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Elenco in ordine alfabetico delle domande di Diritto amministrativo #5

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A norma del codice della strada e del relativo regolamento, le pertinenze stradali si distinguono in:   pertinenze di esercizio e pertinenze di servizio.
A norma del codice della strada, i provvedimenti per la regolamentazione della circolazione stradale sono emessi dagli enti proprietari delle strade attraverso gli organi competenti:   con ordinanza motivata e resa nota al pubblico mediante i prescritti segnali.
A norma del codice della strada, il parcheggio o la sosta dei veicoli possono essere vietati, limitati o subordinati al pagamento di una somma:   dall'ente proprietario della strada.
A norma del codice della strada, in caso di inosservanza di norme giuridiche concernenti la regolamentazione della circolazione stradale, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può diffidare gli enti proprietari della strada ed emettere i relativi provvedimenti, e, ove questi non ottemperino nel termine indicato:   dispone, in ogni caso di grave pericolo per la sicurezza, l'esecuzione delle opere necessarie, con diritto di rivalsa nei confronti degli enti medesimi.
A norma del codice della strada, la circolazione di veicoli adibiti al trasporto di cose può essere vietata:   dal prefetto, nei giorni festivi o in particolari altri giorni fissati con apposito calendario, da emanarsi con decreto del competente ministro.
A norma del codice della strada, la sospensione temporanea della circolazione di tutte o di alcune categorie di utenti sulle strade o su tratti di esse é disposta:   dal prefetto, per motivi di sicurezza pubblica o inerenti alla sicurezza della circolazione, di tutela della salute, nonché per esigenze di carattere militare.
A norma del codice della strada, la temporanea sospensione della circolazione di tutte o di alcune categorie di utenti per motivi di incolumità pubblica ovvero per urgenti e improrogabili motivi attinenti alla tutela del patrimonio stradale o ad esigenze di carattere tecnico può essere disposta:   dall'ente proprietario della strada.
A norma del codice della strada, le pertinenze stradali sono:   le parti della strada destinate in modo permanente al servizio o all'arredo funzionale di essa.
A norma del codice della strada, l'ente proprietario della strada può con ordinanza motivata e resa nota al pubblico mediante i prescritti segnali:   disporre, per il tempo strettamente necessario, la sospensione della circolazione di tutte o di alcune categorie di utenti per motivi di incolumità pubblica ovvero per urgenti e improrogabili motivi attinenti alla tutela del patrimonio stradale o ad esigenze di carattere tecnico.
A norma del codice della strada, l'ente proprietario della strada può con ordinanza motivata e resa nota al pubblico mediante i prescritti segnali:   vietare o limitare o subordinare al pagamento di una somma il parcheggio o la sosta dei veicoli.
A norma del codice della strada, l'ente proprietario della strada può con ordinanza motivata e resa nota al pubblico mediante i prescritti segnali:   stabilire obblighi, divieti e limitazioni di carattere temporaneo o permanente per ciascuna strada o tratto di essa, o per determinate categorie di utenti, in relazione alle esigenze della circolazione o alle caratteristiche strutturali della strada.
A norma del codice della strada, l'ordinanza-ingiunzione di pagamento di sanzione amministrativa pecuniaria che contenga altresì l'ordine di adempimento dell'obbligo di ripristino dei luoghi:   costituisce titolo esecutivo.
A norma del codice della strada, obblighi, divieti e limitazioni per ciascuna strada o tratto di essa, o per determinate categorie di utenti, in relazione alle esigenze della circolazione o alle caratteristiche strutturali delle strade, sono stabiliti:   dall'ente proprietario della strada.
A norma del codice della strada, per le strade e le autostrade in concessione, i poteri dell'ente proprietario della strada sono esercitati:   dal concessionario, previa comunicazione all'ente concedente.
A norma del codice della strada, per le strade e le autostrade in concessione, i provvedimenti che, nell'esercizio dei poteri dell'ente proprietario della strada, sono emessi dal concessionario, in caso d'urgenza vengono adottati:   dal medesimo concessionario, anche senza la preventiva comunicazione al concedente, che può revocarli.
A norma del codice della strada, salvo che sia diversamente stabilito dalla legge, chi con una azione od omissione commette più violazioni della stessa disposizione del codice della strada:   soggiace alla sanzione prevista per la violazione più grave aumentata fino al triplo.
A norma del codice della strada, salvo che sia diversamente stabilito dalla legge, chi con una azione od omissione viola diverse disposizioni che prevedono sanzioni amministrative pecuniarie:   soggiace alla sanzione prevista per la violazione più grave aumentata fino al triplo.
A norma del codice della strada, sono pertinenze stradali di esercizio:   quelle che costituiscono parte integrante della strada o ineriscono permanentemente alla sede stradale.
A norma del codice della strada, sono pertinenze stradali di servizio:   le aree di servizio, con i relativi manufatti per il rifornimento ed il ristoro degli utenti, le aree di parcheggio, le aree ed i fabbricati per la manutenzione delle strade o comunque destinati dall'ente proprietario della strada in modo permanente ed esclusivo al servizio della strada e dei suoi utenti.
A norma del d. lgs. 18 agosto 2000, n. 267, per le violazioni alle ordinanze adottate dal presidente della provincia, si applicano sanzioni?   si, sia se le ordinanze sono adottate sulla base di disposizioni di legge, sia se esse sono adottate sulla base di specifiche norme regolamentari.
A norma del d. lgs. 18 agosto 2000, n. 267, per le violazioni alle ordinanze adottate dal sindaco, si applicano sanzioni?   si, sia se le ordinanze sono adottate sulla base di disposizioni di legge, sia se esse sono adottate sulla base di specifiche norme regolamentari.
A norma del d. lgs. 18 agosto 2000, n. 267, per le violazioni dei regolamenti comunali, si applicano sanzioni?   si, di tipo amministrativo pecuniario, salvo diversa disposizione di legge.
A norma del d. lgs. 18 agosto 2000, n. 267, per le violazioni dei regolamenti provinciali, si applicano sanzioni?   si, di tipo amministrativo pecuniario, salvo diversa disposizione di legge.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, a quali principi deve essere improntato il comportamento degli amministratori degli enti locali nell'esercizio delle funzioni?   All'imparzialità e alla buona amministrazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, ai dirigenti spetta la direzione degli uffici e dei servizi secondo i criteri e le norme dettati dagli statuti e dai regolamenti; questi si uniformano al principio per cui:   i poteri di indirizzo e di controllo politico-amministrativo spettano agli organi di governo, mentre la gestione amministrativa, finanziaria e tecnica è attribuita ai dirigenti mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, ai dirigenti:   spettano tutti i compiti, compresa l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi che impegnano l'amministrazione verso l'esterno, non ricompresi espressamente dalla legge o dallo statuto tra le funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo degli organi di governo dell'ente o non rientranti tra le funzioni del segretario o del direttore generale, ai sensi di detto decreto legislativo.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, ai dirigenti:   spetta la direzione degli uffici e dei servizi secondo i criteri e le norme dettati dagli statuti e dai regolamenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, ai servizi pubblici locali:   si applicano le disposizioni di legge relative alle carte dei servizi pubblici.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, ai servizi pubblici locali:   si applicano le disposizioni di legge relative alla qualità dei servizi pubblici locali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, al decreto di scioglimento del consiglio comunale è allegata:   la relazione del Ministro dell'interno contenente i motivi del provvedimento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, al decreto di scioglimento del consiglio provinciale è allegata:   la relazione del Ministro dell'interno contenente i motivi del provvedimento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, al direttore dell'azienda speciale istituita dall'ente locale:   compete la responsabilità gestionale dell'azienda.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, al direttore dell'istituzione dell'ente locale:   compete la responsabilità gestionale dell'istituzione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, al fine di favorire una migliore qualità dei servizi prestati, i comuni:   possono stipulare convenzioni con soggetti pubblici o privati dirette a fornire consulenze o servizi aggiuntivi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, al fine di favorire una migliore qualità dei servizi prestati, i comuni:   possono stipulare contratti di sponsorizzazione con soggetti pubblici o privati diretti a fornire consulenze o servizi aggiuntivi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, al fine di favorire una migliore qualità dei servizi prestati, i comuni:   possono stipulare accordi di collaborazione con soggetti pubblici o privati diretti a fornire consulenze o servizi aggiuntivi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, al fine di favorire una migliore qualità dei servizi prestati, le province:   possono stipulare contratti di sponsorizzazione con soggetti pubblici o privati diretti a fornire consulenze o servizi aggiuntivi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, al fine di favorire una migliore qualità dei servizi prestati, le province:   possono stipulare accordi di collaborazione con soggetti pubblici o privati diretti a fornire consulenze o servizi aggiuntivi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, al fine di favorire una migliore qualità dei servizi prestati, le province:   possono stipulare convenzioni con soggetti pubblici o privati dirette a fornire consulenze o servizi aggiuntivi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, al fine di garantire la realizzazione degli obiettivi programmati, la corretta ed economica gestione delle risorse pubbliche, l'imparzialità ed il buon andamento della pubblica amministrazione e la trasparenza dell'azione amministrativa:   gli enti locali applicano il controllo di gestione secondo le modalità stabilite dal succitato Testo unico, dai propri statuti e regolamenti di contabilità.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, alla copertura degli eventuali costi sociali sostenuti dalle aziende speciali istituite dagli enti locali provvede:   l'ente locale di riferimento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, alla copertura degli eventuali costi sociali sostenuti dalle istituzioni degli enti locali provvede:   l'ente locale di riferimento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, alla scadenza del periodo di affidamento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica è dovuto al gestore uscente un indennizzo pari al valore dei beni da lui realizzati in attuazione dei piani di investimento e non ancora ammortizzati, il cui ammontare:   è indicato nel bando di gara.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, alla scadenza del periodo di affidamento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali di proprietà degli enti locali sono assegnati al nuovo gestore, in esito alla successiva gara di affidamento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, alla scadenza del periodo di affidamento dei servizi pubblici locali di rilevanza industriale sono assegnate al nuovo gestore:   le reti o loro porzioni, gli impianti e le altre dotazioni realizzate dal gestore uscente in attuazione dei piani di investimento programmati.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, alla società a capitale interamente pubblico cui è stata conferita dagli enti locali, in forma associata, la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali destinate all'esercizio dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   gli enti locali possono anche assegnare il compito di espletare le gare per l'individuazione delle società di capitali alle quali debba essere conferita la titolarità del servizio.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, alle gare indette per il conferimento della titolarità dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   non sono ammesse a partecipare le società controllate da altre che, in Italia, gestiscono a qualunque titolo servizi pubblici locali a seguito del rinnovo di un affidamento diretto o di una procedura non ad evidenza pubblica.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, alle gare indette per il conferimento della titolarità dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   non sono ammesse a partecipare le società che, all'estero, gestiscono a qualunque titolo servizi pubblici locali in virtù di un affidamento diretto.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, alle gare indette per il conferimento della titolarità dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   non sono ammesse a partecipare le società che, all'estero, gestiscono a qualunque titolo servizi pubblici locali a seguito del rinnovo di un affidamento diretto o di una procedura non ad evidenza pubblica.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, alle gare indette per il conferimento della titolarità dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   non sono ammesse a partecipare le società che, in Italia, gestiscono a qualunque titolo servizi pubblici locali a seguito del rinnovo di un affidamento diretto o di una procedura non ad evidenza pubblica.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, alle gare indette per il conferimento della titolarità dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   non sono ammesse a partecipare le società che, in Italia, gestiscono a qualunque titolo servizi pubblici locali in virtù di un affidamento diretto.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, alle gare indette per il conferimento della titolarità dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   non sono ammesse a partecipare le società che, in Italia, gestiscono a qualunque titolo servizi pubblici locali in virtù di una procedura non ad evidenza pubblica.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, alle gare indette per il conferimento della titolarità dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   non sono ammesse a partecipare le società controllate da altre che, all'estero, gestiscono a qualunque titolo servizi pubblici locali a seguito del rinnovo di un affidamento diretto o di una procedura non ad evidenza pubblica.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, alle gare indette per il conferimento della titolarità dei servizi pubblici locali di rilevanza industriale:   non sono ammesse a partecipare le società che, all'estero, gestiscono a qualunque titolo servizi pubblici locali in virtù di una procedura non ad evidenza pubblica.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, alle società a capitale interamente pubblico cui è stata conferita dagli enti locali, in forma associata, la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali destinate all'esercizio dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   gli enti locali possono anche assegnare la gestione delle reti, qualora sia separata dall'erogazione dei servizi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, chi esercita attività professionale in materia edilizia privata e pubblica, può essere componente di una giunta comunale?   Si, a meno che la carica non riguardi la materia urbanistica, edilizia e lavori pubblici, nel qual caso il componente la giunta deve astenersi dall'esercitare la professione nel territorio amministrato.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di presidente della provincia, allo scadere del secondo mandato:   non è immediatamente rieleggibile nella medesima carica, a meno che uno dei due suddetti mandati abbia avuto una durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno per causa diversa dalle dimissioni volontarie.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco, allo scadere del secondo mandato:   non è immediatamente rieleggibile nella medesima carica, a meno che uno dei due suddetti mandati abbia avuto una durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno per causa diversa dalle dimissioni volontarie.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, comuni, province e comunità montane individuati come strutturalmente deficitari in applicazione delle disposizioni di detto Testo unico:   sono soggetti al controllo centrale sulle dotazioni organiche e sulle assunzioni di personale da parte della Commissione per la finanza e gli organici degli enti locali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, cosa s'intende per cifra elettorale di una lista?   La somma dei voti validi riportati dalla lista elettorale in tutte le sezioni del comune.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, dalla data della deliberazione di dissesto dell’ente locale e sino all'approvazione del rendiconto di cui a detto Testo unico:   i debiti insoluti a tale data e le somme dovute per anticipazioni di cassa già erogate non producono più interessi né sono soggetti a rivalutazione monetaria.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, dalla data di dichiarazione di dissesto dell’ente locale e sino all’approvazione del rendiconto di cui al predetto decreto legislativo:   non possono essere intraprese o proseguite azioni esecutive nei confronti dell’ente per i debiti che rientrano nella competenza dell’organo straordinario di liquidazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, dell'adozione del decreto di scioglimento del consiglio comunale è data immediata comunicazione:   al Parlamento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, dell'adozione del decreto di scioglimento del consiglio provinciale è data immediata comunicazione:   al Parlamento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, è atto fondamentale delle aziende speciali istituite dall'ente locale:   il conto consuntivo.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, è atto fondamentale delle aziende speciali istituite dall'ente locale:   il piano-programma, comprendente un contratto di servizio che disciplini i rapporti tra ente locale ed azienda speciale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, è atto fondamentale delle aziende speciali istituite dall'ente locale:   il bilancio economico di previsione pluriennale ed annuale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, è atto fondamentale delle aziende speciali istituite dall'ente locale:   il bilancio di esercizio.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, è eleggibile a sindaco di un determinato comune:   il dipendente civile dello Stato che svolga funzioni inferiori a direttore generale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, è eleggibile a sindaco di un determinato comune:   il presidente del tribunale nella cui circoscrizione non rientra quel comune.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, è eleggibile a sindaco di un determinato comune:   il dipendente della provincia.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, è eleggibile a sindaco di un determinato comune:   il Procuratore generale presso la Corte di Cassazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, è eleggibile a sindaco di un determinato comune:   il presidente del tribunale nella cui circoscrizione non rientra quel comune.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, è eleggibile a sindaco di un determinato comune:   il dipendente civile dello Stato che svolga funzioni inferiori a direttore generale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, è eleggibile a sindaco di un determinato comune:   il Primo Presidente della Corte di Cassazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, è possibile candidarsi a consigliere circoscrizionale, quando le elezioni si svolgono nella stessa data:   in non più di due circoscrizioni.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, è possibile candidarsi a consigliere comunale, quando le elezioni si svolgono nella stessa data:   in non più di due comuni.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, è possibile candidarsi a consigliere provinciale, quando le elezioni si svolgono nella stessa data:   in non più di due province.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, è possibile candidarsi alla carica di presidente della provincia:   solo in una provincia.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, è possibile candidarsi alla carica di sindaco:   solo in un comune.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, fanno parte integrante del contratto di servizio per il conferimento della titolarità del servizio pubblico locale di rilevanza economica, tra l'altro:   le condizioni economiche del servizio, nonché i contenuti di innovazione tecnologica e gestionale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, fanno parte integrante del contratto di servizio per il conferimento della titolarità del servizio pubblico locale di rilevanza economica, tra l'altro:   il livello di qualità offerto, nonché i contenuti di innovazione tecnologica e gestionale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, fanno parte integrante del contratto di servizio per il conferimento della titolarità del servizio pubblico locale di rilevanza economica, tra l'altro:   i piani di investimento per lo sviluppo delle reti e degli impianti, nonché i contenuti di innovazione tecnologica e gestionale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, fanno parte integrante del contratto di servizio per il conferimento della titolarità del servizio pubblico locale di rilevanza economica, tra l'altro:   i piani di investimento per la manutenzione delle reti e degli impianti, nonché i contenuti di innovazione tecnologica e gestionale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, fanno parte integrante del contratto di servizio per il conferimento della titolarità del servizio pubblico locale di rilevanza economica, tra l'altro:   il livello di sicurezza offerto, nonché i contenuti di innovazione tecnologica e gestionale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, fanno parte integrante del contratto di servizio per il conferimento della titolarità del servizio pubblico locale di rilevanza economica, tra l'altro:   le condizioni di prestazione del servizio, nonché i contenuti di innovazione tecnologica e gestionale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, fanno parte integrante del contratto di servizio per il conferimento della titolarità del servizio pubblico locale di rilevanza economica, tra l'altro:   i piani di investimento per il rinnovo delle reti e degli impianti, nonché i contenuti di innovazione tecnologica e gestionale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, fanno parte integrante del contratto di servizio per il conferimento della titolarità del servizio pubblico locale di rilevanza economica, tra l'altro:   i piani di investimento per la manutenzione delle reti e degli impianti, nonché i contenuti di innovazione tecnologica e gestionale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, fanno parte integrante del contratto di servizio per il conferimento della titolarità del servizio pubblico locale di rilevanza industriale, tra l'altro:   i piani di investimento per il potenziamento delle reti e degli impianti, nonché i contenuti di innovazione tecnologica e gestionale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli amministratori degli enti locali devono astenersi, relativamente alle delibere riguardanti interessi propri o di parenti o affini:   dal prendere parte alla discussione e alla votazione se le delibere riguardano interessi propri o di loro parenti o affini fino al quarto grado.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli amministratori lavoratori dipendenti possono essere soggetti a trasferimenti durante l'esercizio del mandato?   Sì, solo con il loro consenso espresso.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli atti fondamentali delle aziende speciali istituite dagli enti locali sono approvati:   dall'ente locale di riferimento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli atti fondamentali delle istituzioni degli enti locali sono approvati:   dall'ente locale di riferimento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti assicurano:   ai cittadini ed agli organismi di partecipazione di cui a detto Testo unico la conoscenza dei contenuti significativi e caratteristici del bilancio annuale di previsione e dei suoi allegati con le modalità previste dallo statuto e dai regolamenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali che non versino nelle situazioni strutturalmente deficitarie:   possono prevedere concorsi interamente riservati al personale dipendente, solo in relazione a particolari profili o figure professionali caratterizzati da una professionalità acquisita esclusivamente all'interno dell'ente.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali deliberano, entro il termine di legge, il bilancio di previsione per l'anno successivo:   osservando i princìpi di unità, annualità, universalità ed integrità, veridicità, pareggio finanziario e pubblicità.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali proprietari degli impianti, delle reti e delle altre dotazioni patrimoniali destinati all'esercizio dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   possono, in forma associata, conferire la proprietà degli impianti, delle reti e delle altre dotazioni patrimoniali a società a capitale interamente pubblico, che è incedibile.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali sono tenuti a redigere apposite certificazioni sui principali dati del bilancio di previsione e del rendiconto:   e il Ministero dell'interno provvede a rendere disponibili i dati delle certificazioni alle regioni, alle associazioni rappresentative degli enti locali, alla Corte dei conti ed all'Istituto nazionale di statistica.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali, anche in forma associata, per la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali, qualora sia separata dall'attività di erogazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   si avvalgono di soggetti allo scopo costituiti, nella forma di società di capitali con la partecipazione totalitaria di capitale pubblico, cui può essere affidata direttamente tale gestione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali, anche in forma associata, per la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali, qualora sia separata dall'attività di erogazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, si possono avvalere di:   imprese idonee, da individuare mediante procedure ad evidenza pubblica.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali, anche in forma associata:   possono conferire la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali destinati all'esercizio dei servizi pubblici locali di rilevanza economica a società a capitale interamente pubblico che è incedibile.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali, con il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi, tra l’altro, disciplinano:   l'organizzazione del servizio finanziario, o di ragioneria o qualificazione corrispondente, secondo le dimensioni demografiche e l'importanza economico-finanziaria dell'ente; al servizio è affidato il coordinamento e la gestione dell'attività finanziaria.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali, nell'ambito della loro autonomia normativa ed organizzativa, al fine dell'istituzione di controlli interni:   individuano strumenti e metodologie adeguati a garantire attraverso il controllo di regolarità amministrativa e contabile, la legittimità, regolarità e correttezza dell'azione amministrativa.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali, nell'ambito della loro autonomia normativa ed organizzativa, al fine dell'istituzione di controlli interni:   individuano strumenti e metodologie adeguati a verificare attraverso il controllo di gestione, l'efficacia, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa, al fine di ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi di correzione, il rapporto tra costi e risultati.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali, nell'ambito della loro autonomia normativa ed organizzativa, al fine dell'istituzione di controlli interni:   individuano strumenti e metodologie adeguati a valutare le prestazioni del personale con qualifica dirigenziale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali, nell'ambito della loro autonomia normativa ed organizzativa, al fine dell'istituzione di controlli interni:   individuano strumenti e metodologie adeguati a valutare l'adeguatezza delle scelte compiute in sede di attuazione dei piani, programmi ed altri strumenti di determinazione dell'indirizzo politico, in termini di congruenza tra risultati conseguiti e obiettivi predefiniti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, provvedono alla gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto, tra l'altro:   produzione di beni rivolta a realizzare fini sociali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, provvedono alla gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto, tra l'altro:   produzione di beni rivolta a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, provvedono alla gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto, tra l'altro:   attività rivolte a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, tra l'altro:   provvedono alla gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni rivolta a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, tra l'altro:   provvedono alla gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni rivolta a realizzare fini sociali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali:   possono costituire rapporti di lavoro a tempo parziale e a tempo determinato, pieno o parziale, nel rispetto della disciplina vigente in materia.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali:   iscrivono le aziende speciali nel registro delle imprese ai fini dell'acquisto della personalità giuridica.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli enti locali:   sono tenuti a redigere apposite certificazioni sui principali dati del bilancio di previsione e del rendiconto; le certificazioni sono firmate dal segretario e dal responsabile del servizio finanziario.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli immobili di proprietà degli enti locali interessati dall'intervento delle società di trasformazione urbana:   possono essere conferiti alla società di trasformazione urbana anche a titolo di concessione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli immobili di proprietà degli enti locali interessati dall'intervento delle società di trasformazione urbana:   possono essere conferiti alla società di trasformazione urbana a titolo di concessione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli immobili interessati dall'intervento di trasformazione urbana sono individuati:   con delibera del consiglio comunale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, gli orari degli esercizi commerciali e dei pubblici esercizi, sono coordinati e riorganizzati, sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale e nell'ambito dei criteri eventualmente indicati dalla regione:   dal sindaco.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i componenti dei consigli e delle giunte comunali possono essere rimossi con decreto del Ministro dell'interno:   quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i componenti dei consigli e delle giunte provinciali possono essere rimossi con decreto del Ministro dell'interno:   quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i componenti della giunta comunale devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato?   Solo i componenti competenti in materia urbanistica, edilizia e lavori pubblici.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i componenti della giunta comunale devono astenersi, relativamente alle delibere riguardanti interessi propri o di parenti o affini:   dal prendere parte alla discussione e alla votazione se le delibere riguardano interessi propri o di loro parenti o affini fino al quarto grado.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i comuni e le province sono titolari di funzioni:   proprie, oltre che di quelle conferite con legge dello Stato e della regione, secondo il principio di sussidiarietà.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i comuni possono, per atto unilaterale:   trasformare le aziende speciali da loro istituite in società di capitali, di cui possono restare azionisti unici per un periodo comunque non superiore a due anni dalla trasformazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i comuni, anche con la partecipazione della provincia:   possono costituire società per azioni per progettare interventi di trasformazione urbana, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i comuni, anche con la partecipazione della provincia:   possono costituire società per azioni per realizzare interventi di trasformazione urbana, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i comuni, anche con la partecipazione della regione:   possono costituire società per azioni per progettare interventi di trasformazione urbana, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i comuni, anche con la partecipazione della regione:   possono costituire società per azioni per realizzare interventi di trasformazione urbana, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i consigli comunali e provinciali vengono sciolti nei casi previsti dalla legge sugli enti locali:   con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i consigli comunali sono sciolti:   quando emergono elementi su collegamenti diretti o indiretti degli amministratori con la criminalità organizzata, che compromettono la libera determinazione degli organi elettivi e il buon andamento dell'amministrazione comunale, nonché il regolare funzionamento dei servizi alla stessa affidati.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i consigli comunali vengono sciolti, tra l'altro:   quando non sia approvato nei termini il bilancio.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i consigli comunali, fatta eccezione per i comuni con popolazione inferiore a cinquemila abitanti, eleggono con voto limitato a due componenti, un collegio di revisori:   composto da tre membri, scelti uno tra gli iscritti al registro dei revisori contabili, il quale svolge le funzioni di presidente del collegio, uno tra gli iscritti nell'albo dei dottori commercialisti, uno tra gli iscritti nell'albo dei ragionieri.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i consigli provinciali sono sciolti:   quando emergono elementi su forme di condizionamento degli amministratori, che compromettono la libera determinazione degli organi elettivi e il buon andamento dell'amministrazione provinciale, nonché il regolare funzionamento dei servizi affidati alle amministrazioni provinciali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i consigli provinciali vengono sciolti, tra l'altro:   quando non sia approvato nei termini il bilancio.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i consiglieri comunali cessati dalla carica per effetto dello scioglimento del consiglio:   continuano ad esercitare, fino alla nomina dei successori, gli incarichi esterni loro eventualmente attribuiti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i consiglieri comunali devono astenersi, relativamente alle delibere riguardanti interessi propri o di parenti o affini:   dal prendere parte alla discussione e alla votazione, se le delibere riguardano interessi propri o di loro parenti o affini fino al quarto grado.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i consiglieri provinciali cessati dalla carica per effetto dello scioglimento del consiglio:   continuano ad esercitare, fino alla nomina dei successori, gli incarichi esterni loro eventualmente attribuiti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i contratti di servizio stipulati per regolare i rapporti degli enti locali con le società di erogazione dei servizi pubblici di rilevanza economica, dovranno prevedere, tra l'altro:   adeguati strumenti di verifica del rispetto dei livelli dei servizi da garantire previsti nei capitolati di gara.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i contratti di servizio stipulati per regolare i rapporti degli enti locali con le società di erogazione dei servizi pubblici di rilevanza economica, dovranno prevedere, tra l'altro:   i livelli dei servizi da garantire.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i contratti di servizio stipulati per regolare i rapporti degli enti locali con le società di gestione delle reti e degli impianti destinate all'esercizio dei servizi pubblici di rilevanza economica, dovranno prevedere, tra l'altro:   adeguati strumenti di verifica del rispetto dei livelli dei servizi da garantire.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i contratti di servizio stipulati per regolare i rapporti degli enti locali con le società di gestione delle reti e degli impianti destinati all'esercizio dei servizi pubblici di rilevanza economica, dovranno prevedere, tra l'altro:   i livelli dei servizi da garantire.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i dipendenti degli enti locali a tempo parziale:   purché autorizzati dall'amministrazione di appartenenza, possono prestare attività lavorativa presso altri enti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i dirigenti:   sono direttamente responsabili, in via esclusiva, in relazione agli obiettivi dell'ente, della correttezza amministrativa, della efficienza e dei risultati della gestione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i presidenti dei consigli circoscrizionali possono essere rimossi con decreto del Ministro dell'interno:   quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i presidenti dei consorzi possono essere rimossi con decreto del Ministro dell'interno:   quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i presidenti delle comunità montane possono essere rimossi con decreto del Ministro dell'interno:   quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i princìpi contabili stabiliti da detto Testo unico sono applicati da ciascun ente locale:   con il regolamento di contabilità e con modalità organizzative corrispondenti alle caratteristiche di ciascuna comunità, ferme restando le disposizioni previste dall'ordinamento per assicurare l'unitarietà ed uniformità del sistema finanziario e contabile.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i rapporti degli enti locali con le società di erogazione dei servizi pubblici di rilevanza economica:   sono regolati da contratti di servizio, allegati ai capitolati di gara.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i rapporti degli enti locali con le società di gestione delle reti e degli impianti destinate all'esercizio dei servizi pubblici di rilevanza economica:   sono regolati da contratti di servizio, allegati ai capitolati di gara.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i rapporti fra gli enti locali azionisti e la società per azioni di trasformazione urbana:   sono disciplinati da una convenzione contenente, a pena di nullità, gli obblighi e i diritti delle parti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i risultati della gestione delle aziende speciali istituite dagli enti locali sono verificati:   dall'ente locale di riferimento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i risultati della gestione delle istituzioni degli enti locali sono verificati:   dall'ente locale di riferimento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i servizi pubblici locali privi di rilevanza economica, possono essere gestiti, ferme restando le disposizioni previste per i singoli settori, mediante affidamento diretto:   ad aziende speciali, anche consortili.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i servizi pubblici locali privi di rilevanza economica, possono essere gestiti, ferme restando le disposizioni previste per i singoli settori, mediante affidamento diretto:   a società a capitale interamente pubblico.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i testi delle deliberazioni adottate dalla Giunta comunale:   sono messi a disposizione dei consiglieri nelle forme stabilite dallo statuto o dal regolamento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i testi delle deliberazioni adottate dalla Giunta provinciale:   sono messi a disposizione dei consiglieri nelle forme stabilite dallo statuto o dal regolamento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i trasferimenti di beni mobili e immobili effettuati dai comuni e loro consorzi a favore delle società di capitali alle quali è stata conferita la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali destinate all'erogazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   sono esenti, senza limiti di valore, dalle imposte di bollo, di registro, di incremento di valore, ipotecarie, catastali e da ogni altra imposta, spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie o natura.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i trasferimenti di beni mobili e immobili effettuati dai comuni e loro consorzi a favore di aziende speciali:   sono esenti, senza limiti di valore, dalle imposte di bollo, di registro, di incremento di valore, ipotecarie, catastali e da ogni altra spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i trasferimenti di beni mobili e immobili effettuati dai comuni e loro consorzi a favore di aziende speciali:   sono esenti, senza limiti di valore, dalle imposte di bollo, di registro, di incremento di valore, ipotecarie, catastali e da ogni altra imposta, spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie o natura.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i trasferimenti di beni mobili e immobili effettuati dalle province e loro consorzi a favore delle società di capitali alle quali è stata conferita la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali destinate all'erogazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   sono esenti, senza limiti di valore, dalle imposte di bollo, di registro, di incremento di valore, ipotecarie, catastali e da ogni altra imposta, spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie o natura.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i trasferimenti di beni mobili e immobili effettuati dalle province e loro consorzi a favore di aziende speciali:   sono esenti, senza limiti di valore, dalle imposte di bollo, di registro, di incremento di valore, ipotecarie, catastali e da ogni altra imposta, spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, i trasferimenti di beni mobili e immobili effettuati dalle province e loro consorzi a favore di aziende speciali:   sono esenti, senza limiti di valore, dalle imposte di bollo, di registro, di incremento di valore, ipotecarie, catastali e da ogni altra imposta, spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie o natura.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il bilancio di previsione degli enti locali può subire variazioni nel corso dell’esercizio di competenza?   Sì, sia nella parte relativa alle entrate che nella parte relativa alle spese, e le variazioni sono di competenza dell’organo consiliare.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il candidato eletto consigliere contemporaneamente in due circoscrizioni comunali:   deve optare per una delle cariche entro cinque giorni dall'ultima deliberazione di convalida.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il candidato eletto consigliere contemporaneamente in due comuni:   deve optare per una delle cariche entro cinque giorni dall'ultima deliberazione di convalida.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il candidato eletto consigliere contemporaneamente in due province:   deve optare per una delle cariche entro cinque giorni dall'ultima deliberazione di convalida.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il capitale di dotazione delle aziende speciali istituite dagli enti locali:   è conferito dall'ente locale di riferimento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il capitale di dotazione delle istituzioni degli enti locali:   è conferito dall'ente locale riferimento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il circondario è definibile come:   suddivisione del territorio provinciale, in relazione all'ampiezza e peculiarità del territorio, alle esigenze della popolazione ed alla funzionalità dei servizi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il comune è definito:   ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il consigliere circoscrizionale in carica può candidarsi alla carica di consigliere comunale:   si.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il consigliere circoscrizionale in carica può candidarsi alla carica di consigliere provinciale:   si.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il consigliere circoscrizionale in carica può candidarsi alla medesima carica in altra circoscrizione:   mai.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il consigliere comunale in carica può candidarsi alla carica di consigliere provinciale:   si.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il consigliere comunale in carica può candidarsi alla medesima carica in altro comune:   mai.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il consigliere comunale, riguardo ad incarichi presso enti e istituzioni dipendenti o sottoposti al controllo e alla vigilanza del comune:   non può ricoprire l'incarico.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il consigliere provinciale in carica può candidarsi alla medesima carica in altra provincia:   mai.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il consigliere provinciale, riguardo ad incarichi presso enti e istituzioni dipendenti o sottoposti al controllo e alla vigilanza della provincia:   non può ricoprire l'incarico.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il consiglio comunale dei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti, è presieduto:   dal sindaco che provvede anche alla convocazione del consiglio salvo diversa previsione statutaria.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il consiglio comunale nei comuni con popolazione superiore a quindicimila abitanti, è presieduto:   da un presidente eletto tra i consiglieri nella prima seduta del consiglio.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il consiglio comunale:   è l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo del comune.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il consiglio provinciale è presieduto:   da un presidente eletto tra i consiglieri nella prima seduta del consiglio.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il consiglio provinciale:   è l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo della provincia.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il controllo di gestione è la procedura:   diretta a verificare lo stato di attuazione degli obiettivi programmati e, attraverso l'analisi delle risorse acquisite e della comparazione tra i costi e la quantità e qualità dei servizi offerti, la funzionalità dell'organizzazione dell'ente, l'efficacia, l'efficienza ed il livello di economicità nell'attività di realizzazione dei predetti obiettivi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il controllo esterno sulla gestione degli enti locali:   è esercitato dalla Corte dei conti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il controllo esterno sulla gestione degli enti locali:   è esercitato dalla Corte dei conti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il controllo esterno sulla gestione degli enti locali:   è esercitato dalla Corte dei conti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il controllo esterno sulla gestione degli enti locali:   è esercitato dalla Corte dei conti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il controllo esterno sulla gestione degli enti locali:   è esercitato dalla Corte dei conti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il controllo esterno sulla gestione degli enti locali:   è esercitato dalla Corte dei conti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il controllo esterno sulla gestione degli enti locali:   è esercitato dalla Corte dei conti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il controllo esterno sulla gestione degli enti locali:   è esercitato dalla Corte dei conti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il decreto di scioglimento del consiglio comunale è pubblicato:   nella "Gazzetta Ufficiale" della Repubblica italiana.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il decreto di scioglimento del consiglio provinciale è pubblicato:   nella "Gazzetta Ufficiale" della Repubblica italiana.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il difensore civico, istituito su previsione dello statuto comunale, ha compiti:   di garanzia di imparzialità e buon andamento dell'amministrazione comunale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il difensore civico, istituito su previsione dello statuto provinciale, ha compiti:   di garanzia di imparzialità e buon andamento dell'amministrazione provinciale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il diritto del cittadino chiamato a ricoprire cariche pubbliche nelle amministrazioni degli enti locali:   è tutelato dalla Repubblica nell'espletamento del mandato, disponendo del tempo, dei servizi e delle risorse necessari ed usufruendo di indennità e di rimborsi spese nei modi e nei limiti previsti dalla legge.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il diritto di accesso agli atti dell'amministrazione comunale, è disciplinato nel senso che:   gli atti sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del sindaco che ne vieti l'esibizione, conformemente a quanto previsto dal regolamento, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il distintivo del presidente della provincia è costituito:   dalla fascia di colore azzurro con lo stemma della repubblica e lo stemma della provincia, da portarsi a tracolla.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il distintivo del sindaco è costituito:   dalla fascia tricolore con lo stemma della repubblica e lo stemma del comune, da portarsi a tracolla.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il gonfalone del comune:   è stabilito dallo statuto.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il numero degli assessori della giunta comunale è stabilito:   dallo statuto, e fino all'adozione delle norme statutarie, dalla legge, in proporzione alla popolazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il numero degli assessori della giunta provinciale è stabilito:   dallo statuto, e fino all'adozione delle norme statutarie, dalla legge, in proporzione alla popolazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il pareggio di bilancio imposto all'azienda speciale istituita dall'ente locale:   deve essere perseguito attraverso l'equilibrio dei costi e dei ricavi, compresi i trasferimenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il pareggio di bilancio imposto all'istituzione dell'ente locale:   deve essere perseguito attraverso l'equilibrio dei costi e dei ricavi, compresi i trasferimenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il piano territoriale di coordinamento è predisposto e adottato:   dalla provincia.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il piano territoriale di coordinamento ha la funzione:   di determinare gli indirizzi generali di assetto del territorio.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il piano territoriale di coordinamento, nella determinazione degli indirizzi generali del territorio, indica, in particolare:   la localizzazione di massima delle maggiori infrastrutture e delle principali linee di comunicazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il piano territoriale di coordinamento, nella determinazione degli indirizzi generali del territorio, indica, in particolare:   le diverse destinazioni del territorio in relazione alla prevalente vocazione delle sue parti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il piano territoriale di coordinamento, nella determinazione degli indirizzi generali del territorio, indica, in particolare:   le aree nelle quali sia opportuno istituire parchi o riserve naturali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il piano territoriale di coordinamento, nella determinazione degli indirizzi generali del territorio, indica, in particolare:   le linee d'intervento per la sistemazione idrica, idrogeologica ed idraulico-forestale ed in genere per il consolidamento del suolo e la regimazione delle acque.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il presidente della provincia è eletto:   dai cittadini della provincia a suffragio universale e diretto.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il presidente della provincia è eletto:   a suffragio universale e diretto, contestualmente all'elezione del consiglio provinciale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il presidente della provincia è incompatibile:   con la carica di consigliere regionale della regione nella quale è compresa la provincia di appartenenza.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il presidente della provincia ed il consiglio provinciale durano in carica:   cinque anni.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il presidente della provincia può essere rimosso con decreto del Ministro dell'interno:   quando compia atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il presidente della provincia può nominare un direttore generale:   previa deliberazione della Giunta provinciale, al di fuori della dotazione organica e con contratto a tempo determinato e secondo criteri stabiliti dal regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il presidente della provincia può nominare un direttore generale:   previa deliberazione della Giunta provinciale, al di fuori della dotazione organica e con contratto a tempo determinato.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il presidente della provincia può nominare un direttore generale:   che provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell'ente, secondo le direttive impartite dal presidente della provincia, e che sovrintende alla gestione dell'ente, perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il presidente della provincia, riguardo ad incarichi presso enti e istituzioni dipendenti o sottoposti al controllo e alla vigilanza della provincia:   non può ricoprire l'incarico.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il presidente ed i componenti dell'Osservatorio sulla finanza e la contabilità degli enti locali, in numero non superiore a diciotto:   sono nominati dal Ministro dell'interno con proprio decreto tra funzionari dello Stato, o di altre pubbliche amministrazioni, professori e ricercatori universitari ed esperti; l'Upi, l'Anci e l'Uncem designano ciascuna un proprio rappresentante.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il regolamento comunale:   è adottato dal comune, nel rispetto dei principi fissati dalla legge e dallo statuto, nelle materie di propria competenza, ed in particolare per l'organizzazione ed il funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione, per il funzionamento degli organi e degli uffici e per l'esercizio delle funzioni.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il regolamento di contabilità con il quale ciascun ente locale applica i principi contabili stabiliti da detto Testo unico:   stabilisce le norme relative alle competenze specifiche dei soggetti dell'amministrazione preposti alla programmazione, adozione ed attuazione dei provvedimenti di gestione che hanno carattere finanziario e contabile, in armonia con le disposizioni di detto Testo unico e delle altre leggi vigenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il regolamento provinciale:   è adottato dalla provincia, nel rispetto dei principi fissati dalla legge e dallo statuto, nelle materie di propria competenza, ed in particolare per l'organizzazione ed il funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione, per il funzionamento degli organi e degli uffici e per l'esercizio delle funzioni.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il rinnovo del consiglio comunale nelle ipotesi di scioglimento:   deve coincidere con il primo turno elettorale utile previsto dalla legge.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il rinnovo del consiglio provinciale nelle ipotesi di scioglimento:   deve coincidere con il primo turno elettorale utile previsto dalla legge.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il servizio sostitutivo di leva degli amministratori di enti locali:   non può essere espletato nell'ente nel quale il soggetto è amministratore, o in un ente dipendente o controllato dalla stessa amministrazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il sindaco è eletto:   dai cittadini del comune a suffragio universale e diretto.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il sindaco è incompatibile:   con la carica di consigliere regionale della regione nella quale è compreso il comune di appartenenza.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il sindaco ed il consiglio comunale durano in carica:   cinque anni.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il sindaco può essere rimosso con decreto del Ministro dell'interno:   quando compia atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il sindaco può nominare un direttore generale:   nei comuni con popolazione superiore ai quindicimila abitanti, previa deliberazione della Giunta comunale, al di fuori della dotazione organica e con contratto a tempo determinato.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il sindaco può nominare un direttore generale:   nei comuni con popolazione superiore ai quindicimila abitanti, previa deliberazione della Giunta comunale, al di fuori della dotazione organica e con contratto a tempo determinato e secondo criteri stabiliti dal regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il sindaco, riguardo ad incarichi presso enti e istituzioni dipendenti dal comune o sottoposti al controllo e alla vigilanza del comune:   non può ricoprire l'incarico.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il tesoriere ed ogni altro agente contabile che abbia maneggio di pubblico denaro o sia incaricato della gestione dei beni degli enti locali:   devono rendere il conto della loro gestione e sono soggetti alla giurisdizione della Corte dei conti secondo le norme e le procedure previste dalle leggi vigenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il titolo di città può essere concesso a determinati comuni:   che siano insigni per ricordi, monumenti storici e per l'attuale importanza.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, il titolo di città può essere concesso a determinati comuni:   con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, in caso di decesso del sindaco:   il consiglio è sciolto, ma rimane in carica fino all'elezione del nuovo consiglio.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, in quale ipotesi i servizi pubblici locali privi di rilevanza economica possono essere gestiti in economia?   Quando, per le modeste dimensioni o per le caratteristiche del servizio, non sia opportuno procedere alle altre forme di affidamento previste dalla legge.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, in quale ipotesi i servizi pubblici locali privi di rilevanza industriale possono essere gestiti in economia?   Quando, per le caratteristiche del servizio, non sia opportuno procedere ad affidamento ad istituzioni, aziende speciali, società di capitali gestite dagli enti locali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l’azione di responsabilità patrimoniale nei confronti del personale degli enti locali:   si prescrive in cinque anni dalla commissione del fatto.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la cessione della partecipazione degli enti locali nelle società erogatrici dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   non comporta effetti sulla durata degli affidamenti in essere.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la cessione della partecipazione degli enti locali nelle società erogatrici dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   non comporta effetti sulla durata delle concessioni in essere.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la Commissione per la finanza e gli organici degli enti locali:   operante presso il Ministero dell'interno ha, tra gli altri, il compito di rendere parere al Ministro dell’interno sul provvedimento di approvazione o diniego del piano di estinzione delle passività predisposto dall’organo straordinario di liquidazione ai sensi di detto Testo unico.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la Commissione per la finanza e gli organici degli enti locali:   operante presso il Ministero dell'interno ha, tra gli altri, il compito di rendere parere al Ministro dell’interno sul provvedimento di sostituzione di tutto o parte dell’organo straordinario di liquidazione previsto da detto Testo unico.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la comunità di arcipelago può essere definita:   unione di comuni di un arcipelago italiano, diversa da Sicilia e Sardegna, cui si estendono le norme sulle comunità montane.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la comunità isolana può essere definita:   unione di comuni all'interno di un'isola italiana, diversa da Sicilia e Sardegna, cui si estendono le norme sulle comunità montane.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la comunità montana è costituita:   con provvedimento del presidente della Giunta regionale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la comunità montana può essere definita:   unione di comuni, enti locali costituiti fra comuni montani e parzialmente montani, anche appartenenti a province diverse, per la valorizzazione delle zone montane per l'esercizio di funzioni proprie, di funzioni conferite e per l'esercizio associato delle funzioni comunali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la costituzione in città metropolitana comporta l'acquisizione delle funzioni:   della provincia.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la decadenza dalla carica di consigliere comunale, per l'esistenza di cause di incompatibilità, deve essere promossa:   davanti al tribunale civile.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la decadenza dalla carica di consigliere provinciale, per l'esistenza di cause di incompatibilità, deve essere promossa:   davanti al tribunale civile.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la decadenza dalla carica di presidente della provincia, per l'esistenza di cause di incompatibilità, deve essere promossa:   davanti al tribunale civile.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la decadenza dalla carica di sindaco, per l'esistenza di cause di incompatibilità, deve essere promossa:   davanti al tribunale civile.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la decadenza dalla carica di sindaco, per l'esistenza di cause di incompatibilità, non può esser promossa:   da qualsiasi cittadino di un diverso comune, che non vi abbia interesse.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la deliberazione di dissesto finanziario dell’ente locale è adottata:   dal consiglio dell'ente locale nelle ipotesi stabilite da detto Testo unico; la deliberazione dello stato di dissesto non è revocabile.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la deliberazione recante la formale ed esplicita dichiarazione di dissesto finanziario adottata dal consiglio dell'ente locale:   è trasmessa, entro cinque giorni dalla data di esecutività, al Ministero dell'interno ed alla Procura regionale presso la Corte dei conti competente per territorio ed è pubblicata per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana a cura del Ministero dell'interno unitamente al decreto del Presidente della Repubblica di nomina dell'organo straordinario di liquidazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la disciplina della gestione del bilancio degli enti locali stabilisce che le fasi di gestione della spesa sono:   l'impegno, la liquidazione, l'ordinazione ed il pagamento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la disciplina della gestione del bilancio degli enti locali stabilisce che le fasi di gestione delle entrate sono:   l’accertamento, la riscossione ed il versamento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la disciplina sul risanamento di province e comuni dissestati dispone che soggetti della procedura di risanamento sono l'organo straordinario di liquidazione e gli organi istituzionali dell'ente:   ed il primo provvede al ripiano dell'indebitamento pregresso con i mezzi consentiti dalla legge; i secondi assicurano condizioni stabili di equilibrio della gestione finanziaria rimuovendo le cause strutturali che hanno determinato il dissesto.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la disciplina sul risanamento di province e comuni dissestati dispone che soggetti della procedura di risanamento sono:   l'organo straordinario di liquidazione e gli organi istituzionali dell'ente.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la gara per il conferimento della titolarità del servizio pubblico locale di rilevanza economica:   è aggiudicata, tra l'altro, sulla base dei piani di investimento per la manutenzione delle reti, nonché dei contenuti di innovazione tecnologica e gestionale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la modifica degli orari degli esercizi commerciali e dei pubblici esercizi, localizzati nel territorio, in casi di emergenza connessi con il traffico, è di competenza:   del sindaco, nell'esercizio di un servizio di competenza statale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la modifica degli orari degli esercizi commerciali e dei pubblici esercizi, localizzati nel territorio, in casi di emergenza connessi con l'inquinamento atmosferico o acustico, è di competenza:   del sindaco, nell'esercizio di un servizio di competenza statale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la partecipazione popolare all'amministrazione locale:   può comprendere il referendum, ove lo statuto del comune lo preveda.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la partecipazione totalitaria detenuta dagli enti locali, anche in forma associata, nelle società alle quali abbiano conferito la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali destinati all'esercizio dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   è incedibile.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la potestà regolamentare degli enti locali, tra l’altro, si esercita nelle seguenti materie:   disciplina della responsabilità e delle incompatibilità tra impiego nelle pubbliche amministrazioni ed altre attività e casi di divieto di cumulo di impieghi e incarichi pubblici, tenendo conto di quanto demandato alla contrattazione collettiva nazionale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la provincia è definita:   ente locale intermedio tra comune e regione che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi, ne promuove e ne coordina lo sviluppo.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la richiesta dei lavoratori dipendenti che ricoprano cariche di amministratori di enti locali, di essere avvicinati al luogo in cui viene svolto il mandato amministrativo:   deve essere esaminata dal datore di lavoro con criteri di priorità.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la sospensione di diritto dalla carica di consigliere comunale può verificarsi:   nei confronti di chi ha riportato condanna non definitiva per determinati delitti previsti dalla legge, e inoltre nel caso di applicazione non definitiva di misura di prevenzione in quanto indiziato di appartenere ad associazione mafiosa e ove sia disposta l'applicazione delle misure coercitive degli arresti domiciliari, della custodia cautelare in carcere o in luogo di cura.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la sospensione di diritto dalla carica di consigliere provinciale può verificarsi:   nei confronti di chi ha riportato condanna non definitiva per determinati delitti previsti dalla legge, e inoltre nel caso di applicazione non definitiva di misura di prevenzione in quanto indiziato di appartenere ad associazione mafiosa e ove sia disposta l'applicazione delle misure coercitive degli arresti domiciliari, della custodia cautelare in carcere o in luogo di cura.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la sospensione di diritto dalla carica di presidente del consiglio circoscrizionale può verificarsi:   nei confronti di chi ha riportato condanna non definitiva per determinati delitti previsti dalla legge, e inoltre nel caso di applicazione non definitiva di misura di prevenzione in quanto indiziato di appartenere ad associazione mafiosa e ove sia disposta l'applicazione delle misure coercitive degli arresti domiciliari, della custodia cautelare in carcere o in luogo di cura.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la sospensione di diritto dalla carica di presidente del consiglio di amministrazione di consorzio fra comuni può verificarsi:   nei confronti di chi ha riportato condanna non definitiva per determinati delitti previsti dalla legge, e inoltre nel caso di applicazione non definitiva di misura di prevenzione in quanto indiziato di appartenere ad associazione mafiosa e ove sia disposta l'applicazione delle misure coercitive degli arresti domiciliari, della custodia cautelare in carcere o in luogo di cura.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la sospensione di diritto dalla carica di presidente della comunità montana può verificarsi:   nei confronti di chi ha riportato condanna non definitiva per determinati delitti previsti dalla legge, e inoltre nel caso di applicazione non definitiva di misura di prevenzione in quanto indiziato di appartenere ad associazione mafiosa e ove sia disposta l'applicazione delle misure coercitive degli arresti domiciliari, della custodia cautelare in carcere o in luogo di cura.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la sospensione di diritto dalla carica di presidente della provincia può verificarsi:   nei confronti di chi ha riportato condanna non definitiva per determinati delitti previsti dalla legge, e inoltre nel caso di applicazione non definitiva di misura di prevenzione in quanto indiziato di appartenere ad associazione mafiosa e ove sia disposta l'applicazione delle misure coercitive degli arresti domiciliari, della custodia cautelare in carcere o in luogo di cura.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la sospensione di diritto dalla carica di presidente di azienda speciale può verificarsi:   nei confronti di chi ha riportato condanna non definitiva per determinati delitti previsti dalla legge, e inoltre nel caso di applicazione non definitiva di misura di prevenzione in quanto indiziato di appartenere ad associazione mafiosa e ove sia disposta l'applicazione delle misure coercitive degli arresti domiciliari, della custodia cautelare in carcere o in luogo di cura.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la sospensione di diritto dalla carica di presidente di unioni di comuni può verificarsi:   nei confronti di chi ha riportato condanna non definitiva per determinati delitti previsti dalla legge, e inoltre nel caso di applicazione non definitiva di misura di prevenzione in quanto indiziato di appartenere ad associazione mafiosa e ove sia disposta l'applicazione delle misure coercitive degli arresti domiciliari, della custodia cautelare in carcere o in luogo di cura.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la sospensione di diritto dalla carica di sindaco può verificarsi:   nei confronti di chi ha riportato condanna non definitiva per determinati delitti previsti dalla legge, e inoltre nel caso di applicazione non definitiva di misura di prevenzione in quanto indiziato di appartenere ad associazione mafiosa e ove sia disposta l'applicazione delle misure coercitive degli arresti domiciliari, della custodia cautelare in carcere o in luogo di cura.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la stipulazione dei contratti da parte degli enti locali deve essere preceduta:   da apposita determinazione del responsabile del procedimento di spesa indicante il fine che con il contratto si intende perseguire; l'oggetto del contratto, la sua forma e le clausole ritenute essenziali; le modalità di scelta del contraente ammesse dalle disposizioni vigenti in materia di contratti delle pubbliche amministrazioni e le ragioni che ne sono alla base.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la tariffa dei servizi pubblici locali deve essere calcolata in modo da assicurare:   la corrispondenza tra costi e ricavi, con la integrale copertura dei costi, ivi compresi gli oneri di ammortamento tecnico-finanziario.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la tariffa dei servizi pubblici locali deve essere calcolata tenendo presente:   l'equilibrato rapporto tra i finanziamenti raccolti ed il capitale investito.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la tariffa dei servizi pubblici locali deve essere calcolata, includendo, tra i criteri da tenere presenti:   l'entità dei costi di gestione delle opere, tenendo conto anche degli investimenti e della qualità del servizio.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la tariffa dei servizi pubblici locali deve essere calcolata, includendo, tra i criteri da tenere presenti:   l'adeguatezza della remunerazione del capitale investito, coerente con le prevalenti condizioni di mercato.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la vigilanza sulle aziende speciali istituite dagli enti locali è esercitata:   dall'ente locale di riferimento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, la vigilanza sulle istituzioni degli enti locali è esercitata:   dall'ente locale di riferimento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'accordo di programma è promosso per l'attuazione di interventi che richiedono l'azione integrata e coordinata di comuni, province, regioni, amministrazioni statali ed altri soggetti pubblici:   dal presidente della regione o dal presidente della provincia, o dal sindaco, in relazione alla competenza primaria o prevalente sull'opera o sugli interventi o sul programma di intervento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'accordo di programma può essere promosso per l'attuazione integrata e coordinata di opere:   di comuni, province, regioni, amministrazioni statali ed altri soggetti pubblici.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'accordo di programma, qualora adottato con decreto del Presidente della regione:   produce l'effetto dell'intesa ai fini della conformità con le norme urbanistiche.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'affidamento contestuale con gara del servizio del trasporto collettivo e di altri servizi pubblici locali:   non è consentito.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'affidamento contestuale con gara di una pluralità di servizi pubblici locali diversi da quelli del trasporto collettivo:   è consentito qualora sia economicamente più vantaggioso.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'anagrafe degli amministratori locali e regionali, è costituita:   dalle notizie relative agli eletti nei comuni, province e regioni concernenti i dati anagrafici, la lista o gruppo di appartenenza o di collegamento, il titolo di studio e la professione esercitata.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'anagrafe degli amministratori locali e regionali, è tenuta:   dal competente ufficio del Ministero dell'interno in materia elettorale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'assessore comunale è incompatibile:   con la carica di consigliere regionale della regione nella quale è compreso il comune di appartenenza.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'assessore comunale, riguardo ad incarichi presso enti e istituzioni dipendenti o sottoposti al controllo e alla vigilanza del comune:   non può ricoprire l'incarico.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'assessore provinciale è incompatibile:   con la carica di consigliere regionale della regione nella quale è compresa la provincia di appartenenza.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'assessore provinciale, riguardo ad incarichi presso enti e istituzioni dipendenti o sottoposti al controllo e alla vigilanza della provincia:   non può ricoprire l'incarico.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'atto costitutivo delle società per azioni costituite dagli enti locali per l'esercizio dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica:   deve prevedere l'obbligo dell'ente pubblico di nominare uno o più amministratori.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'atto costitutivo delle società per azioni costituite dagli enti locali per l'esercizio dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica:   deve prevedere l'obbligo dell'ente pubblico di nominare uno o più sindaci.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'autonomia di comuni e province è:   statutaria, normativa, organizzativa e amministrativa, nonché impositiva e finanziaria nell'ambito dei propri statuti e regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza pubblica.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'azienda speciale è:   ente strumentale dell'ente locale dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di proprio statuto.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'azienda speciale istituita dall'ente locale:   informa la propria attività a criteri di efficacia, efficienza ed economicità ed ha l'obbligo del pareggio di bilancio.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'azione popolare è disciplinata nel senso che:   ciascun elettore può far valere in giudizio le azioni e i ricorsi che spettano al comune e alla provincia.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le acquisizioni degli immobili interessati dall'intervento di trasformazione, da parte delle società di trasformazione urbana:   possono avvenire consensualmente.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le acquisizioni degli immobili interessati dall'intervento di trasformazione, da parte delle società di trasformazione urbana:   possono avvenire tramite ricorso alle procedure di esproprio da parte del comune.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le assenze dal servizio dei lavoratori dipendenti per attività concernenti l'espletamento del mandato di amministratori di enti locali:   sono retribuite dal datore di lavoro, che ha diritto al rimborso di quanto corrisposto per il tempo di effettiva assenza, dall'ente presso cui il lavoratore esercita la funzione pubblica.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le associazioni di protezione ambientale previste dalla legge, possono proporre le azioni risarcitorie di competenza del giudice ordinario, conseguenti a danno ambientale:   ove si tratti di azioni che spettano al comune e alla provincia.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le città metropolitane, anche con la partecipazione della provincia:   possono costituire società per azioni per progettare interventi di trasformazione urbana, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le città metropolitane, anche con la partecipazione della provincia:   possono costituire società per azioni per realizzare interventi di trasformazione urbana, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le città metropolitane, anche con la partecipazione della regione:   possono costituire società per azioni per realizzare interventi di trasformazione urbana, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le città metropolitane, anche con la partecipazione della regione:   possono costituire società per azioni per progettare interventi di trasformazione urbana, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le deliberazioni adottate dalla Giunta comunale:   sono trasmesse in elenco ai capigruppo consiliari contestualmente all'affissione all'albo.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le deliberazioni adottate dalla Giunta provinciale:   sono trasmesse in elenco ai capigruppo consiliari contestualmente all'affissione all'albo.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le disposizioni sullo scioglimento dei Consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso:   si applicano anche agli organi comunque denominati delle aziende sanitarie locali, in quanto compatibili con i relativi ordinamenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le disposizioni sullo scioglimento dei Consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso:   si applicano anche ai consorzi di comuni e province, in quanto compatibili con i relativi ordinamenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le disposizioni sullo scioglimento dei Consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso:   si applicano anche alle aziende speciali dei comuni e delle province, in quanto compatibili con i relativi ordinamenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le disposizioni sullo scioglimento dei Consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso:   si applicano anche agli organi comunque denominati delle aziende sanitarie locali, in quanto compatibili con i relativi ordinamenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le disposizioni sullo scioglimento dei Consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso:   si applicano anche ai consigli circoscrizionali, in quanto compatibili con i relativi ordinamenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le finalità e gli indirizzi delle aziende speciali istituite dagli enti locali sono determinate:   dall'ente locale di riferimento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le finalità e gli indirizzi delle istituzioni degli enti locali sono determinate:   dall'ente locale di riferimento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le modalità di nomina degli amministratori dell'azienda speciale istituita dall'ente locale:   sono stabilite dallo statuto dell'ente locale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le modalità di nomina degli amministratori dell'istituzione dell'ente locale:   sono stabilite dallo statuto dell'ente locale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le modalità di revoca degli amministratori dell'azienda speciale istituita dall'ente locale:   sono stabilite dallo statuto dell' ente locale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le modalità di revoca degli amministratori dell'istituzione dell'ente locale:   sono stabilite dallo statuto dell'ente locale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le modalità per la struttura, la redazione e la presentazione delle certificazioni sui principali dati del bilancio di previsione e del rendiconto degli enti locali sono stabilite:   tre mesi prima della scadenza di ciascun adempimento con decreto del Ministro dell'interno d'intesa con l'Anci, con l'Upi e con l'Uncem, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le norme di detto d. lgs. sugli enti locali si applicano anche:   ai consorzi cui partecipano enti locali, con esclusione di quelli che gestiscono attività aventi rilevanza economica ed imprenditoriale e, ove previsto dallo statuto, dei consorzi per la gestione dei servizi sociali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le procedure esecutive pendenti alla data della dichiarazione di dissesto dell’ente locale, nelle quali sono scaduti i termini per l'opposizione giudiziale da parte dell'ente, o la stessa benché proposta è stata rigettata:   sono dichiarate estinte d'ufficio dal giudice con inserimento nella massa passiva dell'importo dovuto a titolo di capitale, accessori e spese.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le province possono, per atto unilaterale:   trasformare le aziende speciali da loro istituite in società di capitali, di cui possono restare azionisti unici per un periodo comunque non superiore a due anni dalla trasformazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le regioni organizzano l'esercizio delle funzioni amministrative a livello locale:   attraverso i comuni e le province, ferme restando le funzioni che attengono ad esigenze di carattere unitario nei rispettivi territori.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le società a capitale interamente pubblico alle quali gli enti locali, anche in forma associata, hanno conferito la proprietà delle reti, degli impianti, e delle altre dotazioni patrimoniali destinati all'esercizio dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   pongono le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali a disposizione dei gestori della rete, qualora ne sia prevista la gestione separata, a fronte di un canone che, ove non sia prevista Autorità di settore, è stabilito dagli enti locali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le società a capitale interamente pubblico alle quali gli enti locali, in forma associata, hanno conferito la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali destinati all'esercizio dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   pongono gli impianti a disposizione dei gestori della rete, qualora ne sia prevista la gestione separata, a fronte di un canone stabilito dalla competente Autorità di settore, ove prevista, o dagli enti locali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le società a capitale interamente pubblico alle quali gli enti locali, in forma associata, hanno conferito la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali destinate all'esercizio dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   pongono le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali a disposizione dei gestori incaricati della gestione del servizio, a fronte di un canone stabilito dalla competente Autorità di settore, ove prevista, o dagli enti locali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le società di capitali nelle quali i comuni, per atto unilaterale, abbiano trasformato le aziende speciali da loro istituite:   subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi delle aziende originarie.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le società di capitali nelle quali i comuni, per atto unilaterale, abbiano trasformato le aziende speciali da loro istituite:   conservano tutti i diritti e gli obblighi anteriori alla trasformazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le società di capitali nelle quali le province, per atto unilaterale, abbiano trasformato le aziende speciali da loro istituite:   subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi delle aziende originarie.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le società di capitali nelle quali le province, per atto unilaterale, abbiano trasformato le aziende speciali da loro istituite:   conservano tutti i diritti e gli obblighi anteriori alla trasformazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le tariffe dei servizi pubblici locali sono approvate dagli enti interessati:   in misura tale da assicurare l'equilibrio economico-finanziario dell'investimento e della connessa gestione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, le variazioni al bilancio di previsione degli enti locali possono essere adottate:   dall'organo esecutivo in via d'urgenza, salvo ratifica, a pena di decadenza, da parte dell'organo consiliare entro i sessanta giorni seguenti e comunque entro il 31 dicembre dell'anno in corso se a tale data non sia scaduto il predetto termine.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'ente locale, con riguardo alla sua partecipazione nelle società erogatrici dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   può cedere in tutto o in parte la propria partecipazione mediante procedure ad evidenza pubblica da rinnovarsi alla scadenza del periodo di affidamento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'erogazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   avviene con conferimento della titolarità del servizio a società di capitali individuate attraverso l'espletamento di gare con procedure ad evidenza pubblica.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'individuazione degli immobili interessati dall'intervento delle società di trasformazione urbana:   equivale a dichiarazione di pubblica utilità, anche per gli immobili non interessati da opere pubbliche.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'istituzione del difensore civico presso il comune può essere prevista:   dallo statuto comunale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'istituzione del difensore civico presso la provincia può essere prevista:   dallo statuto provinciale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'istituzione dell'ente locale:   informa la propria attività a criteri di efficacia, efficienza ed economicità ed ha l'obbligo del pareggio di bilancio.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'istituzione è:   organismo strumentale dell'ente locale per l'esercizio di servizi sociali, dotato di autonomia gestionale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, lo scioglimento dei consigli comunali conseguente a fenomeni di condizionamento di tipo mafioso è disposto:   con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, lo scioglimento dei consigli provinciali conseguente a fenomeni di condizionamento di tipo mafioso è disposto:   con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, lo scioglimento dei consigli provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazioni di tipo mafioso è disposto:   con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, lo statuto dei comuni e delle province, è deliberato:   dai rispettivi consigli.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, lo statuto dell'azienda speciale istituita dal comune:   è approvato dal consiglio comunale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, lo statuto dell'azienda speciale istituita dalla provincia:   è approvato dal consiglio provinciale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, lo stemma del comune:   è stabilito dallo statuto.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'obbligo di astensione dei consiglieri comunali, relativamente alle delibere riguardanti interessi propri o di parenti o affini, riguarda anche i provvedimenti normativi o di carattere generale?   Solo nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi del consigliere o di suoi parenti e affini fino al quarto grado.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'Osservatorio sulla finanza e la contabilità degli enti locali è istituito:   presso il Ministero dell’interno.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'Osservatorio sulla finanza e la contabilità degli enti locali è istituito:   presso il Ministero dell’interno ed ha, tra gli altri, il compito di promuovere la corretta gestione delle risorse finanziarie, strumentali ed umane, la salvaguardia degli equilibri di bilancio e l’applicazione dei principi contabili.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'Osservatorio sulla finanza e la contabilità degli enti locali:   presenta al Ministro dell'interno almeno una relazione annuale sullo stato di applicazione delle norme, con proposte di integrazione normativa e di princìpi contabili di generale applicazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, l'Osservatorio sulla finanza e la contabilità degli enti locali:   è istituito presso il Ministero dell’interno e dura in carica cinque anni.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, negli enti locali, lo schema di bilancio annuale di previsione, la relazione previsionale e programmatica e lo schema di bilancio pluriennale:   sono predisposti dall'organo esecutivo e da questo sono presentati, unitamente agli allegati ed alla relazione dell'organo di revisione, all'organo consiliare, che provvede a deliberare il bilancio di previsione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei casi per i quali è stabilito che, nei confronti del personale dipendente delle amministrazioni locali che abbia riportato condanna definitiva per determinati delitti si fa luogo alla immediata sospensione dell'interessato dalla funzione o dall'ufficio ricoperti:   la sospensione è disposta dal responsabile dell'ufficio secondo la specifica competenza, con le modalità e procedure previste dai rispettivi ordinamenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, l'elezione del sindaco avviene:   con il sistema maggioritario, contestualmente all'elezione dei consiglieri comunali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei comuni con popolazione inferiore ai quindicimila abitanti è consentito procedere alla nomina di un direttore generale ?   Sì, previa stipula di convenzione tra comuni le cui popolazioni assommate raggiungano i quindicimila abitanti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei comuni con popolazione inferiore ai quindicimila abitanti è consentito procedere alla nomina di un direttore generale ?   Sì, previa stipula di convenzione tra comuni le cui popolazioni assommate raggiungano i quindicimila abitanti; in tal caso il direttore generale dovrà provvedere anche alla gestione coordinata o unitaria dei servizi tra i comuni interessati.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, l'elezione del sindaco avviene:   con il sistema a suffragio universale, contestualmente all'elezione dei consiglieri comunali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei comuni con popolazione superiore a quindicimila abitanti il sindaco può nominare un direttore generale:   che provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell'ente, secondo le direttive impartite dal sindaco, e che sovrintende alla gestione dell'ente, perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei comuni gli incarichi dirigenziali sono revocati:   in caso di inosservanza delle direttive del sindaco, della Giunta o dell'assessore di riferimento, o in caso di mancato raggiungimento al termine di ciascun anno finanziario degli obiettivi assegnati nel piano esecutivo di gestione previsto da detto ordinamento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei comuni gli incarichi dirigenziali:   sono conferiti a tempo determinato e, tra l’altro, sono revocati per responsabilità particolarmente grave o reiterata e negli altri casi disciplinati dai contratti collettivi di lavoro.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei comuni gli incarichi dirigenziali:   sono conferiti a tempo determinato, secondo criteri di competenza professionale, in relazione agli obiettivi indicati nel programma amministrativo del sindaco.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei comuni il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi può prevedere la costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del sindaco, per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo attribuitegli dalla legge:   costituiti da dipendenti dell'ente, ovvero, salvo che per gli enti dissestati o strutturalmente deficitari, da collaboratori assunti con contratto a tempo determinato, i quali, se dipendenti da una pubblica amministrazione, sono collocati in aspettativa senza assegni.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei comuni il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi:   può prevedere la costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del sindaco, per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo attribuitegli dalla legge, costituiti da dipendenti dell'ente, ovvero, salvo che per gli enti dissestati o strutturalmente deficitari, da collaboratori assunti con contratto a tempo determinato.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei comuni lo statuto può prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, possa avvenire mediante contratto a tempo determinato:   e il contratto a tempo determinato è risolto di diritto nel caso in cui l'ente locale dichiari il dissesto o venga a trovarsi nelle situazioni strutturalmente deficitarie.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei comuni lo statuto può prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, possa avvenire mediante contratto a tempo determinato:   ed il trattamento economico, equivalente a quello previsto dai vigenti contratti collettivi nazionali e decentrati per il personale degli enti locali, può essere integrato, con provvedimento motivato della Giunta, da una indennità ad personam, commisurata alla specifica qualificazione professionale e culturale anche in considerazione della temporaneità del rapporto e delle condizioni di mercato relative alle specifiche competenze professionali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei comuni lo statuto può prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, possa avvenire mediante contratto a tempo determinato:   ed il trattamento economico, equivalente a quello previsto dai vigenti contratti collettivi nazionali e decentrati per il personale degli enti locali, può essere integrato, con provvedimento motivato della Giunta, da una indennità ad personam, commisurata alla specifica qualificazione professionale e culturale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei comuni lo statuto può prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione:   possa avvenire mediante contratto a tempo determinato di diritto pubblico o, eccezionalmente e con deliberazione motivata, di diritto privato, fermi restando i requisiti richiesti dalla qualifica da ricoprire.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei comuni lo statuto può prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici:   possa avvenire mediante contratto a tempo determinato di diritto pubblico o, eccezionalmente e con deliberazione motivata, di diritto privato, fermi restando i requisiti richiesti dalla qualifica da ricoprire.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei comuni lo statuto può prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici:   possa avvenire mediante contratto a tempo determinato di diritto pubblico o, eccezionalmente e con deliberazione motivata, di diritto privato, ed i relativi contratti non possono avere durata superiore al mandato elettivo del sindaco in carica.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei comuni superiori a quindicimila abitanti, qualora il sindaco nomini un direttore generale:   la durata del relativo incarico non può eccedere quella del mandato del sindaco ed il direttore generale può essere revocato dal sindaco, previa deliberazione della Giunta comunale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei comuni, nelle more dell'approvazione del bilancio di previsione da parte dell'organo regionale di controllo:   l’organo consiliare delibera l'esercizio provvisorio, per un periodo non superiore a due mesi, sulla base del bilancio già deliberato.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nei confronti degli enti locali:   non sono ammesse procedure di esecuzione e di espropriazione forzata presso soggetti diversi dai rispettivi tesorieri.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel caso in cui una pluralità di servizi pubblici locali diversi da quelli del trasporto collettivo sia affidata con gara contestuale:   la durata dell'affidamento deve essere unica per tutti i servizi, e non può essere superiore alla media calcolata sulla base della durata degli affidamenti indicata dalle discipline di settore.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel caso in cui una pluralità di servizi pubblici locali diversi da quelli del trasporto collettivo sia affidata con gara contestuale:   la durata dell'affidamento deve essere unica per tutti i servizi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel sistema elettorale a suffragio universale, osservato nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, è proclamato eletto sindaco:   il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel sistema elettorale a suffragio universale, osservato nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, la candidatura alla carica di sindaco, è collegata:   ad una o più liste presentate per l'elezione del consiglio comunale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel sistema elettorale a suffragio universale, osservato nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, può verificarsi la necessità di un terzo turno di votazioni?   No, mai.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel sistema elettorale a suffragio universale, osservato nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, qualora vi sia stata ulteriore parità di voti al ballottaggio tra i candidati alla carica di sindaco:   è eletto il candidato collegato con la lista o il gruppo di liste per l'elezione del consiglio comunale che ha ottenuto la maggior cifra elettorale complessiva, e, a parità di cifra elettorale, il candidato più anziano di età.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel sistema elettorale a suffragio universale, osservato nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, se nessun candidato alla carico di sindaco ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi al primo turno:   si procede ad un secondo turno la seconda domenica successiva a quella del primo.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel sistema elettorale a suffragio universale, osservato per l'elezione del sindaco nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, ciascun elettore esercita il diritto di voto:   tracciando un segno sul contrassegno di una delle liste, potendo altresì votare per un candidato a sindaco non collegato con la lista prescelta, tracciando un segno sul rettangolo al cui interno è riportato il relativo nome.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel sistema elettorale a suffragio universale, osservato per l'elezione del sindaco nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, nella scheda per l'elezione compare:   l'indicazione dei candidati alla carica di sindaco in apposito rettangolo, al cui fianco sono riportati i contrassegni della lista o delle liste con cui ciascun candidato è collegato.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel sistema elettorale maggioritario, osservato nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, ciascun elettore esercita il diritto di voto:   segnando il contrassegno al cui fianco è indicato il nome del candidato alla carica di sindaco, potendo altresì esprimere un voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale compreso nella lista collegata al candidato alla carica di sindaco prescelto, scrivendone il cognome nell'apposita riga stampata sotto il medesimo contrassegno.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel sistema elettorale maggioritario, osservato nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, è proclamato eletto sindaco:   il candidato che ottiene il maggior numero di voti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel sistema elettorale maggioritario, osservato nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, la candidatura alla carica di sindaco, è collegata:   ad una sola lista di candidati al consiglio comunale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel sistema elettorale maggioritario, osservato nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, nella scheda per l'elezione compare:   l'indicazione, a fianco di ogni contrassegno, del candidato alla carica di sindaco.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel sistema elettorale maggioritario, osservato nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, può verificarsi la necessità di un secondo turno di votazioni?:   Sì, in caso di parità di voti, ai fini del ballottaggio tra i due candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di voti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel sistema elettorale maggioritario, osservato nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, può verificarsi la necessità di un terzo turno di votazioni?   No, mai.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel sistema elettorale maggioritario, osservato nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, qualora vi sia stata ulteriore parità di voti al ballottaggio tra i candidati alla carica di sindaco:   viene eletto il candidato più anziano di età.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel trattamento dei gestori di pubblico servizio da parte degli enti locali:   è vietata ogni forma di differenziazione in ordine alla concessione da chiunque dovuta di contribuzioni per la gestione del servizio.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel trattamento dei gestori di pubblico servizio da parte degli enti locali:   è vietata ogni forma di differenziazione in ordine alla concessione da chiunque dovuta di agevolazioni per la gestione del servizio.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nel trattamento dei gestori di pubblico servizio da parte degli enti locali:   è vietata ogni forma di differenziazione in ordine al regime tributario.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nella materia della responsabilità patrimoniale del personale degli enti locali:   si osservano le disposizioni vigenti in materia di responsabilità degli impiegati civili dello Stato.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nell'ambito delle forme associative tra enti locali:   possono essere stipulate convenzioni tra di essi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nell'ambito delle forme associative tra enti locali:   possono essere costituiti consorzi per la gestione associata di uno o più servizi e l'esercizio associato di funzioni, secondo le norme previste per le aziende speciali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nelle province gli incarichi dirigenziali sono revocati:   in caso di inosservanza delle direttive del presidente della provincia, della Giunta o dell'assessore di riferimento, o in caso di mancato raggiungimento al termine di ciascun anno finanziario degli obiettivi assegnati nel piano esecutivo di gestione previsto da detto ordinamento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nelle province gli incarichi dirigenziali:   sono conferiti a tempo determinato e, tra l’altro, sono revocati per responsabilità particolarmente grave o reiterata e negli altri casi disciplinati dai contratti collettivi di lavoro.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nelle province gli incarichi dirigenziali:   sono conferiti a tempo determinato e la loro attribuzione può prescindere dalla precedente assegnazione di funzioni di direzione a seguito di concorsi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nelle province gli incarichi dirigenziali:   sono conferiti a tempo determinato, secondo criteri di competenza professionale, in relazione agli obiettivi indicati nel programma amministrativo del presidente della provincia.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nelle province lo statuto può prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, possa avvenire mediante contratto a tempo determinato:   ed il trattamento economico, equivalente a quello previsto dai vigenti contratti collettivi nazionali e decentrati per il personale degli enti locali, può essere integrato, con provvedimento motivato della Giunta, da una indennità ad personam, commisurata alla specifica qualificazione professionale e culturale anche in considerazione della temporaneità del rapporto e delle condizioni di mercato relative alle specifiche competenze professionali.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nelle province lo statuto può prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione:   possa avvenire mediante contratto a tempo determinato di diritto pubblico o, eccezionalmente e con deliberazione motivata, di diritto privato, fermi restando i requisiti richiesti dalla qualifica da ricoprire.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nelle province lo statuto può prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, possa avvenire mediante contratto a tempo determinato:   ed il trattamento economico, equivalente a quello previsto dai vigenti contratti collettivi nazionali e decentrati per il personale degli enti locali, può essere integrato, con provvedimento motivato della Giunta, da una indennità ad personam, commisurata alla specifica qualificazione professionale e culturale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nelle province lo statuto può prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici:   possa avvenire mediante contratto a tempo determinato di diritto pubblico o, eccezionalmente e con deliberazione motivata, di diritto privato, ed i relativi contratti non possono avere durata superiore al mandato elettivo del presidente della provincia in carica.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, nelle province lo statuto può prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici:   possa avvenire mediante contratto a tempo determinato di diritto pubblico o, eccezionalmente e con deliberazione motivata, di diritto privato, fermi restando i requisiti richiesti dalla qualifica da ricoprire.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non costituisce causa di ineleggibilità o incompatibilità alla carica di sindaco: o superiori.   l'incarico conferito in base a norme di legge, statuto o regolamento in ragione del mandato elettivo.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non è causa ostativa a ricoprire la carica di assessore comunale:   l'aver riportato condanna definitiva ad una pena inferiore a sei mesi di reclusione per il delitto previsto dall'art. 323 (abuso di ufficio) cod. pen..
