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1886 Allievi Carabinieri
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| Da: COSIGLIATEMI QUALCOSA DI MEGLIO DA FARE | 24/07/2012 18:04:38 |
| Il carabiniere di Allah «Hai sentito? Pare che ci sia un carabiniere negro», disse Berto, alzando il bicchiere di bianco e guardandolo in controluce, alla lampadina dell'osteria. «Non proprio negro. È tipo… marocchino. Quelli là , insomma», lo corresse Renato. «Mah, non ci si capisce più niente. Anche nei Carabinieri sono arrivati, adesso?», esclamò Vincenzo, dopo aver ingollato all'alpina un bicchiere di vino rosso. I tre sedevano al tavolo d'angolo, un po' in penombra. Passavano là parecchie ore della giornata. Sentirono aprirsi la porta. Fuori c'era nebbia. A Mantova era ormai una settimana che si tagliava col coltello. Videro entrare il maresciallo Marangon, accompagnato da un carabiniere più giovane. «Vieni, Oussama. Vieni che ti offro un caffè di quelli buoni». Berto sgranò gli occhi. Il maresciallo si portava appresso proprio quel carabiniere. Bevve il suo bianco e fece un versaccio appoggiando il bicchiere. I due militari non ci fecero caso, presi dalla loro chiacchierata. Marangon teneva il giovane maghrebino a braccetto. Il maresciallo ordinò i due caffè. Al tavolino d'angolo i tre uomini alzarono il tono di voce. Quando ai carabinieri giunsero le tazzine fumanti, si sentì chiaramente Renato esclamare: «Dopo un carabiniere marocchino, penso di averle viste tutte nella vita. Roba da mà t». Il maresciallo, senza voltarsi, alzò la voce: «Renato?». «Comandi, maresciallo». «Mi hai mai visto tirar fuori la pistola?». Il giovane maghrebino si voltò e mise a fuoco i tre, nella penombra dell'osteria. Marangon continuò a rimanere voltato verso il bancone. «No, siur maresciallo». «Ecco, se ti sento ancora dire una stupidaggine sull'appuntato scelto Kasraoui, ti pianto la rivoltella in bocca e sparo. Sono stato chiaro?». Dal tavolo nessuno fiatò per qualche istante. «Non importa, maresciallo», disse Oussama, sottovoce. «Ci sono abituato, si figuri. Non fa nulla». «Taci, lasciami fare». E poi: «Sono stato chiaro, là in fondo? Non ho sentito». «C... chiaro», fece Renato. «Anche per voi altri due?». «Chiaro, chiaro», disse il coro. «Ricordatevelo bene: appuntato scelto Kasraoui. Che, per vostra informazione, è nato in Tunisia, non in Marocco. E, comunque, è cittadino italiano». Dal tavolino soltanto silenzio. Il cadavere del giovane cinese giaceva a terra, dietro un cassonetto. Aveva due buchi in fronte, probabilmente sparati da distanza ravvicinata. Kasraoui fissava la scena come inebetito. «Tutto bene, Oussama?». «Sì, maresciallo». «È il primo morto ammazzato che vedi?». «No. Quando ero a Milano ne ho visti parecchi». «Ah, già , dimenticavo che tu vieni dalla metropoli…», disse il maresciallo, per allentare la tensione. «Avrà sì e no vent'anni». «Già . In questa zona ci sono tanti cinesi. Erano le case degli operai dell'ex polo chimico». Oussama annuì. «Forse un regolamento di conti tra loro», disse Marangon. «Tra loro chi?», chiese Oussama, alzando la testa. «Tra... tra cinesi, no?». «Mah…», disse Oussama, togliendosi il cappello e grattandosi la testa piena di capelli folti e cortissimi. «Se non ha documenti addosso, sarà piuttosto difficile identificarlo». Mezzogiorno. «Maresciallo, posso?». «Cosa?», rispose distrattamente Marangon. «È mezzogiorno. L'ora della preghiera». Marangon, che ancora non si era abituato, arrossì. «Certo, scusa. Fai pure, Oussama». Il giovane si allontanò dalla scena del ritrovamento del corpo. I colleghi del Ris stavano facendo tutti i rilievi, e il loro capo parlava stretto con Marangon. Oussama si voltò verso la Mecca, ma evitò di inginocchiarsi, per non dare nell'occhio. Aveva imparato a gestire i suoi doveri di musulmano senza farsi troppo notare. Intonò, sottovoce, una preghiera salmodiata, rimase in raccoglimento per qualche minuto e poi tornò dal maresciallo, che