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Lasciare posto statale per il privato
10 messaggi, letto 1412 volte

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Da: Xfunz17/03/2023 18:25:04
Buongiorno a tutti, ho un dubbio che mi attanaglia.
Ho iniziato a lavorare in un agenzia fiscale circa 1 anno fa, rinunciando a un lavoro nel privato che mi garantiva un contratto a tempo indeterminato, orari flessibili ( dalle 8 alle 15 circa), un'auto aziendale a uso illimitato anche per uso privato con benzina pagata e ticket da 16 euro al giorno.

L'ho fatto perché mi è stato detto da ex dipendenti dell' agenzia in cui lavoro che avrei avuto un lavoro molto dinamico svolgendo controlli, cosa che mi piacerebbe molto fare e uno stipendio superiore ai 2200 euro netti.

Nella realtá mi ritrovo a lavorare chiuso in ufficio (cosa che non ho mai voluto) a 1 ora minimo di macchina da casa percependo uno stipendio uguale a quello che prendevo prima  (1650 euro circa) ma senza i relativi benefits e subendo pressioni per fermarmi a lavorare fino a tardi e a volte anche al sabato, cosa molto snervante da pendolare e che non dovevo fare nel precedente lavoro.

Ho ricevuto un'offerta di lavoro da un'azienda che mi garantirebbe uno stipendio uguale a quello che prendo ora, un'auto aziendale e orari flessibili.

Non so proprio cosa fare. Una parte di me vorrebbe accettare e tornare a fare un lavoro che mi appassionava, l altra parte, quella più paurosa, mi dice di non lasciare il posto fisso, essendo per altro una delle amministrazioni più pagate.

Avete qualche consiglio da dare? So che può sembrare sciocco o immaturo come discorso, ma da quando ho iniziato questo lavoro mi ritrovo triste ogni giorno e senza la minima voglia di affrontare il viaggio e il costo per andare a lavoro, cosa che nel lavoro precedente non avevo.
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Da: Ma davvero 17/03/2023 18:50:16
Tra un po' arriveranno i talebani del posto fisso a sostenere che non si può lasciare il tempo indeterminato.
In realtà il lavoro deve piacere, altrimenti diventa una prigione.
Al posto tuo tornerei tutta la vita nel privato
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Da: Dokana 17/03/2023 22:33:37
Xfunz... penso di aver capito quale è l'amministrazione per cui sei andato a lavorare un anno fa e anche in che profilo sei inquadrato....
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Da: Dokana 17/03/2023 22:35:11
Dimenticavo: immagino che l'anno scorso di questi tempi iniziavi una "vacanzetta" di un paio di mesi conclusa anzitempo e poi a Luglio hai partecipato a una sorta di "parata miltare" a Roma con annesso comizio di un politico diversamente alto oggi in disgrazia....
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Da: Xfunz24/09/2023 10:38:11
Dokana, hai capito perfettamente.

Grazie delle risposte, e scusatemi per il ritardo nella risposta, ma è la prima volta che uso un forum e devo ancora prenderci la mano.

Mi ritrovo ancora nella stessa situazione.
Ho rifiutato l'offerta nel privato, ma ne ho ricevuta un'altra, potenzialmente più remunerativa, ma più rischiosa.

A mesi di distanza continuo a non riuscire a vedermi a lavorare nell'agenzia in cui lavoro. Non sono mai stato una persona da scrivania, men che meno adatto a un lavoro amministrativo. Non faccio che rimuginare, e vivere male ogni giornata, compresi i momenti al di fuori del lavoro.

Nel tempo potrebbe esserci una piccola possibilità di passare a fare qualcosa di più operativo, ma chissà quando e chissà se se sarà davvero quello che mi immagino che sia.

Se Non si trattasse di un posto statale, avrei già lasciato, ma non avendo, anche solo banalmente, i genitori da cui poter tornare, o su cui poter contare in caso di fallimento, la paura di lasciare e pentirmene, nel caso in sui qualcosa andasse storto, è tanta.

Non mi sento per nulla tagliato per fare questo lavoro che, in base al mio profilo, non dovrei nemmeno fare.
Faccio errori che molti definirebbero banali, e mi sento veramente un pesce fuor d'acqua, mentre in quello che facevo prima le mie qualità venivano apprezzate.

Con chiunque parli, ricevo sempre e solo una risposta, sei pazzo anche solo a pensare di lasciare un posto del genere.