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non è causa ostativa a ricoprire la carica di assessore provinciale:   l'aver riportato condanna definitiva ad una pena inferiore a sei mesi di reclusione per il delitto previsto dall'art. 323 (abuso di ufficio) cod. pen..
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non è causa ostativa a ricoprire la carica di consigliere comunale:   l'aver riportato condanna definitiva ad una pena inferiore a sei mesi di reclusione per il delitto previsto dall'art. 323 (abuso di ufficio) cod. pen..
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non è causa ostativa a ricoprire la carica di consigliere provinciale:   l'aver riportato condanna definitiva ad una pena inferiore a sei mesi di reclusione per il delitto previsto dall'art. 323 (abuso di ufficio) cod. pen..
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non è causa ostativa a ricoprire la carica di presidente del consiglio circoscrizionale:   l'aver riportato condanna definitiva ad una pena inferiore a sei mesi di reclusione per il delitto previsto dall'art. 323 (abuso di ufficio) cod. pen..
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non è causa ostativa a ricoprire la carica di presidente della comunità montana:   l'aver riportato condanna definitiva ad una pena inferiore a sei mesi di reclusione per il delitto previsto dall'art. 323 (abuso di ufficio) cod. pen..
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non è causa ostativa a ricoprire la carica di presidente della provincia:   l'aver riportato condanna definitiva ad una pena inferiore a sei mesi di reclusione per il delitto previsto dall'art. 323 (abuso di ufficio) cod. pen..
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non è causa ostativa a ricoprire la carica di sindaco:   l'aver riportato condanna definitiva ad una pena inferiore a sei mesi di reclusione per il delitto previsto dall'art. 323 (abuso di ufficio) cod. pen..
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non è eleggibile a sindaco di un determinato comune:   il legale rappresentante di società per azioni con capitale maggioritario di quel comune.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non è eleggibile a sindaco di un determinato comune:   il direttore generale di azienda sanitaria locale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non è eleggibile a sindaco di un determinato comune:   il Capo della Polizia.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non è eleggibile a sindaco di un determinato comune:   il prefetto che esercita le sue funzioni su un territorio nel quale è compreso quel comune.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non è eleggibile a sindaco di un determinato comune:   il legale rappresentante di società per azioni con capitale maggioritario di quel comune.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non è eleggibile a sindaco di un determinato comune:   il sindaco in carica in altro comune.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non è eleggibile a sindaco di un determinato comune:   il dipendente civile dello Stato che svolga funzioni di direttore generale o equiparate o superiori.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non è eleggibile a sindaco di un determinato comune:   il discendente fino al secondo grado del segretario comunale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non è eleggibile a sindaco di un determinato comune:   il ministro di culto.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non può ricoprire la carica di sindaco di un determinato comune:   il legale rappresentante della società appaltatrice del servizio di esattoria del comune.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non può ricoprire la carica di sindaco di un determinato comune:   l'amministratore di ente soggetto alla vigilanza del comune.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, non può ricoprire la carica di sindaco di un determinato comune:   chi sia parte in un processo civile contro il comune.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, ogni agente contabile che abbia maneggio di pubblico denaro o sia incaricato della gestione dei beni degli enti locali, nonché coloro che si ingeriscano negli incarichi attribuiti a detti agenti:   devono rendere il conto della loro gestione e sono soggetti alla giurisdizione della Corte dei conti secondo le norme e le procedure previste dalle leggi vigenti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, ogni proposta di deliberazione sottoposta al consiglio comunale, che non sia mero atto di indirizzo:   deve essere accompagnata dal parere in ordine alla sola regolarità tecnica del responsabile del servizio interessato e, qualora comporti impegno di spesa o diminuzione di entrata, del responsabile di ragioneria in ordine alla regolarità contabile.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, ogni proposta di deliberazione sottoposta al consiglio provinciale, che non sia mero atto di indirizzo:   deve essere accompagnata dal parere in ordine alla sola regolarità tecnica del responsabile del servizio interessato e, qualora comporti impegno di spesa o diminuzione di entrata, del responsabile di ragioneria in ordine alla regolarità contabile.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, ogni proposta di deliberazione sottoposta alla Giunta comunale, che non sia mero atto di indirizzo:   deve essere accompagnata dal parere in ordine alla sola regolarità tecnica del responsabile del servizio interessato e, qualora comporti impegno di spesa o diminuzione di entrata, del responsabile di ragioneria in ordine alla regolarità contabile.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, ogni proposta di deliberazione sottoposta alla Giunta provinciale, che non sia mero atto di indirizzo:   deve essere accompagnata dal parere in ordine alla sola regolarità tecnica del responsabile del servizio interessato e, qualora comporti impegno di spesa o diminuzione di entrata, del responsabile di ragioneria in ordine alla regolarità contabile.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, per gli enti locali le graduatorie concorsuali:   rimangono efficaci per un termine di tre anni dalla data di pubblicazione per l'eventuale copertura dei posti che si venissero a rendere successivamente vacanti e disponibili, fatta eccezione per i posti istituiti o trasformati successivamente all'indizione del concorso medesimo.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, per i trasferimenti di beni mobili e immobili effettuati dai comuni e loro consorzi a favore delle società di capitali alle quali è stata conferita la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali destinate all'erogazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   gli onorari previsti per i notai incaricati della redazione degli atti conseguenti ai trasferimenti sono ridotti alla metà.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, per i trasferimenti di beni mobili e immobili effettuati dai comuni e loro consorzi a favore delle società di capitali alle quali è stata conferita la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali destinate all'erogazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   gli onorari previsti per i periti designati dal tribunale per la redazione della stima di cui all'articolo 2343 del codice civile sono ridotti alla metà.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, per i trasferimenti di beni mobili e immobili effettuati dai comuni e loro consorzi a favore di aziende speciali:   gli onorari previsti per i notai incaricati della redazione degli atti conseguenti ai trasferimenti sono ridotti alla metà.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, per i trasferimenti di beni mobili e immobili effettuati dai comuni e loro consorzi a favore di aziende speciali:   gli onorari previsti per i periti designati dal tribunale per la redazione della stima di cui all'articolo 2343 del codice civile sono ridotti alla metà.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, per i trasferimenti di beni mobili e immobili effettuati dalle province e loro consorzi a favore delle società di capitali alle quali è stata conferita la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali destinate all'erogazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   gli onorari previsti per i notai incaricati della redazione degli atti conseguenti ai trasferimenti sono ridotti alla metà.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, per i trasferimenti di beni mobili e immobili effettuati dalle province e loro consorzi a favore delle società di capitali alle quali è stata conferita la proprietà delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali destinate all'erogazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica:   gli onorari previsti per i periti designati dal tribunale per la redazione della stima di cui all'articolo 2343 del codice civile sono ridotti alla metà.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, per i trasferimenti di beni mobili e immobili effettuati dalle province e loro consorzi a favore di aziende speciali:   gli onorari previsti per i notai incaricati della redazione degli atti conseguenti ai trasferimenti sono ridotti alla metà.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, per i trasferimenti di beni mobili e immobili effettuati dalle province e loro consorzi a favore di aziende speciali:   gli onorari previsti per i periti designati dal tribunale per la redazione della stima di cui all'articolo 2343 del codice civile sono ridotti alla metà.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, per la realizzazione delle opere necessarie al corretto svolgimento dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica gli enti locali:   possono costituire apposite società per azioni senza il vincolo della proprietà pubblica maggioritaria anche in deroga ai vincoli derivanti da disposizioni di legge specifiche.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, per la realizzazione di infrastrutture ed altre opere di interesse pubblico, che non rientrino, ai sensi della vigente legislazione statale, nelle competenze istituzionali di altri enti, gli enti locali:   possono costituire apposite società per azioni senza il vincolo della proprietà pubblica maggioritaria anche in deroga ai vincoli derivanti da disposizioni di legge specifiche.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, per l'effettuazione dei controlli interni:   più enti locali possono istituire uffici unici, mediante convenzione che ne regoli le modalità di costituzione e funzionamento.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, per l'esercizio dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica gli enti locali:   possono costituire apposite società per azioni senza il vincolo della proprietà pubblica maggioritaria anche in deroga ai vincoli derivanti da disposizioni di legge specifiche.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, possono essere istituiti municipi:   nei comuni istituiti mediante fusione di due o più comuni contigui, ove lo statuto lo preveda, nei territori delle comunità di origine o di alcune di esse.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, può essere eletto consigliere circoscrizionale:   l'elettore di qualsiasi comune della Repubblica che abbia compiuto il diciottesimo anno di età nel primo giorno fissato per la votazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, può essere eletto consigliere circoscrizionale:   l'elettore di qualsiasi comune della Repubblica che abbia compiuto il diciottesimo anno di età, nel primo giorno fissato per la votazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, può essere eletto consigliere comunale:   l'elettore di qualsiasi comune della Repubblica che abbia compiuto il diciottesimo anno di età nel primo giorno fissato per la votazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, può essere eletto consigliere comunale:   l'elettore di qualsiasi comune della Repubblica che abbia compiuto il diciottesimo anno di età, nel primo giorno fissato per la votazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, può essere eletto consigliere provinciale:   l'elettore di qualsiasi comune della Repubblica che abbia compiuto il diciottesimo anno di età, nel primo giorno fissato per la votazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, può essere eletto consigliere provinciale:   l'elettore di qualsiasi comune della Repubblica che abbia compiuto il diciottesimo anno di età nel primo giorno fissato per la votazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, può essere eletto presidente della provincia:   l'elettore di qualsiasi comune della Repubblica che abbia compiuto il diciottesimo anno di età nel primo giorno fissato per la votazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, può essere eletto presidente della provincia:   l'elettore di qualsiasi comune della Repubblica che abbia compiuto il diciottesimo anno di età, nel primo giorno fissato per la votazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, può essere eletto sindaco:   l'elettore di qualsiasi comune della Repubblica che abbia compiuto il diciottesimo anno di età nel primo giorno fissato per la votazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, può essere eletto sindaco:   l'elettore di qualsiasi comune della Repubblica che abbia compiuto il diciottesimo anno di età nel primo giorno fissato per la votazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, qualora il candidato eletto consigliere contemporaneamente in due circoscrizioni non opti per una delle cariche entro cinque giorni dall'ultima deliberazione di convalida:   rimane eletto nel consiglio della circoscrizione in cui ha riportato il maggior numero di voti in percentuale rispetto al numero di votanti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, qualora il candidato eletto consigliere contemporaneamente in due comuni non opti per una delle cariche entro cinque giorni dall'ultima deliberazione di convalida:   rimane eletto nel consiglio del comune in cui ha riportato il maggior numero di voti in percentuale rispetto al numero di votanti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, qualora il candidato eletto consigliere contemporaneamente in due province non opti per una delle cariche entro cinque giorni dall'ultima deliberazione di convalida:   rimane eletto nel consiglio della provincia in cui ha riportato il maggior numero di voti in percentuale rispetto al numero di votanti.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, qualora il presidente della provincia nomini un direttore generale:   la durata del relativo incarico non può eccedere quella del mandato del presidente della provincia ed il direttore generale può essere revocato dal presidente della provincia, previa deliberazione della Giunta provinciale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, qualora il presidente della provincia nomini un direttore generale:   a questo rispondono, nell'esercizio delle funzioni loro assegnate, i dirigenti dell'ente, ad eccezione del segretario della provincia.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, qualora nei comuni con popolazione superiore a quindicimila abitanti il sindaco nomini un direttore generale:   a questo rispondono, nell'esercizio delle funzioni loro assegnate, i dirigenti dell'ente, ad eccezione del segretario del comune.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, qualora siano costituite dagli enti locali per l'esercizio dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica società per azioni:   una quota delle azioni può essere destinata all'azionariato diffuso e resta comunque sul mercato.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, qualora siano costituite dagli enti locali società per azioni per la realizzazione delle opere necessarie al corretto svolgimento dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica:   gli enti interessati provvedono alla scelta dei soci privati e all'eventuale collocazione dei titoli azionari sul mercato con procedure di evidenza pubblica.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, qualora siano costituite dagli enti locali società per azioni per la realizzazione di infrastrutture ed altre opere di interesse pubblico, che non rientrino, ai sensi della vigente legislazione regionale, nelle competenze istituzionali di altri enti:   gli enti interessati provvedono alla scelta dei soci privati e all'eventuale collocazione dei titoli azionari sul mercato con procedure di evidenza pubblica.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, qualora siano costituite dagli enti locali società per azioni per la realizzazione di infrastrutture ed altre opere di interesse pubblico, che non rientrino, ai sensi della vigente legislazione statale, nelle competenze istituzionali di altri enti:   gli enti interessati provvedono alla scelta dei soci privati e all'eventuale collocazione dei titoli azionari sul mercato con procedure di evidenza pubblica.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, qualora siano costituite dagli enti locali società per azioni per l'esercizio dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica, alla realizzazione di opere di qualunque importo necessarie al corretto svolgimento dei servizi stessi:   si applicano le norme vigenti di recepimento delle direttive comunitarie in materia di lavori pubblici.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, qualora siano costituite dagli enti locali società per azioni per l'esercizio dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica:   gli enti interessati provvedono alla scelta dei soci privati e all'eventuale collocazione dei titoli azionari sul mercato con procedure di evidenza pubblica.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, quando ricorrono motivi di urgente necessità, in attesa del decreto di scioglimento del Consiglio comunale per effetto di condizionamenti di tipo mafioso, il prefetto:   sospende gli organi dalla carica ricoperta, nonché da ogni altro incarico ad essa connesso, assicurando la provvisoria amministrazione dell'ente mediante invio di commissari.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, quando ricorrono motivi di urgente necessità, in attesa del decreto di scioglimento del Consiglio comunale per effetto di infiltrazioni di tipo mafioso, il prefetto:   sospende gli organi dalla carica ricoperta, nonché da ogni altro incarico ad essa connesso, assicurando la provvisoria amministrazione dell'ente mediante invio di commissari.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, quando ricorrono motivi di urgente necessità, in attesa del decreto di scioglimento del Consiglio provinciale per effetto di condizionamenti di tipo mafioso, il prefetto:   sospende gli organi dalla carica ricoperta, nonché da ogni altro incarico ad essa connesso, assicurando la provvisoria amministrazione dell'ente mediante invio di commissari.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, quando ricorrono motivi di urgente necessità, in attesa del decreto di scioglimento del Consiglio provinciale per effetto di infiltrazioni tipo mafioso, il prefetto:   sospende gli organi dalla carica ricoperta, nonché da ogni altro incarico ad essa connesso, assicurando la provvisoria amministrazione dell'ente mediante invio di commissari.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, riguardo al servizio militare di leva degli assessori delle comunità montane:   nell'assegnazione della sede è riconosciuta la priorità per la sede di espletamento del mandato amministrativo o per le sedi a questa più vicine.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, riguardo al servizio militare di leva degli assessori provinciali:   nell'assegnazione della sede è riconosciuta la priorità per la sede di espletamento del mandato amministrativo o per le sedi a questa più vicine.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, riguardo al servizio militare di leva dei consiglieri comunali:   nell'assegnazione della sede è riconosciuta la priorità per la sede di espletamento del mandato amministrativo o per le sedi a questa più vicine.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, riguardo al servizio militare di leva dei consiglieri provinciali:   nell'assegnazione della sede è riconosciuta la priorità per la sede di espletamento del mandato amministrativo o per le sedi a questa più vicine.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, riguardo al servizio militare di leva dei presidenti delle comunità montane:   spetta, a richiesta, una licenza illimitata in attesa di congedo, per la durata del mandato.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, riguardo al servizio militare di leva dei presidenti di provincia:   spetta, a richiesta, una licenza illimitata in attesa di congedo, per la durata del mandato.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, riguardo al servizio militare di leva dei sindaci:   spetta, a richiesta, una licenza illimitata in attesa di congedo, per la durata del mandato.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, salvo specifiche disposizioni di legge, tutte le deliberazioni degli enti locali diversi dai comuni e dalle province sono pubblicate:   mediante affissione all'albo pretorio del comune ove ha sede l'ente, per quindici giorni consecutivi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, salvo specifiche disposizioni di legge, tutte le deliberazioni del comune sono pubblicate:   mediante affissione all'albo pretorio, nella sede dell'ente, per quindici giorni consecutivi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, salvo specifiche disposizioni di legge, tutte le deliberazioni della provincia sono pubblicate:   mediante affissione all'albo pretorio, nella sede dell'ente, per quindici giorni consecutivi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, salvo specifiche disposizioni, tutte le deliberazioni degli enti locali diversi dai comuni e dalle province sono pubblicate:   mediante affissione all'albo pretorio del comune ove ha sede l'ente, per quindici giorni consecutivi.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, se le reti utilizzate per la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica sono di proprietà di soggetti diversi dagli enti locali, tali enti:   possono essere autorizzati a gestire i servizi o loro segmenti, a condizione che siano rispettati, tra l'altro, gli standard di sicurezza definiti dalla competente Autorità di settore e siano praticate tariffe non superiori alla media regionale, salvo che le discipline di carattere settoriale o le relative Autorità dispongano diversamente.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, se le reti utilizzate per la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica sono di proprietà di soggetti diversi dagli enti locali, tali enti:   possono essere autorizzati a gestire i servizi o loro segmenti, a condizione che siano rispettati, tra l'altro, gli standard di equa distribuzione sul territorio definiti dalla competente Autorità di settore e siano praticate tariffe non superiori alla media regionale, salvo che le discipline di carattere settoriale o le relative Autorità dispongano diversamente.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, se le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali utilizzate per la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica sono di proprietà di soggetti diversi dagli enti locali, questi:   possono essere autorizzati a gestire i servizi o loro segmenti, a condizione che siano rispettati, tra l'altro, gli standard qualitativi definiti dalla competente Autorità di settore e siano praticate tariffe non superiori alla media regionale, salvo che le discipline di carattere settoriale o le relative Autorità dispongano diversamente.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, se le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali utilizzate per la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica sono di proprietà di soggetti diversi dagli enti locali e questi sono autorizzati a gestire i servizi o loro segmenti:   tra le parti è in ogni caso stipulato un contratto di servizio in cui sono definite le misure di coordinamento con gli eventuali altri gestori.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, se le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali utilizzate per la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica sono di proprietà di soggetti diversi dagli enti locali, detti soggetti:   possono essere autorizzati a gestire i servizi o loro segmenti, a condizione che siano rispettati, tra l'altro, gli standard ambientali definiti dalla competente Autorità di settore e siano praticate tariffe non superiori alla media regionale, salvo che le discipline di carattere settoriale o le relative Autorità dispongano diversamente.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, secondo la disciplina della gestione del bilancio degli enti locali, il versamento:   costituisce l'ultima fase dell'entrata, consistente nel trasferimento delle somme riscosse nelle casse dell'ente.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, secondo la disciplina della gestione del bilancio degli enti locali, l’accertamento:   costituisce la prima fase di gestione dell'entrata mediante la quale, sulla base di idonea documentazione, viene verificata la ragione del credito e la sussistenza di un idoneo titolo giuridico, individuato il debitore, quantificata la somma da incassare, nonché fissata la relativa scadenza.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, secondo la disciplina della gestione del bilancio degli enti locali, l’impegno di spesa:   costituisce la prima fase del procedimento di spesa, con la quale, a seguito di obbligazione giuridicamente perfezionata, è determinata la somma da pagare, determinato il soggetto creditore, indicata la ragione e viene costituito il vincolo sulle previsioni di bilancio.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, secondo la disciplina della gestione del bilancio degli enti locali, l’ordinazione:   consiste nella disposizione impartita, mediante il mandato di pagamento, al tesoriere dell'ente locale di provvedere al pagamento delle spese.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, secondo la disciplina della gestione del bilancio degli enti locali, la liquidazione della spesa:   costituisce la fase del procedimento di spesa attraverso la quale, in base ai documenti ed ai titoli atti a comprovare il diritto acquisito del creditore, si determina la somma certa e liquida da pagare nei limiti dell'ammontare dell'impegno definitivo assunto.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, secondo la disciplina della gestione del bilancio degli enti locali, la riscossione:   costituisce la fase del procedimento dell’entrata successiva all’accertamento e consiste nel materiale introito da parte del tesoriere o di altri eventuali incaricati della riscossione delle somme dovute all'ente.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, si ha dissesto finanziario dell’ente locale:   se l'ente non può garantire l'assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili ovvero esistono nei confronti dell'ente locale crediti liquidi ed esigibili di terzi cui non si possa fare validamente fronte con le modalità stabilite da detto decreto.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, si intendono per enti locali:   i comuni, le province, le città metropolitane, le comunità montane, le comunità isolane e le unioni di comuni.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, sono attribuiti ai dirigenti tutti i compiti di attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti con gli atti di indirizzo adottati dagli organi di governo dell’ente, tra i quali in particolare, secondo le modalità stabilite dallo statuto o dai regolamenti dell'ente:   le attestazioni, certificazioni, comunicazioni, diffide, verbali, autenticazioni, legalizzazioni ed ogni altro atto costituente manifestazione di giudizio e di conoscenza.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, sono attribuiti ai dirigenti tutti i compiti di attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti con gli atti di indirizzo adottati dagli organi di governo dell’ente, tra i quali in particolare, secondo le modalità stabilite dallo statuto o dai regolamenti dell'ente:   la presidenza delle commissioni di gara e di concorso, la responsabilità delle procedure d'appalto e di concorso, la stipulazione dei contratti, gli atti di gestione finanziaria, ivi compresa l'assunzione di impegni di spesa.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, sono attribuiti ai dirigenti tutti i compiti di attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti con gli atti di indirizzo adottati dagli organi di governo dell’ente, tra i quali in particolare, secondo le modalità stabilite dallo statuto o dai regolamenti dell'ente:   i provvedimenti di autorizzazione, concessione o analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni, anche di natura discrezionale, nel rispetto di criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti, da atti generali di indirizzo, ivi comprese le autorizzazioni e le concessioni edilizie.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, sono attribuiti ai dirigenti tutti i compiti di attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti con gli atti di indirizzo adottati dagli organi di governo dell’ente, tra i quali in particolare, secondo le modalità stabilite dallo statuto o dai regolamenti dell'ente:   tutti i provvedimenti di sospensione dei lavori, abbattimento e riduzione in pristino di competenza comunale, nonché i poteri di vigilanza edilizia e di irrogazione delle sanzioni amministrative previsti dalla vigente legislazione statale e regionale in materia di prevenzione e repressione dell'abusivismo edilizio e paesaggistico-ambientale.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, sono considerate aree metropolitane, ferme le autonome definizioni delle Regioni a statuto speciale, le zone comprendenti i comuni di:   Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, sono da considerarsi in condizioni strutturalmente deficitarie comuni, province e comunità montane:   che presentano gravi ed incontrovertibili condizioni di squilibrio, rilevabili da una apposita tabella, da allegare al certificato sul rendiconto della gestione, contenente parametri obiettivi dei quali almeno la metà presentino valori deficitari.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, sono gestiti dal comune i seguenti servizi di competenza statale:   elettorali, di stato civile, di anagrafe, di leva militare e di statistica, e le relative funzioni sono esercitate dal sindaco quale ufficiale di governo.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, sono organi dell'azienda speciale istituita dall'ente locale:   il consiglio di amministrazione, il presidente e il direttore.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, sono organi dell'istituzione dell'ente locale:   il consiglio di amministrazione, il presidente e il direttore.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, sono organi di governo del comune:   il consiglio, la giunta, il sindaco.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, sono organi di governo della provincia:   il consiglio, la giunta, il presidente.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, sono riconducibili alle funzioni del sindaco, quale ufficiale del Governo:   la modifica degli orari degli esercizi commerciali e dei pubblici esercizi, localizzati nel territorio, in casi di emergenza o per particolari necessità dell'utenza.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, sono riconducibili alle funzioni del sindaco, quale ufficiale del Governo:   la vigilanza di quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico, informandone il prefetto.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, sono riconducibili alle funzioni del sindaco, quale ufficiale del Governo:   la tenuta dei registri di stato civile e di popolazione.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, sono riconducibili alle funzioni del sindaco, quale ufficiale del Governo:   l'adozione di provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità dei cittadini.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, spettano al comune:   tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione ed il territorio comunale, precipuamente nei settori organici dei servizi alla persona e alla comunità, dell'assetto ed utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico, salvo quanto non sia espressamente attribuito ad altri soggetti dalla legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, spettano alla provincia le funzioni amministrative di interesse provinciale che riguardano vaste zone intercomunali o l'intero territorio provinciale, tra l'altro, nei seguenti settori:   organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, rilevamento, disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e sonore.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, spettano alla provincia le funzioni amministrative di interesse provinciale che riguardano vaste zone intercomunali o l'intero territorio provinciale, tra l'altro, nei seguenti settori:   difesa del suolo, tutela e valorizzazione dell'ambiente e prevenzione delle calamità, tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche, valorizzazione dei beni culturali, viabilità e trasporti, protezione della flora e della fauna, parchi e riserve naturali, caccia e pesca nelle acque interne.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, spettano alla provincia le funzioni amministrative di interesse provinciale che riguardano vaste zone intercomunali o l'intero territorio provinciale, tra l'altro, nei seguenti settori:   servizi sanitari, di igiene e profilassi pubblica, compiti connessi all'istruzione secondaria di secondo grado ed artistica ed alla formazione professionale, compresa l'edilizia scolastica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, tra i documenti che gli enti locali devono allegare al bilancio annuale di previsione vi sono:   una relazione previsionale e programmatica ed un bilancio pluriennale di competenza, di durata pari a quello della regione di appartenenza e comunque non inferiore a tre anni.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, tutte le deliberazioni del comune sono pubblicate:   mediante affissione all'albo pretorio, nella sede dell'ente, per quindici giorni consecutivi, salvo specifiche disposizione di legge.
A norma del d. lgs. 18/08/00, n. 267, tutte le deliberazioni della provincia sono pubblicate:   mediante affissione all'albo pretorio, nella sede dell'ente, per quindici giorni consecutivi, salvo specifiche disposizioni di legge.
A norma del d. lgs. 30 marzo 2001, n. 165, i dirigenti delle pubbliche amministrazioni possono, a domanda, essere collocati in aspettativa senza assegni per lo svolgimento di attività presso soggetti e organismi, pubblici o privati, anche operanti in sede internazionale?   Sì.
A norma del d. lgs. 30 marzo 2001, n. 165, il piano di formazione del personale è predisposto annualmente:   da tutte le amministrazioni pubbliche contemplate nel predetto decreto legislativo, con esclusione delle università e degli enti di ricerca.
A norma del d. lgs. 30 marzo 2001, n. 165, il piano di formazione del personale predisposto annualmente dalle amministrazioni contemplate nel predetto decreto legislativo indica, tra l'altro:   gli obiettivi e le risorse finanziarie necessarie, nei limiti di quelle, a tale scopo, disponibili.
A norma del d. lgs. 30 marzo 2001, n. 165, il piano di formazione del personale predisposto annualmente dalle amministrazioni indicate nel predetto decreto legislativo deve essere trasmesso, a fini informativi:   alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero dell'economia e delle finanze.
A norma del d. lgs. 30 marzo 2001, n. 165, le assunzioni effettuate dalle amministrazioni pubbliche in violazione della disciplina relativa alla mobilità del personale, ivi prevista, sono:   nulle di diritto.
A norma del d. lgs. 30 marzo 2001, n. 165, nell'area della vicedirigenza è ricompreso, tra l'altro:   il personale laureato appartenente alle posizioni C2 e C3, che abbia maturato complessivamente cinque anni di anzianità in dette posizioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, a quale giudice sono devolute le controversie promosse da organizzazioni sindacali, dall'Aran o dalle pubbliche amministrazioni, relative alle procedure di contrattazione collettiva concernenti i rapporti di lavoro alle dipendenze di queste ultime e di cui a detto decreto?   Sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, a quale giudice sono devolute le controversie relative ai rapporti di lavoro dei magistrati ordinari, amministrativi e contabili?   Al giudice amministrativo, in sede di giurisdizione esclusiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, a quale giudice sono devolute le controversie relative al rapporto di lavoro degli avvocati dello Stato?   Al giudice amministrativo, in sede di giurisdizione esclusiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, a quale giudice sono devolute le controversie relative al rapporto di lavoro dei professori universitari?   Al giudice amministrativo, in sede di giurisdizione esclusiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, a quale giudice sono devolute le controversie relative al rapporto di lavoro del personale militare e delle Forze di polizia?   Al giudice amministrativo, in sede di giurisdizione esclusiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ad iniziativa anche disgiunta delle organizzazioni sindacali ammesse alle trattative per la sottoscrizione dei contratti collettivi, in ciascun ente che soddisfi determinati parametri dimensionali, viene costituito un organismo di rappresentanza unitaria del personale:   mediante elezioni e le modalità delle elezioni devono prevedere in ogni caso, tra l'altro, il periodico rinnovo, con esclusione della prorogabilità.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ad iniziativa anche disgiunta delle organizzazioni sindacali ammesse alle trattative per la sottoscrizione dei contratti collettivi, in ciascun ente che soddisfi determinati parametri dimensionali, viene costituito un organismo di rappresentanza unitaria del personale:   mediante elezioni e le modalità delle elezioni devono prevedere in ogni caso, tra l'altro, il voto segreto ed il metodo proporzionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ad iniziativa anche disgiunta delle organizzazioni sindacali ammesse alle trattative per la sottoscrizione dei contratti collettivi, in ciascun ente che soddisfi determinati parametri dimensionali, viene costituito un organismo di rappresentanza unitaria del personale:   mediante elezioni e le specifiche modalità delle elezioni sono definite con appositi accordi tra l'Aran e le confederazioni o organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi di legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ad iniziativa anche disgiunta delle organizzazioni sindacali ammesse alle trattative per la sottoscrizione dei contratti collettivi, in ciascun ente che soddisfi determinati parametri dimensionali, viene costituito un organismo di rappresentanza unitaria del personale:   e la composizione dell'organismo é definita con appositi accordi tra l'Aran e le confederazioni o organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi di legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ad iniziativa anche disgiunta delle organizzazioni sindacali ammesse alle trattative per la sottoscrizione dei contratti collettivi, in ciascun ente, qualora risultino soddisfatti determinati parametri dimensionali, viene costituito mediante elezioni un organismo di rappresentanza unitaria del personale e la facoltà di presentare le liste deve essere garantita, oltre che a dette organizzazioni:   anche ad altre organizzazioni sindacali, purché siano costituite in associazione con un proprio statuto e purché abbiano aderito agli accordi o contratti collettivi che disciplinano l'elezione e il funzionamento dell'organismo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ad iniziativa anche disgiunta delle organizzazioni sindacali ammesse alle trattative per la sottoscrizione dei contratti collettivi, in ciascuna amministrazione che soddisfi determinati parametri dimensionali, viene costituito un organismo di rappresentanza unitaria del personale:   mediante elezioni e le specifiche modalità delle elezioni sono definite con appositi accordi tra l'Aran e le confederazioni o organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi di legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ad iniziativa anche disgiunta delle organizzazioni sindacali ammesse alle trattative per la sottoscrizione dei contratti collettivi, in ciascuna amministrazione che soddisfi determinati parametri dimensionali, viene costituito un organismo di rappresentanza unitaria del personale:   e la composizione dell'organismo é definita con appositi accordi tra l'Aran e le confederazioni o organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi di legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ad iniziativa anche disgiunta delle organizzazioni sindacali ammesse alle trattative per la sottoscrizione dei contratti collettivi, in ciascuna amministrazione che soddisfi determinati parametri dimensionali viene costituito un organismo di rappresentanza unitaria del personale:   mediante elezioni e le modalità delle elezioni devono prevedere in ogni caso, tra l'altro, il voto segreto ed il metodo proporzionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ad iniziativa anche disgiunta delle organizzazioni sindacali ammesse alle trattative per la sottoscrizione dei contratti collettivi, in ciascuna amministrazione o ente che soddisfi determinati parametri dimensionali, viene costituito un organismo di rappresentanza unitaria del personale:   e la composizione dell'organismo é definita con appositi accordi tra l'Aran e le confederazioni o organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi di legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ad iniziativa anche disgiunta delle organizzazioni sindacali ammesse alle trattative per la sottoscrizione dei contratti collettivi, in ciascuna amministrazione o ente per i quali risultino soddisfatti determinati parametri dimensionali:   viene costituito un organismo di rappresentanza unitaria del personale, mediante elezioni alle quali é garantita la partecipazione di tutti i lavoratori.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ad iniziativa anche disgiunta delle organizzazioni sindacali ammesse alle trattative per la sottoscrizione dei contratti collettivi, in ciascuna amministrazione, ente o struttura amministrativa che soddisfi determinati parametri dimensionali, viene costituito mediante elezioni un organismo di rappresentanza unitaria del personale e, per la presentazione delle liste:   può essere richiesto a tutte le organizzazioni sindacali promotrici un numero di firme di dipendenti con diritto al voto non superiore al tre per cento del totale dei dipendenti nelle amministrazioni, enti o strutture amministrative fino a duemila dipendenti, e del due per cento in quelle di dimensioni superiori.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ad iniziativa anche disgiunta delle organizzazioni sindacali ammesse alle trattative per la sottoscrizione dei contratti collettivi, nelle strutture nelle quali é previsto un organismo di rappresentanza unitaria del personale, esso é costituito:   mediante elezioni e le specifiche modalità delle elezioni sono definite con appositi accordi tra l'Aran e le confederazioni o organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi di legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ad iniziativa anche disgiunta delle organizzazioni sindacali ammesse alle trattative per la sottoscrizione dei contratti collettivi, nelle strutture periferiche nelle quali può essere istituito, viene costituito un organismo di rappresentanza unitaria del personale:   mediante elezioni e le modalità delle elezioni devono prevedere in ogni caso, tra l'altro, il periodico rinnovo, con esclusione della prorogabilità.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, agli uffici di diretta collaborazione dei quali si avvale il ministro per l'esercizio delle funzioni ad esso spettanti, possono essere assegnati collaboratori assunti con contratto a tempo determinato?   Sì, e il contratto é disciplinato dalle norme di diritto privato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, agli uffici di diretta collaborazione dei quali si avvale il ministro per l'esercizio delle funzioni ad esso spettanti, possono essere assegnati esperti e consulenti per particolari professionalità e specializzazioni con incarichi di collaborazione coordinata e continuativa?   Sì.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, agli uffici per le relazioni con il pubblico viene assegnato:   nell'ambito delle attuali dotazioni organiche delle singole amministrazioni, personale con idonea qualificazione e con elevata capacità di avere contatti con il pubblico, eventualmente assicurate da apposita formazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ai fini della rapidità del procedimento, i modelli ed i sistemi informativi utili alla interconnessione tra le amministrazioni pubbliche:   sono definiti dal Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ai fini della trasparenza del procedimento, i modelli ed i sistemi informativi utili alla interconnessione tra le amministrazioni pubbliche:   sono definiti dal Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, al di fuori dei casi ai quali non si applica la disciplina autorizzatoria, il conferimento da parte delle pubbliche amministrazioni di incarichi retribuiti a dipendenti di altre amministrazioni pubbliche senza la previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza costituisce infrazione disciplinare per il funzionario responsabile del procedimento?   Sì.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, al di fuori dei casi ai quali non si applica la disciplina autorizzatoria, il conferimento da parte delle pubbliche amministrazioni di incarichi retribuiti a dipendenti di altre amministrazioni pubbliche senza la previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza:   costituisce in ogni caso infrazione disciplinare per il funzionario responsabile del procedimento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, al di fuori dei casi ai quali non si applica la disciplina autorizzatoria, qualora le pubbliche amministrazioni conferiscano incarichi retribuiti a dipendenti di altre amministrazioni pubbliche senza la previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza:   l'importo previsto come corrispettivo dell'incarico, ove gravi su fondi in disponibilità dell'amministrazione conferente, é trasferito all'amministrazione di appartenenza del dipendente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, al di fuori dei casi ai quali non si applica la disciplina autorizzatoria, qualora le pubbliche amministrazioni conferiscano incarichi retribuiti a dipendenti di altre amministrazioni pubbliche senza la previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza:   il relativo provvedimento é nullo di diritto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, al di fuori dei casi ai quali non si applica la disciplina autorizzatoria, qualora le pubbliche amministrazioni conferiscano incarichi retribuiti a dipendenti di altre amministrazioni pubbliche senza la previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza, l'importo previsto come corrispettivo dell'incarico, ove gravi su fondi in disponibilità dell'amministrazione conferente:   é trasferito all'amministrazione di appartenenza del dipendente, ad incremento del fondo di produttività o di fondi equivalenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, al di fuori dei casi espressamente esclusi dalla disciplina autorizzatoria, le pubbliche amministrazioni possono conferire incarichi retribuiti a dipendenti di altre amministrazioni pubbliche senza la previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza?   No.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, alla contrattazione collettiva nazionale per il relativo comparto partecipano le organizzazioni sindacali che hanno nel comparto una rappresentatività non inferiore al cinque per cento, considerando a tal fine la media tra il dato associativo e il dato elettorale:   e, altresì, le confederazioni alle quali dette organizzazioni siano affiliate.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, alla contrattazione collettiva nazionale per la relativa area partecipano le organizzazioni sindacali che hanno nell'area una rappresentatività non inferiore al cinque per cento, considerando a tal fine la media tra il dato associativo e il dato elettorale:   e, altresì, le confederazioni alle quali dette organizzazioni siano affiliate.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, alla copertura dei posti del ruolo del personale dipendente dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran si provvede:   tramite concorsi pubblici, ovvero mediante assunzioni con contratto di lavoro a tempo determinato, regolati dalle norme di diritto privato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, all'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran, spetta tra l'altro:   curare l'attività di studio necessaria all'esercizio della contrattazione collettiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, all'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran, spetta tra l'altro:   curare l'attività di documentazione necessaria all'esercizio della contrattazione collettiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, all'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran, spetta tra l'altro:   curare l'attività di monitoraggio necessaria all'esercizio della contrattazione collettiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, alle figure professionali per le quali nel contratto collettivo del comparto, in base alla disposizione che regolamenta la definizione dei comparti, é prevista, ai sensi di detto d. lgs., una disciplina distinta:   deve essere garantita una adeguata presenza negli organismi di rappresentanza unitaria del personale, con le modalità stabilite da detto decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, alle figure professionali per le quali nel contratto collettivo del comparto, in base alla disposizione che regolamenta la definizione dei comparti, é prevista, ai sensi di detto d. lgs., una disciplina distinta:   deve essere garantita una adeguata presenza negli organismi di rappresentanza unitaria del personale, anche mediante l'istituzione, tenuto conto della loro incidenza quantitativa e del numero dei componenti dell'organismo, di specifici collegi elettorali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, allo scopo di permettere il controllo del costo del lavoro, gli enti pubblici economici:   sono tenuti a comunicare, tra l'altro, alla Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento della funzione pubblica, il costo annuo del personale comunque utilizzato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, allo scopo di permettere il controllo del costo del lavoro, le amministrazioni pubbliche devono presentare ogni anno alla Corte dei conti il conto annuale delle spese sostenute per il personale:   accompagnato da una relazione, con cui espongono i risultati della gestione del personale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, allo scopo di permettere il controllo del costo del lavoro, le amministrazioni pubbliche entro il mese di maggio di ogni anno:   devono presentare alla Corte dei conti, per il tramite della Ragioneria generale dello Stato, il conto annuale delle spese sostenute per il personale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, allo scopo di permettere il controllo del costo del lavoro, le aziende che producono servizi di pubblica utilità:   sono tenute a comunicare, tra l'altro, alla Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento della funzione pubblica il costo annuo del personale comunque utilizzato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, appositi accordi tra l'Aran e le confederazioni o organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi di legge possono prevedere che, in presenza di determinate condizioni:   siano costituite rappresentanze unitarie del personale comuni a più amministrazioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ciascuna amministrazione pubblica, secondo il proprio ordinamento, individua l'ufficio competente per i procedimenti disciplinari a carico dei dipendenti e, tra l'altro, tale ufficio:   su segnalazione del capo della struttura in cui il dipendente lavora, contesta l'addebito al dipendente medesimo, ma quando le sanzioni da applicare siano rimprovero verbale e censura, il capo della struttura provvede direttamente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ciascuna amministrazione pubblica, secondo il proprio ordinamento, individua l'ufficio competente per i procedimenti disciplinari a carico dei dipendenti e, tra l'altro, tale ufficio:   applica la sanzione disciplinare, ma, quando le sanzioni da applicare siano rimprovero verbale e censura, il capo della struttura in cui il dipendente lavora provvede direttamente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ciascuna amministrazione pubblica, secondo il proprio ordinamento, individua l'ufficio competente per i procedimenti disciplinari a carico dei dipendenti e, tra l'altro, tale ufficio:   istruisce il procedimento disciplinare; quando le sanzioni da applicare siano rimprovero verbale e censura, il capo della struttura in cui il dipendente lavora provvede direttamente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, con particolare riferimento al costo del lavoro, al fine di realizzare il più efficace controllo dei bilanci e la rilevazione dei costi e di trasmettere all'organo competente le informazioni necessarie:   tutte le amministrazioni pubbliche impiegano strumenti di rilevazione e sistemi informatici e statistici definiti o valutati dal Centro nazio- nale per l'informatica nella pubblica amministrazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, con particolare riferimento al costo del lavoro, le amministrazioni pubbliche individuano i singoli programmi di attività e trasmettono tutti gli elementi necessari, tra l'altro, alla rilevazione dei costi:   alla Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero dell'economia e delle finanze.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, con particolare riferimento al costo del lavoro, le amministrazioni pubbliche individuano i singoli programmi di attività e trasmettono tutti gli elementi necessari, tra l'altro, al controllo dei costi:   alla Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero dell'economia e delle finanze.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, dagli incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria, sono esclusi, tra gli altri, quelli per i quali sono percepiti compensi derivanti:   da incarichi per lo svolgimento dei quali il dipendente sia posto in posizione di comando.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, dagli incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria, sono esclusi, tra gli altri, quelli per i quali sono percepiti compensi derivanti:   da incarichi per lo svolgimento dei quali il dipendente sia posto in posizione di fuori ruolo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, dagli incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria, sono esclusi, tra gli altri, quelli per i quali sono percepiti compensi derivanti:   da incarichi per lo svolgimento dei quali il dipendente sia posto in posizione di aspettativa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, dagli incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria, sono esclusi, tra gli altri, quelli per i quali sono percepiti compensi:   derivanti da incarichi conferiti dalle organizzazioni sindacali a dipendenti presso le stesse distaccati.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, dagli incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria, sono esclusi, tra gli altri, quelli per i quali sono percepiti compensi:   derivanti da incarichi conferiti dalle organizzazioni sindacali a dipendenti presso le stesse distaccati o in aspettativa non retribuita.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, delle commissioni che provvedono all'espletamento delle procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni, tra l'altro:   non possono fare parte coloro che sono rappresentanti sindacali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, delle commissioni che provvedono all'espletamento delle procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni, tra l'altro:   non possono fare parte i componenti dell'organo di direzione politica dell'amministrazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, delle commissioni che provvedono all'espletamento delle procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni, tra l'altro:   non possono fare parte coloro che ricoprono cariche politiche.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, deve essere garantita una adeguata presenza negli organismi di rappresentanza unitaria del personale alle figure professionali per le quali nel contratto collettivo del comparto, in base alla disposizione che regolamenta la definizione dei comparti, é prevista, ai sensi di detto d. lgs., una disciplina distinta?   Sì.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, é demandata ad appositi accordi tra l'Aran e le confederazioni rappresentative:   l'individuazione dei comparti della contrattazione collettiva nazionale riguardanti settori omogenei o affini.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, é prevista un'attività di monitoraggio sull'applicazione dei contratti collettivi nazionali e sulla contrattazione collettiva integrativa?   Sì, e a tal fine viene istituito presso l'Aran un apposito osservatorio a composizione paritetica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, fermo restando quanto previsto da detto decreto per la costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali, la rappresentanza dei dirigenti negli enti o strutture amministrative è disciplinata:   in coerenza con la natura delle loro funzioni, dagli accordi o contratti collettivi riguardanti la relativa area contrattuale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, fermo restando quanto previsto da detto decreto per la costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali, la rappresentanza dei dirigenti nelle amministrazioni è disciplinata:   in coerenza con la natura delle loro funzioni, dagli accordi o contratti collettivi riguardanti la relativa area contrattuale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, gli appositi accordi, di cui a detto decreto, tra l'Aran e le confederazioni o organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi di legge:   possono prevedere che, in presenza di determinate condizioni, siano costituite rappresentanze unitarie del personale comuni a più enti di modeste dimensioni ubicati nel medesimo territorio.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, gli atti di indirizzo delle amministrazioni diverse dallo Stato per la contrattazione collettiva nazionale:   sono sottoposti al Governo che può esprimere le sue valutazioni per quanto attiene agli aspetti riguardanti la compatibilità con le linee di politica economica e finanziaria nazionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, gli enti pubblici economici, fatta eccezione per i casi espressamente previsti:   non possono conferire incarichi retribuiti a dipendenti pubblici senza la previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, gli enti pubblici non economici nazionali:   si adeguano, anche in deroga alle speciali disposizioni di legge che li riguardano, ai principi che detto decreto legislativo stabilisce per la disciplina della dirigenza, adottando appositi regolamenti di organizzazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, gli incarichi di Segretario generale di ministeri sono conferiti:   a dirigenti della prima fascia dei ruoli dei dirigenti, istituiti in ogni amministrazione dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, o, con contratto a tempo determinato, a persone in possesso delle specifiche qualità professionali richieste da detto decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, gli indirizzi per la contrattazione collettiva nazionale:   sono deliberati dai comitati di settore prima di ogni rinnovo contrattuale e negli altri casi in cui é richiesta una attività negoziale dell'Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, gli obiettivi, i contenuti e la durata della formazione per l'assunzione della qualifica di dirigente scolastico:   sono definiti con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, gli organi preposti alla gestione:   nell'ambito delle leggi e degli atti organizzativi di cui a detto decreto, assumono le determinazioni per l'organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, gli uffici per le relazioni con il pubblico provvedono, anche mediante l'utilizzo di tecnologie informatiche:   all'informazione all'utenza relativa agli atti e allo stato dei procedimenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, gli uffici per le relazioni con il pubblico provvedono, anche mediante l'utilizzo di tecnologie informatiche:   alla ricerca ed analisi finalizzate alla formulazione di proposte alla propria amministrazione sugli aspetti organizzativi e logistici del rapporto con l'utenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i bandi di concorso per l'accesso alle pubbliche amministrazioni indicate in detto decreto, a decorrere dal 1° gennaio 2000, prevedono l'accertamento della conoscenza dell'uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse e, salvo quanto stabilito per i dirigenti, per i quali vale una regolamentazione specifica:   i livelli di conoscenza, anche in relazione alla professionalità cui si riferisce il bando, e le modalità per l'accertamento della conoscenza medesima, sono stabiliti con regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i bandi di concorso per l'accesso alle pubbliche amministrazioni indicate in detto decreto, a decorrere dal 1° gennaio 2000, tra l'altro:   prevedono l'accertamento della conoscenza dell'uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse, fatta eccezione per i soli casi nei quali l'apposito regolamento stabilisce che non si procede a tale accertamento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i bandi di concorso per l'accesso alle pubbliche amministrazioni indicate in detto decreto, a decorrere dal 1° gennaio 2000:   prevedono l'accertamento della conoscenza di almeno una lingua straniera, fatta eccezione per i soli casi nei quali l'apposito regolamento stabilisce che non si procede a tale accertamento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i capi di istituto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato assumono la qualifica di dirigente:   previa frequenza di appositi corsi di formazione, all'atto della preposizione alle istituzioni scolastiche dotate di autonomia e della personalità giuridica ai sensi di legge, salvaguardando, per quanto possibile, la titolarità della sede di servizio.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i cittadini degli Stati membri della Unione europea possono accedere ai posti di lavoro presso le pubbliche amministrazioni ed i posti e le funzioni per i quali non può invece prescindersi dalla cittadinanza italiana:   sono stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i cittadini degli Stati membri della Unione europea possono accedere ai posti di lavoro presso le pubbliche amministrazioni ed i requisiti indispensabili all'accesso da parte di detti cittadini:   sono stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i cittadini degli Stati membri della Unione europea:   possono accedere ai posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche che non implicano esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri e non attengono alla tutela dell'interesse nazionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i comitati di settore costituiti dalle istanze associative o rappresentative delle pubbliche amministrazioni per l'esercizio del potere di indirizzo nei confronti dell'Aran:   regolano autonomamente le proprie modalità di funzionamento e deliberazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i comitati di settore costituiti dalle istanze associative o rappresentative delle pubbliche amministrazioni per l'esercizio delle competenze relative alle procedure di contrattazione collettiva nazionale:   regolano autonomamente le proprie modalità di funzionamento e deliberazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i comparti della contrattazione collettiva nazionale riguardanti settori omogenei o affini sono stabiliti:   mediante appositi accordi tra l'Aran e le confederazioni rappresentative alle quali, in almeno due comparti o aree contrattuali, siano affiliate organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi di legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i comparti della contrattazione collettiva nazionale:   sono stabiliti mediante appositi accordi tra l'Aran e le confederazioni rappresentative ai sensi di detto decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i comparti della contrattazione collettiva nazionale:   riguardanti settori omogenei o affini sono stabiliti mediante accordi tra l'Aran e le confederazioni rappresentative ai sensi di detto decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i componenti della rappresentanza unitaria del personale:   sono equiparati ai dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali ai fini dello statuto dei lavoratori (legge 20 maggio 1970, n. 300) e dello stesso decreto legislativo n. 165 del 2001.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i concorsi per esami per l'accesso alla qualifica di dirigente di ruolo nelle amministrazioni statali:   sono indetti dalle singole amministrazioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i concorsi pubblici per le assunzioni nelle amministrazioni dello Stato:   si espletano di norma a livello regionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i concorsi pubblici per le assunzioni nelle amministrazioni dello Stato:   si espletano di norma a livello regionale ed eventuali deroghe, per ragioni tecnico-amministrative o di economicità, sono autorizzate dal Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i concorsi pubblici per le assunzioni nelle aziende autonome statali:   si espletano di norma a livello regionale ed eventuali deroghe, per ragioni tecnico-amministrative o di economicità, sono autorizzate dal Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i concorsi pubblici per le assunzioni nelle aziende autonome statali:   si espletano di norma a livello regionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i contratti collettivi nazionali, per il caso in cui le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale e siano tenute a dare corso alla relativa procedura in materia di eccedenza di personale e di mobilità collettiva, tra l'altro, possono stabilire:   criteri generali e procedure per consentire, tenuto conto delle caratteristiche del comparto, la gestione delle eccedenze di personale attraverso il passaggio diretto ad altre amministrazioni nell'ambito della provincia o in quello diverso che, in relazione alla distribuzione territoriale delle amministrazioni o alla situazione del mercato del lavoro, sia stabilito dai contratti collettivi nazionali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i contratti collettivi nazionali, per il caso in cui le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale e siano tenute a dare corso alla relativa procedura in materia di eccedenza di personale e di mobilità collettiva, tra l'altro, possono stabilire:   criteri generali e procedure per consentire, tenuto conto delle caratteristiche del comparto, la gestione delle eccedenze di personale attraverso il passaggio diretto ad altre amministrazioni nell'ambito della provincia.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i contratti collettivi nazionali, per il caso in cui le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale e, all'esito della procedura in materia di eccedenza di personale e di mobilità collettiva, collochino il personale in disponibilità, tra l'altro:   possono riservare appositi fondi per la riqualificazione professionale del personale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i contratti collettivi nazionali, per il caso in cui le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale e, all'esito della procedura in materia di eccedenza di personale e di mobilità collettiva, collochino il personale in disponibilità, tra l'altro:   possono riservare appositi fondi per favorire forme di incentivazione alla ricollocazione del personale, in particolare mediante mobilità volontaria.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i contratti collettivi:   sono corredati da prospetti contenenti, tra l'altro, l'indicazione della copertura complessiva degli oneri per l'intero periodo di validità contrattuale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i contratti collettivi:   sono corredati da prospetti contenenti, tra l'altro, la quantificazione degli oneri.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i contratti collettivi:   devono prevedere con apposite clausole la possibilità di sospenderne l'esecuzione parziale o totale in caso di accertata esorbitanza dai limiti di spesa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i contratti collettivi:   prevedono con apposite clausole la possibilità di prorogare l'efficacia temporale del contratto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i corsi di formazione per l'assunzione della qualifica di dirigente scolastico possono essere affidati:   ad università, agenzie specializzate ed enti pubblici e privati anche tra loro associati o consorziati.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i criteri di valutazione e di certificazione della qualità di ciascun corso di formazione per l'assunzione della qualifica di dirigente scolastico:   sono definiti con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i criteri per la composizione e la nomina delle commissioni esaminatrici per i concorsi per l'accesso alla qualifica di dirigente nelle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo:   sono definiti con regolamento emanato su proposta del Ministro per la funzione pubblica con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il parere del Consiglio di Stato e sentita la Scuola superiore della pubblica amministrazione, ove si tratti di corso-concorso.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dati relativi alle deleghe per il versamento dei contributi sindacali, necessari allo scopo di accertare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della contrattazione collettiva:   sono trasmessi all'Aran con modalità che garantiscano la riservatezza delle informazioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dati relativi alle deleghe per il versamento dei contributi sindacali, necessari allo scopo di accertare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della contrattazione collettiva:   sono trasmessi all'Aran e le pubbliche amministrazioni hanno l'obbligo di indicare il funzionario responsabile della rilevazione e della trasmissione dei dati.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti delle amministrazioni pubbliche che prestano temporaneamente servizio all'estero presso amministrazioni pubbliche degli Stati membri dell'Unione europea, ovvero di altri Stati con cui l'Italia intrattiene rapporti di collaborazione:   restano a tutti gli effetti dipendenti dell'amministrazione di appartenenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti delle amministrazioni pubbliche possono essere destinati a prestare temporaneamente servizio presso amministrazioni pubbliche degli Stati candidati all'adesione all'Unione europea:   a seguito di appositi accordi di reciprocità stipulati tra le amministrazioni interessate, d'intesa con il Ministero degli affari esteri ed il Dipartimento della funzione pubblica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti delle amministrazioni pubbliche possono essere destinati a prestare temporaneamente servizio presso amministrazioni pubbliche degli Stati membri dell'Unione europea:   a seguito di appositi accordi di reciprocità stipulati tra le amministrazioni interessate, d'intesa con il Ministero degli affari esteri ed il Dipartimento della funzione pubblica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti delle amministrazioni pubbliche possono essere destinati a prestare temporaneamente servizio presso amministrazioni pubbliche di Stati con cui l'Italia intrattiene rapporti di collaborazione:   a seguito di appositi accordi di reciprocità stipulati tra le amministrazioni interessate, d'intesa con il Ministero degli affari esteri ed il Dipartimento della funzione pubblica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti delle amministrazioni pubbliche possono essere destinati a prestare temporaneamente servizio presso gli organismi dell'Unione europea:   a seguito di appositi accordi di reciprocità stipulati tra le amministrazioni interessate, d'intesa con il Ministero degli affari esteri ed il Dipartimento della funzione pubblica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti delle amministrazioni pubbliche possono essere destinati a prestare temporaneamente servizio presso le organizzazioni ed enti internazionali cui l'Italia aderisce:   a seguito di appositi accordi di reciprocità stipulati tra le amministrazioni interessate, d'intesa con il Ministero degli affari esteri ed il Dipartimento della funzione pubblica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni eletti al Parlamento europeo sono collocati in aspettativa senza assegni per la durata del mandato e il periodo di aspettativa:   é utile ai fini dell'anzianità di servizio e del trattamento di quiescenza e di previdenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni eletti al Parlamento europeo sono collocati in aspettativa senza assegni per la durata del mandato:   ma possono optare per la conservazione, in luogo dell'indennità parlamentare, del trattamento economico in godimento presso l'amministrazione di appartenenza, che resta a carico della medesima.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni eletti al Parlamento europeo sono collocati in aspettativa:   all'atto della proclamazione degli eletti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni eletti al Parlamento europeo:   sono collocati in aspettativa senza assegni per la durata del mandato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni eletti al Parlamento nazionale sono collocati in aspettativa senza assegni per la durata del mandato e il periodo di aspettativa:   é utile ai fini dell'anzianità di servizio e del trattamento di quiescenza e di previdenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni eletti al Parlamento nazionale sono collocati in aspettativa senza assegni per la durata del mandato:   ma possono optare per la conservazione, in luogo dell'indennità parlamentare, del trattamento economico in godimento presso l'amministrazione di appartenenza, che resta a carico della medesima.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni eletti al Parlamento nazionale sono collocati in aspettativa:   all'atto della proclamazione degli eletti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni eletti al Parlamento nazionale:   sono collocati in aspettativa senza assegni per la durata del mandato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni eletti nei Consigli regionali sono collocati in aspettativa senza assegni per la durata del mandato e il periodo di aspettativa:   é utile ai fini dell'anzianità di servizio e del trattamento di quiescenza e di previdenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni eletti nei Consigli regionali sono collocati in aspettativa senza assegni per la durata del mandato:   ma possono optare per la conservazione, in luogo dell'indennità corrisposta ai consiglieri regionali, del trattamento economico in godimento presso l'amministrazione di appartenenza, che resta a carico della medesima.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni eletti nei Consigli regionali sono collocati in aspettativa:   all'atto della proclamazione degli eletti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni eletti nei Consigli regionali:   sono collocati in aspettativa senza assegni per la durata del mandato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti pubblici - al di fuori dei casi espressamente previsti - possono svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti dall'amministrazione di appartenenza?   Sì, purché l'amministrazione di appartenenza li abbia previamente autorizzati.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti pubblici non possono svolgereincarichi retribuiti:   che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall'amministrazione di appartenenza, eccettuati i casi previsti dalla legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dipendenti pubblici possono svolgere incarichiretribuiti che non siano stati previamente autorizzati dall'amministrazione di appartenenza?   No, fatta eccezione per i casi previsti dalla legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i dirigenti scolastici sono inquadrati:   in ruoli di dimensione regionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i limiti massimi dei permessi sindacali nel settore pubblico:   sono determinati dalla contrattazione collettiva, in un apposito accordo tra l'Aran e le confederazioni sindacali rappresentative ai sensi di detto decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i limiti massimi delle aspettative sindacali nel settore pubblico:   sono determinati dalla contrattazione collettiva, in un apposito accordo tra l'Aran e le confederazioni sindacali rappresentative ai sensi di detto decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i rapporti sindacali e gli istituti della partecipazione anche con riferimento agli atti interni di organizzazione aventi riflessi sul rapporto di lavoro:   sono disciplinati dai contratti collettivi nazionali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i requisiti di accesso agli impieghi negli enti locali sono disciplinati:   dal regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi di detti enti, nel rispetto dei princìpi fissati nello stesso decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i requisiti ed i limiti di partecipazione al corso concorso selettivo di formazione per il reclutamento dei dirigenti scolastici, per i posti non coerenti con la tipologia del servizio prestato, sono disciplinati:   con decreto ministeriale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i rettori dei convitti nazionali con rapporto di lavoro a tempo indeterminato assumono la qualifica di dirigente:   previa frequenza di appositi corsi di formazione, all'atto della preposizione alle istituzioni scolastiche dotate di autonomia e della personalità giuridica ai sensi di legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i soggetti privati che erogano compensi ai dipendenti pubblici per gli incarichi retribuiti previsti da detto decreto:   sono tenuti a dare comunicazione all'amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi, entro il 30 aprile di ciascun anno, dei compensi erogati nell'anno precedente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i soggetti privati, fatta eccezione per i casi espressamente previsti:   non possono conferire incarichi retribuiti a dipendenti pubblici senza la previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i soggetti pubblici che erogano compensi ai dipendenti pubblici per gli incarichi retribuiti indicati in detto decreto:   sono tenuti a dare comunicazione all'amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi, entro il 30 aprile di ciascun anno, dei compensi erogati nell'anno precedente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i soggetti pubblici o privati che erogano compensi ai dipendenti pubblici per gli incarichi retribuiti indicati in detto decreto sono tenuti a dare comunicazione all'amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi, entro il 30 aprile di ciascun anno, dei compensi erogati nell'anno precedente?   Sì.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i vicerettori dei convitti nazionali con rapporto di lavoro a tempo indeterminato assumono la qualifica di dirigente:   previa frequenza di appositi corsi di formazione, all'atto della preposizione alle istituzioni scolastiche dotate di autonomia e della personalità giuridica ai sensi di legge, salvaguardando, per quanto possibile, la titolarità della sede di servizio.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i vincitori del concorso per esami per l'accesso alla qualifica di dirigente di ruolo nelle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, anteriormente al conferimento del primo incarico dirigenziale, frequentano un ciclo di attività formative organizzato dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione:   che può comprendere anche l'applicazione presso amministrazioni italiane e straniere, enti o organismi internazionali, istituti o aziende pubbliche o private.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, i vincitori del concorso per esami per l'accesso alla qualifica di dirigente di ruolo nelle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo:   anteriormente al conferimento del primo incarico dirigenziale, frequentano un ciclo di attività formative organizzato dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il capo della struttura in cui il dipendente pubblico lavora può adottare nei confronti di quest'ultimo il provvedimento disciplinare del rimprovero verbale, senza previa tempestiva contestazione scritta?   Sì.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il capo della struttura in cui il dipendente pubblico lavora può applicare sanzioni disciplinari al dipendente pubblico che lavora presso di essa?   Sì, quando le sanzioni da applicare siano rimprovero verbale e censura.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione definisce i modelli ed i sistemi informativi utili alla interconnessione tra le amministrazioni pubbliche:   ai fini della trasparenza e rapidità del procedimento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é definito dal Dipartimento della funzione pubblica, sentite le confederazioni sindacali rappresentative:   anche in relazione alle necessarie misure organizzative da adottare al fine di assicurare la qualità dei servizi che le amministrazioni pubbliche rendono ai cittadini.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é definito dal Dipartimento della funzione pubblica, sentite le confederazioni sindacali rappresentative:   ed é pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e consegnato al dipendente all'atto dell'assunzione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é definito:   dal Dipartimento della funzione pubblica, sentite le confederazioni sindacali rappresentative.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il codice etico per ciascuna magistratura:   é adottato dagli organi delle associazioni di categoria, e sottoposto all'adesione degli appartenenti alla magistratura interessata; in mancanza, é adottato dall'organo di autogoverno.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il comitato direttivo dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran é costituito da cinque componenti che devono essere scelti:   tra esperti di riconosciuta competenza in materia di relazioni sindacali e di gestione del personale, anche estranei alla pubblica amministrazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il comitato direttivo dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran é costituito da cinque componenti ed é presieduto:   da uno dei tre componenti designati dal Presidente del Consiglio dei ministri, sentita la Conferenza unificata Stato-Regioni e Stato-città.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il comitato direttivo dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran é costituito da cinque componenti:   e non possono farne parte persone che rivestano incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali ovvero che ricoprano rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il comitato direttivo dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran:   dura in carica quattro anni ed i suoi componenti possono essere riconfermati.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il comitato direttivo dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran:   é costituito da cinque componenti ed é nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il comitato paritetico istituito presso l'Aran, al quale spetta procedere alla verifica dei dati associativi e dei dati elettorali necessari ad accertare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della contrattazione collettiva:   può deliberare che non siano prese in considerazione, ai fini della misurazione del dato associativo, le deleghe a favore di organizzazioni sindacali che richiedano ai lavoratori un contributo economico inferiore ad un determinato importo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il comitato paritetico istituito presso l'Aran, al quale spetta procedere alla verifica dei dati associativi e dei dati elettorali necessari ad accertare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della contrattazione collettiva:   delibera sulle contestazioni relative alla rilevazione delle deleghe.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il comitato paritetico istituito presso l'Aran, al quale spetta procedere alla verifica dei dati associativi e dei dati elettorali necessari ad accertare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della contrattazione collettiva, delibera sulle contestazioni relative alla rilevazione delle deleghe:   e, qualora vi sia dissenso, la deliberazione é adottata su conforme parere del Cnel, che lo emana entro quindici giorni dalla richiesta.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il comitato paritetico istituito presso l'Aran, al quale spetta procedere alla verifica dei dati associativi e dei dati elettorali necessari ad accertare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della contrattazione collettiva, delibera sulle contestazioni relative alla rilevazione dei voti:   e, qualora vi sia dissenso, la deliberazione é adottata su conforme parere del Cnel, che lo emana entro quindici giorni dalla richiesta.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il comitato paritetico istituito presso l'Aran, al quale spetta procedere alla verifica dei dati associativi e dei dati elettorali necessari ad accertare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della contrattazione collettiva:   delibera sulle contestazioni relative alla rilevazione dei voti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il comitato paritetico istituito presso l'Aran, al quale spetta procedere alla verifica dei dati associativi e dei dati elettorali necessari ad accertare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della contrattazione collettiva, delibera sulle contestazioni relative alla rilevazione delle deleghe:   e, quando la contestazione sia avanzata da un soggetto sindacale non rappresentato nel comitato, la deliberazione é adottata su conforme parere del Cnel, che lo emana entro quindici giorni dalla richiesta.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il comitato paritetico istituito presso l'Aran, al quale spetta procedere alla verifica dei dati associativi e dei dati elettorali necessari ad accertare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della contrattazione collettiva, delibera sulle contestazioni relative alla rilevazione dei voti:   e, quando la contestazione sia avanzata da un soggetto sindacale non rappresentato nel comitato, la deliberazione é adottata su conforme parere del Cnel, che lo emana entro quindici giorni dalla richiesta.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il comitato paritetico istituito presso l'Aran, al quale spetta procedere alla verifica dei dati associativi e dei dati elettorali necessari ad accertare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della contrattazione collettiva, delibera sulle contestazioni relative alla rilevazione dei voti e delle deleghe:   e, ai fini delle deliberazioni, l'Aran e le organizzazioni sindacali rappresentate nel comitato votano separatamente e il voto delle seconde é espresso dalla maggioranza dei rappresentanti presenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il conferimento ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni di incarichi non compresi nei compiti e doveri di ufficio:   qualora sia operato direttamente dall'amministrazione é disposto dagli organi competenti, secondo criteri oggettivi e predeterminati, che tengano conto, tra l'altro, della specifica professionalità.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il conferimento ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni di incarichi non compresi nei compiti e doveri di ufficio:   qualora sia operato direttamente dall'amministrazione é disposto dagli organi competenti, secondo criteri oggettivi e predeterminati, che, tra l'altro, devono essere tali da escludere casi di incompatibilità, sia di diritto che di fatto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il Dipartimento della funzione pubblica deve riferire al Parlamento sui dati raccolti in ordine agli incarichi retribuiti conferiti ai dipendenti pubblici dalle amministrazioni pubbliche?   Sì, entro il 31 dicembre di ciascun anno.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il Dipartimento della funzione pubblica, entro il 31 dicembre di ciascun anno, nel riferire al Parlamento sui dati raccolti in ordine agli incarichi retribuiti conferiti ai dipendenti pubblici:   formula proposte per il contenimento della spesa per gli incarichi e per la razionalizzazione dei criteri di attribuzione degli stessi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il Dipartimento della funzione pubblica, nel riferire entro il 31 dicembre di ciascun anno al Parlamento sui dati raccolti in ordine agli incarichi retribuiti conferiti ai dipendenti pubblici, può formulare proposte?   Sì, e le proposte possono concernere il contenimento della spesa per gli incarichi e per la razionalizzazione dei criteri di attribuzione degli incarichi stessi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il dipendente di un'amministrazione pubblica al quale sia contestato un addebito disciplinare, quando viene sentito a sua difesa:   può avvalersi dell'eventuale assistenza di un procuratore ovvero di un rappresentante dell'associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il dirigente scolastico:   presenta periodicamente al consiglio di circolo o al consiglio di istituto una motivata relazione sulla direzione e il coordinamento dell'attività organizzativa ed amministrativa, al fine di garantire la più ampia informazione e un efficace raccordo per l'esercizio delle competenze degli organi della istituzione scolastica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il dirigente scolastico:   presenta periodicamente al consiglio di circolo o al consiglio di istituto una motivata relazione sulla direzione e il coordinamento dell'attività formativa, al fine di garantire la più ampia informazione e un efficace raccordo per l'esercizio delle competenze degli organi della istituzione scolastica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il dirigente scolastico:   assicura la gestione unitaria dell'istituzione, ne ha la legale rappresentanza, é responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, adito per la decisione delle controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, qualora venga in questione un atto amministrativo presupposto:   quando quest'ultimo sia rilevante ai fini della decisione, lo disapplica, se illegittimo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, adito per la decisione di una controversia relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, può adottare provvedimenti di condanna nei confronti di quest'ultima?   Sì, può adottare tutti i provvedimenti di condanna richiesti dalla natura dei diritti tutelati.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, adito per la decisione di una controversia relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione:   adotta, nei confronti della pubblica amministrazione, tutti i provvedimenti di accertamento richiesti dalla natura dei diritti tutelati.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, adito per la decisione di una controversia relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, può adottare provvedimenti di accertamento nei confronti di quest'ultima?   Sì, può adottare tutti i provvedimenti di accertamento richiesti dalla natura dei diritti tutelati.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, adito per la decisione di una controversia relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione:   adotta, nei confronti della pubblica amministrazione, tutti i provvedimenti di condanna richiesti dalla natura dei diritti tutelati.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, adito per la decisione di una controversia relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, può adottare provvedimenti costitutivi nei confronti di quest'ultima?   Sì, può adottare tutti i provvedimenti costitutivi richiesti dalla natura dei diritti tutelati.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, adito per la decisione di una controversia relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione:   adotta, nei confronti della pubblica amministrazione, tutti i provvedimenti costitutivi richiesti dalla natura dei diritti tutelati.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, quando per la definizione di una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione é necessario risolvere in via pregiudiziale una questione concernente la validità delle clausole di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran ai sensi della procedura prevista da detto decreto legislativo:   con ordinanza non impugnabile indica la questione da risolvere e fissa una nuova udienza di discussione non prima di centoventi giorni, disponendo la comunicazione dell'ordinanza, del ricorso introduttivo e della memoria difensiva all'Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, quando per la definizione di una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione é necessario risolvere in via pregiudiziale una questione concernente la validità delle clausole di un accordo collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran ai sensi della procedura prevista da detto decreto legislativo:   con ordinanza non impugnabile indica la questione da risolvere e fissa una nuova udienza di discussione non prima di centoventi giorni, disponendo la comunicazione dell'ordinanza, del ricorso introduttivo e della memoria difensiva all'Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, quando per la definizione di una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione é necessario risolvere in via pregiudiziale una questione concernente l'efficacia delle clausole di un accordo collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran ai sensi della procedura prevista da detto decreto legislativo:   con ordinanza non impugnabile indica la questione da risolvere e fissa una nuova udienza di discussione non prima di centoventi giorni, disponendo la comunicazione dell'ordinanza, del ricorso introduttivo e della memoria difensiva all'Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, quando per la definizione di una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione é necessario risolvere in via pregiudiziale una questione concernente l'interpretazione delle clausole di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran ai sensi della procedura prevista da detto decreto legislativo:   con ordinanza non impugnabile indica la questione da risolvere e fissa una nuova udienza di discussione non prima di centoventi giorni, disponendo la comunicazione dell'ordinanza, del ricorso introduttivo e della memoria difensiva all'Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, quando per la definizione di una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione é necessario risolvere in via pregiudiziale una questione concernente l'efficacia delle clausole di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran ai sensi della procedura prevista da detto decreto legislativo:   con ordinanza non impugnabile indica la questione da risolvere e fissa una nuova udienza di discussione non prima di centoventi giorni, disponendo la comunicazione dell'ordinanza, del ricorso introduttivo e della memoria difensiva all'Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, quando per la definizione di una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione é necessario risolvere in via pregiudiziale una questione concernente l'interpretazione delle clausole di un accordo collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran ai sensi della procedura prevista da detto decreto legislativo:   con ordinanza non impugnabile indica la questione da risolvere e fissa una nuova udienza di discussione non prima di centoventi giorni, disponendo la comunicazione dell'ordinanza, del ricorso introduttivo e della memoria difensiva all'Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro competente, entro dieci giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio, anche sulla base delle proposte dei dirigenti degli uffici dirigenziali generali:   definisce obiettivi, priorità, piani e programmi da attuare ed emana le conseguenti direttive generali per l'attività amministrativa e per la gestione delle amministrazioni dello Stato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro può adottare atti di competenza dei dirigenti?   No.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro può adottare provvedimenti di competenza dei dirigenti?   No.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro può avocare a sé i provvedimenti di competenza dei dirigenti?   No.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro può riservare a sé gli atti di competenza dei dirigenti?   No.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro può riservare a sé i provvedimenti di competenza dei dirigenti?   No.