nel frattempo aveva avuto il permesso di avvicinarsi nuovamente al cadavere. Marangon era un omone di un metro e novanta. Aveva la barba ben in ordine, gli occhi chiari e i capelli castani, folti. Era una figura piuttosto imponente e quando si agitava, come in quel momento, risultava quasi grottesco. «Qui non c'è un bel nulla. Non sapremo mai chi sia». Mentre Marangon si lamentava, Oussama mise le mani nelle tasche dei pantaloni del cinese. Trovò uno scontrino di un ristorante. La lanterna rossa. «Possiamo partire da qui?». Il maresciallo si girò verso il capo del Ris, che stava smontando tutta l'attrezzatura. «Vellani, vieni un po' qui. Spiegami: come diavolo lavorate?». La lanterna rossa era in un quartiere periferico della città . Oltre a loro due, seduti in borghese ad un tavolo vicino alla cucina, c'era un gruppo di tre ragazzini che discuteva animatamente di una partita a Dungeons & Dragons online. Una ragazza di vent'anni, bellissima, venne a prendere l'ordinazione. Nel ristorante c'erano anche altri due uomini. Uno doveva essere il cuoco, ed aveva sui cinquant'anni, l'altro, un po' più giovane, galleggiava tra la cucina e il bancone e poteva essere il proprietario. Nessuno dei due sembrava in particolare confidenza con la ragazza. Marangon e Kasraoui s'ingozzarono di involtini primavera, riso alla cantonese, gamberi con curry e gelato fritto. I ragazzini se n'andarono dopo mezz'ora, e i carabinieri si trovarono soli col personale. La ragazza fluttuava attorno al loro tavolo elargendo la giusta dose di sorrisi, soprattutto al giovane. Gli altri due apparivano e scomparivano, presi dall'attività del ristorante. «Bene, è ora di mettersi a lavorare», disse Marangon, dopo aver vuotato il secondo bicchiere di grappa alle prugne. Oussama annuì. Il maresciallo alzò un dito e la ragazza, appoggiata al bancone, si precipitò. Oussama la guardò bene. Aveva i capelli lunghi, castani, gli occhi a mandorla, sorridenti a dispetto del viso un po' imbronciato. Portava un vestitino bianco corto e aderente, forse un po' troppo elegante, per il lavoro che faceva. «Signorina», le disse il maresciallo, estraendo il tesserino, «siamo dei Carabinieri. Le devo chiedere un'informazione». Il viso della ragazza non parve particolarmente turbato. Quello che avevano individuato come il proprietario (e non si erano sbagliati) si precipitò immediatamente al tavolo. Oussama estrasse una fotografia del ragazzo morto, e Marangon si rivolse all'uomo, parlando però al plurale. «Avete mai visto questo ragazzo?». Il cinese negò con un cenno della testa e abbaiò qualcosa nella sua lingua alla ragazza, che si allontanò verso la cucina. «Aspetti, per favore. Signorina? Dico a lei. Risponda: ha mai visto questo ragazzo?». La giovane guardò il proprietario e poi fece segno di no e scappò dietro al bancone. Apparve, invece, il cuoco. «E come si spiega che gli abbiamo trovato la ricevuta di una cena di ieri sera? Dovevano essere in tanti, tra l'altro, visto il conto». «Non lo so, signore. Io il ragazzo non lo conosco. Può darsi che sia venuto, ma io non lo ricordo. Abbiamo diversi clienti. Questa è una sera speciale», aggiunse, quasi a spiegare l'assenza di avventori. Marangon arrossì, segno che si stava arrabbiando. Oussama gli fece cenno di calmarsi. Sapeva per esperienza che i cinesi non avrebbero parlato neanche sotto tortura. Notte buia, niente stelle e niente luna. A mezzanotte e un quarto la serranda del ristorante fu tirata giù a metà . Dieci minuti dopo, la ragazza uscì, da sola. Sopra al vestitino bianco portava un giaccone imbottito e una sciarpa che non toglieva nulla alla sua bellezza. Si avviò a piedi per il vicolo. Il lampione più vicino era ad un centinaio di metri e la sua luce giungeva fioca. Dopo qualche passo, vide un'ombra. Si spaventò, ma non fece in tempo ad urlare. «Non aver paura: sono Oussama, il carabiniere che era a cena al ristorante, poco fa». La ragazza riprese fiato. Ma, nella penombra, al giovane