>Concorsi
>Forum
>Bandi/G.U.
 
 
 
 
  Login |  Registrati 

NB: La redazione di mininterno.net non si assume alcuna responsabilità riguardo al contenuto dei messaggi.

Banca d'Italia - 160 posti per diplomati e laureati
1118 messaggi, letto 104274 volte

Registrati per aggiungere questa o altre pagine ai tuoi Preferiti su Mininterno.

Torna al forum  - Rispondi    

Il bando di concorso
Leggi il bando di concorso e le altre informazioni correlate su InPA e sulle pagine istituzionali dell'ente.


Pagina: 1, 2, 3, 4, 5, 6, ..., 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38 - Successiva >>

Da: @Anto199820/05/2026 12:55:23
Le valutazioni - e la cosa è ovvia, se ci pensi - sono sia assolute che comparative.

Si valuta la prova anzitutto in base a quegli standard di eccellenza, che la commissione ha in ben in testa (e che come osservi correttamente rinviano alla "capacità del candidato di argomentare e 'far capire di aver capito'", che "vale molto più di una ripetizione mnemonica senza macchia ma che non dice nulla sulla propria comprensione").

Ma poi, di necessità, scattano valutazioni comparative tra un compito e l'altro, perché:

1) si deve tener conto di ciò che effettivamente si ha a disposizione (ripeto: il concorso è finalizzato all'assunzione, non certo al gusto sadico di mortificare persone comunque ben preparate);

2) ci vuole una stretta coerenza interna nei punteggi attribuiti, in modo da evitare qualsisi tipo di contestazione.

In questo contesto, qualche sbavatura qua e là, seppur penalizzante, non è detto che arrivi a compromettere il superamento della prova. Si fissa un principio (astratto) di "tollerenza zero" esclusivamente perché è soltanto lo standard della "tolleranza zero" che consente poi, all'atto pratico, di limitare gli (ineliminabili) errori effettivi, per numero e gravità.

Lasciami chiarire pure il concetto di "sintesi".

Questa parola - "sintesi" - non significa che devi scrivere poco, o che esiste un limite al numero di pagine che puoi scrivere, o che superato un certo numero di pagine si venga addirittura penalizzati.

"Sintesi" significa che se una certa cosa la si può dire in 2 righe, allora la si deve dire in 2 righe, e non in 4 o addirittura più, ma fatto salvo questo vincolo - di "sintesi", appunto, per cui ciò che si può dire in 2 righe lo dico in 2 righe - poi di righe ne posso scrivere quanto ne voglio, anzi ne DEVO scrivere più che posso, sotto l'ulteriore vincolo di stretta aderenza e pertinenza alla traccia, perché è nel mio interesse farlo, perchè mi conviene far vedere quanto sono preparato, perchè è così - scrivendo, scrivendo, scrivendo, sinteci, di 2 righe in 2 righe e aderenti alla traccia - che "si fa capire di aver capito".
Rispondi

Da: Anto199820/05/2026 13:29:17
Esatto ed è anche quello che spero in realtà, ovvero che i discorsi che ho sviluppato in quasi 15 pagine di elaborato abbiano trasmesso una visione chiara dell'insieme che possa in qualche modo mettere una toppa ad alcune imprecisioni che sicuramente ho commesso. Palla a loro su questo.
Sarebbe interessante capire in effetti come viene fatta la valutazione , ad esempio una volta identificate quelle x eccellenze cosa si fa? Sei costretto a rivedere al rialzo o al ribasso elaborati già corretti? Oppure conservano voti molto alti solo per quelle persone.

PS se hai svolto il concorso da assistente e sei riuscito a ricollegare Modigliani Miller all'option pricing in quel modo posso solo dirti chapeau (ma anche che dovevi presentarti da esperto quantomeno 😂)
Rispondi

Da: Gino gianni20/05/2026 13:29:24
Io anche ho fatto MM e credo di aver centrato la tracce (anche io non ho fatto enterprise value). Non mi sono soffermato sul costo del fallimento (citato solo nelle ipotesi-primo punto) perché credo sia fuori tema. Voi cosa ne pensate? Qualcuno ha fatto il primo quesito di intermediari? Quello sui derivati? Esiste un gruppo per assistenti fuori da questa chat?
Rispondi

