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Corso concorso 534 posti - COMUNE DI NAPOLI
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Da: è INUTILE....27/05/2011 12:09:34
....che vi scaldate....preparatevi al cambiamento...
TANTO VINCE LUIGI DE MAGISTRIS!!!

Da: ert27/05/2011 12:14:02
sicuramente vincerà lui,  quanto al cambiamento vedremo io non credo forse il cambiamneto ci sarà ma in peggio e non solo x noi io lo vedo uno attaccato ai soldi.................... e all'apparire

Da: pd con lettieri27/05/2011 12:17:00
intanto la maggioranza del pd è con lettieri

Da: CHICO27/05/2011 12:18:36
"CON QUELLI COME ME NAPOLI NON CAMBIERA'' MAI    27/05/2011 11.58.36
MA CON LETTIERI ALMENO CAMBIO IO E TUTTI GLI IDONEI.
DIVENTEREMO AGENTI DI POLIZIA MUNICIPALE!!!!!! POI NAPOLI SI VEDRA'"

assafà alla faccia di chi critica Lettieri inneggiando alla legalità che appartiene solo a DM...continuate a fare i moralisti così si rimane tutti a casa...BRAVI!!



Da: scusa27/05/2011 12:18:56
NON RACCONTARE CAZZATE, IL pd non potra' mai essere con lettieri

Da: da27/05/2011 12:24:58
il fuoco attaccato a lettieri, è come l'attentato a belpietro e come i zingari di milano, e quelli che strattonano vecchie a milano - tutta invenzione e fango pdl che ha paura di perdere

non credo che sarai nella municipale con lettieri, sarai nella munnezza

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Da: CHICO27/05/2011 12:31:08
per: "è INUTILE...
....che vi scaldate....preparatevi al cambiamento...
TANTO VINCE LUIGI DE MAGISTRIS!!!"

e tu se vince DE MAGISTRIS scordati il posto

Da: ert27/05/2011 12:43:17
ragazzi ormai è fatta iniziamo a pensare al dopo purtroppo i sondaggi dicono che vincerà  DM pensiamo a cosa fare io mi comprerò una tenda e la piazzerò sotto san giacomo 

Da: Max27/05/2011 12:50:50
mamma mia ho letto un bel po di post arretrati...analizzando la questione direi che Letieri indubbiamente fa più al caso nostro..poi chiamatelo come volete....cialtrone, colluso, ecc..
se lui, al contrario di altri, si espone così tanto riguardo al nostro futuro vuol dire che qualcosa ha intenzione di fare e farà...il resto non sono nemmeno chiacchiere.

non facciamo gli idealisti e cerchiamo di farcelo piacere che è meglio per tutti noi!

Da: FORSE PRIMA ERA MEGLIO DE MAGISTRIS MA NO ADESSO27/05/2011 12:51:36
PER IL PD PRIMA ERA MEGLIO DE MAGISTRIS MA ORA NO. HA CAMBIATO TUTTO!! E POI TUTTI I VIGILI VOTANO LETTIERI!!!!!!! FORZA LETTIERI

Da: miriana27/05/2011 12:55:55
http://www.youtube.com/watch?v=NmUPIQ8AZco

Da: da IDONEO27/05/2011 12:59:18
ragazzi, ma secondo voi se non conoscessi la situazione voterei Lettieri?? Scusate ma se ha detto DIRETTAMENTE che avrebbe assunto tutti gli idonei, ma perchè pensarci 2 volte. Votiamolo!!! De Magistris non ha detto neanche lontanamente di assumere personale anzi, ha detto che prima si doveva fare chiarezza sul concorso, poi assunzioni, quindi se per lui non è stato trasparente.... poi si vedrà.
Non siate sceriffi, o rivoluzionari. Ora pensiamo al nostro futuro e alle nostre famiglie "io ho figli", e votiamo chi ci ha assicurato un futuro.
Ciao a tutti e non scannatevi sul forum

