scritta si è composta di 40 quesiti a risposta multipla da svolgere in 60 minuti, con 0,75 punti per ogni risposta esatta, sottrazione di 0,25 punti per ogni risposta errata e nessun punteggio per la risposta non data. Su una soglia così costruita il peso di un singolo quesito è considerevole. Chi ha indicato una risposta che la griglia considera errata non ha acquisito 0,75 punti e se ne è visti sottrarre 0,25: la differenza rispetto a chi ha risposto secondo la griglia è di un punto pieno. Il quesito e le tre risposte Il quesito oggetto della contestazione è il seguente: "In base al d.lgs. 165/2001, nel caso in cui un dipendente pubblico raggiunga il periodo massimo di collocamento in disponibilità , qual è l'alternativa alla risoluzione del rapporto di lavoro?" La risposta che lo Studio ritiene esatta "Nessuna, in quanto la risoluzione è automatica e immediata". Seconda alternativa "Solo il trasferimento del dipendente interessato in Amministrazioni Pubbliche simili ubicate in altre aree metropolitane". Indicata come esatta dalla griglia di correzione "La ricollocazione dell'interessato presso un'altra Amministrazione". Perché riteniamo esatta la prima risposta Il quesito colloca il candidato in un momento preciso: quello in cui il periodo massimo di collocamento in disponibilità è già stato raggiunto. Su quel momento l'articolo 34 del d.lgs. 165/2001 detta una disciplina che, a giudizio dello Studio, non lascia spazio all'alternativa indicata dalla griglia di correzione. La ricollocazione presso un'altra amministrazione, cui la risposta della griglia allude, è prevista dallo stesso articolo ma opera in una fase anteriore e a condizioni determinate. Se si realizza, il rapporto di lavoro prosegue e il periodo massimo non viene mai raggiunto; se invece quel periodo è stato raggiunto, significa che la ricollocazione non ha avuto luogo. Le due ipotesi si escludono a vicenda, e la situazione descritta dal quesito è precisamente quella in cui la ricollocazione non c'è stata. Vi è poi un argomento ulteriore, destinato a operare in via subordinata: anche a voler riconoscere una qualche base testuale alla risposta della griglia, il quesito risulterebbe quanto meno equivoco, e per costante giurisprudenza amministrativa il quesito a risposta multipla deve essere formulato in modo da ammettere una sola risposta indubitabilmente esatta, senza che l'ambiguità della formulazione possa ricadere sul candidato. L'esposizione completa degli argomenti, con il testo integrale delle disposizioni richiamate e i riferimenti giurisprudenziali, è contenuta negli atti predisposti dallo Studio. Prima del giudizio: l'istanza in autotutela Il ricorso non è il primo passo. Lo Studio propone anzitutto un'istanza in autotutela, sottoscritta e trasmessa dallo Studio alla Commissione interministeriale RIPAM e alla Commissione esaminatrice, per il tramite di Formez PA, con la quale si chiede la rettifica della valutazione del quesito. L'autotutela è il potere dell'amministrazione di correggere da sé i propri atti, senza che intervenga un giudice. Se la richiesta viene accolta, la correzione opera per tutti i candidati che si trovano nella stessa condizione e il giudizio diventa superfluo. Due precisazioni. L'amministrazione non è obbligata a provvedere: può accogliere l'istanza, respingerla o non rispondere affatto. E l'istanza in autotutela non sospende il termine per il ricorso, che continua a decorrere: per questa ragione le due strade si preparano insieme, e la presentazione dell'istanza non fa venire meno la necessità di valutare per tempo il ricorso. Chi può prendere parte e chi no Possono prendere parte I candidati che hanno sostenuto la prova del 20 luglio 2026 per uno dei codici AMM, ai quali quel quesito è stato somministrato, e che hanno indicato la prima risposta subendo la penalizzazione di 0,25 punti. Non possono prendere parte Chi ha indicato la risposta della griglia; chi non ha sostenuto quella prova o l'ha sostenuta per un codice nel quale il quesito non è stato somministrato; chi ha già conferito ad altro difensore incarico per la medesima impugnazione. Il requisito del quesito effettivamente somministrato non è una precisazione formale. Nei concorsi RIPAM i quesiti della prova sono estratti dalle banche dati in ciascuna sessione, sicché a candidati di sessioni diverse possono essere state somministrate domande diverse. Se quel quesito non compare nel proprio compito, non vi è nulla da contestare su questo punto. È la ragione per cui il compito scaricato dal Portale inPA è il documento decisivo: da esso risultano sia le domande somministrate, sia le risposte indicate. Quanto all'esclusione, la ragione è sostanziale ed è opportuno esplicitarla. Nel ricorso collettivo più persone agiscono con un unico atto e con un unico difensore, e devono chiedere al giudice la medesima cosa. Chi ha risposto secondo la griglia ha interesse a che la valutazione resti quella attuale, perché una sua correzione ne ridurrebbe il punteggio; chi ha risposto diversamente ha l'interesse opposto. Sono posizioni tra loro confliggenti: un