Da: Anto199820/05/2026 13:40:48
Per Gino Gianni , il problema di MM (almeno per come l'ho carpito io) è che in presenza di imposte e del beneficio fiscale per la riduzione del reddito imponibile è che rischia di portarti all'assurdo che la miglior politica di finanziamento è 100% debito (dividendi corrisposti non danno alcun beneficio fiscale), quindi perché non è così? Perché un ricorso eccessivo al debito può generare situazioni di dissesto finanziario che generano a loro volta dei costi (rendimento più alto per obbligazionisti o clausole che limitano le capacità di investimento dell'impresa, tutto per tutelarsi). Anche qui se mi considerano fuori traccia questa analisi vorra dire che non ho capito nulla di come si analizza un problema ahaha
Rispondi

Da: @Anto199820/05/2026 13:45:39
Se posso permettermi un suggerimento, non stare a pensare a "come la commissione corregge".

Ti basti sapere che non c'è nulla di più "fair" - equo, giusto, equilibrato - del meccanismo di correzione.

E sai perché? Perché è nello stesso, primario interesse dell'Istituzione, essere massimamente "fair"...

Quanto a Modigliani-Miller sono perfettamente d'accordo con te. Arrivare a cogliere il parallelo con l'option pricing non è banale, non è da tutti, nemmeno da "esperti", vero, verissimo... quello che però volevo dire è che sono cose come queste che gettano una luce diversa sull'intero compito, perché, anche solo inconsciamente, viene da pensare "ma se questo candidato conosce questo parellelo MM-put call parity, accidenti quante altre cose saprà...", in un certo senso è il principio dell'iceberg di Haminguewy: 1/8 di cose visibili, ben scelte, ben dette ed esposte nel giusto ordine, per lasciar immaginare i 7/8 di sommerso.

A ogni modo, se hai davvero scritto 15 pagine, e se per tutte 15 pagine sei rimasto incollato alla traccia (senza ripetizione, con una scansione logica ben articolata) è sicuramente un "plus" notevole, nel quale molto probabilmente finirano con l'affogare le imprecisioni che dici di aver commesso  
Rispondi

Da: Gino gianni20/05/2026 14:08:00
In "sintesi" nel primo punto ho elencato le ipotesi, nel secondo punto ho parlato della prima proposizione e della seconda prima senza imposte e poi con l'imposte. Terzo punto calcolato i 2 WACC
Rispondi

E' disponibile l'App ufficiale di Mininterno per Android.
Scaricala subito GRATIS!

Da: Anto199820/05/2026 14:31:44
Ci sta hai fatto quello che chiedeva la domanda. Personalmente ho cercato di elaborare il più possibile cercando di non andare fuori traccia , spiegando ad esempio il "perché" e il "per come" delle cose, più che altro sapevo che vuoi o non vuoi qualche refuso l'avrei commesso, quindi meglio che quantomeno si capisca che ho compreso (spero) l'argomento.

Per sopra , grazie del consiglio si inutile pensare ai meccanismi di correzione , non resta che incrociate le dita e vedremo
Rispondi

Da: Fuoriclasse20/05/2026 15:41:02
Secondo me il punto centrale della traccia su Modigliani-Miller non era affatto il calcolo in sé â€" che tutto sommato era standard â€" ma capire se il candidato fosse in grado di leggere il WACC non come una formula da applicare, bensì come una sintesi numerica di un equilibrio economico-finanziario molto più profondo.

Io, infatti, ho impostato il compito quasi "al contrario" rispetto a come normalmente si studia la materia. Invece di partire dalle proposizioni e arrivare ai risultati, sono partito dalla domanda implicita: perché il mercato dovrebbe accettare che un'impresa abbassi indefinitamente il proprio costo medio del capitale semplicemente sostituendo equity con debito?

Perché se uno si limita alle formule, il rischio è proprio quello di perdere di vista il problema economico reale. La sensazione che avevo leggendo la traccia era che la commissione volesse capire chi fosse in grado di cogliere la tensione interna del modello: da un lato il debito produce efficienza fiscale; dall'altro aumenta fragilità finanziaria. E il WACC è precisamente il punto in cui queste due forze si incontrano.

Per questo non ho fatto una trattazione "enciclopedica". Ho costruito invece una specie di percorso logico.