Da: CHICO X ert27/05/2011 13:04:11
che scrive:
"ragazzi ormai è fatta iniziamo a pensare al dopo purtroppo i sondaggi dicono che vincerà  DM pensiamo a cosa fare io mi comprerò una tenda e la piazzerò sotto san giacomo" 

SIAMO SERI E NON DICIAMO COSE INUTILI POSSIAMO ANCORA FARE QUALCOSA...VOTARE LETTIERI...PERCHè DOBBIAMO FARCI AUTOGOL

Da: CHICO X IDONEO27/05/2011 13:07:01
PAROLE SANTE....PECCATO CHE ALTRI ABBIANO IL CULO AL COPERTO

Da: watch it27/05/2011 13:07:32
http://www.youtube.com/watch?v=NmUPIQ8AZco

Da: Max27/05/2011 13:21:22
ancora una Volta Lettieri parla di noi
benissimo

Da: ert27/05/2011 13:37:43
io spero che vinca lettieri ma occorre anche pensare all'ipotesi peggiore ai visto i sondaggi?

Da: ffff27/05/2011 13:42:17
vota lettieri

Da: speriamo...27/05/2011 14:14:06
sta talmente disperato che si è dato fuoco da solo ... vabbè tanto la sede del comitato elettorale non gli serve più!

Da: Leggete27/05/2011 14:27:40
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/napoli-se-questo-e-un-sindaco/2149402//1

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/chi-ce-dietro-de-magistris/2152350

LEGGETE E POI PARLATE..DE MAGISTRIS é QUALITA',DA LETTIERI SOLO MENZOGNE!!!!*

LUIGI LUIGI LUIGI!!!!

Da: cAVOLO!!!!27/05/2011 14:30:24
Ho cambiato idea...volevo votare Lettieri ma questo è troppo colluso....non mi dà garanzie per la mia assunzione!!!

VIVA DE MAGISTRIS!!!!!

POI POSTO ANCHE IO UN LINK:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/lettieri-tiene-famiglia/2152325

mamma mi' ....leggete leggete.....VIVA L'ONESTA E LA LEGALITA'..VOTIAMO DE MAGISTRIS E CI SALVIAMO...Lettieri farà come Alemanno a Roma e noi ci scordamm o post!!

Da: miriana27/05/2011 14:36:46
http://libero-news.it/news/748741/De_Magistris__l_ex_pm_che_si_crede_pure_un_martire.html


N ota metodologica: la verità è che ricostruire la carriera di Luigi De Magistris è difficilissimo. Dal 1998 al 2002 operò come uditore giudiziario a Napoli e poi divenne sostituto procuratore a Catanzaro, con risultati oggettivamente terrificanti che abbiamo in parte raccontato. Ma poi comincia un incredibile marasma mediatico-giudiziario che anche il cronista più attento fatica a ricostruire. A partire dai tardi anni Duemila, infatti, il togato De Magistris denotò irrequietezze decisamente inadatte all'equilibrio richiestogli dal suo lavoro: una rottura degli argini, la sua, che coincise tipicamente con le prime esposizioni mediatiche e con le prime inchieste su vari intrecci di potere. A partire da allora, dunque, il rumore delle sue inchieste ebbe a prescindere completamente dalle effettive correità penali che (non) riguardavano i nomi altisonanti che lui menzionava nelle sue inchieste, e a partire da allora, perciò, il semplice nominare dei personaggi prese ad accluderli d'ufficio in presunte cosmogonie e complotti contro di lui. Nessuno ne sarà risparmiato, neppure l'intera fisiologica giudiziaria, neppure i gip che respinsero le sue richieste, neppure i giudici che giudicavano, i superiori che avocavano, la Cassazione che rigettava, e neppure gli ispettori del Ministero, e il Ministero, tutti. Farà giocoforza parte del complotto anche il Capo dello Stato (quando l'inviterà De Magistris esplicitamente al silenzio) e ne farà parte il vicepresidente del Csm che lo richiamerà al codice deontologico, e ovviamente l'intero Csm, e anche l'Associazione magistrati più qualche corrente togata, in sostanza tutti coloro che oltretutto avevano ascoltato De Magistris respingendo regolarmente tutti i suoi ricorsi. Il magistrato prese addirittura a prospettare una «nuova P2» guidata da Giancarlo Elia Valori,  dunque una «strategia della tensione», una «massoneria», «poteri occulti coadiuvati da pezzi della magistratura» e ovviamente «settori deviati di apparati dello Stato».