militare non sfuggì la sua preoccupazione. «Abbiamo bisogno di sapere chi era il ragazzo della foto». La giovane cinese si voltò. Dal ristorante filtrava la luce. Segno che il cuoco e il proprietario erano ancora dentro. «Andiamo», disse soltanto, quindi si mise a camminare di buon passo e non disse nulla fino a che non furono abbastanza lontani. «Cosa vuoi sapere?». «Intanto come ti chiami». La ragazza sorrise. «Giada». «Giada?». «Sì. Sono nata in Italia». «Io no. Ma sono italiano», mormorò Oussama. «Dove stai andando?». «A casa. Ho parcheggiato un po' lontano». «Ti accompagno. Dimmi del ragazzo, ti prego». «Se si viene a sapere che ho parlato con voi, sono nei guai. Come minimo, perdo il lavoro. E a me serve per poter studiare». «Non temere. Sappiamo tenere la bocca chiusa». «Si chiama Zu Peng». «Lo conosci bene?». «Viene a volte al ristorante, sempre in compagnia di altri». «Chi sono?». La ragazza esitò. Colse un fruscìo dietro un cespuglio. Oussama insistette. «Ti prego, Giada. È importante. Il ragazzo lo abbiamo trovato, morto, questa mattina. Prima ci muoviamo, più possibilità abbiamo di trovare il colpevole», disse, didascalico, l'appuntato scelto. «La gente che frequentava Zu Peng fa capo ad un tale che si chiama Wan Yue». «Dove lo trovo?». «Un suo amico gestisce un bar. Credo che abbia un nome tipo Trifoglio o Quadrifoglio. È una copertura. Il bar, in realtà , è di Wan Yue, e gli serve come base per i suoi traffici». «Di cosa si occupa?». «Di preciso non lo so. Import-export, credo. Formalmente». «Traffica in migranti?». «Non lo so, davvero. Non ne ho mai sentito parlare. Ma non lo escluderei». Arrivarono dove era parcheggiata una Punto grigia. Lei fece scattare il comando della chiusura centralizzata e aprì. «Grazie», le disse Oussama. E si voltò per andarsene. «Oussama?», disse lei, una volta seduta in macchina. «Sì?». «State attenti». Marangon apparve da dietro un cespuglio. «Maresciallo, per poco non si faceva scovare, prima». «Lo so, ma dietro ai rovi ci portano i cani a... lasciamo stare. Allora?». Oussama lo aggiornò mentre tornavano verso il locale. A metà strada avevano parcheggiato l'Opel Corsa prima serie, bianca, di Marangon. S'infilarono nella notte senza parlare. In pochi minuti, Marangon trovò il Quadrifoglio. Chiuso. La mattina dopo, Oussama scese le scale della palazzina in cui viveva. Si diresse verso la caserma. Non aveva dormito tanto. Si era scervellato a vuoto attorno alla storia del cinese. Salì le scale dell'ammezzato e salutò l'appuntato Lovito, che stava in portineria da quando gli avevano sparato ad una gamba, dieci anni prima, lasciandolo leggermente zoppicante. «Oussama, aspetta, vieni qui». Il giovane si avvicinò mentre l'appuntato scartabellava tra la posta. «Questo è per te». «Cos'è?». «Una busta», gli disse Lovito, in tono canzonatorio. C'era scritto sopra: "Per il carabiniere Oussama". La aprì. Dentro c'era una sola parola, di due lettere, scritta a biro, su un foglio bianco: "Yu". «Chi lo ha portato?», chiese, allarmato. «Non lo so. Era per terra davanti alla porta. L'ha portata dentro Cambiasi», rispose Lovito, fattosi serio. «Cos'è?». «Non lo so...». Arrivarono al Quadrifoglio verso le undici del mattino. In divisa. Parcheggiarono, e a Marangon scappò un fischio, mentre indicava la porta del bar. «Guarda un po'». «Cosa c'è?». «Oussama, lo vedi quello che sta uscendo adesso?». «Il signore col cappotto grigio?». Videro l'uomo sgattaiolare velocemente a bordo di una Mercedes e sparire nel grigio della nebbia. «Già . Sai chi è? Raimondo Salzer. Che, a dispetto del cognome tedesco, è italianissimo. È un imprenditore farmaceutico molto chiacchierato. Ha fatto anche il politico, in passato, poi è finito in mezzo ad una storia di mazzette e ha ripreso le redini dell'azienda di famiglia. Andiamo, che questo Wan Yue si fa sempre più interessante». Il Quadrifoglio era il tipico bar di quartiere, con i giornali, le freccette, le carte da gioco, il biliardo, il