Ho iniziato osservando che MM non stanno cercando di dire alle imprese "come finanziarsi", ma stanno tentando di isolare il valore industriale puro dell'attività d'impresa separandolo dagli effetti della struttura patrimoniale. In sostanza: il valore nasce dagli asset e dalla capacità di produrre cash flow operativi, non dall'ingegneria finanziaria in quanto tale.

A quel punto ho introdotto il tema dell'arbitraggio in modo molto operativo. Ho scritto che un investitore razionale, se due imprese identiche valgono diversamente soltanto perché una è più indebitata, può replicare autonomamente il profilo rischio-rendimento desiderato modificando la propria leva personale. Quindi il mercato tende inevitabilmente a riallineare i prezzi.

Secondo me era importante spiegare bene questo passaggio perché è lì che si capisce davvero il senso della prima proposizione. Altrimenti resta solo uno slogan imparato a memoria.

Poi, arrivando alla seconda proposizione, ho cercato di dare un'interpretazione quasi "fisica" del leverage: il debito non crea rendimento, concentra volatilità residua sull'azionista. Ho usato proprio l'idea di trasferimento della variabilità dei flussi. Finché l'impresa è unlevered, il rischio operativo è distribuito integralmente sugli azionisti; quando entra il debito, una parte dei flussi viene resa rigida e prioritaria, quindi la quota residuale destinata all'equity diventa più instabile. Da qui l'aumento del costo del capitale proprio.

Secondo me questo tipo di spiegazione vale molto più della formula scritta senza commento, perché mostra che hai capito la meccanica economica dietro ai coefficienti.

Sul WACC ho insistito parecchio. Ho scritto che il vero "miracolo" teorico di MM senza imposte è che l'aumento del costo dell'equity compensa esattamente il vantaggio del debito più economico, lasciando invariato il costo medio ponderato del capitale. E lì ho aggiunto una riflessione che credo fosse pertinente: il WACC costante non è una proprietà contabile, ma una proprietà di equilibrio concorrenziale.

Secondo me questa è una distinzione fondamentale.

Molti trattano il WACC come una media ponderata meccanica; in realtà è il prezzo aggregato del rischio dell'impresa visto dal mercato. E proprio per questo, quando introduci le imposte, il modello "si rompe" in modo estremamente interessante.

Infatti ho dedicato una parte importante del compito al tema del tax shield. Però non mi sono limitato a dire che "gli interessi sono deducibili". Ho cercato di spiegare che la deducibilità fiscale trasforma il debito in una fonte indiretta di trasferimento di valore dallo Stato agli azionisti. In pratica, una quota dei flussi che sarebbe andata al fisco viene capitalizzata nel valore dell'impresa.

Ed è qui che ho provato a fare un ragionamento un po' più sofisticato.

Ho osservato che il modello con imposte introduce una specie di cortocircuito teorico: se il beneficio fiscale cresce con il debito, allora il valore dell'impresa sembrerebbe crescere monotonicamente all'aumentare della leva. Ma nella realtà i mercati non premiano strutture finanziarie infinitamente indebitate. Quindi il modello stesso contiene implicitamente il seme del proprio superamento.

Da lì ho aperto il discorso sui costi del dissesto, ma senza trasformarlo in una lista di manuale. Ho parlato del deterioramento progressivo della qualità informativa dell'impresa molto indebitata, del peggioramento delle condizioni contrattuali, della perdita di flessibilità strategica, del fatto che il management in situazioni di forte leva tende spesso a privilegiare scelte orientate alla sopravvivenza di breve periodo piuttosto che alla massimizzazione del valore di lungo termine.

Secondo me queste sono le cose che fanno capire alla commissione che non stai semplicemente "ripetendo finanza aziendale", ma che stai ragionando da futuro operatore di banca centrale o di vigilanza.

Infatti, nell'ultima parte teorica, ho fatto un collegamento con Basilea in maniera abbastanza originale. Ho scritto che, in fondo, tutta la regolamentazione prudenziale contemporanea nasce proprio dal riconoscimento pratico dei limiti della neutralità della struttura finanziaria. Perché se la leva fosse davvero irrilevante nel mondo reale, non esisterebbero requisiti patrimoniali, buffer anticiclici o leverage ratio. L'intero impianto regolamentare internazionale è costruito sull'idea opposta: cioè che oltre una certa soglia il debito generi rischio sistemico.