Non mancarono, nei foschi scenari, anche l'allora presidente del Consiglio Romano Prodi più alcuni suoi collaboratori, i quali «lasciavano intravedere un discorso molto interessante di riciclaggio dalla Calabria a San Marino», e, in un caso, dei «viaggi molto strani nel centro Africa», senza contare i «collegamenti con l'omicidio Fortugno» e i soliti coinvolgimenti per Clemente Mastella e Massimo D'Alema: ci sarebbe da proseguire, e non avremmo ancora sfiorato, sinora, altri «complotti» delle procure contro di lui. 
Qui sta il punto. Immaginate che uno stranito Al Gore, ad Annozero, chieda qualche informazione su questo ex campione della magistratura all'italiana: che cosa gli raccontereste? Dunque: questo De Magistris a Catanzaro conduceva delle inchieste che coinvolgevano l'imprenditore Antonio Saladino oltre a Prodi e a Clemente Mastella; due sue inchieste vennero però avocate dal procuratore capo Mariano Lombardi e dall'allora procuratore generale Dolcino Favi, il tutto mentre si succedevano ben tre ispezioni ministeriali (senza esito) col procuratore generale della Cassazione che decideva intanto di aprire un procedimento su De Magistris; il quale fece un baccano mediatico d'inferno sinché anche il Csm decise di occuparsene. Morale: il Csm condannò De Magistris e lo trasferì a Napoli come giudice e non più come pm (in Italia, egregio Al Gore, è normale) ma ecco che poi il magistrato denunciò un complotto ai suoi danni alla procura di Salerno, la quale indagò sino a convincersi (a sostenere) che i loro colleghi di Catanzaro fossero effettivamente autori di un complotto del quale indirettamente avrebbero fatto parte anche il Csm, il Guardasigilli e la Cassazione; la procura di Catanzaro temporeggiò e non spedì a Salerno le carte richieste, al che la procura di Salerno si spazientì e le spedì un decreto d'urgenza con tanto di perquisizioni e avvisi di garanzia; ne conseguì che il procuratore generale di Catanzaro Enzo Iannelli, pure lui indagato, protestò direttamente col Capo dello Stato, questo mentre il Guardasigilli spediva un'ispezione a Salerno ma con ispettori diversi da quelli utilizzati in precedenza: parecchi infatti risultavano indagati a causa di un altro esposto di De Magistris, questo mentre il procuratore di Catanzaro Iannelli controsequestrava le sue stesse carte (già sequestrate il giorno prima dai colleghi salernitani) e spediva a sua volta una raffica di avvisi di garanzia ai magistrati di Salerno che avevano indagato lui il giorno prima, peraltro utilizzando, nello spedire gli avvisi, gli stessi uomini: questo nonostante Salerno avesse la competenza a indagare su Catanzaro ma Catanzaro non l'avesse a indagare su Salerno, competenza che apparteneva e appartiene a Napoli. Ma chi c'era a Napoli, trasferito da Catanzaro? C'era De Magistris. Tutto chiaro, egregio Gore? Tenga conto che il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, intanto, era in una certa difficoltà: infatti un suo collaboratore, in una delle inchieste di De Magistris, risultava in contatti telefonici con l'indagato Antonio Saladino. Di fronte a un marasma del genere c'è solo da riprendere le varie e rumorosissime inchieste di De Magistris - tipo Poseidone, Why not, Toghe lucane e altri nomi strambi - e verificare razionalmente che cosa ne è rimasto. Lo faremo da domani. 