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro, in caso di grave inosservanza delle direttive generali da parte del dirigente competente, che determinano pregiudizio per l'interesse pubblico:   può nominare, salvi i casi di urgenza previa contestazione, un commissario ad acta, dando comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri del relativo provvedimento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro, in caso di inerzia da parte di un dirigente nell'adozione di atti di competenza di quest'ultimo, può fissare un termine perentorio entro il quale essi devono essere adottati e, qualora l'inerzia permanga:   può nominare, salvi i casi di urgenza previa contestazione, un commissario ad acta, dando comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri del relativo provvedimento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro, in caso di inerzia da parte di un dirigente nell'adozione di atti di competenza di quest'ultimo, può fissare un termine perentorio entro il quale essi devono essere adottati e, qualora l'inerzia permanga:   può nominare, previa contestazione salvi i casi di urgenza, un commissario ad acta, dando comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri del relativo provvedimento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro, in caso di inerzia da parte di un dirigente nell'adozione di atti di competenza di quest'ultimo:   può fissare un termine perentorio entro il quale il dirigente deve adottare gli atti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro, in caso di inerzia da parte di un dirigente nell'adozione di provvedimenti di competenza di quest'ultimo, può fissare un termine perentorio entro il quale essi devono essere adottati e, qualora l'inerzia permanga:   può nominare, salvi i casi di urgenza previa contestazione, un commissario ad acta, dando comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri del relativo provvedimento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro, in caso di inerzia da parte di un dirigente nell'adozione di provvedimenti di competenza di quest'ultimo:   può fissare un termine perentorio entro il quale il dirigente deve adottare i provvedimenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro, in caso di ritardo da parte di un dirigente nell'adozione di atti di competenza di quest'ultimo:   può fissare un termine perentorio entro il quale il dirigente deve adottare gli atti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro, in caso di ritardo da parte di un dirigente nell'adozione di provvedimenti di competenza di quest'ultimo:   può fissare un termine perentorio entro il quale il dirigente deve adottare i provvedimenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro:   non può revocare gli atti di competenza dei dirigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro:   non può avocare a sé gli atti di competenza dei dirigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro:   non può riservare a sé i provvedimenti di competenza dei dirigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro:   non può riservare a sé gli atti di competenza dei dirigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro:   non può revocare i provvedimenti di competenza dei dirigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro:   non può avocare a sé i provvedimenti di competenza dei dirigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro:   non può avocare a sé o altrimenti adottare gli atti di competenza dei dirigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro:   non può riformare i provvedimenti di competenza dei dirigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro:   non può avocare a sé o altrimenti adottare i provvedimenti di competenza dei dirigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ministro:   non può riformare gli atti di competenza dei dirigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza mediante un corso concorso selettivo di formazione al quale é ammesso:   il personale docente ed educativo delle istituzioni statali che abbia maturato, dopo la nomina in ruolo, un servizio effettivamente prestato di almeno sette anni con possesso di laurea, nei rispettivi settori formativi, fatta salva la specifica disciplina stabilita in ordine ai requisiti ed ai limiti di partecipazione per posti non coerenti con la tipologia del servizio prestato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza mediante un corso concorso selettivo di formazione e al concorso di ammissione accedono:   coloro che superano la selezione per titoli disciplinata dal bando di concorso.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza mediante un corso concorso selettivo di formazione e il periodo di formazione:   comprende periodi di tirocinio ed esperienze presso enti e istituzioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza mediante un corso concorso selettivo di formazione e sono ammessi al periodo di formazione:   i candidati utilmente inseriti nella graduatoria del concorso di ammissione entro il limite del numero dei posti messi a concorso, a norma del medesimo decreto, rispettivamente per la scuola elementare e media, per la scuola secondaria superiore e per le istituzioni educative, maggiorati del dieci per cento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza mediante un corso concorso selettivo di formazione:   che si articola in una selezione per titoli, in un concorso di ammissione, in un periodo di formazione e in un esame finale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza mediante un corso concorso selettivo di formazione:   indetto con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca scientifica, svolto in sede regionale con cadenza periodica, comprensivo di moduli di formazione comune e di moduli di formazione specifica per la scuola elementare e media, per la scuola secondaria superiore e per gli istituti educativi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il responsabile dell'ufficio per le relazioni con il pubblico e il personale da lui indicato, tra l'altro:   possono promuovere iniziative volte, anche con il supporto delle procedure informatiche, al miglioramento dei servizi per il pubblico.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il responsabile dell'ufficio per le relazioni con il pubblico e il personale da lui indicato, tra l'altro:   possono promuovere iniziative volte, anche con il supporto delle procedure informatiche, alla semplificazione e all'accelerazione delle procedure.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il responsabile dell'ufficio per le relazioni con il pubblico e il personale da lui indicato, tra l'altro:   possono promuovere iniziative volte all'incremento delle modalità di accesso informale alle informazioni in possesso dell'amministrazione e ai documenti amministrativi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ruolo dei dirigenti delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo:   è articolato in due fasce, ed è istituito in ogni amministrazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il ruolo unico dei dirigenti delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, é istituito:   presso ogni amministrazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il trattamento economico accessorio dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni:   é definito dai contratti collettivi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il trattamento economico accessorio, da corrispondere mensilmente, a fronte delle responsabilità, degli obblighi di reperibilità e di disponibilità ad orari disagevoli, ai dipendenti assegnati agli uffici dei Ministri e dei Sottosegretari di Stato:   é stabilito con decreto adottato dall'autorità di governo competente, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, determinato senza aggravi di spesa e, per il personale disciplinato dai contratti collettivi nazionali di lavoro, fino ad una specifica disciplina contrattuale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, il trattamento economico fondamentale dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni:   é definito dai contratti collettivi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in caso di inosservanza da parte dei dipendenti pubblici del divieto di svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall'amministrazione di appartenenza, il compenso dovuto per le prestazioni eventualmente svolte:   deve essere versato nel conto dell'entrata del bilancio dell'amministrazione di appartenenza, salve le più gravi sanzioni e ferma restando la responsabilità disciplinare.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in caso di inosservanza da parte dei dipendenti pubblici del divieto di svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall'amministrazione di appartenenza, il versamento a quest'ultima da parte del dipendente del compenso dovuto esclude la responsabilità disciplinare?   No.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in caso di inosservanza da parte dei dipendenti pubblici del divieto di svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall'amministrazione di appartenenza:   il compenso dovuto per le prestazioni eventualmente svolte deve essere versato nel conto dell'entrata del bilancio dell'amministrazione di appartenenza del dipendente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in caso di inosservanza da parte dei dipendenti pubblici del divieto di svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall'amministrazione di appartenenza, il compenso dovuto per le prestazioni eventualmente svolte deve essere versato nel conto dell'entrata del bilancio dell'amministrazione di appartenenza del dipendente:   a cura dell'erogante o, in difetto, del percettore.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in caso di inosservanza da parte dei dipendenti pubblici del divieto di svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall'amministrazione di appartenenza, il compenso dovuto per le prestazioni eventualmente svolte deve essere versato nel conto dell'entrata del bilancio dell'amministrazione di appartenenza del dipendente:   per essere destinato ad incremento del fondo di produttività o di fondi equivalenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in caso di verifica positiva dell'efficacia dell'applicazione delle iniziative promosse al fine di migliorare i servizi per il pubblico dal responsabile dell'ufficio per le relazioni con il pubblico ovvero dal personale da lui indicato:   il relativo riconoscimento costituisce titolo autonomamente valutabile in concorsi pubblici e nella progressione in carriera del dipendente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in caso di verifica positiva dell'efficacia dell'applicazione delle iniziative promosse al fine di migliorare i servizi per il pubblico e di semplificare e accelerare le procedure, gli organi di vertice dell'amministrazione:   trasmettono le iniziative riconosciute efficaci al Dipartimento della funzione pubblica, ai fini di una adeguata pubblicizzazione delle stesse.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in occasione delle trattative per la stipulazione dei contratti collettivi nazionali:   l'Aran informa costantemente i comitati di settore e il Governo sullo svolgimento delle trattative.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in pendenza del giudizio davanti alla Corte di cassazione sul ricorso immediato avverso la sentenza con la quale il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, nella causa avente ad oggetto una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, ha deciso la sola questione pregiudiziale concernente la validità di una clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran:   possono essere sospesi i processi la cui definizione dipende dalla risoluzione della medesima questione sulla quale la Corte é chiamata a pronunciarsi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in sede di individuazione dei comparti della contrattazione collettiva:   i dirigenti costituiscono un'area autonoma relativamente a uno o più comparti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti della amministrazioni pubbliche, in riferimento alla disciplina delle mansioni alle quali deve essere adibito il prestatore di lavoro, si considera svolgimento di mansioni superiori:   soltanto l'attribuzione in modo prevalente, sotto il profilo qualitativo, quantitativo e temporale, dei compiti propri di dette mansioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, il prestatore di lavoro può essere adibito a mansioni diverse da quelle per le quali é stato assunto?   Sì, può essere adibito, tra l'altro, a quelle considerate equivalenti nell'ambito della classificazione professionale prevista dai contratti collettivi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, il prestatore di lavoro può essere adibito a mansioni diverse da quelle per le quali é stato assunto?   Sì, può essere adibito, tra l'altro, alle mansioni corrispondenti alla qualifica superiore che abbia successivamente acquisito per effetto dello sviluppo professionale o di procedure concorsuali o selettive.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, il prestatore di lavoro può essere adibito a mansioni proprie della qualifica immediatamente superiore?   Sì, per obiettive esigenze di servizio e, tra l'altro, nel caso di sostituzione di altro dipendente assente con diritto alla conservazione del posto, con esclusione dell'assenza per ferie, per la durata dell'assenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, il prestatore di lavoro può essere adibito a mansioni proprie della qualifica immediatamente superiore?   Sì, per obiettive esigenze di servizio e, tra l'altro, nel caso di vacanza di posto in organico e per il periodo massimo stabilito dalla legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, il prestatore di lavoro può essere adibito a mansioni proprie della qualifica immediatamente superiore:   per obiettive esigenze di servizio e, tra l'altro, nel caso di vacanza di posto in organico, per la durata massima espressamente prevista.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, il prestatore di lavoro può essere adibito a mansioni proprie della qualifica immediatamente superiore per obiettive esigenze di servizio e, tra l'altro, nel caso di vacanza di posto in organico:   per non più di sei mesi, prorogabili fino a dodici qualora siano state avviate le procedure per la copertura dei posti vacanti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, il prestatore di lavoro può essere adibito a mansioni proprie della qualifica immediatamente superiore per obiettive esigenze di servizio e, tra l'altro:   nel caso di sostituzione di altro dipendente assente con diritto alla conservazione del posto, con esclusione dell'assenza per ferie, per la durata dell'assenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, il prestatore di lavoro può essere adibito a mansioni proprie della qualifica immediatamente superiore per obiettive esigenze di servizio e, tra l'altro, nel caso di sostituzione di altro dipendente assente con diritto alla conservazione del posto:   per la durata dell'assenza, con esclusione dell'assenza per ferie.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, il prestatore di lavoro può essere adibito ad esercitare mansioni corrispondenti alla qualifica superiore a quella per la quale é stato assunto?   Sì, purché tali mansioni siano corrispondenti alla qualifica superiore che egli abbia successivamente acquisito, tra l'altro, per effetto dello sviluppo professionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, il prestatore di lavoro:   deve essere adibito alle mansioni per le quali é stato assunto o alle mansioni considerate equivalenti nell'ambito della classificazione professionale prevista dai contratti collettivi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, il prestatore di lavoro:   deve essere adibito alle mansioni per le quali é stato assunto ovvero a quelle corrispondenti alla qualifica superiore che abbia successivamente acquisito, tra l'altro, per effetto di procedure concorsuali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, il prestatore di lavoro:   deve essere adibito alle mansioni per le quali é stato assunto ovvero a quelle corrispondenti alla qualifica superiore che abbia successivamente acquisito, tra l'altro, per effetto dello sviluppo professionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, il prestatore di lavoro:   può essere adibito a mansioni proprie della qualifica immediatamente superiore per obiettive esigenze di servizio ed in presenza delle ulteriori condizioni stabilite dalla legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, il prestatore di lavoro:   deve essere adibito alle mansioni per le quali é stato assunto o alle mansioni considerate equivalenti nell'ambito della classificazione professionale prevista dai contratti collettivi ovvero a quelle corrispondenti alla qualifica superiore che abbia successivamente acquisito, tra l'altro, per effetto di procedure selettive.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, il prestatore di lavoro:   deve essere adibito alle mansioni per le quali é stato assunto o alle mansioni considerate equivalenti nell'ambito della classificazione professionale prevista dai contratti collettivi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, in quale dei seguenti casi il prestatore di lavoro può essere adibito ad esercitare mansioni corrispondenti alla qualifica superiore a quella per la quale é stato assunto?   Nel caso in cui tali mansioni siano corrispondenti alla qualifica superiore che egli abbia successivamente acquisito, tra l'altro, per effetto di procedure selettive.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, in quale dei seguenti casi il prestatore di lavoro può essere adibito ad esercitare mansioni corrispondenti alla qualifica superiore a quella per la quale é stato assunto?   Nel caso in cui tali mansioni siano corrispondenti alla qualifica superiore che egli abbia successivamente acquisito, tra l'altro, per effetto di procedure concorsuali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, in riferimento alla disciplina delle mansioni alle quali deve essere adibito il prestatore di lavoro, si considera svolgimento di mansioni superiori l'attribuzione dei compiti propri di dette mansioni?   Sì, qualora l'attribuzione di detti compiti sia effettuata in modo prevalente, sotto il profilo qualitativo, quantitativo e temporale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, l'esercizio di fatto di mansioni non corrispondenti alla qualifica di appartenenza ha effetto ai fini dell'inquadramento del lavoratore o dell'assegnazione di incarichi di direzione?   No.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, l'esercizio di fatto di mansioni non corrispondenti alla qualifica di appartenenza:   non ha effetto, tra l'altro, ai fini dell'inquadramento del lavoratore.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, in tema di rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, l'esercizio di fatto di mansioni non corrispondenti alla qualifica di appartenenza:   non ha effetto, tra l'altro, ai fini dell'assegnazione di incarichi di direzione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la contestazione dell'addebito disciplinare ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche é effettuata:   dall'ufficio competente per i procedimenti disciplinari, individuato da ciascuna amministrazione, secondo il proprio ordinamento, e, quando le sanzioni da applicare siano rimprovero verbale e censura, il capo della struttura in cui il dipendente lavora provvede direttamente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la contrattazione collettiva integrativa si svolge nei limiti:   stabiliti dai contratti collettivi nazionali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la contrattazione collettiva integrativa si svolge sulle materie:   stabilite dai contratti collettivi nazionali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la contrattazione collettiva integrativa si svolge tra i soggetti previsti:   dai contratti collettivi nazionali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la contrattazione collettiva si svolge:   su tutte le materie relative al rapporto di lavoro ed alle relazioni sindacali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la contrattazione collettiva, tra l'altro, disciplina:   in coerenza con il settore privato, la durata dei contratti collettivi nazionali e integrativi, la struttura contrattuale e i rapporti tra i diversi livelli.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la contrattazione collettiva, tra l'altro, disciplina:   in coerenza con il settore privato, la durata dei contratti collettivi nazionali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la contrattazione collettiva, tra l'altro, disciplina:   in coerenza con il settore privato, la durata dei contratti collettivi integrativi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la contrattazione collettiva, tra l'altro, si svolge:   su tutte le materie relative al rapporto di lavoro.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la Corte dei conti, anche nelle sue articolazioni regionali di controllo, verifica periodicamente gli andamenti della spesa per il personale delle pubbliche amministrazioni, utilizzando, per ciascun comparto, insiemi significativi di amministrazioni e, a tal fine:   può avvalersi degli organi e degli esperti espressamente indicati in detto decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la Corte dei conti:   anche nelle sue articolazioni regionali di controllo, verifica periodicamente gli andamenti della spesa per il personale delle pubbliche amministrazioni, utilizzando, per ciascun comparto, insiemi significativi di amministrazioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la Corte dei conti:   riferisce annualmente al Parlamento sulla gestione delle risorse finanziarie destinate al personale del settore pubblico.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la direzione degli istituti superiori per le industrie artistiche:   é equiparata alla dirigenza dei capi di istituto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la direzione dei conservatori di musica:   é equiparata alla dirigenza dei capi di istituto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la direzione delle accademie di belle arti:   é equiparata alla dirigenza dei capi di istituto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la direzione delle accademie nazionali di arte drammatica e di danza:   é equiparata alla dirigenza dei capi di istituto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la domanda giudiziale che promuove una controversia individuale concernente un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione devoluta al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro:   diventa procedibile trascorsi novanta giorni dalla promozione del tentativo obbligatorio di conciliazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la gestione finanziaria dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran:   é soggetta al controllo consuntivo della Corte dei conti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la graduazione delle funzioni e responsabilità ai fini del trattamento economico accessorio del personale con qualifica di dirigente é definita con decreto ministeriale per le amministrazioni dello Stato e con provvedimenti dei rispettivi organi di governo per le altre amministrazioni o enti:   ferma restando comunque l'osservanza dei criteri e dei limiti delle compatibilità finanziarie fissate dal Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori) si applica alle pubbliche amministrazioni?   Sì, a prescindere dal numero dei dipendenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori):   si applica alle pubbliche amministrazioni a prescindere dal numero dei dipendenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la materia dei contratti di formazione e lavoro nelle pubbliche amministrazioni:   é disciplinata dai contratti collettivi nazionali, in applicazione delle leggi che la regolamentano.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la materia dei contratti di lavoro a tempo determinato nelle pubbliche amministrazioni:   é disciplinata dai contratti collettivi nazionali, in applicazione delle leggi che la regolamentano.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la materia dei rapporti formativi e della fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo:   é disciplinata dai contratti collettivi nazionali, in applicazione delle leggi che la regolamentano.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la raccolta dei dati sui voti allo scopo di accertare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della contrattazione collettiva:   é assicurata dall'Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la raccolta dei dati sulle deleghe per il versamento dei contributi sindacali allo scopo di accertare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della contrattazione collettiva:   é assicurata dall'Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la sanzione disciplinare applicabile al dipendente di un'amministrazione pubblica può essere ridotta:   con il consenso del dipendente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la sanzione disciplinare applicabile al dipendente di un'amministrazione pubblica può essere ridotta?   Sì, con il consenso del dipendente, ma in tal caso non é suscettibile di impugnazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la sanzione disciplinare applicata al dipendente di un'amministrazione pubblica non é più suscettibile di impugnazione:   qualora, con il consenso del dipendente, sia stata applicata in misura ridotta.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la sentenza con la quale il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, nel giudizio avente ad oggetto una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, decide la sola questione pregiudiziale concernente l'efficacia della clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran:   é impugnabile soltanto con ricorso immediato per cassazione, proposto nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione dell'avviso di deposito della sentenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la sentenza con la quale il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, nel giudizio avente ad oggetto una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, decide la sola questione pregiudiziale concernente la validità della clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran:   é impugnabile soltanto con ricorso immediato per cassazione, proposto nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione dell'avviso di deposito della sentenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la sentenza con la quale il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, nel giudizio avente ad oggetto una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, decide la sola questione pregiudiziale concernente l'interpretazione della clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran:   é impugnabile soltanto con ricorso immediato per cassazione, proposto nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione dell'avviso di deposito della sentenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la sentenza della Corte di cassazione che accoglie il ricorso immediato proposto avverso la sentenza con la quale il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, nel giudizio concernente una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, decide la sola questione pregiudiziale concernente l'efficacia della clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran:   conserva i suoi effetti in caso di estinzione del processo di merito, per qualsiasi causa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la sentenza della Corte di cassazione che accoglie il ricorso immediato proposto avverso la sentenza con la quale il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, nel giudizio concernente una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, decide la sola questione pregiudiziale concernente l'interpretazione della clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran:   conserva i suoi effetti in caso di estinzione del processo di merito, per qualsiasi causa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la sentenza della Corte di cassazione che accoglie il ricorso immediato proposto avverso la sentenza con la quale il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, nel giudizio concernente una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, decide la sola questione pregiudiziale concernente la validità della clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran:   conserva i suoi effetti in caso di estinzione del processo di merito, per qualsiasi causa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la sottoscrizione dei contratti collettivi da parte dell'Aran richiede la previa verifica che le organizzazioni sindacali che aderiscono all'ipotesi di accordo rappresentino una determinata percentuale degli appartenenti al comparto?   Sì.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la verifica dei dati associativi e dei dati elettorali necessari ad accertare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della contrattazione collettiva:   é svolta da un comitato paritetico istituito presso l'Aran, al quale partecipano le organizzazioni sindacali ammesse alla contrattazione collettiva nazionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, la violazione di disposizioni imperative riguardanti l'assunzione o l'impiego di lavoratori da parte delle pubbliche amministrazioni:   non può comportare la costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato con le medesime pubbliche amministrazioni, ferma restando ogni responsabilità e sanzione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran per la sua attività si avvale:   delle risorse derivanti da contributi posti a carico delle singole amministrazioni dei vari comparti, corrisposti in misura fissa per dipendente in servizio e di quote per l'assistenza alla contrattazione integrativa e per le altre prestazioni eventualmente richieste, poste a carico dei soggetti che se ne avvalgano.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran, per il proprio funzionamento può avvalersi di personale proveniente dalle pubbliche amministrazioni rappresentate:   in posizione di comando o collocato fuori ruolo ed i dipendenti comandati o collocati fuori ruolo conservano lo stato giuridico ed il trattamento economico delle amministrazioni di provenienza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran, per il proprio funzionamento, tra l'altro:   può utilizzare, sulla base di apposite intese, anche personale direttamente messo a disposizione dalle amministrazioni e dagli enti rappresentati, con oneri a carico di questi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran, tra l'altro:   esercita a livello nazionale, in base agli indirizzi ricevuti dai comitati di settore, ogni attività relativa alla assistenza delle pubbliche amministrazioni ai fini dell'uniforme applicazione dei contratti collettivi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran, tra l'altro:   esercita a livello nazionale, in base agli indirizzi ricevuti dai comitati di settore, ogni attività relativa alla negoziazione dei contratti collettivi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran, tra l'altro:   esercita a livello nazionale, in base agli indirizzi ricevuti dai comitati di settore, ogni attività relativa alle relazioni sindacali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran:   ha personalità giuridica di diritto pubblico.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran:   ha autonomia organizzativa e contabile nei limiti del proprio bilancio.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'Aran ammette alla contrattazione collettiva nazionale le organizzazioni sindacali che abbiano nel comparto o nell'area una rappresentatività non inferiore al cinque per cento:   considerando a tal fine la media tra il dato associativo e il dato elettorale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'Aran ammette alla contrattazione collettiva nazionale le organizzazioni sindacali che abbiano nel comparto o nell'area una rappresentatività non inferiore al cinque per cento, considerando a tal fine la media tra il dato associativo e il dato elettorale:   ed il dato associativo é espresso dalla percentuale delle deleghe per il versamento dei contributi sindacali rispetto al totale delle deleghe rilasciate nell'ambito considerato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'Aran ammette alla contrattazione collettiva nazionale le organizzazioni sindacali che abbiano nel comparto o nell'area una rappresentatività non inferiore al cinque per cento, considerando a tal fine la media tra il dato associativo e il dato elettorale:   ed il dato elettorale é espresso dalla percentuale dei voti ottenuti nelle elezioni delle rappresentanze unitarie del personale, rispetto al totale dei voti espressi nell'ambito considerato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'Aran ammette alla contrattazione collettiva nazionale:   le organizzazioni sindacali che abbiano nel comparto o nell'area una rappresentatività non inferiore al cinque per cento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'Aran ammette alla contrattazione collettiva per la stipulazione degli accordi o contratti collettivi che definiscono i comparti o le aree:   le confederazioni sindacali alle quali, in almeno due comparti o due aree contrattuali, siano affiliate organizzazioni sindacali che abbiano una rappresentatività non inferiore al cinque per cento, considerando a tal fine la media tra il dato associativo e il dato elettorale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'Aran ammette alla contrattazione collettiva per la stipulazione degli accordi o contratti collettivi che modificano i comparti o le aree:   le confederazioni sindacali alle quali, in almeno due comparti o due aree contrattuali, siano affiliate organizzazioni sindacali che abbiano una rappresentatività non inferiore al cinque per cento, considerando a tal fine la media tra il dato associativo e il dato elettorale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'Aran ammette alla contrattazione collettiva per la stipulazione degli accordi o contratti collettivi che regolano istituti comuni a tutte le pubbliche amministrazioni:   le confederazioni sindacali alle quali, in almeno due comparti o due aree contrattuali, siano affiliate organizzazioni sindacali che abbiano una rappresentatività non inferiore al cinque per cento, considerando a tal fine la media tra il dato associativo e il dato elettorale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'Aran ammette alla contrattazione collettiva per la stipulazione degli accordi o contratti collettivi riguardanti più comparti:   le confederazioni sindacali alle quali, in almeno due comparti o due aree contrattuali, siano affiliate organizzazioni sindacali che abbiano una rappresentatività non inferiore al cinque per cento, considerando a tal fine la media tra il dato associativo e il dato elettorale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'Aran sottoscrive i contratti collettivi verificando previamente, sulla base della rappresentatività accertata per l'ammissione alle trattative:   che le organizzazioni sindacali che aderiscono all'ipotesi di accordo rappresentino nel loro complesso almeno il cinquantuno per cento come media tra dato associativo e dato elettorale nel comparto o nell'area contrattuale, o almeno il sessanta per cento del dato elettorale nel medesimo ambito.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'Aran, tra l'altro, predispone a cadenza trimestrale, ed invia al Governo, ai comitati di settore e alle commissioni parlamentari competenti, un rapporto sull'evoluzione delle retribuzioni di fatto dei pubblici dipendenti:   e, a tal fine, si avvale della collaborazione dell'Istat per l'acquisizione di informazioni statistiche e per la formulazione di modelli statistici di rilevazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'assegnazione del prestatore di lavoro a mansioni proprie di una qualifica superiore rispetto a quelle per le quali è stato assunto, al di fuori dei casi nei quali essa é espressamente consentita:   é nulla, ma al lavoratore é corrisposta la differenza di trattamento economico con la qualifica superiore.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'assegnazione del prestatore di lavoro a mansioni proprie di una qualifica superiore rispetto a quelle per le quali è stato assunto, al di fuori dei casi nei quali essa é espressamente consentita:   é nulla.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'assunzione da parte degli enti pubblici delle persone disabili (legge n. 68 del 1999), tra l'altro, avviene:   per chiamata numerica degli iscritti nelle liste di collocamento ai sensi della vigente normativa, previa verifica della compatibilità della invalidità con le mansioni da svolgere.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'assunzione da parte delle amministrazioni pubbliche delle persone disabili (legge n. 68 del 1999), tra l'altro, avviene:   per chiamata numerica degli iscritti nelle liste di collocamento ai sensi della vigente normativa, previa verifica della compatibilità della invalidità con le mansioni da svolgere.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'assunzione da parte delle aziende pubbliche delle persone disabili (legge n. 68 del 1999), tra l'altro, avviene:   per chiamata numerica degli iscritti nelle liste di collocamento ai sensi della vigente normativa, previa verifica della compatibilità della invalidità con le mansioni da svolgere.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'assunzione nelle amministrazioni pubbliche, tra l'altro, avviene:   con contratto individuale di lavoro tramite procedure selettive volte all'accertamento della professionalità richiesta, che garantiscano in misura adeguata l'accesso dall'esterno.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'assunzione nelle amministrazioni pubbliche, tra l'altro, avviene:   con contratto individuale di lavoro, mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento ai sensi delle disposizioni vigenti per le qualifiche e profili per i quali é richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo, facendo salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'attività dell'Aran, di assistenza delle pubbliche amministrazioni, ai fini della contrattazione integrativa:   sulla base di apposite intese, può essere assicurata anche collettivamente ad amministrazioni dello stesso tipo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'attività dell'Aran, di assistenza delle pubbliche amministrazioni, ai fini della contrattazione integrativa:   sulla base di apposite intese, può essere assicurata anche collettivamente ad amministrazioni ubicate nello stesso ambito territoriale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'attività di monitoraggio sull'applicazione dei contratti collettivi nazionali e sulla contrattazione collettiva integrativa é svolta da un apposito osservatorio istituito presso l'Aran, a composizione paritetica, i cui componenti sono designati:   dall'Aran, dai comitati di settore e dalle organizzazioni sindacali firmatarie dei contratti collettivi nazionali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'autorizzazione ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni all'esercizio di incarichi non compresi nei compiti e doveri di ufficio e che provengano da amministrazione pubblica diversa da quella di appartenenza:   é disposta dagli organi competenti, secondo criteri oggettivi e predeterminati, che, tra l'altro, devono essere tali da escludere casi di incompatibilità, sia di diritto che di fatto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico:   mediante passaggio diretto di dipendenti appartenenti alla stessa qualifica in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico:   mediante passaggio diretto di dipendenti appartenenti alla stessa qualifica in servizio presso altre amministrazioni che facciano domanda di trasferimento ed il trasferimento é disposto previo consenso dell'amministrazione di appartenenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche che autorizzano incarichi retribuiti ai propri dipendenti sono tenute a comunicare annualmente al Dipartimento della funzione pubblica l'elenco degli incarichi autorizzati ai dipendenti stessi nell'anno precedente; e, se non hanno autorizzato incarichi:   devono dichiarare di non averli autorizzati.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche che autorizzano incarichi retribuiti ai propri dipendenti sono tenute a comunicare annualmente al Dipartimento della funzione pubblica l'elenco degli incarichi autorizzati ai dipendenti stessi nell'anno precedente; il suddetto elenco deve essere accompagnato:   da una relazione nella quale sono indicate, tra l'altro, le misure che si intendono adottare per il contenimento della spesa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche che autorizzano incarichi retribuiti ai propri dipendenti sono tenute a comunicare annualmente al Dipartimento della funzione pubblica l'elenco degli incarichi autorizzati ai dipendenti stessi nell'anno precedente; il suddetto elenco deve essere accompagnato:   da una relazione nella quale sono indicati, tra l'altro, i criteri di scelta dei dipendenti cui gli incarichi sono stati autorizzati e la rispondenza dei medesimi ai principi di buon andamento dell'amministrazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche che autorizzano incarichi retribuiti ai propri dipendenti sono tenute a comunicare annualmente al Dipartimento della funzione pubblica l'elenco degli incarichi autorizzati ai dipendenti stessi nell'anno precedente, con indicazione, tra l'altro:   dell'oggetto dell'incarico e del compenso lordo previsto o presunto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche che autorizzano incarichi retribuiti ai propri dipendenti, entro il 30 giugno di ciascun anno:   sono tenute a comunicare al Dipartimento della funzione pubblica l'elenco degli incarichi autorizzati ai dipendenti stessi nell'anno precedente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche che conferiscono incarichi retribuiti ai propri dipendenti sono tenute a comunicare annualmente al Dipartimento della funzione pubblica l'elenco degli incarichi conferiti ai dipendenti stessi nell'anno precedente; il suddetto elenco deve essere accompagnato:   da una relazione nella quale sono indicate, tra l'altro, le norme in applicazione delle quali gli incarichi sono stati conferiti e le ragioni del conferimento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche che conferiscono incarichi retribuiti ai propri dipendenti sono tenute a comunicare annualmente al Dipartimento della funzione pubblica l'elenco degli incarichi conferiti ai dipendenti stessi nell'anno precedente, con indicazione, tra l'altro:   dell'oggetto dell'incarico e del compenso lordo previsto o presunto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche che conferiscono incarichi retribuiti ai propri dipendenti sono tenute a comunicare annualmente al Dipartimento della funzione pubblica l'elenco degli incarichi conferiti ai dipendenti stessi nell'anno precedente; il suddetto elenco deve essere accompagnato:   da una relazione nella quale sono indicati, tra l'altro, i criteri di scelta dei dipendenti cui gli incarichi sono stati conferiti e la rispondenza dei medesimi ai principi di buon andamento dell'amministrazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche che conferiscono incarichi retribuiti ai propri dipendenti sono tenute a comunicare annualmente al Dipartimento della funzione pubblica l'elenco degli incarichi conferiti ai dipendenti stessi nell'anno precedente; e, se non hanno conferito incarichi:   devono dichiarare di non averli conferiti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche che conferiscono incarichi retribuiti ai propri dipendenti, entro il 30 giugno di ciascun anno:   sono tenute a comunicare al Dipartimento della funzione pubblica l'elenco degli incarichi conferiti ai dipendenti stessi nell'anno precedente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche che non provvedono agli adempimenti in materia di organizzazione e disciplina degli uffici e delle dotazioni organiche:   non possono assumere nuovo personale, compreso quello appartenente alle categorie protette.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche che omettono di adempiere le prescritte comunicazioni concernenti il conferimento di incarichi retribuiti a dipendenti pubblici:   non possono conferire nuovi incarichi fino a quando non adempiono.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche curano la formazione e l'aggiornamento del personale, ivi compreso quello con qualifiche dirigenziali, e:   garantiscono altresì l'adeguamento dei programmi formativi, al fine di contribuire allo sviluppo della cultura di genere della pubblica amministrazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche curano l'ottimale distribuzione delle risorse umane:   attraverso la coordinata attuazione dei processi di mobilità e di reclutamento del personale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche definiscono, secondo principi generali fissati da disposizioni di legge e, sulla base dei medesimi, mediante atti organizzativi, secondo i rispettivi ordinamenti:   le linee fondamentali di organizzazione degli uffici.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche garantiscono:   parità e pari opportunità tra uomini e donne per l'accesso al lavoro.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche garantiscono:   parità e pari opportunità tra uomini e donne per il trattamento sul lavoro.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche ispirano la loro organizzazione, tra gli altri, ai seguenti criteri:   funzionalità rispetto ai compiti e ai programmi di attività, nel perseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità ed armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici con le esigenze dell'utenza e con gli orari delle amministrazioni pubbliche dei Paesi dell'Unione europea.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche ispirano la loro organizzazione, tra gli altri, ai seguenti criteri:   ampia flessibilità e collegamento delle attività degli uffici, adeguandosi al dovere di comunicazione interna ed esterna, garanzia dell'imparzialità e della trasparenza dell'azione amministrativa, anche attraverso l'istituzione di apposite strutture per l'informazione ai cittadini e attribuzione ad un unico ufficio, per ciascun procedimento, della responsabilità complessiva dello stesso.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche provvedono, nell'ambito dei rispettivi ordinamenti:   ad organizzare la gestione del contenzioso del lavoro, anche creando appositi uffici, in modo da assicurare l'efficace svolgimento di tutte le attività stragiudiziali e giudiziali inerenti alle controversie.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche, al fine di assicurare la conoscenza di normative, servizi e strutture:   programmano ed attuano iniziative di comunicazione di pubblica utilità e, in particolare, le amministrazioni dello Stato, per l'attuazione delle iniziative individuate nell'ambito delle proprie competenze, si avvalgono del Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, quale struttura centrale di servizio.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche, al fine di garantire la piena attuazione della legge che reca le norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi:   individuano nell'ambito della propria struttura uffici per le relazioni con il pubblico.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche, i cui organi di vertice non siano direttamente o indirettamente espressione di rappresentanza politica:   adeguano i propri ordinamenti al principio della distinzione tra indirizzo e controllo, da un lato, e attuazione e gestione dall'altro.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche, nell'ambito dei rispettivi ordinamenti, possono organizzare la gestione del contenzioso del lavoro anche creando appositi uffici?   Sì.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche, nell'ambito dei rispettivi ordinamenti, provvedono anche ad organizzare la gestione del contenzioso del lavoro?   Sì, anche creando appositi uffici, in modo da assicurare l'efficace svolgimento di tutte le attività stragiudiziali e giudiziali inerenti alle controversie.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche, per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, possono conferire incarichi individuali ad esperti di provata competenza:   determinando preventivamente durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche, secondo principi generali fissati da disposizioni di legge e, sulla base dei medesimi, mediante atti organizzativi, secondo i rispettivi ordinamenti:   determinano le dotazioni organiche complessive.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche, secondo principi generali fissati da disposizioni di legge e, sulla base dei medesimi, mediante atti organizzativi, secondo i rispettivi ordinamenti:   individuano gli uffici di maggiore rilevanza e i modi di conferimento della titolarità dei medesimi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche:   garantiscono l'autonomia professionale nello svolgimento dell'attività didattica, scientifica e di ricerca.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche:   garantiscono la libertà di insegnamento e l'autonomia professionale nello svolgimento dell'attività didattica, scientifica e di ricerca.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche:   individuano criteri certi di priorità nell'impiego flessibile del personale, purché compatibile con l'organizzazione degli uffici e del lavoro, a favore dei dipendenti impegnati in attività di volontariato ai sensi della legge n. 266/91.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche:   individuano criteri certi di priorità nell'impiego flessibile del personale, purché compatibili con l'organizzazione degli uffici e del lavoro, a favore dei dipendenti in situazioni di svantaggio personale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche:   individuano criteri certi di priorità nell'impiego flessibile del personale, purché compatibili con l'organizzazione degli uffici e del lavoro, a favore dei dipendenti in situazioni di svantaggio sociale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche:   individuano criteri certi di priorità nell'impiego flessibile del personale, purché compatibile con l'organizzazione degli uffici e del lavoro, a favore dei dipendenti in situazioni di svantaggio familiare.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche:   per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, possono conferire incarichi individuali ad esperti di provata competenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche:   curano la formazione e l'aggiornamento del personale, ivi compreso quello con qualifiche dirigenziali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche:   non possono erogare trattamenti economici accessori che non corrispondano alle prestazioni effettivamente rese.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche:   adottano tutte le misure affinché la spesa per il proprio personale sia evidente, certa e prevedibile nella evoluzione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le amministrazioni pubbliche:   sono tenute a fornire alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica il numero complessivo ed i nominativi dei beneficiari dei permessi sindacali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le confederazioni e le organizzazioni sindacali ammesse alla contrattazione collettiva nazionale hanno titolo ai distacchi sindacali:   in quota proporzionale alla loro rappresentatività, accertata secondo i criteri stabiliti per determinarla al fine della ammissione alla contrattazione collettiva nazionale, e tenendo conto, tra l'altro, anche della diffusione territoriale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le confederazioni e le organizzazioni sindacali ammesse alla contrattazione collettiva nazionale hanno titolo ai distacchi sindacali:   in quota proporzionale alla loro rappresentatività, accertata secondo i criteri stabiliti per determinarla al fine della ammissione alla contrattazione collettiva nazionale, e tenendo conto, tra l'altro, anche della consistenza delle strutture organizzative nel comparto o nell'area.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le confederazioni e le organizzazioni sindacali ammesse alla contrattazione collettiva nazionale hanno titolo ai permessi sindacali in quota proporzionale alla loro rappresentatività:   accertata secondo i criteri stabiliti per determinarla al fine della ammissione alla contrattazione collettiva nazionale, tenendo conto anche della diffusione territoriale e della consistenza delle strutture organizzative nel comparto o nell'area.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le confederazioni e le organizzazioni sindacali ammesse alla contrattazione collettiva nazionale hanno titolo ai permessi sindacali:   in quota proporzionale alla loro rappresentatività, accertata secondo i criteri stabiliti per determinarla al fine della ammissione alla contrattazione collettiva nazionale, e tenendo conto, tra l'altro, anche della consistenza delle strutture organizzative nel comparto o nell'area.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le confederazioni e le organizzazioni sindacali ammesse alla contrattazione collettiva nazionale hanno titolo alle aspettative sindacali in quota proporzionale:   alla loro rappresentatività, accertata secondo i criteri stabiliti per determinarla al fine della ammissione alla contrattazione collettiva nazionale, tenendo conto anche della diffusione territoriale e della consistenza delle strutture organizzative nel comparto o nell'area.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le confederazioni e le organizzazioni sindacali ammesse alla contrattazione collettiva nazionale hanno titolo alle aspettative sindacali:   in quota proporzionale alla loro rappresentatività, accertata secondo i criteri stabiliti per determinarla al fine della ammissione alla contrattazione collettiva nazionale, e tenendo conto, tra l'altro, anche della diffusione territoriale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie concernenti l'assunzione al lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni:   sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, ad eccezione di quelle relative a particolari rapporti espressamente indicati dalla legge e delle controversie in materia di procedure concorsuali per l'assunzione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie in materia di procedure concorsuali per l'assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni:   sono devolute al giudice amministrativo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie promosse da organizzazioni sindacali, relative alle procedure di contrattazione collettiva, di cui a detto decreto, concernenti i rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni:   sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie promosse dall'Aran, relative alle procedure di contrattazione collettiva, di cui a detto decreto, concernenti i rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni:   sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie promosse dalle pubbliche amministrazioni, relative alle procedure di contrattazione collettiva concernenti i rapporti di lavoro alle dipendenze delle medesime:   sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative a comportamenti antisindacali delle pubbliche amministrazioni ai sensi dell'articolo 28 dello statuto dei lavoratori (legge n. 300 del 1970):   sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze degli enti pubblici non economici locali:   sono devolute al giudice ordinario.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze degli enti pubblici non economici nazionali:   sono devolute al giudice ordinario.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze degli enti pubblici non economici regionali:   sono devolute al giudice ordinario.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze degli Istituti autonomi di case popolari:   sono devolute al giudice ordinario.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze dei comuni:   sono devolute al giudice ordinario.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni, delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale:   sono devolute al giudice ordinario.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo:   sono devolute al giudice ordinario.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni:   sono devolute al giudice ordinario.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle comunità montane:   sono devolute al giudice ordinario.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle province:   sono devolute al giudice ordinario.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, incluse quelle concernenti il conferimento degli incarichi dirigenziali da parte delle pubbliche amministrazioni:   sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, ad eccezione di quelle relative a particolari rapporti espressamente indicati dalla legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, incluse quelle concernenti la responsabilità dirigenziale:   sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, ad eccezione di quelle relative a particolari rapporti espressamente indicati dalla legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, incluse quelle concernenti la revoca degli incarichi dirigenziali da parte delle pubbliche amministrazioni:   sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, ad eccezione di quelle relative a particolari rapporti espressamente indicati dalla legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle regioni:   sono devolute al giudice ordinario.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative ai rapporti di lavoro del personale non docente alle dipendenze delle istituzioni universitarie:   sono devolute al giudice ordinario.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative al rapporto di lavoro degli avvocati dello Stato:   sono devolute al giudice amministrativo, in sede di giurisdizione esclusiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative al rapporto di lavoro dei magistrati amministrativi:   sono devolute al giudice amministrativo, in sede di giurisdizione esclusiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative al rapporto di lavoro dei magistrati contabili:   sono devolute al giudice amministrativo, in sede di giurisdizione esclusiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative al rapporto di lavoro dei magistrati ordinari:   sono devolute al giudice amministrativo, in sede di giurisdizione esclusiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative al rapporto di lavoro dei professori universitari:   sono devolute al giudice amministrativo, in sede di giurisdizione esclusiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative al rapporto di lavoro dei ricercatori universitari:   sono devolute al giudice amministrativo, in sede di giurisdizione esclusiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative al rapporto di lavoro del personale della carriera diplomatica:   sono devolute al giudice amministrativo, in sede di giurisdizione esclusiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative al rapporto di lavoro del personale delle Forze di polizia:   sono devolute al giudice amministrativo, in sede di giurisdizione esclusiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le controversie relative al rapporto di lavoro del personale militare:   sono devolute al giudice amministrativo, in sede di giurisdizione esclusiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le deliberazioni assunte dai comitati di settore costituiti dalle istanze associative o rappresentative delle pubbliche amministrazioni per l'esercizio del potere di indirizzo nei confronti dell'Aran:   si considerano definitive e non richiedono ratifica da parte delle istanze associative o rappresentative delle pubbliche amministrazioni del comparto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le deliberazioni assunte dai comitati di settore costituiti dalle istanze associative o rappresentative delle pubbliche amministrazioni, qualora abbiano ad oggetto il parere sull'ipotesi di accordo nell'ambito della procedura di contrattazione collettiva nazionale:   si considerano definitive e non richiedono ratifica da parte delle istanze associative o rappresentative delle pubbliche amministrazioni del comparto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le determinazioni relative all'avvio di procedure di reclutamento sono adottate:   da ciascuna amministrazione o ente sulla base della programmazione triennale del fabbisogno di personale deliberata ai sensi delle disposizioni vigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le direttrici degli educandati con rapporto di lavoro a tempo indeterminato assumono la qualifica di dirigente:   previa frequenza di appositi corsi di formazione, all'atto della preposizione alle istituzioni scolastiche dotate di autonomia e della personalità giuridica ai sensi di legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le dotazioni organiche degli enti locali sono disciplinate:   dal regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi di detti enti, nel rispetto dei princìpi fissati nello stesso decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le modalità di assunzione agli impieghi negli enti locali sono disciplinate:   dal regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi di detti enti, nel rispetto dei princìpi fissati nello stesso decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le modalità di designazione e di conferimento e la durata degli incarichi di direzione degli istituti superiori per le industrie artistiche:   sono disciplinate con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le modalità di designazione e di conferimento e la durata degli incarichi di direzione delle accademie nazionali di arte drammatica e di danza:   sono disciplinate con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le modalità di partecipazione ai diversi moduli formativi e delle connesse verifiche relative ai corsi di formazione per l'assunzione della qualifica di dirigente scolastico:   sono definite con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le modalità di svolgimento dei corsi di formazione per l'assunzione della qualifica di dirigente scolastico:   sono stabilite con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le modalità di svolgimento delle selezioni nei concorsi per l'accesso alla qualifica di dirigente nelle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo:   sono definiti con regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il parere del Consiglio di Stato e sentita la Scuola superiore della pubblica amministrazione, ove si tratti di corso-concorso.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le norme concernenti il funzionamento e la gestione finanziaria dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran:   sono definite dall'Aran con propri regolamenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le norme concernenti l'organizzazione interna dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran:   sono definite dall'Aran con propri regolamenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le procedure concorsuali per l'accesso agli impieghi negli enti locali sono disciplinate:   dal regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi di detti enti, nel rispetto dei princìpi fissati nello stesso decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni si conformano, tra gli altri, ai seguenti princìpi:   composizione delle commissioni esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso, scelti tra funzionari delle amministrazioni, docenti ed estranei alle medesime.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni si conformano, tra gli altri, ai seguenti princìpi:   adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l'imparzialità e assicurino economicità e celerità di espletamento, ricorrendo, ove é opportuno, all'ausilio di sistemi automatizzati, diretti anche a realizzare forme di preselezione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni si conformano, tra gli altri, ai seguenti princìpi:   adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni si conformano, tra gli altri, ai seguenti princìpi:   rispetto delle pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori e decentramento delle procedure di reclutamento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le province autonome, per la contrattazione collettiva di loro competenza:   possono avvalersi di agenzie tecniche istituite con legge provinciale ovvero dell'assistenza dell'Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni adempiono agli obblighi assunti con i contratti collettivi integrativi:   dalla data della sottoscrizione definitiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni adempiono agli obblighi assunti con i contratti collettivi nazionali o integrativi:   dalla data della sottoscrizione definitiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni assicurano l'osservanza dei contratti collettivi integrativi da esse sottoscritti:   nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni assicurano l'osservanza dei contratti collettivi nazionali da esse sottoscritti:   nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni attivano autonomi livelli di contrattazione collettiva integrativa:   nel rispetto dei vincoli di bilancio risultanti dagli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di ciascuna amministrazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano il potere di indirizzo nei confronti dell'Aran attraverso comitati di settore e l'Aran regola i rapporti con detti comitati:   sulla base di appositi protocolli.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano il potere di indirizzo nei confronti dell'Aran attraverso le loro istanze associative o rappresentative, le quali danno vita a tal fine a un comitato di settore per ciascun comparto di contrattazione collettiva costituito, per le camere di commercio:   nell'ambito dell'Unioncamere.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano il potere di indirizzo nei confronti dell'Aran attraverso le loro istanze associative o rappresentative, le quali danno vita a tal fine a un comitato di settore per ciascun comparto di contrattazione collettiva costituito, per le università:   nell'ambito della Conferenza dei rettori.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano il potere di indirizzo nei confronti dell'Aran attraverso le loro istanze associative o rappresentative, le quali danno vita a tal fine a un comitato di settore per ciascun comparto di contrattazione collettiva costituito, per le amministrazioni comunali:   nell'ambito dell'Associazione nazionale dei comuni d'Italia (ANCI).
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano il potere di indirizzo nei confronti dell'Aran attraverso le loro istanze associative o rappresentative, le quali danno vita a tal fine a comitati di settore e ciascun comitato, tra l'altro:   regola autonomamente le proprie modalità di funzionamento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano il potere di indirizzo nei confronti dell'Aran attraverso le loro istanze associative o rappresentative, le quali danno vita a tal fine a comitati di settore e ciascun comitato, tra l'altro:   regola autonomamente le proprie modalità di deliberazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano il potere di indirizzo nei confronti dell'Aran attraverso le loro istanze associative o rappresentative, le quali danno vita a tal fine a comitati di settore e, per le amministrazioni dello Stato, opera come comitato di settore:   il Presidente del Consiglio dei ministri secondo le modalità stabilite da detto decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano il potere di indirizzo nei confronti dell'Aran attraverso le loro istanze associative o rappresentative, le quali danno vita a tal fine a comitati di settore e, per le aziende autonome dello Stato, opera come comitato di settore:   il Presidente del Consiglio dei ministri, secondo le modalità stabilite da detto decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano il potere di indirizzo nei confronti dell'Aran attraverso le loro istanze associative o rappresentative, le quali danno vita a tal fine a un comitato di settore per ciascun comparto di contrattazione collettiva costituito, per le amministrazioni regionali:   nell'ambito della Conferenza dei presidenti delle regioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano il potere di indirizzo nei confronti dell'Aran attraverso le loro istanze associative o rappresentative, le quali danno vita a tal fine a un comitato di settore per ciascun comparto di contrattazione collettiva costituito, per le amministrazioni provinciali:   nell'ambito dell'Unione delle province italiane (Upi).
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano il potere di indirizzo nei confronti dell'Aran attraverso le loro istanze associative o rappresentative:   le quali danno vita a tal fine a comitati di settore.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano le competenze relative alle procedure di contrattazione collettiva nazionale attraverso le loro istanze associative o rappresentative:   le quali danno vita a tal fine a comitati di settore.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano le competenze relative alle procedure di contrattazione collettiva nazionale attraverso le loro istanze associative o rappresentative, le quali danno vita a tal fine a comitati di settore e, per le agenzie dello Stato, opera come comitato di settore:   il Presidente del Consiglio dei ministri secondo le modalità stabilite da detto decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano le competenze relative alle procedure di contrattazione collettiva nazionale attraverso le loro istanze associative o rappresentative, le quali danno vita a tal fine a un comitato di settore per ciascun comparto di contrattazione collettiva costituito, per le camere di commercio:   nell'ambito dell'Unioncamere.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano le competenze relative alle procedure di contrattazione collettiva nazionale attraverso le loro istanze associative o rappresentative, le quali danno vita a tal fine a un comitato di settore per ciascun comparto di contrattazione collettiva costituito, per le università:   nell'ambito della Conferenza dei rettori.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano le competenze relative alle procedure di contrattazione collettiva nazionale attraverso le loro istanze associative o rappresentative, le quali danno vita a tal fine a un comitato di settore per ciascun comparto di contrattazione collettiva costituito, per le amministrazioni provinciali:   nell'ambito dell'Unione delle province italiane (Upi).
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano le competenze relative alle procedure di contrattazione collettiva nazionale attraverso le loro istanze associative o rappresentative, le quali danno vita a tal fine a un comitato di settore per ciascun comparto di contrattazione collettiva costituito, per le amministrazioni comunali:   nell'ambito dell'Associazione nazionale dei comuni d'Italia (ANCI).
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano le competenze relative alle procedure di contrattazione collettiva nazionale attraverso le loro istanze associative o rappresentative, le quali danno vita a tal fine a un comitato di settore per ciascun comparto di contrattazione collettiva costituito, per le amministrazioni regionali:   nell'ambito della Conferenza dei presidenti delle regioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano le competenze relative alle procedure di contrattazione collettiva nazionale attraverso le loro istanze associative o rappresentative, le quali danno vita a tal fine a comitati di settore e ciascun comitato, tra l'altro:   regola autonomamente le proprie modalità di funzionamento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano le competenze relative alle procedure di contrattazione collettiva nazionale attraverso le loro istanze associative o rappresentative, le quali danno vita a tal fine a comitati di settore e ciascun comitato, tra l'altro:   regola autonomamente le proprie modalità di deliberazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni esercitano le competenze relative alle procedure di contrattazione collettiva nazionale:   attraverso le loro istanze associative o rappresentative, le quali danno vita a tal fine a comitati di settore.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni formulano all'Aran indirizzi, affinché il codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni venga recepito, in allegato, nei contratti e i suoi principi vengano coordinati con:   le previsioni contrattuali in materia di responsabilità disciplinare.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni non possono sottoscrivere in sede decentrata, tra l'altro, contratti collettivi integrativi:   che comportino oneri non previsti negli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di ciascuna amministrazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni possono sottoscrivere in sede decentrata contratti collettivi integrativi che comportino oneri non previsti negli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di ciascuna amministrazione?   No, e qualora li stipulino, le clausole difformi sono nulle e non possono essere applicate.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni possono sottoscrivere in sede decentrata contratti collettivi integrativi in contrasto con vincoli risultanti dai contratti collettivi nazionali?   No, e qualora li stipulino, le clausole difformi sono nulle e non possono essere applicate.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni sono tenute ad adottare, secondo le modalità stabilite dalla legge, tutte le misure necessarie per attuare le direttive dell'Unione europea in materia di pari opportunità?   Sì, sulla base di quanto disposto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento della funzione pubblica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni sono tenute ad informare preventivamente le rappresentanze unitarie del personale e le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area e devono osservare la speciale procedura in materia di eccedenza del personale e mobilità collettiva:   qualora rilevino una eccedenza di personale che riguardi almeno dieci dipendenti, nell'arco di un anno.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni sono tenute ad informare preventivamente le rappresentanze unitarie del personale e le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area e devono osservare la speciale procedura in materia di eccedenza del personale e mobilità collettiva:   qualora rilevino una eccedenza di personale che riguardi almeno dieci dipendenti, anche in caso di dichiarazioni di eccedenza distinte nell'arco di un anno.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni, agli effetti della contrattazione collettiva nazionale, sono rappresentate:   dall'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni, al di fuori dei casi espressamente previsti:   non possono conferire incarichi retribuiti a dipendenti di altre amministrazioni pubbliche senza la previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni, al fine di garantire la pari opportunità tra uomini e donne per l'accesso al lavoro ed il trattamento sul lavoro, tra l'altro:   riservano alle donne, salva motivata impossibilità, almeno un terzo dei posti di componente delle commissioni di concorso.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni, al fine di garantire la pari opportunità tra uomini e donne sul lavoro, tra l'altro, nell'organizzare i corsi di formazione ed aggiornamento professionale:   adottano modalità atte a favorire la partecipazione delle proprie dipendenti, consentendo la conciliazione fra vita professionale e vita familiare.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni, al fine di garantire la pari opportunità tra uomini e donne sul lavoro, tra l'altro, possono finanziare programmi di azioni positive e l'attività dei Comitati pari opportunità?   Sì, nell'ambito delle proprie disponibilità di bilancio.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni, al fine di garantire la pari opportunità tra uomini e donne sul lavoro, tra l'altro:   possono finanziare programmi di azioni positive e l'attività dei Comitati pari opportunità nell'ambito delle proprie disponibilità di bilancio.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni, al fine di garantire la pari opportunità tra uomini e donne sul lavoro, tra l'altro:   adottano propri atti regolamentari per assicurarla, conformemente alle direttive della Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento della funzione pubblica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni, al fine di garantire la pari opportunità tra uomini e donne sul lavoro, tra l'altro:   riservano alle donne, salva motivata impossibilità, almeno un terzo dei posti di componente delle commissioni di concorso.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni, al fine di garantire la pari opportunità tra uomini e donne sul lavoro, tra l'altro:   garantiscono la partecipazione delle proprie dipendenti ai corsi di formazione e di aggiornamento professionale in rapporto proporzionale alla loro presenza nelle amministrazioni interessate ai corsi medesimi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni, nel rispetto delle disposizioni sul reclutamento del personale:   si avvalgono delle forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego del personale previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell'impresa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni, tra l'altro:   sono tenute a fornire alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica gli elenchi nominativi, suddivisi per qualifica, del personale dipendente collocato in aspettativa, in quanto chiamato a ricoprire una funzione pubblica elettiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni, tra l'altro:   sono tenute a fornire alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica gli elenchi nominativi, suddivisi per qualifica, del personale dipendente collocato in aspettativa per motivi sindacali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni:   non possono conferire ai dipendenti incarichi, non compresi nei compiti e doveri di ufficio, che non siano espressamente previsti o disciplinati da legge o da altre fonti normative, o che non siano espressamente autorizzati.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le pubbliche amministrazioni:   formulano all'Aran indirizzi, affinché il codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni venga recepito nei contratti, in allegato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite, tra l'altro:   nel caso di enti con pluralità di strutture periferiche, anche presso le strutture periferiche che siano considerate livelli decentrati di contrattazione collettiva dai contratti collettivi nazionali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite, tra l'altro:   nel caso di amministrazioni con pluralità di sedi o strutture periferiche, anche presso le sedi o strutture periferiche che siano considerate livelli decentrati di contrattazione collettiva dai contratti collettivi nazionali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le rappresentanze sindacali aziendali, nel caso di enti con pluralità di sedi, possono essere costituite:   anche presso le sedi che siano considerate livelli decentrati di contrattazione collettiva dai contratti collettivi nazionali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le Regioni a statuto speciale, per la contrattazione collettiva di loro competenza:   possono avvalersi di agenzie tecniche istituite con legge regionale ovvero dell'assistenza dell'Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le risorse finanziarie destinate dalle amministrazioni pubbliche alla spesa per il proprio personale:   sono determinate in base alle compatibilità economico-finanziarie definite nei documenti di programmazione e di bilancio.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le sanzioni disciplinari a carico dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono applicate:   dall'ufficio competente per i procedimenti disciplinari, individuato da ciascuna amministrazione, secondo il proprio ordinamento, e dal capo della struttura in cui il dipendente lavora qualora le sanzioni siano rimprovero verbale e censura.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le variazioni delle dotazioni organiche già determinate:   sono approvate dall'organo di vertice delle amministrazioni in coerenza con la programmazione triennale del fabbisogno di personale e con gli strumenti di programmazione economico-finanziaria pluriennale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, le vicedirettrici degli educandati con rapporto di lavoro a tempo indeterminato assumono la qualifica di dirigente:   previa frequenza di appositi corsi di formazione, all'atto della preposizione alle istituzioni scolastiche dotate di autonomia e della personalità giuridica ai sensi di legge, salvaguardando, per quanto possibile, la titolarità della sede di servizio.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'equivalenza tra i titoli accademici e di servizio rilevanti ai fini dell'ammissione al concorso e della nomina di cittadini degli Stati membri dell'Unione europea che intendono accedere a posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche:   è stabilita, nei casi nei quali non sia intervenuta una disciplina di livello comunitario, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta dei Ministri competenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'esercizio a livello nazionale, in base agli indirizzi ricevuti dai comitati di settore, di ogni attività relativa alla assistenza delle pubbliche amministrazioni ai fini dell'uniforme applicazione dei contratti collettivi spetta:   all'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'esercizio a livello nazionale, in base agli indirizzi ricevuti dai comitati di settore, di ogni attività relativa alla negoziazione dei contratti collettivi spetta:   all'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'incremento del costo del lavoro negli enti pubblici economici:   é soggetto a limiti compatibili con gli obiettivi e i vincoli di finanza pubblica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'incremento del costo del lavoro nelle aziende pubbliche che producono servizi di pubblica utilità:   é soggetto a limiti compatibili con gli obiettivi e i vincoli di finanza pubblica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'individuazione degli organi dell'amministrazione scolastica responsabili dell'articolazione e del coordinamento sul territorio dei corsi di formazione per l'assunzione della qualifica di dirigente scolastico:   é effettuata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'istruzione del procedimento disciplinare a carico dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche é svolta:   dall'ufficio competente per i procedimenti disciplinari, individuato da ciascuna amministrazione, secondo il proprio ordinamento, e quando le sanzioni da applicare siano rimprovero verbale e censura, il capo della struttura in cui il dipendente lavora provvede direttamente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'organismo di rappresentanza unitaria del personale può essere costituito, tra l'altro:   nel caso di amministrazioni con pluralità di sedi o strutture periferiche, anche presso le sedi o strutture periferiche che siano considerate livelli decentrati di contrattazione collettiva dai contratti collettivi nazionali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'organismo di rappresentanza unitaria del personale può essere costituito, tra l'altro:   nel caso di enti con pluralità di strutture periferiche, anche presso le strutture periferiche che siano considerate livelli decentrati di contrattazione collettiva dai contratti collettivi nazionali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'organismo di rappresentanza unitaria del personale può essere costituito, tra l'altro:   nel caso di enti con pluralità di sedi, anche presso le sedi che siano considerate livelli decentrati di contrattazione collettiva dai contratti collettivi nazionali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, l'ufficio competente per i procedimenti disciplinari a carico dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche:   é individuato da ciascuna amministrazione, secondo il proprio ordinamento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, n. 29, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran, tra l'altro:   predispone a cadenza trimestrale, ed invia al Governo, ai comitati di settore e alle commissioni parlamentari competenti, un rapporto sull'evoluzione delle retribuzioni di fatto dei pubblici dipendenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, negli enti pubblici non economici l'accesso alla qualifica di dirigente:   avviene a seguito di concorso per esami indetto dalle singole amministrazioni, ovvero per corso-concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso di trasferimento o conferimento di attività svolte da enti pubblici o loro aziende ad altri soggetti privati, al personale che passa alle dipendenze di tali soggetti:   fatte salve le disposizioni speciali, si applica la norma del codice civile che disciplina la prosecuzione del rapporto di lavoro subordinato privato in caso di trasferimento dell'azienda e si osservano le procedure di informazione e consultazione sindacale di cui all'articolo 47, commi da 1 a 4 della legge 29 dicembre 1990, n. 428.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso di trasferimento o conferimento di attività svolte da enti pubblici o loro aziende ad altri soggetti pubblici, al personale che passa alle dipendenze di tali soggetti:   fatte salve le disposizioni speciali, si applica la norma del codice civile che disciplina la prosecuzione del rapporto di lavoro subordinato privato in caso di trasferimento dell'azienda e si osservano le procedure di informazione e consultazione sindacale di cui all'articolo 47, commi da 1 a 4 della legge 29 dicembre 1990, n. 428.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso di trasferimento o conferimento di attività svolte da enti pubblici o loro strutture ad altri soggetti privati, al personale che passa alle dipendenze di tali soggetti:   fatte salve le disposizioni speciali, si applica la norma del codice civile che disciplina la prosecuzione del rapporto di lavoro subordinato privato in caso di trasferimento dell'azienda e si osservano le procedure di informazione e consultazione sindacale di cui all'articolo 47, commi da 1 a 4 della legge 29 dicembre 1990, n. 428.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso di trasferimento o conferimento di attività svolte da enti pubblici o loro strutture ad altri soggetti pubblici, al personale che passa alle dipendenze di tali soggetti:   fatte salve le disposizioni speciali, si applica la norma del codice civile che disciplina la prosecuzione del rapporto di lavoro subordinato privato in caso di trasferimento dell'azienda e si osservano le procedure di informazione e consultazione sindacale di cui all'articolo 47, commi da 1 a 4 della legge 29 dicembre 1990, n. 428.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso di trasferimento o conferimento di attività svolte da pubbliche amministrazioni ad altri soggetti privati, al personale che passa alle dipendenze di tali soggetti:   fatte salve le disposizioni speciali, si applica la norma del codice civile che disciplina la prosecuzione del rapporto di lavoro subordinato privato in caso di trasferimento dell'azienda e si osservano le procedure di informazione e consultazione sindacale di cui all'articolo 47, commi da 1 a 4 della legge 29 dicembre 1990, n. 428.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso di trasferimento o conferimento di attività svolte da pubbliche amministrazioni ad altri soggetti pubblici, al personale che passa alle dipendenze di tali soggetti:   fatte salve le disposizioni speciali, si applica la norma del codice civile che disciplina la prosecuzione del rapporto di lavoro subordinato privato in caso di trasferimento dell'azienda e si osservano le procedure di informazione e consultazione sindacale di cui all'articolo 47, commi da 1 a 4 della legge 29 dicembre 1990, n. 428.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso di violazione di disposizioni imperative riguardanti l'assunzione o l'impiego di lavoratori da parte delle pubbliche amministrazioni, le amministrazioni che pagano somme al lavoratore a titolo di risarcimento del danno:   hanno l'obbligo di recuperare dette somme nei confronti dei dirigenti responsabili, qualora la violazione sia dovuta a dolo o colpa grave.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso di violazione di disposizioni imperative riguardanti l'assunzione o l'impiego di lavoratori da parte delle pubbliche amministrazioni:   il lavoratore interessato ha diritto al risarcimento del danno derivante dalla prestazione di lavoro in violazione di disposizioni imperative.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso in cui le pubbliche amministrazioni diano corso alla procedura in materia di eccedenze di personale e mobilità collettiva e, a seguito di richiesta delle organizzazioni sindacali, sia avviata la procedura di esame delle cause dell'eccedenza del personale e delle possibilità di una diversa utilizzazione del personale eccedente, o di una sua parte:   quest'ultima procedura si conclude, decorsi quarantacinque giorni dalla data del ricevimento da parte delle organizzazioni sindacali della comunicazione preventiva di avvio, o con l'accordo o con apposito verbale nel quale sono riportate le diverse posizioni delle parti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso in cui le pubbliche amministrazioni diano corso alla procedura in materia di eccedenze di personale e mobilità collettiva, a seguito di richiesta delle organizzazioni sindacali, é avviata la procedura di esame delle cause dell'eccedenza del personale e delle possibilità di una diversa utilizzazione del personale eccedente, o di una sua parte:   e, in caso di mancato accordo entro il termine di quarantacinque giorni dalla data del ricevimento della comunicazione preventiva di avvio, le organizzazioni sindacali possono richiedere che il confronto prosegua nelle sedi stabilite dalla legge, ma la procedura deve concludersi in ogni caso entro sessanta giorni dalla comunicazione preventiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso in cui le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale e si dia corso alla procedura in materia di eccedenza di personale e di mobilità collettiva, conclusa la procedura di consultazione delle organizzazioni sindacali:   le amministrazioni collocano in disponibilità il personale che non sia possibile impiegare diversamente nell'ambito della medesima amministrazione e che non possa essere ricollocato presso altre amministrazioni, ovvero che non abbia preso servizio presso la diversa amministrazione che ne avrebbe consentito la ricollocazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso in cui le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale e si dia corso alla procedura in materia di eccedenza di personale e di mobilità collettiva, qualora essa si concluda con il collocamento in disponibilità dei dipendenti:   dalla data di collocamento in disponibilità restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro, salvo le indennità previste dalla legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso in cui le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale e si dia corso alla procedura in materia di eccedenza di personale e di mobilità collettiva, qualora essa si concluda con il collocamento in disponibilità dei dipendenti:   dalla data di collocamento in disponibilità restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro e il lavoratore ha diritto ad una indennità ed i periodi di godimento di quest'ultima sono riconosciuti ai fini della determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e della misura della stessa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso in cui le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale e si dia corso alla procedura in materia di eccedenza di personale e di mobilità collettiva, qualora essa si concluda con il collocamento in disponibilità dei dipendenti:   dalla data di collocamento in disponibilità restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro e il lavoratore ha diritto ad una indennità pari all'ottanta per cento dello stipendio e dell'indennità integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo comunque denominato, per la durata massima di ventiquattro mesi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso in cui le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale e, all'esito della procedura in materia di eccedenza di personale e di mobilità collettiva, il personale sia collocato in disponibilità:   detto personale é iscritto in appositi elenchi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso in cui le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale, il personale che, all'esito della procedura in materia di eccedenza di personale e di mobilità collettiva, é collocato in disponibilità, qualora sia alle dipendenze di enti pubblici non economici nazionali:   é iscritto in un apposito elenco formato e gestito dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso in cui le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale, il personale che, all'esito della procedura in materia di eccedenza di personale e di mobilità collettiva, é collocato in disponibilità, qualora sia alle dipendenze di amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo:   é iscritto in un apposito elenco formato e gestito dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso in cui le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale, il personale che, all'esito della procedura in materia di eccedenza di personale e di mobilità collettiva, é collocato in disponibilità, qualora sia alle dipendenze di enti pubblici non economici nazionali:   é iscritto in un apposito elenco formato e gestito dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, che, ai fini della riqualificazione professionale del personale e della sua ricollocazione in altre amministrazioni, si avvale anche della collaborazione delle strutture regionali e provinciali indicate dalla legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso in cui le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale, il personale che, all'esito della procedura in materia di eccedenza di personale e di mobilità collettiva, é collocato in disponibilità, qualora sia alle dipendenze di amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo:   é iscritto in un apposito elenco formato e gestito dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, che, ai fini della riqualificazione professionale del personale e della sua ricollocazione in altre amministrazioni, si avvale anche della collaborazione delle strutture regionali e provinciali indicate dalla legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso in cui le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale, il personale che, all'esito della procedura in materia di eccedenza di personale e di mobilità collettiva, é collocato in disponibilità, qualora non si tratti di amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, o di enti pubblici non economici nazionali:   é iscritto in un apposito elenco tenuto dalle strutture regionali e provinciali previste dalla legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso in cui le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale, il personale che, all'esito della procedura in materia di eccedenza di personale e di mobilità collettiva, é collocato in disponibilità ed iscritto negli appositi elenchi:   ha diritto ad un'indennità e la spesa relativa grava sul bilancio dell'amministrazione di appartenenza sino al trasferimento ad altra amministrazione, ovvero al raggiungimento del periodo massimo di fruizione di detta indennità.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso in cui le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale, il personale che, all'esito della procedura in materia di eccedenza di personale e di mobilità collettiva, é collocato in disponibilità ed iscritto negli appositi elenchi:   ha diritto ad un'indennità e gli oneri sociali relativi alla retribuzione goduta al momento del collocamento in disponibilità sono corrisposti dall'amministrazione di appartenenza all'ente previdenziale di riferimento per tutto il periodo della disponibilità.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso in cui le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale, il personale che, all'esito della procedura in materia di eccedenza di personale e di mobilità collettiva, é collocato in disponibilità ed iscritto negli appositi elenchi:   ha diritto ad un'indennità pari all'ottanta per cento dello stipendio e dell'indennità integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo comunque denominato, per la durata massima stabilita dalla legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso in cui le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale, qualora non si tratti di amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, o di enti pubblici non economici nazionali, il personale che, all'esito della procedura in materia di eccedenza di personale e di mobilità collettiva, é collocato in disponibilità:   ed é iscritto in un apposito elenco tenuto dalle strutture regionali e provinciali previste dalla legge, alle quali sono affidati i compiti di riqualificazione professionale e di ricollocazione presso altre amministrazioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel caso in cui sia richiesta all'amministrazione di appartenenza di un dipendente pubblico la previa autorizzazione allo svolgimento da parte di quest'ultimo di un incarico retribuito conferito da un soggetto pubblico o privato, qualora l'amministrazione non si pronunci sulla richiesta di autorizzazione entro il termine stabilito dalla legge:   l'autorizzazione, se richiesta per incarichi da conferirsi da amministrazioni pubbliche, si intende accordata; in ogni altro caso si intende definitivamente negata.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel corso del procedimento per la stipulazione dei contratti collettivi nazionali, la Corte dei conti certifica l'attendibilità della quantificazione dei costi contrattuali trasmessi dall'Aran, nonché la compatibilità di tali costi con gli strumenti di programmazione e di bilancio e, a tal fine:   può acquisire elementi istruttori e valutazioni da tre esperti designati dal Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, del bilancio e della programmazione economica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel corso del procedimento per la stipulazione dei contratti collettivi nazionali, la Corte dei conti certifica l'attendibilità della quantificazione dei costi contrattuali quantificati e trasmessi dall'Aran, nonché la compatibilità di tali costi con gli strumenti di programmazione e di bilancio e, se la certificazione é positiva:   il Presidente dell'Aran sottoscrive definitivamente il contratto collettivo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel corso del procedimento per la stipulazione dei contratti collettivi nazionali, la Corte dei conti certifica l'attendibilità della quantificazione dei costi contrattuali trasmessa dall'Aran, nonché la compatibilità di tali costi con gli strumenti di programmazione e di bilancio e, se la certificazione non é positiva:   l'Aran, qualora non ritenga possibile adeguare la quantificazione dei costi contrattuali ai fini della certificazione, convoca le organizzazioni sindacali ai fini della riapertura delle trattative.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel corso del procedimento per la stipulazione dei contratti collettivi nazionali, la Corte dei conti certifica l'attendibilità della quantificazione dei costi contrattuali trasmessa dall'Aran, nonché la compatibilità di tali costi con gli strumenti di programmazione e di bilancio e, se la certificazione non é positiva:   l'Aran, sentito il comitato di settore o il Presidente del Consiglio dei ministri, assume le iniziative necessarie per adeguare la quantificazione dei costi contrattuali ai fini della certificazione, ove ritenga possibile tale adeguamento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel corso del procedimento per la stipulazione dei contratti collettivi nazionali, l'Aran, qualora sia raggiunta l'ipotesi di accordo, dopo avere acquisito il parere favorevole del comitato di settore sul testo contrattuale e sugli oneri finanziari che ne conseguono a carico dei bilanci delle amministrazioni interessate:   trasmette la quantificazione dei costi contrattuali alla Corte dei conti ai fini della certificazione di compatibilità con gli strumenti di programmazione e di bilancio.