bancone con le paste. In un angolo c'erano un paio di anziani che parlavano di politica in dialetto mantovano. Il gestore, cinese, stava asciugando dei bicchieri e fece un cenno cortese con la testa. «Due caffè», disse Marangon, guardandosi attorno. Il barista posò l'asciugamano, si lavò le mani e li servì. Oussama pagò e poi chiese: «Vorremmo incontrare il signor Wan Yue». Il cinese sembrava perplesso. «Sappiamo che è facile trovarlo qui». Cercò di usare il tono più duro di cui disponeva, ma il risultato fu piuttosto grottesco. Il barista lo fissò. «Un momento». Sparì nel retrobottega e riapparve con un cellulare. Fissava i carabinieri alternativamente. Prese a bisbigliare. Alla fine annuì. Alzò la testa e guardò Oussama negli occhi. «Il signor Wan Yue è lieto di incontrarvi. Vi chiede però di attendere. Sta concludendo un colloquio con una persona e poi sarà a vostra disposizione». Marangon arrossì, ma Oussama lo calmò con un gesto della mano. Dopo dieci minuti, nei quali il maresciallo doveva essere apparso agli avventori come un cane alla catena, da una porta a fianco di quella dei servizi uscì un uomo piuttosto alto, sulla quarantina, capelli grigi, baffoni a coprire la bocca, la faccia larga, la barba malfatta. Marangon lo fissò. Era un viso che aveva già visto, ma non ricordava dove. Il barista uscì da dietro il bancone e fece segno ai due carabinieri di entrare. Wan Yue era un ragazzo sui trent'anni. Curato, ciuffo nero ben pettinato all'indietro, jeans, camicia bianca e cravatta nera stretta, pataccone d'oro al polso. Li attendeva dietro una scrivania di noce, in uno studiolo curato, pieno di faldoni alle pareti, di stampe cinesi e di altri oggetti kitsch sparsi tra i mobili. «Benvenuti, signori. Accomodatevi. In cosa posso esservi utile?», disse in un italiano dalla pronuncia quasi perfetta. Marangon sprofondò in una poltroncina rossa, imitato dall'appuntato scelto Kasraoui. «Conosce questo ragazzo?», chiese il maresciallo, mentre Oussama gli mostrava la foto. «Zu Peng. Certo che lo conosco», rispose, troppo prontamente. «È un suo amico?». «Ha lavorato per me, tempo fa». «Ora non più?». «No». «Come mai?». «Si è licenziato lui, e si è messo in proprio». «Lei di cosa si occupa, signor Wan Yue?». «Importo prodotti dalla Cina». «Roba per i ristoranti cinesi?». Wan Yue sorrise. «Maresciallo, non se la prenda, ma temo lei abbia un'idea un po' stereotipata. Io lavoro solo per aziende italiane. Molti hanno delocalizzato le produzioni in Cina. Io mi occupo di trasportare in Italia i prodotti per il mercato locale. Pensi, facciamo anche gadget di partiti ostili a noi cinesi», rivelò, a bassa voce, con un sorriso. «Torniamo a Zu Peng: si è messo in proprio per fare cosa?». «Posso chiedere la ragione di tutte queste domande?». «Prima risponda», latrò Marangon, le guance ancora una volta in fiamme. «Credo si occupi anche lui di trasporti, a livello locale». «Cioè?». «Pare abbia acquistato un furgone e faccia trasporti per conto terzi». Marangon rimase un attimo a grattarsi la testa. Poi guardò il cinese in faccia. «È stato visto due sere fa in sua compagnia, in un ristorante». «È vero. Ci siamo incontrati con alcuni amici comuni. Ci capita spesso». Marangon, duro: «Non credo vi rivedrete più». Oussama si fece più attento. «Perché?». «È morto». «Morto?», fece l'altro, con il giusto livello di sorpresa. «Morto». «Come?». «Non lo sa?». «Dovrei?». Vi fu una ventina di secondi di silenzio tesissimo. «È stato ucciso». Wan Yue appariva stupito e dispiaciuto nel modo che ci si sarebbe potuti aspettare, e Marangon non riuscì a scalfirne le difese. La conversazione ristagnò. Dopo un quarto d'ora, i carabinieri se ne andarono senza nulla di concreto. Pranzarono a casa di Marangon. La moglie era al paese natale, in Veneto, e il maresciallo, pur pessimo cuoco, organizzò una pasta alle zucchine migliore delle premesse. Dopo il caffè, ripresero a ragionare della morte di Zu Peng. «Non abbiamo granché in mano», esordì