Lo faremo nonostante una difficoltà tecnica che fa parte del metodo di De Magistris: lui, come Di Pietro, è uno che denuncia tutti. Ha denunciato questo giornale e questo giornalista, ha denunciato il relatore del Consiglio giudiziario che gli negò la nomina a magistrato d'Appello, ha denunciato colleghi che avevano respinto suoi provvedimenti (spesso non proponeva neppure impugnazione: invece di fare ricorso, cioè, denunciava direttamente i giudici) e ha denunciato, De Magistris, un avvocato generale dello Stato che aveva revocato un suo procedimento (revoca poi confermata dalla Cassazione) e ha denunciato un ispettore che aveva rilevato irregolarità di rilevanza disciplinare nella gestione della sua inchiesta toghe lucane, ha denunciato un pm di Matera che lo aveva messo sotto indagine, ha denunciato il presidente del Tribunale del Riesame di Catanzaro che aveva annullato diverse sue richieste d'arresto (annullamenti poi confermati dalla Cassazione) e ha inquisito, De Magistris, la madre di una sua collega di tribunale (Mariateresa Carè, prima che ovviamente fosse prosciolta) e ha indagato anche il marito della collega (prima che fosse assolto pure lui) e ha indagato pure il marito del giudice Abigaille Mellace, chiedendone pure l'arresto: richiesta respinta dal gip e dal Tribunale della libertà e dalla Corte di Cassazione; la casa della collega fu tuttavia perquisita.

Da: Reuccio27/05/2011 15:00:26
Una cosa è certa: la prima fase del nuovo sindaco, chiunque esso sia, sarà: "sarò il sindaco di tutti i napoletani"

Da: ffff27/05/2011 15:05:28
vota lettieri

Da: leggete leggete27/05/2011 15:08:46
Napoli, se questo è un sindacodi Emiliano Fittipaldi e Gianfrancesco Turano (18 aprile 2011)

La stessa Meridie è in una situazione imbarazzante. Lo Yoda Trust dell'avvocato calabro-milanese Nicola Squillace, titolare del 7 per cento della società quotata, risulta tuttora amministrato dal commercialista svizzero Sergio Pezzati, arrestato lo scorso luglio all'aeroporto Jfk su mandato del District Attorney di Brooklyn con l'accusa di essere il fiduciario del clan Arena di Isola Capo Rizzuto. Squillace, cresciuto nello studio Libonati-Jaeger, uno dei più importanti d'Italia per il diritto commerciale, ha detto di avere liquidato Pezzati in dicembre, ma la Consob non l'ha ancora segnalato. Ha qualche problema giudiziario anche un altro socio di Meridie, l'ex ad di Unipol Giovanni Consorte, che rischia una condanna a tre anni di carcere per la scalata a Bnl. La holding di Consorte Intermedia controlla il 10 per cento di Meridie grazie a uno scambio di partecipazioni incrociate con Lettieri. Soldi, insomma, non ne sono girati. Al momento, il titolo di Meridie vale meno della metà rispetto alla quotazione di inizio 2010.

Anche la holding di famiglia Mcm va male. A fine anno ha rischiato di affondare sotto 6 milioni di euro di perdite. Per non portare i libri in tribunale, il candidato sindaco ha organizzato una nuova operazione tutta su carta. Per ricapitalizzare, ha conferito la sua quota (10 per cento) in Salerno Invest-Le cotonerie, pari a un valore di 4 milioni. Salerno Invest significa una mega-area a Fratte, periferia nord di Salerno. Due periti indipendenti hanno stimato in 40 milioni l'ex zona industriale dove Lettieri produceva il denim per i jeans e che il sindaco Vincenzo De Luca ha trasformato in terreni a uso commerciale e residenziale. Per questa operazione, Lettieri e De Luca sono sotto processo per truffa.