A quel punto sono passato ai numeri. Ho svolto i calcoli in maniera abbastanza rigorosa, commentando ogni risultato prima ancora di arrivare al valore finale. Per esempio, quando il WACC diminuiva nel caso con imposte, non mi sono limitato a scrivere il numero: ho spiegato perché economicamente il mercato stesse "prezzando" il beneficio fiscale.

E secondo me è questo che molti sottovalutano: la commissione non guarda soltanto se il numero finale è corretto. Guarda se sai interpretarlo.

Anche perché, parliamoci chiaramente, in una prova del genere gli errori marginali li fanno quasi tutti. Quello che fa davvero la differenza è capire se dietro l'elaborato c'è una mente che ragiona oppure soltanto una mano che ricopia formule.

Ed è per questo che continuo a pensare che un elaborato molto sviluppato ma profondamente coerente possa tranquillamente prevalere su uno formalmente impeccabile ma sterile dal punto di vista argomentativo.
Rispondi

Da: @Fuoriclasse20/05/2026 16:44:12
Ho un dubbio su questo passaggio qui, che trovo particolarmente audace:

"ho fatto un collegamento con Basilea in maniera abbastanza originale. Ho scritto che, in fondo, tutta la regolamentazione prudenziale contemporanea nasce proprio dal riconoscimento pratico dei limiti della neutralità della struttura finanziaria. Perché se la leva fosse davvero irrilevante nel mondo reale, non esisterebbero requisiti patrimoniali, buffer anticiclici o leverage ratio. L'intero impianto regolamentare internazionale è costruito sull'idea opposta: cioè che oltre una certa soglia il debito generi rischio sistemico"

La finanza aziendale è... finanza delle aziende, e le banche, sicuramente, sono aziende (imprese) e quindi, sì, le conclusioni in prima battuta si possono applicare anche alle banche.

Dopodiché, però, la finanza aziendale "bancaria" è quasi una disciplina a sé. Basta pensare che il "debito" assume sì la veste di "debito" (come per qualsiasi altra impresa) ma anche (sopratutto?) un "prodotto creato", al punto che, nelle vecchia letteratura sull'argomento, qualcuno proponeva di prendere i depositi bancari come misura della dimensione della banca, dell'entità della sua produzione (se non fosse che si è un po' infastiditi dal vedere una "misura del prodotto bancario" in una voce del passivo).
Rispondi

Da: Lero920/05/2026 16:45:11
Wow complimenti, io anche pensavo di aver argomentato bene ma sicuramente non con questa profondita , penso mi sarei commosso a rileggerla se avessi argomentato così.

Se questo è il livello dei candidati posso solo alzare le mani
Rispondi

Da: Gino gianni20/05/2026 16:52:04
La sostanza c'è ma non la forma (parlo del mio tema).  La traccia di per sé non era difficile .  Vedremo ! Comunque nessuno conosce il numero dei partecipanti allo scritto?
Rispondi

Da: @fenomeno20/05/2026 17:20:31
Sarei curioso di sapere con che voto passerai lo scritto per capire se un approccio così prolisso e descrittivo possa essere davvero la strada giusta.
Io sono stato sintetico ma con l'idea che i commissari useranno una griglia di valutazione oggettiva che dovrebbe seguire un po' l'approccio valutativo della vigilanza basato su anchor score e constrained judgment tanto caro a loro.
Pertanto immagino che per considerazioni soggettive  molto ben scritte, partiranno dal risultato quantitativo e oggettivo della griglia e assegneranno un paio di punti in più per premiare l'eccellenza del ragionamento, e non si balleranno 5 o 6 punti.
L'unica cosa che mi stona è la citazione di basilea che per quanto audace sembra un po' uno sforamento in una traccia di finanza aziendale di modigliani e miller, per quanto i costi del dissesto siano strettamente collegati al tema della fiducia nel sistema bancario che rappresenta il cuore della vigilanza prudenziale.
Rispondi

Da: Danila20/05/2026 17:43:26
Impostazione ragionata del problema ma concordo sul dubbio in merito al  collegamento con Basilea
Rispondi

Da: Gino gianni20/05/2026 17:59:56
Il costo del dissesto era da citare al primo punto! Poi stop! A mio avviso
Rispondi

Da: @[@fenomeno]20/05/2026 18:47:49
Hai scritto: "Sarei curioso di sapere con che voto passerai lo scritto per capire se un approccio così prolisso e descrittivo possa essere davvero la strada giusta".