il maresciallo. «La pista di Wan Yue è buona, ma dobbiamo indagare sulle sue attività e capire quali affari facesse con il morto». «E poi c'è quella lettera che mi dicevi stamattina». Oussama la tirò fuori dalla tasca. «Non so cosa dire. Non si sa chi l'ha portata. Sulla busta c'è scritto "Per il carabiniere Oussama" e, dentro, un biglietto con scritto "Yu"». «"Yu"?». «"Yu". Ho fatto un po' di ricerche in Internet. È la sigla della Yugoslavia, il cognome di un regista, Ronny Yu, il nome di un personaggio dei fumetti nipponico, di diversi ristoranti giapponesi e di un dio cinese delle dighe e dei canali. Nulla di fatto». Marangon sorbì il caffè e sorrise. «I cinesi hanno un dio delle dighe e dei canali? Sono ben strani». «Già . Yu è un eroe che, secondo la leggenda, ha sfidato le acque del Diluvio riuscendo a contenerle per anni, per poi realizzare una rete di canali e dirigere le acque verso il mare. Credo sia una specie di Noè orientale. Solo che lui non costruì un'Arca per salvare se stesso e alcuni animali. Yu usò la sua forza e la sua sapienza per salvare tutto il popolo cinese». Marangon strabuzzò gli occhi. «Acque? Canali?», poi tossì e si fece andare di traverso l'ultimo sorso di caffè. «Maresciallo, tutto bene?». «Andiamo, andiamo», disse soltanto, mettendosi di corsa la giacca. Il giovane lo seguiva. Oussama guidava la gazzella, mentre Marangon lo indirizzava a gesti. E intanto spiegava. «Hai presente quel tipo che era da Wan Yue, e che è uscito prima di noi?». «Quello coi baffoni?». «Lui, proprio lui. Demetrio Deangelis. Un costruttore specializzato in dighe e ponti. Ha iniziato giovanissimo ed in pochi anni la sua azienda è riuscita a crescere velocemente grazie ad un appalto pubblico di grande valore. In città è piuttosto conosciuto. Un personaggio strano. Per darti un'idea, si vanta di andare ancora, con stivali e caschetto, a lavorare in cantiere ogni giorno. L'ha scampata a due o tre processi per incidenti sul lavoro. In uno ci era scappato il morto. È stato spesso sospettato di fare uso di lavoro nero, ed è riuscito a farla franca grazie a protezioni politiche». «Bene. Il movente potrebbe essere legato a quello. Zu Peng, probabilmente, gli procurava la manodopera sotto costo». «Ed illegale... Dà i, accelera». Lo trovarono in casa. Solo. Lo arrestarono. Crollò dopo due ore di interrogatorio. Due giorni dopo il Ris trovò la pistola sotterrata in giardino. Zu Peng sapeva la verità sul morto in cantiere e aveva deciso di vivere a spese del costruttore, ricattandolo. Deangelis, viste le crescenti richieste, esasperato, aveva deciso di dare un taglio netto al problema. Al buio della sera prima, si era aggiunta un po' di nebbia. Giada uscì dalla Lanterna Rossa poco dopo mezzanotte. Il cuoco tirò giù la serranda. La ragazza s'infilò nella nebbia, verso il parcheggio. «Ciao. Volevo ringraziarti», disse una voce. Giada si lasciò sfuggire un urlo, che soffocò immediatamente, appena riconobbe Oussama. «Di cosa?», chiese, tornando a sorridere. «Del suggerimento». «Quale suggerimento?». «In quali rapporti eri con Zu Peng?». La ragazza si fermò. Poi riprese a camminare. «Vieni, sediamoci sulla mia macchina». Oussama la seguì volentieri. Lei, seduta al volante, si accese una sigaretta. Lui, di fianco, tirò giù un poco il finestrino. «Era mio cugino». «Tuo cugino?». «Sua madre è sorella di mio padre. Siamo cresciuti insieme». «In Cina?». «No. A Mantova. Ti ho già detto che sono nata qui», lo rimproverò. Diede un tiro e soffiò il fumo. «Era un idiota, Zu. Un emerito idiota». «Diciamo che si è messo nei guai di brutto, e non ne è più uscito. Come sapevi di Deangelis?». «I genitori di Zu sono tornati in Cina da qualche anno. Lui viveva da solo, ma spesso veniva a casa mia, a cena. Una sera ho sentito una telefonata e ho capito tutto. Mi sono arrabbiata come una pantera, l'ho messo alle strette e lui mi ha spiegato tutto. Aveva capito di aver fatto il passo più lungo della gamba. Si sentiva in pericolo. Stava pensando di fuggire all'estero. Aveva saputo che Deangelis aveva chiesto l'aiuto di Wan Yue, che è una specie di mafioso. Ai tempi, Zu aveva rubato dei soldi anche a lui, e così il cerchio si stava stringendo». Scoppiò a piangere. «Mi dispiace, Giada». «So che era un delinquente, ma è... era mio cugino». Oussama rimase in silenzio per qualche secondo. Fu lei a toglierlo dall'imbarazzo. «Che ne dici se ci beviamo qualcosa?». Cristian Fabbi Indietro | |