L'inchiesta non ha fermato il business di Fratte. Anzi, è arrivato nuovo sostegno dall'alta finanza lombarda, con l'ingresso in Salerno Invest di Aldo Magnoni, dello stesso Squillace e con un prestito di Unicredit da 73 milioni contro pegno sulle azioni della società. E Unicredit non è il solo a puntare, nonostante tutto, su Lettieri. I suoi due soci in Atitech, la società di manutenzione ex Alitalia a Capodichino, continuano a scommettere su di lui. La Cai ha dato a Lettieri cinque anni di contratto garantito per gli Md 80. E il gruppo Finmeccanica è il regista del consorzio, costituito all'inizio di marzo, fra Atitech e gli inglesi di Aero Sekur, partner della società di Pierfrancesco Guarguaglini nel progetto Soldato Futuro. E lo Stato dà il suo contributo diretto con la cassa integrazione, da poco rinnovata.

Nonostante i fallimenti e le performance insoddisfacenti, gli amici potenti di Gianni non si contano. Il cardinale Crescenzio Sepe ha recentemente benedetto la sede della Meridie, Antonio Bassolino faceva jogging con lui, il lobbista Claudio Velardi, ex assessore per il centrosinistra, gli cura la campagna elettorale. Ma è soprattutto nei palazzi romani che Lettieri ha i suoi fan. Già nel 2010 gli esponenti della cosiddetta P3 brigano affinché diventi governatore al posto del candidato in pectore Stefano Caldoro. Nelle intercettazioni finiscono impigliati i nomi di Marcello Dell'Utri, di Denis Verdini e di Nicola Cosentino. Lettieri è in contatto continuo con un membro del gruppo, Arcangelo Martino, ex assessore socialista. "Arcà io sono a tua disposizione dimmi c'aggia fà e lo faccio", diceva Gianni all'amico che vaticinava il suo trionfo. "Se si toglie questo da mezzo...", sospirava Gianni parlando di Caldoro. L'operazione fallisce, ma sono tanti i pezzi grossi che sperano che il prossimo 15 maggio l'imprenditore diventi almeno sindaco. "In primis Letta e Bisignani. La candidatura è stata imposta da loro, nonostante l'opposizione degli ex An", dicono fonti vicine a Palazzo Chigi, "Lettieri ha conosciuto Letta tramite i buoni uffici di Maurizio Beretta, e da allora i due sono inseparabili. Prima di fare qualsiasi mossa, Gianni chiede consiglio a Letta. O, in alternativa, a Gigi Bisignani".

Sotto il Vesuvio, invece, sono in molti a storcere la bocca. Lettieri pensa di essere amato, ricorda a tutti di aver vinto i premi "Cuore d'Oro" e "Masaniello", crede di potercela fare addirittura al primo turno. La sua campagna elettorale è faraonica: i cartelloni con la sua faccia s'incontrano pure a Teano, a 70 km dal comune dove si terranno le elezioni. Ma se nei salotti della borghesia Lettieri ha pochissimi estimatori (i circoli snob di Chiaia e Posillipo lo considerano un parvenu, "uno che dice di servirsi dal sarto Isaia ma che non sa che non è chic vestirsi sempre e solo di blu scuro"), anche tra gli imprenditori i simpatizzanti sono pochi. Alla Caffetteria di piazza dei Martiri lo chiamano il "Richard Gere di piazza Garibaldi", dal momento che Lettieri come il protagonista di "Pretty Woman" ha fatto carriera acquistando aziende già decotte senza crearne mai di nuove. Amico di qualche magistrato importante, gli industriali dell'Unione, di cui è stato presidente dal 2004 al 2010, gli lanciano strali da settimane. Gli imputano di aver speso troppi soldi per la sua immagine e di aver prosciugato le casse dell'associazione.

"Vorremmo sapere come ha speso quei soldi, eravamo in attivo per oltre sei milioni", chiosano da Confindustria. Lettieri alle critiche non dà peso. Alle domande maliziose risponde con i fatti. Come recitava lo slogan di un allevamento ittico di cui era socio fino a poco tempo fa: "I nostri pesci parlano per noi". Orate e spigole deliziose, ma bilancio - ancora una volta - in profondo rosso.