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel corso del procedimento per la stipulazione dei contratti collettivi nazionali, l'Aran, qualora sia raggiunta l'ipotesi di accordo, dopo avere acquisito il parere favorevole del comitato di settore sul testo contrattuale e sugli oneri finanziari che ne conseguono a carico dei bilanci delle amministrazioni interessate:   trasmette la quantificazione dei costi contrattuali alla Corte dei conti, che certifica l'attendibilità dei costi quantificati e la loro compatibilità con gli strumenti di programmazione e di bilancio.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel corso del procedimento per la stipulazione dei contratti collettivi nazionali, qualora sia raggiunta l'ipotesi di accordo, l'Aran acquisisce il parere favorevole del comitato di settore sul testo contrattuale e sugli oneri finanziari che ne conseguono a carico dei bilanci delle amministrazioni interessate; tale parere, per le amministrazioni e le aziende autonome dello Stato, é espresso:   dal Presidente del Consiglio dei ministri, nell'osservanza del procedimento stabilito dal medesimo decreto legislativo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel corso del procedimento per la stipulazione dei contratti collettivi nazionali, qualora sia raggiunta l'ipotesi di accordo:   l'Aran acquisisce il parere favorevole del comitato di settore sul testo contrattuale e sugli oneri finanziari diretti e indiretti che ne conseguono a carico dei bilanci delle amministrazioni interessate.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel pubblico impiego, la contrattazione collettiva integrativa si svolge con le procedure negoziali:   previste dai contratti collettivi nazionali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel pubblico impiego, la contrattazione collettiva integrativa:   può riguardare più amministrazioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel pubblico impiego, la contrattazione collettiva integrativa:   può avere ambito territoriale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel settore pubblico, un apposito accordo tra l'Aran e le confederazioni sindacali rappresentative ai sensi di detto decreto determina i limiti massimi per i permessi sindacali; la gestione dell'accordo:   é demandata alla contrattazione collettiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel settore pubblico, un apposito accordo tra l'Aran e le confederazioni sindacali rappresentative determina i limiti massimi per i permessi sindacali; la gestione dell'accordo:   é demandata alla contrattazione collettiva, ivi comprese le modalità di utilizzo e distribuzione tra le confederazioni e le organizzazioni sindacali aventi titolo, sulla base della loro rappresentatività e con riferimento a ciascun comparto e area separata di contrattazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel settore pubblico, un apposito accordo tra l'Aran e le confederazioni sindacali rappresentative determina i limiti massimi per le aspettative sindacali; la gestione dell'accordo:   é demandata alla contrattazione collettiva, ivi comprese le modalità di utilizzo e distribuzione tra le confederazioni e le organizzazioni sindacali aventi titolo, sulla base della loro rappresentatività e con riferimento a ciascun comparto e area separata di contrattazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nel settore pubblico, un apposito accordo tra l'Aran e le confederazioni sindacali rappresentative determina i limiti massimi per le aspettative sindacali; la gestione dell'accordo:   é demandata alla contrattazione collettiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nella materia del pubblico impiego, le pubbliche amministrazioni non possono sottoscrivere in sede decentrata, tra l'altro, contratti collettivi integrativi:   in contrasto con vincoli risultanti dai contratti collettivi nazionali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nell'ambito dei contratti collettivi di comparto:   sono stabilite discipline distinte per le figure che, in posizione di elevata responsabilità, svolgono compiti di direzione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nell'ambito dei contratti collettivi di comparto:   sono stabilite discipline distinte per le figure che, in posizione di elevata responsabilità, svolgono compiti che comportano iscrizione ad albi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nell'ambito dei contratti collettivi di comparto:   sono stabilite discipline distinte per le figure che, in posizione di elevata responsabilità, svolgono compiti di ricerca.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nell'ambito dei contratti collettivi di comparto:   sono stabilite discipline distinte per le figure che, in posizione di elevata responsabilità, svolgono compiti tecnico-scientifici e di ricerca.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nell'ambito dell'amministrazione scolastica periferica la qualifica dirigenziale é istituita:   per i capi di istituto preposti alle istituzioni scolastiche ed educative alle quali é stata attribuita personalità giuridica ed autonomia ai sensi di legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nell'ambito delle funzioni attribuite alle istituzioni scolastiche, l'adozione dei provvedimenti di gestione delle risorse e del personale spetta:   al dirigente scolastico.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nell'ambito delle leggi e degli atti organizzativi previsti da detto decreto, le determinazioni per l'organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro sono assunte:   dagli organi preposti alla gestione con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle accademie pubbliche le attribuzioni della dirigenza amministrativa:   non si estendono alla gestione della ricerca e dell'insegnamento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   provvedono alla gestione delle risorse strumentali assegnate ai propri uffici.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   provvedono alla gestione delle risorse finanziarie assegnate ai propri uffici.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   provvedono alla gestione del personale assegnato ai propri uffici.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato i dirigenti preposti ad uffici dirigenziali di livello generale, tra l'altro:   sulla base delle indicazioni di cui a detto decreto, adottano misure organizzative idonee a consentire la rilevazione e l'analisi dei rendimenti delle decisioni organizzative.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato i dirigenti preposti ad uffici dirigenziali di livello generale, tra l'altro:   sulla base delle indicazioni di cui a detto decreto, adottano misure organizzative idonee a consentire la rilevazione e l'analisi dei rendimenti dell'attività amministrativa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato i dirigenti preposti ad uffici dirigenziali di livello generale, tra l'altro:   sulla base delle indicazioni di cui a detto decreto, adottano misure organizzative idonee a consentire la rilevazione e l'analisi dei costi delle decisioni organizzative.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato i dirigenti preposti ad uffici dirigenziali di livello generale, tra l'altro:   sulla base delle indicazioni di cui a detto decreto, adottano misure organizzative idonee a consentire la rilevazione e l'analisi dei costi dell'attività amministrativa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato i dirigenti preposti ad uffici dirigenziali di livello generale, tra l'altro:   sulla base delle indicazioni di cui a detto decreto, adottano misure organizzative idonee a consentire la rilevazione e l'analisi dei rendimenti della gestione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato il potere di provvedere alla gestione delle risorse finanziarie assegnate agli uffici di livello dirigenziale non generale spetta:   ai dirigenti di detti uffici.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato il potere di provvedere alla gestione delle risorse strumentali assegnate agli uffici di livello dirigenziale non generale spetta:   ai dirigenti di detti uffici.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato in relazione alla gravità dei casi, può costituire causa di revoca dell'incarico dirigenziale:   l'inosservanza delle direttive imputabile al dirigente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato in relazione alla gravità dei casi, può costituire causa di revoca dell'incarico dirigenziale:   il mancato raggiungimento degli obiettivi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, al conferimento degli incarichi di funzione dirigenziale:   non si applica la disciplina relativa al mutamento di mansioni stabilita dall'articolo 2103 del codice civile.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, gli atti adottati dai dirigenti preposti al vertice dell'amministrazione sono suscettibili di ricorso gerarchico?   No.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, gli atti adottati dai dirigenti preposti al vertice dell'amministrazione sono suscettibili di ricorso gerarchico?   No.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, gli incarichi di direzione di strutture articolate al loro interno in uffici dirigenziali generali sono conferiti:   a dirigenti della prima fascia dei ruoli dei dirigenti, istituiti in ogni amministrazione dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, o, con contratto a tempo determinato, a persone in possesso delle specifiche qualità professionali richieste da detto decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, gli incarichi di livello equivalente a quello di direzione di strutture articolate al loro interno in uffici dirigenziali generali sono conferiti:   a dirigenti della prima fascia dei ruoli dei dirigenti delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, istituiti presso ogni amministrazione o, con contratto a tempo determinato, a persone in possesso delle specifiche qualità professionali richieste da detto decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   svolgono tutti i compiti ad essi delegati dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali riferiscono:   al ministro sull'attività da essi svolta correntemente e in tutti i casi in cui il ministro lo ritenga opportuno.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   curano i rapporti con gli uffici degli organismi internazionali nelle materie di competenza secondo le specifiche direttive dell'organo di direzione politica, sempreché tali rapporti non siano espressamente affidati ad apposito ufficio o organo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   rispondono ai rilievi degli organi di controllo sugli atti di competenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   decidono sui ricorsi gerarchici contro gli atti non definitivi dei dirigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   hanno il potere di conciliare e transigere le liti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   richiedono direttamente pareri agli organi consultivi dell'amministrazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   svolgono le attività di gestione dei rapporti sindacali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   svolgono le attività di gestione dei rapporti di lavoro.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   svolgono le attività di gestione del personale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   svolgono le attività di organizzazione del personale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   decidono sui ricorsi gerarchici contro i provvedimenti amministrativi non definitivi dei dirigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   definiscono gli obiettivi che i dirigenti devono perseguire e attribuiscono le conseguenti risorse umane, finanziarie e materiali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   curano l'attuazione delle direttive generali definite dal ministro.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   adottano gli atti relativi all'organizzazione degli uffici di livello dirigenziale non generale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   adottano i provvedimenti amministrativi rientranti nella competenza dei propri uffici, salvo quelli delegati ai dirigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   esercitano i poteri di acquisizione delle entrate rientranti nella competenza dei propri uffici.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   esercitano i poteri di spesa rientranti nella competenza dei propri uffici.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   adottano gli atti rientranti nella competenza dei propri uffici, salvo quelli delegati ai dirigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   controllano l'attività dei responsabili dei procedimenti amministrativi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   dirigono l'attività dei responsabili dei procedimenti amministrativi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   coordinano l'attività dei responsabili dei procedimenti amministrativi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   propongono l'adozione, nei confronti dei dirigenti, della revoca dell'incarico dirigenziale nei casi nei quali é prevista l'adozione di siffatta misura.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   controllano l'attività dei dirigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   coordinano l'attività dei dirigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   dirigono l'attività dei dirigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   dirigono l'attività dei dirigenti, anche con potere sostitutivo in caso di inerzia.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   formulano proposte al ministro, nelle materie di sua competenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   esprimono pareri al ministro, nelle materie di sua competenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   definiscono gli obiettivi che i dirigenti devono perseguire.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   curano l'attuazione dei programmi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   attribuiscono ai dirigenti gli incarichi e la responsabilità di specifici progetti e gestioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   curano l'attuazione dei piani.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i provvedimenti adottati dai dirigenti preposti al vertice dell'amministrazione sono suscettibili di ricorso gerarchico?   No.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i provvedimenti adottati dai dirigenti preposti al vertice dell'amministrazione:   non sono suscettibili di ricorso gerarchico.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, il controllo dell'attività dei dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale spetta:   ai dirigenti di uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, il controllo dell'attività dei responsabili dei procedimenti amministrativi degli uffici di livello dirigenziale non generale spetta:   ai dirigenti di uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, il coordinamento dell'attività dei dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale spetta:   ai dirigenti di uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, il coordinamento dell'attività dei responsabili dei procedimenti amministrativi degli uffici di livello dirigenziale non generale spetta:   ai dirigenti di uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, il potere di decidere i ricorsi gerarchici contro gli atti non definitivi dei dirigenti di uffici dirigenziali di livello non generale spetta:   ai dirigenti di uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, il potere di decidere i ricorsi gerarchici contro i provvedimenti amministrativi non definitivi dei dirigenti di uffici dirigenziali di livello non generale spetta:   ai dirigenti di uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, il potere di richiedere direttamente pareri agli organi consultivi dell'amministrazione spetta:   ai dirigenti di uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, in ciascuna struttura organizzativa non affidata alla direzione del dirigente generale, tra il dirigente preposto all'ufficio di più elevato livello ed il dirigente preposto ad ufficio di livello inferiore intercorre una relazione di:   sovraordinazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, la cura dei rapporti con gli uffici degli organismi internazionali spetta:   nelle materie di competenza, ai dirigenti di uffici dirigenziali generali, secondo le specifiche direttive dell'organo di direzione politica, sempreché tali rapporti non siano espressamente affidati ad apposito ufficio o organo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, la cura dei rapporti con gli uffici dell'Unione europea spetta:   nelle materie di competenza, ai dirigenti di uffici dirigenziali generali, secondo le specifiche direttive dell'organo di direzione politica, sempreché tali rapporti non siano espressamente affidati ad apposito ufficio o organo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, la definizione degli obiettivi che devono perseguire i dirigenti degli uffici dirigenziali di livello non generale spetta:   ai dirigenti di uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, la direzione dell'attività dei dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale spetta:   ai dirigenti di uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, la direzione dell'attività dei responsabili dei procedimenti amministrativi degli uffici di livello dirigenziale non generale spetta:   ai dirigenti di uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, la direzione, il coordinamento ed il controllo dell'attività degli uffici dipendenti da quelli di livello dirigenziale non generale spettano:   ai dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, l'adozione degli atti e dei provvedimenti amministrativi che rientrano nella competenza degli uffici dirigenziali generali, salvo quelli delegati ai dirigenti, spetta:   ai dirigenti di uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, l'attribuzione delle risorse umane, finanziarie e materiali agli uffici di livello dirigenziale non generale spetta:   ai dirigenti di uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, l'esercizio dei compiti e dei poteri attribuiti ai dirigenti di uffici dirigenziali generali può essere conferito anche a dirigenti preposti all'attuazione di particolari gestioni?   Sì.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, l'esercizio dei compiti e dei poteri attribuiti ai dirigenti di uffici dirigenziali generali può essere conferito anche a dirigenti preposti all'attuazione di particolari programmi?   Sì.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, l'esercizio dei compiti e dei poteri attribuiti ai dirigenti di uffici dirigenziali generali può essere conferito anche a dirigenti preposti all'attuazione di particolari progetti?   Sì.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, l'esercizio dei compiti e dei poteri attribuiti ai dirigenti di uffici dirigenziali generali:   può essere conferito anche a dirigenti preposti all'attuazione di particolari gestioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, l'esercizio dei compiti e dei poteri attribuiti ai dirigenti di uffici dirigenziali generali:   può essere conferito anche a dirigenti preposti a strutture organizzative comuni a più amministrazioni pubbliche.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, l'esercizio dei compiti e dei poteri attribuiti ai dirigenti di uffici dirigenziali generali:   può essere conferito anche a dirigenti preposti all'attuazione di particolari progetti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, l'esercizio dei compiti e dei poteri attribuiti ai dirigenti di uffici dirigenziali generali:   può essere conferito anche a dirigenti preposti all'attuazione di particolari programmi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, l'esercizio dei poteri di spesa e quelli di acquisizione delle entrate rientranti nella competenza degli uffici dirigenziali generali spetta:   ai dirigenti di uffici dirigenziali generali, salvo quelli delegati ai dirigenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, l'esercizio del potere sostitutivo in caso di inerzia dei dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale spetta:   ai dirigenti di uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, salve le particolari disposizioni concernenti le carriere diplomatica e prefettizia e le carriere delle Forze di Polizia e delle Forze armate:   la dirigenza é articolata nelle due fasce dei ruoli istituiti presso ogni amministrazione dello Stato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, degli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale generale:   é data comunicazione al Senato della Repubblica ed alla Camera dei deputati, allegando una scheda relativa ai titoli ed alle esperienze professionali dei soggetti prescelti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, degli incarichi di direzione di strutture articolate al loro interno in uffici dirigenziali generali:   é data comunicazione al Senato della Repubblica ed alla Camera dei deputati, allegando una scheda relativa ai titoli ed alle esperienze professionali dei soggetti prescelti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, degli incarichi dirigenziali di livello equivalente agli incarichi di direzione di strutture articolate al loro interno in uffici dirigenziali generali:   é data comunicazione al Senato della Repubblica ed alla Camera dei deputati, allegando una scheda relativa ai titoli ed alle esperienze professionali dei soggetti prescelti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, gli atti adottati dai dirigenti preposti al vertice dell'amministrazione:   non sono suscettibili di ricorso gerarchico.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, gli atti adottati dai dirigenti preposti al vertice dell'amministrazione:   non sono suscettibili di ricorso gerarchico.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale generale e di direzione degli uffici di livello dirigenziale:   possono essere entrambi conferiti a tempo determinato entro il limite del dieci per cento della dotazione organica dei dirigenti appartenenti alla prima fascia dei ruoli e dell'otto per cento della dotazione organica di quelli appartenenti alla seconda fascia.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale generale sono conferiti:   con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro competente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale generale sono conferiti:   a dirigenti della prima fascia dei ruoli dei dirigenti delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, istituiti presso ogni amministrazione o, in misura non superiore al settanta per cento della relativa dotazione, agli altri dirigenti appartenenti ai medesimi ruoli ovvero, con contratto a tempo determinato, a persone in possesso delle specifiche qualità professionali richieste ai sensi del detto decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale generale:   possono essere conferiti a tempo determinato a persone che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e postuniversitaria, da pubblicazioni scientifiche o da concrete esperienze di lavoro.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale generale:   possono essere conferiti a tempo determinato a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale, che abbiano svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati o aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale sono conferiti:   dal dirigente dell'ufficio di livello dirigenziale generale ai dirigenti assegnati al suo ufficio.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale:   possono essere conferiti a tempo determinato a persone che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e postuniversitaria, da pubblicazioni scientifiche o da concrete esperienze di lavoro maturate, anche presso amministrazioni statali, in posizioni funzionali previste per l'accesso alla dirigenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale:   possono essere conferiti a tempo determinato a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale, che abbiano svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati o aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale:   possono essere conferiti a tempo determinato a persone provenienti dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, gli incarichi di direzione di strutture articolate al loro interno in uffici dirigenziali generali e quelli di livello equivalente:   cessano decorsi novanta giorni dal voto sulla fiducia al Governo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, gli incarichi di direzione di strutture articolate al loro interno in uffici dirigenziali generali sono conferiti:   con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro competente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, gli incarichi di direzione di strutture articolate al loro interno in uffici dirigenziali generali:   cessano decorsi novanta giorni dal voto sulla fiducia al Governo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, gli incarichi di livello equivalente a quelli di direzione di strutture articolate al loro interno in uffici dirigenziali generali:   cessano decorsi novanta giorni dal voto sulla fiducia al Governo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, gli incarichi di livello equivalente a quello di direzione di strutture articolate al loro interno in uffici dirigenziali generali sono conferiti:   con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro competente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dipendenti di pubbliche amministrazioni ai quali sono conferiti incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale generale:   per tutta la durata del contratto sono collocati in aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell'anzianità di servizio.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dipendenti di pubbliche amministrazioni ai quali sono conferiti incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale:   per tutta la durata del contratto sono collocati in aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell'anzianità di servizio.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti ai quali non sia affidata la titolarità di uffici dirigenziali:   svolgono, su richiesta degli organi di vertice delle amministrazioni che ne abbiano interesse, funzioni di studio e ricerca.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti ai quali non sia affidata la titolarità di uffici dirigenziali:   svolgono, su richiesta degli organi di vertice delle amministrazioni che ne abbiano interesse, funzioni di consulenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti ai quali non sia affidata la titolarità di uffici dirigenziali:   svolgono, su richiesta degli organi di vertice delle amministrazioni che ne abbiano interesse, funzioni ispettive.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   coordinano l'attività degli uffici che da essi dipendono.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   controllano l'attività degli uffici che da essi dipendono.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   dirigono l'attività dei responsabili dei procedimenti amministrativi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   controllano l'attività dei responsabili dei procedimenti amministrativi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   coordinano l'attività dei responsabili dei procedimenti amministrativi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   dirigono l'attività degli uffici che da essi dipendono.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   dirigono l'attività degli uffici che da essi dipendono, anche con poteri sostitutivi in caso di inerzia.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   formulano proposte ai dirigenti degli uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   esprimono pareri ai dirigenti degli uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   curano l'attuazione delle gestioni ad essi assegnate dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   curano l'attuazione dei progetti ad essi assegnati dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali ed adottano i relativi provvedimenti amministrativi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   esercitano i poteri di acquisizione delle entrate relativi all'attuazione dei progetti ad essi assegnati dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   curano l'attuazione delle gestioni ad essi assegnate dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali ed adottano i relativi atti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   esercitano i poteri di spesa relativi all'attuazione dei progetti ad essi assegnati dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   curano l'attuazione delle gestioni ad essi assegnate dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali ed adottano i relativi provvedimenti amministrativi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale, tra l'altro:   curano l'attuazione dei progetti ad essi assegnati dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali ed adottano i relativi atti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   riferiscono al ministro sull'attività da essi svolta correntemente e in tutti i casi in cui il ministro lo richieda.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i dirigenti preposti ad uffici dirigenziali di livello generale, tra l'altro:   sulla base delle indicazioni di cui a detto decreto, adottano misure organizzative idonee a consentire la rilevazione e l'analisi dei costi della gestione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i provvedimenti adottati dai dirigenti preposti al vertice dell'amministrazione sono suscettibili di ricorso gerarchico?   No.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, i provvedimenti adottati dai dirigenti preposti al vertice dell'amministrazione:   non sono suscettibili di ricorso gerarchico.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, il mancato raggiungimento degli obiettivi può comportare per il dirigente interessato la revoca dell'incarico:   con collocamento a disposizione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, il potere di provvedere alla gestione del personale assegnato agli uffici di livello dirigenziale non generale spetta:   ai dirigenti di detti uffici.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, il potere sostitutivo, in caso di inerzia nell'espletamento dell'attività da parte degli uffici dipendenti da quelli di livello dirigenziale non generale, spetta:   ai dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, il trattamento economico accessorio del personale con qualifica di dirigente é correlato alle funzioni attribuite e alle connesse responsabilità:   e la graduazione di queste ultime è, a detto fine, definita con decreto ministeriale per le amministrazioni dello Stato e con provvedimenti dei rispettivi organi di governo per le altre amministrazioni o enti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, il trattamento economico accessorio del personale con qualifica di dirigente é:   correlato alle funzioni attribuite e alle connesse responsabilità.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, la retribuzione del personale con qualifica di dirigente é determinata:   dai contratti collettivi per le aree dirigenziali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, per gli incarichi di direzione degli uffici dirigenziali di livello generale, il trattamento economico fondamentale é stabilito con contratto individuale:   assumendo come parametri di base i valori economici massimi contemplati dai contratti collettivi per le aree dirigenziali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, per gli incarichi di direzione degli uffici dirigenziali di livello generale, sono determinati con contratto individuale:   gli istituti del trattamento economico accessorio, collegato al livello di responsabilità attribuito con l'incarico di funzione ed ai risultati conseguiti nell'attività amministrativa e di gestione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, per il conferimento di ciascun incarico di funzione dirigenziale si tiene conto, tra l'altro:   delle attitudini e delle capacità professionali del singolo dirigente, anche in relazione ai risultati conseguiti, con riferimento agli obiettivi fissati nella direttiva annuale e negli altri atti di indirizzo del ministro.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, per le amministrazioni che esercitano competenze in materia di difesa e sicurezza dello Stato, la ripartizione delle attribuzioni tra livelli dirigenziali differenti:   é demandata ai rispettivi ordinamenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, per le amministrazioni che esercitano competenze in materia di polizia e giustizia, la ripartizione delle attribuzioni tra livelli dirigenziali differenti:   é demandata ai rispettivi ordinamenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, può essere preposto al vertice un capo dipartimento con funzione di coordinamento di uffici dirigenziali di livello generale?   Sì, e gli ordinamenti delle amministrazioni pubbliche ne definiscono i compiti e i poteri.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, può essere preposto al vertice un dirigente, comunque denominato, con funzione di coordinamento di uffici dirigenziali di livello generale?   Sì, e gli ordinamenti delle amministrazioni pubbliche ne definiscono i compiti e i poteri.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, qualora siano conferiti incarichi ai dirigenti in ragione del loro ufficio:   i compensi dovuti dai terzi sono corrisposti direttamente alla amministrazione e confluiscono nelle risorse destinate al trattamento economico accessorio della dirigenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, qualora un incarico di direzione di un ufficio di livello dirigenziale generale venga conferito a tempo determinato, il relativo trattamento economico:   può essere integrato da una indennità commisurata alla specifica qualificazione professionale, tenendo conto della temporaneità del rapporto e delle condizioni di mercato relative alle specifiche competenze professionali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, qualora un incarico di direzione di un ufficio di livello dirigenziale venga conferito a tempo determinato, il relativo trattamento economico:   può essere integrato da una indennità commisurata alla specifica qualificazione professionale, tenendo conto della temporaneità del rapporto e delle condizioni di mercato relative alle specifiche competenze professionali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni dello Stato, spetta ai dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale un potere sostitutivo nel caso di inerzia nell'espletamento dell'attività assegnata agli uffici che da essi dipendono?   Sì.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni pubbliche la consistenza e la variazione delle dotazioni organiche:   sono determinate in funzione delle finalità indicate in detto decreto, previa verifica degli effettivi fabbisogni e previa consultazione delle organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi del medesimo decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni pubbliche l'organizzazione e la disciplina degli uffici, nonché la consistenza e la variazione delle dotazioni organiche:   sono determinate in funzione delle finalità indicate in detto decreto, previa verifica degli effettivi fabbisogni e previa consultazione delle organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi del medesimo decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni pubbliche l'organizzazione e la disciplina degli uffici:   sono determinate in funzione delle finalità indicate in detto decreto, previa consultazione delle organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi del medesimo decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, l'accesso alla qualifica di dirigente:   avviene a seguito di concorso per esami indetto dalle singole amministrazioni, ovvero per corso-concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, avverso la sentenza con la quale il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, in mancanza dell'accordo sull'interpretazione autentica di una clausola del contratto collettivo nazionale, decide la relativa questione:   il ricorso per cassazione può essere proposto anche per violazione o falsa applicazione del contratto collettivo nazionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, avverso la sentenza con la quale il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, in mancanza dell'accordo sull'interpretazione autentica di una clausola dell'accordo collettivo nazionale, decide la relativa questione:   il ricorso per cassazione può essere proposto anche per violazione o falsa applicazione dell'accordo collettivo nazionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, avverso la sentenza con la quale il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, in mancanza dell'accordo sull'interpretazione autentica di una clausola del contratto o dell'accordo collettivo nazionale, decide la relativa questione, può essere proposto ricorso per cassazione per violazione o falsa applicazione dei medesimi?   Sì.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle istituzioni e negli enti di ricerca e sperimentazione, le attribuzioni della dirigenza amministrativa:   non si estendono alla gestione della ricerca e dell'insegnamento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle istituzioni pubbliche di alta cultura le attribuzioni della dirigenza amministrativa:   non si estendono alla gestione della ricerca e dell'insegnamento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle procedure di contrattazione collettiva, le pubbliche amministrazioni esercitano il potere di indirizzo nei confronti dell'Aran:   attraverso le loro istanze associative o rappresentative.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle pubbliche amministrazioni la libertà e l'attività sindacale sono tutelate:   nelle forme previste dalle disposizioni della legge 20 maggio 1970, n. 300 (c.d. Statuto dei lavoratori) e successive modificazioni ed integrazioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle pubbliche amministrazioni, nell'ambito della programmazione triennale del personale, le nuove assunzioni:   sono subordinate alla verificata impossibilità di ricollocare il personale in disponibilità iscritto nell'apposito elenco.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nelle università pubbliche le attribuzioni della dirigenza amministrativa:   non si estendono alla gestione della ricerca e dell'insegnamento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nell'esercizio delle proprie competenze, il dirigente scolastico:   promuove gli interventi per l'esercizio della libertà di insegnamento e per l'esercizio della libertà di scelta educativa delle famiglie.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nell'esercizio delle proprie competenze, il dirigente scolastico:   promuove gli interventi per l'attuazione del diritto all'apprendimento da parte degli alunni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nell'esercizio delle proprie competenze, il dirigente scolastico:   promuove gli interventi per assicurare la qualità dei processi formativi e la collaborazione delle risorse culturali, professionali, sociali ed economiche del territorio.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative il dirigente scolastico:   é coadiuvato dal responsabile amministrativo, che sovrintende, con autonomia operativa, nell'ambito delle direttive di massima impartite e degli obiettivi assegnati, ai servizi amministrativi ed ai servizi generali dell'istituzione scolastica, coordinando il relativo personale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative il dirigente scolastico:   può avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati specifici compiti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ogni amministrazione procede alla ridefinizione degli uffici e delle dotazioni organiche:   adottando gli atti previsti dal proprio ordinamento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ogni provvedimento disciplinare a carico del dipendente di un'amministrazione pubblica, ad eccezione del rimprovero verbale, deve essere adottato previa tempestiva contestazione scritta dell'addebito al dipendente:   e quest'ultimo viene sentito a sua difesa con l'eventuale assistenza di un procuratore ovvero di un rappresentante dell'associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, ogni provvedimento disciplinare:   deve essere adottato previa tempestiva contestazione scritta dell'addebito al dipendente, ad eccezione del rimprovero verbale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per ciascun incarico di direzione degli uffici delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo:   sono individuati l'oggetto, gli obiettivi da conseguire, nonché la durata dell'incarico.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per ciascun incarico di direzione degli uffici delle amministrazioni dello Stato:   é definito contrattualmente esclusivamente il trattamento economico.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per garantire modalità di rilevazione certe ed obiettive dei dati associativi e dei dati elettorali necessari ad accertare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della contrattazione collettiva:   é istituito presso l'Aran un comitato paritetico, che può essere articolato per comparti, al quale partecipano le organizzazioni sindacali ammesse alla contrattazione collettiva nazionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per gli avvocati dello Stato il conferimento degli incarichi di funzioni dirigenziali:   continua ad essere regolato secondo l'ordinamento di settore.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni i contratti collettivi definiscono, secondo criteri obiettivi di misurazione, i trattamenti economici accessori collegati, tra l'altro:   alla produttività individuale ed alla produttività collettiva, tenendo conto dell'apporto di ciascun dipendente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni i contratti collettivi definiscono, secondo criteri obiettivi di misurazione, i trattamenti economici accessori collegati, tra l'altro, alla produttività individuale e collettiva e compete ai dirigenti la valutazione dell'apporto partecipativo di ciascun dipendente:   nell'ambito di criteri obiettivi definiti dalla contrattazione collettiva.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni i contratti collettivi definiscono, secondo criteri obiettivi di misurazione, i trattamenti economici accessori collegati, tra l'altro:   all'effettivo svolgimento di attività pericolose per la salute.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni i contratti collettivi definiscono, secondo criteri obiettivi di misurazione, i trattamenti economici accessori collegati, tra l'altro:   all'effettivo svolgimento di attività particolarmente disagiate obiettivamente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni i contratti collettivi definiscono, secondo criteri obiettivi di misurazione, i trattamenti economici accessori collegati, tra l'altro:   all'effettivo svolgimento di attività dannose per la salute.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni:   il trattamento economico fondamentale ed accessorio é definito dai contratti collettivi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per i professori universitari a tempo pieno, i criteri per il rilascio dell'autorizzazione all'espletamento di incarichi retribuiti nei casi previsti dal succitato decreto legislativo sono disciplinati:   dagli statuti o dai regolamenti degli atenei.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per i professori universitari a tempo pieno, le procedure per il rilascio dell'autorizzazione all'espletamento di incarichi retribuiti nei casi previsti dal succitato decreto legislativo sono disciplinate:   dagli statuti o dai regolamenti degli atenei.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per il coniuge superstite e per i figli del personale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco deceduto nell'espletamento del servizio le assunzioni obbligatorie da parte delle amministrazioni pubbliche avvengono:   per chiamata diretta nominativa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per il coniuge superstite e per i figli del personale della Polizia municipale deceduto nell'espletamento del servizio le assunzioni obbligatorie da parte delle amministrazioni pubbliche avvengono:   per chiamata diretta nominativa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per il coniuge superstite e per i figli del personale delle Forze dell'ordine deceduto nell'espletamento del servizio le assunzioni obbligatorie da parte delle amministrazioni pubbliche avvengono:   per chiamata diretta nominativa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per il Ministero degli affari esteri, la ripartizione delle attribuzioni tra livelli dirigenziali differenti:   é demandata al relativo ordinamento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per il personale della carriera diplomatica il conferimento degli incarichi di funzioni dirigenziali:   continua ad essere regolato secondo l'ordinamento di settore.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per il personale della carriera prefettizia il conferimento degli incarichi di funzioni dirigenziali:   continua ad essere regolato secondo l'ordinamento di settore.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per il personale della magistratura ordinaria, amministrativa e contabile il conferimento degli incarichi di funzioni dirigenziali:   continua ad essere regolato secondo i rispettivi ordinamenti di settore.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per il personale delle Forze di polizia di Stato il conferimento degli incarichi di funzioni dirigenziali:   continua ad essere regolato secondo l'ordinamento di settore.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per il personale militare il conferimento degli incarichi di funzioni dirigenziali:   continua ad essere regolato secondo l'ordinamento di settore.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni - esclusi i casi espressamente stabiliti - é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria:   si intendono tutti gli incarichi, anche occasionali, non compresi nei compiti e nei doveri di ufficio, per i quali é previsto, sotto qualsiasi forma, un compenso.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per la certificazione dei dati associativi e dei dati elettorali necessari ad accertare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della contrattazione collettiva:   é istituito presso l'Aran un comitato paritetico, che può essere articolato per comparti, al quale partecipano le organizzazioni sindacali ammesse alla contrattazione collettiva nazionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per la Presidenza del Consiglio dei ministri, la ripartizione delle attribuzioni tra livelli dirigenziali differenti:   é demandata al relativo ordinamento.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per la raccolta dei dati relativi alle deleghe per il versamento dei contributi sindacali, necessari ad accertare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della contrattazione collettiva:   l'Aran, sulla base di apposite convenzioni, si avvale, tra l'altro, della collaborazione delle istanze rappresentative o associative delle pubbliche amministrazioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per la ridefinizione degli uffici e delle dotazioni organiche, tra l'altro:   si procede periodicamente e comunque a scadenza triennale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per la ridefinizione degli uffici e delle dotazioni organiche, tra l'altro:   si procede ove risulti necessario a seguito di riordino, fusione, trasformazione o trasferimento di funzioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per la risoluzione di eventuali controversie concernenti la rilevazione dei dati associativi e dei dati elettorali necessari ad accertare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della contrattazione collettiva:   é istituito presso l'Aran un comitato paritetico, che può essere articolato per comparti, al quale partecipano le organizzazioni sindacali ammesse alla contrattazione collettiva nazionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per la stipulazione degli accordi che definiscono i comparti della contrattazione collettiva nazionale riguardanti settori omogenei o affini, le competenze inerenti alla contrattazione collettiva sono esercitate:   in forma collegiale, tramite un apposito organismo di coordinamento dei comitati di settore costituito presso l'Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per la stipulazione degli accordi che definiscono i comparti della contrattazione collettiva nazionale riguardanti settori omogenei o affini, le funzioni di indirizzo nei confronti dell'Aran sono esercitate:   in forma collegiale, tramite un apposito organismo di coordinamento dei comitati di settore costituito presso l'Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per la stipulazione degli accordi che modificano i comparti della contrattazione collettiva nazionale riguardanti settori omogenei o affini, le competenze inerenti alla contrattazione collettiva sono esercitate:   in forma collegiale, tramite un apposito organismo di coordinamento dei comitati di settore costituito presso l'Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per la stipulazione degli accordi che modificano i comparti della contrattazione collettiva nazionale riguardanti settori omogenei o affini, le funzioni di indirizzo nei confronti dell'Aran sono esercitate:   in forma collegiale, tramite un apposito organismo di coordinamento dei comitati di settore costituito presso l'Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per le amministrazioni che esercitano competenze in materia di difesa e sicurezza dello Stato, le operazioni di verifica dei risultati:   sono effettuate dal ministro per i dirigenti e dal Consiglio dei ministri per i dirigenti preposti ad ufficio di livello dirigenziale generale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per le amministrazioni dello Stato che esercitano competenze in materia di polizia e di giustizia, le operazioni di verifica dei risultati:   sono effettuate dal ministro per i dirigenti e dal Consiglio dei ministri per i dirigenti preposti ad ufficio di livello dirigenziale generale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per le amministrazioni dello Stato il ministro competente, entro dieci giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio, anche sulla base delle proposte dei dirigenti degli uffici dirigenziali generali:   effettua l'assegnazione ai dirigenti preposti ai centri di responsabilità delle rispettive amministrazioni delle risorse umane, materiali ed economico-finanziarie.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per le amministrazioni dello Stato la elaborazione di norme tecniche e criteri per le rilevazioni ed analisi dei costi e dei rendimenti della gestione può essere chiesta all'Istituto nazionale di statistica (Istat):   dal Dipartimento della funzione pubblica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per le amministrazioni dello Stato la elaborazione di norme tecniche e criteri per le rilevazioni ed analisi dei costi e dei rendimenti delle decisioni organizzative può essere chiesta all'Istituto nazionale di statistica (Istat):   dal Dipartimento della funzione pubblica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per le amministrazioni dello Stato la elaborazione di procedure informatiche standardizzate allo scopo di evidenziare gli scostamenti dei costi rispetto a valori medi e ''standards'' può essere chiesta al Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione:   dal Dipartimento della funzione pubblica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per le amministrazioni dello Stato la elaborazione di procedure informatiche standardizzate allo scopo di evidenziare gli scostamenti dei rendimenti rispetto a valori medi e ''standards'' può essere chiesta al Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione:   dal Dipartimento della funzione pubblica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per le amministrazioni dello Stato la programmazione triennale del fabbisogno del personale, al fine delle variazioni delle dotazioni organiche:   é deliberata dal Consiglio dei ministri.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, l'avvio delle procedure di reclutamento:   é subordinato alla previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per le amministrazioni dello Stato, la elaborazione di norme tecniche e criteri per le rilevazioni ed analisi dei costi e dei rendimenti dell'attività amministrativa può essere chiesta all'Istituto nazionale di statistica (Istat):   dal Dipartimento della funzione pubblica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per le assunzioni nelle amministrazioni dello Stato, per gli uffici aventi sede compartimentale:   possono essere banditi concorsi unici circoscrizionali per l'accesso alle varie professionalità.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per le assunzioni nelle amministrazioni dello Stato, per gli uffici aventi sede provinciale:   possono essere banditi concorsi unici circoscrizionali per l'accesso alle varie professionalità.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per le assunzioni nelle amministrazioni dello Stato, per gli uffici aventi sede regionale:   possono essere banditi concorsi unici circoscrizionali per l'accesso alle varie professionalità.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, per le controversie individuali relative ai rapporti alle dipendenze di una pubblica amministrazione devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, il tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dal codice di procedura civile:   si svolge con le procedure previste dai contratti collettivi, ovvero davanti al collegio di conciliazione istituito presso la competente Direzione provinciale del lavoro.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, più amministrazioni omogenee o affini possono istituire, mediante convenzione che ne regoli le modalità di costituzione e di funzionamento, un unico ufficio per la gestione di tutto o parte del contenzioso comune del lavoro?   Sì.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, possono essere costituite, anche per periodi determinati, delegazioni dell'Aran su base regionale o pluriregionale:   su richiesta dei comitati di settore, in relazione all'articolazione della contrattazione collettiva integrativa nel comparto ed alle specifiche esigenze delle pubbliche amministrazioni interessate.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, presso ogni amministrazione é istituito il ruolo dei dirigenti delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, e la Presidenza del Consiglio dei ministri cura:   una banca dati informatica contenente i dati relativi ai ruoli delle amministrazioni dello Stato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, può essere applicata una sanzione disciplinare ad un dipendente di un'amministrazione pubblica, qualora siano trascorsi inutilmente quindici giorni dalla convocazione per la difesa del medesimo?   Sì, la sanzione può essere applicata nei successivi quindici giorni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, quale forma di pubblicità é prevista per il codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni definito dal Dipartimento della funzione pubblica, sentite le confederazioni sindacali rappresentative?   La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, quale provvedimento deve adottare il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, quando per la definizione di una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione é necessario risolvere in via pregiudiziale una questione concernente la validità delle clausole di un contratto o accordo collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran ai sensi della procedura prevista da detto decreto legislativo?   Il giudice, con ordinanza non impugnabile, indica la questione da risolvere e fissa una nuova udienza di discussione non prima di centoventi giorni, disponendo la comunicazione dell'ordinanza, del ricorso introduttivo e della memoria difensiva all'Aran.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, quali sono i dati che le amministrazioni pubbliche sono tenute a fornire alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica in ordine ai permessi sindacali?   Le amministrazioni pubbliche sono tenute a fornire il numero complessivo ed i nominativi dei beneficiari dei permessi sindacali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, quali sono i dati che le amministrazioni pubbliche sono tenute a fornire alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica in ordine alle aspettative per motivi sindacali?   Le amministrazioni pubbliche sono tenute a fornire gli elenchi nominativi, suddivisi per qualifica, del personale dipendente collocato in aspettativa per motivi sindacali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, quali sono le organizzazioni sindacali che l'Aran ammette alla contrattazione collettiva nazionale?   Le organizzazioni sindacali che hanno nel comparto o nell'area una rappresentatività non inferiore al cinque per cento, considerando a tal fine la media tra il dato associativo e il dato elettorale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora al prestatore di lavoro siano assegnate mansioni proprie di una qualifica superiore rispetto a quelle per le quali è stato assunto, al di fuori dei casi nei quali ciò é espressamente consentito:   il dirigente che ha disposto l'assegnazione risponde personalmente del maggior onere conseguente, se ha agito con dolo o colpa grave.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora al prestatore di lavoro siano assegnate mansioni proprie di una qualifica superiore rispetto a quelle per le quali è stato assunto, al di fuori dei casi nei quali ciò é espressamente consentito, il dirigente che ha disposto l'assegnazione risponde personalmente del maggior onere conseguente?   Sì, se ha agito con dolo o colpa grave.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora al prestatore di lavoro siano attribuiti i compiti propri di mansioni superiori allo scopo di sopperire a vacanze di posti in organico, devono essere avviate le procedure per la copertura dei posti vacanti?   Sì, immediatamente, e comunque nel termine massimo di novanta giorni dalla data in cui il dipendente é assegnato alle predette mansioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora al prestatore di lavoro siano attribuiti i compiti propri di mansioni superiori allo scopo di sopperire a vacanze di posti in organico:   immediatamente, e comunque nel termine massimo di novanta giorni dalla data in cui il dipendente é assegnato alle predette mansioni, devono essere avviate le procedure per la copertura dei posti vacanti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora debba essere applicata una sanzione disciplinare ad un dipendente di un'amministrazione pubblica, trascorsi inutilmente quindici giorni dalla convocazione per la difesa del medesimo:   la sanzione viene applicata nei successivi quindici giorni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora decisioni giurisdizionali, emesse da un'autorità diversa dalla Corte costituzionale, producano nuovi oneri rispetto alle spese autorizzate per il personale, il Ministro dell'economia e delle finanze:   entro trenta giorni dalla conoscenza delle decisioni esecutive, presenta una relazione al Parlamento, impegnando Governo e Parlamento a definire con procedura d'urgenza una nuova disciplina legislativa idonea a ripristinare i limiti della spesa globale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora i dipendenti delle amministrazioni pubbliche siano destinati a prestare temporaneamente servizio presso amministrazioni pubbliche degli Stati candidati all'adesione all'Unione europea:   il trattamento economico può essere a carico delle amministrazioni di provenienza, di quelle di destinazione o essere suddiviso tra esse, ovvero essere rimborsato in tutto o in parte allo Stato italiano dall'Unione europea o da una organizzazione o ente internazionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora i dipendenti delle amministrazioni pubbliche siano destinati a prestare temporaneamente servizio presso amministrazioni pubbliche degli Stati membri dell'Unione europea:   il trattamento economico può essere a carico delle amministrazioni di provenienza, di quelle di destinazione o essere suddiviso tra esse, ovvero essere rimborsato in tutto o in parte allo Stato italiano dall'Unione europea o da una organizzazione o ente internazionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora i dipendenti delle amministrazioni pubbliche siano destinati a prestare temporaneamente servizio presso amministrazioni pubbliche di Stati con cui l'Italia intrattiene rapporti di collaborazione:   il trattamento economico può essere a carico delle amministrazioni di provenienza, di quelle di destinazione o essere suddiviso tra esse, ovvero essere rimborsato in tutto o in parte allo Stato italiano dall'Unione europea o da una organizzazione o ente internazionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora i dipendenti delle amministrazioni pubbliche siano destinati a prestare temporaneamente servizio presso le organizzazioni ed enti internazionali cui l'Italia aderisce:   il trattamento economico può essere a carico delle amministrazioni di provenienza, di quelle di destinazione o essere suddiviso tra esse, ovvero essere rimborsato in tutto o in parte allo Stato italiano dall'Unione europea o da una organizzazione o ente internazionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora i dipendenti delle amministrazioni pubbliche siano destinati a prestare temporaneamente servizio presso organismi dell'Unione europea:   il trattamento economico può essere a carico delle amministrazioni di provenienza, di quelle di destinazione o essere suddiviso tra esse, ovvero essere rimborsato in tutto o in parte allo Stato italiano dall'Unione europea o da una organizzazione o ente internazionale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora il cittadino di uno Stato membro della Unione europea intenda accedere a posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche, l'equivalenza tra i titoli accademici e di servizio rilevanti ai fini dell'ammissione al concorso e della nomina:   é stabilita, nei casi nei quali non sia intervenuta una disciplina di livello comunitario, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta dei Ministri competenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, in una controversia individuale concernente un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, rilevi che non é stato promosso il tentativo di conciliazione secondo le disposizioni recate da detto decreto legislativo:   sospende il giudizio e fissa alle parti il termine perentorio di sessanta giorni per promuovere il tentativo di conciliazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, in una controversia individuale concernente un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, rilevi che la domanda giudiziale é stata proposta prima della scadenza del termine di novanta giorni dalla promozione del tentativo di conciliazione:   sospende il giudizio e fissa alle parti il termine perentorio di sessanta giorni per promuovere il tentativo di conciliazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, nel giudizio concernente una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, con ordinanza non impugnabile fissi una nuova udienza di discussione, indicando una questione concernente l'interpretazione di una clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran, che é necessario risolvere in via pregiudiziale:   l'Aran, entro trenta giorni dalla comunicazione dell'ordinanza e degli altri atti previsti dalla legge, convoca le organizzazioni sindacali firmatarie per verificare la possibilità di un accordo sull'interpretazione autentica del contratto, ovvero sulla modifica della clausola controversa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, nel giudizio concernente una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, con ordinanza non impugnabile fissi una nuova udienza di discussione, indicando la questione concernente la validità di una clausola di un accordo collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran, che é necessario risolvere in via pregiudiziale:   l'Aran, entro trenta giorni dalla comunicazione dell'ordinanza e degli altri atti previsti dalla legge, convoca le organizzazioni sindacali firmatarie per verificare la possibilità di un accordo sull'interpretazione autentica dell'accordo, ovvero sulla modifica della clausola controversa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, nel giudizio concernente una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, con ordinanza non impugnabile fissi una nuova udienza di discussione, indicando la questione concernente l'interpretazione di una clausola di un accordo collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran, che é necessario risolvere in via pregiudiziale:   l'Aran, entro trenta giorni dalla comunicazione dell'ordinanza e degli altri atti previsti dalla legge, convoca le organizzazioni sindacali firmatarie per verificare la possibilità di un accordo sull'interpretazione autentica dell'accordo, ovvero sulla modifica della clausola controversa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, nel giudizio concernente una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, con ordinanza non impugnabile fissi una nuova udienza di discussione, indicando la questione concernente la validità di una clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran, che é necessario risolvere in via pregiudiziale:   l'Aran, entro trenta giorni dalla comunicazione dell'ordinanza e degli altri atti previsti dalla legge, convoca le organizzazioni sindacali firmatarie per verificare la possibilità di un accordo sull'interpretazione autentica del contratto, ovvero sulla modifica della clausola controversa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, nel giudizio concernente una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, con ordinanza non impugnabile fissi una nuova udienza di discussione, indicando una questione concernente l'efficacia di una clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran, che é necessario risolvere in via pregiudiziale:   l'Aran, entro 30 giorni dalla comunicazione dell'ordinanza e degli altri atti previsti dalla legge, convoca le organizzazioni sindacali firmatarie per verificare la possibilità di un accordo sull'interpretazione autentica del contratto, ovvero sulla modifica della clausola controversa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, nel giudizio concernente una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, con ordinanza non impugnabile fissi una nuova udienza di discussione, indicando una questione concernente l'efficacia di una clausola di un accordo collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran, che é necessario risolvere in via pregiudiziale:   l'Aran, entro 30 giorni dalla comunicazione dell'ordinanza e degli altri atti previsti dalla legge convoca le organizzazioni sindacali firmatarie per verificare la possibilità di un accordo sull'interpretazione autentica dell'accordo, ovvero sulla modifica della clausola controversa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, sia adito per la decisione di una controversia concernente l'assunzione al lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione:   la sentenza con la quale é riconosciuto il diritto all'assunzione ha effetto costitutivo del rapporto di lavoro.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, sia adito per la decisione di una controversia concernente l'assunzione al lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, la sentenza con la quale é riconosciuto che l'assunzione é avvenuta in violazione di norme ha effetto estintivo del rapporto di lavoro?   Sì.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, sia adito per la decisione di una controversia concernente l'assunzione al lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione:   la sentenza che accerta che l'assunzione al lavoro é avvenuta in violazione di norme sostanziali o procedurali ha anche effetto estintivo del rapporto di lavoro.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, sia adito per la decisione di una controversia concernente l'assunzione al lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, la sentenza con la quale é riconosciuto il diritto all'assunzione ha effetto costitutivo del rapporto di lavoro?   Sì.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora il prestatore di lavoro, nei casi espressamente previsti, sia adibito a mansioni proprie della qualifica immediatamente superiore a quelle per le quali è stato assunto:   per il periodo di effettiva prestazione, il lavoratore ha diritto al trattamento previsto per la qualifica superiore.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora il prestatore di lavoro, nei casi espressamente previsti, sia adibito a mansioni proprie della qualifica immediatamente superiore rispetto a quella per la quale egli é stato assunto, per il periodo di effettiva prestazione, il lavoratore ha diritto al trattamento previsto per la qualifica superiore?   Sì.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora la parte soccombente impugni con ricorso immediato per cassazione la sentenza del giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, che, nel giudizio avente ad oggetto una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, decide la sola questione pregiudiziale concernente l'efficacia della clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran:   il deposito nella cancelleria del giudice davanti a cui pende la causa di una copia del ricorso, dopo la notificazione alle altre parti, determina la sospensione del processo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora la parte soccombente impugni con ricorso immediato per cassazione la sentenza del giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, che, nel giudizio avente ad oggetto una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, decide la sola questione pregiudiziale concernente l'interpretazione della clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran:   il deposito nella cancelleria del giudice davanti a cui pende la causa di una copia del ricorso, dopo la notificazione alle altre parti, determina la sospensione del processo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora la parte soccombente impugni con ricorso immediato per cassazione la sentenza del giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, che, nel giudizio avente ad oggetto una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, decide la sola questione pregiudiziale concernente la validità della clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran:   il deposito nella cancelleria del giudice davanti a cui pende la causa di una copia del ricorso, dopo la notificazione alle altre parti, determina la sospensione del processo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora le organizzazioni sindacali ammesse alle trattative per la sottoscrizione dei contratti collettivi costituiscano rappresentanze sindacali aziendali:   a dette rappresentanze spettano, in proporzione alla rappresentatività, le garanzie previste dallo statuto dei lavoratori (legge 20 maggio 1970, n. 300) e le migliori condizioni derivanti dai contratti collettivi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale che riguardino almeno dieci dipendenti e diano corso alla procedura in materia di eccedenze di personale e mobilità collettiva, debbono darne preventiva comunicazione alle organizzazioni sindacali, firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area, indicando, tra l'altro:   le eventuali proposte per risolvere la situazione di eccedenza ed i relativi tempi di attuazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale che riguardino almeno dieci dipendenti e diano corso alla procedura in materia di eccedenze di personale e mobilità collettiva, debbono darne preventiva comunicazione alle organizzazioni sindacali, firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area, indicando, tra l'altro:   i motivi tecnici e organizzativi per i quali ritengono di non poter adottare misure idonee a riassorbire le eccedenze all'interno della medesima amministrazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale che riguardino almeno dieci dipendenti e diano corso alla procedura in materia di eccedenze di personale e mobilità collettiva, debbono darne preventiva comunicazione alle organizzazioni sindacali, firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area, indicando, tra l'altro:   il numero, la collocazione e le qualifiche del personale eccedente, nonché del personale abitualmente impiegato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale che riguardino almeno dieci dipendenti e diano corso alla procedura in materia di eccedenze di personale e mobilità collettiva, debbono darne preventiva comunicazione alle organizzazioni sindacali, firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area, indicando, tra l'altro:   le eventuali misure programmate per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale dell'attuazione delle proposte formulate per risolvere la situazione di eccedenza e dei relativi tempi di attuazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale che riguardino almeno dieci dipendenti e diano corso alla procedura in materia di eccedenze di personale e mobilità collettiva, debbono darne preventiva comunicazione alle organizzazioni sindacali, firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area, indicando, tra l'altro:   i motivi che determinano la situazione di eccedenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora le pubbliche amministrazioni rilevino eccedenze di personale che riguardino almeno dieci dipendenti e diano corso alla procedura in materia di eccedenze di personale e mobilità collettiva, le organizzazioni sindacali alle quali é data preventiva comunicazione dell'intento delle amministrazioni di attivare detta procedura:   possono richiedere che si proceda all'esame delle cause che hanno contribuito a determinare l'eccedenza del personale e delle possibilità di diversa utilizzazione del personale eccedente, o di una sua parte.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora le pubbliche amministrazioni sottoscrivano in sede decentrata contratti collettivi integrativi che comportino oneri non previsti negli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di ciascuna amministrazione:   le clausole difformi sono nulle e non possono essere applicate.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora le pubbliche amministrazioni sottoscrivano in sede decentrata contratti collettivi integrativi in contrasto con vincoli risultanti dai contratti collettivi nazionali:   le clausole difformi sono nulle e non possono essere applicate.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora le pubbliche amministrazioni vengano, in qualunque modo, a conoscenza di decisioni giurisdizionali che comportino oneri a carico del bilancio:   ne danno immediata comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero dell'economia e delle finanze.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora nel corso del giudizio dinanzi al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, sorga una questione concernente la validità di una clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran, che é necessario risolvere in via pregiudiziale:   il testo dell'eventuale accordo sull'interpretazione autentica del contratto collettivo, ovvero sulla modifica della clausola controversa raggiunto tra le organizzazioni sindacali firmatarie e l'Aran deve essere trasmesso a cura di quest'ultima alla cancelleria del giudice procedente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora nel corso del giudizio dinanzi al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, sorga una questione concernente la validità di una clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran, che é necessario risolvere in via pregiudiziale:   l'eventuale accordo tra l'Aran e le organizzazioni sindacali firmatarie sull'interpretazione autentica del contratto collettivo, ovvero sulla modifica della clausola controversa sostituisce la clausola medesima sin dall'inizio della vigenza del contratto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora nel corso del giudizio dinanzi al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, sorga una questione concernente l'efficacia di una clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran, che é necessario risolvere in via pregiudiziale:   l'eventuale accordo tra l'Aran e le organizzazioni sindacali firmatarie sull'interpretazione autentica del contratto collettivo, ovvero sulla modifica della clausola controversa sostituisce la clausola medesima sin dall'inizio della vigenza del contratto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora nel corso del giudizio dinanzi al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, sorga una questione concernente l'efficacia di una clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran, che é necessario risolvere in via pregiudiziale:   il testo dell'eventuale accordo sull'interpretazione autentica del contratto collettivo, ovvero sulla modifica della clausola controversa raggiunto tra le organizzazioni sindacali firmatarie e l'Aran deve essere trasmesso a cura di quest'ultima alla cancelleria del giudice procedente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora nel corso del giudizio dinanzi al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, sorga una questione concernente l'interpretazione di una clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran, che é necessario risolvere in via pregiudiziale:   il testo dell'eventuale accordo sull'interpretazione autentica del contratto collettivo, ovvero sulla modifica della clausola controversa raggiunto tra le organizzazioni sindacali firmatarie e l'Aran deve essere trasmesso a cura di quest'ultima alla cancelleria del giudice procedente.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora nel corso del giudizio dinanzi al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, sorga una questione concernente l'interpretazione di una clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran, che é necessario risolvere in via pregiudiziale:   l'eventuale accordo tra l'Aran e le organizzazioni sindacali firmatarie sull'interpretazione autentica del contratto collettivo, ovvero sulla modifica della clausola controversa sostituisce la clausola medesima sin dall'inizio della vigenza del contratto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora nel processo innanzi al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, avente ad oggetto una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, sia necessario risolvere una questione pregiudiziale concernente la validità di una clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran:   le organizzazioni sindacali firmatarie possono intervenire nel processo anche oltre il termine stabilito per la costituzione del convenuto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora nel processo innanzi al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, avente ad oggetto una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, sia necessario risolvere una questione pregiudiziale concernente la validità di una clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran:   l'Aran può intervenire nel processo anche oltre il termine stabilito per la costituzione del convenuto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora nel processo innanzi al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, avente ad oggetto una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, sia necessario risolvere una questione pregiudiziale concernente l'efficacia di una clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran:   le organizzazioni sindacali firmatarie possono intervenire nel processo anche oltre il termine stabilito per la costituzione del convenuto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora nel processo innanzi al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, avente ad oggetto una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, sia necessario risolvere una questione pregiudiziale concernente l'interpretazione di una clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran:   le organizzazioni sindacali firmatarie possono intervenire nel processo anche oltre il termine stabilito per la costituzione del convenuto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora nel processo innanzi al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, avente ad oggetto una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, sia necessario risolvere una questione pregiudiziale concernente l'efficacia di una clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran:   l'Aran può intervenire nel processo anche oltre il termine stabilito per la costituzione del convenuto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora nel processo innanzi al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, avente ad oggetto una controversia individuale relativa ad un rapporto di lavoro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, sia necessario risolvere una questione pregiudiziale concernente l'interpretazione di una clausola di un contratto collettivo nazionale sottoscritto dall'Aran:   l'Aran può intervenire nel processo anche oltre il termine stabilito per la costituzione del convenuto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora nelle controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, venga in questione un atto amministrativo presupposto impugnato davanti al giudice amministrativo:   l'impugnazione dell'atto amministrativo rilevante nella controversia non é causa di sospensione del processo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora sentenze della Corte costituzionale producano nuovi oneri rispetto alle spese autorizzate per il personale, il Ministro dell'economia e delle finanze:   entro trenta giorni dalla pubblicazione delle sentenze, presenta una relazione al Parlamento, impegnando Governo e Parlamento a definire con procedura d'urgenza una nuova disciplina legislativa idonea a ripristinare i limiti della spesa globale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora sia richiesta all'amministrazione di appartenenza di un dipendente pubblico la previa autorizzazione allo svolgimento da parte di quest'ultimo di un incarico retribuito:   l'amministrazione deve pronunciarsi sulla richiesta di autorizzazione entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta stessa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora sia richiesta all'amministrazione di appartenenza di un dipendente pubblico la previa autorizzazione allo svolgimento da parte di quest'ultimo di un incarico retribuito conferito da un'altra amministrazione pubblica:   l'autorizzazione é subordinata all'intesa tra le due amministrazioni e si prescinde dall'intesa se l'amministrazione presso cui il dipendente presta servizio non si pronunzia entro dieci giorni dalla ricezione della richiesta di intesa da parte dell'amministrazione di appartenenza.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora sia richiesta all'amministrazione di appartenenza di un dipendente pubblico la previa autorizzazione allo svolgimento da parte di quest'ultimo di un incarico retribuito conferito da un'altra amministrazione pubblica:   l'autorizzazione é subordinata all'intesa tra le due amministrazioni e il termine per provvedere é per l'amministrazione di appartenenza di quarantacinque giorni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora un soggetto privato intenda conferire ad un dipendente pubblico un incarico retribuito:   la previa autorizzazione all'amministrazione di appartenenza del dipendente deve essere richiesta dal soggetto che conferisce l'incarico o dal dipendente interessato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora un soggetto pubblico intenda conferire ad un dipendente pubblico un incarico retribuito:   la previa autorizzazione all'amministrazione di appartenenza del dipendente deve essere richiesta dal soggetto che conferisce l'incarico o dal dipendente interessato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora un soggetto pubblico o privato intenda conferire ad un dipendente pubblico un incarico retribuito, chi deve richiedere la previa autorizzazione allo svolgimento del medesimo all'amministrazione di appartenenza?   La previa autorizzazione deve essere richiesta dal soggetto che conferisce l'incarico o dal dipendente interessato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, qualora, nel corso del procedimento di contrattazione collettiva, la procedura di certificazione dell'attendibilità della quantificazione dei costi contrattuali e della loro compatibilità con gli strumenti di programmazione e di bilancio non si concluda entro quaranta giorni dall'ipotesi di accordo:   il Presidente dell'Aran ha mandato di sottoscrivere definitivamente il contratto collettivo, salvo che non si renda necessaria la riapertura delle trattative ai sensi delle disposizioni di detto decreto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, quando insorgano controversie sull'interpretazione dei contratti collettivi stipulati dalle pubbliche amministrazioni, le parti che li hanno sottoscritti si incontrano per definire consensualmente il significato della clausola controversa e l'eventuale accordo, stipulato con le procedure stabilite da detto decreto:   sostituisce la clausola in questione sin dall'inizio della vigenza del contratto.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, quando insorgano controversie sull'interpretazione dei contratti collettivi stipulati dalle pubbliche amministrazioni:   le parti che li hanno sottoscritti si incontrano per definire consensualmente il significato della clausola controversa.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, agli organi di governo:   spettano le decisioni in materia di atti normativi e l'adozione dei relativi atti di indirizzo interpretativo ed applicativo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, agli organi di governo:   spetta la definizione di obiettivi, priorità, piani, programmi e direttive generali per l'azione amministrativa e per la gestione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, agli organi di governo:   spetta la individuazione delle risorse umane, materiali ed economico-finanziarie da destinare alle diverse finalità e la loro ripartizione tra gli uffici di livello dirigenziale generale.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, agli organi di governo:   spetta la definizione dei criteri generali in materia di ausili finanziari a terzi e di determinazione di tariffe, canoni e analoghi oneri a carico di terzi.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, agli organi di governo:   spettano le nomine, designazioni ed atti analoghi ad essi attribuiti da specifiche disposizioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, agli organi di governo:   spettano le richieste di pareri alle autorità amministrative indipendenti ed al Consiglio di Stato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, ai dirigenti spetta:   l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l'amministrazione verso l'esterno.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, ai dirigenti spetta:   la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, gli organi di governo:   esercitano le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare ed adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento di tali funzioni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, i dirigenti:   sono responsabili in via esclusiva dell'attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, gli organi di governo:   verificano la rispondenza dei risultati dell'attività amministrativa e della gestione agli indirizzi da essi impartiti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, recante norme sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, più amministrazioni pubbliche omogenee o affini:   possono istituire, mediante convenzione che ne regoli le modalità di costituzione e di funzionamento, un unico ufficio per la gestione di tutto o parte del contenzioso comune.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, salvo che i contratti collettivi non prevedano, in relazione alle caratteristiche del comparto, diversi criteri dimensionali, le rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite, tra le altre, alla seguente condizione:   che l'ente occupi oltre quindici dipendenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, salvo che i contratti collettivi non prevedano, in relazione alle caratteristiche del comparto, diversi criteri dimensionali, l'organismo di rappresentanza unitaria del personale può essere costituito, tra le altre, alla seguente condizione:   che l'amministrazione occupi oltre quindici dipendenti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, se i contratti collettivi nazionali non hanno istituito apposite procedure di conciliazione e arbitrato, le sanzioni disciplinari possono essere impugnate dal lavoratore innanzi al collegio di conciliazione istituito presso la Direzione provinciale del lavoro competente per territorio; in tal caso:   la sanzione disciplinare resta sospesa fino alla decisione da parte del collegio.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, se i contratti collettivi nazionali non hanno istituito apposite procedure di conciliazione e arbitrato, le sanzioni disciplinari possono essere impugnate dal lavoratore:   innanzi al collegio di conciliazione istituito presso la Direzione provinciale del lavoro competente per territorio.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, sono disciplinati dai rispettivi ordinamenti, tra gli altri:   i magistrati ordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e delle Forze di polizia di Stato.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, sono disciplinati dai rispettivi ordinamenti, tra gli altri:   i magistrati ordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e delle Forze di polizia di Stato e il personale della carriera diplomatica.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, sono stabiliti limiti massimi per i permessi sindacali nel settore pubblico?   Sì, e sono determinati dalla contrattazione collettiva, in un apposito accordo tra l'Aran e le confederazioni sindacali rappresentative, ai sensi di detto decreto, al fine del contenimento, della trasparenza e della razionalizzazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, sono stabiliti limiti massimi per le aspettative sindacali nel settore pubblico?   Sì, e sono determinati dalla contrattazione collettiva, in un apposito accordo tra l'Aran e le confederazioni sindacali rappresentative, ai sensi di detto decreto, al fine del contenimento, della trasparenza e della razionalizzazione.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, sull'applicazione dei codici di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni:   vigilano i dirigenti responsabili di ciascuna struttura.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tra gli altri, il rapporto di impiego dei professori e dei ricercatori universitari é disciplinato:   dalle disposizioni rispettivamente vigenti, in attesa della specifica disciplina che lo regoli in modo organico.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tra gli altri, sono esclusi dagli incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria, quelli per i quali sono percepiti:   compensi derivanti dalla collaborazione a enciclopedie.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tra gli altri, sono esclusi dagli incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria, quelli per i quali sono percepiti compensi derivanti:   dalla partecipazione a seminari.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tra gli altri, sono esclusi dagli incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria, quelli per i quali sono percepiti compensi derivanti:   da incarichi per i quali é corrisposto solo il rimborso delle spese documentate.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tra gli altri, sono esclusi dagli incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria, quelli per i quali sono percepiti compensi derivanti:   dalla partecipazione a convegni.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tra gli altri, sono esclusi dagli incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria, quelli per i quali sono percepiti compensi derivanti:   dalla utilizzazione economica da parte dell'inventore di invenzioni industriali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tra gli altri, sono esclusi dagli incarichi retribuiti, il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria, quelli per i quali sono percepiti:   compensi derivanti dalla collaborazione a riviste.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tra gli altri, sono esclusi dagli incarichi retribuiti, il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria, quelli per i quali sono percepiti:   compensi derivanti dalla collaborazione a giornali.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tra gli altri, sono esclusi, dagli incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria quelli per i quali sono percepiti compensi derivanti:   dalla utilizzazione economica da parte dell'autore di opere dell'ingegno.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tra gli incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria sono ricompresi anche quelli per i quali é previsto solo il rimborso spese?   No, sempre che il rimborso riguardi solo le spese documentate.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tra gli incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria sono ricompresi anche quelli per i quali i compensi derivano da incarichi conferiti da organizzazioni sindacali?   No, purché si tratti di incarichi conferiti a dipendenti presso le stesse distaccati o in aspettativa non retribuita.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tra gli incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria sono ricompresi anche quelli per i quali i compensi derivano dalla partecipazione a convegni o seminari?   No.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tra gli incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria sono ricompresi anche quelli per i quali i compensi derivano dalla utilizzazione economica da parte dell'autore di opere dell'ingegno?   No.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tra gli incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria sono ricompresi anche quelli per i quali i compensi derivano dalla utilizzazione economica da parte dell'inventore di invenzioni industriali?   No.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tra gli incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria sono ricompresi anche quelli per i quali i compensi derivano dalla collaborazione a giornali e riviste?   No.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tra gli incarichi retribuiti il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria sono ricompresi anche quelli i cui compensi derivino da incarichi per lo svolgimento dei quali il dipendente é posto in posizione di aspettativa, di comando o di fuori ruolo?   No.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tra gli incarichi retribuiti, il cui svolgimento da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni - fatta eccezione nei casi espressamente stabiliti - é soggetto ad una particolare disciplina autorizzatoria, sono ricompresi anche gli incarichi occasionali?   Sì.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni e, in particolare, quelle concernenti le indennità di fine rapporto:   sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, ad eccezione di quelle relative a particolari rapporti espressamente indicati dalla legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, ad eccezione di quelle relative a particolari rapporti espressamente indicati dalla legge, sono devolute al giudice ordinario:   ancorché vengano in questione atti amministrativi presupposti.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni:   sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, ad eccezione di quelle relative a particolari rapporti espressamente indicati dalla legge.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165, tutti gli incarichi di direzione degli uffici delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo:   sono rinnovabili.
A norma del d. lgs. 30/03/01, n. 165,nelle amministrazioni dello Stato, il ministro é titolare del potere di annullamento per motivi di legittimità dei provvedimenti adottati dai dirigenti?   Sì.
A norma del d. lgs. 30/06/03, n. 196, il Garante per la protezione dei dati personali predispone annualmente una relazione sull'attività svolta e sullo stato di attuazione dello stesso codice, trasmessa entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello cui si riferisce:   al Parlamento e al Governo.
A norma del d. lgs. 30/06/03, n. 196, il Garante per la protezione dei dati personali, già istituito con L. 31/12/96, n. 675, é organo collegiale costituito da quattro membri:   eletti due dal Senato e due dalla Camera con voto limitato.
A norma del d. lgs. 30/06/03, n. 196, il Garante per la protezione dei dati personali, oltre a quanto previsto da specifiche disposizioni:   può vietare in tutto o in parte il trattamento illecito o non corretto di dati o disporne il blocco ai sensi di legge.
A norma del d. lgs. 30/06/03, n. 196, il Presidente e i membri del Garante per la protezione dei dati personali, durano in carica quattro anni e:   non possono essere confermati per più di una volta.
A norma del d. lgs. 31/03/98, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo:   le controversie in materia di pubblici servizi, ivi compresi quelli afferenti alla vigilanza sul credito.
A norma del D.P.R. 08 giugno 01, n. 327, le formalità previste per l'occupazione temporanea di aree non soggette ad esproprio, si applicano, in quanto compatibili:   nel caso di frane, e in ogni altro caso in cui si utilizzano beni altrui per urgenti ragioni di pubblica utilità.
A norma del D.P.R. 08 giugno 2001, n. 327, la dichiarazione di pubblica utilità si intende disposta:   tra l'altro quando l'autorità espropriante approva a tal fine il progetto definitivo dell'opera pubblica o di pubblica utilità, ovvero quando sono approvati il piano particolareggiato, il piano di lottizzazione, il piano di recupero, il piano di ricostruzione, il piano delle aree da destinare a insediamenti produttivi, ovvero quando è approvato il piano di zona.
A norma del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, ai fini e per gli effetti della presentazione di istanze agli organi della pubblica amministrazione:   si considera apposta in presenza del dipendente addetto la firma digitale inserita nel documento informatico presentato o depositato presso pubbliche amministrazioni.
A norma del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, la dichiarazione di chi non sa o non può firmare è raccolta:   dal pubblico ufficiale previo accertamento dell'identità personale del dichiarante.
A norma del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, la firma digitale la cui apposizione è autenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale:   si ha per riconosciuta ai sensi dell'art. 2703 c.c..
A norma del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, si ha per riconosciuta ai sensi dell'art. 2703 c.c. la firma digitale:   la cui apposizione è autenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato.
A norma del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, s'intende per documento informatico:   la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti.