Forse, di nuovo, magari a beneficio di chi deve sostenere la prova domani, sarà il caso di precisare ancora una volta cosa vuol dire "prolisso", e magari farlo con un esempio pratico.

Prolisso significa che davanti alla domanda: "illustrami il teorema MM", tu rispondi scrivendo le tue belle 3, 4, 5 righe (o quelle che ritieni necessarie) e poi, finite queste 3, 4, 5 righe, scrivi: "In altre parole..." e ricominci a spiegare, "in altre parole" (sic!) ciò che hai già spiegato nelle 3, 4, 5 righe precedenti. Questo è "essere prolissi", e questo, sì, viene sanzionato, perché le cose me le devi dire una sola volta - una! - al meglio di cui sei capace (e, sembra pazzesco, ma è così, c'è gente che arriva sino al terzo livello: te lo racconta una volta, poi scrive "In altre parole..." e te lo racconta una seconda volta, e, non paga, mette un "In altri termini..." e te lo racconta la terza volta... forse, chissà, con l'intento subliminale di spingere il commissario al suicidio).

Ma se dici tante cose (una sola volta!), tutte pertinenti, ben differenziate tra loro ma al tempo stesso ben collegate, all'interno di un discorso logico e magari ben scritto in italiano (=senza avverbi modali e con pochissimmi aggettivi) non sarai mai "prolisso", per quante pagine tu voglia scrivere. 
Rispondi

Da: Fuoriclasse21/05/2026 03:59:21
Governatori. Governatrisci. Preme precisare quanto segue. Il rilievo "anche le banche sono imprese, quindi basta la finanza aziendale" è vero solo a un livello descrittivo, ma non regge appena si passa al livello in cui MM viene effettivamente formulato, cioè quello delle ipotesi strutturali.

In Modigliani-Miller l'impresa non è definita come "soggetto giuridico che emette debito", ma come tecnologia di produzione di flussi di cassa reali, separata dal modo in cui tali flussi vengono finanziati. Il debito è quindi una passività esterna che non modifica il processo produttivo sottostante.

Nel caso delle banche questa separazione non esiste in senso economico. Il passivo non è solo fonte di finanziamento, ma anche input produttivo: la raccolta (depositi e funding) è ciò che consente la produzione di attivi liquidi e rischiosi. La leva non è una scelta tra alternative di finanziamento, ma la forma stessa dell'intermediazione. Da questo punto di vista, assimilare una banca a un'impresa non finanziaria significa assumere implicitamente proprio ciò che MM richiede esplicitamente di escludere.

La letteratura successiva lo ha chiarito in modo netto: la corporate finance standard non è direttamente trasferibile al banking senza introdurre rischio di liquidità, corsa agli sportelli e rischio sistemico. È per questo che il problema non si risolve "estendendo MM alle banche", ma cambiando oggetto analitico, passando dalla teoria dell'impresa alla teoria dell'intermediazione.

In tale cornice, il riferimento a Basilea Committee on Banking Supervision non è un'aggiunta esterna, ma la formalizzazione istituzionale del fatto che la leva bancaria genera esternalità che il singolo intermediario non internalizza. I requisiti patrimoniali non correggono una deviazione rispetto a MM: intervengono proprio perché il presupposto "impresa = struttura finanziaria neutrale" non è soddisfatto nel settore bancario.

Il punto, quindi, non è negare che le banche siano imprese, ma riconoscere che non sono imprese nel senso operativo richiesto da MM. E se l'identificazione di partenza non è valida al livello teorico pertinente, la conclusione non può essere preservata per semplice analogia.
Rispondi

Da: anonymous11 21/05/2026 16:30:20
@Fuoriclasse
Ora, premettendo che hai una preparazione fuori dal normale per cui non avrai problemi a superare l'esame. Però tieni a mente che più volte quelli della commissione hanno raccomandato capacità di sintesi perché in sostanza non vogliono bestemmiare e trovarsi veramente a correggere 15 pagine di compito. Perché per quanto puoi essere preparato e sai sviluppare gli argomenti, loro richiedono una risposta in spazi ben più stringenti, a prescindere se riesci comunque a essere ripetitivo o meno.
In poche parole, sì puoi costruire risposte ben sviluppate e non ridondanti, ma stai tranquillo che alla commissione non farà piacere trovarsi 15 pagine da correggere, perché presuppone che si possa comunque raggiungere il voto massimo senza scrivere poemi.