| Da: COSIGLIATEMI QUALCOSA DI MEGLIO DA FARE | 24/07/2012 18:07:25 |
| Elenco dei Comandanti Generali dal 1814 ad oggi A parte le differenti definizioni assunte nel tempo dal ruolo di responsabile e comandante supremo dell'Istituzione, quello che segue è l'elenco dei Comandanti Generali dal 1814 ai nostri giorni: Thaon di Revel di Sant'Andrea Giuseppe, Gen. d'A.: 3 agosto 1814 - 23 dicembre 1814; Des Geneys Giorgio, Luog. Gen.: 24 dicembre 1814 - 13 gennaio 1815; Lodi di Capriglio Carlo, Col.: 14 gennaio 1815 - 15 ottobre 1816; D'Oncieu de La Bà tie Giovanni Battista, Col.: 1 novembre 1816 - 19 marzo 1819; Di Saluzzo di Menusiglio Alessandro, Col.: 23 marzo 1819 - 27 novembre 1820; Cavasanti Giovanni Maria, Col.: 2 dicembre 1820 - 31 ottobre 1822; D'Oncieu de La Bà tie Giovanni Battista, Magg. Gen.: 1 novembre 1822 - 11 dicembre 1830; Cavasanti Giovanni Maria, Magg. Gen.: 12 dicembre 1830 - 11 gennaio 1831; Richieri di Montichieri Luigi Maria, Col. e Magg. Gen.: 12 gennaio 1831 - 2 luglio 1835; Taffini D'Acceglio Michele, Magg. Gen.: 16 luglio 1835 - 11 dicembre 1847; Lazari Fabrizio, Magg. Gen.: 1° gennaio 1848 - 13 ottobre 1848; Lovera di Maria Federico Costanzo, Magg. Gen.: 14 ottobre 1848 - 1 luglio 1867; Massidda Antonio, Luog. Gen.: 11 agosto 1867 - 16 luglio 1869; Incisa Beccaria di S. Stefano Luigi, Luog. Gen.: 17 luglio 1869 - 17 maggio 1877; De Genova di Pattinengo Ignazio, Luog. Gen.: 18 maggio 1877 - 3 novembre 1877; Roissard de Bellet Leonardo, Magg. Gen. e Ten. Gen.: 5 ottobre 1878 - 16 aprile 1891; Taffini D'Acceglio Luigi, Ten. Gen.: 17 aprile 1891 - 15 settembre 1896; Carenzi Francesco, Ten. Gen.: 16 settembre 1896 - 22 giugno 1897; Bruti Bruto, Ten. Gen.: 16 luglio 1897 - 15 febbraio 1900; Sismondo Felice, Ten. Gen.: 16 febbraio 1900 - 15 aprile 1904; Pizzuti Federigo, Ten. Gen.: 16 aprile 1904 - 24 luglio 1905; Bellati Giuseppe, Ten. Gen.: 5 agosto 1905 - 15 febbraio 1908; Spingardi Paolo, Ten. Gen.: 16 febbraio 1908 - 30 aprile 1909; Del Rosso Giuseppe, Ten. Gen.: 1 agosto 1909 - 13 settembre 1914; Zoppi Gaetano, Ten. Gen.: 14 settembre 1914 - 3 gennaio 1918; Cauvin Luigi, Ten. Gen.: 4 gennaio 1918 - 24 agosto 1919; Petitti di Roreto Carlo, Ten. Gen.: 25 agosto 1919 - 29 ottobre 1921; Ponzio Giacomo, Gen. C.A.: 23 novembre 1921 - 4 gennaio 1925; Asinari di San Marzano Enrico, Gen. C.A.: 5 gennaio 1925 - 27 novembre 1935; Moizo Riccardo, Gen. C.A.: 30 novembre 1935 - 24 agosto 1940; Gambelli Remo, Gen. C.A.: 27 agosto 1940 - 22 febbraio 1943; Hazon Azolino, Gen. C.A.: 23 febbraio 1943 - 19 luglio 1943; Cerica Angelo, Gen. C.A.: 23 luglio 1943 - 11 settembre 1943; Pieche Giuseppe, Gen. D.: 19 novembre 1943 - 20 luglio 1944; Orlando Taddeo, Gen. C.A.: 21 luglio 1944 - 6 marzo 1945; Brunetti Brunetto, Gen. D.: 7 marzo 1945 - 5 aprile 1947; De Giorgis Fedele, Gen. C.A.: 16 maggio 1947 - 24 maggio 1950; Mannerini Alberto, G en. C.A.: 25 maggio 1950 - 4 maggio 1954; Morosini Luigi, Gen. C.A.: 5 maggio 1954 - 14 ottobre 1958; Lombardi Luigi, Gen. C.A.: 15 ottobre 1958 - 28 febbraio 1961; De Francesco Renato, Gen. C.A.: 1 marzo 1961 - 14 ottobre 1962; De Lorenzo Giovanni, Gen. C.A.: 15 ottobre 1962 - 31 gennaio 1966; Ciglieri Carlo, Gen. C.A.: 1 febbraio 1966 - 25 febbraio 1968; Fiorlenza Luigi, Gen. C.A.: 26 febbraio 1968 - 2 gennaio 1971; San Giorgio Corrado, Gen. C.A.: 3 gennaio 1971 - 7 febbraio 1973; Mino Enrico, Gen. C.A.: 8 febbraio 1973 - 31 ottobre 1977; Corsini Pietro, Gen. C.A.: 5 novembre 1977 - 31 gennaio 