A norma del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, s'intende per firma digitale:   il risultato della procedura informatica (validazione) basata su un sistema di chiavi asimmetriche a coppia, una pubblica ed una privata, che consente al titolare tramite la chiave privata ed al destinatario tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l'integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, ai fini e per gli effetti delle norme contenute nel titolo IV, capo I, dello stesso decreto:   il titolare del permesso di costruire, il committente e il costruttore sono responsabili della conformità delle opere alla normativa urbanistica, alle previsioni di piano nonché, unitamente al direttore dei lavori, a quelle del permesso e alle modalità esecutive stabilite dal medesimo.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, ai progetti relativi alla costruzione di nuovi edifici privati, ovvero alla ristrutturazione di interi edifici, ivi compresi quelli di edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata e agevolata, che devono essere redatti in osservanza delle prescrizioni tecniche, fissate con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, è fatto obbligo di allegare:   la dichiarazione del professionista abilitato di conformità degli elaborati alle disposizioni adottate ai sensi della parte seconda, capo III del medesimo decreto.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, al controllo dell'osservanza delle norme del capo VI del medesimo decreto in relazione al progetto delle opere in corso d'opera ovvero entro cinque anni dalla data di fine lavori dichiarata dal committente procede:   il comune.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, al recupero delle somme erogate sul fondo di cui all'articolo 102, comma 1, del medesimo decreto, per l'esecuzione di lavori di demolizione di opere in contravvenzione alle norme tecniche di cui alla parte seconda capo IV, si provvede:   a mezzo del competente ufficio comunale, in base alla liquidazione dei lavori stessi fatta dal competente ufficio tecnico della regione.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, alla formazione ed all'aggiornamento degli elenchi delle zone dichiarate sismiche agli effetti del capo IV, parte seconda, del medesimo decreto e dei valori attribuiti ai gradi di sismicità, nel rispetto dei criteri generali di cui all'art. 83, comma 2 dello stesso decreto, provvedono:   le regioni, sentite le province ed i comuni interessati.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, alla individuazione delle zone dichiarate sismiche agli effetti del capo IV, parte seconda, del medesimo decreto, provvedono:   le regioni, sentite le province ed i comuni interessati.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, avverso il provvedimento relativo alla domanda di autorizzazione indispensabile per l'inizio dei lavori nelle località sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicità all'uopo indicate nei decreti di cui all'articolo 83 del medesimo decreto, è ammesso il ricorso:   al presidente della giunta regionale.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, copia del decreto di sospensione dei lavori emesso ai sensi dell'art. 97, comma 1 del medesimo decreto, dal dirigente del competente ufficio tecnico della regione è comunicata, ai fini dell'osservanza dell'ordine di sospensione:   al dirigente o responsabile del competente ufficio comunale.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire, tra gli altri:   gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche delle superfici.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire, tra gli altri:   gli interventi di nuova costruzione.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire, tra gli altri:   gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche del volume.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire, tra gli altri:   gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche delle superfici.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire, tra gli altri:   gli interventi di nuova costruzione.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire, tra gli altri:   gli interventi di ristrutturazione urbanistica.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire, tra gli altri:   gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della sagoma.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire, tra gli altri:   gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire, tra gli altri:   gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche dei prospetti.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, costituiscono variazioni essenziali al progetto approvato:   la violazione delle norme vigenti in materia di edilizia antisismica, quando non attenga a fatti procedurali.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, costituiscono variazioni essenziali al progetto approvato:   le modifiche sostanziali di parametri urbanistico-edilizi del progetto approvato ovvero della localizzazione dell'edificio sull'area di pertinenza.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, costituiscono variazioni essenziali al progetto approvato:   il mutamento delle caratteristiche dell'intervento edilizio assentito.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, costituiscono variazioni essenziali al progetto approvato:   l'aumento consistente della cubatura o della superficie di solaio da valutare in relazione al progetto approvato.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, costituiscono variazioni essenziali al progetto approvato:   il mutamento della destinazione d'uso che implichi variazione degli standards normativamente previsti.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, dal Ministro per le infrastrutture e i trasporti, possono essere concesse deroghe all'osservanza delle norme tecniche di cui all'art. 83 del medesimo decreto:   previa apposita istruttoria da parte dell'ufficio periferico competente e parere favorevole del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, decorsi duecentoquaranta giorni dal termine per il versamento del contributo di costruzione:   il comune provvede alla riscossione coattiva del credito.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, durante l'esercizio degli impianti il proprietario, o per esso un terzo, che se ne assume la responsabilità, deve adottare le misure necessarie:   per contenere i consumi di energia, entro i limiti di rendimento previsti dalla normativa vigente in materia.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, entro il mese di dicembre di ogni anno il dirigente o il responsabile del servizio:   trasmette al prefetto l'elenco delle opere non sanabili per le quali il responsabile dell'abuso non ha provveduto nel termine previsto alla demolizione e al ripristino dei luoghi.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, entro quale termine coloro che in una zona sismica di nuova classificazione abbiano iniziato una costruzione prima dell'entrata in vigore del provvedimento di classificazione, sono tenuti a farne denuncia al competente ufficio tecnico della regione?   Entro quindici giorni dall'entrata in vigore del provvedimento di classificazione.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, entro quale termine deve essere ultimata la costruzione, non avente ad oggetto edifici pubblici o di uso pubblico, in corso in zone sismiche di nuova classificazione nel caso in cui l'ufficio tecnico accerti la conformità del progetto di costruzione alle norme tecniche di cui all'articolo 83 del medesimo decreto e l'idoneità della parte già legittimamente realizzata a resistere all'azione delle possibili azioni sismiche?   Entro due anni.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, fermo restando l'obbligo del titolo abilitativo all'intervento edilizio, nelle località sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicità all'uopo indicate nei decreti di cui all'art. 83 del medesimo decreto, non si possono iniziare i lavori:   senza preventiva autorizzazione scritta del competente ufficio tecnico della regione.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, gli atti aventi per oggetto lotti di terreno per i quali sia stato emesso dal dirigente o dal responsabile del competente ufficio comunale il provvedimento di sospensione della lottizzazione:   sono nulli e non possono essere stipulati, né in forma pubblica né in forma privata, dopo la trascrizione dell'ordinanza di sospensione emessa dal dirigente o dal responsabile del competente ufficio comunale e prima della sua eventuale cancellazione o della sopravvenuta inefficacia.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, gli atti tra vivi, sia in forma pubblica, sia in forma privata, aventi ad oggetto trasferimento di diritti reali relativi ad edifici, la cui costruzione è iniziata dopo il 17 marzo 1985, non recanti gli estremi del permesso di costruire o del permesso in sanatoria:   sono nulli e non possono essere stipulati.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, gli impianti di riscaldamento al servizio di edifici di nuova costruzione, il cui permesso di costruire sia rilasciato dopo il 25 luglio 1991, devono essere progettati e realizzati in modo tale da consentire:   l'adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore per ogni singola unità immobiliare.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, gli interventi di manutenzione ordinaria:   possono essere eseguiti senza titolo abilitativo, salvo più restrittive disposizioni previste dalla disciplina regionale e dagli strumenti urbanistici, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, gli interventi e le opere di ristrutturazione edilizia, eseguiti in assenza di permesso o in totale difformità da esso:   sono rimossi ovvero demoliti e gli edifici sono resi conformi alle prescrizioni degli strumenti urbanistico-edilizi entro il congruo termine stabilito dal dirigente o dal responsabile del competente ufficio comunale con propria ordinanza, decorso il quale l'ordinanza stessa è eseguita a cura del comune e a spese dei responsabili dell'abuso.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, gli interventi e le opere realizzati in parziale difformità dal permesso di costruire:   sono rimossi o demoliti a cura e spese dei responsabili dell'abuso entro il termine congruo fissato dalla relativa ordinanza del dirigente o del responsabile dell'ufficio. Decorso tale termine sono rimossi o demoliti a cura del comune e a spese dei medesimi responsabili dell'abuso.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, gli interventi volti alla eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di manufatti che alterino la sagoma dell'edificio:   possono essere eseguiti senza titolo abilitativo, salvo più restrittive disposizioni previste dalla disciplina regionale e dagli strumenti urbanistici, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, gli interventi volti alla eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni:   possono essere eseguiti senza titolo abilitativo, salvo più restrittive disposizioni previste dalla disciplina regionale e dagli strumenti urbanistici, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, i comuni nei quali sono applicabili le norme di cui alla parte seconda, capo IV sezione I, e quelli di cui all'art. 61 del medesimo decreto, devono richiedere sulle lottizzazioni convenzionate, prima della delibera di approvazione, ai fini della verifica della compatibilità delle rispettive previsioni con le condizioni geomorfologiche del territorio, il parere:   del competente ufficio tecnico regionale.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, i comuni nei quali sono applicabili le norme di cui alla parte seconda, capo IV sezione I, e quelli di cui all'art. 61 del medesimo decreto, devono richiedere sugli strumenti urbanistici generali e particolareggiati, prima della delibera di adozione, ai fini della verifica della compatibilità delle rispettive previsioni con le condizioni geomorfologiche del territorio, il parere:   del competente ufficio tecnico regionale.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, i criteri generali per la individuazione delle zone sismiche e dei relativi valori differenziati del grado di sismicità da prendere a base per la determinazione delle azioni sismiche e di quant'altro specificato dalle norme tecniche sono definiti:   con decreto del Ministro per le infrastrutture ed i trasporti, di concerto con il Ministro per l'interno, sentiti il Consiglio superiore dei lavori pubblici, il Consiglio nazionale delle ricerche e la Conferenza unificata.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, i funzionari, gli ufficiali e gli agenti indicati nell'articolo 103 del medesimo decreto, appena accertato un fatto costituente violazione delle norme di cui alla parte seconda, capo IV dello stesso decreto, compilano un processo verbale:   trasmettendolo immediatamente al competente ufficio tecnico della regione.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, i funzionari, gli ufficiali e gli agenti indicati nell'articolo 103 del medesimo decreto, appena accertato un fatto costituente violazione delle norme di cui alla parte seconda, capo IV dello stesso decreto, compilano un processo verbale trasmettendolo immediatamente:   al competente ufficio tecnico della regione.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, i progetti relativi alla costruzione di nuovi edifici privati sono redatti in osservanza delle prescrizioni tecniche fissate:   con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, i progetti relativi alla ristrutturazione di interi edifici ivi compresi quelli di edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata ed agevolata, sono redatti in osservanza delle prescrizioni tecniche fissate:   con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, i provvedimenti di demolizione delle opere abusivamente realizzate da amministrazioni statali sono adottati:   dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con il presidente della giunta regionale.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, i pubblici ufficiali che ricevono o autenticano atti aventi per oggetto il trasferimento, anche senza frazionamento catastale, di appezzamenti di terreno di superficie inferiore a diecimila metri quadrati, devono trasmettere:   entro trenta giorni dalla data di registrazione, copia dell'atto da loro ricevuto o autenticato al dirigente o responsabile del competente ufficio del comune ove è sito l'immobile.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il certificato di destinazione urbanistica:   deve essere rilasciato dal dirigente o responsabile del competente ufficio comunale entro il termine perentorio di trenta giorni dalla presentazione della relativa domanda e conserva validità per un anno dalla data di rilascio se, per dichiarazione dell'alienante o di uno dei condividenti, non siano intervenute modificazioni degli strumenti urbanistici.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il contenuto minimo del progetto che deve essere allegato alla domanda di colui che intende procedere a costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni nelle zone sismiche di cui all'art.83 del medesimo decreto, è determinato:   dal competente ufficio tecnico della regione.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il direttore dei lavori non è responsabile delle opere abusive realizzate in totale difformità o in variazione essenziale rispetto al permesso di costruire:   qualora abbia contestato agli altri soggetti responsabili la violazione delle prescrizioni del permesso di costruire, con esclusione delle varianti in corso d'opera, fornendo al dirigente o responsabile del competente ufficio comunale contemporanea e motivata comunicazione della violazione stessa, ed abbia rinunziato all'incarico contestualmente alla comunicazione resa al dirigente.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il dirigente dell'ufficio tecnico regionale al quale è stato trasmesso il processo verbale di accertamento della violazione delle norme di cui alla parte seconda, capo IV del medesimo decreto:   previ, occorrendo, ulteriori accertamenti di carattere tecnico, trasmette il processo verbale all'autorità giudiziaria competente con le sue deduzioni.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale, nel rilasciare il certificato di agibilità per le opere di cui all'art. 82, comma 1 del medesimo decreto, al fine di accertare che le opere siano state realizzate nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di eliminazione delle barriere architettoniche, può:   richiedere al proprietario dell'immobile o all'intestatario del permesso di costruire una dichiarazione resa sotto forma di perizia giurata redatta da un tecnico abilitato.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale, quando accerta l'inottemperanza alla propria precedente ingiunzione a demolire, nel termine di giorni novanta, le opere poste in essere nell'esecuzione di interventi in assenza di permesso, in totale difformità dal medesimo, ovvero con variazioni essenziali:   notifica all'interessato un provvedimento che costituisce titolo per l'immissione nel possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari, la quale deve essere eseguita gratuitamente
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il dirigente o il responsabile dell'ufficio comunale competente per la vigilanza urbanistico-edilizia, quando accerti l'inizio o l'esecuzione di opere eseguite senza titolo su aree assoggettate a vincolo di inedificabilità:   provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il dirigente o il responsabile dell'ufficio comunale competente per la vigilanza urbanistico-edilizia, quando accerti l'inizio o l'esecuzione di opere eseguite senza titolo su aree destinate ad interventi di edilizia residenziale pubblica:   provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il dirigente o il responsabile dell'ufficio comunale competente per la vigilanza urbanistico-edilizia, quando accerti l'inizio o l'esecuzione di opere eseguite senza titolo su aree destinate a opere e spazi pubblici:   provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il diritto dell'amministrazione finanziaria a recuperare le imposte dovute in misura ordinaria per effetto della decadenza stabilita dall'art. 49 dello stesso decreto:   si prescrive col decorso di tre anni dalla data di ricezione della segnalazione del comune.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti fissa con decreto, adottato ai sensi dell'art. 52 del medesimo decreto, le prescrizioni tecniche necessarie:   a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata e agevolata.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il permesso di costruire decade:   con l'entrata in vigore di contrastanti previsioni urbanistiche, salvo che i lavori siano già iniziati e vengano completati entro il termine di tre anni dalla data di inizio.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il permesso di costruire è rilasciato:   dal dirigente o responsabile del competente ufficio comunale nel rispetto delle leggi, dei regolamenti e degli strumenti urbanistici.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il permesso di costruire è rilasciato:   in conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico- edilizia vigente.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il permesso di costruire è subordinato, tra l'altro:   alla previsione da parte del comune dell'attuazione delle opere di urbanizzazione primaria nel successivo triennio, ovvero all'impegno degli interessati di procedere all'attuazione delle medesime contemporaneamente alla realizzazione dell'intervento oggetto del permesso.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il permesso di costruire è subordinato, tra l'altro:   alla previsione da parte del comune dell'attuazione delle opere di urbanizzazione primaria nel successivo triennio, ovvero all'impegno degli interessati di procedere all'attuazione delle medesime contemporaneamente alla realizzazione dell'intervento oggetto del permesso.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il permesso di costruire è subordinato, tra l'altro:   a previsione da parte del comune dell'attuazione delle opere di urbanizzazione primaria nel successivo triennio, ovvero all'impegno degli interessati di procedere all'attuazione delle medesime contemporaneamente alla realizzazione dell'intervento oggetto del permesso.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il permesso di costruire è subordinato, tra l'altro:   alla previsione da parte del comune dell'attuazione delle opere di urbanizzazione primaria nel successivo triennio, ovvero all'impegno degli interessati di procedere all'attuazione delle medesime contemporaneamente alla realizzazione dell'intervento oggetto del permesso.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici generali è rilasciato:   esclusivamente per edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico, previa deliberazione del consiglio comunale.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici generali è rilasciato:   esclusivamente per edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico, previa deliberazione del consiglio comunale.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il permesso di costruire, rilasciato al proprietario dell'immobile e o a chi abbia titolo per richiederlo:   è trasferibile insieme all'immobile, ai successori o aventi causa.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il provvedimento regionale di annullamento delle deliberazioni e dei provvedimenti comunali che autorizzano interventi non conformi a prescrizioni degli strumenti urbanistici o dei regolamenti edilizi, o comunque in contrasto con la normativa urbanistico-edilizia vigente al momento della loro adozione:   è emesso entro diciotto mesi dall'accertamento delle violazioni in questione, ed è preceduto dalla contestazione delle violazioni stesse al titolare del permesso, al proprietario della costruzione, al progettista, e al comune, con l'invito a presentare controdeduzioni entro un termine all'uopo prefissato.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, in caso di annullamento del permesso di costruire, qualora non sia possibile, in base a motivata valutazione, la rimozione dei vizi delle procedure amministrative o la restituzione in pristino:   il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale applica una sanzione pecuniaria pari al valore venale delle opere o loro parti abusivamente eseguite, valutato dall'agenzia del territorio, anche sulla base di accordi stipulati tra quest'ultima e l'amministrazione comunale.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, in caso di interventi e di opere realizzati in parziale difformità dal permesso di costruire, qualora la demolizione non possa avvenire senza pregiudizio della parte eseguita in conformità:   il dirigente o il responsabile dell'ufficio applica una sanzione pari al doppio del costo di produzione della parte dell'opera realizzata in difformità dal permesso di costruire, se ad uso residenziale, e pari al doppio del valore venale, determinato a cura della agenzia del territorio, per le opere adibite ad usi diversi da quello residenziale.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, in caso di interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire o in contrasto con questo o con le prescrizioni degli strumenti urbanistici o della normativa urbanistico-edilizia, qualora il comune non abbia provveduto entro i termini stabiliti, la regione può:   disporre la sospensione o la demolizione delle opere eseguite con provvedimento notificato al titolare del permesso o, in mancanza di questo, al committente, al costruttore e al direttore dei lavori. Lo stesso provvedimento è comunicato inoltre al comune.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, in caso di interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire o in contrasto con questo o con le prescrizioni degli strumenti urbanistici o della normativa urbanistico-edilizia, qualora il comune non abbia provveduto entro i termini stabiliti, la regione può:   disporre la modifica dell'intervento, la rimessa in pristino o la demolizione delle opere assegnando un termine entro il quale il responsabile dell'abuso è tenuto a procedere.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, in caso di interventi realizzati in assenza di permesso di costruire, o in difformità da esso, il responsabile dell'abuso, o l'attuale proprietario dell'immobile, possono ottenere il permesso in sanatoria:   se l'intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso sia al momento della presentazione della domanda.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, in caso di interventi realizzati in assenza di permesso di costruire, o in difformità da esso, sulla richiesta di permesso in sanatoria:   il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale si pronuncia con adeguata motivazione, entro sessanta giorni decorsi i quali la richiesta si intende rifiutata.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, in caso di mancato rilascio del certificato di destinazione urbanistica nel termine di giorni trenta, per la validità di un atto di trasferimento tra vivi, sia in forma pubblica sia in forma privata, avente ad oggetto trasferimento o costituzione o scioglimento della comunione di diritti reali relativi a terreni:   esso può essere sostituito da una dichiarazione dell'alienante o di uno dei condividenti attestante l'avvenuta presentazione della domanda, nonché la destinazione urbanistica dei terreni secondo gli strumenti urbanistici vigenti o adottati, ovvero l'inesistenza di questi ovvero la prescrizione, da parte dello strumento urbanistico generale approvato, di strumenti attuativi.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, in caso di revoca o decadenza dai benefìci fiscali, dei contributi e delle altre provvidenze dello Stato, ai sensi dell'art. 49 del medesimo decreto:   il committente è responsabile dei danni nei confronti degli aventi causa.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, in deroga alle disposizioni di cui all'art. 49 del medesimo decreto, per i fabbricati costruiti senza permesso o in contrasto con lo stesso, ovvero sulla base di permesso successivamente annullato, e per i quali pende domanda di sanatoria:   si applica, a condizione che l'interessato ne faccia richiesta all'ufficio competente del suo domicilio fiscale, allegando copia della domanda con la relativa ricevuta rilasciata dal comune, la esenzione dall'imposta comunale sugli immobili, qualora ricorrano i requisiti tipologici di inizio e ultimazione delle opere in virtù dei quali sarebbe spettata, per il periodo di dieci anni a decorrere dal 17 marzo 1985.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, in pendenza delle procedure di annullamento delle deliberazioni e dei provvedimenti comunali che autorizzano interventi non conformi a prescrizioni degli strumenti urbanistici o dei regolamenti edilizi, o comunque in contrasto con la normativa urbanistico-edilizia vigente al momento della loro adozione, la regione può:   ordinare la sospensione dei lavori, con provvedimento da notificare a mezzo di ufficiale giudiziario, nelle forme e con le modalità previste dal codice di procedura civile, al titolare del permesso, al proprietario della costruzione, al progettista e da comunicare al comune.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la demolizione delle opere abusive è curata:   dal prefetto il quale, entro trenta giorni dalla ricezione degli elenchi delle opere non sanabili per le quali il responsabile dell'abuso non ha provveduto nel termine previsto alla demolizione e al ripristino dei luoghi, provvede agli adempimenti conseguenti all'intervenuto trasferimento della titolarità dei beni e delle aree interessate.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la nullità degli atti di trasferimento di beni immobili per mancata allegazione del certificato di destinazione urbanistica non si applica:   alle divisioni ereditarie, alle donazioni fra coniugi e fra parenti in linea retta ed ai testamenti, nonché agli atti costitutivi, modificativi od estintivi di diritti reali di garanzia e di servitù.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la quota di contributo per il rilascio del permesso di costruire relativa agli oneri di urbanizzazione, salva la possibilità di rateizzazione:   è corrisposta al comune all'atto del rilascio del permesso.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la quota di contributo per il rilascio del permesso di costruire relativa agli oneri di urbanizzazione:   può, su richiesta dell'interessato, essere rateizzata.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la regione può annullare le deliberazioni ed i provvedimenti comunali che autorizzano interventi non conformi a prescrizioni degli strumenti urbanistici o dei regolamenti edilizi o comunque in contrasto con la normativa urbanistico-edilizia vigente al momento della loro adozione:   nel termine di dieci anni.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la sentenza che accerta la nullità degli atti tra vivi aventi ad oggetto il trasferimento di immobili costruiti dopo il 17 marzo 1985 perché non risultano gli estremi del permesso a costruire o del permesso in sanatoria:   non pregiudica i diritti di servitù acquisiti in base ad un atto trascritto anteriormente alla trascrizione della domanda diretta a far accertare la nullità degli atti.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la sentenza che accerta la nullità degli atti tra vivi aventi ad oggetto il trasferimento di immobili costruiti dopo il 17 marzo 1985 perché non risultano gli estremi del permesso a costruire o del permesso in sanatoria:   non pregiudica i diritti di garanzia acquisiti in base ad un atto iscritto o trascritto anteriormente alla trascrizione della domanda diretta a fare valere la nullità degli atti.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la vigilanza sull'attività urbanistico-edilizia è esercitata:   dal dirigente o dal responsabile del competente ufficio comunale, anche secondo le modalità stabilite dallo statuto o dai regolamenti comunali.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, l'aggiudicatario, nell'ambito di una procedura esecutiva concorsuale di un immobile, la cui costruzione è iniziata dopo il 17 marzo 1985, privo del permesso a costruire e non sanato:   è legittimato a presentare domanda di sanatoria dello stesso, purché l'immobile si trovi nelle condizioni previste per il rilascio del permesso a costruire in sanatoria.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, l'aggiudicatario, nell'ambito di una procedura esecutiva di un immobile, la cui costruzione è cominciata dopo il 17 marzo 1985, non sanato ma sanabile, è tenuto a presentare domanda di sanatoria:   entro centoventi giorni dalla notifica del decreto emesso dalla autorità giudiziaria.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, l'aggiudicatario, nell'ambito di una procedura esecutiva individuale di un immobile, la cui costruzione è iniziata dopo il 17 marzo 1985, privo del permesso a costruire e non sanato:   è legittimato a presentare domanda di sanatoria dello stesso, purché l'immobile si trovi nelle condizioni previste per il rilascio del permesso a costruire in sanatoria.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, l'autorizzazione scritta del competente ufficio tecnico regionale, necessaria per l'inizio dei lavori nelle località sismiche ad accezione di quelle a bassa sismicità all'uopo indicate nei decreti di cui all'art. 83 del medesimo decreto, è rilasciata:   entro sessanta giorni dalla richiesta.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, l'autorizzazione scritta del competente ufficio tecnico regionale, necessaria per l'inizio dei lavori nelle località sismiche ad accezione di quelle a bassa sismicità indicate nei decreti di cui all'art. 83 del medesimo decreto, subito dopo il rilascio viene comunicata:   al comune, per i provvedimenti di sua competenza.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le amministrazioni comunali, nell'ambito della propria autonomia organizzativa, provvedono, anche mediante accorpamento di organi già esistenti, a costituire un ufficio denominato sportello unico per l'edilizia, che cura:   tutti i rapporti fra il privato, l'amministrazione e, ove occorra, le altre amministrazioni tenute a pronunciarsi in ordine all'intervento edilizio oggetto della richiesta di permesso o di denuncia di inizio attività.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le amministrazioni comunali, nell'ambito della propria autonomia organizzativa, provvedono, anche mediante accorpamento di uffici già esistenti, a costituire un ufficio denominato sportello unico per l'edilizia, che cura:   tutti i rapporti fra il privato, l'amministrazione e, ove occorra, le altre amministrazioni tenute a pronunciarsi in ordine all'intervento edilizio oggetto della richiesta di permesso o di denuncia di inizio attività.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le amministrazioni comunali, nell'ambito della propria autonomia organizzativa, provvedono, anche mediante disarticolazione di organi già esistenti, a costituire un ufficio denominato sportello unico per l'edilizia, che cura:   tutti i rapporti fra il privato, l'amministrazione e, ove occorra, le altre amministrazioni tenute a pronunciarsi in ordine all'intervento edilizio oggetto della richiesta di permesso o di denuncia di inizio attività.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le amministrazioni comunali, nell'ambito della propria autonomia organizzativa, provvedono, anche mediante disarticolazione di uffici già esistenti, a costituire un ufficio denominato sportello unico per l'edilizia, che cura:   tutti i rapporti fra il privato, l'amministrazione e, ove occorra, le altre amministrazioni tenute a pronunciarsi in ordine all'intervento edilizio oggetto della richiesta di permesso o di denuncia di inizio attività.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le amministrazioni comunali, nell'ambito della propria autonomia organizzativa, provvedono, anche mediante disarticolazione di uffici già esistenti, a costituire un ufficio denominato sportello unico per l'edilizia, che cura:   tutti i rapporti fra il privato, l'amministrazione e, ove occorra, le altre amministrazioni tenute a pronunciarsi in ordine all'intervento edilizio oggetto della richiesta di permesso o di denuncia di inizio attività.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le amministrazioni comunali, nell'ambito della propria autonomia organizzativa, provvedono, anche mediante soppressione di organi già esistenti, a costituire un ufficio denominato sportello unico per l'edilizia, che cura:   tutti i rapporti fra il privato, l'amministrazione e, ove occorra, le altre amministrazioni tenute a pronunciarsi in ordine all'intervento edilizio oggetto della richiesta di permesso o di denuncia di inizio attività.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le amministrazioni comunali, nell'ambito della propria autonomia organizzativa, provvedono, anche mediante soppressione di uffici già esistenti, a costituire un ufficio denominato sportello unico per l'edilizia, che cura:   tutti i rapporti fra il privato, l'amministrazione e, ove occorra, le altre amministrazioni tenute a pronunciarsi in ordine all'intervento edilizio oggetto della richiesta di permesso o di denuncia di inizio attività.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le aziende erogatrici di servizi pubblici ed i funzionari cui sia imputabile la stipulazione dei contratti di somministrazione devono:   comunicare al sindaco del comune ove è ubicato l'immobile le richieste di allaccio ai pubblici servizi effettuate per gli immobili, con indicazione della concessione edilizia ovvero della autorizzazione ovvero degli altri titoli abilitativi, ovvero della istanza di concessione in sanatoria presentata, corredata dalla prova del pagamento per intero delle somme dovute a titolo di oblazione.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le deliberazioni che hanno per oggetto la realizzazione di percorsi attrezzati e la installazione di dispositivi di segnalazione atti a favorire la mobilità dei ciechi all'interno degli edifici privati, sono approvate dalla assemblea del condominio, in prima o seconda convocazione:   con le maggioranze previste dall'articolo 1136, secondo e terzo comma cod. civ..
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le deliberazioni che hanno per oggetto le innovazioni da attuare negli edifici privati dirette ad eliminare le barriere architettoniche di cui all'art. 27, comma 1, della legge 30 marzo 1971, n. 118 ed all'art. 1 del D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503, sono approvate dalla assemblea del condominio, in prima o seconda convocazione:   con le maggioranze previste dall'articolo 1136, secondo e terzo comma cod. civ..
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le modifiche sostanziali di parametri urbanistico-edilizi del progetto approvato ovvero della localizzazione dell'edificio sull'area di pertinenza, quando l'interevento edilizio è effettuato su immobili sottoposti a vincolo storico, artistico, architettonico, archeologico, paesistico ed ambientale, nonché su immobili ricadenti sui parchi o in aree protette nazionali e regionali:   sono considerate in totale difformità dal permesso, ai sensi del medesimo decreto.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le nullità degli atti di trasferimento tra vivi degli immobili la cui costruzione è iniziata dopo il 17 marzo 1985 senza il permesso di costruire e non sanati:   non si applicano agli atti derivanti da procedure esecutive immobiliari sia individuali sia concorsuali.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico:   possono essere eseguite senza titolo abilitativo, salvo più restrittive disposizioni previste dalla disciplina regionale e dagli strumenti urbanistici, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che siano eseguite in aree esterne al centro edificato:   possono essere eseguite senza titolo abilitativo, salvo più restrittive disposizioni previste dalla disciplina regionale e dagli strumenti urbanistici, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le province autonome di Trento e Bolzano:   esercitano la propria potestà legislativa esclusiva in materia edilizia nel rispetto e nei limiti degli statuti di autonomia e delle relative norme di attuazione.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le regioni a statuto ordinario:   esercitano la potestà legislativa concorrente in materia edilizia nel rispetto dei princìpi fondamentali della legislazione statale desumibili dalle disposizioni contenute nel testo unico.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le regioni a statuto speciale:   esercitano la propria potestà legislativa esclusiva in materia edilizia nel rispetto e nei limiti degli statuti di autonomia e delle relative norme di attuazione.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, le variazioni al progetto approvato che incidono sulla entità delle cubature accessorie, sui volumi tecnici e sulla distribuzione interna delle singole unità abitative:   non possono ritenersi comunque variazioni essenziali.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, l'esecuzione delle opere edilizie di cui all'art. 78 del medesimo decreto, da realizzare in ogni caso nel rispetto delle norme antisismiche, di prevenzione degli incendi e degli infortuni:   non è soggetta alla preventiva autorizzazione scritta del competente ufficio tecnico della regione, fermo restando l'obbligo del preavviso e dell'invio del progetto alle autorità competenti.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, l'inosservanza delle norme del capo IV del medesimo decreto, nel caso di edifici per i quali sia già stato concesso il sussidio dello Stato, importa:   oltre alle sanzioni penali, anche la decadenza dal beneficio statale, qualora l'interessato non si sia attenuto alle prescrizioni del medesimo capo.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, lo sportello unico per l'edilizia provvede in particolare, tra l'altro:   alla ricezione delle denunce di inizio attività e delle domande per il rilascio dei permessi di costruire e di ogni altro atto di assenso comunque denominato in materia di attività edilizia, ivi compreso il certificato di agibilità.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, lo sportello unico per l'edilizia provvede in particolare, tra l'altro:   al rilascio dei permessi di costruire, dei certificati di agibilità, nonchè delle certificazioni attestanti le prescrizioni normative e le determinazioni provvedimentali a carattere urbanistico, paesaggistico-ambientale, edilizio e di qualsiasi altro tipo comunque rilevanti ai fini degli interventi di trasformazione edilizia del territorio.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, l'opera costruita in assenza di permesso, in totale difformità dal medesimo, ovvero con variazioni essenziali, dopo l'acquisizione da parte del comune:   è demolita con ordinanza del dirigente o del responsabile del competente ufficio comunale a spese dei responsabili dell'abuso, salvo che con deliberazione consiliare non si dichiari l'esistenza di prevalenti interessi pubblici e sempre che l'opera non contrasti con rilevanti interessi urbanistici o ambientali.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, l'ordine di immediata sospensione dei lavori dato dal dirigente o dal responsabile dell'ufficio comunale competente per la vigilanza sulla attività urbanistico-edilizia ha efficacia:   fino all'adozione dei provvedimenti definitivi, che devono essere adottati e notificati entro quarantacinque giorni dall'ordine di sospensione.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, l'ordine di sospensione dei lavori, disposto dal dirigente del competente ufficio tecnico della regione ai sensi dell'articolo 97, comma 1 del medesimo decreto, produce i suoi effetti:   sino alla data in cui la pronuncia dell'autorità giudiziaria diviene irrevocabile.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, l'ufficio tecnico della regione entro 30 giorni dalla denuncia da parte di coloro che in una zona sismica di nuova classificazione abbiano iniziato una costruzione prima dell'entrata in vigore del provvedimento di classificazione accerta:   la conformità del progetto alle norme tecniche di cui all'articolo 83 del medesimo decreto e l'idoneità della parte già legittimamente realizzata a resistere all'azione delle possibili azioni sismiche.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, negli edifici di proprietà pubblica od adibiti ad uso pubblico è fatto obbligo di soddisfare il fabbisogno energetico degli stessi:   favorendo il ricorso a fonti rinnovabili di energia o assimilate salvo impedimenti di natura tecnica od economica.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, nei confronti del mancato rilascio, entro il termine di sessanta giorni dalla richiesta dell'autorizzazione necessaria per l'inizio dei lavori nelle località sismiche ad eccezione di quelle a bassa sismicità all'uopo indicate nei decreti di cui all'art. 83 del medesimo decreto, è ammesso ricorso:   al presidente della giunta regionale.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, nel caso di ricorso giurisdizionale avverso il diniego del permesso in sanatoria:   l'udienza viene fissata d'ufficio dal presidente del tribunale amministrativo regionale per una data compresa entro il terzo mese dalla presentazione del ricorso.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, nel caso di violazione delle norme per le costruzioni in zone sismiche, il dirigente del competente ufficio tecnico della regione, contemporaneamente agli adempimenti di cui all'art. 96 del medesimo decreto, ordina con decreto motivato:   la sospensione dei lavori.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere, o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, le deliberazioni di cui all'art. 78, comma 1, i portatori di handicap ovvero chi ne esercita la tutela o la potestà di cui al titolo IX del libro primo del cod. civ., salvo quanto previsto dagli artt. 1120 e 1121 cod. civ., possono:   installare, a proprie spese, servoscala nonché strutture mobili e facilmente rimovibili e possono anche modificare l'ampiezza delle porte di accesso, al fine di rendere più agevole l'accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe delle autorimesse.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, nel caso in cui la costruzione in corso in zone sismiche di nuova classificazione possa essere resa conforme alla normativa tecnica vigente mediante le opportune modifiche del progetto, l'autorizzazione può essere rilasciata:   condizionatamente all'impegno del costruttore di apportare le modifiche necessarie.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, nel caso in cui l'accertamento relativo alla conformità del progetto di costruzione sita in zona sismica di nuova classificazione ed iniziata prima dell'entrata in vigore del provvedimento di classificazione alle norme tecniche di cui all'articolo 83 del medesimo decreto e all'idoneità della parte già legittimamente realizzata a resistere all'azione delle possibili azioni sismiche dia esito positivo, l'ufficio tecnico della regione:   autorizza la prosecuzione della costruzione.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, nel permesso di costruire:   sono indicati i termini di inizio e di ultimazione dei lavori.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, nella realizzazione delle opere di cui all'art. 78 del medesimo decreto:   è fatto salvo l'obbligo del rispetto delle distanze di cui agli articoli 873 e 907 del codice civile, nella ipotesi in cui tra le opere da realizzare ed i fabbricati alieni non sia interposto alcuno spazio o alcuna area di proprietà o di uso comune.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, nelle zone sismiche di cui all'art. 83 del medesimo decreto, è tenuto a dare preavviso scritto allo sportello unico:   chiunque intenda procedere a costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, per gli interventi abusivamente eseguiti su terreni sottoposti, in base a leggi statali o regionali, a vincolo di inedificabilità, l'acquisizione gratuita, nel caso di inottemperanza all'ingiunzione di demolizione e nella ipotesi di concorso dei vincoli, si verifica di diritto:   a favore del patrimonio del comune.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, per gli interventi abusivamente eseguiti su terreni sottoposti, in base a leggi statali o regionali, a vincolo di inedificabilità, l'acquisizione gratuita, nel caso di inottemperanza all'ingiunzione di demolizione, e in assenza di concorso tra vincoli, si verifica di diritto:   a favore delle amministrazioni cui compete la vigilanza sull'osservanza del vincolo.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, per la validità di un contratto di utenza elettrica per immobili iniziati anteriormente al 30 gennaio 1977, in luogo degli estremi della licenza edilizia può essere prodotta:   una dichiarazione sostitutiva di atto notorio rilasciata dal proprietario o altro avente titolo, attestante che l'opera è stata iniziata in data anteriore al 30 gennaio 1977.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, per le innovazioni relative all'adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore e per il conseguente riparto degli oneri di riscaldamento in base al consumo effettivamente registrato, l'assemblea di condominio decide:   a maggioranza, in deroga agli articoli 1120 e 1136 del codice civile.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, per le opere abusivamente realizzate su immobili dichiarati monumento nazionale con provvedimenti aventi forza di legge:   il Soprintendente, su richiesta della regione, del comune o delle altre autorità preposte alla tutela, ovvero decorso il termine di centottanta giorni dall'accertamento dell'illecito, procede alla demolizione.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, per le opere realizzate dietro presentazione di denuncia di inizio attività:   il progettista assume la qualità di persona esercente un servizio di pubblica necessità ai sensi degli articoli 359 e 481 del codice penale.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, per l'esecuzione della demolizione delle opere abusive, compresa la rimozione delle macerie e gli interventi a tutela della pubblica incolumità, il prefetto:   affida i relativi lavori, anche a trattativa privata ove ne sussistano i presupposti, ad imprese tecnicamente e finanziariamente idonee e può anche avvalersi, per il tramite dei provveditorati alle opere pubbliche, delle strutture tecnico-operative del Ministero della difesa.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, possono essere concesse deroghe all'osservanza delle norme tecniche di cui all'art. 83 del medesimo decreto, quando sussistano ragioni particolari, che ne impediscano in tutto o in parte l'osservanza, dovute:   all'esigenza di salvaguardare le caratteristiche ambientali dei centri storici.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, qualora il reato di cui all'art. 95 del medesimo decreto, sia estinto per qualsiasi causa, da chi è ordinata l'esecuzione, sulle opere o sulle parti di esse eseguite in violazione delle norme della parte seconda, capo IV e delle norme di cui agli articoli 52 e 83 dello stesso decreto, di modifiche idonee a renderle conformi alle norme stesse:   dalla regione.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, qualora il reato di cui all'art. 95 del medesimo decreto, sia estinto per qualsiasi causa, la regione ordina, con provvedimento definitivo, l'esecuzione, sulle opere o sulle parti di esse eseguite in violazione delle norme della parte seconda capo IV e delle norme di cui agli articoli 52 e 83 dello stesso decreto, di modifiche idonee a renderle conformi alle norme stesse, sentito:   l'organo tecnico consultivo della regione.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, qualora sia accertata la realizzazione, da parte di soggetti diversi dalle amministrazioni pubbliche, di interventi edilizi in assenza di permesso di costruire, ovvero in totale o parziale difformità dal medesimo, su suoli del demanio o del patrimonio dello Stato o di enti pubblici:   il dirigente o il responsabile dell'ufficio, previa diffida non rinnovabile, ordina al responsabile dell'abuso la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi, dandone comunicazione all'ente proprietario del suolo e la demolizione è eseguita a cura del comune ed a spese del responsabile dell'abuso.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, quando le opere subordinate a denuncia inizio attività (d.i.a.) e realizzate in assenza di tale denuncia consistono in interventi di restauro e di risanamento conservativo eseguiti su immobili comunque vincolati in base a leggi statali e regionali, nonché dalle altre norme urbanistiche vigenti:   l'autorità competente a vigilare sull'osservanza del vincolo, salva l'applicazione di altre misure e sanzioni previste da norme vigenti, può ordinare la restituzione in pristino a cura e spese del responsabile ed irroga una sanzione pecuniaria da cinquecentosedici a diecimilatrecentoventinove euro.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, quando sussistano ragioni particolari, che ne impediscano in tutto o in parte l'osservanza, dovute all'esigenza di salvaguardare le caratteristiche ambientali dei centri storici, possono essere concesse deroghe all'osservanza delle norme tecniche di cui all'art. 83 del medesimo decreto:   con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, salvo che i terreni costituiscano pertinenze di edifici censiti nel nuovo catasto edilizio urbano, purché la superficie complessiva dell'area di pertinenza medesima sia inferiore a cinquemila metri quadrati:   gli atti tra vivi, sia in forma pubblica sia in forma privata, aventi ad oggetto trasferimento o costituzione o scioglimento della comunione di diritti reali relativi a terreni sono nulli ove agli atti stessi non sia allegato il certificato di destinazione urbanistica contenente le prescrizioni urbanistiche riguardanti l'area interessata.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, se la mancata indicazione degli estremi del permesso a costruire nell'atto di trasferimento tra vivi di un immobile, la cui costruzione è iniziata dopo il 17 marzo 1985, non è dipesa dalla insussistenza del permesso stesso al tempo di stipula dell'atto:   gli atti possono essere confermati anche da una sola delle parti mediante atto successivo, redatto nella stessa forma del precedente, che contenga la menzione omessa.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, sono regolati dalle norme del capo VI del medesimo decreto:   i consumi di energia negli edifici pubblici e privati, qualunque ne sia la destinazione d'uso, nonché, mediante il disposto dell'articolo 129 del medesimo decreto, l'esercizio e la manutenzione degli impianti esistenti.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, sul ricorso avverso il provvedimento relativo alla domanda di autorizzazione scritta richiesta per l'inizio dei lavori nelle località sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicità all'uopo indicate nei decreti di cui all'articolo 83 del medesimo decreto, decide con provvedimento definitivo:   il presidente della giunta regionale.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, sul ricorso nei confronti del mancato rilascio della autorizzazione scritta richiesta per l'inizio dei lavori nelle località sismiche ad eccezione di quelle a bassa sismicità all'uopo indicate nei decreti di cui all'articolo 83 del medesimo decreto, decide con provvedimento definitivo:   il presidente della giunta regionale.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, tutte le costruzioni la cui sicurezza possa comunque interessare la pubblica incolumità, da realizzarsi in zone dichiarate sismiche, ai sensi dei commi 2 e 3 dell'art. 83 del medesimo decreto, sono disciplinate, oltre che dalle disposizioni di cui all'art. 52 dello stesso decreto, da specifiche norme tecniche emanate, anche per i loro aggiornamenti:   con decreti del Ministro per le infrastrutture ed i trasporti, di concerto con il Ministro per l'interno, sentiti il Consiglio superiore dei lavori pubblici, il Consiglio nazionale delle ricerche e la Conferenza unificata.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, tutti coloro che in una zona sismica di nuova classificazione abbiano iniziato una costruzione prima dell'entrata in vigore del provvedimento di classificazione sono tenuti a farne denuncia:   al competente ufficio tecnico della regione.
A norma del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, un registro delle denunzie dei lavori eseguiti nelle zone sismiche di cui all'art. 83 del medesimo decreto, deve essere tenuto:   in ogni comune.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, a seguito della notificazione dell'elenco dei beni da espropriare, compilato una volta divenuto efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità, gli interessati possono:   presentare osservazioni scritte e depositare documenti.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, ai fini della determinazione definitiva dell'indennità, è istituita dalla regione una commissione:   in ogni provincia.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, si considerano realizzate allo scopo di conseguire una maggiore indennità le costruzioni intraprese sul fondo soggetto ad esproprio:   dopo la comunicazione dell'avvio del procedimento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, si considerano realizzate allo scopo di conseguire una maggiore indennità le migliorie intraprese sul fondo soggetto ad esproprio:   dopo la comunicazione dell'avvio del procedimento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, si considerano realizzate allo scopo di conseguire una maggiore indennità le piantagioni intraprese sul fondo soggetto ad esproprio:   dopo la comunicazione dell'avvio del procedimento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, ai fini della qualificazione dell'area espropriata come fabbricabile, si considerano:   le possibilità legali ed effettive di edificazione esistenti al momento del decreto di esproprio o dell'accordo di cessione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, ai fini della valutazione dell'edificabilità di fatto dell'area da espropriare, in attesa dell'emanazione del regolamento demandato al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, si tiene conto:   delle caratteristiche oggettive dell'area.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, ai fini dell'avviso dell'avvio del procedimento delle conferenze di servizi in materia di lavori pubblici, si osservano le forme previste:   dal regolamento di attuazione della legge quadro in materia di lavori pubblici.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, al compartecipante il quale, per effetto della procedura espropriativa, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte l'area direttamente coltivata da almeno un anno prima della data in cui vi è stata la dichiarazione di pubblica utilità:   spetta una indennità aggiuntiva.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, al compartecipante il quale, per effetto dell'accordo di cessione, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte l'area direttamente coltivata da almeno un anno prima della data in cui vi è stata la dichiarazione di pubblica utilità:   spetta una indennità aggiuntiva.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, al fittavolo il quale, per effetto della procedura espropriativa, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte l'area direttamente coltivata da almeno un anno prima della data in cui vi è stata la dichiarazione di pubblica utilità:   spetta una indennità aggiuntiva.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, al fittavolo il quale, per effetto dell'accordo di cessione, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte l'area direttamente coltivata da almeno un anno prima della data in cui vi è stata la dichiarazione di pubblica utilità:   spetta una indennità aggiuntiva.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, al mezzadro il quale, per effetto della procedura espropriativa, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte l'area direttamente coltivata da almeno un anno prima della data in cui vi è stata la dichiarazione di pubblica utilità:   spetta una indennità aggiuntiva.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, al mezzadro il quale, per effetto dell'accordo di cessione, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte l'area direttamente coltivata da almeno un anno prima della data in cui vi è stata la dichiarazione di pubblica utilità:   spetta una indennità aggiuntiva.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, al proprietario del bene relativamente al quale sia stato approvato il progetto definitivo ai fini della dichiarazione di pubblica utilità, viene tra l'altro comunicato:   che può fornire ogni utile elemento per determinare il valore da attribuire all'area, ai fini della liquidazione della indennità di esproprio.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, al proprietario del bene relativamente al quale sia stato approvato il progetto definitivo ai fini della dichiarazione di pubblica utilità:   viene data notizia, mediante raccomandata con avviso di ricevimento o con altra forma di comunicazione equipollente, della data in cui è divenuto efficace l'atto che ha approvato il detto progetto e della facoltà di prendere visione della relativa documentazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, al proprietario dell'area ove è prevista la realizzazione dell'opera pubblica o di pubblica utilità deve essere inviato:   l'avviso dell'avvio del procedimento espropriativo e del deposito del progetto dell'opera, dei documenti rilevanti, della relazione sommaria che indichi la natura e lo scopo delle opere da eseguire e degli eventuali nulla osta, atti di assenso ed autorizzazione previsti, con l'indicazione del nominativo del responsabile del procedimento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, all'istanza di autorizzazione al pagamento della somma depositata in favore del proprietario e degli eventuali altri aventi diritto, vanno allegati tutti i seguenti atti:   un certificato dei registri immobiliari, da cui risulti che non vi sono trascrizioni o iscrizioni di diritti o di azioni di terzi; un attestato del promotore dell'espropriazione, da cui risulti che non gli sono state notificate opposizioni da parte di terzi.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, all'ufficio per le espropriazioni è preposto:   un dirigente o, in sua mancanza, il dipendente con la qualifica più elevata.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, avverso la stima del corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera di pubblica utilità, determinata dalla commissione provinciale competente alla determinazione dell'indennità definitiva di esproprio:   è proponibile opposizione alla corte d'appello nel cui distretto si trova il bene espropriato.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, avverso la stima del corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera di pubblica utilità, determinata dall'ufficio tecnico erariale:   è proponibile opposizione alla corte d'appello nel cui distretto si trova il bene espropriato.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, avverso la stima del corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera pubblica, determinata dall'ufficio tecnico erariale:   è proponibile opposizione alla corte d'appello nel cui distretto si trova il bene espropriato.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, chi emana ogni provvedimento conclusivo del procedimento?   Il dirigente dell'ufficio per le espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, colui che risulta proprietario secondo i registri catastali e riceva la notificazione o comunicazione di atti del procedimento espropriativo, ove non sia più proprietario:   è tenuto a comunicarlo all'amministrazione procedente entro trenta giorni dalla prima notificazione, indicando altresì, ove ne sia a conoscenza, il nuovo proprietario, o comunque fornendo copia degli atti in suo possesso utili a ricostruire le vicende dell'immobile.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, colui che risulti proprietario secondo i registri catastali e riceva la notificazione o comunicazione di atti del procedimento espropriativo, ove non sia più proprietario, è tenuto di comunicarlo?   Sì, all'amministrazione procedente entro trenta giorni dalla prima notificazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, decorsi inutilmente trenta giorni dalla notificazione al proprietario del bene e al beneficiario dell'esproprio dell'atto che determina in via provvisoria la misura dell'indennità di espropriazione, tale indennità si intende:   non concordata.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, decorsi trenta giorni dalla comunicazione del deposito della perizia di stima, su proposta del responsabile del procedimento, l'autorità espropriante autorizza il pagamento dell'indennità ovvero ne ordina il deposito presso la Cassa depositi e prestiti:   previa liquidazione e pagamento delle spese della perizia.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, decorsi trenta giorni dalla comunicazione del deposito della relazione di stima, previa liquidazione e pagamento delle spese di perizia, su proposta del responsabile del procedimento, l'autorità espropriante autorizza il pagamento dell'indennità ovvero ne ordina il deposito:   presso la Cassa depositi e prestiti.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, decorso il termine di trenta giorni successivi alla pubblicazione dell'estratto del decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica o nel Bollettino Ufficiale della regione nel cui territorio si trova il bene, senza che siano state proposte impugnazioni, anche per il terzo l'indennità:   resta fissata nella somma depositata.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, decorso il termine perentorio di due anni previsto per l'esecuzione del decreto di esproprio:   entro i successivi tre anni può essere emanato un ulteriore atto che comporta la dichiarazione di pubblica utilità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, della commissione istituita dalla regione in ogni provincia per la determinazione dell'indennità definitiva di espropriazione, debbono far parte:   tre esperti in materia di agricoltura e foreste, nominati dalla regione su terne proposte dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, della commissione istituita dalla regione in ogni provincia per la determinazione dell'indennità definitiva di espropriazione, debbono far parte:   due esperti in materia urbanistica ed edilizia nominati dalla regione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, divenuto efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità, il promotore dell'espropriazione deve:   compilare l'elenco dei beni da espropriare ed indicare le somme che offre per le loro espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, dopo aver corrisposto l'importo concordato, l'autorità espropriante, in alternativa alla cessione volontaria, può:   procedere, anche su richiesta del promotore dell'espropriazione, alla emissione e all'esecuzione del decreto di esproprio.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, dopo che l'autorità espropriante ha nominato due tecnici, tra cui quello eventualmente già designato dal proprietario del bene da espropriare, e fissato il termine entro il quale va presentata la relazione da cui si evinca la stima del bene, il presidente del tribunale civile, nella cui circoscrizione si trova il bene da stimare:   nomina il terzo tecnico, su istanza di chi vi abbia interesse.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, dopo la trascrizione del decreto di esproprio o dell'atto di cessione, tutti i diritti relativi al bene espropriato:   possono essere fatti valere esclusivamente sull'indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, entro i trenta giorni successivi alla comunicazione dell'avviso dell'avvio del procedimento, gli interessati possono formulare osservazioni?   Sì, all'autorità espropriante.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, entro quale periodo, una volta divenuto efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità, il promotore dell'espropriazione deve compilare l'elenco dei beni da espropriare?   Trenta giorni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, entro quale termine dalla notifica dell'atto che determina in via provvisoria la misura dell'indennità di espropriazione il proprietario può comunicare all'autorità espropriante che condivide la determinazione della indennità stessa?   Trenta giorni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, entro quale termine dalla notificazione dell'elenco dei beni da espropriare, compilato una volta divenuto efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità, gli interessati possono presentare osservazioni scritte e depositare documenti?   Trenta giorni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, entro quale termine il proprietario che ha condiviso la determinazione dell'indennità di espropriazione e ha dichiarato l'assenza di diritti di terzi sul bene è tenuto a depositare la documentazione comprovante, anche mediante attestazione notarile, la piena e libera proprietà del bene?   Entro sessanta giorni decorrenti dalla comunicazione all'autorità espropriante della condivisione della determinazione dell'indennità di espropriazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, gli atti della procedura espropriativa sono disposti nei confronti del soggetto che risulti proprietario secondo i registri catastali?   Sì, salvo che l'autorità espropriante non abbia tempestiva notizia dell'eventuale diverso proprietario effettivo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, gli edifici aperti al culto non possono essere espropriati:   se non per gravi ragioni previo accordo con la competente autorità ecclesiastica, se aperti al culto cattolico, ovvero coi rappresentanti di ogni altra confessione religiosa, nei casi previsti dalla legge.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, gli edifici aperti al culto possono essere espropriati?   Sì, se vi sono gravi ragioni e previo accordo con la competente autorità ecclesiastica, se aperti al culto cattolico, ovvero coi rappresentanti di ogni altra confessione religiosa, nei casi previsti dalla legge.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, gli edifici aperti al culto pubblico avventista possono essere espropriati?   Sì, per gravi ragioni e previo accordo con l'Unione delle Chiese cristiane.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, gli edifici destinati all'esercizio pubblico del culto ebraico, possono essere espropriati?   Sì, per gravi ragioni e previo accordo con l'Unione delle Comunità ebraiche italiane.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, gli enti locali possono istituire un ufficio comune per le espropriazioni?   Sì.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, gli enti locali:   possono istituire un ufficio comune per le espropriazioni e possono costituirsi in consorzio o in un'altra forma associativa prevista dalla legge.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, gli enti pubblici:   individuano ed organizzano l'ufficio per le espropriazioni, ovvero attribuiscono i relativi poteri ad un ufficio già esistente.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, i beni appartenenti al demanio pubblico possono essere espropriati?   No, fino a quando non ne viene pronunciata la sdemanializzazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, i beni appartenenti al patrimonio indisponibile degli enti pubblici possono essere espropriati?   Sì, per perseguire un interesse pubblico di rilievo superiore a quello soddisfatto con la precedente destinazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, i beni appartenenti al patrimonio indisponibile dello Stato e degli altri enti pubblici possono essere espropriati:   per perseguire un interesse pubblico di rilievo superiore a quello soddisfatto con la precedente destinazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, i beni appartenenti al patrimonio indisponibile dello Stato possono essere espropriati?   Sì, per perseguire un interesse pubblico di rilievo superiore a quello soddisfatto con la precedente destinazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, i beni da espropriare per la realizzazione delle opere destinate alla difesa militare sono individuati:   dal Ministero della difesa.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, i comuni:   individuano ed organizzano l'ufficio per le espropriazioni, ovvero attribuiscono i relativi poteri ad un ufficio già esistente.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, i criteri ed i requisiti per valutare l'edificabilità di fatto dell'area sono definiti:   con regolamento da emanare con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il beneficiario dell'esproprio ed il proprietario del bene stipulano l'atto di cessione del bene qualora:   sia stata condivisa la determinazione della indennità di espropriazione e sia stata depositata la documentazione attestante la piena e libera proprietà del bene.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il comune può espropriare gli immobili necessari per delimitare le aree fabbricabili e per attuare il piano regolatore:   nel caso di mancato accordo tra i proprietari del comprensorio.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il comune può espropriare gli immobili necessari per delimitare le aree fabbricabili e per attuare il piano regolatore?   Sì, nel caso di mancato accordo tra i proprietari del comprensorio.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il comune può espropriare le aree inedificate?   Sì, a seguito dell'approvazione del piano regolatore generale, per consentirne l'ordinata attuazione nelle zone di espansione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il comune può espropriare le aree su cui vi siano costruzioni in contrasto con la destinazione di zona:   a seguito dell'approvazione del piano regolatore generale, per consentirne l'ordinata attuazione nelle zone di espansione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il comune può espropriare le aree su cui vi siano costruzioni in contrasto con la destinazione di zona?   Sì, a seguito dell'approvazione del piano regolatore generale, per consentirne l'ordinata attuazione nelle zone di espansione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il comune può espropriare l'immobile al quale va incorporata un'area inserita in un piano particolareggiato e non utilizzata:   quando il suo proprietario non intenda acquistarla o non comunichi le proprie determinazioni nel termine stabilito dal detto decreto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il comune può espropriare l'immobile al quale va incorporata un'area inserita in un piano particolareggiato e non utilizzata?   Sì, quando il suo proprietario non intenda acquistarla o non comunichi le proprie determinazioni nel termine di legge.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera di pubblica utilità, se non è concordato dalle parti:   è determinato dall'ufficio tecnico erariale.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera di pubblica utilità, se non è concordato dalle parti, è determinato dall'ufficio tecnico erariale:   sulla base dei criteri applicati per la determinazione dell'indennità di esproprio e con riguardo al momento del ritrasferimento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera di pubblica utilità, se non è concordato dalle parti, è determinato dalla commissione provinciale competente alla determinazione dell'indennità definitiva di esproprio:   sulla base dei criteri applicati per la determinazione dell'indennità di esproprio e con riguardo al momento del ritrasferimento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera di pubblica utilità, se non è concordato dalle parti, è determinato:   dalla commissione provinciale competente alla determinazione dell'indennità definitiva di esproprio, sulla base dei criteri applicati per la determinazione dell'indennità di esproprio e con riguardo al momento del ritrasferimento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera di pubblica utilità, se non è concordato dalle parti:   è determinato dalla commissione provinciale competente alla determinazione dell'indennità definitiva di esproprio.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera di pubblica utilità, se non è concordato dalle parti, è determinato:   dall'ufficio tecnico erariale, sulla base dei criteri applicati per la determinazione dell'indennità di esproprio e con riguardo al momento del ritrasferimento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera pubblica, se non è concordato dalle parti, è determinato dalla commissione provinciale competente alla determinazione dell'indennità definitiva di esproprio:   sulla base dei criteri applicati per la determinazione dell'indennità di esproprio e con riguardo al momento del ritrasferimento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera pubblica, se non è concordato dalle parti, è determinato dall'ufficio tecnico erariale:   sulla base dei criteri applicati per la determinazione dell'indennità di esproprio e con riguardo al momento del ritrasferimento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera pubblica, se non è concordato dalle parti, su istanza di chi vi abbia interesse, sulla base dei criteri applicati per la determinazione dell'indennità di esproprio:   è determinato dalla commissione provinciale competente alla determinazione dell'indennità definitiva di esproprio.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera pubblica, se non è concordato dalle parti, è determinato:   dalla commissione provinciale competente alla determinazione dell'indennità definitiva di esproprio, sulla base dei criteri applicati per la determinazione dell'indennità di esproprio e con riguardo al momento del ritrasferimento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera pubblica, se non è concordato dalle parti, è determinato:   dall'ufficio tecnico erariale, sulla base dei criteri applicati per la determinazione dell'indennità di esproprio e con riguardo al momento del ritrasferimento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera pubblica, se non è concordato dalle parti:   è determinato dall'ufficio tecnico erariale.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione del bene stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione è calcolato ai sensi dell'articolo 37 dello stesso decreto:   se riguarda un'area edificabile, senza la riduzione del quaranta per cento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione del bene stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione è calcolato ai sensi dell'articolo 38 dello stesso decreto:   se riguarda una costruzione legittimamente edificata, nella misura venale del bene.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione del bene stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione è calcolato ai sensi dell'articolo 38 dello stesso decreto:   se riguarda una costruzione legittimamente edificata, nella misura venale del bene.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione del bene stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione è calcolato aumentando del cinquanta per cento l'importo dovuto ai sensi dell'articolo 40, comma 3, dello stesso decreto:   se riguarda un'area non edificabile.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione del bene stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione è calcolato moltiplicando per tre l'importo dovuto ai sensi dell'articolo 40, comma 3, dello stesso decreto:   se riguarda un'area non edificabile coltivata direttamente dal proprietario.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione del bene stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione è calcolato moltiplicando per tre l'importo dovuto ai sensi dell'articolo 40, comma 3, dello stesso decreto:   se riguarda un'area non edificabile coltivata direttamente dal proprietario.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione del bene stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione è calcolato moltiplicando per tre l'importo dovuto ai sensi dell'articolo 40, comma 3 dello stesso decreto:   se riguarda un'area non edificabile coltivata direttamente dal proprietario.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione del bene stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione è calcolato moltiplicando per tre l'importo dovuto ai sensi dell'articolo 40, comma 3 dello stesso decreto:   se riguarda un'area non edificabile coltivata direttamente dal proprietario.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione del bene stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione è calcolato nella misura venale del bene ai sensi dell'articolo 38 dello stesso decreto:   se riguarda una costruzione legittimamente edificata.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione del bene stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione, è calcolato aumentando del cinquanta per cento l'importo dovuto ai sensi dell'articolo 40, comma 3 dello stesso decreto:   se riguarda un'area non edificabile.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione del bene stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione, è calcolato nella misura venale del bene ai sensi dell'articolo 38 dello stesso decreto:   se riguarda una costruzione legittimamente edificata.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione del bene stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione, se riguarda una costruzione legittimamente edificata, è calcolato ai sensi dell'articolo 38 dello stesso decreto:   nella misura venale del bene.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione del bene stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione, se riguarda una costruzione legittimamente edificata, è calcolato ai sensi dell'articolo 38 dello stesso decreto:   nella misura venale del bene.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione del bene stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione, se riguarda un'area edificabile, è calcolato ai sensi dell'articolo 37 dello stesso decreto:   senza la riduzione del quaranta per cento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione del bene stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione, se riguarda un'area non edificabile coltivata direttamente dal proprietario, è calcolato ai sensi dell'articolo 40, comma 3, dello stesso decreto:   moltiplicando per tre l'importo dovuto, e in tale caso non compete al proprietario l'indennità aggiuntiva di cui all'articolo 40, comma 4.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione del bene stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione, se riguarda un'area non edificabile, è calcolato ai sensi dell'articolo 40, comma 3, dello stesso decreto:   aumentando del cinquanta per cento l'importo dovuto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione del bene stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione, se riguarda un'area non edificabile, è calcolato ai sensi dell'articolo 40, comma 3, dello stesso decreto:   aumentando del cinquanta per cento l'importo dovuto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione della sua quota di proprietà stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione è calcolato ai sensi dell'articolo 40, comma 3 dello stesso decreto:   se riguarda un'area non edificabile, aumentando del cinquanta per cento l'importo dovuto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione della sua quota di proprietà stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione è calcolato ai sensi dell'articolo 40, comma 3 dello stesso decreto:   se riguarda un'area non edificabile, aumentando del cinquanta per cento l'importo dovuto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione della sua quota di proprietà stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione, se riguarda un'area non edificabile, è calcolato ai sensi dell'articolo 40, comma 3 dello stesso decreto:   aumentando del cinquanta per cento l'importo dovuto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione della sua quota di proprietà stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione, se riguarda un'area non edificabile, è calcolato ai sensi dell'articolo 40, comma 3 dello stesso decreto:   aumentando del cinquanta per cento l'importo dovuto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il decreto di esproprio dispone:   il passaggio del diritto di proprietà, o del diritto oggetto dell'espropriazione, sotto la condizione sospensiva che il medesimo decreto sia successivamente notificato ed eseguito.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il decreto di esproprio é emanato entro:   il termine di scadenza della efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il decreto di esproprio è eseguito:   mediante l'immissione in possesso del beneficiario dell'esproprio, con la redazione del verbale di cui all'articolo 24 del medesimo decreto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il decreto di esproprio è notificato al proprietario nelle forme:   degli atti processuali civili.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il decreto di esproprio è trascritto:   presso l'ufficio dei registri immobiliari.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il decreto di esproprio indica:   gli estremi degli atti da cui è sorto il vincolo preordinato all'esproprio e del provvedimento che ha approvato il progetto dell'opera.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il decreto di esproprio indica:   quale sia l'indennità determinata in via provvisoria o urgente.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il decreto di esproprio può essere anche emanato ed eseguito in base alla determinazione urgente della indennità di espropriazione, senza particolari indagini o formalità:   allorché il numero dei destinatari della procedura espropriativa sia superiore a cinquanta.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il decreto di esproprio può essere emanato qualora:   sia stata determinata, anche se in via provvisoria, l'indennità di esproprio.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il decreto di esproprio può essere emanato qualora:   l'opera da realizzare sia prevista nello strumento urbanistico generale, o in un atto di natura ed efficacia equivalente, e sul bene da espropriare sia stato apposto il vincolo preordinato all'esproprio.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il decreto di esproprio può essere emanato qualora:   vi sia stata la dichiarazione di pubblica utilità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il decreto motivato che determina in via provvisoria l'indennità di espropriazione e che dispone anche l'occupazione anticipata dei beni immobili necessari perde efficacia qualora:   non venga emanato il decreto di esproprio nel termine di cui all'articolo 13 del medesimo decreto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il decreto motivato che determina in via provvisoria l'indennità di espropriazione, e che dispone anche l'occupazione anticipata dei beni immobili necessari è:   notificato con le modalità di cui al comma 4 e seguenti dell'articolo 20 del medesimo decreto, con l'avvertenza che il proprietario, nei trenta giorni successivi alla immissione in possesso, può, nel caso in cui non condivida l'indennità, presentare osservazioni scritte e depositare documenti.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il decreto motivato che determina in via provvisoria l'indennità di espropriazione, e che dispone anche l'occupazione anticipata dei beni immobili necessari può, oltre che nel caso previsto dal comma 1 dell'art. 22 bis del medesimo decreto, essere emanato ed eseguito in base alla determinazione urgente della indennità di espropriazione senza particolari indagini o formalità:   allorché il numero dei destinatari della procedura espropriativa sia superiore a cinquanta.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il decreto motivato che determina in via provvisoria l'indennità di espropriazione, e che dispone anche l'occupazione anticipata dei beni immobili necessari:   contiene l'elenco dei beni da espropriare e dei relativi proprietari, indica i beni da occupare e determina l'indennità da offrire in via provvisoria.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il dirigente dell'ufficio per le espropriazioni:   emana ogni provvedimento conclusivo di singole fasi del procedimento, anche se non predisposto dal responsabile del procedimento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il dirigente dell'ufficio per le espropriazioni:   emana ogni provvedimento conclusivo del procedimento, anche se non predisposto dal responsabile del procedimento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il promotore dell'espropriazione esegue il pagamento dell'indennità accettata o determinata dai tecnici nel termine di sessanta giorni, salvo che egli stesso abbia proposto opposizione alla stima definitiva dell'indennità, termine che decorre:   dalla comunicazione del decreto che ha ordinato il pagamento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il promotore dell'espropriazione può chiedere alla corte d'appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato, la determinazione giudiziale dell'indennità:   decorsi trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito della relazione di stima presso l'ufficio per le espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il promotore dell'espropriazione può impugnare innanzi alla corte d'appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato, gli atti dei procedimenti di nomina dei periti:   decorsi trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito della relazione di stima presso l'ufficio per le espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il promotore dell'espropriazione può impugnare innanzi alla corte d'appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato, gli atti di determinazione dell'indennità:   decorsi trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito della relazione di stima presso l'ufficio per le espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il promotore dell'espropriazione può impugnare innanzi alla corte d'appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato, la liquidazione delle spese di stima:   decorsi trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito della relazione di stima presso l'ufficio per le espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il promotore dell'espropriazione può impugnare innanzi alla corte d'appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato, la stima fatta dai tecnici:   decorsi trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito della relazione di stima presso l'ufficio per le espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il promotore dell'espropriazione può impugnare innanzi alla corte d'appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato, la stima fatta dalla commissione provinciale competente:   decorsi trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito della relazione di stima presso l'ufficio delle espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario che ha condiviso la determinazione dell'indennità di espropriazione e consentito all'autorità espropriante richiedente l'immissione in possesso ha diritto:   a ricevere un acconto dell'ottanta per cento dell'indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario che ha condiviso la determinazione dell'indennità di espropriazione e consentito all'autorità espropriante richiedente l'immissione in possesso, per aver diritto a ricevere l'acconto dell'ottanta per cento dell'indennità, deve:   presentare autocertificazione, attestante la piena e libera proprietà del bene.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario che ha condiviso la determinazione dell'indennità di espropriazione e consentito all'autorità espropriante richiedente l'immissione in possesso ha diritto a ricevere un acconto dell'ottanta per cento dell'indennità e, dalla data di detta immissione, gli interessi nella misura del tasso legale sino:   al momento del pagamento dell'eventuale acconto e del saldo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario che ha condiviso la determinazione dell'indennità di espropriazione e consentito all'autorità espropriante richiedente l'immissione in possesso ha diritto dalla data di immissione in possesso:   agli interessi nella misura del tasso legale sulla indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario che ha condiviso la determinazione dell'indennità di espropriazione e ha dichiarato l'assenza di diritti di terzi sul bene è tenuto, nel termine di sessanta giorni decorrenti dalla comunicazione all'autorità espropriante della condivisione della predetta determinazione:   a depositare la documentazione comprovante, anche mediante attestazione notarile, la piena e libera proprietà del bene.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario del bene espropriato:   può asportare, a sue spese, dal bene i materiali e tutto ciò che può essere tolto senza pregiudizio dell'opera da realizzare.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario dell'area ove è prevista la realizzazione dell'opera pubblica o di pubblica utilità, cui sia stato inviato l'avviso dell'avvio del procedimento espropriativo e del deposito del progetto dell'opera e degli altri documenti indicati all'art. 16, comma 1 dello stesso decreto:   può formulare osservazioni al responsabile del procedimento, nel termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione o dalla pubblicazione dell'avviso.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario effettivo, nel caso in cui abbia avuto notizia della pendenza della procedura espropriativa dopo la comunicazione dell'indennità provvisoria al soggetto che risulti proprietario secondo i registri catastali, può concordare l'indennità stabilita ai sensi del medesimo decreto?   Sì, nei trenta giorni successivi.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario espropriato può chiedere alla corte d'appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato, la determinazione giudiziale dell'indennità:   decorsi trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito della relazione di stima presso l'ufficio per le espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario espropriato può impugnare innanzi alla corte d'appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato, gli atti dei procedimenti di nomina dei periti:   decorsi trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito della relazione di stima presso l'ufficio per le espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario espropriato può impugnare innanzi alla corte d'appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato, gli atti di determinazione dell'indennità:   decorsi trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito della relazione di stima presso l'ufficio per le espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario espropriato può impugnare innanzi alla corte d'appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato, la liquidazione delle spese di stima:   decorsi trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito della relazione di stima presso l'ufficio per le espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario espropriato può impugnare innanzi alla corte d'appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato, la stima fatta dai tecnici:   decorsi trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito della relazione di stima presso l'ufficio per le espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario espropriato può impugnare innanzi alla corte d'appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato, la stima fatta dalla commissione provinciale competente:   decorsi trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito della relazione di stima presso l'ufficio per le espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario espropriato può impugnare la stima effettuata dall'autorità:   con atto di citazione dinanzi alla corte di appello del distretto in cui si trova l'area.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario ha il diritto di stipulare col soggetto beneficiario dell'espropriazione l'atto di cessione del bene:   fin da quando è dichiarata la pubblica utilità dell'opera.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario ha il diritto di stipulare col soggetto beneficiario dell'espropriazione l'atto di cessione del bene:   fin da quando è dichiarata la pubblica utilità dell'opera.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario ha il diritto di stipulare col soggetto beneficiario dell'espropriazione l'atto di cessione della sua quota di proprietà:   fin da quando è dichiarata la pubblica utilità dell'opera.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario ha il diritto di stipulare col soggetto beneficiario dell'espropriazione l'atto di cessione della sua quota di proprietà:   fin da quando è dichiarata la pubblica utilità dell'opera.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il proprietario può impugnare la stima effettuata dall'autorità dinanzi alla corte d'appello del distretto in cui:   si trova l'area.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il provvedimento che approva il progetto definitivo, ai fini della dichiarazione di pubblica utilità:   indica gli estremi degli atti da cui è sorto il vincolo preordinato all'esproprio.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il provvedimento che dispone la pubblica utilità dell'opera può essere emanato:   fino a quando non sia decaduto il vincolo preordinato all'esproprio.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il risarcimento del danno da corrispondere al proprietario, in caso di acquisizione di un terreno a fini di pubblica utilità in carenza di un valido ed efficace titolo espropriativo:   è accompagnato dalla liquidazione degli interessi moratori a partire dal giorno in cui il terreno è stato occupato senza titolo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il soggetto già espropriato alla data dell'entrata in vigore della legge 8 agosto 1992, n. 359, se alla stessa data risultava ancora contestabile la determinazione dell'indennità di esproprio:   può accettare l'indennità provvisoria con esclusione della riduzione del quaranta per cento, prevista per la determinazione dell'indennità nel caso di esproprio di un'area edificabile.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il soggetto, anche privato, diverso da quello titolare del potere di approvazione del progetto di un'opera pubblica o di pubblica utilità:   può promuovere l'adozione dell'atto che dichiara la pubblica utilità dell'opera.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il termine di centottanta giorni entro il quale il comune può esercitare il diritto di prelazione per le aree comprese nel suo territorio e non utilizzate per realizzare le opere oggetto della dichiarazione di pubblica utilità, decorre:   dalla data in cui gli è notificato l'accordo delle parti, contenente con precisione i dati identificativi dell'area e il corrispettivo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il termine di sessanta giorni entro il quale il Comune può esercitare il diritto di prelazione per le aree comprese nel suo territorio e non utilizzate per realizzare le opere oggetto della dichiarazione di pubblica utilità, decorre:   dalla notifica dell'atto che ha determinato il corrispettivo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il termine di validità di cinque anni dell'autorizzazione paesistica rilasciata per la realizzazione dell'opera di pubblica utilità, decorre:   dal rilascio del provvedimento di autorizzazione e sino all'inizio dei lavori.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il termine di validità di cinque anni dell'autorizzazione paesistica rilasciata per la realizzazione dell'opera pubblica, decorre:   dal rilascio del provvedimento di autorizzazione e sino all'inizio dei lavori.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il terzo che ne abbia interesse può chiedere alla corte d'appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato, la determinazione giudiziale dell'indennità:   decorsi trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito della relazione di stima presso l'ufficio per le espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il terzo che ne abbia interesse può impugnare innanzi alla corte d'appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato, gli atti dei procedimenti di nomina dei periti:   decorsi trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito della relazione di stima presso l'ufficio per le espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il terzo che ne abbia interesse può impugnare innanzi alla corte d'appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato, gli atti di determinazione dell'indennità:   decorsi trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito della relazione di stima presso l'ufficio per le espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il terzo che ne abbia interesse può impugnare innanzi alla corte d'appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato, la liquidazione delle spese di stima:   decorsi trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito della relazione di stima presso l'ufficio delle espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il terzo che ne abbia interesse può impugnare innanzi alla corte d'appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato, la stima fatta dalla competente commissione provinciale:   decorsi trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito della relazione di stima presso l'ufficio per le espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il terzo che ne abbia interesse può impugnare innanzi alla corte d'appello, nel cui distretto si trova il bene espropriato,la stima fatta dai tecnici:   decorsi trenta giorni dalla comunicazione dell'avvenuto deposito della relazione di stima presso l'ufficio delle espropriazioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il titolare di un diritto personale sul bene, che non sia fittavolo, mezzadro o compartecipante che deve abbandonare il terreno coltivato da almeno un anno prima della data di dichiarazione di pubblica utilità:   non ha diritto ad una indennità aggiuntiva ma può far valere il suo diritto sull'indennità di esproprio.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il titolare di un diritto personale sul bene:   può intervenire nel giudizio promosso dal proprietario.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il titolare di un diritto reale sul bene, che non sia fittavolo, mezzadro o compartecipante che deve abbandonare il terreno coltivato da almeno un anno prima della data di dichiarazione di pubblica utilità:   non ha diritto ad una indennità aggiuntiva ma può far valere il suo diritto sull'indennità di esproprio.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il titolare di un diritto reale sul bene:   può proporre opposizione alla stima.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il titolare di un diritto reale sul bene:   può intervenire nel giudizio promosso dal proprietario.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il vincolo preordinato all'esproprio può essere disposto:   con il ricorso alla variante semplificata al piano urbanistico da realizzare con le modalità e secondo le procedure di cui al detto decreto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il vincolo preordinato all'esproprio, dopo la sua decadenza:   può essere motivatamente reiterato, con la rinnovazione dei procedimenti e tenendo conto delle esigenze di soddisfacimento degli standard.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, in caso di conseguimento di un vantaggio dall'opera realizzata alla parte non espropriata di un bene unitario, si detrae un importo corrispondente al vantaggio medesimo; a tal fine, il vantaggio deve essere:   immediato e speciale.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, in caso di espropriazione di un'area non edificabile effettivamente coltivata, al proprietario:   spetta un aumento dell'indennità di espropriazione pari alle somme pagate per qualsiasi imposta relativa all'ultimo trasferimento dell'immobile.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, in caso di espropriazione di un'area non edificabile effettivamente coltivata, non si tiene conto ai fini della determinazione dell'indennità:   della possibile utilizzazione dell'area diversa da quella agricola.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, in caso di espropriazione di un'area non edificabile la quale non sia effettivamente coltivata, al proprietario:   spetta un aumento dell'indennità di espropriazione pari alle somme pagate per qualsiasi imposta relativa all'ultimo trasferimento dell'immobile.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, in caso di espropriazione di un'area non edificabile non effettivamente coltivata, l'indennità è commisurata:   al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura prevalente nella zona ed al valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, in caso di espropriazione di un'area non edificabile, al proprietario che sia coltivatore diretto:   spetta un aumento dell'indennità di espropriazione pari alle somme pagate per qualsiasi imposta relativa all'ultimo trasferimento dell'immobile.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, in caso di espropriazione di un'area non edificabile, al proprietario che sia imprenditore agricolo a titolo principale:   spetta un aumento dell'indennità di espropriazione pari alle somme pagate per qualsiasi imposta relativa all'ultimo trasferimento dell'immobile.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, in caso di espropriazione di un'area sulla quale sia stato realizzato un fabbricato totalmente privo di autorizzazione paesistica, l'indennità di espropriazione è determinata:   tenendo conto della sola area di sedime, secondo i criteri di cui all'art. 37 di detto decreto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, in caso di espropriazione di un'area sulla quale sia stato realizzato un fabbricato totalmente privo di concessione edilizia, l'indennità di espropriazione è determinata:   tenendo conto della sola area di sedime, secondo i criteri di cui all'art. 37 di detto decreto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, in caso di reiterazione di un vincolo preordinato all'espropriazione, il proprietario espropriato ha diritto ad una speciale indennità commisurata al danno effettivamente prodotto. Ove l'area sia successivamente espropriata:   di tale speciale indennità non si tiene conto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, in caso di reiterazione di un vincolo preordinato all'espropriazione, il proprietario ha diritto alla liquidazione di una speciale indennità, che l'autorità la quale ha disposto la reiterazione del vincolo deve determinare e liquidare nel termine di due mesi dalla data in cui abbia ricevuto documentata domanda di pagamento. Decorso tale termine, il proprietario:   può chiedere alla corte di appello di determinare l'indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, in caso di reiterazione di un vincolo preordinato all'espropriazione, qualora nell'atto di reiterazione non sia prevista la corresponsione della speciale indennità, la stessa deve essere liquidata:   dall'autorità che ha disposto la reiterazione del vincolo entro due mesi dalla data in cui abbia ricevuto la documentata domanda di pagamento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, in caso di reiterazione di un vincolo sostanzialmente espropriativo, il proprietario espropriato ha diritto ad una speciale indennità commisurata al danno effettivamente prodotto. Ove l'area sia successivamente espropriata:   di tale speciale indennità non si tiene conto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, in caso di reiterazione di un vincolo sostanzialmente espropriativo, il proprietario ha diritto alla liquidazione di una speciale indennità, che l'autorità la quale ha disposto la reiterazione del vincolo deve determinare e liquidare nel termine di due mesi dalla data in cui abbia ricevuto documentata domanda di pagamento. Decorso tale termine, il proprietario:   può chiedere alla corte di appello di determinare l'indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, in caso di reiterazione di un vincolo sostanzialmente espropriativo, qualora nell'atto di reiterazione non sia prevista la corresponsione della speciale indennità, tale indennità deve essere liquidata:   dall'autorità che ha disposto la reiterazione del vincolo entro due mesi dalla data in cui abbia ricevuto la documentata domanda di pagamento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, in quali casi l'indennità è ridotta al valore indicato dal proprietario ai fini dell'Imposta comunale sugli immobili prima della determinazione in via provvisoria e\o urgente dell'indennità stessa da parte dell'autorità espropriante?   Quando il valore dichiarato risulti contrastante con la normativa vigente ed inferiore all'indennità determinata in via definitiva per un'area edificabile.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, la commissione istituita dalla regione per la determinazione definitiva dell'indennità di espropriazione determina:   nell'ambito delle singole regioni agrarie, delimitate secondo l'ultima pubblicazione ufficiale dell'ISTAT, entro il 31 gennaio di ogni anno il valore agricolo medio, nel precedente anno solare, dei terreni, considerati non oggetto di contratto agrario, secondo i tipi di coltura effettivamente praticati.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, la commissione regionale istituita per la determinazione in via definitiva dell'indennità di espropriazione ha sede:   presso l'Ufficio tecnico erariale di ogni provincia.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, la dichiarazione con cui il proprietario comunica all'autorità espropriante che condivide la determinazione in via provvisoria della indennità di espropriazione è:   irrevocabile.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, la scadenza del termine entro il quale può essere emanato il decreto di esproprio:   determina l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, la stima del corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera di pubblica utilità, è determinata dalla commissione provinciale competente alla determinazione dell'indennità definitiva di esproprio:   su istanza di chi vi abbia interesse.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, la stima del corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera di pubblica utilità, è determinata dall'ufficio tecnico erariale:   su istanza di chi vi abbia interesse.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, la stima del corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera pubblica, è determinata dall'ufficio tecnico erariale:   su istanza di chi vi abbia interesse.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, la stima del corrispettivo della retrocessione della parte del bene che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera pubblica, è determinata dalla commissione provinciale competente alla determinazione dell'indennità definitiva di esproprio:   su istanza di chi vi abbia interesse.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'amministrazione titolare del potere espropriativo può delegare, ad un concessionario o contraente generale, l'esercizio dei propri poteri espropriativi?   Sì, determinando chiaramente l'àmbito della delega nella concessione o nell'atto di affidamento, i cui estremi vanno specificati in ogni atto del procedimento espropriativo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'amministrazione titolare del potere espropriativo può delegare, in tutto o in parte, l'esercizio dei propri poteri espropriativi?   Sì, se l'opera pubblica o di pubblica utilità va realizzata da un concessionario o contraente generale.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'assegnazione del personale necessario alla commissione istituita dalla regione in ogni provincia per la determinazione dell'indennità definitiva di espropriazione è curata dal:   dirigente dell'Ufficio distrettuale delle imposte (oggi Agenzia delle entrate).