Sul discorso selettivo poi: guardate che dei 400 presentati almeno la metà non conosceva minimamente gli argomenti fino a qualche mesetto fa. Io non credo che già allo scritto si vogliono selezionare le eccellenze assolute e far passare solo i primi 50 (che poi su 400 dubito che 1/8 siano eccellenze...).
Insomma, diciamo che in giro ci sono visioni contrastanti: c'è chi dice che il compito sia stato così agevole da portare addirittura 200 persone all'orale, chi dice che invece proprio perché agevole selezioneranno soltanto chi si saprà distinguere maggiormente.
Credo che la verità (che non conosceremo fino a luglio) stia in mezzo: vuoi o non vuoi, se hai esigenza di assumere e non vuoi rischiare di stare con la coperta corta, almeno un centinaio circa devi cercare di portarli all'orale, a mio parere. Anche perché vista la complessità dell'orale di cui si sente discutere, credo siano più i bocciati che i promossi, o sbaglio?
Rispondi

Da: @anonymous1121/05/2026 16:55:30
Sai quali quesiti sono usciti nella prova di oggi?
Rispondi

Da: Lero921/05/2026 17:17:50
15 pagine (rimanendo attinente alla traccia e senza ripetizioni) per fare due elaborati su MM + basilea o derivati non vedo proprio perchè non dovrebbe essere considerata una sintesi sinceramente...
Rispondi

Da: Fuoriclasse21/05/2026 20:22:28
Trovo delizioso che in un concorso per menti destinate a governare la complessità economica, l'unico vero trauma collettivo sia la virtù geometrica dello spazio cartaceo.

Si fa un gran parlare di questa colpa di riempire quindici pagine. Ma vedete, la mediocrità confonde sempre la brevità con la sintesi, così come i filistei confondono il silenzio con la saggezza. La vera sintesi non consiste nello scrivere poco per risparmiare la vista a una commissione stanca; consiste nel non dire nulla che sia superfluo. C'è chi riesce a essere intollerabilmente prolisso in mezza facciata, ripetendo con la grazia di un disco rotto formule che non ha mai compreso, e chi, in quindici pagine, si limita a non interrompere il filo d'oro di un pensiero necessario.

"Le griglie di valutazione sono l'ultimo rifugio di chi non ha un'opinione; il constrained judgment è un'eccellente invenzione per permettere ai computer di correggere gli uomini, ma un pessimo metodo per permettere agli uomini di valutare il genio."

Mi si dice che la Commissione "soffrirà" nel leggere quindici pagine. Oh, ne sono certo. Ma la sofferenza della Commissione non nascerà dal peso della carta, bensì dal peso del confronto. C'è qualcosa di profondamente volgare nel voler misurare l'intelletto con il righello, quasi fossimo sarti che cuciono una divisa d'ordinanza per impiegati del catasto, anziché esaminatori alla ricerca di economisti. Se avessi voluto essere breve, avrei lasciato il foglio in bianco: dopotutto, la perfetta neutralità della struttura finanziaria di Modigliani-Miller si esprime magnificamente nel nulla originario. Ma ho preferito peccare di generosità. L'unico modo per resistere a una traccia d'esame è cederle completamente.

Quanto al mio collegamento tra Modigliani-Miller e Basilea, che ha fatto tremare i puristi del manuale: i pedanti amano i confini perché hanno paura di perdersi. Vedono la finanza aziendale e la vigilanza prudenziale come due parrocchie distinte che non si parlano la domenica. Non capiscono che Basilea non è altro che il monumento funebre che la realtà ha dovuto erigere al teorema di Modigliani-Miller quando applicato alle banche. Spiegare MM senza citare l'esternalità della leva bancaria è come recitare l'Amleto senza il fantasma, o commentare un bilancio sapendo fare solo le somme.
Rispondi