1980; Cappuzzo Umberto, Gen. C.A.: 1 febbraio 1980 - 13 settembre 1981; Valditara Lorenzo, Gen. C.A.: 14 settembre 1981 - 19 gennaio 1984; Bisogniero Riccardo, Gen. C.A.: 20 gennaio 1984 - 7 gennaio 1986; Jucci Roberto, Gen. C.A.: 8 gennaio 1986 - 20 aprile 1989; Viesti Antonio, Gen. C.A.: 21 aprile 1989 - 8 marzo 1993; Federici Luigi, Gen. C.A.: 9 marzo 1993 - 20 febbraio 1997; Siracusa Sergio, Gen. C.A.: 21 febbraio 1997 - 17 aprile 2002; Bellini Guido, Gen. C.A.: 18 aprile 2002 - 5 maggio 2004; Gottardo Luciano, Gen. C.A.: 6 maggio 2004 - 5 luglio 2006; Siazzu Gianfrancesco, Gen. C.A.: 6 luglio 2006 - 22 luglio 2009; Gallitelli Leonardo, Gen. C.A.: 23 luglio 2009 - in carica. | |
| Da: sas | 24/07/2012 18:07:30 |
| non chiamate nessuno, scusate ma perchè debbono smentinire una cosa che non estitiste. il c oncorso va avanti normalmente, vi stete agitando per nulla. | |
| Da: ffffffhhhh | 24/07/2012 18:08:26 |
| CONCORDO CON SAS | |
| Da: ATTENZIONE PREGO | 24/07/2012 18:10:37 |
| Ora ve la metto così poi magari vi farò. il disegno...la mamma dice a pierino che dal 2012 sino al 2014 potrà ricomprare solo il 20% delle caramelle che è abituato a mangiare poiché deve mettersi a dieta, nulla toglie che può. comunque finire ricomprare tutte quelle finite nel 2011 e che nel 2015 potrà . riaverne il 50% e dal 2016 a cura finita il 100%. Allora Pierino dice alla mamma ok va bn io nel 2011 ne ho mangiate 1886 ma nn le ho ancora rcomprate e lo faccio ora e la mamma risponde ok perché la regola vale da quest' anno e finite quelle 1886 sarannl cazzi tuoi! | |
| Da: SETTEMBRE 2012 1764 | 24/07/2012 18:11:54 |
| MA PARLATE SOLO DI TAGLI E CAZZATE VARIE, SOLO PERCHE' NON SIETE STATI FATTI IDONEI E VI RODE IL CULO, MA TAGLIATEVI I COGLIONI CHE NON AVETE, IMBECILLI E QUI MI FERMO | |
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| Da: moretto | 24/07/2012 18:12:10 |
| @® SPENDING REVIEW: ecco cosa ci tocca come comparto. Una nota di sintesi fornita che illustra l'intervento d'interesse per la riduzione della spesa pubblica. Il decreto-legge 6 luglio 2012. n. 95, recante "Disposizioni urgenti per la riduzione della spesa pubblica a servizi invariati" (cd. D.L. "spending review "), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 156 del 6 lug3. la riduzione del 10% degli organici delle Forze Armate (esclusa l'Arma dei Carabinieri), con l'applicazione dell'ARQ al personale non riassorbibile; | |
| Da: AleAleAle1886 | 24/07/2012 18:14:48 |
| Per attenzione prego Bella questa! Ma secondo me non lo capiranno neanche così... | |
| Da: PeppeLiotroCT | 24/07/2012 18:27:26 |
| ATTENZIONE PREGO 6 un grande...mbare mi sono scompisciato... | |
| Da: penso sia chiaro | 24/07/2012 18:33:11 |
| Ai sensi dell'articolo 642 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, resta impregiudicata per il Comando generale dell'Arma dei carabinieri la facoltà di revocare o annullare il bando di concorso, di sospendere o rinviare le prove concorsuali, di modificare il numero dei posti, di sospendere l'ammissione dei vincitori alla frequenza del corso, in ragione di esigenze attualmente3 non valutabili né prevedibili, nonché in applicazione di disposizioni di contenimento della spesa pubblica che impedissero o limitassero le assunzioni di personale per l'anno 2012. In tal caso, il Comando generale dell'Arma dei carabinieri provvederà a dare formale comunicazione mediante avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - 4ª Serie speciale. scusate ma sapete leggere? bha, è meglio che approvano gli emendamenti altrimenti ci riguarda e come... | |
| Da: AleAleAle1886 | 24/07/2012 18:37:27 |
| Ma questo sta scritto su tutti i bandi di concorso, a prescindere dalla spending review... Siete veramente cocciuti | |
Da: GLORIA89vfp4 ![]() | 24/07/2012 18:38:32 |
| Buonasera a tutti i seri del forum. | |
| Da: AleAleAle1886 | 24/07/2012 18:39:22 |
| Buonasera... | |
| Da: Banana 33 | 24/07/2012 18:41:38 |