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'atto che determina in via provvisoria la misura dell'indennità dell'espropriazione è notificato al proprietario:   con le forme degli atti processuali civili.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'atto che determina in via provvisoria la misura dell'indennità di espropriazione è notificato:   al proprietario e al beneficiario dell'esproprio, se diverso dall'autorità procedente.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'atto col quale l'autorità che utilizza un bene immobile modificato senza un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità delibera di acquisire il bene stesso al proprio patrimonio indisponibile, tra l'altro:   può essere emanato quando sia stato annullato l'atto che ha imposto il vincolo preordinato all'espropriazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'atto col quale l'autorità che utilizza un bene immobile modificato senza un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità delibera di acquisire il bene stesso al proprio patrimonio indisponibile, tra l'altro:   comporta il passaggio del diritto di proprietà.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'atto col quale l'autorità che utilizza un bene immobile modificato senza un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità delibera di acquisire il bene stesso al proprio patrimonio indisponibile, tra l'altro:   può essere emanato quando sia stato annullato l'atto che abbia dichiarato la pubblica utilità di un'opera.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'atto col quale l'autorità che utilizza un bene immobile modificato senza un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità delibera di acquisire il bene stesso al proprio patrimonio indisponibile, tra l'altro:   è trascritto senza indugio presso l'ufficio dei registri immobiliari.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'atto col quale l'autorità che utilizza un bene immobile modificato senza un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità delibera di acquisire il bene stesso al proprio patrimonio indisponibile, tra l'altro:   è notificato al proprietario nelle forme degli atti processuali civili.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'atto col quale l'autorità che utilizza un bene immobile modificato senza un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità delibera di acquisire il bene stesso al proprio patrimonio indisponibile, tra l'altro:   determina la misura del risarcimento del danno, e ne dispone il pagamento entro il termine di trenta giorni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'atto di cessione volontaria del bene oggetto dell'espropriazione:   è trasmesso per la trascrizione entro quindici giorni presso l'ufficio dei registri immobiliari, a cura e a spese dell'acquirente.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità che emana uno degli atti per i quali si intende disposta la dichiarazione di pubblica utilità, a norma dell'articolo 12, comma 1 dello stesso decreto ovvero esegue un decreto di espropriazione:   ne trasmette una copia al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per le opere di competenza statale, e al presidente della regione, per le opere di competenza regionale.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità che ha dichiarato la pubblica utilità dell'opera:   può disporre la proroga del termine entro il quale il decreto di esproprio deve essere emanato, per casi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità che utilizza un bene immobile per scopi di interesse pubblico, modificato in assenza di valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità:   può disporre, valutati gli interessi in conflitto, che il bene venga acquisito al suo patrimonio indisponibile e che al proprietario vadano risarciti i danni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità competente alla realizzazione di un'opera pubblica:   è anche competente all'emanazione degli atti del procedimento espropriativo che si renda necessario.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante autorizza il pagamento della somma depositata al proprietario od agli altri aventi diritto, tra le varie ipotesi, quando:   sia divenuta definitiva rispetto a tutti la determinazione dell'indennità di espropriazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante autorizza il pagamento della somma depositata al proprietario od agli altri aventi diritto, tra le varie ipotesi, quando:   sia stato concluso tra tutte le parti interessate l'accordo per la distribuzione dell'indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante comunica - tra l'altro - all'ufficio competente all'aggiornamento degli elenchi degli atti da cui deriva la dichiarazione di pubblica utilità ovvero con cui è disposta l'espropriazione:   quale sia lo stato del procedimento di esproprio, almeno sei mesi e non oltre tre mesi prima della data di scadenza degli effetti della dichiarazione di pubblica utilità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante dopo la compilazione dell'elenco dei beni da espropriare e la sua notificazione a ciascun proprietario degli stessi, può:   invitare il proprietario e, se del caso, il beneficiario dell'espropriazione a precisare quale sia il valore da attribuire all'area ai fini della determinazione della indennità di esproprio.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante è tenuta a comunicare, tra l'altro, all'ufficio competente all'aggiornamento degli elenchi degli atti da cui deriva la dichiarazione di pubblica utilità ovvero con cui è disposta l'espropriazione:   se sia stato eseguito entro il prescritto termine il decreto di esproprio ovvero se il medesimo termine sia inutilmente scaduto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante emette il decreto di esproprio in seguito alla presentazione, da parte del promotore dell'espropriazione:   degli atti comprovanti l'eseguito deposito o pagamento dell'indennità di espropriazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante emette senz'altro il decreto di esproprio in seguito:   alla presentazione, da parte del promotore dell'espropriazione, degli atti comprovanti l'eseguito deposito o pagamento dell'indennità di espropriazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante forma l'elenco:   dei proprietari che non hanno concordato la determinazione della indennità di espropriazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante ordina il pagamento diretto dell'indennità provvisoria al proprietario nel caso in cui questi:   abbia condiviso la determinazione dell'indennità di espropriazione, abbia dichiarato l'assenza di diritti dei terzi sul bene espropriato e presenti documentazione, anche notarile, comprovante la libera e piena proprietà del bene.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante ordina, trascorso il termine di trenta giorni dalla notificazione dell'atto determinativo dell'indennità provvisoria, il pagamento delle indennità accettate ovvero il deposito delle altre indennità, presso:   la Cassa depositi e prestiti.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante può disporre l'occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativo anche individuate all'esito dell'approvazione del piano di zona:   se ciò risulti necessario per la corretta esecuzione dei lavori previsti.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante può disporre l'occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativo anche individuate all'esito dell'approvazione del piano di recupero:   se ciò risulti necessario per la corretta esecuzione dei lavori previsti.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante può disporre l'occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativo anche individuate all'esito dell'approvazione del piano di ricostruzione:   se ciò risulti necessario per la corretta esecuzione dei lavori previsti.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante può disporre l'occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativo anche individuate all'esito dell'approvazione del piano di lottizzazione:   se ciò risulti necessario per la corretta esecuzione dei lavori previsti.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante può disporre l'occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativo anche individuate all'esito dell'approvazione del piano particolareggiato:   se ciò risulti necessario per la corretta esecuzione dei lavori previsti.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante può disporre l'occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativo anche individuate all'esito dell'approvazione del piano delle aree da destinare a insediamenti produttivi:   se ciò risulti necessario per la corretta esecuzione dei lavori previsti.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante può disporre l'occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativo individuate all'esito dell'approvazione delle varianti derivanti dalle prescrizioni di altro atto, anche di natura territoriale, che in base alla legislazione vigente comporti variante al piano urbanistico:   se ciò risulti necessario per la corretta esecuzione dei lavori previsti.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante può disporre l'occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativo:   se ciò risulti necessario per la corretta esecuzione dei lavori previsti.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante trasmette copia del verbale di immissione in possesso:   all'ufficio per i registri immobiliari, per la relativa annotazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante, dopo la compilazione dell'elenco dei beni da espropriare e la sua notificazione a ciascun proprietario e le eventuali osservazioni formulate dagli stessi, per accertare il valore dell'area e determinare in via provvisoria la misura dell'indennità di espropriazione può avvalersi, tra l'altro:   dell'ufficio tecnico erariale o della commissione provinciale competente alla determinazione dell'indennità definitiva.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante, dopo la compilazione dell'elenco dei beni da espropriare e la sua notificazione a ciascun proprietario e valutate le eventuali osservazioni formulate dagli stessi, prima di emanare il decreto di esproprio:   accerta il valore dell'area e determina in via provvisoria la misura della indennità di espropriazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante, in calce al decreto di esproprio, indica:   la data in cui è avvenuta l'immissione in possesso.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorità espropriante, ricevuta dall'espropriato la comunicazione del proprietario che condivide la determinazione urgente dell'indennità provvisoria di espropriazione e la documentazione comprovante la piena e libera disponibilità del bene:   dispone il pagamento dell'indennità di espropriazione nel termine di sessanta giorni, senza applicare la riduzione del quaranta per cento di cui all'art. 37, comma 1 del decreto medesimo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorizzazione al pagamento della somma depositata al proprietario ed agli altri aventi diritto è disposta dall'autorità espropriante qualora sussistano tutte le condizioni sottosegnate:   proposta del responsabile del procedimento, istanza delle parti interessate, audizione delle stesse dalla quale deve risultare anche la mancata notifica di opposizioni di terzi.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorizzazione paesistica rilasciata per la realizzazione dell'opera di pubblica utilità, qualora i lavori siano iniziati nel quinquennio:   si considera valida per tutta la durata dei lavori.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorizzazione paesistica rilasciata per la realizzazione dell'opera pubblica, si considera valida per tutta la durata dei lavori:   qualora i lavori siano iniziati nel quinquennio dal rilascio dell'autorizzazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'autorizzazione paesistica rilasciata per la realizzazione di pubblica utilità, si considera valida per tutta la durata dei lavori:   qualora i lavori siano iniziati nel quinquennio dal rilascio dell'autorizzazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'avviso di avvio del procedimento è comunicato:   personalmente agli interessati alle singole opere previste dal piano o dal progetto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le amministrazioni statali:   individuano ed organizzano l'ufficio per le espropriazioni, ovvero attribuiscono i relativi poteri ad un ufficio già esistente.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le aree comprese nel suo territorio e non utilizzate per realizzare le opere oggetto della dichiarazione di pubblica utilità, acquisite dal comune che ha esercitato il diritto di prelazione sulle stesse aree:   fanno parte del patrimonio indisponibile.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le comunicazioni della procedura espropriativa ed il decreto di esproprio sono disposti:   nei confronti del soggetto che risulti proprietario secondo i registri catastali, salvo che l'autorità espropriante non abbia tempestiva notizia dell'eventuale diverso proprietario effettivo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le controversie aventi per oggetto gli accordi delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti ad esse equiparati, conseguenti alla applicazione delle disposizioni del testo unico sulle espropriazioni per pubblica utilità, sono devolute:   alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le controversie aventi per oggetto i comportamenti delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti ad esse equiparati, conseguenti alla applicazione delle disposizioni del testo unico sulle espropriazioni per pubblica utilità, sono devolute:   alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
A Norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le disposizioni di tale testo unico possono essere modificate?   Sì, esclusivamente per dichiarazione espressa, con specifico riferimento a singole disposizioni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le formalità previste per l'occupazione temporanea di aree non soggette ad esproprio, si applicano, in quanto compatibili:   nel caso di rottura di argini, e in ogni altro caso in cui si utilizzano beni altrui per urgenti ragioni di pubblica utilità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le formalità previste per l'occupazione temporanea di aree non soggette ad esproprio, si applicano, in quanto compatibili:   nel caso di alluvioni, e in ogni altro caso in cui si utilizzano beni altrui per urgenti ragioni di pubblica utilità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le Province autonome di Trento e di Bolzano esercitano la propria potestà legislativa in materia di espropriazione per pubblica utilità:   nel rispetto dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione, anche con riferimento alle disposizioni del titolo V, parte seconda, della Costituzione per le parti in cui prevedono forme di autonomia più ampie rispetto a quelle già attribuite.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le Province autonome di Trento e di Bolzano:   emanano tutti gli atti dei procedimenti espropriativi strumentali alla cura degli interessi da esse gestiti, anche nel caso di delega di funzioni statali.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le province:   individuano ed organizzano l'ufficio per le espropriazioni, ovvero attribuiscono i relativi poteri ad un ufficio già esistente.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le regioni a statuto ordinario, in ordine alle espropriazioni strumentali alle materie di propria competenza, esercitano la potestà legislativa concorrente?   Sì, nel rispetto dei princìpi fondamentali della legislazione statale nonché dei princìpi generali dell'ordinamento giuridico desumibili dalle disposizioni contenute nello stesso decreto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le regioni a statuto ordinario:   esercitano la potestà legislativa concorrente, in ordine alle espropriazioni strumentali alle materie di propria competenza, nel rispetto dei princìpi fondamentali della legislazione statale nonché dei princìpi generali dell'ordinamento giuridico desumibili dalle disposizioni contenute nello stesso decreto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le regioni a statuto speciale esercitano la propria potestà legislativa in materia di espropriazione per pubblica utilità?   Sì, nel rispetto dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione, anche con riferimento alle disposizioni del titolo V, parte seconda, della Costituzione per le parti in cui prevedono forme di autonomia più ampie rispetto a quelle già attribuite.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le regioni:   individuano ed organizzano l'ufficio per le espropriazioni, ovvero attribuiscono i relativi poteri ad un ufficio già esistente.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le regioni:   a statuto speciale o a statuto ordinario emanano tutti gli atti dei procedimenti espropriativi strumentali alla cura degli interessi da esse gestiti, anche nel caso di delega di funzioni statali.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le somme depositate per indennità di beni espropriati spettanti ad un ente che non abbia la libera facoltà di alienare immobili:   possono essere riscosse dagli amministratori dell'ente solo per essere impiegate con le formalità prescritte dalle leggi civili.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le somme depositate per indennità di beni espropriati spettanti ad una associazione che non abbia la libera facoltà di alienare beni immobili:   possono essere riscosse dagli amministratori dell'associazione solo per essere impiegate con le formalità prescritte dalle leggi civili.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le somme depositate per indennità di espropriazione di beni appartenenti ad un minore:   possono essere riscosse dal suo legale rappresentante solo per essere impiegate con le formalità prescritte dalle leggi civili.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, le varianti derivanti dalle prescrizioni della conferenza di servizi, dell'accordo di programma o di altro atto di cui all'art.10 dello stesso decreto:   sono approvate dalla autorità espropriante ai fini della dichiarazione di pubblica utilità e non richiedono nuova apposizione del vincolo preordinato all'esproprio.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'elenco dei beni da espropriare, compilato una volta divenuto efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità, deve essere notificato a ciascun proprietario:   con le forme degli atti processuali civili.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'elenco dei beni da espropriare, compilato una volta divenuto efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità, deve essere notificato:   a ciascun proprietario dei beni da espropriare.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'elenco delle indennità da corrispondere ai proprietari dei beni da espropriare per la realizzazione delle opere destinate alla difesa militare, è trasmesso:   al sindaco nel cui territorio essi si trovano.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'esecuzione del decreto di esproprio ha luogo per iniziativa dell'autorità espropriante o del suo beneficiario con il verbale di immissione in possesso, entro il termine perentorio di:   due anni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'esecuzione del decreto di esproprio ha luogo per iniziativa dell'autorità espropriante o del suo beneficiario con:   il verbale di immissione in possesso.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'esecuzione del decreto di esproprio ha luogo per iniziativa:   dell'autorità espropriante o del suo beneficiario.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'esecuzione del decreto motivato che determina in via provvisoria l'indennità di espropriazione, e che dispone anche l'occupazione anticipata dei beni immobili necessari, ai fini dell'immissione in possesso, è effettuata:   con le medesime modalità di cui all'articolo 24 del medesimo decreto e deve aver luogo entro il termine perentorio di tre mesi dalla data di emanazione del decreto medesimo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'espropriante:   non è tenuto ad intervenire nelle controversie tra il proprietario e l'enfiteuta e non sopporta aumenti di spesa a causa del riparto tra di loro dell'indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'espropriato se non condivide la determinazione urgente della misura dell'indennità di espropriazione può:   entro il termine di trenta giorni dall'immissione in possesso chiedere la nomina dei tecnici, ai sensi dell'articolo 21 del medesimo decreto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'indennità aggiuntiva che spetta al compartecipante il quale, per effetto della procedura espropriativa, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte l'area direttamente coltivata da almeno un anno prima della data in cui vi è stata la dichiarazione di pubblica utilità, è determinata:   in misura pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticata.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'indennità aggiuntiva che spetta al compartecipante il quale, per effetto dell'accordo di cessione, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte l'area direttamente coltivata da almeno un anno prima della data in cui vi è stata la dichiarazione di pubblica utilità, è determinata:   in misura pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticata.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'indennità aggiuntiva che spetta al fittavolo il quale, per effetto della cessione volontaria, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte l'area direttamente coltivata da almeno un anno prima della data in cui vi è stata la dichiarazione di pubblica utilità, è determinata:   in misura pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticata.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'indennità aggiuntiva che spetta al fittavolo il quale, per effetto della procedura espropriativa, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte l'area direttamente coltivata da almeno un anno prima della data in cui vi è stata la dichiarazione di pubblica utilità, è determinata:   in misura pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticata.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'indennità aggiuntiva che spetta al mezzadro il quale, per effetto della cessione volontaria, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte l'area direttamente coltivata da almeno un anno prima della data in cui vi è stata la dichiarazione di pubblica utilità, è determinata:   in misura pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticata.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'indennità aggiuntiva che spetta al mezzadro il quale, per effetto della procedura espropriativa, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte l'area direttamente coltivata da almeno un anno prima della data in cui vi è stata la dichiarazione di pubblica utilità, è determinata:   in misura pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticata.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'indennità di espropriazione è determinata, tra gli altri criteri, con riferimento alle caratteristiche del bene sussistenti:   al momento della stipula dell'accordo di cessione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'indennità di espropriazione è determinata, tra gli altri criteri:   valutando l'incidenza dei vincoli di qualsiasi natura non aventi natura espropriativa.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'indennità di espropriazione è determinata, tra gli altri criteri:   senza considerare gli effetti dei vincoli connessi alla realizzazione dell'opera prevista.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'indennità di espropriazione è determinata, tra gli altri criteri:   senza considerare gli effetti del vincolo preordinato all'esproprio.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'indennità di espropriazione è determinata, tra gli altri criteri:   tenendo conto delle costruzioni realizzate sul fondo, tranne quelle fatte allo scopo di conseguire una maggiore indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'indennità di espropriazione è determinata, tra gli altri criteri:   tenendo conto delle migliorie realizzate sul fondo, tranne quelle fatte allo scopo di conseguire una maggiore indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'indennità di espropriazione è determinata, tra gli altri criteri:   tenendo conto delle piantagioni realizzate sul fondo, tranne quelle fatte allo scopo di conseguire una maggiore indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'indennità di espropriazione è determinata, tra l'altro, con riferimento alle caratteristiche del bene sussistenti:   al momento dell'emanazione del decreto di esproprio.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, lo stato di consistenza del bene e il verbale di immissione in possesso sono redatti:   in contraddittorio con l'espropriato o, nel caso di assenza o di rifiuto, con la presenza di almeno due testimoni che non siano dipendenti del beneficiario dell'espropriazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'opposizione alla stima è proposta, se attore è il promotore dell'espropriazione:   con atto di citazione notificato, tra l'altro, al proprietario del bene e al concessionario dell'opera pubblica, se a questi sia stato affidato il pagamento dell'indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'opposizione alla stima è proposta, se attore è il promotore dell'espropriazione:   con atto di citazione notificato, tra l'altro, all'autorità espropriante e al concessionario dell'opera pubblica, se a questi sia stato affidato il pagamento dell'indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'opposizione alla stima è proposta, se attore è il proprietario del bene:   con atto di citazione notificato, tra l'altro, all'autorità espropriante e al concessionario dell'opera pubblica, se a questi sia stato affidato il pagamento dell'indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'opposizione alla stima è proposta, se attore è il proprietario del bene:   con atto di citazione notificato, tra l'altro, al promotore dell'espropriazione e al concessionario dell'opera pubblica, se a questi sia stato affidato il pagamento dell'indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'opposizione alla stima è proposta:   con atto di citazione notificato, tra l'altro, al promotore dell'espropriazione, se attore è il proprietario del bene.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'opposizione alla stima è proposta:   con atto di citazione notificato all'autorità espropriante e al proprietario del bene, se attore è il promotore dell'espropriazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'opposizione alla stima è proposta:   con atto di citazione notificato, tra l'altro, all'autorità espropriante, se attore è il proprietario del bene.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, l'opposizione di terzo avverso il decreto di esproprio è proponibile entro:   trenta giorni successivi alla pubblicazione dell'estratto del decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica o nel Bollettino Ufficiale della regione nel cui territorio si trova il bene.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nei casi di espropriazione per fini strumentali e per interesse archeologico, previsti dal testo unico in materia di beni culturali e ambientali:   si applicano le disposizioni del t. u. sulle espropriazioni per pubblica utilità in quanto compatibili.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nei trenta giorni successivi alla notificazione dell'atto che determina in via provvisoria la misura dell'indennità di espropriazione il proprietario può comunicare all'autorità espropriante:   che condivide la determinazione della indennità di espropriazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel caso di adozione di una variante al piano regolatore per la realizzazione di una singola opera pubblica, al proprietario del bene sul quale si intende apporre il vincolo preordinato all'esproprio:   va inviato l'avviso dell'avvio del procedimento almeno venti giorni prima della delibera del consiglio comunale.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel caso di espropriazione di una costruzione legittimamente edificata, l'indennità è determinata:   in misura pari al valore venale.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel caso di espropriazione di un'area non edificabile, effettivamente coltivata, l'indennità definitiva è determinata tra l'altro sulla base:   del valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati anche in relazione all'esercizio dell'azienda agricola.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel caso di espropriazione di un'area non edificabile, la quale risulti effettivamente coltivata, l'indennità definitiva è determinata sulla base dei seguenti elementi:   in base al criterio del valore agricolo, tenendo conto delle colture effettivamente praticate sul fondo e del valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati anche in relazione all'esercizio dell'azienda agricola, senza valutare la possibile o l'effettiva utilizzazione diversa da quella agricola:
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel caso di espropriazione di un'area non edificabile, la quale risulti effettivamente coltivata, l'indennità definitiva è determinata tra l'altro sulla base:   del criterio del valore agricolo, tenendo conto delle colture effettivamente praticate sul fondo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel caso di esproprio parziale di un bene unitario, il valore della parte espropriata è determinato:   tenendo conto della relativa diminuzione di valore.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel caso di occupazione di un'area, contro la determinazione della indennità dovuta al proprietario effettuata dalla competente commissione provinciale:   è proponibile l'opposizione alla stima.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel caso di occupazione di un'area, l'indennità dovuta al proprietario, determinata dalla competente commissione provinciale, se manca l'accordo, è comunicata allo stesso proprietario:   con atto notificato con le forme degli atti processuali civili.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel caso di occupazione di un'area, l'indennità dovuta al proprietario, se manca l'accordo è determinata:   dalla commissione provinciale competente alla determinazione dell'indennità definitiva di esproprio di area non edificabile.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel caso di occupazione di un'area, l'indennità dovuta al proprietario, se manca l'accordo, è determinata dalla competente commissione provinciale:   su istanza di chi vi abbia interesse.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel caso di occupazione di un'area, l'indennità dovuta al proprietario, se manca l'accordo:   è determinata dalla commissione provinciale competente alla determinazione dell'indennità definitiva di esproprio di area non edificabile, che ne dà comunicazione al proprietario.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel caso di reiterazione di un vincolo preordinato all'esproprio:   è dovuta al proprietario una indennità commisurata all'entità del danno effettivamente prodotto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel caso di reiterazione di un vincolo sostanzialmente espropriativo:   è dovuta al proprietario una indennità commisurata all'entità del danno effettivamente prodotto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel caso di utilizzazione di un suolo edificabile per scopi di pubblica utilità, in assenza del valido ed efficace provvedimento di esproprio alla data del 30 settembre 1996, ai fini della determinazione del risarcimento del danno si applicano:   i criteri previsti per la determinazione dell'indennità nel caso di esproprio di un'area edificabile,con esclusione della riduzione del quaranta per cento e con l'incremento dell'importo nella misura del dieci per cento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel caso di utilizzazione di un suolo edificabile per scopi di pubblica utilità, in assenza del valido ed efficace provvedimento di esproprio alla data del 30 settembre 1996, ai giudizi pendenti alla data del 1° gennaio 1997:   ai fini della determinazione del risarcimento del danno, si applicano i criteri previsti per la determinazione dell'indennità nel caso di esproprio di un'area edificabile,con esclusione della riduzione del quaranta per cento e con l'incremento dell'importo nella misura del dieci per cento.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel caso in cui il proprietario che ha condiviso la determinazione dell'indennità di espropriazione si opponga all'immissione in possesso dell'autorità espropriante che ne abbia fatto richiesta:   l'autorità espropriante può procedervi egualmente, con la presenza di due testimoni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel caso in cui il proprietario che non abbia concordato sulla determinazione dell'indennità di espropriazione comunichi all'autorità espropriante che intende avvalersi per la determinazione dell'indennità del procedimento previsto nell'art. 21 del decreto, l'autorità espropriante:   nomina due tecnici, tra cui quello eventualmente già designato dal proprietario, e fissa il termine entro il quale va presentata la relazione da cui si evinca la stima del bene.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel caso in cui il proprietario del bene che abbia percepito la somma a titolo di indennità di espropriazione si rifiuti di stipulare con il beneficiario dell'esproprio l'atto di cessione del bene:   può essere emesso senza altre formalità il decreto di esproprio e può esservi l'immissione in possesso, salve le conseguenze risarcitorie dell'ingiustificato rifiuto di addivenire alla stipula.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel corso dei cinque anni di durata del vincolo preordinato all'esproprio, il consiglio comunale:   può motivatamente disporre o autorizzare che siano realizzate sul bene vincolato opere pubbliche o di pubblica utilità diverse da quelle originariamente previste nel piano urbanistico generale.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel decreto di esproprio emanato, qualora l'avvio dei lavori rivesta carattere di urgenza, tale da non consentire l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 20 del decreto medesimo, in base alla determinazione urgente della indennità di espropriazione, senza particolari indagini o formalità:   si dà atto della determinazione urgente dell'indennità e si invita il proprietario, nei trenta giorni successivi alla immissione in possesso, a comunicare se la condivide.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel procedimento di determinazione definitiva dell'indennità di espropriazione, i tecnici che devono procedere alla stima del bene da espropriare:   comunicano agli interessati il luogo, la data e l'ora delle operazioni, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento o strumento telematico, almeno sette giorni prima della data stabilita.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel procedimento di determinazione definitiva dell'indennità di espropriazione, il presidente del tribunale civile nella cui circoscrizione si trova il bene da stimare, nomina il terzo tecnico, su istanza di chi vi abbia interesse, scegliendolo tra:   i professori universitari, anche associati, di estimo, ovvero tra coloro che risultano inseriti nell'albo dei periti e dei consulenti tecnici del tribunale civile nella cui circoscrizione si trova il bene.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel procedimento di determinazione definitiva dell'indennità di espropriazione, in caso di dissenso di uno dei tecnici in merito alla relazione sulla stima del bene da espropriare:   la relazione è adottata a maggioranza.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel procedimento di determinazione definitiva dell'indennità di espropriazione, la relazione dei tecnici che hanno proceduto alla stima del bene da espropriare è depositata:   presso l'autorità espropriante.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel procedimento di determinazione definitiva dell'indennità di espropriazione, l'autorità espropriante presso cui è stata depositata la relazione dei tecnici sulla stima del bene da espropriare:   ne dà notizia agli interessati mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, avvertendoli che possono prenderne visione ed estrarne copia entro i successivi trenta giorni.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel procedimento di determinazione definitiva dell'indennità di espropriazione, nel caso in cui i tecnici procedono alle operazioni relative alla stima del bene da espropriare, gli interessati possono:   assistere alle operazioni anche tramite persone di loro fiducia, formulare osservazioni orali e presentare memorie scritte e documenti, di cui i tecnici tengono conto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel procedimento di determinazione definitiva dell'indennità di espropriazione, ove l'interessato accetti in modo espresso l'indennità risultante dalla relazione dei tecnici incaricati di determinare l'indennità, l'autorità espropriante:   autorizza il pagamento o il deposito dell'eventuale parte di indennità non depositata.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera:   può essere stabilito il termine entro il quale il decreto di esproprio va emanato.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, ove non sia stata manifestata accettazione espressa dell'indennità di espropriazione entro trenta giorni dalla scadenza del termine posto agli interessati per prendere visione ed estrarre copia della relazione dei tecnici depositata presso l'autorità espropriante, quest'ultima:   ordina il deposito presso la Cassa depositi e prestiti dell'eventuale maggior importo dell'indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per ciascun procedimento:   è designato un responsabile che dirige, coordina e cura tutte le operazioni e gli atti del procedimento, anche avvalendosi dell'ausilio di tecnici.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per convertire in titoli del debito pubblico le indennità spettanti ad un'associazione la quale non abbia la libera facoltà di alienare immobili:   non occorre alcuna approvazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per convertire l'indennità spettante ad un interdetto in titoli del debito pubblico:   non occorre alcuna approvazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per convertire l'indennità spettante ad un minore in titoli del debito pubblico:   non occorre alcuna approvazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per i giudizi aventi per oggetto i provvedimenti relativi alle procedure di espropriazione delle aree destinate all'esecuzione di opere di pubblica utilità:   l'amministrazione può essere rappresentata e difesa da un proprio dipendente, purché in possesso della qualifica di dirigente, autorizzato dal rappresentante legale dell'ente.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per i giudizi aventi per oggetto i provvedimenti relativi alle procedure di espropriazione delle aree destinate all'esecuzione di opere di pubblica utilità:   il ricorrente può stare in giudizio personalmente senza l'assistenza del difensore.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per i giudizi aventi per oggetto i provvedimenti relativi alle procedure di occupazione delle aree destinate all'esecuzione di opere di pubblica utilità:   l'amministrazione può essere rappresentata e difesa da un proprio dipendente, purché in possesso della qualifica di dirigente, autorizzato dal rappresentante legale dell'ente.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per i giudizi aventi per oggetto i provvedimenti relativi alle procedure di occupazione delle aree destinate all'esecuzione di opere pubbliche:   il ricorrente può stare in giudizio personalmente senza l'assistenza del difensore.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per i giudizi aventi per oggetto i provvedimenti relativi alle procedure di occupazione delle aree destinate all'esecuzione di opere pubbliche:   l'amministrazione può essere rappresentata e difesa da un proprio dipendente, purché in possesso della qualifica di dirigente, autorizzato dal rappresentante legale dell'ente.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per la determinazione dell'indennità provvisoria relative ad aree non edificabili, si applica il criterio del valore agricolo medio, calcolato dall'apposita commissione:   con riferimento al precedente anno solare, dei terreni, considerati non oggetto di contratto agrario, secondo i tipi di coltura effettivamente praticati.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per l'accettazione dell'indennità spettante ad un interdetto, come determinata dai tre tecnici nominati dalle parti e dal presidente del tribunale a sensi dell'art. 21 dello stesso decreto:   non occorre alcuna approvazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per l'accettazione dell'indennità spettante ad un minore, come determinata dai tre tecnici nominati dalle parti e dal presidente del tribunale a sensi dell'art. 21 dello stesso decreto:   non occorre alcuna approvazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per le aree comprese nel suo territorio e non utilizzate per realizzare le opere oggetto della dichiarazione di pubblica utilità, il comune può esercitare il diritto di prelazione:   entro il termine di sessanta giorni, decorrente dalla notifica dell'atto che ha determinato il corrispettivo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per le aree comprese nel suo territorio e non utilizzate per realizzare le opere oggetto della dichiarazione di pubblica utilità, il comune:   può esercitare il diritto di prelazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per le espropriazioni finalizzate alla realizzazione di opere private, l'autorità espropriante è:   l'Ente che emana il provvedimento dal quale deriva la dichiarazione di pubblica utilità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per lo svolgimento delle operazioni planimetriche e delle altre operazioni preparatorie necessarie per la redazione dello strumento urbanistico generale, di una sua variante o di un atto avente efficacia equivalente nonché per l'attuazione delle previsioni urbanistiche e per la progettazione di opere pubbliche e di pubblica utilità:   i tecnici incaricati, anche privati, possono essere autorizzati ad introdursi nell'area interessata.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per l'offerta da formulare, a cura del promotore dell'espropriazione, ai proprietari e per la determinazione dell'indennità provvisoria relative ad aree non edificabili, si applica il criterio del valore agricolo medio, calcolato dall'apposita commissione:   con riferimento al precedente anno solare, dei terreni, considerati non oggetto di contratto agrario, secondo i tipi di coltura effettivamente praticati.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per l'offerta da formulare, a cura del promotore dell'espropriazione, ai proprietari relativamente ad aree non edificabili, si applica il criterio del valore agricolo medio, calcolato dall'apposita commissione:   con riferimento al precedente anno solare, dei terreni, considerati non oggetto di contratto agrario, secondo i tipi di coltura effettivamente praticati.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per quanto riguarda le operazioni peritali effettuate dai tecnici nominati per la stima del bene da espropriare e le relative relazioni si osservano, salve le disposizioni dello stesso decreto:   le norme del codice di procedura civile.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, può la regione, la quale abbia istituito la commissione per la determinazione definitiva dell'indennità di espropriazione, nominare delle sottocommissioni?   Sì, purché abbiano la stessa composizione della commissione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora abbia condiviso la determinazione dell'indennità di espropriazione il proprietario è tenuto a:   consentire all'autorità espropriante che ne faccia richiesta l'immissione nel possesso.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora esistano diritti reali sul fondo espropriato o vi siano opposizioni al pagamento, ovvero quando le parti non si sono accordate sulla distribuzione, il pagamento dell'indennità agli aventi diritto è disposto, su domanda di chi ne abbia interesse:   dall'autorità giudiziaria.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora il giudice amministrativo abbia escluso la restituzione del bene modificato da una pubblica autorità in assenza di valido ed efficace provvedimento di espropriazione ed abbia disposto il risarcimento del danno:   l'autorità che ha disposto l'occupazione emana l'atto di acquisizione, dà atto dell'avvenuto risarcimento del danno e cura la trascrizione a proprie spese del decreto di acquisizione nei registri immobiliari.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora il proprietario abbia assunto ogni responsabilità in ordine ai diritti dei terzi, l'autorità espropriante può:   ordinare il pagamento diretto dell'indennità al proprietario.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora in un atto di reiterazione di un vincolo destinato all'espropriazione non sia prevista la corresponsione della speciale indennità, l'autorità che ha disposto la reiterazione deve provvedere alla liquidazione entro il termine di due mesi dal giorno nel quale abbia ricevuto la documentata domanda di pagamento. Tale autorità deve corrispondere l'indennità di cui sopra:   entro i successivi trenta giorni, decorsi i quali sono dovuti gli interessi legali.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora in un atto di reiterazione di un vincolo sostanzialmente espropriativo non sia prevista la corresponsione della speciale indennità, l'autorità che ha disposto la reiterazione deve provvedere alla liquidazione entro il termine di due mesi dal giorno nel quale abbia ricevuto la documentata domanda di pagamento. Tale autorità deve corrispondere l'indennità di cui sopra:   entro i successivi trenta giorni, decorsi i quali sono dovuti gli interessi legali.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora l'autorità espropriante disponga l'occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativo, al momento della immissione in possesso il verbale sullo stato di consistenza dei luoghi è redatto:   in contraddittorio con il proprietario.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora l'autorità espropriante disponga l'occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativo, al momento della immissione in possesso, nel caso di rifiuto del proprietario, il verbale sullo stato di consistenza dei luoghi è redatto:   con la presenza di almeno due testimoni che non siano dipendenti del soggetto espropriante.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora l'autorità espropriante disponga l'occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativo, al momento della immissione in possesso, nel caso di assenza del proprietario, il verbale sullo stato di consistenza dei luoghi è redatto:   con la presenza di almeno due testimoni che non siano dipendenti del soggetto espropriante.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora l'autorità espropriante disponga l'occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativo, al momento della immissione in possesso:   è redatto il verbale sullo stato di consistenza dei luoghi.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora l'autorità espropriante disponga l'occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativo, l'avviso al proprietario del fondo contiene, tra l'altro:   l'indicazione del luogo in cui è prevista l'esecuzione dell'ordinanza che dispone l'occupazione temporanea.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora l'autorità espropriante disponga l'occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativo, l'avviso al proprietario del fondo contiene, tra l'altro:   l'indicazione del giorno e dell'ora in cui è prevista l'esecuzione dell'ordinanza che dispone l'occupazione temporanea.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora l'autorità espropriante disponga l'occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativo, l'avviso al proprietario del fondo è notificato:   nelle forme degli atti processuali civili.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora l'avvio dei lavori di pubblica utilità rivesta carattere di urgenza, tale da non consentire l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 20 del decreto medesimo:   il decreto di esproprio può essere emanato ed eseguito in base alla determinazione urgente della indennità di espropriazione, senza particolari indagini o formalità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora l'avvio dei lavori di pubblica utilità rivesta carattere di urgenza, tale da non consentire, in relazione alla particolare natura delle opere, l'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 dell'art. 20 dello stesso decreto:   può essere emanato, senza particolari indagini o formalità, decreto motivato che determina in via provvisoria l'indennità di espropriazione, e che dispone anche l'occupazione anticipata dei beni immobili necessari.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora l'efficacia della pubblica utilità derivi dall'approvazione di piani urbanistici esecutivi, i termini per gli adempimenti relativi alla compilazione dell'elenco dei beni da espropriare, con una descrizione sommaria, e dei relativi proprietari, all'indicazione delle somme offerte per le loro espropriazioni, ed alla notificazione dell'elenco ai proprietari, decorrono:   dalla data di inserimento degli immobili da espropriare nel programma di attuazione dei piani stessi.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora manchino diritti dei terzi sul bene espropriato, il proprietario può percepire la somma depositata a titolo di indennità provvisoria:   in qualunque momento, con riserva di chiedere in sede giurisdizionale l'importo effettivamente spettante.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora non sia stato apposto il vincolo preordinato all'esproprio:   la dichiarazione di pubblica utilità diventa efficace al momento di tale apposizione a norma degli articoli 9 e 10 dello stesso decreto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora risulti che il proprietario, in relazione ad un'area edificabile, ha dichiarato ai fini dell'imposta comunale sugli immobili - prima della determinazione provvisoria e\o urgente dell'indennità - un valore inferiore a quello definitivamente accertato, l'indennità di espropriazione è ridotta:   al valore dichiarato, se tale valore risulti contrastante con la normativa vigente.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora si proceda all'espropriazione di un'area sulla quale è stata realizzata un'opera in assenza di concessione edilizia e sia in corso una procedura di sanatoria della costruzione:   l'autorità espropriante, sentito il comune, accerta la sanabilità ai soli fini della corresponsione dell'indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora si proceda all'espropriazione di un'area sulla quale è stata realizzata un'opera in parziale difformità dalla concessione edilizia e sia in corso una procedura di sanatoria della costruzione:   l'autorità espropriante, sentito il comune, accerta la sanabilità ai soli fini della corresponsione dell'indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora sia impugnato l'atto col quale l'autorità, che utilizza un bene immobile modificato senza valido provvedimento di espropriazione, dispone che detto bene sia acquisito al proprio patrimonio indisponibile e siano risarciti i danni al proprietario, colui che utilizza il bene:   può chiedere che il giudice amministrativo, in caso di fondatezza della domanda, disponga la condanna al risarcimento del danno con esclusione della restituzione del bene, senza limiti di tempo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora un fondo edificabile soggetto ad espropriazione sia anche oggetto di coltivazione agricola, quali condizioni debbono ricorrere cumulativamente affinché il compartecipante abbia diritto ad una particolare indennità?   Che egli, per effetto della procedura di esproprio, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte il fondo; che il fondo stesso sia coltivato da almeno un anno col lavoro proprio del compartecipante e dei suoi familiari.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora un fondo edificabile soggetto ad espropriazione sia anche oggetto di coltivazione agricola, quali condizioni debbono ricorrere cumulativamente affinché il fittavolo abbia diritto ad una particolare indennità?   Che egli, per effetto della procedura di esproprio, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte il fondo; che il fondo stesso sia coltivato da almeno un anno col lavoro proprio del fittavolo e dei suoi familiari.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora un fondo edificabile soggetto ad espropriazione sia anche oggetto di coltivazione agricola, quali condizioni debbono ricorrere cumulativamente affinché il mezzadro abbia diritto ad una particolare indennità?   Che egli, per effetto della procedura di esproprio, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte il fondo; che il fondo stesso sia coltivato da almeno un anno col lavoro proprio del mezzadro e dei suoi familiari.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora un'area edificabile soggetta ad esproprio sia utilizzata a scopi agricoli, al compartecipante che sia costretto per effetto della procedura ad abbandonare in tutto o in parte il fondo direttamente coltivato da almeno un anno col lavoro proprio e con quello dei familiari:   spetta una indennità pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticato.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora un'area edificabile soggetta ad esproprio sia utilizzata a scopi agricoli, al fittavolo che sia costretto per effetto della procedura ad abbandonare in tutto o in parte il fondo direttamente coltivato da almeno un anno col lavoro proprio e con quello dei familiari:   spetta una indennità pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticato.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora un'area edificabile soggetta ad esproprio sia utilizzata a scopi agricoli, al mezzadro che sia costretto per effetto della procedura ad abbandonare in tutto o in parte il fondo direttamente coltivato da almeno un anno col lavoro proprio e con quello dei familiari:   spetta una indennità pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticato.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora un'area edificabile soggetta ad esproprio sia utilizzata a scopi agricoli, al proprietario coltivatore diretto:   spetta una indennità pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticato.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora un'area soggetta ad espropriazione sia stata edificata in parziale difformità dalla concessione edilizia, l'indennità di espropriazione è determinata tenendo conto:   della sola parte della costruzione edificata legittimamente.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, qualora venga esercitata da parte del proprietario una azione legale per ottenere la restituzione di un terreno utilizzato per scopi di interesse pubblico in carenza di titolo espropriativo valido ed efficace, l'amministrazione che ne ha interesse:   può chiedere che il giudice amministrativo, in caso di fondatezza della domanda, disponga la condanna al risarcimento del danno con esclusione della restituzione del bene, senza limiti di tempo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando è stata realizzata l'opera di pubblica utilità, l'espropriato può chiedere:   la restituzione della parte del bene, già di sua proprietà, che non sia stata utilizzata.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando è stata realizzata l'opera di pubblica utilità, se chiede la restituzione della parte del bene, già di sua proprietà, che non sia stata utilizzata, l'espropriato invia copia della sua originaria istanza all'autorità che ha emesso il decreto di esproprio:   entro i tre mesi successivi alla ricezione della lettera raccomandata con avviso di ricevimento nella quale il soggetto beneficiario dell'espropriazione indica i beni che non servono all'esecuzione dell'opera pubblica e che possono essere ritrasferiti, nonché il relativo corrispettivo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando è stata realizzata l'opera di pubblica utilità, se l'espropriato chiede la restituzione della parte del bene, già di sua proprietà, che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera, ed il soggetto beneficiario dell'espropriazione non indica i beni da ritrasferire:   l'espropriato può chiedere all'autorità che ha emesso il decreto di esproprio di determinare la parte del bene espropriato che non serve più per la realizzazione dell'opera di pubblica utilità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando è stata realizzata l'opera di pubblica utilità, se l'espropriato chiede la restituzione della parte del bene, già di sua proprietà, che non sia stata utilizzata, il soggetto beneficiario della espropriazione indica i beni che non servono all'esecuzione dell'opera pubblica e che possono essere ritrasferiti, nonché il relativo corrispettivo:   con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, trasmessa al proprietario ed al comune nel cui territorio si trova il bene.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando è stata realizzata l'opera di pubblica utilità, se l'espropriato chiede la restituzione della parte del bene, già di sua proprietà, che non sia stata utilizzata, il soggetto beneficiario della espropriazione:   indica i beni che non servono all'esecuzione dell'opera di pubblica utilità e che possono essere ritrasferiti, nonché il relativo corrispettivo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando è stata realizzata l'opera pubblica, l'espropriato può chiedere:   la restituzione della parte del bene, già di sua proprietà, che non sia stata utilizzata.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando è stata realizzata l'opera pubblica, se chiede la restituzione della parte del bene, già di sua proprietà, che non sia stata utilizzata, l'espropriato invia copia della sua originaria istanza all'autorità che ha emesso il decreto di esproprio:   entro i tre mesi successivi alla ricezione della lettera raccomandata con avviso di ricevimento nella quale il soggetto beneficiario dell'espropriazione indica i beni che non servono all'esecuzione dell'opera pubblica e che possono essere ritrasferiti, nonché il relativo corrispettivo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando è stata realizzata l'opera pubblica, se l'espropriato chiede la restituzione della parte del bene, già di sua proprietà, che non sia stata utilizzata per la realizzazione dell'opera, ed il soggetto beneficiario dell'espropriazione non indica i beni da ritrasferire:   l'espropriato può chiedere all'autorità che ha emesso il decreto di esproprio di determinare la parte del bene espropriato che non serve più per la realizzazione dell'opera pubblica.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando è stata realizzata l'opera pubblica, se l'espropriato chiede la restituzione della parte del bene, già di sua proprietà, che non sia stata utilizzata, il soggetto beneficiario della espropriazione:   indica i beni che non servono all'esecuzione dell'opera pubblica e che possono essere ritrasferiti, nonché il relativo corrispettivo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando è stata realizzata l'opera pubblica, se l'espropriato chiede la restituzione della parte del bene, già di sua proprietà, che non sia stata utilizzata, il soggetto beneficiario della espropriazione indica i beni che non servono all'esecuzione dell'opera pubblica e che possono essere ritrasferiti, nonché il relativo corrispettivo:   con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, trasmessa al proprietario ed al comune nel cui territorio si trova il bene.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando l'opera da realizzare è di competenza comunale e non risulta conforme alle previsioni urbanistiche:   la variante al piano regolatore può essere disposta con l'approvazione del progetto preliminare o definitivo ai fini della dichiarazione di pubblica utilità da parte del consiglio comunale, che costituisce adozione della stessa.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando l'opera da realizzare non è di competenza comunale e non risulta conforme alle previsioni urbanistiche:   l'atto di approvazione del progetto preliminare o definitivo da parte della autorità competente è trasmesso al consiglio comunale, che può disporre l'adozione della corrispondente variante allo strumento urbanistico.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando un bene è sottoposto al vincolo preordinato all'esproprio?   Quando diventa efficace l'atto di approvazione del piano urbanistico generale, ovvero una sua variante, che prevede la realizzazione di un opera pubblica o di pubblica utilità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando un terreno è stato utilizzato per fini di edilizia residenziale agevolata in assenza di un titolo espropriativo valido ed efficace e l'autorità pubblica ha disposto l'acquisizione del terreno stesso al proprio patrimonio indisponibile, la stessa autorità con l'atto di acquisizione:   determina la misura del risarcimento del danno e ne dispone il pagamento, entro il termine di trenta giorni, senza pregiudizio per l'eventuale azione già proposta.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando un terreno è stato utilizzato per fini di edilizia residenziale convenzionata in assenza di un titolo espropriativo valido ed efficace e l'autorità pubblica ha disposto l'acquisizione del terreno stesso al proprio patrimonio indisponibile, la stessa autorità con l'atto di acquisizione:   determina la misura del risarcimento del danno e ne dispone il pagamento, entro il termine di trenta giorni, senza pregiudizio per l'eventuale azione già proposta.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando un terreno è stato utilizzato per fini di edilizia residenziale pubblica in assenza di un titolo espropriativo valido ed efficace e l'autorità pubblica ha disposto l'acquisizione del terreno stesso al proprio patrimonio indisponibile, la stessa autorità con l'atto di acquisizione:   determina la misura del risarcimento del danno e ne dispone il pagamento, entro il termine di trenta giorni, senza pregiudizio per l'eventuale azione già proposta.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando un terreno è stato utilizzato, senza titolo espropriativo valido ed efficace, per fini di edilizia residenziale agevolata ed il proprietario ha esercitato l'azione volta alla restituzione del terreno stesso, chi utilizza il bene:   può chiedere che il giudice amministrativo, in caso di fondatezza della domanda, disponga la condanna al risarcimento del danno con esclusione della restituzione del bene, senza limiti di tempo
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando un terreno è stato utilizzato, senza titolo espropriativo valido ed efficace, per fini di edilizia residenziale agevolata ed il proprietario ha esercitato l'azione volta alla restituzione del terreno stesso, l'amministrazione che ne ha interesse:   può chiedere che il giudice amministrativo, in caso di fondatezza della domanda, disponga la condanna al risarcimento del danno con esclusione della restituzione del bene, senza limiti di tempo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando un terreno è stato utilizzato, senza titolo espropriativo valido ed efficace, per fini di edilizia residenziale pubblica e la pubblica amministrazione ha emesso il provvedimento di acquisizione del terreno stesso al proprio patrimonio indisponibile e di determinazione del danno da risarcire al proprietario, se il proprietario impugna il detto provvedimento, l'amministrazione che ne ha interesse:   può chiedere che il giudice amministrativo, in caso di fondatezza della domanda, disponga la condanna al risarcimento del danno con esclusione della restituzione del bene, senza limiti di tempo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, quando un terreno è stato utilizzato, senza titolo espropriativo valido ed efficace, per fini di edilizia residenziale pubblica ed il proprietario ha esercitato l'azione volta alla restituzione del terreno stesso, l'amministrazione che ne ha interesse:   può chiedere che il giudice amministrativo, in caso di fondatezza della domanda, disponga la condanna al risarcimento del danno con esclusione della restituzione del bene, senza limiti di tempo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, salve le leggi speciali, quando dall'esecuzione di un'opera di pubblica utilità deriva ad un fondo una permanente diminuzione di valore, al proprietario:   è dovuta una indennità calcolata senza tenere conto del pregiudizio derivante dalla perdita di una utilità economica cui il proprietario non ha diritto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, salve le leggi speciali, quando dall'esecuzione di un'opera pubblica deriva al proprietario di un fondo l'imposizione di una servitù:   è dovuta una indennità calcolata senza tenere conto del pregiudizio derivante dalla perdita di una utilità economica cui il proprietario non ha diritto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, salvi i diritti dei titolari di un diritto reale o personale sul bene, l'indennità di esproprio spetta:   al proprietario ovvero all'enfiteuta, se ne sia anche possessore.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, salvo i casi in cui la legge disponga altrimenti, quando un terreno edificabile è stato utilizzato per fini di edilizia residenziale agevolata in carenza di titolo espropriativo valido ed efficace, il risarcimento del danno spettante al proprietario è commisurato:   alle possibilità legali ed effettive di edificazione, con esclusione delle costruzioni realizzate abusivamente.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, salvo i casi in cui la legge disponga altrimenti, quando un terreno edificabile è stato utilizzato per fini di edilizia residenziale pubblica in carenza di titolo espropriativo valido ed efficace, il risarcimento del danno spettante al proprietario è commisurato:   alle possibilità legali ed effettive di edificazione, con esclusione delle costruzioni realizzate abusivamente.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, salvo i casi in cui la legge disponga altrimenti, quando un terreno edificabile è stato utilizzato per fini di pubblica utilità in carenza di titolo espropriativo valido ed efficace, il risarcimento del danno spettante al proprietario è commisurato:   alle possibilità legali ed effettive di edificazione, con esclusione delle costruzioni realizzate abusivamente.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se dall'esecuzione dell'opera deriva un vantaggio immediato e speciale alla parte non espropriata di un bene unitario, dalla somma relativa al valore della parte espropriata:   è detratto l'importo corrispondente al medesimo vantaggio.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se il bene da espropriare appartiene ad un ente che non abbia la libera facoltà di alienare immobili, gli atti del procedimento:   non richiedono alcuna particolare autorizzazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se il bene da espropriare appartiene ad un interdetto, gli atti del procedimento, salva l'approvazione del tribunale civile per la determinazione consensuale o per l'accettazione dell'indennità offerta dall'espropriante ovvero per la conclusione dell'accordo di cessione:   non richiedono alcuna autorizzazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se il bene da espropriare appartiene ad un minore, gli atti del procedimento, salva l'approvazione del tribunale civile per la determinazione consensuale o per l'accettazione dell'indennità offerta dall'espropriante ovvero per la conclusione dell'accordo di cessione:   non richiedono alcuna particolare autorizzazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se il bene espropriato risulta gravato da altri diritti reali diversi dall'ipoteca, in assenza di accordo sulle modalità della riscossione, il beneficiario dell'espropriazione deposita l'indennità provvisoria presso:   la Cassa depositi e prestiti.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se il bene oggetto dell'espropriazione è gravato da diritti reali diversi dall'ipoteca, il beneficiario dell'espropriazione provvede al deposito dell'indennità provvisoria presso la Cassa depositi e prestiti:   in mancanza di accordo circa le modalità della riscossione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se il bene oggetto dell'espropriazione è gravato di ipoteca, al proprietario è corrisposta l'indennità provvisoria a condizione che:   il proprietario esibisca una dichiarazione del titolare del diritto di ipoteca, con firma autenticata, che autorizza la riscossione della somma.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se la realizzazione di un'opera di pubblica utilità non è prevista dal piano urbanistico generale, il vincolo preordinato all'esproprio può essere disposto mediante una conferenza di servizi?   Sì, se convocata su richiesta dell'interessato dall'amministrazione competente ai sensi dell'articolo 14, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241, ovvero su iniziativa dell'amministrazione competente all'approvazione del progetto.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se la realizzazione di un'opera di pubblica utilità non è prevista dal piano urbanistico generale, il vincolo preordinato all'esproprio può essere disposto mediante un accordo di programma?   Sì.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se la realizzazione di un'opera di pubblica utilità non è prevista dal piano urbanistico generale, il vincolo preordinato all'esproprio:   può essere disposto, su iniziativa dell'amministrazione competente all'approvazione del progetto, mediante una conferenza di servizi.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se la realizzazione di un'opera di pubblica utilità non è prevista dal piano urbanistico generale, il vincolo preordinato all'esproprio:   può essere disposto, ove espressamente se ne dia atto, mediante una conferenza di servizi convocata su richiesta dell'interessato dall'amministrazione competente ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se la realizzazione di un'opera di pubblica utilità non è prevista dal piano urbanistico generale, il vincolo preordinato all'esproprio:   può essere disposto mediante un accordo di programma.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se la realizzazione di un'opera pubblica non è prevista dal piano urbanistico generale, il vincolo preordinato all'esproprio può essere disposto mediante un accordo di programma?   Sì.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se la realizzazione di un'opera pubblica non è prevista dal piano urbanistico generale, il vincolo preordinato all'esproprio:   può essere disposto mediante un accordo di programma.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se la realizzazione di un'opera pubblica non è prevista dal piano urbanistico generale, il vincolo preordinato all'esproprio:   può essere disposto mediante una conferenza di servizi convocata su richiesta dell'interessato dall'amministrazione competente ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se la realizzazione di un'opera pubblica non è prevista dal piano urbanistico generale, il vincolo preordinato all'esproprio:   può essere disposto, su iniziativa dell'amministrazione competente all'approvazione del progetto, mediante una conferenza di servizi.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se l'espropriazione è finalizzata ad opere private di pubblica utilità, che non rientrano nell'ambito dell'edilizia residenziale pubblica e nei piani di insediamento produttivo di iniziativa pubblica, l'indennità di esproprio:   è determinata in base al valore venale del bene.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se l'opera di pubblica utilità non è stata cominciata entro il termine di dieci anni, decorrente dalla data in cui è stato eseguito il decreto di esproprio, l'espropriato:   può chiedere che sia accertata la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità, e che sia disposto il pagamento di una somma a titolo di indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se l'opera pubblica non è stata cominciata entro il termine di dieci anni, decorrente dalla data in cui è stato eseguito il decreto di esproprio, l'espropriato:   può chiedere che sia accertata la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità, e che sia disposto il pagamento di una somma a titolo di indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se l'opera pubblica non è stata realizzata entro il termine di dieci anni, decorrente dalla data in cui è stato eseguito il decreto di esproprio, l'espropriato:   può chiedere che sia accertata la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità, e che sia disposto il pagamento di una somma a titolo di indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se manca l'accordo sulla determinazione dell'indennità di espropriazione, l'autorità espropriante invita il proprietario interessato a comunicare entro i successivi venti giorni se intende avvalersi, per la determinazione dell'indennità del procedimento previsto nell'art. 21 dello stesso decreto e, in caso affermativo, designare un tecnico di propria fiducia, con atto:   notificato a mezzo di ufficiale giudiziario.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se manca l'accordo sulla determinazione dell'indennità di espropriazione, l'autorità espropriante invita il proprietario interessato, con atto notificato a mezzo di ufficiale giudiziario:   a comunicare entro i successivi venti giorni se intenda avvalersi, per la determinazione dell'indennità, del procedimento previsto nell'art. 21 di detto decreto e, in caso affermativo, designare un tecnico di propria fiducia.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se manca l'espressa determinazione del termine entro il quale il decreto di esproprio va emanato:   il decreto di esproprio può essere emanato entro il termine di cinque anni, decorrente dalla data in cui diventa efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità dell'opera.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se non è tempestivamente dichiarata la pubblica utilità dell'opera:   il vincolo preordinato all'esproprio decade.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se per il bene da espropriare negli ultimi cinque anni è stata pagata dall'espropriato o dal suo dante causa un'imposta in misura maggiore dell'imposta da pagare sull'indennità, la relativa differenza:   è corrisposta dall'espropriante all'espropriato.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se risulta l'impossibilità dell'esecuzione dell'opera di pubblica utilità anche in epoca anteriore al compimento del termine di dieci anni, decorrente dalla data in cui è stato eseguito il decreto di esproprio, l'espropriato:   può chiedere che sia accertata la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità, e che sia disposta la restituzione del bene espropriato.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se risulta l'impossibilità dell'esecuzione dell'opera di pubblica utilità anche in epoca anteriore al compimento del termine di dieci anni, decorrente dalla data in cui è stato eseguito il decreto di esproprio, l'espropriato:   può chiedere che sia accertata la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità, e che sia disposto il pagamento di una somma a titolo di indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se risulta l'impossibilità dell'esecuzione dell'opera pubblica anche in epoca anteriore al compimento del termine di dieci anni, decorrente dalla data in cui è stato eseguito il decreto di esproprio, l'espropriato:   può chiedere che sia accertata la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità, e che sia disposta la restituzione del bene espropriato.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se risulta l'impossibilità dell'esecuzione dell'opera pubblica anche in epoca anteriore al compimento del termine di dieci anni, decorrente dalla data in cui è stato eseguito il decreto di esproprio, l'espropriato:   può chiedere che sia accertata la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità, e che sia disposto il pagamento di una somma a titolo di indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se risulta l'impossibilità dell'esecuzione dell'opera pubblica anche in epoca anteriore al compimento del termine di dieci anni, decorrente dalla data in cui è stato eseguito il decreto di esproprio, l'espropriato:   può chiedere che sia accertata la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità, e che sia disposto il pagamento di una somma a titolo di indennità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se sono presentate opposizioni al pagamento dell'indennità, in assenza di accordo sulle modalità della riscossione, il beneficiario dell'espropriazione deposita l'indennità provvisoria presso:   la Cassa depositi e prestiti.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, se viene proposta tempestiva opposizione per l'ammontare dell'indennità ovvero per la garanzia, l'autorità espropriante dispone il deposito delle indennità accettate o convenute:   presso la Cassa depositi e prestiti.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, si applicano le regole sull'espropriazione dettate:   dal diritto internazionale generalmente riconosciuto e da trattati internazionali cui l'Italia aderisce.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, si considera opera pubblica o di pubblica utilità anche la realizzazione degli interventi:   necessari per l'utilizzazione da parte della collettività di beni o di terreni, o di un loro insieme, di cui non è prevista la materiale modificazione o trasformazione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, si intende effettuata l'immissione in possesso anche quando, malgrado la redazione del relativo verbale:   il bene continua ad essere utilizzato, per qualsiasi ragione, da chi in precedenza ne aveva la disponibilità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, trascorso il termine per la proposizione dell'opposizione alla stima:   l'indennità di esproprio è fissata definitivamente nella somma risultante dalla perizia.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, tutti gli atti della procedura espropriativa sono disposti:   nei confronti del soggetto che risulti proprietario secondo i registri catastali, salvo che l'autorità espropriante non abbia tempestiva notizia dell'eventuale diverso proprietario effettivo.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, tutti i diritti relativi al bene espropriato possono essere fatti valere esclusivamente sull'indennità:   dopo la trascrizione del decreto di esproprio.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, tutti i diritti relativi al bene espropriato possono essere fatti valere esclusivamente sull'indennità:   dopo la trascrizione dell'atto di cessione.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, un bene è sottoposto al vincolo preordinato all'esproprio:   quando diventa efficace l'atto di approvazione del piano urbanistico generale, ovvero una sua variante, che prevede la realizzazione di un opera pubblica o di pubblica utilità.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, un estratto del decreto di esproprio è trasmesso entro cinque giorni:   per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica o nel Bollettino Ufficiale della regione
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327,gli uffici competenti all'aggiornamento degli elenchi degli atti da cui deriva la dichiarazione di pubblica utilità ovvero con cui è disposta l'espropriazione:   sono indicati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ovvero del presidente della regione, rispettivamente per le opere di competenza statale o regionale.
A norma del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327,il corrispettivo dell'atto di cessione del bene stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione, se riguarda un'area non edificabile, è calcolato ai sensi dell'articolo 40, comma 3, dello stesso decreto:   aumentando del cinquanta per cento l'importo dovuto.
A norma del D.P.R. 8/06/01, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione della sua quota di proprietà, stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione è calcolato ai sensi dell'articolo 38 dello stesso decreto:   se riguarda una costruzione legittimamente edificata, nella misura venale del bene.
A norma del D.P.R. 8/06/01, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione della sua quota di proprietà, stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione, è calcolato ai sensi dell'articolo 38 dello stesso decreto:   se riguarda una costruzione legittimamente edificata, nella misura venale del bene.
A norma del D.P.R. 8/06/01, n. 327, il corrispettivo dell'atto di cessione della sua quota di proprietà, stipulato dal proprietario col soggetto beneficiario dell'espropriazione, se riguarda una costruzione legittimamente edificata, è calcolato ai sensi dell'articolo 38 dello stesso decreto:   nella misura venale del bene.
A norma del D.P.R. 8/06/01, n. 327, qualora l'autorità espropriante disponga l'occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativo, al momento della immissione in possesso il verbale sullo stato di consistenza dei luoghi è redatto:   in contraddittorio con il proprietario.
A norma del D.P.R. del 24 novembre 1971 n. 1199, con quale mezzo possono essere impugnati i decreti del Presidente della Repubblica che decidono i ricorsi straordinari?   Possono essere impugnati per revocazione nei casi previsti dall'articolo 395 del codice di procedura civile.
A norma del D.P.R. del 24 novembre 1971 n. 1199, contro gli atti amministrativi non definitivi é ammesso ricorso in unica istanza all'organo sovraordinato da parte di chi vi abbia interesse:   per motivi di legittimità e di merito.
A norma del D.P.R. del 24 novembre 1971 n. 1199, é ammesso ricorso gerarchico in unica istanza all'organo sovraordinato da parte di chi vi abbia interesse:   contro gli atti amministrativi non definitivi.
A norma del D.P.R. del 24 novembre 1971 n. 1199, i ricorsi rivolti nel termine prescritto a organi diversi da quello competente non sono soggetti a dichiarazione di irricevibilità, ed anzi sono trasmessi d'ufficio all'organo competente, allorché:   i ricorsi stessi siano rivolti ad organi appartenenti alla medesima amministrazione.
A norma del D.P.R. del 24 novembre 1971 n. 1199, i ricorsi rivolti nel termine prescritto a organi diversi da quello competente, ma appartenenti alla medesima amministrazione, sono soggetti a dichiarazione di irricevibilità?   No, e i ricorsi stessi sono trasmessi d'ufficio all'organo competente.
A norma del D.P.R. del 24 novembre 1971 n. 1199, in quali casi é ammesso ricorso amministrativo da parte di chi vi abbia interesse contro gli atti amministrativi dei Ministri?   Solo nei casi, nei limiti e con le modalità previsti dalla legge.
A norma del D.P.R. del 24 novembre 1971 n. 1199, in quali casi é ammesso ricorso amministrativo da parte di chi vi abbia interesse contro gli atti amministrativi di enti pubblici?   Solo nei casi, nei limiti e con le modalità previsti dalla legge o dagli ordinamenti dei singoli enti.
A norma del D.P.R. del 24 novembre 1971 n. 1199, in quali casi é ammesso ricorso amministrativo da parte di chi vi abbia interesse contro gli atti amministrativi di organi collegiali?   Solo nei casi, nei limiti e con le modalità previsti dalla legge o dagli ordinamenti dei singoli enti.
A norma del D.P.R. del 24 novembre 1971 n. 1199, in quali casi é ammesso ricorso straordinario al Presidente della Repubblica da parte di chi vi abbia interesse?   Contro gli atti amministrativi definitivi per motivi di legittimità.
A norma del D.P.R. del 24 novembre 1971 n. 1199, in quali casi può essere presentato ricorso in opposizione all'organo che ha emanato l'atto impugnato?   Nei casi previsti dalla legge.
A norma del D.P.R. del 24 novembre 1971 n. 1199, l'organo competente a decidere il ricorso amministrativo può sospendere l'esecuzione dell'atto impugnato?   Sì, se ricorrono gravi motivi, d'ufficio o su domanda del ricorrente.
A norma del D.P.R. del 24 novembre 1971 n. 1199, nell'ipotesi in cui il ricorrente non abbia provveduto a comunicare il ricorso amministrativo agli altri soggetti direttamente interessati ed individuabili sulla base dell'atto impugnato:   l'organo decidente provvede a comunicare il ricorso agli altri soggetti direttamente interessati ed individuabili sulla base dell'atto impugnato.
A norma del D.P.R. del 24 novembre 1971 n. 1199, quale conseguenza é prevista con riguardo all'ammissibilità del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, quando l'atto sia stato impugnato con ricorso giurisdizionale da parte dello stesso interessato?   Non é ammesso il ricorso straordinario.
A norma del D.P.R. del 24 novembre 1971 n. 1199, quale conseguenza é prevista per l'ipotesi in cui sia decorso il termine di novanta giorni dalla data di presentazione del ricorso amministrativo senza che l'organo adito abbia comunicato la decisione?   Il ricorso si intende respinto a tutti gli effetti, e contro il provvedimento impugnato é esperibile il ricorso all'autorità giurisdizionale competente, o quello straordinario al Presidente della Repubblica.
A norma del D.P.R. del 24 novembre 1971 n. 1199, quale facoltà di scelta é rimessa ai controinteressati cui sia stato notificato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica?   I controinteressati possono richiedere, con atto notificato al ricorrente e all'organo che ha emanato l'atto impugnato, che il ricorso sia deciso in sede giurisdizionale.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, é raccolta del risparmio:   l'acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, sia sotto forma di depositi sia sotto altra forma.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, i dipendenti della Banca d'Italia:   sono vincolati al segreto d'ufficio.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, i soggetti che anche attraverso società controllate svolgono in misura rilevante attività di impresa in settori non bancari né finanziari:   non possono essere autorizzati ad acquisire azioni o quote che comportano, unitamente a quelle già possedute, una partecipazione superiore al quindici per cento del capitale di una banca, rappresentato da azioni o quote con diritto di voto o, comunque, il controllo della banca stessa.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, il collegio sindacale di una banca:   informa senza indugio la Banca d'Italia di tutti gli atti o i fatti, di cui venga a conoscenza nell'esercizio dei propri compiti, che possano costituire una irregolarità nella gestione delle banche o una violazione delle norme disciplinanti l'attività bancaria.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio:   ha l'alta vigilanza in materia di credito e di tutela del risparmio.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, il credito alle opere pubbliche ha per oggetto:   la concessione, da parte di banche, a favore di soggetti pubblici o privati, di finanziamenti destinati alla realizzazione di opere pubbliche o di impianti di pubblica utilità.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, il credito fondiario ha per oggetto:   la concessione, da parte di banche, di finanziamenti a medio e lungo termine garantiti da ipoteca di primo grado su immobili.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, il divieto di raccolta del risparmio tra il pubblico a soggetti diversi dalle banche non si applica:   agli enti pubblici territoriali ai quali la raccolta del risparmio é consentita in base agli ordinamenti nazionali degli Stati comunitari.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, il divieto di raccolta del risparmio tra il pubblico a soggetti diversi dalle banche non si applica:   agli organismi internazionali ai quali aderiscono uno o più Stati comunitari.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, il divieto di raccolta del risparmio tra il pubblico a soggetti diversi dalle banche non si applica:   agli Stati comunitari.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, il divieto di raccolta del risparmio tra il pubblico a soggetti diversi dalle banche non si applica:   agli Stati extracomunitari ed ai soggetti esteri abilitati da speciali disposizioni del diritto italiano.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, il divieto di raccolta del risparmio tra il pubblico a soggetti diversi dalle banche non si applica:   alle società per azioni e in accomandita per azioni per la raccolta effettuata, nei limiti previsti dal codice civile, mediante l'emissione di obbligazioni.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, il gruppo bancario:   é iscritto in apposito albo tenuto dalla Banca d'Italia.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, la Banca d'Italia nega l'autorizzazione dell'attività bancaria:   quando dalla verifica delle condizioni di legge non risulti garantita la sana e prudente gestione.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, la Banca d'Italia, nel procedere all'accertamento della esistenza di un gruppo bancario e alla sua iscrizione all'apposito albo:   può determinare la composizione del gruppo anche in difformità da quanto comunicato dalla banca capogruppo.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, la Banca d'Italia, nell'ambito della sua attività di vigilanza:   determina e rende pubblici previamente i principi e i criteri direttivi di detta attività.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, la raccolta del risparmio tra il pubblico:   é vietata ai soggetti diversi dalle banche.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, l'acquisizione a qualsiasi titolo di azioni o quote di banche da chiunque effettuata deve essere preventivamente autorizzata dalla Banca d'Italia:   quando comporta, tenuto conto delle azioni o quote già possedute, una partecipazione superiore al cinque per cento del capitale della banca rappresentato da azioni o quote con diritto di voto e, indipendentemente da tale limite, quando la partecipazione comporta il controllo della banca stessa.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, l'attività bancaria é autorizzata:   dalla Banca d'Italia.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, l'attività bancaria:   ha carattere di impresa.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, le banche autorizzate in Italia o le succursali delle banche comunitarie stabilite nel territorio della Repubblica:   sono iscritte in apposito albo tenuto dalla Banca d'Italia.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, le banche esercitano, oltre all'attività bancaria:   ogni altra attività finanziaria, secondo la disciplina propria di ciascuna, nonché attività connesse o strumentali.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, le società che esercitano attività di revisione contabile presso le banche:   comunicano senza indugio alla Banca d'Italia tutti gli atti o i fatti, rilevati nello svolgimento dell'incarico, che possano costituire una grave violazione delle norme disciplinanti l'attività bancaria.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, l'esistenza di un gruppo bancario:   può essere accertata d'ufficio dalla Banca d'Italia, che iscrive il gruppo nell'apposito albo.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, non costituisce raccolta del risparmio tra il pubblico, e come tale vietata a soggetti diversi dalle banche, quella effettuata:   presso specifiche categorie individuate in ragione di rapporti societari o di lavoro nei limiti e secondo i criteri stabiliti dal Comitato interministeriale per il credito e il risparmio.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, per l'esercizio delle proprie funzioni il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio si avvale:   della Banca d'Italia.
A norma del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, quale organismo stabilisce limiti e criteri in base ai quali non costituisce raccolta del risparmio tra il pubblico quella effettuata presso specifiche categorie?   Il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio.
A norma del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, a quali controlli interni provvedono gli organi di revisione, ovvero gli uffici di ragioneria, nonché i servizi ispettivi?   Ai controlli di regolarità amministrativa e contabile.
A norma del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, ai fini del controllo di gestione, chi definisce gli indicatori specifici per misurare efficacia, efficienza ed economicità?   Ciascuna amministrazione pubblica.
A norma del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, ai fini del controllo di gestione, chi definisce le modalità di rilevazione e ripartizione dei costi tra le unità organizzative e di individuazione degli obiettivi per cui i costi sono sostenuti?   Ciascuna amministrazione pubblica.
A norma del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, ai fini del controllo di gestione, chi definisce le procedure di determinazione degli obiettivi gestionali e dei soggetti responsabili?   Ciascuna amministrazione pubblica.
A norma del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, ai fini del controllo di gestione, chi definisce le unità organizzative a livello delle quali si intende misurare l'efficacia, l'efficienza ed economicità dell'azione amministrativa?   Ciascuna amministrazione pubblica.
A norma del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, ai fini del controllo di gestione, chi definisce le unità responsabili della progettazione e della gestione del controllo?   Ciascuna amministrazione pubblica.
A norma del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, ai fini del controllo di gestione, chi definisce l'insieme dei prodotti e delle finalità dell'azione amministrativa?   Ciascuna amministrazione pubblica.
A norma del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, al fine del controllo di gestione, le pubbliche amministrazioni, nell'ambito della rispettiva autonomia, si dotano di strumenti adeguati a:   verificare l'efficacia, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa al fine di ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi di correzione, il rapporto tra costi e risultati.
A norma del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, al fine del controllo di regolarità amministrativa e contabile, le pubbliche amministrazioni, nell'ambito della rispettiva autonomia, si dotano di strumenti adeguati a:   garantire la legittimità, regolarità e correttezza dell'azione amministrativa.
A norma del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, al fine della valutazione della dirigenza, le pubbliche amministrazioni, nell'ambito della rispettiva autonomia, si dotano di strumenti adeguati a:   valutare le prestazioni del personale con qualifica dirigenziale.
A norma del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, al fine della valutazione e del controllo strategico, le pubbliche amministrazioni, nell'ambito della rispettiva autonomia, si dotano di strumenti adeguati a:   valutare l'adeguatezza delle scelte compiute in sede di attuazione dei piani, programmi ed altri strumenti di determinazione dell'indirizzo politico, in termini di congruenza tra risultati conseguiti e obiettivi predefiniti.
A norma del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, di quali elementi tiene particolarmente conto la valutazione delle prestazioni e delle competenze organizzative dei dirigenti?   Dei risultati dell'attività amministrativa e della gestione.
A norma del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, é consentito affidare verifiche di regolarità amministrativa e contabile a strutture addette al controllo di gestione, alla valutazione dei dirigenti o al controllo strategico?   No.
A norma del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, il controllo di regolarità amministrativa e contabile comprende verifiche da effettuarsi in via preventiva?   Sì, ma solo nei casi espressamente previsti dalla legge e fatto salvo, in ogni caso, il principio secondo cui le definitive determinazioni in ordine all'efficacia dell'atto sono adottate dall'organo amministrativo responsabile.
A norma del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, quali controlli interni devono rispettare, in quanto applicabili alla pubblica amministrazione, i principi generali della revisione aziendale asseverati dagli ordini e collegi professionali operanti nel settore?   Le verifiche di regolarità amministrativa e contabile.
A norma del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, quali misure si applicano allorché dalle ordinarie ed annuali procedure di valutazione delle prestazioni e delle competenze organizzative dei dirigenti emergano risultati negativi dell'attività amministrativa e della gestione, o il mancato raggiungimento degli obiettivi?   La revoca dell'incarico per il dirigente interessato e la destinazione ad altro incarico.
A norma del decreto legislativo 30/03/01, n.165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   curano i rapporti con gli uffici dell'Unione europea nelle materie di competenza secondo le specifiche direttive dell'organo di direzione politica, sempreché tali rapporti non siano espressamente affidati ad apposito ufficio o organo.
A norma del decreto legislativo 30/03/01, n.165, nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, i dirigenti di uffici dirigenziali generali, tra l'altro:   promuovono e resistono alle liti.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, a quale giudice sono devolute le controversie aventi per oggetto gli atti e i provvedimenti delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti alle stesse equiparati in materia urbanistica ed edilizia?   Alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, a quale giudice sono devolute le controversie aventi per oggetto i comportamenti delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti alle stesse equiparati in materia urbanistica ed edilizia?   Alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, le controversie aventi per oggetto gli atti, i provvedimenti e i comportamenti delle amministrazioni pubbliche in materia urbanistica sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ed agli effetti del succitato decreto, la materia urbanistica concerne:   tutti gli aspetti dell'uso del territorio.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, le controversie concernenti la istituzione dei soggetti gestori di pubblici servizi sono devolute:   alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, le controversie concernenti la modificazione dei soggetti gestori di pubblici servizi sono devolute:   alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, le controversie in materia di pubblici servizi sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e, in particolare, esse sono, tra le altre, quelle riguardanti:   le attività e le prestazioni di ogni genere, anche di natura patrimoniale, rese nell'espletamento dei pubblici servizi, con esclusione delle controversie in materia di invalidità.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, le controversie in materia di pubblici servizi sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e, in particolare, esse sono, tra le altre, quelle riguardanti:   le attività e le prestazioni di ogni genere, anche di natura patrimoniale, rese nell'espletamento dei pubblici servizi, ivi comprese quelle rese nell'ambito della pubblica istruzione.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, le controversie in materia di pubblici servizi sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e, in particolare, esse sono, tra le altre, quelle riguardanti:   le attività e le prestazioni di ogni genere, anche di natura patrimoniale, rese nell'espletamento dei pubblici servizi, ivi comprese quelle rese nell'ambito del Servizio sanitario nazionale.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, le controversie in materia di pubblici servizi sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e, in particolare, tra le altre, quelle riguardanti le attività e le prestazioni di ogni genere, anche di natura patrimoniale, rese nell'espletamento dei pubblici servizi:   con esclusione delle controversie meramente risarcitorie che riguardano il danno alla persona o a cose.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie aventi per oggetto:   gli atti e i comportamenti delle amministrazioni pubbliche in materia urbanistica ed edilizia.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie aventi per oggetto:   gli atti e i provvedimenti delle amministrazioni pubbliche in materia urbanistica ed edilizia.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie concernenti la:   istituzione dei soggetti gestori di pubblici servizi, ivi comprese le aziende speciali, le istituzioni o le società di capitali anche di trasformazione urbana.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie concernenti la:   modificazione dei soggetti gestori di pubblici servizi, ivi comprese le aziende speciali.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie concernenti la:   istituzione dei soggetti gestori di pubblici servizi, ivi comprese le aziende speciali.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie concernenti la:   estinzione dei soggetti gestori di pubblici servizi, ivi comprese le aziende speciali.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie concernenti la:   modificazione dei soggetti gestori di pubblici servizi, ivi comprese le aziende speciali, le istituzioni o le società di capitali anche di trasformazione urbana.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie concernenti la:   estinzione dei soggetti gestori di pubblici servizi, ivi comprese le aziende speciali, le istituzioni o le società di capitali anche di trasformazione urbana.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie in materia di pubblici servizi:   e, in particolare, tra le altre, quelle tra le amministrazioni pubbliche e i gestori comunque denominati di pubblici servizi.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie in materia di pubblici servizi:   e, in particolare, tra le altre, quelle in materia di vigilanza nei confronti dei gestori dei pubblici servizi.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie in materia di pubblici servizi:   e, in particolare, tra le altre, quelle aventi ad oggetto le procedure di affidamento di appalti pubblici di lavori svolte da soggetti comunque tenuti alla applicazione delle norme comunitarie.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie in materia di pubblici servizi:   e, in particolare, tra le altre, quelle aventi ad oggetto le procedure di affidamento di appalti pubblici di servizi svolte da soggetti comunque tenuti alla applicazione della normativa nazionale.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie in materia di pubblici servizi:   e, in particolare, tra le altre, quelle aventi ad oggetto le procedure di affidamento di appalti pubblici di forniture svolte da soggetti comunque tenuti alla applicazione della normativa regionale.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie in materia di pubblici servizi:   ivi compresi quelli afferenti ai trasporti.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie in materia di pubblici servizi:   ivi compresi quelli afferenti al servizio farmaceutico.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie in materia di pubblici servizi:   ivi compresi i servizi di pubblica utilità espressamente indicati dalla legge.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie in materia di pubblici servizi:   ivi compresi quelli afferenti alla vigilanza sul mercato mobiliare.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie in materia di pubblici servizi:   ivi compresi quelli afferenti alle telecomunicazioni.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute:   alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie in materia di pubblici servizi e, in particolare, quelle riguardanti le prestazioni di ogni genere, anche di natura patrimoniale, rese nell'espletamento dei pubblici servizi, con esclusione dei rapporti individuali di utenza con soggetti privati.
A norma del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, sono devolute:   alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie in materia di pubblici servizi e, in particolare, tra le altre, quelle riguardanti le attività di ogni genere rese nell'espletamento dei pubblici servizi, con esclusione dei rapporti individuali di utenza con soggetti privati.
A norma del regio decreto 11 dicembre 1933 n. 1775, chi può derivare acqua pubblica?   Chi possegga un titolo legittimo o ottenga regolare concessione.
A norma del regio decreto 11 dicembre 1933 n. 1775, chi può utilizzare acqua pubblica?   Chi possegga un titolo legittimo o ottenga regolare concessione.
A norma del regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, i ricorsi presentati al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale:   sono sottoscritti dalle parti ricorrenti o da una di esse e firmati da un avvocato ammesso al patrocinio in Corte di cassazione.
A norma del regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, nel procedimento dinanzi al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale il ricorso si ha per abbandonato:   se per il corso di due anni non siasi fatto alcun atto di procedura.
A norma del regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, nel procedimento dinanzi al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale la fissazione dell'udienza di discussione dei ricorsi:   deve essere domandata dalle parti in causa o dalla pubblica amministrazione.
A norma del regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, nel procedimento dinanzi al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, il ricorso incidentale è efficace qualora il ricorso principale sia stato dichiarato inammissibile perché proposto fuori termine?   No, mai.