Da: @Fuoriclasse22/05/2026 08:03:41
Qualcosa in contrario se mi approprio qua e là' di alcune tue frasi, in vista del ciclo di preparazione al bando di concorso 2027? Citandoti, ovviamente, magari proprio con parti di screenshot. Ammetto serenamente che certe cose non le avrei sapute dire meglio.
Rispondi

Da: Gino gianni22/05/2026 09:37:00
Gruppi per assistenti? Esistono? Scusate sono poco pratico ma
Potrebbe essere intelligente confrontarsi periodicamente. Grazie
Rispondi

Da: Fuoriclasse22/05/2026 09:44:35
I miei post sono freeware. I miei aforismi alla O.Wilde pubblici. Non ne sono geloso
Rispondi

Da: anonymous11 22/05/2026 12:35:19
@Fuoriclasse
Illustrare Oscarino Wilde, essendo dotato di cotanta saggezza le chiedo un umile parere. Devo in sostanza prepare l'eventuale orale, non da zero ma quasi. Conosco contabilità ma non ho mai studiato all'università materie bancarie e finanza aziendale... finora ho fatto solo esercizi.
Alla luce di ciò e di un orale a settembre, consiglia comunque di cimentarsi in questa avventura miracolosa oppure consiglia di arrendersi già da ora.
E nel caso propendesse verso l'impresa, che manuale di economia degli intermediari finanziari suggerirebbe?

Grazie in anticipo profondo maestro della conoscenza più alta.
Rispondi

Da: Fuoriclasse22/05/2026 12:51:26
carissimo, rispondo alla tua genuina richiesta di orientamento, anche se temo che il tuo viaggio sia terminato molto prima del previsto. Ti interroghi con tanta deferenza su come affrontare l'orale a settembre, senza accorgerti che la tua avventura si è interrotta bruscamente tra le righe dello scritto.

Vedi, la presunzione di poter argomentare di finanza senza possederne i fondamenti logici produce un'illusione ottica: si confonde il superamento di una selezione con il possesso di una competenza. Ma lo scritto di questo concorso non era un esercizio di compilazione; era un setaccio. E tu, purtroppo, sei rimasto sul fondo.

Per illuminare la tua situazione, mi affido non tanto a Wilde, quanto a Shopenhauer, Confucio, de La Bruyère, de La Rochefoucauld:

"Il talento colpisce un bersaglio che nessun altro può colpire; il genio colpisce un bersaglio che nessun altro può vedere; la mediocrità, di solito, non vede nemmeno il bersaglio, ma si lamenta che il poligono di tiro sia troppo affollato."


"Molti uomini farebbero bene a non frequentare i concorsi pubblici per lo stesso motivo per cui i ciechi evitano le gallerie d'arte: non c'è nulla di più doloroso che essere giudicati su sfumature che non si hanno i mezzi per percepire."

"L'ignoranza è come una notte senza luna: c'è una certa pace nel non vedere i pericoli, finché non si va a sbattere contro la realtà di un foglio di valutazione."

"Non c'è spettacolo più singolare di colui che, non sapendo né dove andare né come camminare, chiede indicazioni per la vetta mentre sta già scivolando nel burrone."

Parliamoci con la spietata chiarezza che la finanza impone: tu lo scritto non lo hai passato.

Tutta la tua accorata difesa della brevità, il tuo timore reverenziale per le "quindici pagine" e la tua fede incrollabile nell'idea che la Commissione volesse solo "risposte in spazi stringenti per non bestemmiare" erano solo lo scudo dietro cui nascondevi il vuoto della tua preparazione. Hai scambiato un concorso in Banca Centrale per un compito in classe di scuola media, dove basta riempire le caselle per meritare la sufficienza della compassione.

Il tuo contributo a questa selezione si è esaurito, puramente e semplicemente, nell'aver indovinato la combinatoria delle crocette nella prova preselettiva. Un trionfo della statistica elementare, non c'è che dire. Ti sei barcamenato tra palline colorate da estrarre da urne ipotetiche e calcoli sulle medie di velocità di due treni che si incrociano su percorsi diversi, convinto che calcolare la probabilità di pescare una sfera nera fosse il passaporto per l'alta finanza.