Da: leggete leggete27/05/2011 15:09:26
Chi c'è dietro De Magistrisdi Emiliano Fittipaldi Docenti, studiosi, economisti. Tutti attorno ai quarant'anni. E di sinistra. Sognano di cambiare una città incancrenita. Ecco com'è composta è la squadra pronta a lavorare con l'ex pm a Palazzo San Giacomo
(26 maggio 2011) Luigi de MagistrisLa chiamano l'armata Brancaleone. "Peggio, sembrano il circo Togni". "Un gruppo di pazzi comunisti", dicono i più preoccupati. Per il centrodestra il rischio è che s'avveri un incubo, il trionfo di "pasdaran che hanno in testa la rivoluzione napoletana del 1799". Anche i moderati democrat e i vecchi bassoliniani da qualche giorno sussurrano in giro le loro perplessità: "E' brava gente, peccato non abbiano mai governato nulla. Nemmeno un condominio. Come faranno ad amministrare un bordello come Napoli?". Già. Adesso che il miracolo è a portata di mano, e che Luigi De Magistris può sognare di prendere il posto di Rosa Russo Iervolino, la città si chiede chi c'è dietro di lui. Perché se di "Gigi il magistrato" si sa praticamente tutto, nessuno conosce la squadra che - in caso di vittoria al ballottaggio - prenderà il posto degli uomini della vecchia nomenklatura che hanno comandato negli ultimi 18 anni.

Il totoassessori da qualche giorno sputa nomi e ipotesi a ciclo continuo, ma una cosa è sicura: se lo sceriffo del Vomero vince, Napoli sarà gestita dalla società civile. Gente di sinistra, of course. Molto di sinistra. Professionisti e docenti che andranno a governare non più grazie alla benevolenza del politico di turno, che offriva una poltrona al tecnico e all'universitario solo per camuffare giunte lottizzate dai partiti: stavolta intellettuali e avvocati saranno legittimati direttamente dal voto popolare. Un fatto epocale: non è mai accaduto che una metropoli italiana esautorasse i partiti proclamando, di fatto, l'autogestione dei cittadini. "Ho le mani libere. L'Idv in Italia ha perso ovunque, se vinco qui sarà merito mio. La stragrande maggioranza delle deleghe sarà in mano a chi, la politica, l'ha fatta fuori dai palazzi del potere", ripete ai suoi il novello Masaniello, la cui popolarità in città, azzardano i fan, ricorda quella del primo Bassolino.

Andiamo con ordine. Nell'inner circle di De Magistris la parte del leone la fanno i professori. Sono quasi tutti quarantenni, meridionalisti, con figli piccoli e casa tra Vomero e Chiaia. Alberto Lucarelli è il capo indiscusso delle teste d'uovo. Ecologista convinto, ordinario di Istituzioni di diritto pubblico alla Federico II, è buon amico di padre Alex Zanotelli: non è un caso che abbia scritto lui i due referendum contro la privatizzazione dell'acqua che si voteranno tra due settimane. Curriculum chilometrico - insegna anche alla Sorbonne, Nichi Vendola l'ha voluto coordinatore di una commissione di studio sull'Acquedotto pugliese - ha stretti legami con la borghesia napoletana più attenta ai temi dello sviluppo sostenibile. Quella, per intenderci, che s'incontra da qualche anno nelle assise "carbonare" di Palazzo Marigliano, riunioni organizzate dall'avvocato e filosofo ottuagenario Gerardo Marotta. "Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinunzino all'azione", è il motto di Edmund Burke che hanno scelto quando hanno iniziato a proporre soluzioni alternative per il governo, in primis, della monnezza.