A norma del regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, nel procedimento dinanzi al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, il ricorso incidentale è efficace qualora sia stato prodotto dopo la rinuncia al ricorso principale?   No, mai.
A norma del regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, nel procedimento innanzi al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale se la sezione cui é stato rimesso il ricorso rileva che il punto di diritto al suo esame ha dato luogo o possa dar luogo a contrasti giurisprudenziali, può rimettere il ricorso all'adunanza plenaria:   su richiesta delle parti o di ufficio.
A norma del regio decreto 30 ottobre 1933 n. 1611, dove devono essere notificati alle Amministrazioni dello Stato gli atti istitutivi di giudizi che si svolgono innanzi alle giurisdizioni amministrative?   Presso l'ufficio dell'Avvocatura dello Stato nel cui distretto ha sede l'Autorità giudiziaria innanzi alla quale é portata la causa.
A norma del regio decreto del 12 luglio 1934 n. 1214, quale conseguenza é prevista, al di fuori delle ipotesi di rifiuto assoluto di registrazione, ove la Corte dei conti, dopo che il consigliere delegato o la sezione di controllo abbia ricusato il visto sugli atti o decreti ad essa presentati e dopo che il Consiglio dei ministri abbia risolto che l'atto o decreto debba aver corso, non riconosca tuttavia cessata la causa del rifiuto?   La Corte ordina la registrazione del provvedimento e vi appone il visto con riserva.
A norma del regio decreto del 12 luglio 1934 n. 1214, quale organo di giurisdizione giudica i conti che debbono rendere tutti coloro che hanno maneggio di denaro delle pubbliche amministrazioni designate dalla legge?   La Corte dei conti.
A norma del regio decreto del 12 luglio 1934 n. 1214, quale organo di giurisdizione giudica i conti che debbono rendere tutti coloro che hanno maneggio di denaro dello Stato?   La Corte dei conti.
A norma del regio decreto del 12 luglio 1934 n. 1214, quale organo di giurisdizione giudica i conti che debbono rendere tutti coloro che hanno maneggio di valori dello Stato?   La Corte dei conti.
A norma del regio decreto del 12 luglio 1934 n. 1214, quale organo di giurisdizione giudica sui ricorsi contro i provvedimenti amministrativi in materia di conti e di responsabilità, giusta le disposizioni delle leggi speciali?   La Corte dei conti.
A norma del regio decreto del 12 luglio 1934 n. 1214, quale organo di giurisdizione giudica sui ricorsi in materia di pensione anche in parte a carico dello Stato?   La Corte dei conti.
A norma del regio decreto del 12 luglio 1934 n. 1214, quale organo di giurisdizione giudica sui ricorsi in materia di pensione in tutto a carico dello Stato o di altri enti designati dalla legge?   La Corte dei conti.
A norma del regio decreto del 12 luglio 1934 n. 1214, quale organo di giurisdizione giudica sulle istanze tendenti a conseguire la sentenza che tiene luogo del decreto di collocamento a riposo, ai termini del Testo unico delle leggi sulle pensioni civili e militari?   La Corte dei conti.
A norma del regio decreto del 12 luglio 1934 n. 1214, quale organo di giurisdizione giudica sulle responsabilità per danni arrecati all'erario da pubblici funzionari, retribuiti dallo Stato, nell'esercizio delle loro funzioni?   La Corte dei conti.
A norma del regio decreto del 12 luglio 1934 n. 1214, quale organo esercita il riscontro di legittimità sui decreti relativi alla liquidazione definitiva delle pensioni, assegni e indennità di quiescenza, accertando che sussistano le condizioni stabilite dalle leggi, sia per l'acquisto del diritto che per la natura e la misura dell'assegno liquidato e per il relativo godimento e pagamento?   La Corte dei conti.
A norma del regio decreto del 12 luglio 1934 n. 1214, quali dei seguenti giudizi rientrano tra le attribuzioni della Corte dei conti?   Giudizi sulle responsabilità per danni arrecati all'erario da pubblici funzionari, retribuiti dallo Stato, nell'esercizio delle loro funzioni.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, a chi spettano la rappresentanza, il patrocinio e l'assistenza in giudizio delle amministrazioni dello Stato organizzate ad ordinamento autonomo?   Alla Avvocatura dello Stato.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, a chi spettano la rappresentanza, il patrocinio e l'assistenza in giudizio delle amministrazioni dello Stato?   Alla Avvocatura dello Stato.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, a quale Corte d'appello spetta la competenza per cause nelle quali é parte una amministrazione dello Stato?   Alla Corte d'appello del luogo dove ha sede l'ufficio dell'Avvocatura dello Stato nel cui distretto si trova il tribunale o la Corte d'appello che sarebbe competente secondo le norme ordinarie.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, a quale tribunale spetta la competenza per cause nelle quali é parte una amministrazione dello Stato?   Al tribunale del luogo dove ha sede l'ufficio dell'Avvocatura dello Stato nel cui distretto si trova il tribunale che sarebbe competente secondo le norme ordinarie.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, dove deve essere notificato qualsiasi atto di opposizione giudiziale diretto alle amministrazioni dello Stato?   Presso l'ufficio dell'Avvocatura dello Stato nel cui distretto ha sede l'Autorità giudiziaria innanzi alla quale é portata la causa.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, dove devono essere notificate le citazioni dirette alle Amministrazioni dello Stato?   Presso l'ufficio dell'Avvocatura dello Stato nel cui distretto ha sede l'Autorità giudiziaria innanzi alla quale é portata la causa.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, dove devono essere notificate le opposizioni ad ingiunzione dirette alle Amministrazioni dello Stato?   Presso l'ufficio dell'Avvocatura dello Stato nel cui distretto ha sede l'Autorità giudiziaria innanzi alla quale é portata la causa.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, dove devono essere notificati alle Amministrazioni dello Stato gli atti istitutivi di giudizi che si svolgono innanzi agli arbitri?   Presso l'ufficio dell'Avvocatura dello Stato nel cui distretto ha sede l'Autorità giudiziaria innanzi alla quale é portata la causa.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, dove devono essere notificati alle Amministrazioni dello Stato gli atti istitutivi di giudizi che si svolgono innanzi alle giurisdizioni speciali?   Presso l'ufficio dell'Avvocatura dello Stato nel cui distretto ha sede l'Autorità giudiziaria innanzi alla quale é portata la causa.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, dove devono essere notificati i ricorsi diretti alle Amministrazioni dello Stato?   Presso l'ufficio dell'Avvocatura dello Stato nel cui distretto ha sede l'Autorità giudiziaria innanzi alla quale é portata la causa.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, gli avvocati dello Stato, che hanno la rappresentanza, il patrocinio e l'assistenza in giudizio delle amministrazioni dello Stato, hanno bisogno di mandato, laddove consti della loro qualità?   No, mai.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, gli avvocati dello Stato, che hanno la rappresentanza, il patrocinio e l'assistenza in giudizio delle amministrazioni dello Stato, innanzi a quali giurisdizioni esercitano le loro funzioni?   Innanzi a tutte le giurisdizioni.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, in persona di chi devono essere notificate le citazioni dirette alle Amministrazioni dello Stato?   Nella persona del ministro competente.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, in persona di chi devono essere notificate le opposizioni ad ingiunzione dirette alle Amministrazioni dello Stato?   Nella persona del ministro competente.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, in persona di chi devono essere notificati alle Amministrazioni dello Stato gli atti istitutivi di giudizi che si svolgono innanzi agli arbitri?   Nella persona del ministro competente.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, in persona di chi devono essere notificati alle Amministrazioni dello Stato gli atti istitutivi di giudizi che si svolgono innanzi alle giurisdizioni speciali?   Nella persona del ministro competente.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, in persona di chi devono essere notificati alle Amministrazioni dello Stato gli atti istitutivi di giudizi che si svolgono innanzi alle giurisdizioni amministrative?   Nella persona del ministro competente.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, in persona di chi devono essere notificati i ricorsi giudiziali diretti alle amministrazioni dello Stato?   Nella persona del ministro competente.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, l'Avvocatura dello Stato può assumere la rappresentanza e la difesa di amministrazioni pubbliche non statali ed enti sovvenzionati, sottoposti a tutela od anche a sola vigilanza dello Stato nei giudizi attivi e passivi avanti le giurisdizioni amministrative?   Sì, ma solo se autorizzata da disposizione di legge o di regolamento e, per gli enti regionali, previa deliberazione degli organi competenti.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, l'Avvocatura dello Stato può assumere la rappresentanza e la difesa di amministrazioni pubbliche non statali ed enti sovvenzionati, sottoposti a tutela od anche a sola vigilanza dello Stato nei giudizi attivi e passivi avanti le giurisdizioni speciali?   Sì, ma solo se autorizzata da disposizione di legge o di regolamento e, per gli enti regionali, previa deliberazione degli organi competenti.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, l'Avvocatura dello Stato può assumere la rappresentanza e la difesa di amministrazioni pubbliche non statali ed enti sovvenzionati, sottoposti a tutela od anche a sola vigilanza dello Stato nei giudizi attivi e passivi avanti i Collegi arbitrali?   Sì, ma solo se autorizzata da disposizione di legge o di regolamento.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, l'Avvocatura dello Stato può assumere la rappresentanza e la difesa di amministrazioni pubbliche non statali, enti regionali ed enti sovvenzionati, sottoposti a tutela od anche a sola vigilanza dello Stato nei giudizi attivi e passivi avanti le Autorità giudiziarie?   Sì, ma solo se autorizzata da disposizione di legge o di regolamento, per gli enti regionali, previa deliberazione degli organi competenti.
A norma del regio decreto del 30 ottobre 1933 n. 1611, salvo quanto previsto dall'art. 7 dello stesso decreto, a quale tribunale spetta la competenza per cause nelle quali é parte una amministrazione dello Stato, nel caso di più convenuti?   Al tribunale del luogo dove ha sede l'ufficio dell'Avvocatura dello Stato nel cui distretto si trova il tribunale che sarebbe competente secondo le norme ordinarie.
A norma della legge 12 agosto 1982, n. 576, i dati, le notizie e le informazioni acquisiti dall'ISVAP nell'esercizio delle sue attribuzioni:   sono tutelati dal segreto d'ufficio anche nei riguardi delle pubbliche amministrazioni, salvo le eccezioni stabilite dalla legge.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, con riguardo alla responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica, sono sindacabili nel merito le scelte discrezionali?   No.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, con riguardo alla responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica, da quale data decorre il termine di prescrizione di cinque anni del diritto al risarcimento del danno?   Dalla data in cui si é verificato il fatto dannoso, ovvero, in caso di occultamento doloso del danno, dalla data della sua scoperta.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, con riguardo alla responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica, da quale data decorre il termine di prescrizione di cinque anni del diritto al risarcimento del danno, in caso di occultamento doloso del danno stesso?   Dalla data della scoperta del danno.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, con riguardo alla responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica, chi risponde del danno erariale qualora la prescrizione del diritto al risarcimento sia maturata a causa di ritardo della denuncia del fatto?   I soggetti che hanno ritardato la denuncia.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, con riguardo alla responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica, chi risponde del danno erariale qualora la prescrizione del diritto al risarcimento sia maturata a causa di omissione della denuncia del fatto?   I soggetti che hanno omesso la denuncia.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, quale organo giudica sulla responsabilità amministrativa degli amministratori e dipendenti pubblici quando il danno sia stato cagionato ad amministrazioni o enti pubblici diversi da quelli di appartenenza?   La Corte dei conti, ma solo per i fatti successivi all'entrata in vigore della stessa legge.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, su quali dei seguenti atti la Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità?   Provvedimenti emanati a seguito di deliberazione del Consiglio dei ministri non aventi forza di legge.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, su quali dei seguenti atti la Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità?   Atti del Presidente del Consiglio dei ministri e atti dei Ministri aventi ad oggetto le direttive generali per l'indirizzo e per lo svolgimento dell'azione amministrativa.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, su quali dei seguenti atti la Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità?   Atti del Presidente del Consiglio dei ministri e atti dei Ministri aventi ad oggetto il conferimento di incarichi di funzioni dirigenziali.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, su quali dei seguenti atti la Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità?   Atti del Presidente del Consiglio dei ministri e atti dei Ministri aventi ad oggetto la definizione delle piante organiche.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, su quali dei seguenti atti la Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità?   Atti generali attuativi di norme comunitarie, non aventi forza di legge.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, su quali dei seguenti atti la Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità?   Atti di programmazione comportanti spese, non aventi forza di legge.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, su quali dei seguenti atti la Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità?   Atti normativi a rilevanza esterna non aventi forza di legge.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, su quali dei seguenti atti la Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità?   Provvedimenti dei comitati interministeriali di riparto o assegnazione di fondi.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, su quali dei seguenti atti la Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità?   Atti che il Presidente del Consiglio dei ministri richieda di sottoporre temporaneamente a controllo preventivo.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, su quali dei seguenti atti la Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità?   Provvedimenti di disposizione del demanio e del patrimonio immobiliare.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, su quali dei seguenti atti la Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità?   Decreti che approvano contratti delle amministrazioni dello Stato, escluse le aziende autonome.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, su quali dei seguenti atti la Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità?   Decreti di variazione del bilancio dello Stato.
A norma della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modifiche e integrazioni, su quali dei seguenti atti la Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità?   Decreti di accertamento dei residui e di assenso preventivo del Ministero dell'economia e delle finanze all'impegno di spese correnti a carico di esercizi successivi.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, a chi si imputa la responsabilità in materia di contabilità pubblica nel caso di deliberazione di organi collegiali?   La responsabilità si imputa esclusivamente a coloro che hanno espresso voto favorevole.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, il debito derivante dalla responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica, nei casi di illecito arricchimento del dante causa, si trasmette agli eredi secondo le leggi vigenti?   Sì, ma solo se si sia altresì prodotto un conseguente indebito arricchimento degli eredi stessi.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, in materia di contabilità pubblica, nel caso che il fatto dannoso sia causato da più persone, quale conseguenza é prevista per i concorrenti che abbiano conseguito un illecito arricchimento?   I concorrenti che abbiano conseguito un illecito arricchimento sono responsabili solidalmente.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, in materia di contabilità pubblica, nel caso che il fatto dannoso sia causato da più persone, quale conseguenza é prevista per i concorrenti che abbiano agito con dolo?   I concorrenti che abbiano agito con dolo sono responsabili solidalmente.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, in materia di contabilità pubblica, nel caso che il fatto dannoso sia causato da più persone, quali concorrenti sono responsabili solidalmente?   I soli concorrenti che abbiano conseguito un illecito arricchimento o abbiano agito con dolo.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, in materia di contabilità pubblica, nel caso che il fatto dannoso sia causato da più persone:   la Corte dei conti, valutate le singole responsabilità, condanna ciascuna per la parte che vi ha preso.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, in quali casi il debito derivante dalla responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica si trasmette agli eredi secondo le leggi vigenti?   Nei casi di illecito arricchimento del dante causa e di conseguente indebito arricchimento degli eredi stessi.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, la responsabilità in materia di contabilità pubblica, nel caso di atti che rientrano nella competenza propria degli uffici amministrativi, si estende ai titolari degli organi politici?   No, se i titolari degli organi politici li abbiano approvati in buona fede.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, la responsabilità in materia di contabilità pubblica, nel caso di atti che rientrano nella competenza propria degli uffici tecnici, si estende ai titolari degli organi politici?   No, se i titolari degli organi politici li abbiano approvati in buona fede.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, la responsabilità in materia di contabilità pubblica, nel caso di atti che rientrano nella competenza propria degli uffici amministrativi, si estende ai titolari degli organi politici?   No, se i titolari degli organi politici ne abbiano autorizzato in buona fede l'esecuzione.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, la responsabilità in materia di contabilità pubblica, nel caso di atti che rientrano nella competenza propria degli uffici tecnici, si estende ai titolari degli organi politici?   No, se i titolari degli organi politici ne abbiano consentito in buona fede l'esecuzione.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, la responsabilità in materia di contabilità pubblica, nel caso di atti che rientrano nella competenza propria degli uffici amministrativi, si estende ai titolari degli organi politici?   No, se i titolari degli organi politici ne abbiano consentito in buona fede l'esecuzione.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, la responsabilità in materia di contabilità pubblica, nel caso di atti che rientrano nella competenza propria degli uffici tecnici, si estende ai titolari degli organi politici?   No, se i titolari degli organi politici ne abbiano autorizzato in buona fede l'esecuzione.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, nel caso di deliberazione di organi collegiali, la responsabilità in materia di contabilità pubblica si imputa a coloro che hanno espresso voto contrario?   No.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, nel giudizio di responsabilità innanzi alla Corte dei conti, di quali circostanze deve tenersi conto in relazione al comportamento degli amministratori o dei dipendenti pubblici soggetti al giudizio di responsabilità?   Dei vantaggi comunque conseguiti dall'amministrazione.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, nel giudizio di responsabilità innanzi alla Corte dei conti, di quali circostanze deve tenersi conto in relazione al comportamento degli amministratori o dei dipendenti pubblici soggetti al giudizio di responsabilità?   Dei vantaggi comunque conseguiti dalla comunità amministrata.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, nel giudizio di responsabilità innanzi alla Corte dei conti, fermo restando il potere di riduzione, deve tenersi conto dei vantaggi comunque conseguiti dalla comunità amministrata in relazione al comportamento degli amministratori o dei dipendenti pubblici soggetti al giudizio di responsabilità?   Sì, sempre.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, nel giudizio di responsabilità innanzi alla Corte dei conti, fermo restando il potere di riduzione, deve tenersi conto dei vantaggi comunque conseguiti dall'amministrazione in relazione al comportamento degli amministratori o dei dipendenti pubblici soggetti al giudizio di responsabilità?   Sì, sempre.
A norma della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modifiche e integrazioni, per i soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica la responsabilità é:   personale e limitata ai fatti e alle omissioni commessi con dolo o con colpa grave, ferma restando l'insindacabilità nel merito delle scelte discrezionali.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, da chi deve essere approvata la convenzione stipulata dal comune con il proprietario dell'area da lottizzare a scopo edilizio ed alla quale é subordinata l'autorizzazione alla lottizzazione stessa?   Dal consiglio comunale.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, dopo la deliberazione da parte dei consigli comunali interessati, il piano regolatore intercomunale é approvato:   dalla regione e il decreto di approvazione é pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, i comuni compresi nello speciale elenco dei comuni obbligati a formare il piano regolatore devono:   procedere entro tre mesi dalla data di approvazione dell'elenco alla nomina dei progettisti per la formazione del piano regolatore ed, entro i successivi dodici mesi, all'adozione del piano stesso e alla sua presentazione alla regione per l'approvazione.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, i comuni sprovvisti di piano regolatore nel proprio regolamento edilizio dovranno:   includere un programma di fabbricazione, con l'indicazione dei limiti di ciascuna zona, secondo le delimitazioni in atto o da adottarsi, nonché con la precisazione dei tipi edilizi propri di ciascuna zona.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, i comuni sprovvisti di piano regolatore nel regolamento edilizio potranno:   indicare le eventuali direttrici di espansione.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, i professionisti incaricati della redazione di un piano regolatore generale o di un programma di fabbricazione possono:   fino all'approvazione del piano regolatore generale o del programma di fabbricazione, assumere nell'ambito del territorio del comune interessato soltanto incarichi di progettazione di opere ed impianti pubblici.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, i regolamenti edilizi dei comuni sono approvati:   dalla regione entro centottanta giorni dalla presentazione.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, il decreto con cui la regione approva il regolamento edilizio comunale può introdurre nel regolamento stesso e nel programma di fabbricazione modifiche ritenute indispensabili, relative, tra l'altro:   alla tutela del paesaggio e di complessi storici, monumentali, ambientali ed archeologici.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, il decreto di approvazione del piano regolatore generale:   é pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica ed é depositato nel comune a disposizione di chiunque voglia prenderne visione.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, il piano regolatore approvato é depositato:   presso il comune, a libera visione del pubblico, nei modi e nei termini stabiliti dal regolamento.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, il piano regolatore deve considerare la totalità del territorio comunale e deve indicare, tra l'altro:   le aree destinate a formare spazi di uso pubblico o sottoposte a speciali servitù.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, il piano regolatore deve considerare la totalità del territorio comunale e deve indicare, tra l'altro:   le aree da riservare ad edifici pubblici o di uso pubblico nonché ad opere ed impianti di interesse collettivo o sociale.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, il piano regolatore deve considerare la totalità del territorio comunale e deve indicare, tra l'altro:   la divisione in zone del territorio comunale con la precisazione delle zone destinate all'espansione dell'aggregato urbano e la determinazione dei vincoli e dei caratteri da osservare in ciascuna zona.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, il piano regolatore deve considerare la totalità del territorio comunale e deve indicare, tra l'altro:   la rete delle principali vie di comunicazione stradali, ferroviarie e navigabili e dei relativi impianti.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, il piano regolatore deve considerare la totalità del territorio comunale e deve indicare, tra l'altro:   le norme per la sua attuazione.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, il piano regolatore deve considerare la totalità del territorio comunale e deve indicare, tra l'altro:   i vincoli da osservare nelle zone a carattere storico, ambientale, paesistico.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, il piano regolatore generale dei comuni é approvato:   con decreto regionale.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, il piano regolatore generale, agli effetti della possibile espropriazione delle aree da parte dei comuni, e i piani particolareggiati sono corredati:   da una relazione di previsione di massima delle spese occorrenti per l'acquisizione delle aree e per le sistemazioni generali necessarie per l'attuazione del piano.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, il piano regolatore intercomunale, deve essere:   comunicato ai Consigli dei comuni compresi nel territorio da esso considerato perché deliberino circa la sua adozione.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, il piano regolatore intercomunale, redatto dal comune incaricato:   deve essere pubblicato mediante deposito nella segreteria di tutti i comuni compresi nel territorio da esso considerato, nei modi e per gli effetti previsti dalla legge.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, il progetto di piano regolatore generale deve essere depositato nella segreteria comunale:   per la durata di trenta giorni consecutivi durante i quali chiunque ha facoltà di prenderne visione.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, in sede di approvazione del piano regolatore generale possono apportarsi modificazioni?   Possono apportarsi le modificazioni riconosciute indispensabili per assicurare la razionale e coordinata sistemazione delle opere e degli impianti di interesse dello Stato.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, in sede di approvazione del piano regolatore generale possono apportarsi modificazioni?   Possono apportarsi le modificazioni riconosciute indispensabili per assicurare la tutela del paesaggio e di complessi storici, monumentali, ambientali e archeologici.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, in sede di approvazione del piano regolatore generale possono apportarsi modificazioni?   Possono apportarsi le modifiche che non comportino sostanziali innovazioni e quelle conseguenti all'accoglimento di osservazioni presentate al piano ed accettate con deliberazione del Consiglio comunale.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, in sede di approvazione del piano regolatore generale possono essere apportate modificazioni?   Possono essere apportate le modificazioni conseguenti all'accoglimento di osservazioni presentate al piano ed accettate con deliberazione del Consiglio comunale.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, in sede di approvazione del piano regolatore generale possono essere apportate modificazioni?   Possono apportarsi le modificazioni riconosciute indispensabili per assicurare il rispetto delle previsioni del piano territoriale di coordinamento.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, in sede di approvazione del piano regolatore generale possono essere apportate modificazioni?   Possono essere apportate le modificazioni che non comportino innovazioni sostanziali.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, la deliberazione con la quale il Consiglio comunale decide di procedere alla formazione del piano regolatore:   non é soggetta a speciale approvazione, e diviene esecutiva dopo l'esito positivo del controllo previsto per le deliberazioni comunali.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, la regione, ricevute le controdeduzioni dei comuni interessati alle proposte di modificazioni da essa fatte al regolamento edilizio:   adotta i provvedimenti di propria competenza entro novanta giorni dalla presentazione del progetto del regolamento edilizio con annesso programma di fabbricazione.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, l'autorizzazione alla lottizzazione dei terreni a scopo edilizio é subordinata alla stipula di una convenzione, da trascriversi a cura del proprietario, che preveda, tra l'altro:   la cessione gratuita entro termini prestabiliti delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria e per opere di urbanizzazione secondaria.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, l'autorizzazione alla lottizzazione dei terreni a scopo edilizio, che sia conforme al piano regolatore generale o al programma di fabbricazione, può essere rilasciata dai comuni, che abbiano adottato tali strumenti urbanistici:   se la regione, entro dodici mesi dalla presentazione per l'approvazione, non abbia assunto alcuna determinazione.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, l'autorizzazione comunale alla lottizzazione dei terreni a scopo edilizio é subordinata alla stipula di una convenzione, da trascriversi a cura del proprietario, che preveda tra l'altro:   l'assunzione a carico del proprietario degli oneri relativi alle opere di urbanizzazione primaria e di una quota parte delle opere di urbanizzazione secondaria relative alla lottizzazione o di quelle opere necessarie all'allacciamento della zona ai pubblici servizi.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, l'autorizzazione comunale alla lottizzazione dei terreni a scopo edilizio é subordinata alla stipulazione di una convenzione, da trascriversi a cura del proprietario, che preveda tra l'altro:   il termine non superiore a dieci anni per l'esecuzione delle opere di urbanizzazione.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, l'autorizzazione comunale alla lottizzazione dei terreni a scopo edilizio é subordinata alla stipulazione di una convenzione, da trascriversi a cura del proprietario, che preveda tra l'altro:   congrue garanzie finanziarie per l'adempimento degli obblighi derivanti dalla convenzione stessa.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, le aree libere sistemate a giardini privati adiacenti a fabbricati, secondo il piano regolatore:   possono essere sottoposte al vincolo di inedificabilità anche per una superficie superiore a quella di prescrizione secondo la destinazione della zona.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, le modifiche introdotte nel regolamento edilizio e nel programma di fabbricazione dalla regione in sede di approvazione:   sono comunicate al comune interessato, il quale, entro sessanta giorni, adotta le proprie controdeduzioni con deliberazione del Consiglio comunale, che, previa pubblicazione nel primo giorno festivo, é trasmessa alla regione nei successivi quindici giorni.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, le proposte di modifica al piano regolatore che la regione intende apportare al progetto trasmesso dal comune:   sono comunicate al comune che, entro novanta giorni, adotta le proprie controdeduzioni con deliberazione del Consiglio comunale, che, previa pubblicazione nel primo giorno festivo, è trasmessa alla regione.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, nei comuni dotati di piano regolatore fino a quando non sia stato approvato il piano particolareggiato di esecuzione:   la lottizzazione di terreno a scopo edilizio può essere autorizzata dal comune previo nulla osta della regione, sentita la competente soprintendenza.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, nei comuni dotati di piano regolatore generale, anche se non si é provveduto alla formazione del piano particolareggiato di esecuzione:   il sindaco ha facoltà di invitare i proprietari delle aree fabbricabili esistenti nelle singole zone a presentare entro congruo termine un progetto di lottizzazione delle aree stesse.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, nei comuni forniti di programma di fabbricazione fino a quando non sia stato approvato il piano particolareggiato di esecuzione:   la lottizzazione di terreno a scopo edilizio può essere autorizzata dal comune previo nulla osta della regione, sentita la competente soprintendenza.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, nei comuni forniti di programma di fabbricazione, anche se non si é provveduto alla formazione del piano particolareggiato di esecuzione:   il sindaco ha facoltà di invitare i proprietari delle aree fabbricabili esistenti nelle singole zone a presentare entro congruo termine un progetto di lottizzazione delle aree stesse.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, nelle nuove costruzioni ed anche nelle aree di pertinenza delle medesime, debbono essere riservati:   appositi spazi per parcheggi in misura non inferiore ad un metro quadrato per ogni dieci metri cubi di costruzione.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, per quali comuni é obbligatoria la formazione di piani regolatori?   Per i comuni compresi in speciali elenchi da approvarsi dalla regione.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, prima dell'approvazione del piano regolatore generale, é consentito procedere alla lottizzazione dei terreni a scopo edilizio?   No, é vietato.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, qualora abbia disposto la formazione di un piano regolatore intercomunale, la regione determina:   l'estensione del piano intercomunale, quale dei comuni interessati debba provvedere alla redazione del piano e come debba essere ripartita la spesa.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, quando per le caratteristiche di sviluppo degli aggregati edilizi di due o più comuni contermini si riconosce opportuno il coordinamento delle direttive riguardanti l'assetto urbanistico dei comuni stessi:   la regione può, a richiesta di una delle amministrazioni interessate o di propria iniziativa, disporre la formazione di un piano regolatore intercomunale.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, se il progetto di lottizzazione delle aree edificabili, approvato dall'Autorità comunale con le modificazioni che essa abbia ritenuto opportuno apportarvi e notificato ai proprietari delle aree stesse, non viene accettato nel termine di trenta giorni dalla notifica, quale facoltà ha il Consiglio comunale?   Ha facoltà di variare il progetto di lottizzazione in conformità alle richieste degli interessati o di procedere alla espropriazione delle aree.
A norma della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche e integrazioni, se in esecuzione del piano regolatore alle aree sistemate a giardini privati adiacenti a fabbricati viene imposto il vincolo di inedificabilità per una superficie superiore a quella di prescrizione secondo la destinazione della zona:   il comune é tenuto al pagamento di un'indennità per il vincolo imposto oltre il limite delle prescrizioni di zona, sempre che non si tratti di aree sottoposte ad analogo vincolo in forza di leggi speciali.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, al Consiglio dei ministri possono essere deferite dal Presidente del Consiglio dei ministri singole questioni:   perché stabilisca le direttive alle quali i Comitati di ministri e quelli interministeriali debbono attenersi, nell'ambito delle norme vigenti.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, al personale amministrativo della Presidenza del Consiglio dei ministri si applicano:   le norme relative ai dipendenti civili dello Stato, fatto salvo quanto disposto diversamente dalla legge 23 agosto 1988, n. 400.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, alle dirette dipendenze del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri sono posti:   l'ufficio di segreteria del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, alle dirette dipendenze del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio sono posti:   i dipartimenti e gli uffici per i quali il sottosegretario abbia ricevuto delega dal Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, all'Ufficio centrale per il coordinamento dell'iniziativa legislativa e dell'attività normativa del Governo é preposto:   un magistrato delle giurisdizioni superiori ordinaria o amministrativa, ovvero un dirigente generale dello Stato o un avvocato dello Stato o un professore universitario di ruolo di discipline giuridiche.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, comitati di consulenza, studio e ricerca possono essere costituiti:   dal Presidente del Consiglio dei ministri per specifiche questioni.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, competente a chiedere la fiducia sulle dichiarazioni relative all'indirizzo politico del Governo é:   il Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, competente a dirimere i conflitti di attribuzione fra i ministri é:   il Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, con D.P.R., previa deliberazione del Consiglio dei ministri e sentito il parere del Consiglio di Stato, possono essere emanati regolamenti per disciplinare:   l'organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, debbono comunicare tempestivamente al Presidente del Consiglio dei ministri l'ordine del giorno delle riunioni:   i Comitati di ministri e quelli interministeriali istituiti per legge.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, del conferimento dell'incarico ai commissari straordinari del governo viene data:   immediata comunicazione al Parlamento e notizia nella Gazzetta Ufficiale.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, gli adempimenti per l'intervento del Governo nella programmazione dei lavori parlamentari sono predisposti:   dal Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, gli atti aventi valore o forza di legge, ai sensi degli articoli 76 e 77 Cost.:   non sono soggetti al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, gli atti di promulgazione delle leggi sono:   controfirmati dal Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i capi dei dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei ministri affidati ad un ministro senza portafoglio ovvero, in mancanza, dipendenti dal segretario generale della Presidenza, nonché i capi dell'ufficio di segreteria del Consiglio dei ministri sono scelti:   fra i magistrati delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrativa, gli avvocati dello Stato, i dirigenti generali dello Stato ed equiparati, i professori universitari ordinari di ruolo ovvero tra estranei alla pubblica amministrazione.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i capi dei dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri affidati alla responsabilità di un ministro senza portafoglio sono nominati:   con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del ministro interessato.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i capi dei dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei ministri non affidati alla responsabilità di un ministro senza portafoglio dipendono:   dal segretario generale della Presidenza del Consiglio.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i Comitati di ministri che il Presidente del Consiglio dei ministri con proprio decreto può istituire hanno il compito:   di esaminare in via preliminare questioni di comune competenza e di esprimere pareri su direttive dell'attività di Governo e su problemi di rilevante importanza da sottoporre al Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i commissari straordinari del Governo:   possono realizzare specifici obiettivi determinati in relazione a programmi o indirizzi deliberati dal Parlamento o dal Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, di conferimento di incarico ad esperti:   devono essere confermati entro tre mesi dal giuramento del Governo, altrimenti cessano di avere effetto.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i decreti legislativi adottati dal Governo ai sensi dell'articolo 76 della Costituzione devono indicare nel preambolo:   la legge di delegazione, la deliberazione del Consiglio dei ministri e gli altri adempimenti del procedimento prescritti dalla legge di delegazione.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i decreti legislativi emanati ai sensi dell'articolo 76 della Costituzione:   devono recare la denominazione ''decreto legislativo'' e devono indicare, nel preambolo, la legge di delegazione, la deliberazione del Consiglio dei ministri e gli adempimenti del procedimento prescritto dalla legge di delegazione.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i decreti-legge adottati ai sensi dell'articolo 77 della Costituzione:   devono contenere la denominazione ''decreto-legge''.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i decreti-legge devono contenere:   misure di immediata applicazione.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i disegni di legge da presentare al Parlamento sono deliberati:   dal Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i disegni di legge vengono sottoposti al Presidente della Repubblica per la presentazione alle Camere, a nome del Governo:   dal Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i ministri possono rendere pubbliche dichiarazioni che, eccedendo la normale responsabilità ministeriale, possono impegnare la politica generale del Governo:   ma in questo caso le dichiarazioni devono essere preventivamente concordate con il Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i ministri possono ricevere incarichi speciali di Governo:   per un tempo determinato, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i ministri senza portafoglio presso la Presidenza del Consiglio dei ministri sono nominati:   dal Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i Ministri senza portafoglio svolgono le funzioni:   loro delegate dal Presidente del Consiglio dei ministri sentito il Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani:   del Presidente della Repubblica.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i modi di comunicazione dell'ordine del giorno e della relativa documentazione ai partecipanti alle riunioni del Consiglio dei ministri sono disciplinati:   dal regolamento interno del Consiglio dei ministri emanato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i modi di verbalizzazione delle deliberazioni adottate dal Consiglio dei ministri sono disciplinati:   dal regolamento interno emanato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i mutamenti intervenuti nella composizione del Governo sono comunicati alle Camere:   dal Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i provvedimenti da emanare con D.P.R. previo parere del Consiglio di Stato possono essere emanati anche se il ministro competente non intenda conformarsi al parere del Consiglio di Stato:   solo a seguito di deliberazione del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i regolamenti da emanare con D.P.R.:   sono deliberati dal Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i regolamenti del Governo autorizzati dalla legge, che determina le norme generali regolatrici della materia e dispone l'abrogazione delle norme vigenti, possono essere emanati per la disciplina:   di materie non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i regolamenti ministeriali devono recare la denominazione:   ''regolamento''.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i regolamenti ministeriali ed interministeriali sono sottoposti:   al visto e alla registrazione della Corte dei conti.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i regolamenti ministeriali possono essere emanati:   in materie di competenza del ministro o di autorità sottordinate al ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i regolamenti per la disciplina delle materie per le quali la legge, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare, determina le norme generali e dispone l'abrogazione delle norme vigenti, vengono emanati:   con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i regolamenti per l'organizzazione e la disciplina degli uffici dei ministeri sono emanati:   su proposta del ministro competente, d'intesa con il Presidente del Consiglio dei ministri e con il Ministro dell'economia e delle finanze.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i regolamenti sull'organizzazione e la disciplina degli uffici dei ministeri devono osservare, tra l'altro, il seguente criterio:   che gli uffici di diretta collaborazione con i ministri e i sottosegretari di Stato abbiano esclusive competenze di supporto dell'organo di direzione politica e di raccordo tra questo e l'amministrazione.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i sottosegretari di Stato possono sostenere discussioni davanti alle Camere e alle Commissioni parlamentari:   in conformità alle direttive del ministro.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i sottosegretari di Stato prestano giuramento:   nelle mani del Presidente del Consiglio dei ministri, con la formula prevista per il giuramento del Governo.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i sottosegretari di Stato sono nominati:   dal Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro che il sottosegretario é chiamato a coadiuvare, sentito il Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i sottosegretari di Stato:   coadiuvano i ministri ed esercitano i compiti ad essi delegati con decreto ministeriale.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i sottosegretari di Stato:   possono anche essere nominati presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per lo svolgimento di determinati compiti e servizi.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i testi dei decreti aventi valore o forza di legge sono sottoposti al Presidente della Repubblica per l'emanazione:   dal Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, i testi redatti dall'Ufficio centrale per il coordinamento dell'iniziativa legislativa e dell'attività normativa del Governo:   hanno funzione esclusivamente conoscitiva e non modificano il valore degli atti normativi che ne sono oggetto.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Consiglio dei ministri delibera:   sulle dichiarazioni relative all'indirizzo politico, agli impegni programmatici ed alle questioni su cui il Governo chiede la fiducia al Parlamento.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Consiglio dei ministri é convocato:   dal Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Consiglio dei ministri:   delibera su ogni questione relativa all'indirizzo politico fissato dal rapporto fiduciario con le Camere.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Consiglio di Gabinetto si compone:   dei ministri designati dal Presidente del Consiglio dei ministri sentito il Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il contenuto dei decreti-legge:   deve essere specifico, omogeneo e corrispondente al titolo.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il contingente della segreteria della Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome deve includere:   personale delle regioni o delle province autonome, il cui trattamento economico resta a carico delle regioni o delle province autonome di provenienza.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il decreto di accettazione delle dimissioni del Presidente del Consiglio dei ministri uscente é controfirmato:   dal nuovo Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il decreto di nomina del Presidente del Consiglio dei ministri é controfirmato:   dal nuovo Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il decreto di nomina del Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri cessa di avere efficacia:   dalla data di giuramento del nuovo Governo.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il decreto legislativo deve essere emanato:   nel termine fissato dalla legge di delegazione.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il decreto-legge deve contenere:   l'indicazione, nel preambolo, delle circostanze straordinarie di necessità e di urgenza che ne giustificano l'adozione nonché dell'avvenuta deliberazione del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il decreto-legge:   viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale immediatamente dopo la sua emanazione.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il dipartimento per l'informazione e l'editoria viene istituito:   nell'ambito del Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo può emanare regolamenti per l'attuazione e l'integrazione:   di leggi e decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo può emanare regolamenti per l'esecuzione:   delle leggi e dei decreti legislativi, nonché dei regolamenti comunitari.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il governo può emanare regolamenti:   in materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materia comunque riservata alla legge.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo, mediante decreto-legge, non può:   conferire deleghe legislative ai sensi dell'articolo 76 della Costituzione.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo, mediante decreto-legge, non può:   provvedere in materia costituzionale ed elettorale, di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo, mediante decreto-legge, non può:   rinnovare le disposizioni di decreti-legge dei quali sia stata negata la conversione in legge con il voto di una delle due Camere.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo, mediante decreto-legge, non può:   regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo, mediante decreto-legge, non può:   ripristinare l'efficacia di disposizioni dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale per vizi non attinenti al procedimento.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il personale appartenente ai corpi di polizia assegnato alla Presidenza del Consiglio dei ministri per l'assolvimento dei compiti connessi a quelli d'istituto dei corpi di provenienza può essere restituito agli stessi:   anche in soprannumero, salvo successivo riassorbimento.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Presidente del Consiglio dei ministri - per assicurare l'imparzialità, il buon andamento e l'efficienza degli uffici pubblici - può richiedere al ministro competente relazioni e verifiche amministrative:   in casi di particolare rilevanza.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Presidente del Consiglio dei ministri indirizza ai ministri, ai sensi dell'articolo 95, primo comma, Cost.:   le direttive politiche e amministrative in attuazione delle deliberazioni del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Presidente del Consiglio dei ministri può affidare incarichi a tempo determinato per attività di consulenza:   a magistrati, docenti universitari, avvocati dello Stato, dirigenti e altri dipendenti delle amministrazioni dello Stato, degli enti pubblici, anche economici, delle aziende a prevalente partecipazione pubblica o anche ad esperti estranei all'amministrazione dello Stato.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Presidente del Consiglio dei ministri può disporre la costituzione di gruppi di studio e di lavoro:   composti in modo da assicurare la presenza di tutte le competenze dicasteriali interessate ed eventualmente di esperti anche non appartenenti alla pubblica amministrazione.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Presidente del Consiglio dei ministri può sospendere, ai sensi del primo comma dell'articolo 95 della Costituzione, l'adozione di atti:   dei Ministri competenti in ordine a questioni politiche e amministrative.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'articolo 95, primo comma, Cost., coordina e promuove l'attività dei ministri in ordine:   agli atti che riguardano la politica generale del Governo.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Presidente del Consiglio dei ministri:   può deferire al Consiglio dei ministri, ai fini di una complessiva valutazione e armonizzazione degli interessi pubblici coinvolti, la decisione di questioni sulle quali siano emerse valutazioni contrastanti tra amministrazioni a diverso titolo competenti in ordine alla definizione di atti e provvedimenti.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Presidente del Consiglio dei ministri:   riferisce periodicamente al Consiglio dei ministri, e ne dà comunicazione alle Camere, sullo stato del contenzioso costituzionale.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Presidente del Consiglio dei ministri:   sovrintende all'attività dei Commissari di Governo.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Presidente del Consiglio promuove e coordina l'azione del Governo per quanto attiene ai rapporti con le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano:   direttamente o conferendone delega ad un ministro.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Presidente della Corte dei conti, in quanto ne faccia richiesta la Presidenza di una delle Camere:   trasmette al Parlamento le valutazioni della Corte in ordine alle conseguenze finanziarie che deriverebbero dalla conversione in legge di un decreto-legge.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Presidente della Corte dei conti, in quanto ne faccia richiesta la Presidenza di una delle Camere:   trasmette al Parlamento le valutazioni della Corte in ordine alle conseguenze finanziarie che deriverebbero dalla emanazione di un decreto legislativo adottato dal Governo su delegazione delle Camere.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il regolamento interno del Consiglio dei ministri é emanato:   con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, cura, tra l'altro:   il cerimoniale della Presidenza del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri:   assicura il supporto all'espletamento dei compiti del Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Segretario generale preposto al Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri é scelto:   anche tra estranei alla pubblica amministrazione.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il testo del decreto legislativo adottato dal Governo é trasmesso:   al Presidente della Repubblica per l'emanazione, almeno venti giorni prima della scadenza del termine fissato dalla legge di delegazione.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, il vicesegretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri viene scelto:   dal Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, in relazione al termine finale stabilito dalla legge di delegazione, il Governo é tenuto ad informare periodicamente sui criteri che segue nell'organizzazione dell'esercizio della delega legislativa:   le Camere.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, in tema di organizzazione e disciplina degli uffici dei ministeri, la definizione dei compiti delle unità dirigenziali nell'ambito degli uffici dirigenziali generali viene realizzata:   mediante decreti ministeriali di natura non regolamentare.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, in tema di organizzazione e disciplina degli uffici dei ministeri, l'organizzazione degli uffici di livello dirigenziale generale deve essere strutturata:   per funzioni omogenee e secondo criteri di flessibilità, eliminando le duplicazioni funzionali.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la clausola di presentazione al Parlamento per la conversione in legge:   é sempre obbligatoria nei decreti-legge.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la coerenza dell'attività delle aziende e degli enti pubblici con gli indirizzi politici e amministrativi del Governo é assicurata:   dall'intervento del Presidente del Consiglio dei ministri che promuove in tal senso l'azione dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la coerenza e tempestività dell'azione di Governo e della pubblica amministrazione nell'attuazione delle politiche comunitarie, sono assicurate:   dal Presidente del Consiglio dei ministri direttamente o conferendone delega ad un ministro.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la Conferenza permanente per i rapporti con lo Stato, le regioni e le province autonome é presieduta:   dal Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano é istituita:   presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome é convocata:   dal Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome é istituita:   presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la delega legislativa riferita ad una pluralità di oggetti distinti:   può essere esercitata con più atti successivi per uno o più degli oggetti, se questi ultimi sono suscettibili di separata disciplina.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la deliberazione del Consiglio dei ministri é richiesta anche:   per quei provvedimenti per i quali il Presidente del Consiglio dei ministri la ritenga opportuna.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la facoltà prevista dall'articolo 72 della Costituzione di rimettere alla Camera il disegno di legge deferito a Commissioni parlamentari per l'esame e l'approvazione viene esercitata:   dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal ministro espressamente delegato.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la funzione di capo dell'ufficio stampa del Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri può essere affidata:   ad un elemento estraneo all'amministrazione.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la garanzia di procedure uniformi in ordine alla convocazione, alla fissazione dell'ordine del giorno, al numero legale, alle decisioni e alle forme di conoscenza delle attività dei Comitati di ministri e dei Comitati interministeriali é assicurata:   mediante norme regolamentari adottate con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la nomina alla presidenza di un ente a carattere nazionale che sia di competenza dell'amministrazione statale é effettuata:   con decreto del Presidente della Repubblica emanato su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri adottata su proposta del ministro competente.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la promozione e il coordinamento dell'azione del Governo relativa alle politiche comunitarie vengono assicurati:   dal Presidente del Consiglio dei ministri o da un ministro da lui delegato.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la questione di fiducia dinanzi alle Camere viene posta:   su iniziativa del Presidente del Consiglio dei ministri, previo assenso del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la questione di fiducia viene posta in Parlamento:   direttamente dal Presidente del Consiglio dei ministri o da un ministro da lui espressamente delegato.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la richiesta di registrazione della Corte dei conti ai sensi dell'articolo 25 del regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214:   deve essere motivata e viene deliberata dal Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la segnalazione dei settori della legislazione nei quali, in relazione alle questioni di legittimità costituzionale pendenti, sia utile valutare l'opportunità di iniziative legislative del Governo viene fatta:   dal Presidente del Consiglio dei ministri, anche su proposta dei Ministri competenti.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la supplenza del Presidente del Consiglio dei ministri in caso di assenza o impedimento temporaneo, quando non sia stato nominato un Vicepresidente, viene esercitata:   dal ministro più anziano secondo l'età, in assenza di diversa disposizione del Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la supplenza del Presidente del Consiglio dei ministri in caso di assenza o impedimento temporaneo, quando sia stato nominato un Vicepresidente, viene esercitata:   dal Vicepresidente del Consiglio dei ministri o, qualora siano nominati più Vicepresidenti, dal Vicepresidente più anziano secondo l'età.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la tempestiva comunicazione alle Camere dei procedimenti normativi in corso nelle comunità europee é curata:   dal Presidente del Consiglio dei ministri direttamente o conferendone delega ad un ministro.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la verbalizzazione delle sedute del Consiglio dei ministri é curata:   dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, designato nel decreto di nomina.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, la vigente disciplina in ordine all'acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari ai fini delle nomine alla presidenza di enti, istituti o aziende di carattere nazionale di competenza dell'amministrazione statale:   resta ferma.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, l'abrogazione delle norme vigenti può essere disposta:   dalla legge, con effetto dall'entrata in vigore delle norme del regolamento autorizzato dalla stessa legge a disciplinare le materie non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, le attribuzioni conferite al Presidente del Consiglio dei ministri dalla legge in materia di servizi di sicurezza e di segreto di Stato sono esercitate dal Presidente del Consiglio dei ministri:   direttamente.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, le funzioni di vigilanza su enti pubblici ed istituzioni le cui funzioni istituzionali non siano considerate coerenti con le competenze proprie della Presidenza del Consiglio dei ministri, e che siano attribuite alla Presidenza del Consiglio medesima da leggi, regolamenti o statuti:   sono trasferite ai ministri che sono individuati, in relazione agli specifici settori di competenza, con decreti del Presidente della Repubblica adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, le modifiche apportate al decreto-legge in sede di conversione hanno efficacia:   dal giorno successivo a quello della pubblicazione della legge di conversione, salvo che quest'ultima non disponga diversamente.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, le modifiche apportate dalla legge di conversione al decreto-legge sono elencate:   in allegato alla legge di conversione.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, le proposte di ritiro dei disegni di legge già presentati al Parlamento sono soggette a deliberazione:   del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, le proposte di sollevare conflitti di attribuzione o di resistere nei confronti degli altri poteri dello Stato, delle regioni e delle province autonome vengono deliberate:   dal Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, le questioni concernenti il personale della Presidenza del Consiglio dei ministri:   sono curate dal Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, l'incarico ai commissari straordinari di Governo é conferito:   per il tempo indicato nel decreto di nomina, salvo proroga o revoca.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, l'incarico di reggere ad interim un dicastero:   viene conferito dal Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, allo stesso Presidente del Consiglio o ad un ministro.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, l'indirizzo generale dell'azione amministrativa viene determinato:   dal Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, l'individuazione degli atti da sottoporre alla deliberazione del Consiglio dei ministri é:   tassativa, anche agli effetti dell'articolo 3, comma 1, della legge 15 gennaio 1994, n. 20.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, l'ordine del giorno del Consiglio dei ministri é fissato:   dal Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, l'Ufficio centrale per il coordinamento dell'iniziativa legislativa e dell'attività normativa del Governo invia rapporti periodici al Presidente del Consiglio e ai ministri interessati relativi:   ad incongruenze e antinomie normative relative ai diversi settori legislativi.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, l'Ufficio centrale per il coordinamento dell'iniziativa legislativa e dell'attività normativa del Governo provvede:   a segnalare al Presidente del Consiglio dei ministri le disposizioni abrogate o direttamente modificate per effetto delle nuove disposizioni di legge o di regolamento ai fini della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, l'ufficio di segreteria del Consiglio dei ministri:   assicura la documentazione e l'assistenza necessarie per il Presidente ed i Ministri in consiglio e coadiuva il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, curando gli adempimenti preparatori dei lavori del Consiglio nonché quelli di esecuzione delle deliberazioni del Consiglio stesso.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, nel caso in cui la delega legislativa ecceda i due anni, il Governo, esaminato il parere fornito dalle Commissioni permanenti competenti per materia:   ritrasmette i testi alle Commissioni con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni per il parere definitivo, che deve essere espresso entro trenta giorni.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, oltre ai ministri designati dal Presidente del Consiglio dei ministri possono partecipare a singole sedute del Consiglio di Gabinetto altri ministri:   su invito dello stesso Presidente del Consiglio dei ministri in ragione della loro competenza.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, possono essere nominati Vicepresidenti del Consiglio dei ministri:   uno o più ministri proposti dal Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, quando il termine della delega eccede i due anni il parere delle Commissioni permanenti delle due Camere, competenti per materia, deve indicare:   specificamente le eventuali disposizioni non ritenute corrispondenti alle direttive della legge di delegazione.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, riguardo ai decreti-legge, nella Gazzetta Ufficiale é data immediata pubblicazione:   del rifiuto di conversione o della conversione parziale, purché definitiva, nonché della mancata conversione per decorrenza del termine.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, se il termine per l'esercizio della delega legislativa eccede i due anni:   il Governo é tenuto a richiedere il parere delle Camere sugli schemi dei decreti delegati.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, se la legge assegna compiti specifici ad un ministro senza portafoglio e questi non venga nominato:   tali compiti si intendono attribuiti al Presidente del Consiglio dei ministri, che può delegarli ad altro ministro.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono deliberate dal Consiglio dei ministri:   le proposte motivate per lo scioglimento dei Consigli regionali.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono deliberati dal Consiglio dei ministri:   sia gli atti concernenti i rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica di cui all'articolo 7 della Costituzione, sia quelli concernenti i rapporti previsti dall'articolo 8 della Costituzione.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, su quali indirizzi la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome non può esercitare i suoi compiti di informazione, consultazione e raccordo?   Sugli indirizzi generali relativi alla politica estera, alla difesa e alla sicurezza nazionale, alla giustizia.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, sull'attività del commissario straordinario riferisce al Parlamento:   il Presidente del Consiglio dei ministri o un ministro da lui delegato.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, sulle attività della Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome, riferisce periodicamente alla Commissione parlamentare per le questioni regionali:   il Presidente del Consiglio dei ministri o il ministro appositamente delegato.
A norma della legge 23 agosto 1988, n. 400, vengono deliberate dal Consiglio dei ministri:   le linee di indirizzo in tema di politica internazionale e comunitaria e i progetti dei trattati e degli accordi internazionali, comunque denominati, di natura politica o militare.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, all'accertamento delle violazioni punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono procedere:   anche gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, con l'ordinanza di archiviazione degli atti, relativi ad una violazione amministrativa, é altresì disposta:   la restituzione delle cose sequestrate, quando non ne sia obbligatoria la confisca.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, con l'ordinanza-ingiunzione deve essere:   disposta la restituzione, previo pagamento delle spese di custodia, delle cose sequestrate che non siano confiscate con lo stesso provvedimento.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, davanti a chi si propone l'opposizione contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento, quando, essendo la violazione punita con sanzione pecuniaria proporzionale senza previsione di un limite massimo, sia stata applicata una sanzione superiore a quindicimilaquattrocentonovantatre euro?   Al tribunale.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, della violazione amministrativa compiuta da chi, in base ai criteri indicati nel codice penale, non aveva la capacità di intendere e di volere:   risponde chi era tenuto alla sorveglianza dell'incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, delle operazioni di revisione di analisi di campioni compiuta per l'accertamento di una sanzione amministrativa:   é data comunicazione all'interessato almeno dieci giorni prima del loro inizio.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, entro trenta giorni dalla data della contestazione o notificazione di una violazione amministrativa, gli interessati possono:   far pervenire all'autorità competente a ricevere il rapporto sulla violazione scritti difensivi e documenti.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, entro trenta giorni dalla data della contestazione o notificazione di una violazione amministrativa, gli interessati possono:   chiedere di essere sentiti dall'autorità competente a ricevere il rapporto sulla violazione.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, fuori dei casi espressamente stabiliti dalla legge, il limite massimo della sanzione amministrativa pecuniaria:   non può, per ciascuna violazione, superare il decuplo del minimo.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, gli estremi della violazione amministrativa non immediatamente contestata debbono essere notificati:   agli interessati residenti nel territorio della Repubblica entro il termine di novanta giorni dall'accertamento.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, gli estremi della violazione amministrativa non immediatamente contestata debbono essere notificati:   agli interessati residenti all'estero entro il termine di trecentosessanta giorni dall'accertamento.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, gli organi addetti al controllo sull'osservanza delle disposizioni per la cui violazione é prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono, per l'accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, fra l'altro:   procedere a ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, gli organi addetti al controllo sull'osservanza delle disposizioni per la cui violazione é prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono, per l'accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, fra l'altro:   assumere informazioni.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, gli organi addetti al controllo sull'osservanza delle disposizioni per la cui violazione é prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono, per l'accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, fra l'altro:   procedere a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, gli organi addetti al controllo sull'osservanza delle disposizioni per la cui violazione é prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono, per l'accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, fra l'altro:   procedere al sequestro cautelare delle cose che possono formare oggetto di confisca amministrativa, nei modi e con i limiti con cui il codice di procedura penale consente il sequestro alla polizia giudiziaria.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, i proventi delle sanzioni amministrative sono devoluti:   agli enti a cui era attribuito, secondo le leggi anteriori, l'ammontare della multa o dell'ammenda.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, i risultati di revisione di analisi di campioni compiuta per l'accertamento di una sanzione amministrativa:   sono comunicati all'interessato a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, a cura del dirigente del laboratorio che ha eseguito la revisione dell'analisi.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, il pagamento della somma determinata con l'ordinanza-ingiunzione é effettuato:   all'ufficio del registro o al diverso ufficio indicato nell'ordinanza-ingiunzione.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, il pagamento di una sanzione amministrativa in misura ridotta é ammesso:   anche nei casi in cui le norme antecedenti all'entrata in vigore della legge non consentivano l'oblazione.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, il pagamento in misura ridotta di una sanzione amministrativa va effettuato:   entro il termine di sessanta giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi é stata, dalla notificazione degli estremi della violazione.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, il pagamento in misura ridotta di una sanzione amministrativa:   é costituito dal versamento di una somma pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa o, se più favorevole, pari al doppio del minimo, qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, il proprietario della cosa che fu destinata a commettere una violazione amministrativa:   é obbligato in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta se non prova che la cosa é stata utilizzata contro la sua volontà.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, il proprietario della cosa che servì a commettere una violazione amministrativa:   é obbligato in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta se non prova che la cosa é stata utilizzata contro la sua volontà.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, il rapporto del funzionario o agente che abbia accertato una violazione amministrativa, per l'irrogazione della cui sanzione è competente l'autorità statale quando ne ricorra l'obbligo:   deve essere presentato all'ufficio periferico cui sono demandati attribuzioni e compiti del Ministero nella cui competenza rientra la materia alla quale si riferisce la violazione o, in mancanza, al prefetto.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, il ricorso per opposizione a ordinanza-ingiunzione e il decreto di fissazione dell'udienza di comparizione:   sono notificati, a cura della cancelleria, all'opponente e all'autorità che ha emesso l'ordinanza.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, il ricorso per opposizione ad ordinanza-ingiunzione deve contenere, quando l'opponente non abbia indicato un suo procuratore:   la dichiarazione di residenza o la elezione di domicilio nel comune dove ha sede il giudice adito.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, il titolare di un diritto personale di godimento su un bene immobile che fu destinato a commettere una violazione amministrativa:   é obbligato in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta se non prova che la cosa é stata utilizzata contro la sua volontà.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, il titolare di un diritto personale di godimento su un bene immobile che servì per commettere una violazione amministrativa:   é obbligato in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta se non prova che la cosa é stata utilizzata contro la sua volontà.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, in luogo del proprietario, l'usufruttuario di una cosa che fu destinata a commettere una violazione amministrativa:   é obbligato in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta se non prova che la cosa é stata utilizzata contro la sua volontà.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, in luogo del proprietario, l'usufruttuario di una cosa che servì a commettere una violazione amministrativa:   é obbligato in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta se non prova che la cosa é stata utilizzata contro la sua volontà.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, la notificazione degli estremi di una violazione amministrativa può essere effettuata:   con le modalità previste dal codice di procedura civile, anche da un funzionario dell'amministrazione che ha accertato la violazione.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, la persona giuridica obbligata solidalmente con un suo dipendente, autore di una violazione amministrativa, che abbia pagato la somma dovuta dall'autore della violazione:   ha diritto di regresso per l'intero nei confronti dell'autore della violazione.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, la richiesta di revisione di analisi di campioni compiuta per l'accertamento di una violazione amministrativa:   é presentata con istanza scritta all'organo che ha prelevato i campioni da analizzare.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, la sanzione amministrativa pecuniaria consiste:   nel pagamento di una somma non inferiore a sei euro e non superiore a diecimilatrecentoventinove euro.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, la sentenza nel giudizio d'opposizione a ordinanza-ingiunzione non riguardante violazioni in materia di previdenza e assistenza obbligatorie:   é inappellabile, ma é ricorribile per cassazione.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, la violazione amministrativa, quando é possibile, deve essere contestata immediatamente:   tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta per la violazione stessa.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'autorità che ha emesso l'ordinanza:   può stare in giudizio personalmente.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'autorità competente a ricevere il rapporto sulla violazione amministrativa, prima di decidere sulla stessa:   deve sentire gli interessati che ne abbiano fatto richiesta, ed esaminare i documenti inviati e gli argomenti esposti negli scritti difensivi.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'autorità competente a ricevere il rapporto sulla violazione amministrativa, se non ritiene fondato l'accertamento:   emette ordinanza motivata di archiviazione degli atti comunicandola integralmente all'organo che ha redatto il rapporto.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'autorità competente a ricevere il rapporto sulla violazione amministrativa, se ritiene fondato l'accertamento della violazione:   determina, con ordinanza motivata, la somma dovuta per la violazione e ne ingiunge il pagamento, insieme con le spese, all'autore della violazione ed alle persone che vi sono obbligate solidalmente.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'autorità giudiziaria o amministrativa che ha applicato la sanzione pecuniaria per una violazione amministrativa può disporre:   su richiesta dell'interessato che si trovi in condizioni economiche disagiate, che la sanzione medesima venga pagata in rate mensili, ciascuna non inferiore a quindici euro, da tre a trenta.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, le leggi che prevedono sanzioni amministrative:   si applicano soltanto nei casi e per i tempi in esse considerati.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, le sanzioni amministrative proporzionali:   non hanno limite massimo.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'ente privo di personalità giuridica obbligato solidalmente con un suo dipendente, autore di una violazione amministrativa, che abbia pagato la somma dovuta dall'autore della violazione:   ha diritto di regresso per l'intero nei confronti dell'autore della violazione.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'imprenditore obbligato solidalmente con un suo dipendente, autore di una violazione amministrativa, che abbia pagato la somma dovuta dall'autore della violazione:   ha diritto di regresso per l'intero nei confronti dell'autore della violazione.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'interessato all'accertamento di una violazione amministrativa mediante analisi di campioni:   può chiedere la revisione dell'analisi con la partecipazione di un proprio consulente tecnico.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'istanza di revisione di analisi di campioni compiuta per l'accertamento di una sanzione amministrativa é presentata:   nel termine di quindici giorni dalla comunicazione dell'esito della prima analisi.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'obbligato solidale con l'autore di una violazione amministrativa, che abbia pagato la somma dovuta dall'autore della violazione:   ha diritto di regresso per l'intero nei confronti dell'autore della violazione.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'obbligazione di pagare la somma dovuta per una violazione amministrativa:   non si trasmette agli eredi.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'obbligazione di pagare la somma dovuta per una violazione amministrativa:   si estingue per la persona nei cui confronti é stata omessa la notificazione degli estremi della violazione nel termine prescritto.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'obbligazione di pagare la somma dovuta per una violazione amministrativa:   si estingue per la persona nei cui confronti é stata omessa la notificazione degli estremi della violazione nel termine prescritto.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'opponente a ordinanza-ingiunzione:   può stare in giudizio personalmente.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'opposizione ad ordinanza-ingiunzione si propone:   mediante ricorso, al quale é allegata l'ordinanza notificata.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'opposizione ad ordinanza-ingiunzione:   non sospende l'esecuzione del provvedimento salvo che il giudice, concorrendo gravi motivi, disponga diversamente con ordinanza inoppugnabile.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'opposizione contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento, quando la sanzione é stata applicata per una violazione concernente disposizioni in materia di tutela dell'ambiente dall'inquinamento, si propone:   davanti al tribunale.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'opposizione contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento, quando la sanzione é stata applicata per una violazione concernente disposizioni in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro, si propone:   davanti al tribunale.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'opposizione contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento, quando la sanzione é stata applicata per una violazione concernente disposizioni in materia di igiene sui luoghi di lavoro, si propone:   davanti al tribunale.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'opposizione contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento, quando la sanzione é stata applicata per una violazione concernente disposizioni in materia di tutela del lavoro, si propone:   davanti al tribunale.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'opposizione contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento, quando la sanzione é stata applicata per una violazione concernente disposizioni in materia di previdenza e assistenza obbligatoria, si propone:   davanti al tribunale.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'opposizione contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento, quando la sanzione é stata applicata per una violazione concernente disposizioni in materia di tutela della flora, della fauna e delle aree protette, si propone:   davanti al tribunale.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'opposizione contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento, quando la sanzione é stata applicata per una violazione concernente disposizioni in materia di igiene degli alimenti e delle bevande, si propone:   davanti al tribunale.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'opposizione contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento, quando la sanzione é stata applicata per una violazione concernente disposizioni in materia di società e di intermediari finanziari, si propone:   davanti al tribunale.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'opposizione contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento, quando la sanzione é stata applicata per una violazione concernente disposizioni in materia tributaria e valutaria, si propone:   davanti al tribunale.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'opposizione contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento, se per la violazione é prevista una sanzione pecuniaria superiore nel massimo a quindicimilaquattrocentonovantatre euro, si propone:   davanti al tribunale.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, l'ordinanza-ingiunzione:   costituisce titolo esecutivo.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, nel caso di violazione amministrativa commessa per errore sul fatto:   l'agente non é responsabile quando l'errore non é determinato da sua colpa.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, nel corso del giudizio di opposizione a ordinanza-ingiunzione il giudice:   dispone, anche d'ufficio, i mezzi di prova che ritiene necessari e può disporre la citazione di testimoni anche senza la formulazione di capitoli di prova.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, nel giudizio di opposizione a ordinanza-ingiunzione la sentenza é pronunciata:   subito dopo la discussione della causa, mediante lettura del dispositivo.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, nella applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie accessorie facoltative:   si ha riguardo, fra l'altro, anche alla personalità dell'agente e alle sue condizioni economiche.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, nella applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie accessorie facoltative:   si ha riguardo, fra l'altro, all'opera svolta dall'agente per l'eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, nella applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie accessorie facoltative:   si ha riguardo, fra l'altro, alla gravità della violazione.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, nella determinazione della sanzione amministrativa pecuniaria fissata dalla legge tra un limite minimo ed un limite massimo:   si ha riguardo, fra l'altro, alla gravità della violazione.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, nella determinazione della sanzione amministrativa pecuniaria fissata dalla legge tra un limite minimo ed un limite massimo:   si ha riguardo, fra l'altro, all'opera svolta dall'agente per l'eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, nella determinazione della sanzione amministrativa pecuniaria fissata dalla legge tra un limite minimo ed un limite massimo:   si ha riguardo, fra l'altro, alla personalità dell'agente e alle sue condizioni economiche.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, non può essere assoggettato a sanzione amministrativa:   chi non aveva, in base ai criteri indicati nel codice penale, la capacità di intendere e di volere.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, non può essere assoggettato a sanzione amministrativa:   chi non aveva, in base ai criteri indicati nel codice penale, la capacità di intendere e di volere.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto:   nell'esercizio di una facoltà legittima.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto:   in stato di necessità.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto:   nell'adempimento di un dovere.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto:   in stato di legittima difesa.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, per i residenti all'estero, qualora la residenza, la dimora o il domicilio non siano noti, la notifica degli estremi della violazione amministrativa:   non é obbligatoria.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, per le violazioni dei regolamenti comunali il rapporto del funzionario o agente che abbia accertato una violazione amministrativa, quando ne ricorra l'obbligo, deve essere presentato:   al sindaco.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, per le violazioni dei regolamenti provinciali il rapporto del funzionario o agente che abbia accertato una violazione amministrativa, quando ne ricorra l'obbligo, deve essere presentato:   al presidente della giunta provinciale.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, può essere assoggettato a sanzione amministrativa:   solo chi al momento in cui ha commesso il fatto aveva compiuto i diciotto anni.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, qualora non sia stato effettuato il pagamento di una sanzione amministrativa in misura ridotta, il funzionario o l'agente che ha accertato la violazione, salvo che ricorra l'ipotesi di connessione obiettiva con un reato:   deve presentare rapporto, con la prova delle eseguite contestazioni o notificazioni.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, quando più persone concorrono in una violazione amministrativa:   ciascuna di esse soggiace alla sanzione per questa disposta, salvo che sia diversamente stabilito dalla legge.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, quando sia stato disposto il pagamento rateale della sanzione pecuniaria per una violazione amministrativa, decorso inutilmente il termine fissato dall'autorità giudiziaria o amministrativa, l'obbligato é tenuto:   al pagamento del residuo ammontare della sanzione in un'unica soluzione, anche se il ritardo riguarda una sola rata.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, quando uno stesso fatto é punito da una disposizione penale e da una disposizione che prevede una sanzione amministrativa:   si applica la disposizione speciale.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, quando uno stesso fatto é punito da una pluralità di disposizioni che prevedono sanzioni amministrative:   si applica la disposizione speciale.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, salvo che sia diversamente stabilito dalla legge, chi commette più violazioni della stessa disposizione che prevede sanzioni amministrative:   soggiace alla sanzione prevista per la violazione più grave, aumentata sino al triplo.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, salvo che sia diversamente stabilito dalla legge, chi con una azione od omissione viola diverse disposizioni che prevedono sanzioni amministrative:   soggiace alla sanzione prevista per la violazione più grave, aumentata sino al triplo.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, salvo che sia diversamente stabilito, contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento gli interessati possono:   proporre opposizione davanti al giudice di pace del luogo in cui é stata commessa la violazione.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, se il ricorso per opposizione a ordinanza-ingiunzione é proposto fuori termine, il giudice:   ne dichiara l'inammissibilità con ordinanza ricorribile per cassazione.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, se il ricorso per opposizione a ordinanza-ingiunzione é tempestivamente proposto, il giudice:   fissa l'udienza di comparizione con decreto, steso in calce al ricorso, ordinando all'autorità che ha emesso il provvedimento impugnato di depositare in cancelleria copia del rapporto con gli atti relativi all'accertamento.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, se l'interessato risiede all'estero, il pagamento della somma determinata con l'ordinanza-ingiunzione é effettuato:   entro il termine di sessanta giorni dalla notificazione dell'ordinanza-ingiunzione.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, se l'interessato risiede nel territorio della Repubblica il pagamento della somma determinata con l'ordinanza-ingiunzione é effettuato:   entro il termine di trenta giorni dalla notificazione dell'ordinanza-ingiunzione.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, se l'interessato risiede nel territorio della Repubblica l'opposizione all'ordinanza-ingiunzione deve essere proposta:   entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del provvedimento.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, se nel ricorso per opposizione ad ordinanza-ingiunzione manca l'indicazione del procuratore oppure la dichiarazione di residenza o la elezione di domicilio:   le notificazioni al ricorrente vengono eseguite mediante deposito in cancelleria.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, se non é avvenuta la contestazione immediata della violazione amministrativa per tutte o per alcune delle persone cui va effettuata:   gli estremi della violazione debbono essere notificati agli interessati residenti nel territorio della Repubblica entro il termine di novanta giorni e agli interessati residenti all'estero entro il termine di trecentosessanta giorni dall'accertamento.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, se per l'accertamento di una violazione amministrativa sono compiute analisi di campioni:   il dirigente del laboratorio deve comunicare all'interessato, a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, l'esito delle analisi.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, se una violazione amministrativa é commessa da persona capace di intendere e di volere ma soggetta all'altrui direzione, la persona incaricata della direzione:   é obbligata in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, se una violazione amministrativa é commessa da persona capace di intendere e di volere ma soggetta all'altrui vigilanza, la persona incaricata della vigilanza:   é obbligata in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, se una violazione amministrativa é commessa da persona capace di intendere e volere ma soggetta all'altrui autorità, la persona rivestita dell'autorità:   é obbligata in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, se una violazione amministrativa é commessa dal dipendente di un ente privo di personalità giuridica, l'ente:   é obbligato in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, se una violazione amministrativa é commessa dal dipendente di un imprenditore nell'esercizio delle proprie funzioni o incombenze, l'imprenditore:   é obbligato in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, se una violazione amministrativa é commessa dal dipendente di una persona giuridica, la persona giuridica:   é obbligata in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, se una violazione amministrativa é commessa dal rappresentante di un ente privo di personalità giuridica, l'ente:   é obbligato in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, se una violazione amministrativa é commessa dal rappresentante di un imprenditore nell'esercizio delle proprie funzioni o incombenze, l'imprenditore:   é obbligato in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, se una violazione amministrativa é commessa dal rappresentante di una persona giuridica, la persona giuridica:   é obbligata in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, se una violazione amministrativa é commessa per ordine dell'autorità:   della stessa risponde il pubblico ufficiale che ha dato l'ordine.
A norma della legge 24 novembre 1981, n. 689, si può essere assoggettati a sanzioni amministrative:   solo in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazione.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, al Comitato parlamentare che esercita il controllo sull'applicazione dei principi stabiliti dalla medesima legge é attribuito il potere:   di formulare proposte e rilievi.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, al Comitato parlamentare per il controllo sull'applicazione dei principi stabiliti dalla medesima legge, l'esigenza di tutela del segreto in ordine alle informazioni sulle linee essenziali delle strutture e dell'attività del SISMI e del SISDE può essere opposta:   dal Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, chi riferisce semestralmente al Parlamento, con una relazione scritta, sulla politica informativa e della sicurezza e sui risultati ottenuti?   Il Governo.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, devono essere chiamati a far parte del Comitato esecutivo per i servizi di informazione e di sicurezza (CESIS):   i direttori del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI) e del Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (SISDE).
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, e in deroga alle ordinarie disposizioni, gli appartenenti al Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (SISDE) hanno l'obbligo di fare rapporto tramite i loro superiori:   esclusivamente al direttore del Servizio che ne riferisce al Ministro dell'interno e, contemporaneamente, al Presidente del Consiglio dei ministri tramite il Comitato esecutivo per i servizi di informazione e di sicurezza (CESIS).
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, fra i compiti del Comitato esecutivo per i servizi di informazione di sicurezza (CESIS) rientra:   il coordinamento dei rapporti con i servizi di informazione e di sicurezza degli altri Stati.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, i componenti del Comitato parlamentare per il controllo sull'applicazione dei principi stabiliti dalla suddetta legge 24 ottobre 1977, n. 801, sono vincolati al segreto:   relativamente alle informazioni acquisite e alle proposte e ai rilievi formulati.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Comitato esecutivo per i servizi di informazione e di sicurezza (CESIS) é composto:   secondo le determinazioni del Presidente del Consiglio dei ministri e ne fanno parte anche i direttori del SISMI e del SISDE.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Comitato esecutivo per i servizi di informazione e di sicurezza (CESIS) é istituito:   alla diretta dipendenza del Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Comitato esecutivo per i servizi di informazione e di sicurezza (CESIS) é presieduto:   dal Presidente del Consiglio dei ministri o, per sua delega, da un sottosegretario di Stato.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Comitato esecutivo per i servizi di informazione e di sicurezza (CESIS) può utilizzare mezzi e infrastrutture di qualsiasi amministrazione dello Stato:   per determinazione del Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con gli altri ministri interessati.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Comitato esecutivo per i servizi di informazione e di sicurezza (CESIS) può utilizzare, per determinazione del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con gli altri ministri interessati, mezzi e infrastrutture:   di qualsiasi amministrazione dello Stato.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza é composto, tra gli altri:   dai ministri degli affari esteri, dell'interno, della giustizia, della difesa.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza é istituito:   presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza é presieduto:   dal Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza svolge funzioni di consulenza e proposta sugli indirizzi generali e sugli obiettivi fondamentali da perseguire nel quadro della politica informativa e di sicurezza:   per il Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Comitato parlamentare che esercita il controllo sull'applicazione dei principi stabiliti dalla medesima legge può chiedere informazioni sulle linee essenziali delle strutture e dell'attività dei Servizi:   al Presidente del Consiglio dei ministri e al Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il controllo della applicazione dei criteri relativi alla apposizione del segreto di Stato è affidato:   al Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il controllo sulla applicazione dei principi stabiliti dalla medesima legge, riguardo all'attività dei servizi per le informazioni e la sicurezza dello Stato, é esercitato da:   un Comitato parlamentare costituito da quattro deputati e quattro senatori nominati dai Presidenti dei due rami del Parlamento sulla base del criterio di proporzionalità.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il direttore del servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (SISDE) é nominato:   dal Ministro dell'interno su parere conforme del Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il direttore del servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (SISDE) ha l'obbligo di fornire ai competenti organi di polizia giudiziaria:   le informazioni e gli elementi di prova relativi a fatti configurabili come reati.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI) é nominato:   dal Ministro della difesa su parere conforme del Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI) ha l'obbligo di fornire ai competenti organi di polizia giudiziaria:   le informazioni e gli elementi di prova relativi a fatti configurabili come reati.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Governo riferisce semestralmente con una relazione scritta sulla politica informativa e sulla sicurezza e sui risultati ottenuti mediante l'attività del SISMI e del SISDE:   al Parlamento.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (SISDE) dipende:   dal Ministro dell'interno.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (SISDE) é tenuto a comunicare tutte le informazioni ricevute o comunque in suo possesso, le analisi e le situazioni elaborate, le operazioni compiute e tutto ciò che attiene alla sua attività:   al Ministro dell'interno e al Comitato esecutivo per i servizi di informazione e sicurezza (CESIS).
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (SISDE) può utilizzare mezzi e infrastrutture di qualsiasi amministrazione dello Stato:   per determinazione del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno e di concerto con gli altri ministri interessati.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (SISDE) può utilizzare, per determinazione del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno e di concerto con gli altri ministri interessati, mezzi e infrastrutture:   di qualsiasi amministrazione dello Stato.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (SISDE):   assolve a tutti i compiti informativi e di sicurezza per la difesa dello Stato democratico e delle istituzioni poste dalla Costituzione a suo fondamento contro chiunque vi attenti e contro ogni forma di eversione.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI) dipende:   dal Ministro della difesa.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI) é tenuto a comunicare tutte le informazioni ricevute o comunque in suo possesso, le analisi e le situazioni elaborate, le operazioni compiute e tutto ciò che attiene alla sua attività:   al Ministro della difesa e al Comitato esecutivo per i servizi di informazione e di sicurezza (CESIS).