Hai accatastato nozioni dell'ultimo minuto sperando che la "fortuna dei principianti" facesse le veci di una laurea in discipline quantitative. Ma quando il gioco si è fatto serio e la traccia ha richiesto di dimostrare la comprensione dell'equilibrio economico dietro il WACC o l'essenza dell'intermediazione, la tua totale assenza di basi universitarie è emersa con la violenza di un default improvviso.

Mi chiedi se devi arrenderti o tentare l'impresa miracolosa per l'orale, domandando persino consigli sui manuali. La risposta è superflua, perché la Commissione ha già scelto per te, esonerandoti dal peso di una bocciatura a settembre.

Rispondi

Da: @fenomeno22/05/2026 13:07:43
Finanza quantitativa applicata alla vigilanza bancaria? Questo rischia di essere un esercizio di stile ed un'elegante deviazione dall'essenza profonda del ruolo.

Se vogliamo abbandonare le astrazioni e tornare alla concretezza pratica, dobbiamo riconoscere che l'archetipo della vigilanza non risiede nella pura speculazione matematica, ma nella maestria della gestione del rischio e nella trasparenza della contabilità.

​Non giudicheremmo mai un pasticciere dalla sua abilità nel preparare il perfetto piatto di pasta, né pretenderemmo dallo chef d'alta cucina la simmetria geometrica di una torta monumentale.
Sebbene entrambi operino nel medesimo ambito della cucina, le loro anime professionali rispondono a vocazioni e regole differenti.

​Allo stesso modo, la finanza non è un monolito, ma un prisma. Ogni facciata riflette una specializzazione distinta.
​Un dottorato in finanza aziendale o un esperto di modelli quantitativi, se privato della grammatica fondamentale dei rischi e dei bilanci, rimarrà un estraneo alle porte della Banca d'Italia.

​Viceversa, chi possiede soltanto la bussola della contabilità faticherebbe a navigare nelle acque tumultuose e algoritmiche di una banca d'investimento.

​Vi è infine una questione di teleologia ovvero di scopo e proporzione.
Chi dichiara di padroneggiare l'interezza di questi saperi ai massimi livelli possibili, manifesta una contraddizione intrinseca se sceglie di percorrere la strada di un bando per assistenti.
Nella scala aristotelica delle ambizioni, chi possiede la conoscenza universale mira al governo del sistema, non alla sua esecuzione.
Rispondi

Da: Fuoriclasse22/05/2026 13:20:05
si vabbe dopo aver incollato il prompt leva refusi tipo �
Rispondi

Da: neo viceassistente22/05/2026 14:24:33
caro insider, sarei interessato a maggiori dettagli sui riferiti concorsi 2027 (per la cui preparazione ci si avvarrà anche di alcune citazioni del dott. Fuoriclasse). grazie
Rispondi

Da: per fenomeno22/05/2026 14:43:02
senza essere governatori e/o governatrice avere dei dubbi in merito alla questione di Basilea non vuol dire necessariamente che si stia esprimere un parere negativo... mi appare chiaro il legame tra m&m e basilea  e in particolare del suo fallimento nel settore bancario ma nel primo tuo contributo non avevo trovato chiaro il ragionamento che avevi fatto superato poi con il secondo contributo.
Considerando la preparazione e la tua capacità di ragionamento mi lascia un po' perplessa il fatto che tu ambisca al modesto ruolo di assistente...
Rispondi

Da: anonymous11 22/05/2026 15:27:30
@Fuoriclasse
Maestro di vita, la ringrazio della sua ammirevole schiettezza in merito al mio fallimento in questo concorso.
Allora a questo punto seguirò il consiglio e non inizierò proprio il complesso studio, decisamente al di fuori della mia portata. Grazie per avermi illuminato.
Se però dovessi risultare ammesso all'orale come facciamo? Mi promette che compenserà adeguatamente in termini monetari l'eventuale cattivo consiglio? Anche se sono sicuro lo avrebbe comunque fatto di sua sponte.
I veri maestri sanno riconoscere i propri errori...
Rispondi

Pagina: 1, 2, 3, 4, 5, 6, ..., 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38 - Successiva >>


Aggiungi la tua risposta alla discussione!

Il tuo nome

Testo della risposta

Aggiungi risposta
 
Avvisami per e-mail quando qualcuno scrive altri messaggi
  (funzionalità disponibile solo per gli utenti registrati)