| Ragà ma 1 volta x tutte riusciremo a capire se questi tagli del cazzo ci riguardano o no??? Quando si avrà 1 risposta sicura e senza discussioni a tutto questo??? Quando??? | |
Da: 1886 ![]() | 24/07/2012 18:42:29 |
| Buonasera Gloria, hai preso visione di tutti i comandanti dell'arma? | |
Da: CC88 ![]() | 24/07/2012 18:44:45 |
| Dite ciò che volete....io sono idoneo e tra i primi 1500........vedo i fatti..e i fatti sono che la polizia ha salvato in calcio d'angolo il concorso perchè bandito nel 2011.......poi chi vivrà vedrà !!!! | |
| Da: HANCOCK. | 24/07/2012 18:45:47 |
| salve a tutti, ma percaso qualcuno di voi sà quante persone dovranno andare a visita a settembre? grazie | |
Da: GLORIA89vfp4 ![]() | 24/07/2012 18:46:22 |
| Ciao 1886,no,non mi soffermo su post del "genere",penso,mia opinione personale,chi li posta ha qulche problema mentale! | |
Da: genesi1 ![]() | 24/07/2012 18:47:23 |
| ciao gloria;) ciao fratello:) | |
Da: GLORIA89vfp4 ![]() | 24/07/2012 18:47:44 |
| "qualche" | |
Da: GLORIA89vfp4 ![]() | 24/07/2012 18:48:36 |
| Ciao genesi:)letta? | |
Da: genesi1 ![]() | 24/07/2012 18:49:06 |
| qualche????? | |
| Da: x tutti | 24/07/2012 18:50:35 |
| Il decreto impone un ulteriore blocco per la sostituzione del personale che andrà in pensione/turn over per i corpi di polizia, carabinieri, Finanza, Penitenziaria, Forestale e vigili del fuoco, nella misura di 1 su 5 per il triennio 2012-2014 e di 1 su 2 per il 2015. Per un taglio complessivo di oltre 2,4 miliardi di euro (taglio che le tabelle del decreto chiamano "economie"). In realtà non c'è nessuna "razionalizzazione". Ciò significherà infatti avere minori forze nei corpi di polizia per 2.870 unità già nel 2012; per 8.580 nel 2013; per 14.220 nel 2014; per 18.755 nel 2015. Per un totale complessivo nazionale di 44.430 agenti in meno e con un'età media di chi resterà in servizio, che si innalzerà ben oltre i "limiti di guardia", compromettendo seriamente l'operatività dei servizi. se leggete bene gia parla di vacanze che ci saranno nel 2012 | |
Da: genesi1 ![]() | 24/07/2012 18:50:40 |
| ma chi gianni o enrico? ahahahahah no, gloria cosa?:) | |
| Da: Banana 33 | 24/07/2012 18:51:04 |
| Ragà voi prima parlavate del fatto che oggi e domani sono giornate importanti x gli emendamenti...perchè dite questo? | |
Da: GLORIA89vfp4 ![]() | 24/07/2012 18:51:10 |
| Genesi,nel post precedente avevo"mangiato"la vocale!:)letta,mi riferivo all'email! | |
Da: genesi1 ![]() | 24/07/2012 18:52:27 |
| no, non l'ho ancora aperto, vedo subito:) | |
| Da: x tutti | 24/07/2012 18:52:52 |
| Il decreto impone un ulteriore blocco per la sostituzione del personale che andrà in pensione/turn over per i corpi di polizia, carabinieri, Finanza, Penitenziaria, Forestale e vigili del fuoco, nella misura di 1 su 5 per il triennio 2012-2014 e di 1 su 2 per il 2015. Per un taglio complessivo di oltre 2,4 miliardi di euro (taglio che le tabelle del decreto chiamano "economie"). In realtà non c'è nessuna "razionalizzazione". Ciò significherà infatti avere minori forze nei corpi di polizia per 2.870 unità già nel 2012; per 8.580 nel 2013; per 14.220 nel 2014; per 18.755 nel 2015. Per un totale complessivo nazionale di 44.430 agenti in meno e con un'età media di chi resterà in servizio, che si innalzerà ben oltre i "limiti di guardia", compromettendo seriamente l'operatività dei servizi. se leggete bene gia parla di vacanze che ci saranno nel 2012 quindi perche insistete nel dire al contrario .. porca miseria rode anche a me che sono idoneo e sono 1500 .. | |
Da: genesi1 ![]() | 24/07/2012 18:55:50 |
| gloria, l'ho letta la mail, x il link appena avrò finito do parlare con voi lo leggerò con molta attenzione, grazie x il pensiero;) | |
Da: Fiamma rovente ![]() | 24/07/2012 18:55:55 |
| Buona sera ragazzi...è arrivato il mio turno...domani si parte e giovedi inizia l'ultima fase...l'ultimo gradino, e anche il più alto...speriamo bene... | |
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