Anche Tommaso Sodano è consigliere assai ascoltato dall'ex pm. Tanto che, insieme al giovane tecnico Raphael Rossi, è in pole per l'assessorato alla spazzatura. La lista Federazione della Sinistra lo appoggia senza se e senza ma. De Magistris ha raffreddato gli entusiasmi, ma il suo programma in merito all'emergenza numero uno è identico rispetto a quello del rifondarolo: nessun inceneritore in città (Sodano ha chiesto che venisse messo sotto sequestro persino quello di Acerra), stop all'apertura di nuove discariche, investimenti massicci per una raccolta differenziata "estrema", da fare porta a porta non solo in qualche quartiere, ma in tutta la città. I neocomunisti di Paolo Ferrero schierano in prima fila anche Elena Coccia, avvocato che da sempre si batte per i diritti delle donne e contro la dilagante "cultura barbaramente omofobica". Una tosta, che di recente ha rappresentato due ragazzine nel processo contro l'ex assessore di Bassolino Corrado Gabriele, condannato un mese fa a quattro anni e due mesi per presunti abusi sessuali sulle figlie della sua ex compagna

Da: rtr27/05/2011 15:09:38
vi rendete conto chi sarà il sindaco di napoli (DM)un' esaltato con manie di grandezza e persecuzione, povera napoli ci mancava pure il pazzo

Da: leggete leggete27/05/2011 15:10:09
Lettieri? Tiene famigliadi Emiliano Fittipaldi Fratelli arrestati per droga. Tra guai giudiziari e retate anticamorra. Ecco i parenti scomodi del candidato Pdl. Di cui lui non parla mai
(26 maggio 2011) Gianni LettieriIl ristorante dove la famiglia Lettieri serve pizze e altre specialità napoletane si chiama Marechiaro. Non è a Posillipo, come si potrebbe pensare, ma a cento chilometri di distanza da Napoli, in una strada della periferia di Formia. Giuseppe, cappellino e grembiule d'ordinanza, stesso nome di battesimo del nonno, manda avanti il locale da due anni. Il padre Daniele è il vero proprietario della trattoria, dove la Margherita Doc (quella con la mozzarella di bufala) pare sia davvero squisita. Ecco. Bisogna arrivare fino a uno slargo a due passi dall'Appia per scoprire che Giovanni Lettieri, candidato sindaco di Napoli, ha una famiglia "segreta". Tre fratelli e due sorelle di cui non parla mai con nessuno. E che, dicono i bene informati, non vede mai. Forse perché qualcuno in passato ha avuto guai seri con la giustizia. Nelle cronache ci sono arresti per droga, condanne per reati finanziari, persino operazioni della Direzione distrettuale antimafia.
Anche a Gaeta, dove l'ex presidente degli industriali trascorreva le estati con la moglie e i figli in un'elegante villetta bifamiliare, nessuno ha mai sentito parlare di loro.

Taciturno, timido e riservato, così ricordano Gianni nel paesino turistico. "Aveva una bella barca, ma stava sempre con la famiglia della moglie. Non frequentava i suoi parenti", spiega un negoziante che dice di averlo conosciuto. Eppure Gianni, nato vicino a piazza Garibaldi, è cresciuto giocando nei vicoli della Duchesca con Nicola, Daniele, Gennaro, Assunta e Mariarosa. Il capofamiglia Giuseppe, originario del paesino di Arienzo, e la madre Anna Tortora decisero nel 1957 di lasciare la provincia di Caserta e di tentare la fortuna sotto il Vesuvio. Prima vendendo radio al mercato, poi lanciandosi nel settore abbigliamento. E' Giuseppe che getterà le fondamenta su cui il figlio più sveglio costruirà un piccolo impero che riuscirà a quotare in Borsa trent'anni dopo. E' sempre Giuseppe che da piccolo "pannazzaro" inventa aziende specializzate in produzione e commercio all'ingrosso (le imprese erano vicino a Capodichino, dove la Tortora risulta essere ancora proprietaria di vari immobili per oltre 500 metri quadri) e che decide di diversificare fondando una società immobiliare.