Qualcun'altro è nella mia situazione?
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Da: Fonz24/09/2023 11:15:44
Non abbiamo soluzioni da darti, la responsabilità delle tue decisioni deve essere tua e basta, perché ognuno ha le sue idee.
Io ti posso dire, al contrario della vulgata dominante in questo cesso di paese, che non si deve inevitabilmente soffrire, come espiazione per qualcosa, come subdolamente ci vogliono imporre preti e pretini. Di conseguenza, se hai la possibilità di fare un lavoro che ti piace lasciando quello che non ti piace, io non avrei dubbi e scapperei di corsa. E nel frattempo, calci in culo (metaforici, ma anche no se esagerano) a chi nel frattempo ti "fa pressioni" per farti stare di più al lavoro senza che tu ne abbia il dovere. Non è scritto da nessuna parte che "bisogna soffrire". È solo quello che ci vogliono imporre preti, politicanti e ricchi (loro ovviamente non soffrono).

Semmai c'è quella "variabile" che dici: lavoro rischioso e nessun "rifugio" dove andare in caso si metta male. Su questo non c'è soluzione in italia (volutamente in piccolo): non c'è un welfare universale come in altri paesi europei (grazie, tra gli altri, a bastardi come il politico diversamente alto nominato in questa discussione, e al suo padrone morto comunque troppo tardi) che ti permette di rischiare avendo la sicurezza di avere poi almeno vitto e alloggio (il reddito di cittadinanza, che per come era stato impostato dal bibitaro traditore andava a pochissimi, la nana romana l'ha pure tolto) non c'è. Quindi casomai il piano B te lo devi creare tu (o risparmiando, o sapere in caso dove andare ecc.)

Devi essere tu comunque a decidere, noi non possiamo fare niente.
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Da: Xfunz24/09/2023 16:08:30
Grazie della risposta Fonz.

Sono consapevole di dover essere io a dover prendere le mie decisioni.

E ho sempre sostenuto quello che hai detto, cioè che non si debba per forza soffrire a lavoro, motivo del perché ho sempre fatto di tutto per cercare di fare un lavoro che fosse il più adatto a me possibile.
Come si suol dire però, è facile cambiare quando si ha poco o nulla da perdere, lo è molto di più quando si ha qualcosa.
Questo per dire che in passato mi sono trovato a dover decidere se lasciare o no un lavoro, e mi sono ritrovato anche a lasciare contratti a tempo indeterminato per posizioni più incerte, ma non mi era mai capitato di avere un posto statale, e non avrei mai immaginato di poter pensare di volerlo lasciare.
Visto poi in quanti partecipano al concorso speranzosi di vincerlo, mi sembra veramente uno spreco e di dare uno schiaffo alla fortuna.

Detto ciò hai perfettamente ragione Fonz, sono io a dover decidere. Volevo solo confrontarmi per vedere se fossi l unico a avere un dubbio simile e trovarmi di fronte alla scelta di lasciare la PA.

P.S. trovo comunque assurdo essere assunti per svolgere un lavoro specifico per essere poi destinati fare qualcosa di completamente opposto.
Rispondi

Da: Robirobi205/02/2024 00:15:17
Ciao!
Io sto vivendo un pò la tua situazione, sono attualmente assunto in un posto diciamo statale, 14 mensilità premio produzione, memmmmmw vari benefit.
In questo ambito faccio un lavoro molto ripetitivo, dentro in officina, non è per niente appagante e stimolante e per il lavoro di responsabilitàche è, è davvero pagato poco.
Non si hanno molte possibilità di crescita economica a parte gli scatti di anzianità.
Dall'altra parte invece mi offrono sempre un contratto  indeterminato, nell'ambito che mi piace e sempre di responsabilità, 13 mensilità no premi produzioni e niente benefit. Vivono di appalti e contratti quadri , quindi quella sicurezza che ho  quindi anche andate in pensione ecc...
Parlando di cifre attualmente guadagno 1500euro
Mentre l'offerta di questa nuova papabile azienda è di 2100euro
Ah e cosa importante ho 4 figli fa mamtswmdee
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Da: Comunque....05/02/2024 14:27:39
La soluzione c'è:

provate a chiedere un'aspettativa ex art 23-bis del D.Lgs. 165/2001. Da diversi anni si applica anche ai funzionari (non solo ai dirigenti).
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Da: ex aduanista09/02/2024 13:46:31
Confermo la soluzione prospettata nel commento precedente.
E' un'aspettativa che consente eventualmente il rientro in Amministrazione, laddove il rischio, una volta sperimentato, si dimostri non valere la candela.
E non è soggetta a valutazione discrezionale (non possono dirti di no).
Fossi al posto tuo, proverei questa modalità  a fronte di un'offerta lavorativa nel privato più in linea con le tue esigenze.
Come si può intuire dal mio nick, ho lavorato per anni in quella stessa Agenzia e posso dire che, avendo nel frattempi cambiato realtà lavorativa, sono rinato.
Anch'io, come te, non mi sono mai sentito appagato là dentro e provvidenziale è stata la svolta che la sorte ha voluto riservarmi.
Forse anche per te lasciare il certo per l'incerto può rivelarsi la scelta giusta.
Se non altro te lo auguro!
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