unico difensore non potrebbe sostenerle entrambe, e la loro riunione in un solo giudizio esporrebbe a pregiudizio gli uni o gli altri. Che cosa si chiede al giudice Si chiede il riconoscimento del punteggio previsto per quel quesito e la rimozione della penalizzazione applicata, con rideterminazione della posizione di ciascun ricorrente e con ogni conseguenza sull'ammissione alle fasi successive e sulla graduatoria finale di merito. Non si chiede l'espunzione del quesito né la sua neutralizzazione sul punteggio complessivo: si chiede il punteggio. La differenza non è formale, e la ragione è illustrata nell'ultima sezione. Si chiede infine, espressamente, che la rettifica non si risolva in un pregiudizio per i candidati che hanno indicato la risposta della griglia. Termini Il termine per l'impugnazione è di sessanta giorni. Non si applica la riduzione dei termini prevista dall'art. 119 del codice del processo amministrativo, che non contempla i concorsi pubblici: il termine resta quindi pieno. Su di esso incide la sospensione dei termini processuali dal 1° al 31 agosto, durante la quale il termine non decorre e riprende dal 1° settembre. La decorrenza va verificata sulla singola posizione, perché dipende dalla data di pubblicazione che riguarda ciascun candidato. Per chi non ha superato la prova l'esito è di per sé pregiudizievole; per chi l'ha superata con un punteggio inferiore a quello preteso, la questione della decorrenza va valutata caso per caso, poiché le decisioni che se ne sono occupate non seguono un indirizzo uniforme e da una pronuncia resa in una controversia non si ricava la certezza che un altro giudice decida allo stesso modo. Un punto da non trascurare Il termine processuale corre indipendentemente dall'istanza in autotutela, che non lo sospende. La posizione va quindi esaminata senza attendere. La proposizione del ricorso collettivo Lo Studio non assume alcun obbligo di proporre un ricorso collettivo. La proposizione dipende dal numero e dall'omogeneità delle posizioni raccolte: il ricorso collettivo ripartisce fra gli aderenti i costi che il giudizio comporta, e al di sotto di una certa consistenza quella ripartizione non regge più. Il numero occorrente è indicato nel contratto di patrocinio, che viene trasmesso con il preventivo prima di qualsiasi impegno. Se il ricorso collettivo non viene proposto, quanto versato è restituito integralmente, entro quindici giorni dalla scadenza del termine per aderire. A chi lo desideri può essere proposto, in alternativa, un incarico individuale, che costituisce un rapporto distinto, con un proprio preventivo e un proprio contratto. Costi Il costo segue le due fasi dell'azione. Per l'istanza in autotutela è previsto un onorario in somma fissa, uguale per tutti gli aderenti. Ove l'istanza non trovi accoglimento e si proceda con il ricorso, è dovuta un'integrazione, anch'essa in somma fissa e uguale per tutti. Chi si ferma alla prima fase non deve nulla per la seconda: l'integrazione è dovuta soltanto da chi decide di proseguire. Il compenso non è soggetto a IVA, poiché lo Studio opera in regime forfettario. Restano esclusi l'eventuale appello al Consiglio di Stato, che costituirebbe un incarico distinto, e le spese di giudizio che l'organo giudicante dovesse porre a carico dei ricorrenti in caso di rigetto. Gli importi di entrambe le fasi sono indicati nel preventivo scritto che viene trasmesso a chi chiede di aderire, unitamente al contratto di patrocinio, prima di qualsiasi impegno e prima di qualsiasi versamento. Che cosa non è possibile garantire Avvertenza L'esito di un giudizio non può essere garantito. Nessuna previsione può essere formulata sull'accoglimento o sul rigetto del ricorso, e nessuna indicazione in tal senso viene data agli aderenti. In caso di rigetto, le spese di giudizio possono essere poste a carico dei ricorrenti secondo la valutazione del giudice. Va infine segnalata una circostanza già verificatasi in un caso analogo, relativo a un diverso concorso. In quella vicenda, dopo una pronuncia favorevole ai ricorrenti, l'amministrazione ha corretto la griglia in autotutela, con la conseguenza che i candidati i quali avevano seguito la griglia originaria si sono visti ridurre il punteggio. Quella vicenda ha suggerito due accorgimenti, entrambi adottati: si chiede il riconoscimento del punteggio e non l'espunzione del quesito â€" che toglierebbe punti a chi ha risposto secondo la griglia â€" e si chiede espressamente che la rettifica non pregiudichi quei candidati. Le richieste sono formulate nell'atto, ma la decisione appartiene al giudice e all'amministrazione: non è possibile assicurarne l'accoglimento. Il percorso, passo per passo Ciascun passaggio è subordinato all'esito del precedente: nulla procede automaticamente. Verifica del compito. Si trasmette allo Studio il compito scaricato dal Portale inPA. Questo passaggio non comporta alcun impegno né alcun versamento, e serve unicamente ad accertare se quel quesito sia stato somministrato e quale risposta sia stata indicata. Esito della verifica. Lo Studio comunica se la posizione rientri fra quelle descritte più sopra e, in caso contrario, per quale ragione. Se non rientra, il percorso si ferma qui. Adesione. Solo a chi rientra vengono trasmessi il preventivo scritto, il contratto di patrocinio e i moduli da sottoscrivere. È in questo momento, e non prima, che si assume un impegno. Istanza in autotutela. Lo Studio sottoscrive e trasmette l'istanza all'amministrazione. Se viene accolta, il giudizio non è necessario. Ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, ove l'istanza non trovi accoglimento nei tempi utili rispetto al termine di impugnazione. Come aderire Per il primo passaggio, la verifica, occorre trasmettere allo Studio il compito scaricato dal Portale inPA. Da quel documento risultano le domande somministrate e le risposte indicate: è quindi il solo modo per accertare se la posizione rientri fra quelle descritte più sopra. Chiedere assistenza allo Studio In alternativa si può scrivere a info@studiolegalemondello.it, indicando nell'oggetto "RICORSO AMM" seguito da cognome e nome, oppure trasmettere il compito dall'area riservata del sito. I documenti necessari per l'adesione vengono trasmessi dallo Studio, già predisposti, soltanto a chi risulti nella condizione descritta | |
| Rispondi | |
Da: Giacomx80 ![]() | 1 - 04/08/2026 13:23:35 |
| MM_12435 io credo che scrivere "nel caso in cui un dipendente pubblico raggiunga il periodo massimo di collocamento in disponibilità " o "nel caso in cui il dipendente pubblico abbia raggiunto la data del periodo massimo di collocamento in disponibilità " non faccia alcuna differenza perchè è una specificazione superflua e implicita. A me candidato è stato chiesto che cosa succede se il dipendente raggiunge e, quindi, completa il periodo massimo di collocamento in disponibilità . Per cui io che conosco la normativa ragiono e dico non succede nulla di alternativo perchè tutto ciò che doveva succedere di alternativo doveva succedere prima che quel periodo fosse stato raggiunto e non quando è stato raggiunto e si è compiuto o si è completato. C'era pure un'altra domanda dove mancava l'oggetto e l'ho fatto presente alla commissione ma si desumeva lo stesso quale fosse e si arrivava lo stesso a dare la risposta corretta. La domanda era la seguente: "In base all'art. 316-ter del Codice Penale, colui che commette indebita percezione di erogazioni pubbliche, è punito:....." qui mancavano le parole "il reato di" dopo che commette. In italiano è scritta con i piedi ma è implicito che il senso della frase facesse riferimento al reato e la risposta corretta la si individuava tranquillamente anche se mancava un pezzo nella domanda. | |
| Rispondi | |
Da: MM_12345 ![]() | 1 1 - 04/08/2026 14:06:34 |
| Si però io potrei replicare dicendo: La domanda non chiede QUALE EFFETTO CONSEGUE AL RAGGIUNGIMENTO DEL PERIODO MASSIMO.. > RISOLUZIONE la domanda chiede L'ALTERNATIVA ALLA RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO..>RICOLLOCAZIONE PRESSO ALTRA P.A. L'espressione " qual è l'alternativa" presuppone sul piano logico che l'alternativa esista( in caso contrario non lo avrebbe chiesto) e la risposta C si aggancia naturalmente alla domanda. | |
| Rispondi | |
Da: Giacomx80 ![]() | 1 - 04/08/2026 14:28:00 |
| @ MM_12345 Ed io replico che è un concorso pubblico e il tranello deve esserci per forza. E' troppo semplice e scontato rispondere la ricollocazione presso un'altra PA. A questo punto potevano chiedere in base al d.lgs. 165/01 qual è l'alternativa alla risoluzione per il dipendente pubblico collocato in disponibilità ? Io credo che più o meno tutti sappiano che quando un dipendente pubblico viene collocato in disponibilità prima di perdere definitivamente il lavoro si tenta di ricollocarlo presso un'altra PA o egli stesso può chiedere all'amministrazione di appartenenza di essere adibito ad una qualifica o mansione inferiore pur di non perdere il posto di lavoro. Posta così la domanda il margine di errore sarebbe stato praticamente azzerato per la stragrande maggioranza dei candidati. Poi aggiungo alla mia replica, ma se la risposta corretta è la ricollocazione presso un'altra PA perchè specificare nella domanda "nel caso in cui un dipendente pubblico raggiunga il periodo massimo di disponibilità ", non è necessario aggiungerlo se la risposta deve essere così scontata. E' stato aggiunto apposta proprio per vedere chi, ragionandoci su e conoscendo la normativa, arrivava alla conclusione corretta e, cioè, quella che non c'era l'alternativa perchè il raggiungimento del periodo massimo di collocamento non permette più di percorre la strada alternativa della ricollocazione ma ti impone di risolvere il contratto, o meglio la risoluzione opera di diritto ed è immediata e non abbisogna di alcun atto amministrativo della PA per formalizzarla. | |
| Rispondi | |
| Da: Concordo con Giacomx80 | 04/08/2026 14:34:15 |
| Bisogna procedere con ricorso collettivo con lo stesso studio | |
| Rispondi | |
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1 - 04/08/2026 08:20:12



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