Se Gianni segue la via indicata dal padre (o meglio, dalla madre: è lei l'amministratore della Confemil spa, che nel 1975 assume il giovane Gianni come direttore commerciale), suo fratello Daniele è invece meno fortunato. La sua vita non sarà mai facile, come racconta la lista dei suoi precedenti: nel 1985 viene condannato per reati finanziari, mentre nel 1993 viene arrestato dalla squadra mobile di Napoli insieme all'altro fratello Nicola, quattro anni prima già denunciato a piede libero dalla Guardia di finanza per traffico di stupefacenti. I due Lettieri finiscono nell'inchiesta della Dda di Napoli chiamata "Hurricanes in Naples", che come raccontano le cronache del tempo sgominò quattro organizzazioni internazionali dedite al commercio di hashish e cocaina. Un'operazione gigantesca che portò in galera, con l'accusa di traffico di droga, anche personaggi legati ai clan camorristi dei Pirozzi e dei Nuvoletta.
Nicola torna a lavorare con il padre nel 1997 (dai documenti della Camera di Commercio i due risultano soci della Ita Sas, sempre ramo tessile, insieme alla mamma), mentre Daniele viene scarcerato nel 1996 con l'obbligo di firma. Torna subito nel basso Lazio, tra Formia e Itri, dove risiedeva dal 1988. Una scelta che aveva fatto tre anni prima pure il fratello Gennaro. Già: i Lettieri devono amare davvero quella terra, tanto che il candidato sindaco qualche tempo fa è entrato in affari con un gruppo di itticultori di Gaeta: tra loro c'è un personaggio assai noto come Damiano Magliozzi, fratello dell'ex sindaco del Pdl, che oltre a detenere quote della Medfish è attualmente presidente della squadra di calcio della città.

A Itri forse Daniele spera di star lontano dai guai. Nel 2000 decide di buttarsi come il resto della famiglia nell'abbigliamento. Fonda la Immagine srl, ma le cose non sembrano voler andare per il verso giusto: nel 2007 i carabinieri lo arrestano in flagranza di reato, con 49 grammi di coca nascosti negli slip. Daniele Lettieri si fa qualche mese di domiciliari e viene scarcerato definitivamente nel maggio del 2010. La sua odissea giudiziaria non è ancora finita. Insieme a un'altra ventina di persone è indagato dalla procura di Latina: nel dicembre 2009 il pm Giuseppe Miliano ha chiesto le misure cautelari per tutti, ma a fine 2009 il gip le ha respinte. Ora si attende che il giudice decida sull'eventuale rinvio a giudizio. Daniele e gli altri, ovviamente, incrociano le dita.

Come le colpe dei padri non ricadono sui figli, quelle dei fratelli non devono ricadere sul candidato del Pdl. E' assai strano, però, che della storia della famiglia dell'imprenditore che vuole fare il sindaco della terza città d'Italia nessuno, a Napoli, sapesse nulla di nulla

Da: ff27/05/2011 15:16:52
vota lettieri se volete il posto
DM HA DETTO GIà CHE NON HA INTENZIONE DI PRENDERE NESSUNO

Da: x ff27/05/2011 15:34:15
la corruzione e il malaffare se vince L avrà la meglio sulle regole e quindi sulle nostre graduatorie tutelate dalla legge.
NON fatevi Inciuciare dalle promesse acchiappavoti di L,
cmq sicuramente vincerà DM e darà adito allo scorrimento delle graduatorie, ricordate che la delibera di indirizzo firmata dalla giunta di sinistra verrebbè portata a compimento con una delibera di indirizzo sempre della giunta di sinistra di DM
non preoccupatevi le condizioni ci sonon x l'assunzione ed inoltre sono garantite dalla legge
Poi chissà quanti PIACERI FUORILEGGE LETTIERI DOVREBBE FARE X L'APPOGGIO RICEVUTO E SICURAMENTE VERREBBERO PRIMA DELLE NOSTRE GRADUATORIE GIà TUTELATE DALLA LEGGE

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