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI) può utilizzare mezzi e infrastrutture di qualsiasi amministrazione dello Stato:   per determinazione del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro della difesa e di concerto con gli altri ministri interessati.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI) può utilizzare, per determinazione del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa e di concerto con gli altri ministri interessati, mezzi e infrastrutture:   di qualsiasi amministrazione dello Stato.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI) svolge compiti di controspionaggio:   per la difesa sul piano militare dell'indipendenza e dell'integrità dello Stato da ogni pericolo, minaccia o aggressione.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il trattamento giuridico ed economico del personale del Comitato esecutivo per i servizi di informazione e sicurezza (CESIS) non può comunque essere inferiore:   a quello delle qualifiche corrispondenti del pubblico impiego.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il trattamento giuridico ed economico del personale del Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (SISDE) non può comunque essere inferiore:   a quello delle qualifiche corrispondenti del pubblico impiego.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, il trattamento giuridico ed economico del personale del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI) non può comunque essere inferiore:   a quello delle qualifiche corrispondenti del pubblico impiego.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, in caso di opposizione del segreto di Stato, il Presidente del Consiglio dei ministri dà comunicazione alle Camere, con la relativa motivazione:   in ogni caso.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, in deroga alle ordinarie disposizioni, gli appartenenti al Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI) hanno l'obbligo di fare rapporto, tramite i loro superiori:   esclusivamente al direttore del Servizio che ne riferisce al Ministro della difesa e, contemporaneamente, al Presidente del Consiglio dei ministri tramite il Comitato esecutivo per i servizi di informazione e di sicurezza (CESIS).
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, la consistenza dell'organico e il trattamento giuridico-economico del personale dipendente del Comitato esecutivo per i servizi di informazione e di sicurezza (CESIS) sono stabiliti:   dal Presidente del Consiglio dei ministri su parere conforme del Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza e di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, la consistenza dell'organico e il trattamento giuridico-economico del personale dipendente del Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (SISDE) sono stabiliti:   dal Ministro dell'interno su parere conforme del Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza e di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, la consistenza dell'organico e il trattamento giuridico-economico del personale dipendente del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI) sono stabiliti:   dal Ministro della difesa su parere conforme del Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza e di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, la qualità di ufficiale ed agente di polizia giudiziaria che eventualmente rivestono, in base agli ordinamenti dell'amministrazione di provenienza, gli appartenenti al Comitato esecutivo per i servizi di informazione e di sicurezza (CESIS):   é sospesa durante il periodo di appartenenza al Comitato.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, la qualità di ufficiale od agente di polizia giudiziaria che eventualmente rivestono, in base agli ordinamenti dell'amministrazione di provenienza, gli appartenenti al Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI):   é sospesa durante il periodo di appartenenza al Servizio.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, la qualità di ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria che eventualmente rivestono, in base agli ordinamenti dell'amministrazione di provenienza, gli appartenenti al servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (SISDE):   é sospesa durante il periodo di appartenenza al Servizio.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, la tutela del segreto di Stato è esercitata:   dal Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, l'adempimento dell'obbligo di fornire ai competenti organi di polizia giudiziaria le informazioni e gli elementi di prova relativi a fatti configurabili come reati, cui é tenuto il direttore del servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI), può essere ritardato:   su disposizione del Ministro della difesa con l'esplicito consenso del Presidente del Consiglio dei ministri, nei casi previsti dalla legge.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, l'adempimento dell'obbligo di fornire le informazioni e gli elementi di prova relativi a fatti configurabili come reati può essere ritardato dal direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI) su disposizione del Ministro della difesa con l'esplicito consenso del Presidente del Consiglio dei ministri:   quando sia strettamente necessario per il perseguimento delle finalità istituzionali del Servizio.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, l'adempimento dell'obbligo di fornire le informazioni e gli elementi di prova relativi a fatti configurabili come reati può essere ritardato dal direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (SISDE) su disposizione del Ministro dell'interno con l'esplicito consenso del Presidente del Consiglio dei ministri:   quando sia strettamente necessario per il perseguimento delle finalità istituzionali del servizio.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, l'alta direzione, la responsabilità politica generale e il coordinamento della politica informativa e di sicurezza nell'interesse e per la difesa dello Stato democratico e delle istituzioni è attribuita:   al Presidente del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, non possono appartenere in modo organico o saltuario al Comitato esecutivo per i servizi di informazione e di sicurezza (CESIS):   persone che, per comportamenti od azioni eversive nei confronti delle istituzioni democratiche, non diano sicuro affidamento di scrupolosa fedeltà ai valori della Costituzione repubblicana ed antifascista.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, non possono appartenere in modo organico o saltuario al Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (SISDE):   persone che, per comportamenti od azioni eversive nei confronti delle istituzioni democratiche, non diano sicuro affidamento di scrupolosa fedeltà ai valori della Costituzione repubblicana ed antifascista.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, non possono appartenere in modo organico o saltuario al Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI):   persone che, per comportamenti od azioni eversive nei confronti delle istituzioni democratiche, non diano sicuro affidamento di scrupolosa fedeltà ai valori della Costituzione repubblicana ed antifascista.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, non possono essere oggetto di segreto di Stato:   i fatti eversivi dell'ordine costituzionale.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, non possono far parte del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI):   membri del Parlamento, consiglieri regionali, provinciali, comunali, magistrati, ministri di culto e giornalisti professionisti.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, ove il Comitato parlamentare per il controllo sull'applicazione dei principi stabiliti dalla suddetta legge 24 ottobre 1977, n. 801, ritenga, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, che l'opposizione in ordine all'esigenza di tutela del segreto da parte del Presidente del Consiglio dei ministri sulle informazioni sulle linee essenziali dell'attività del SISMI e del SISDE non sia fondata:   ne riferisce a ciascuna delle Camere per le conseguenti valutazioni politiche.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, sono coperti dal segreto di Stato gli atti, i documenti, le notizie, le attività e ogni altra cosa la cui diffusione sia idonea a recar danno, fra l'altro:   alla integrità dello Stato democratico anche in relazione ad accordi internazionali.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, sono coperti dal segreto di Stato gli atti, i documenti, le notizie, le attività e ogni altra cosa la cui diffusione sia idonea a recar danno, fra l'altro:   alla difesa delle istituzioni poste dalla Costituzione a suo fondamento.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, sono coperti dal segreto di Stato gli atti, i documenti, le notizie, le attività e ogni altra cosa la cui diffusione sia idonea a recar danno, fra l'altro:   all'indipendenza dello Stato rispetto agli altri Stati e alle relazioni con essi.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, sono coperti dal segreto di Stato gli atti, i documenti, le notizie, le attività e ogni altra cosa la cui diffusione sia idonea a recar danno, fra l'altro:   alla preparazione e alla difesa militare dello Stato.
A norma della legge 24 ottobre 1977, n. 801, sono coperti dal segreto di Stato gli atti, i documenti, le notizie, le attività e ogni altra cosa la cui diffusione sia idonea a recar danno, fra l'altro:   al libero esercizio delle funzioni degli organi costituzionali.
A norma della legge 27 aprile 1982, n. 186, le sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato pronunciano con l'intervento:   di un presidente e quattro consiglieri.
A norma della legge 28 gennaio 1977, n. 10, il contenuto e il procedimento di formazione dei piani pluriennali di attuazione di strumenti urbanistici generali:   sono determinati da una legge regionale.
A norma della legge 28 gennaio 1977, n. 10, l'attuazione degli strumenti urbanistici generali avviene sulla base di programmi pluriennali di attuazione:   che delimitano le aree e le zone nelle quali debbono realizzarsi, anche a mezzo di comparti, le previsioni di detti strumenti e le relative urbanizzazioni, con riferimento ad un periodo di tempo non inferiore a tre e non superiore a cinque anni.
A norma della legge 28 gennaio 1977, n. 10, nella formulazione dei programmi di attuazione degli strumenti urbanistici generali:   deve essere osservata la proporzione tra aree destinate all'edilizia economica e popolare e aree riservate all'attività edilizia privata.
A norma della legge 5 febbraio 1992 n. 91, il minore straniero adottato perde la cittadinanza italiana:   qualora l'adozione sia revocata per fatto dell'adottato, purché sia in possesso di altra cittadinanza o la riacquisti.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, il coniuge apolide di cittadino italiano acquista la cittadinanza italiana, indipendentemente dalla residenza:   dopo tre anni dalla data del matrimonio, se non vi é stato scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili e se non sussiste separazione legale.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, il coniuge apolide di cittadino italiano acquista la cittadinanza italiana:   quando risiede legalmente da almeno sei mesi nel territorio della Repubblica.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, il coniuge apolide di cittadino italiano, che risiede legalmente da almeno sei mesi nel territorio della Repubblica:   acquista la cittadinanza italiana.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, il coniuge apolide di cittadino italiano, se non vi é stato annullamento del matrimonio e se non sussiste separazione legale, dopo tre anni dalla data del matrimonio:   acquista la cittadinanza italiana.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, il coniuge straniero di cittadino italiano acquista la cittadinanza italiana, indipendentemente dalla residenza:   dopo tre anni dalla data del matrimonio, se non vi é stato scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili e se non sussiste separazione legale.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, il coniuge straniero di cittadino italiano, acquista la cittadinanza italiana:   quando risiede legalmente da almeno sei mesi nel territorio della Repubblica.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, il coniuge straniero di cittadino italiano, che risiede legalmente da almeno sei mesi nel territorio della Repubblica:   acquista la cittadinanza italiana.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, il coniuge straniero di cittadino italiano, se non vi é stato annullamento del matrimonio e se non sussiste separazione legale, dopo tre anni dalla data del matrimonio:   acquista la cittadinanza italiana.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, il minore straniero acquista la cittadinanza italiana:   se adottato da cittadino italiano.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, il minore straniero adottato da cittadino italiano perde la cittadinanza:   qualora l'adozione sia revocata per fatto dell'adottato, sempre che sia in possesso di altra cittadinanza o la riacquisti.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, il minore straniero adottato da cittadino italiano:   acquista la cittadinanza italiana anche se l'adozione si é perfezionata prima dell'entrata in vigore della stessa legge.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, il minore straniero adottato, qualora l'adozione sia revocata, non per fatto dell'adottato, dopo il conseguimento della maggiore età:   conserva la cittadinanza italiana, ma può rinunziarvi, se riacquisti la cittadinanza originaria.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, il minore straniero adottato, qualora l'adozione sia revocata, non per fatto dell'adottato, dopo il conseguimento della maggiore età:   conserva la cittadinanza italiana, ma può rinunziarvi, se sia in possesso di altra cittadinanza.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, il minore straniero che abbia acquistato la cittadinanza italiana in quanto adottato da cittadino italiano, se l'adozione é revocata:   perde la cittadinanza, qualora l'adozione sia revocata per fatto dell'adottato, sempre che sia in possesso di altra cittadinanza o la riacquisti.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, la cittadinanza italiana si acquista per nascita, tra l'altro:   da padre o madre cittadini italiani.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, la cittadinanza italiana, determinata dalla filiazione, si acquista in base alle norme della stessa legge:   durante la minore età del figlio, per effetto del riconoscimento o della dichiarazione giudiziale della filiazione.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, l'apolide, di cui il padre sia stato cittadino per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   se presta effettivo servizio militare per lo Stato italiano e dichiara preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, l'apolide, di cui la madre sia stata cittadina per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   se presta effettivo servizio militare per lo Stato italiano e dichiara preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, l'apolide, di cui uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sia stato cittadino italiano per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   se, al raggiungimento della maggiore età, risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno due anni, qualora dichiari di voler acquistare la cittadinanza italiana, entro un anno dal raggiungimento.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, l'apolide, di cui uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sia stato cittadino italiano per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   se, al raggiungimento della maggiore età, risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno due anni, qualora dichiari di voler acquistare la cittadinanza italiana, entro un anno dal raggiungimento.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, l'apolide, di cui uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sia stato cittadino italiano per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   qualora assuma un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all'estero, e dichiari di voler acquistare la cittadinanza italiana.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, l'apolide, di cui uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sia stato cittadino italiano per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   se presta effettivo servizio militare per lo Stato italiano e dichiara preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, l'apolide, di cui uno dei genitori sia stato cittadino italiano per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   se, al raggiungimento della maggiore età, risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno due anni, qualora dichiari di voler acquistare la cittadinanza italiana, entro un anno dal raggiungimento.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, l'apolide, di cui uno dei genitori sia stato cittadino italiano per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   se, al raggiungimento della maggiore età, risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno due anni, qualora dichiari di voler acquistare la cittadinanza italiana, entro un anno dal raggiungimento.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, l'apolide, il cui padre sia stato cittadino per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   se, al raggiungimento della maggiore età, risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno due anni, qualora dichiari di voler acquistare la cittadinanza italiana, entro un anno dal raggiungimento.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, l'apolide, il cui padre sia stato cittadino per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   qualora assuma un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all'estero, e dichiari di voler acquistare la cittadinanza italiana.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, l'apolide, la cui madre sia stata cittadina per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   qualora assuma un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all'estero, e dichiari di voler acquistare la cittadinanza italiana.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, l'apolide, la cui madre sia stata cittadina per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   se, al raggiungimento della maggiore età, risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno due anni, qualora dichiari di voler acquistare la cittadinanza italiana, entro un anno dal raggiungimento.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, le disposizioni che regolano l'acquisto della cittadinanza in conseguenza del riconoscimento o della dichiarazione giudiziale della filiazione:   si applicano anche ai figli per i quali la paternità o la maternità non può essere dichiarata, purché sia stato riconosciuto giudizialmente il loro diritto al mantenimento o agli alimenti.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, lo straniero nato in Italia diviene cittadino:   qualora abbia risieduto legalmente in Italia fino al raggiungimento della maggiore età, purché la residenza si sia protratta senza interruzioni, se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino:   se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data, purché la residenza si sia protratta senza interruzioni.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino:   se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, lo straniero, di cui il padre sia stato cittadino per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   se presta effettivo servizio militare per lo Stato italiano e dichiara preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, lo straniero, di cui la madre sia stata cittadina per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   se presta effettivo servizio militare per lo Stato italiano e dichiara preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, lo straniero, di cui uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sia stato cittadino italiano per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   se presta effettivo servizio militare per lo Stato italiano e dichiara preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, lo straniero, di cui uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sia stato cittadino italiano per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   qualora assuma un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all'estero, e dichiari di voler acquistare la cittadinanza italiana.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, lo straniero, di cui uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sia stato cittadino italiano per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   se, al raggiungimento della maggiore età, risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno due anni, qualora dichiari di voler acquistare la cittadinanza italiana, entro un anno dal raggiungimento.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, lo straniero, di cui uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sia stato cittadino italiano per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   se, al raggiungimento della maggiore età, risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno due anni, qualora dichiari di voler acquistare la cittadinanza italiana, entro un anno dal raggiungimento.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, lo straniero, il cui padre sia stato cittadino per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   qualora assuma un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all'estero, e dichiari di voler acquistare la cittadinanza italiana.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, lo straniero, il cui padre sia stato cittadino per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   se, al raggiungimento della maggiore età, risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno due anni, qualora dichiari di voler acquistare la cittadinanza italiana, entro un anno dal raggiungimento.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, lo straniero, la cui madre sia stata cittadina per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   se, al raggiungimento della maggiore età, risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno due anni, qualora dichiari di voler acquistare la cittadinanza italiana, entro un anno dal raggiungimento.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, lo straniero, la cui madre sia stata cittadina per nascita, acquista la cittadinanza italiana:   qualora assuma un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all'estero, e dichiari di voler acquistare la cittadinanza italiana.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, se il figlio dichiarato giudizialmente tale é maggiorenne:   conserva il proprio stato di cittadinanza, ma può dichiarare, entro un anno dalla dichiarazione giudiziale, di eleggere la cittadinanza determinata dalla filiazione.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, se il figlio dichiarato giudizialmente tale in virtù di provvedimento straniero é maggiorenne:   conserva il proprio stato di cittadinanza, ma può dichiarare, entro un anno dalla dichiarazione di efficacia del provvedimento straniero di dichiarazione giudiziale della filiazione, di eleggere la cittadinanza determinata dalla filiazione.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, se il figlio riconosciuto é maggiorenne:   conserva il proprio stato di cittadinanza, ma può dichiarare, entro un anno dal riconoscimento, di eleggere la cittadinanza determinata dalla filiazione.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, se il figlio riconosciuto o dichiarato giudizialmente tale é maggiorenne:   conserva il proprio stato di cittadinanza.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, si considera cittadino italiano per nascita:   il figlio di ignoti trovato nel territorio della Repubblica, se non venga provato il possesso di altra cittadinanza.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, un soggetto acquista la cittadinanza italiana per nascita, tra l'altro:   se nato nel territorio della Repubblica, qualora entrambi i genitori siano ignoti o apolidi.
A norma della legge 5 febbraio 1992, n. 91, un soggetto acquista la cittadinanza italiana per nascita, tra l'altro:   se nato nel territorio della Repubblica, qualora, secondo la legge dello Stato al quale appartengono i genitori, non segua la cittadinanza di questi.
A norma della legge 5 gennaio 1994, n. 36, la definizione e l'aggiornamento periodico del bilancio idrico, diretto ad assicurare l'equilibrio fra le disponibilità di risorse reperibili o attivabili nell'area di riferimento ed i fabbisogni per i diversi usi, é di competenza:   dell'Autorità di bacino.
A norma della legge 6 agosto 1990, n. 223, ai telegiornali e ai giornali radio:   si applicano le norme sulla registrazione dei giornali e periodici contenute nella legge sulla stampa.
A norma della legge 6 agosto 1990, n. 223, il comitato regionale per i servizi radiotelevisivi formula:   proposte al consiglio di amministrazione della società concessionaria pubblica in merito a programmazioni regionali che possano essere trasmesse sia in ambito nazionale che regionale.
A norma della legge 6 agosto 1990, n. 223, il comitato regionale per i servizi radiotelevisivi:   é eletto da ogni Consiglio regionale, con voto limitato almeno a due terzi dei membri da eleggere e da scegliersi fra esperti di comunicazione radiotelevisiva.
A norma della legge 6 agosto 1990, n. 223, il comitato regionale per i servizi radiotelevisivi:   é organo di consulenza della regione in materia radiotelevisiva, in particolare quanto ai compiti assegnati dalla legge alle regioni.
A norma della legge 6 agosto 1990, n. 223, il Ministro delle comunicazioni, per consentire la coesistenza nei bacini di utenza del maggior numero possibile di impianti per la radiodiffusione televisiva o sonora ed una adeguata pluralità di emittenti e di reti, o in relazione alle esigenze di carattere urbanistico, ambientale o sanitario, può:   promuovere intese fra i concessionari privati per la costituzione di consorzi al fine dell'esecuzione e manutenzione di opere connesse ai rispettivi impianti.
A norma della legge 6 agosto 1990, n. 223, il Ministro delle comunicazioni, per consentire la coesistenza nei bacini di utenza del maggior numero possibile di impianti per la radiodiffusione televisiva o sonora ed una adeguata pluralità di emittenti e di reti, o in relazione alle esigenze di carattere urbanistico, ambientale o sanitario, può:   promuovere intese fra i concessionari privati per la costituzione di consorzi al fine della realizzazione ed esecuzione in comune di impianti serventi uno stesso bacino di utenza.
A norma della legge 6 agosto 1990, n. 223, il Ministro delle comunicazioni, per consentire la coesistenza nei bacini di utenza del maggior numero possibile di impianti per la radiodiffusione televisiva o sonora ed una adeguata pluralità di emittenti e di reti, o in relazione alle esigenze di carattere urbanistico, ambientale o sanitario, può:   promuovere intese fra i concessionari privati per l'installazione e l'esercizio dei detti impianti.
A norma della legge 6 agosto 1990, n. 223, il piano di assegnazione delle radiofrequenze é aggiornato:   ogni cinque anni e comunque ogni qualvolta sia modificato il piano di ripartizione delle frequenze ovvero il Ministero delle comunicazioni ne ravvisi la necessità.
A norma della legge 6 agosto 1990, n. 223, il piano di assegnazione delle radiofrequenze é:   approvato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro delle comunicazioni, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 6 agosto 1990, n. 223, il piano di ripartizione delle radiofrequenze é aggiornato:   ogni cinque anni ed ogni qualvolta il Ministero delle comunicazioni ne ravvisi la necessità.
A norma della legge 6 agosto 1990, n. 223, il piano di ripartizione delle radiofrequenze é:   approvato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro delle comunicazioni, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
A norma della legge 6 agosto 1990, n. 223, il piano nazionale di ripartizione delle radiofrequenze indica:   le bande di frequenze utilizzabili dai vari servizi di telecomunicazioni.
A norma della legge 6 agosto 1990, n. 223, in caso di pubblica emergenza il Presidente del Consiglio dei ministri su proposta dei Ministri della difesa, dell'interno e delle comunicazioni può:   disporre, per un periodo di tempo non superiore alla durata dell'emergenza, che le radiofrequenze assegnate ai concessionari privati di radiodiffusione sonora e televisiva siano temporaneamente utilizzate dai competenti organi dello Stato che ne abbiano necessità.
A norma della legge 6 agosto 1990, n. 223, la pianificazione delle radiofrequenze é effettuata:   mediante il piano nazionale di ripartizione ed il piano nazionale di assegnazione.
A norma della legge 6 agosto 1990, n. 223, la pianificazione delle radiofrequenze é effettuata:   mediante il piano nazionale di ripartizione ed il piano nazionale di assegnazione.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, al giudizio di appello contro le sentenze dei tribunali amministrativi regionali si applicano:   le norme che regolano il processo innanzi al Consiglio di Stato.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, avverso le sentenze dei tribunali amministrativi regionali che affermano o negano la giurisdizione del giudice amministrativo, é ammesso il ricorso:   al Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, chi abbia proposto o proponga tempestivamente ricorso gerarchico contro un atto o provvedimento cui siano interessate più persone, deve essere informato a cura dell'amministrazione della avvenuta presentazione, da parte di altro interessato, del ricorso al tribunale amministrativo regionale?   Sì, affinché possa ricorrere, entro trenta giorni da tale comunicazione, al tribunale amministrativo regionale, se il ricorso gerarchico era stato presentato in termine.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, con la decisione sui ricorsi concernenti controversie in materia di operazioni per le elezioni dei Consigli comunali, provinciali e regionali, il tribunale amministrativo regionale può:   correggere il risultato delle elezioni e sostituire ai candidati illegalmente proclamati coloro che hanno diritto di esserlo.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, contro le decisioni pronunciate dal Consiglio di Stato in secondo grado:   sono ammessi il ricorso per revocazione, il ricorso in cassazione per motivi inerenti alla giurisdizione e l'opposizione di terzo ordinaria.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, contro le decisioni pronunciate dal Consiglio di Stato in secondo grado:   sono ammessi il ricorso per revocazione, il ricorso in cassazione per motivi inerenti alla giurisdizione e l'opposizione di terzo ordinaria.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, contro le ordinanze dei tribunali amministrativi regionali che decidono su domande cautelari é ammesso ricorso in appello, da proporre nel termine:   di sessanta giorni dalla notificazione dell'ordinanza, ovvero di centoventi giorni dalla comunicazione del deposito dell'ordinanza stessa nella segreteria.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, contro le ordinanze dei tribunali amministrativi regionali che decidono su domande cautelari:   é ammesso ricorso in appello.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, contro le sentenze dei tribunali amministrativi regionali é ammesso:   ricorso per revocazione, nei casi, nei modi e nei termini previsti dal codice di procedura civile, ricorso al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale nonché opposizione di terzo ordinaria.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, contro le sentenze dei tribunali amministrativi regionali il ricorso per revocazione:   é ammesso nei casi, nei modi e nei termini previsti dal codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, contro le sentenze dei tribunali amministrativi regionali il ricorso per revocazione:   é ammesso nei casi, nei modi e nei termini previsti dal codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, contro le sentenze dei tribunali amministrativi regionali il ricorso per revocazione:   é ammesso nei casi, nei modi e nei termini previsti dal codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, contro le sentenze dei tribunali amministrativi regionali il ricorso per revocazione:   é ammesso nei casi, nei modi e nei termini previsti dal codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, contro le sentenze dei tribunali amministrativi regionali il ricorso per revocazione:   é ammesso nei casi, nei modi e nei termini previsti dal codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, contro le sentenze dei tribunali amministrativi regionali il ricorso per revocazione:   é ammesso nei casi, nei modi e nei termini previsti dal codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, contro le sentenze dei tribunali amministrativi regionali il ricorso per revocazione:   é ammesso nei casi, nei modi e nei termini previsti dal codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, contro le sentenze dei tribunali amministrativi regionali il ricorso per revocazione:   é ammesso nei casi, nei modi e nei termini previsti dal codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, contro le sentenze dei tribunali amministrativi regionali il ricorso per revocazione:   é ammesso nei casi, nei modi e nei termini previsti dal codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, é istituita una sezione staccata con ordinamento speciale del tribunale amministrativo regionale, quale organo di giustizia amministrativa di primo grado:   nella Regione Trentino-Alto Adige ed ha sede a Bolzano.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, fuori dei casi in cui é investito di giurisdizione di merito, il tribunale amministrativo regionale, se accoglie il ricorso per motivi diversi dall'incompetenza:   annulla in tutto o in parte l'atto impugnato.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, i documenti di cui il ricorrente intenda avvalersi in giudizio, ove non depositati con il ricorso:   devono essere depositati entro trenta giorni dall'ultima notifica del ricorso.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, i ricorsi al Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, avverso le sentenze in materia di operazioni elettorali sono proposti:   entro il termine di venti giorni dalla notifica della sentenza, per coloro nei cui confronti é obbligatoria la notifica, e per gli altri cittadini elettori nel termine di venti giorni decorrenti dall'ultimo giorno di pubblicazione della sentenza medesima nell'albo pretorio del comune.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, i ricorsi al tribunale amministrativo regionale si trattano in pubblica udienza:   salvo che la legge preveda il procedimento in camera di consiglio.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, i ricorsi avverso il silenzio della amministrazione sono decisi dal tribunale amministrativo regionale, in camera di consiglio, con sentenza succintamente motivata:   uditi i difensori delle parti che ne facciano richiesta.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, i ricorsi avverso il silenzio della amministrazione sono decisi dal tribunale amministrativo regionale, nel caso che il collegio abbia disposto un'istruttoria:   in camera di consiglio, entro trenta giorni dalla data fissata per gli adempimenti istruttori.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, i ricorsi avverso il silenzio della amministrazione sono decisi:   in camera di consiglio, uditi i difensori delle parti che ne facciano richiesta, con sentenza succintamente motivata.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, i ricorsi avverso il silenzio dell'amministrazione sono decisi dal tribunale amministrativo regionale, in camera di consiglio e con sentenza succintamente motivata:   entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, i ricorsi avverso il silenzio dell'amministrazione sono decisi dal tribunale amministrativo regionale:   in camera di consiglio, con sentenza succintamente motivata.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, i ricorsi diretti ad ottenere l'adempimento dell'obbligo dell'autorità amministrativa di conformarsi al giudicato degli organi di giustizia amministrativa sono di competenza:   del Consiglio di Stato o del tribunale amministrativo regionale territorialmente competente secondo l'organo che ha emesso la decisione, della cui esecuzione si tratta.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, i ricorsi diretti ad ottenere l'adempimento dell'obbligo dell'autorità amministrativa di conformarsi, in quanto riguarda il caso deciso, al giudicato dell'autorità giudiziaria ordinaria, che abbia riconosciuto la lesione di un diritto civile o politico, sono di competenza:   dei tribunali amministrativi regionali quando l'autorità amministrativa chiamata a conformarsi sia un ente che eserciti la sua attività esclusivamente nei limiti della circoscrizione del tribunale amministrativo regionale e, negli altri casi, del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, i ricorsi diretti ad ottenere l'adempimento dell'obbligo dell'autorità amministrativa di conformarsi, in quanto riguarda il caso deciso, al giudicato dell'autorità giudiziaria ordinaria, che abbia riconosciuto la lesione di un diritto civile o politico, sono di competenza:   dei tribunali amministrativi regionali quando l'autorità amministrativa chiamata a conformarsi sia un ente che eserciti la sua attività esclusivamente nei limiti della circoscrizione del tribunale amministrativo regionale e, negli altri casi, del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, i tribunali amministrativi regionali, quali organi di giustizia amministrativa di primo grado, hanno sede:   nei capoluoghi di regione.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il Consiglio di Stato, in sede di appello:   esercita gli stessi poteri giurisdizionali di cognizione e di decisione del giudice di primo grado.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il giudice amministrativo che abbia accolto il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione ed assegnato un termine per provvedere, qualora l'amministrazione resti inadempiente:   su richiesta di parte, nomina un commissario che provveda in luogo della amministrazione.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il giudice amministrativo che abbia accolto il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione ed assegnato un termine per provvedere, qualora l'amministrazione resti inadempiente:   su richiesta di parte, nomina un commissario che provveda in luogo della amministrazione.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il ricorrente può chiedere al tribunale amministrativo regionale l'emanazione di misure cautelari durante il tempo necessario a giungere ad una decisione sul ricorso?   Sì, compresa l'ingiunzione a pagare una somma.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il ricorrente può chiedere al tribunale amministrativo regionale l'emanazione di misure cautelari durante il tempo necessario a giungere ad una decisione sul ricorso?   Sì, allegando un pregiudizio grave ed irreparabile derivante dall'esecuzione dell'atto impugnato, ovvero dal comportamento inerte dell'amministrazione.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il ricorrente può chiedere al tribunale amministrativo regionale l'emanazione di misure cautelari?   Sì, allegando un pregiudizio grave ed irreparabile derivante dalla esecuzione dell'atto impugnato, o dal comportamento inerte dell'amministrazione.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il ricorso al Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, contro le sentenze dei tribunali amministrativi regionali, va proposto:   nel termine di giorni sessanta dalla ricevuta notificazione della sentenza.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il ricorso al Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, sospende l'esecuzione della sentenza del tribunale amministrativo regionale appellata?   No.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il ricorso al tribunale amministrativo regionale si considera abbandonato:   se nel corso di due anni non sia compiuto alcun atto di procedura.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il ricorso diretto ad ottenere l'adempimento dell'obbligo dell'autorità amministrativa di conformarsi al giudicato degli organi di giustizia amministrativa, quando si tratti di decisione di tribunale amministrativo regionale confermata dal Consiglio di Stato in sede di appello, é di competenza:   del tribunale amministrativo regionale che ha emesso la decisione, della cui esecuzione si tratta.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il ricorso, con la prova delle avvenute notifiche, deve essere depositato nella segreteria del tribunale amministrativo regionale:   entro trenta giorni dall'ultima notifica.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il termine di sessanta giorni per la notifica del ricorso al tribunale amministrativo regionale, decorre:   da quello in cui l'interessato abbia ricevuto la notifica dell'atto impugnato o ne abbia comunque avuta piena conoscenza o, per gli atti di cui non sia richiesta la notifica individuale, dal giorno in cui sia scaduto il termine della pubblicazione, se questa sia prevista da disposizioni di legge o di regolamento.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale decide:   in composizione collegiale, con l'intervento del presidente e di due magistrati amministrativi regionali.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, oltre una sezione staccata, ha:   tre sezioni, con sede a Roma.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale esercita giurisdizione di merito quando decide:   dei ricorsi contro i provvedimenti contingibili ed urgenti di sicurezza pubblica emanati dal sindaco sulle materie di edilità e di polizia locale ed in materia di igiene pubblica, attribuite per legge ai comuni.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale esercita giurisdizione di merito quando decide:   dei ricorsi contro i provvedimenti emanati dal sindaco in materia di igiene dell'abitato secondo le attribuzioni che gli sono conferite dalle disposizioni vigenti.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale esercita giurisdizione di merito quando decide:   dei ricorsi contro il diniego dell'autorizzazione a stare in giudizio ad enti morali giuridici, sottoposti alla tutela della pubblica amministrazione.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale esercita giurisdizione di merito:   solo nei casi preveduti dalla legge.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale esercita giurisdizione di merito:   solo nei casi preveduti dalla legge.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale esercita giurisdizione esclusiva estesa al merito, quando decide:   delle controversie tra lo Stato ed i suoi creditori riguardanti l'interpretazione dei contratti di prestito pubblico, delle leggi relative a tali prestiti e delle altre sul debito pubblico.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale esercita giurisdizione esclusiva quando decide:   delle controversie tra lo Stato ed i suoi creditori riguardanti la interpretazione dei contratti di prestito pubblico, delle leggi relative a tali prestiti e delle altre sul debito pubblico.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale esercita giurisdizione esclusiva quando decide:   dei ricorsi contro atti e provvedimenti relativi a rapporti di concessione di beni pubblici.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale esercita giurisdizione esclusiva:   solo nei casi preveduti dalla legge.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale esercita giurisdizione esclusiva:   solo nei casi preveduti dalla legge.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale nelle materie in cui non ha competenza esclusiva, può decidere di tutte le questioni pregiudiziali o incidentali relative a diritti la cui risoluzione sia necessaria per pronunciare sulla questione principale?   Sì, con efficacia limitata, ma la risoluzione dell'incidente di falso e le questioni concernenti lo stato e la capacità dei privati individui restano di esclusiva competenza dell'autorità giudiziaria ordinaria, salvo che si tratti della capacità di stare in giudizio.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale nelle materie in cui non ha competenza esclusiva, può decidere sulle questioni concernenti lo stato e la capacità di privati individui?   No, salvo che si tratti della capacità di stare in giudizio.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale nelle materie in cui non ha competenza esclusiva, può decidere sull'incidente di falso?   No, mai.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale, nelle materie devolute alla sua giurisdizione esclusiva, può decidere sull'incidente di falso?   No, mai.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale, ove ritenga irricevibile o inammissibile il ricorso, lo dichiara:   con sentenza.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale, se accoglie il ricorso per motivi di incompetenza:   annulla l'atto impugnato e rimette l'affare all'autorità competente.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale, se accoglie il ricorso per motivi diversi dall'incompetenza, può anche riformare l'atto impugnato o sostituirlo?   Sì, quando é investito di giurisdizione di merito e salvi gli ulteriori provvedimenti della autorità amministrativa.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, il tribunale amministrativo regionale, se riconosce che il ricorso é infondato, lo rigetta:   con sentenza.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, in caso di totale o parziale accoglimento del ricorso di primo grado avverso il silenzio dell'amministrazione, il giudice amministrativo:   ordina all'amministrazione di provvedere di norma entro un termine non superiore a trenta giorni.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, in sede di decisione della domanda cautelare, il tribunale amministrativo regionale può definire il giudizio nel merito?   Sì, accertata la completezza del contraddittorio e dell'istruttoria ed ove ne ricorrano i presupposti, sentite sul punto le parti costituite.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, innanzi al tribunale amministrativo regionale, il difetto di giurisdizione deve essere rilevato:   anche d'ufficio.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, la decisione del Consiglio di Stato sulla competenza pronunciata a seguito di istanza di regolamento di competenza:   é vincolante per i tribunali amministrativi regionali.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, la decisione del ricorso da parte del tribunale amministrativo regionale sedente nel capoluogo anziché dalla sezione staccata, o viceversa:   non costituisce vizio di incompetenza della decisione.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, la domanda di revoca o modificazione delle misure cautelari concesse dal giudice amministrativo é ammissibile:   solo se é motivata con riferimento a fatti sopravvenuti.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, la mancata produzione della copia del provvedimento impugnato, che, ove in possesso del ricorrente, deve essere depositata nella segreteria del tribunale amministrativo regionale, unitamente al ricorso ed alla prova delle avvenute notifiche, entro trenta giorni dall'ultima notifica:   non determina la decadenza dal ricorso.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, la mancata produzione della documentazione a sostegno del ricorso:   non implica decadenza.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, la presentazione del ricorso innanzi alla sezione staccata anziché al tribunale amministrativo regionale sedente nel capoluogo:   deve essere eccepita dalle parti all'atto della costituzione e comunque non oltre quarantacinque giorni dalla notifica del ricorso.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, la sentenza, succintamente motivata, del tribunale amministrativo regionale che decide i ricorsi avverso il silenzio dell'amministrazione, é appellabile:   entro trenta giorni dalla notificazione o, in mancanza, entro novanta giorni dalla comunicazione della pubblicazione.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, l'amministrazione, entro sessanta giorni dalla scadenza del termine di deposito del ricorso, deve produrre l'eventuale provvedimento impugnato nonché gli atti e i documenti in base ai quali l'atto é stato emanato, quelli in esso citati, e quelli che ritiene utili al giudizio; ove non provveda all'adempimento:   il presidente, ovvero un magistrato da lui delegato, ordina, anche su istanza di parte, l'esibizione degli atti e dei documenti nel termine e nei modi opportuni.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, l'amministrazione, entro sessanta giorni dalla scadenza del termine di deposito del ricorso, deve produrre:   l'eventuale provvedimento impugnato nonché gli atti e i documenti in base ai quali l'atto é stato emanato, quelli in esso citati e quelli che l'amministrazione ritiene utili al giudizio.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, le circoscrizioni dei tribunali amministrativi regionali, quali organi di giustizia amministrativa di primo grado:   sono regionali e comprendono le province facenti parte delle singole regioni.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, le questioni attinenti a diritti patrimoniali consequenziali alla pronuncia di illegittimità dell'atto o provvedimento contro cui si ricorre appartengono:   alla cognizione del tribunale amministrativo regionale, nell'ambito della sua giurisdizione.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, le sentenze dei tribunali amministrativi regionali:   sono esecutive.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, l'ordinanza cautelare del tribunale amministrativo regionale motiva in ordine alla valutazione del pregiudizio allegato ed indica i profili che, ad un sommario esame, inducono ad una ragionevole previsione sull'esito del ricorso:   in ogni caso.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, l'ordinanza del tribunale amministrativo regionale di accoglimento della richiesta cautelare comporta priorità nella fissazione della data di trattazione del ricorso nel merito?   Sì, in ogni caso.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei casi in cui contro gli atti o provvedimenti emessi da organi di enti pubblici a carattere ultraregionale sia presentato ricorso in via gerarchica e, nel termine di novanta giorni, la pubblica amministrazione abbia comunicato e notificato la decisione all'interessato, il ricorso al tribunale amministrativo regionale:   é proponibile solo contro la decisione sul ricorso gerarchico.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei casi in cui contro gli atti o provvedimenti emessi da organi di enti pubblici a carattere ultraregionale sia presentato ricorso in via gerarchica, il ricorso al tribunale amministrativo regionale:   é proponibile contro la decisione sul ricorso gerarchico ed, in mancanza, contro il provvedimento impugnato, se, nel termine di novanta giorni, la pubblica amministrazione non abbia comunicato e notificato la decisione all'interessato.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei casi in cui contro gli atti o provvedimenti emessi da organi di enti pubblici a carattere ultraregionale sia presentato ricorso in via gerarchica, se, nel termine di novanta giorni, la pubblica amministrazione non abbia comunicato e notificato la decisione all'interessato, il ricorso al tribunale amministrativo regionale:   é proponibile contro l'atto o il provvedimento impugnato.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei casi in cui contro gli atti o provvedimenti emessi da organi periferici dello Stato sia presentato ricorso in via gerarchica e, nel termine di novanta giorni, la pubblica amministrazione abbia comunicato e notificato la decisione all'interessato, il ricorso al tribunale amministrativo regionale:   é proponibile contro la decisione sul ricorso gerarchico.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei casi in cui contro gli atti o provvedimenti emessi da organi periferici dello Stato sia presentato ricorso in via gerarchica, se, nel termine di novanta giorni, la pubblica amministrazione non abbia comunicato e notificato la decisione all'interessato, il ricorso al tribunale amministrativo regionale:   é proponibile contro l'atto o il provvedimento impugnato.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi ai tribunali amministrativi regionali la proposizione della domanda di regolamento preventivo di giurisdizione preclude l'esame della domanda di sospensione del provvedimento impugnato?   No, mai.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, avverso il decreto del presidente della sezione competente o del magistrato da lui delegato che ha pronunciato la cessazione della materia del contendere, ciascuna delle parti costituite può proporre:   opposizione al collegio.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, avverso il decreto del presidente della sezione competente o del magistrato da lui delegato che ha pronunciato la perenzione, ciascuna delle parti costituite può proporre:   opposizione al collegio.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, avverso il decreto del presidente della sezione competente o del magistrato da lui delegato che ha pronunciato la intervenuta rinuncia al ricorso, ciascuna delle parti costituite può proporre:   opposizione al collegio.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, avverso il decreto del presidente della sezione competente o del magistrato da lui delegato che ha pronunciato la estinzione del giudizio, ciascuna delle parti costituite può proporre:   opposizione al collegio.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, avverso l'ordinanza del collegio che decide sulla opposizione proposta da una delle parti costituite avverso il decreto del presidente della sezione competente o del magistrato da lui delegato che abbia pronunciato la perenzione:   é ammesso ricorso in appello.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, avverso l'ordinanza del collegio che decide sulla opposizione proposta da una delle parti costituite avverso il decreto del presidente della sezione competente o del magistrato da lui delegato che abbia pronunciato l'estinzione:   é ammesso ricorso in appello.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, avverso l'ordinanza del collegio che decide sulla opposizione proposta da una delle parti costituite avverso il decreto del presidente della sezione competente o del magistrato da lui delegato che abbia pronunciato l'intervenuta rinuncia al ricorso:   é ammesso ricorso in appello.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, avverso l'ordinanza del collegio che decide sulla opposizione, proposta da una delle parti costituite, avverso il decreto del presidente della sezione competente o del magistrato da lui delegato che abbia pronunciato l'intervenuta cessazione della materia del contendere:   é ammesso ricorso in appello.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, la cessazione della materia del contendere é pronunciata con decreto depositato in segreteria e comunicato alle parti costituite:   dal presidente della sezione competente o da un magistrato da lui delegato.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, la cessazione della materia del contendere é pronunciata dal presidente della sezione competente o da un magistrato da lui delegato:   con decreto depositato in segreteria e comunicato alle parti costituite.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, la estinzione del giudizio é pronunciata con decreto depositato in segreteria e comunicato alle parti costituite:   dal presidente della sezione competente o da un magistrato da lui delegato.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, la estinzione del giudizio é pronunciata dal presidente o da un magistrato da lui delegato:   con decreto depositato in segreteria e comunicato alle parti costituite.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, la intervenuta rinuncia al ricorso é pronunciata con decreto depositato in segreteria e comunicato alle parti costituite:   dal presidente della sezione competente o da un magistrato da lui delegato.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, la intervenuta rinuncia al ricorso é pronunciata dal presidente della sezione competente o da un magistrato da lui delegato:   con decreto depositato in segreteria e comunicato alle parti costituite.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, la perenzione é pronunciata con decreto depositato in segreteria e comunicato alle parti costituite:   dal presidente della sezione competente o da un magistrato da lui delegato.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, la perenzione é pronunciata dal presidente della sezione competente o da un magistrato da lui delegato:   con decreto depositato in segreteria e comunicato alle parti costituite.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, proposta istanza di regolamento di competenza, qualora il collegio, sentiti i difensori delle parti, ne rilevi, con decisione semplificata, la manifesta infondatezza:   respinge l'istanza e provvede sulle spese di giudizio.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, sulla opposizione proposta dalle parti costituite avverso il decreto del presidente della sezione competente o del magistrato da lui delegato che ha pronunciato la perenzione, il collegio decide:   in camera di consiglio, sentite le parti che ne facciano richiesta, con ordinanza.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, sulla opposizione proposta dalle parti costituite avverso il decreto del presidente della sezione competente o del magistrato da lui delegato che ha pronunciato la estinzione, il collegio decide:   in camera di consiglio, sentite le parti che ne facciano richiesta, con ordinanza.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, sulla opposizione proposta dalle parti costituite avverso il decreto del presidente della sezione competente o del magistrato da lui delegato che ha pronunciato la cessazione della materia del contendere, il collegio decide:   in camera di consiglio, sentite le parti che ne facciano richiesta, con ordinanza.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nei giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale, sulla opposizione proposta dalle parti costituite avverso il decreto del presidente della sezione competente o del magistrato da lui delegato che ha pronunciato la intervenuta rinuncia al ricorso, il collegio decide:   in camera di consiglio, sentite le parti che ne facciano richiesta, con ordinanza.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui dall'esecuzione del provvedimento cautelare derivino effetti irreversibili, il giudice amministrativo può disporre la prestazione di una cauzione cui subordinare la concessione o il diniego della misura cautelare?   Sì, se la richiesta cautelare non attiene ad interessi essenziali della persona quali il diritto alla salute, alla integrità dell'ambiente ovvero ad altri beni di primario rilievo costituzionale.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui l'amministrazione non abbia prestato ottemperanza alle misure cautelari concesse, o vi abbia adempiuto solo parzialmente, la parte interessata può:   con istanza motivata e notificata alle altre parti, chiedere al tribunale amministrativo regionale le opportune disposizioni attuative.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui l'amministrazione non abbia prestato ottemperanza alle misure cautelari concesse, o vi abbia adempiuto solo parzialmente, su ricorso della parte interessata, il tribunale amministrativo regionale:   esercitando i poteri inerenti al giudizio di ottemperanza al giudicato, dispone l'esecuzione dell'ordinanza cautelare indicandone le modalità e, ove occorra, il soggetto che deve provvedere.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta fondatezza del ricorso, il Consiglio di Stato decide con sentenza succintamente motivata e:   in ogni caso provvede anche sulle spese di giudizio, applicando le norme del codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta fondatezza del ricorso, il Consiglio di Stato decide:   con sentenza succintamente motivata.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta fondatezza del ricorso, il tribunale amministrativo regionale decide con sentenza succintamente motivata e:   in ogni caso provvede anche sulle spese di giudizio, applicando le norme del codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta fondatezza del ricorso, il tribunale amministrativo regionale decide:   con sentenza succintamente motivata.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta improcedibilità del ricorso, il Consiglio di Stato decide con sentenza succintamente motivata e:   in ogni caso provvede anche sulle spese di giudizio, applicando le norme del codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta improcedibilità del ricorso, il Consiglio di Stato decide:   con sentenza succintamente motivata.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta improcedibilità del ricorso, il tribunale amministrativo regionale decide con sentenza succintamente motivata e:   in ogni caso provvede anche sulle spese di giudizio, applicando le norme del codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta improcedibilità del ricorso, il tribunale amministrativo regionale decide:   con sentenza succintamente motivata.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta inammissibilità del ricorso, il Consiglio di Stato decide con sentenza succintamente motivata e:   in ogni caso provvede anche sulle spese di giudizio, applicando le norme del codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta inammissibilità del ricorso, il Consiglio di Stato decide:   con sentenza succintamente motivata.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta inammissibilità del ricorso, il tribunale amministrativo regionale decide con sentenza succintamente motivata e:   in ogni caso provvede anche sulle spese di giudizio, applicando le norme del codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta inammissibilità del ricorso, il tribunale amministrativo regionale decide:   con sentenza succintamente motivata.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta infondatezza del ricorso, il Consiglio di Stato decide con sentenza succintamente motivata e:   in ogni caso provvede anche sulle spese di giudizio, applicando le norme del codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta infondatezza del ricorso, il Consiglio di Stato decide:   con sentenza succintamente motivata.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta infondatezza del ricorso, il tribunale amministrativo regionale decide con sentenza succintamente motivata e:   in ogni caso provvede anche sulle spese di giudizio, applicando le norme del codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta infondatezza del ricorso, il tribunale amministrativo regionale decide:   con sentenza succintamente motivata.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta irricevibilità del ricorso, il Consiglio di Stato decide con sentenza succintamente motivata e:   in ogni caso provvede anche sulle spese di giudizio, applicando le norme del codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta irricevibilità del ricorso, il Consiglio di Stato decide:   con sentenza succintamente motivata.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta irricevibilità del ricorso, il tribunale amministrativo regionale decide con sentenza succintamente motivata e:   in ogni caso provvede anche sulle spese di giudizio, applicando le norme del codice di procedura civile.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel caso in cui ravvisi la manifesta irricevibilità del ricorso, il tribunale amministrativo regionale decide:   con sentenza succintamente motivata.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel giudizio di appello, se il Consiglio di Stato accoglie il ricorso contro la sentenza con la quale il tribunale amministrativo regionale abbia dichiarato la propria incompetenza:   annulla la sentenza impugnata e rinvia la controversia al tribunale amministrativo regionale.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel giudizio di appello, se il Consiglio di Stato accoglie il ricorso per difetto di procedura della decisione di primo grado:   annulla la sentenza impugnata e rinvia la controversia al tribunale amministrativo regionale.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel giudizio di appello, se il Consiglio di Stato accoglie il ricorso per vizio di forma della decisione di primo grado:   annulla la sentenza impugnata e rinvia la controversia al tribunale amministrativo regionale.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel giudizio di appello, se il Consiglio di Stato riconosce la nullità del ricorso introduttivo del giudizio di prima istanza:   annulla la decisione impugnata senza rinvio.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel giudizio di appello, se il Consiglio di Stato riconosce l'esistenza di cause impeditive o estintive del giudizio:   annulla la decisione impugnata senza rinvio.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel giudizio innanzi al tribunale amministrativo regionale il resistente o qualsiasi interveniente possono eccepire l'incompetenza territoriale del tribunale adito:   indicando quello competente e chiedendo che la relativa questione sia preventivamente decisa dal Consiglio di Stato.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel giudizio innanzi al tribunale amministrativo regionale l'incompetenza per territorio del tribunale adito:   non é rilevabile d'ufficio.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel giudizio innanzi al tribunale amministrativo regionale l'istanza di regolamento di competenza deve essere proposta dal resistente o da qualsiasi interveniente a pena di decadenza:   entro venti giorni dalla data di costituzione in giudizio.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel giudizio innanzi al tribunale amministrativo regionale, l'istanza di regolamento di competenza può essere proposta dal resistente o da qualsiasi interveniente successivamente al decorso del termine di venti giorni dalla data di costituzione in giudizio?   Sì, se l'incompetenza per territorio del tribunale adito risulti da atti depositati in giudizio, dei quali la parte che propone l'istanza non avesse prima conoscenza; in tal caso l'istanza va proposta entro venti giorni dal deposito degli atti.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel giudizio innanzi al tribunale amministrativo regionale, possono eccepire l'incompetenza per territorio del tribunale adito, indicando quello competente e chiedendo che la relativa questione sia preventivamente decisa dal Consiglio di Stato:   il resistente o qualsiasi interveniente.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel giudizio innanzi al tribunale amministrativo regionale, proposta l'istanza di regolamento di competenza, se non tutte le parti sono d'accordo sulla remissione del ricorso ad altro tribunale amministrativo regionale ed il collegio non ne abbia rilevata la manifesta infondatezza:   gli atti sono immediatamente trasmessi al Consiglio di Stato che pronuncia sulla competenza.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel giudizio innanzi al tribunale amministrativo regionale, proposta l'istanza di regolamento di competenza, se tutte le parti sono d'accordo sulla remissione del ricorso ad altro tribunale amministrativo regionale:   il presidente cura, su loro istanza, la trasmissione d'ufficio degli atti del ricorso a tale tribunale regionale e ne dà notizia alle parti, che debbono costituirsi davanti allo stesso entro venti giorni dalla comunicazione.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, per i giudizi davanti ai tribunali amministrativi regionali é obbligatorio il patrocinio di avvocato?   Sì, salvo che per i giudizi in materia di operazioni elettorali.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, per i giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale per i quali si debba soltanto dichiarare la perenzione:   si segue il procedimento in camera di consiglio salvo che, su richiesta di una delle parti, il presidente non ordini la trattazione del ricorso in udienza pubblica.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, per i giudizi innanzi al tribunale amministrativo regionale si segue il procedimento in camera di consiglio:   nei soli casi previsti dalla legge e sempre che il presidente, su richiesta di una delle parti, non ordini la trattazione del ricorso in udienza pubblica.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, per i ricorsi al tribunale amministrativo regionale diretti ad ottenere l'adempimento dell'obbligo dell'autorità amministrativa di conformarsi, in quanto riguarda il caso deciso, al giudicato del tribunale che abbia riconosciuto la lesione di un diritto civile o politico:   si segue il procedimento in camera di consiglio salvo che, su richiesta di una delle parti, il presidente non ordini la trattazione del ricorso in udienza pubblica.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, per i ricorsi al tribunale amministrativo regionale per i quali tutte le parti concordemente chiedono che sia dichiarata la cessazione della materia del contendere:   si segue il procedimento in camera di consiglio salvo che, su richiesta di una delle parti, il presidente non ordini la trattazione del ricorso in udienza pubblica.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, prima della trattazione della domanda cautelare, in caso di estrema gravità ed urgenza, il ricorrente, contestualmente alla domanda cautelare o con separata istanza notificata alle controparti, può chiedere al presidente del tribunale amministrativo regionale, o della sezione cui il ricorso é assegnato:   di disporre, con decreto motivato, anche in assenza di contraddittorio, misure cautelari provvisorie.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, quando l'istanza per il regolamento di competenza venga respinta, il Consiglio di Stato:   condanna alle spese colui che ha presentato l'istanza.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, quando sia stato promosso ricorso al tribunale amministrativo regionale, il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica:   é escluso.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, se ad un certo atto o provvedimento siano interessate più persone, il ricorso al tribunale amministrativo regionale proposto da un interessato esclude il ricorso gerarchico di tutti gli altri?   Sì, sempre.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, se il ricorrente, allegando un pregiudizio grave e irreparabile derivante dalla esecuzione dell'atto ovvero dal comportamento inerte dell'amministrazione, chiede l'emanazione di misure cautelari idonee ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione sul ricorso, il tribunale amministrativo regionale si pronuncia sull'istanza:   con ordinanza motivata emessa in camera di consiglio.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, se il ricorso al tribunale amministrativo regionale é stato tempestivamente notificato oltre che all'organo che ha emesso l'atto impugnato ad uno solo dei controinteressati, può essere ordinato al ricorrente di integrare le notifiche agli altri controinteressati?   Sì, sempre.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, sono istituite sezioni staccate dei tribunali amministrativi regionali, quali organi di giustizia amministrativa di primo grado:   nelle Regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, sui ricorsi concernenti controversie in materia di operazioni per le elezioni dei consigli comunali, decide:   il tribunale amministrativo regionale territorialmente competente.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, sui ricorsi concernenti controversie in materia di operazioni per le elezioni dei consigli provinciali, decide:   il tribunale amministrativo regionale territorialmente competente.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, sui ricorsi concernenti controversie in materia di operazioni per le elezioni dei consigli regionali, decide:   il tribunale amministrativo regionale territorialmente competente.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, sull'istanza di emanazione di misure cautelari idonee ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione sul ricorso proposta dal ricorrente, i difensori delle parti devono essere sentiti in camera di consiglio dal tribunale amministrativo regionale:   ove ne facciano richiesta.
A norma della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, sull'istanza di regolamento di competenza proposta nel giudizio innanzi al tribunale amministrativo regionale dal resistente e da qualsiasi interveniente, il Consiglio di Stato provvede:   in camera di consiglio, sentiti i difensori delle parti che ne abbiano fatto richiesta.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, al fine di favorire la conclusione con gli interessati degli accordi relativi al contenuto discrezionale del provvedimento finale, il responsabile del procedimento amministrativo può:   predisporre un calendario di incontri cui invita, separatamente o contestualmente, il destinatario del provvedimento ed eventuali controinteressati.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, attribuzioni del responsabile del procedimento amministrativo sono, fra le altre:   l'accertamento d'ufficio dei fatti, il compimento degli atti all'uopo necessari, l'adozione di ogni misura per l'adeguato e sollecito svolgimento dell'istruttoria.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, contro il silenzio-rifiuto sulla richiesta di accesso a documenti amministrativi:   é dato ricorso al tribunale amministrativo regionale.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, contro le determinazioni amministrative concernenti il diritto di accesso:   é dato ricorso al tribunale amministrativo regionale.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, é considerato documento amministrativo:   ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni, formati dalle pubbliche amministrazioni o, comunque, utilizzati ai fini dell'attività amministrativa.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, é fatto divieto alle pubbliche amministrazioni e alle imprese esercenti servizi di pubblica necessità e di pubblica utilità di esigere atti di notorietà in luogo della dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà prevista dall'articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15:   quando si tratti di provare qualità personali, stati o fatti che siano a diretta conoscenza dell'interessato.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, gli accordi con gli interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento amministrativo debbono essere:   stipulati, a pena di nullità, per atto scritto, salvo che la legge disponga altrimenti.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, gli accordi sostitutivi di provvedimenti amministrativi debbono essere:   stipulati, a pena di nullità, per atto scritto, salvo che la legge disponga altrimenti.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, gli accordi sostitutivi di provvedimenti amministrativi:   sono soggetti ai medesimi controlli previsti per i provvedimenti.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, hanno facoltà di intervenire nel procedimento amministrativo:   i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, hanno facoltà di intervenire nel procedimento:   tutti i soggetti portatori di interessi pubblici o privati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, i soggetti destinatari della comunicazione di avvio del procedimento amministrativo hanno diritto:   di presentare memorie scritte e documenti.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, i soggetti destinatari della comunicazione di avvio del procedimento amministrativo hanno diritto:   di prendere visione degli atti del procedimento, salvo le eccezioni di legge.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, i soggetti intervenuti nel procedimento amministrativo in quanto titolari della relativa facoltà, hanno diritto:   di prendere visione degli atti del procedimento, salvo le eccezioni di legge.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, i soggetti intervenuti nel procedimento amministrativo in quanto titolari della relativa facoltà, hanno diritto:   di presentare memorie scritte e documenti.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, il diritto di accesso ai documenti amministrativi é riconosciuto a chiunque vi abbia interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti, al fine:   di assicurare la trasparenza dell'attività amministrativa e di favorirne lo svolgimento imparziale.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, il diritto di accesso ai documenti amministrativi é riconosciuto, secondo le modalità di legge:   a chiunque vi abbia interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, il diritto di accesso é escluso:   per i documenti coperti da segreto di Stato ai sensi dell'articolo 12 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, per quelli relativi ai procedimenti previsti dal decreto legge 15 gennaio 1991, n. 8 (convertito in legge 15 marzo 1991, n. 82) e dal decreto legislativo 29 marzo 1993, n. 119, nonché nei casi di segreto o di divieto di divulgazione altrimenti previsti dall'ordinamento.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, il diritto di accesso si esercita:   mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi, nei modi e limiti di legge.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, il dissenso di uno o più rappresentanti delle amministrazioni, regolarmente convocate alla conferenza di servizi:   deve essere manifestato nella conferenza di servizi e congruamente motivato, a pena di inammissibilità.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, il dissenso di uno o più rappresentanti delle amministrazioni, regolarmente convocate alla conferenza di servizi:   non può riferirsi a questioni connesse che non costituiscono oggetto della conferenza medesima.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, il responsabile del procedimento amministrativo:   ha la responsabilità dell'istruttoria e di ogni altro adempimento inerente il singolo procedimento, nonché, eventualmente, dell'adozione del provvedimento finale.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, il rilascio di copie dei documenti amministrativi in sede di diritto di accesso:   é subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, il termine entro cui deve concludersi il procedimento amministrativo ad iniziativa di parte decorre:   dal ricevimento della domanda.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, il termine entro cui deve concludersi il procedimento amministrativo iniziato d'ufficio decorre:   dall'inizio d'ufficio del procedimento.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, il termine entro cui deve concludersi il procedimento amministrativo, salvi i casi in cui sia stato già fissato per legge o per regolamento, ovvero dalle singole amministrazioni con propria determinazione, é:   di trenta giorni.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, in caso di totale o parziale accoglimento del ricorso contro determinazioni amministrative concernenti il diritto di accesso, il giudice amministrativo, sussistendone i presupposti:   ordina l'esibizione dei documenti richiesti.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, in ogni atto notificato al destinatario devono essere indicati:   il termine e l'autorità cui é possibile ricorrere.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, la attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati é subordinata:   alla predeterminazione ed alla pubblicazione da parte delle amministrazioni procedenti dei criteri e delle modalità cui le stesse devono attenersi.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, la Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi:   vigila affinché venga attuato il principio di piena conoscibilità dell'attività della pubblica amministrazione.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, la comunicazione dell'avvio del procedimento amministrativo deve contenere, fra l'altro, l'indicazione:   dell'amministrazione competente.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, la comunicazione dell'avvio del procedimento amministrativo deve contenere, fra l'altro, l'indicazione:   dell'oggetto del procedimento promosso.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, la comunicazione dell'avvio del procedimento amministrativo deve contenere, fra l'altro, l'indicazione:   dell'ufficio in cui si può prendere visione degli atti.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari a persone ed enti pubblici e privati é subordinata:   alla predeterminazione ed alla pubblicazione da parte delle amministrazioni procedenti dei criteri e delle modalità cui le stesse devono attenersi.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, la conferenza di servizi convocata per progetti di particolare complessità su richiesta dell'interessato:   si pronuncia entro trenta giorni dalla data della richiesta.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, la conferenza di servizi può essere convocata prima di presentare una istanza o un progetto definitivi:   per progetti di particolare complessità, su motivata e documentata richiesta dell'interessato.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, la conferenza di servizi, quando è convocata nelle procedure di realizzazione di opere pubbliche e di interesse pubblico:   si esprime sul progetto preliminare al fine di indicare quali siano le condizioni per ottenere, sul progetto definitivo, le intese, i pareri, le concessioni, le autorizzazioni, le licenze, i nulla osta e gli assensi, comunque denominati, richiesti dalla normativa vigente.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, la decisione del tribunale amministrativo regionale sui ricorsi contro le determinazioni amministrative concernenti il diritto di accesso ai documenti amministrativi:   é appellabile al Consiglio di Stato.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, la motivazione del provvedimento amministrativo deve indicare:   i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell'amministrazione, in relazione alle risultanze dell'istruttoria.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, la motivazione del provvedimento amministrativo non é richiesta:   per gli atti normativi e per quelli a contenuto generale.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, la richiesta di accesso ai documenti amministrativi deve essere rivolta:   all'amministrazione che ha formato il documento.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, la richiesta di accesso ai documenti amministrativi deve essere rivolta:   all'amministrazione che detiene stabilmente il documento.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, la richiesta di accesso ai documenti amministrativi:   deve essere motivata.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, l'amministrazione la quale, regolarmente convocata, abbia partecipato alla conferenza di servizi, tramite rappresentante che non ne abbia espresso definitivamente la volontà, si considera:   assenziente, se non abbia notificato all'amministrazione procedente il proprio motivato dissenso entro trenta giorni dalla data di ricezione della determinazione di conclusione del procedimento, ovvero se nello stesso termine non abbia impugnato la determinazione conclusiva della conferenza di servizi.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, l'amministrazione la quale, regolarmente convocata, non possa partecipare alla prima riunione della conferenza di servizi:   può chiedere l'effettuazione della riunione in una data diversa.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, l'amministrazione provvede a dare notizia dell'avvio del procedimento amministrativo:   mediante comunicazione personale.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, l'avvio del procedimento amministrativo, ove non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento, é comunicato:   ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale é destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per legge debbono intervenirvi.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, le amministrazioni pubbliche possono concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune anche al di fuori delle ipotesi di indizione di una conferenza di servizi:   sempre.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, le amministrazioni pubbliche, ivi comprese le aziende autonome, gli enti pubblici ed i gestori di pubblici servizi hanno facoltà di differire l'accesso ai documenti:   sino a quando la conoscenza di essi possa impedire o gravemente ostacolare lo svolgimento dell'azione amministrativa.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, le controversie in materia di formazione degli accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento amministrativo sono riservate:   alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, le disposizioni relative alla partecipazione al procedimento amministrativo di soggetti interessati non si applicano:   nei confronti dell'attività della pubblica amministrazione diretta alla emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, l'esame dei documenti amministrativi nell'esercizio del diritto di accesso:   é gratuito.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, l'omissione di taluna delle comunicazioni prescritte per la comunicazione di avvio di un procedimento amministrativo può esser fatta valere:   solo dal soggetto nel cui interesse la comunicazione é prevista.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, l'omissione di taluna delle prescritte comunicazioni di avvio del procedimento amministrativo può essere fatta valere:   solo dal soggetto nel cui interesse la comunicazione é prevista.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, nel caso in cui la conferenza di servizi sia convocata anche per l'esame contestuale di interessi coinvolti in più procedimenti amministrativi reciprocamente connessi, riguardanti medesimi attività o risultati, l'indizione della conferenza può essere richiesta:   da qualsiasi amministrazione coinvolta.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, nel caso in cui nell'ambito della conferenza di servizi, il motivato dissenso sia espresso da una amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute, la decisione:   è rimessa al Consiglio dei ministri, ove l'amministrazione procedente o quella dissenziente sia una amministrazione statale.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, nel caso in cui sia convocata per l'esame contestuale di interessi coinvolti in più procedimenti amministrativi reciprocamente connessi, riguardanti medesimi attività o risultati, la conferenza di servizi é indetta:   dalla amministrazione che cura l'interesse pubblico prevalente.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, nel caso in cui una o più amministrazioni abbiano espresso, nel corso della conferenza di servizi, il proprio motivato dissenso, l'amministrazione procedente:   deve, entro i termini perentori di legge, assumere la determinazione di conclusione positiva del procedimento amministrativo, sulla base della maggioranza delle posizioni espresse in sede di conferenza di servizi.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, nella prima riunione della conferenza di servizi le amministrazioni che vi partecipano:   determinano il termine per l'adozione della decisione conclusiva.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, nell'ambito del procedimento, l'amministrazione procedente può concludere accordi con gli interessati:   al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, nell'ambito del procedimento, l'amministrazione può, nei casi previsti dalla legge, concludere accordi con gli interessati:   in sostituzione del provvedimento finale.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, nelle ipotesi in cui l'amministrazione sia tenuta a comunicare l'avvio del procedimento amministrativo, essa, anche prima della effettuazione delle comunicazioni:   ha facoltà di adottare provvedimenti cautelari.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, ogni provvedimento amministrativo:   deve essere motivato, salvo che nelle ipotesi previste dalla legge.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, ogni provvedimento amministrativo:   deve essere motivato, salvo che nelle ipotesi previste dalla legge.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, ove il procedimento amministrativo consegua obbligatoriamente ad una istanza, la pubblica amministrazione ha il dovere di:   concluderlo mediante l'adozione di un provvedimento espresso.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, ove il procedimento amministrativo consegua obbligatoriamente ad una istanza, la pubblica amministrazione ha il dovere di:   concluderlo mediante l'adozione di un provvedimento espresso.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, ove il procedimento amministrativo debba essere iniziato d'ufficio, la pubblica amministrazione ha il dovere di:   concluderlo mediante l'adozione di un provvedimento espresso.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, qualora da un provvedimento possa derivare un pregiudizio a soggetti individuati o facilmente individuabili, diversi dai suoi diretti destinatari, e non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento:   l'amministrazione é tenuta a fornire loro notizia dell'inizio del procedimento amministrativo.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale dell'avvio del procedimento amministrativo non sia possibile o sia particolarmente gravosa, l'amministrazione provvede a rendere noti gli elementi che devono essere contenuti nella comunicazione mediante:   forme di pubblicità idonee, di volta in volta stabilite dall'amministrazione medesima.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo, l'amministrazione procedente:   di regola indice una conferenza di servizi.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, quando l'attività del privato sia subordinata ad atti di consenso, comunque denominati, di competenza di amministrazioni pubbliche diverse, la conferenza di servizi é convocata:   anche su richiesta dell'interessato, dall'amministrazione competente per l'adozione del provvedimento finale.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, responsabile del procedimento amministrativo é:   il dirigente di ciascuna unità organizzativa o altro dipendente addetto all'unità, da esso designato.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, responsabile del procedimento amministrativo é:   il dirigente di ciascuna unità organizzativa o altro dipendente addetto all'unità, da esso designato.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, se le ragioni della decisione risultano da altro atto dell'amministrazione richiamato dalla decisione stessa, insieme alla comunicazione di quest'ultima deve:   essere indicato e reso disponibile, a norma di legge, anche l'atto cui essa si richiama.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, sul ricorso contro le determinazioni amministrative concernenti il diritto di accesso a documenti amministrativi il tribunale amministrativo regionale:   decide in camera di consiglio.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, sul ricorso contro le determinazioni amministrative concernenti il diritto di accesso ai documenti amministrativi, il tribunale amministrativo regionale:   decide entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, sul ricorso contro le determinazioni amministrative concernenti il diritto di accesso ai documenti amministrativi, il tribunale amministrativo regionale:   decide uditi i difensori delle parti che ne abbiano fatto richiesta.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, tra le attribuzioni del responsabile del procedimento amministrativo rientra:   l'adozione, se competente, del provvedimento finale, ovvero la trasmissione degli atti all'organo competente per l'adozione.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, tra le attribuzioni del responsabile del procedimento amministrativo rientra:   la valutazione, ai fini istruttori, delle condizioni di ammissibilità, dei requisiti di legittimazione e dei presupposti che siano rilevanti per l'emanazione del provvedimento.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, tra le attribuzioni del responsabile del procedimento amministrativo rientra:   la cura delle comunicazioni, delle pubblicazioni e delle notificazioni previste dalle leggi e dai regolamenti.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, trascorsi inutilmente trenta giorni dalla richiesta di accesso a documenti amministrativi:   questa si intende rifiutata.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, una conferenza di servizi è sempre indetta:   quando l'amministrazione procedente debba acquisire intese, concerti, nulla osta, assensi di altre pubbliche amministrazioni e non li ottenga entro quindici giorni dall'inizio del procedimento, avendoli formalmente richiesti.
A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241, una conferenza di servizi viene indetta:   di regola qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo.
A norma della legge n. 1034 del 1971, i ricorsi contro atti o provvedimenti relativi a rapporti di concessione di beni pubblici sono devoluti:   alla competenza dei tribunali amministrativi regionali.
A norma della legge n. 1034 del 1971, in materia di rapporti di concessione di beni pubblici, le controversie concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi, sono devoluti alla cognizione:   dell'autorità giudiziaria ordinaria.
A norma dell'art. 33 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, qualora opere di ristrutturazione edilizia siano state eseguite in assenza di permesso o in totale difformità da esso, su immobili vincolati ai sensi del d. lgs. 29 ottobre 1999, n. 490:   l'amministrazione competente a vigilare sull'osservanza del vincolo, salva l'applicazione di altre misure e sanzioni previste da norme vigenti, ordina la restituzione in pristino a cura e spese del responsabile dell'abuso, indicando criteri e modalità diretti a ricostituire l'originario organismo edilizio, ed irroga una sanzione pecuniaria da cinquecentosedici a cinquemilacentosessantaquattro euro.
A norma delle legge 24 ottobre 1977, n. 801, l'adempimento dell'obbligo di fornire ai competenti organi di polizia giudiziaria le informazioni e gli elementi di prova relativi a fatti configurabili come reati, cui é tenuto il direttore del servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (SISDE), può essere ritardato:   su disposizione del Ministro dell'interno con l'esplicito consenso del Presidente del Consiglio dei ministri, nei casi previsti dalla legge.
Agli effetti del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, gli atti, i dati e i documenti trasmessi per via telematica:   si considerano, nei confronti del gestore del sistema di trasporto delle informazioni, di proprietà del mittente sino a che non sia avvenuta la consegna al destinatario.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, per autenticazione di sottoscrizione si intende:   l'attestazione, da parte di un pubblico ufficiale, che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza, previo accertamento dell'identità della persona che sottoscrive.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, per certificato si intende:   il documento rilasciato da una amministrazione pubblica avente funzione di ricognizione, riproduzione e partecipazione a terzi di stati, qualità personali e fatti contenuti in albi, elenchi o registri pubblici.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, per documento amministrativo si intende:   ogni rappresentazione, comunque formata, del contenuto di atti, anche interni, delle pubbliche amministrazioni o, comunque, utilizzati ai fini dell'attività amministrativa.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, per documento amministrativo si intende:   ogni rappresentazione, comunque formata, del contenuto di atti, anche interni, delle pubbliche amministrazioni o, comunque, utilizzati ai fini dell'attività amministrativa.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, per documento amministrativo si intende:   ogni rappresentazione, comunque formata, del contenuto di atti, anche interni, delle pubbliche amministrazioni o, comunque, utilizzati ai fini dell'attività amministrativa.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, per documento amministrativo si intende:   ogni rappresentazione, comunque formata, del contenuto di atti, anche interni, delle pubbliche amministrazioni o, comunque, utilizzati ai fini dell'attività amministrativa.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, per documento di identità elettronico si intende:   il documento analogo alla carta di identità elettronica rilasciato dal comune fino al compimento del quindicesimo anno di età.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, per documento di identità si intende:   la carta di identità ed ogni altro documento munito di fotografia rilasciato, su supporto cartaceo, magnetico o informatico da una pubblica amministrazione competente dello Stato italiano o di altri Stati, con la finalità prevalente di dimostrare l'identità personale del suo titolare.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, per documento di riconoscimento si intende:   ogni documento munito di fotografia del titolare e rilasciato, su supporto cartaceo, magnetico o informatico, da una pubblica amministrazione italiana o di altri Stati, che consenta l'identificazione personale del titolare.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, per documento d'identità si intende:   la carta di identità ed ogni altro documento munito della fotografia del titolare rilasciato, su supporto cartaceo, magnetico o informatico dall'amministrazione competente dello Stato italiano o di altri Stati, con la finalità prevalente di dimostrare l'identità personale del suo titolare.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, per documento informatico si intende:   la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, per legalizzazione di firma si intende:   l'attestazione ufficiale della legale qualità di chi ha apposto la propria firma sopra atti, certificati, copie ed estratti, nonché dell'autenticità della firma stessa.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, per legalizzazione di fotografia si intende:   l'attestazione, da parte di una pubblica amministrazione competente, che un'immagine fotografica corrisponde alla persona dell'interessato.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, s'intende per chiave biometrica:   la sequenza di codici informatici utilizzati nell'ambito di meccanismi di sicurezza che impiegano metodi di verifica dell'identità personale basati su specifiche caratteristiche fisiche dell'utente.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, s'intende per chiave privata:   l'elemento della coppia di chiavi asimmetriche destinato ad essere conosciuto soltanto dal soggetto titolare, mediante il quale si appone la firma digitale sul documento informatico.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, s'intende per chiave pubblica:   l'elemento della coppia di chiavi asimmetriche destinato ad essere reso pubblico con il quale si verifica la firma digitale apposta sul documento informatico dal titolare delle chiavi asimmetriche.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, s'intende per revoca del certificato elettronico:   l'operazione con cui il certificatore annulla la validità del certificato da un dato momento, non retroattivo, in poi.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, s'intende per sistema di validazione:   il sistema informatico e crittografico in grado di generare ed apporre la firma digitale o di verificarne la validità.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, s'intende per sospensione del certificato elettronico:   l'operazione con cui il certificatore sospende la validità del certificato per un determinato periodo di tempo.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, s'intende per validazione temporale:   il risultato della procedura informatica, con cui si attribuiscono, ad uno o più documenti informatici, una data ed un orario opponibili ai terzi.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, s'intende per validità del certificato elettronico:   l'efficacia, e l'opponibilità al titolare, dei dati in esso contenuti.
Ai fini del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, s'intendono per chiavi asimmetriche:   la coppia di chiavi crittografiche, una privata ed una pubblica, correlate fra loro, da utilizzarsi nell'ambito dei sistemi di validazione di documenti informatici.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, è da considerarsi intervento di nuova costruzione:   la installazione di torri e tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti e di ripetitori per i servizi di telecomunicazione.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, è da considerarsi intervento di nuova costruzione:   la realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, è da considerarsi intervento di nuova costruzione:   la installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, gli interventi di ristrutturazione edilizia comprendono:   il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l'eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, gli interventi di urbanizzazione primaria realizzati da soggetti diversi dal comune sono da considerarsi:   intervento di nuova costruzione.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, gli interventi di urbanizzazione secondaria realizzati da soggetti diversi dal comune sono da considerarsi:   intervento di nuova costruzione.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la costruzione di manufatti edilizi interrati è da considerarsi:   intervento di nuova costruzione.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la installazione di campers che siano utilizzati come abitazioni, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee è da considerarsi:   intervento di nuova costruzione.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la installazione di imbarcazioni che siano utilizzate come abitazioni, e che non siano dirette a soddisfare esigenze meramente temporanee è da considerarsi:   intervento di nuova costruzione.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, che siano utilizzati come abitazioni, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee è da considerarsi:   intervento di nuova costruzione.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la installazione di ripetitori per i servizi di telecomunicazione è da considerarsi:   intervento di nuova costruzione.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la installazione di roulottes che siano utilizzate come abitazioni, e che non siano dirette a soddisfare esigenze meramente temporanee è da considerarsi:   intervento di nuova costruzione.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la installazione di torri per impianti radio-ricetrasmittenti è da considerarsi:   intervento di nuova costruzione.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la installazione di tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti è da considerarsi:   intervento di nuova costruzione.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la realizzazione di impianti per attività produttive all'aperto, ove comportino l'esecuzione di lavori cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedificato, è da considerarsi:   intervento di nuova costruzione.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, la realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato è da considerarsi:   intervento di nuova costruzione.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, si intendono per interventi di manutenzione ordinaria:   gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, si intendono per interventi di manutenzione straordinaria:   le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, si intendono per interventi di restauro e di risanamento conservativo:   gli interventi edilizi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, si intendono per interventi di ristrutturazione edilizia:   gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, si intendono per interventi di ristrutturazione edilizia:   gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, sono da considerarsi interventi di nuova costruzione:   gli interventi pertinenziali che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume superiore al venti per cento del volume dell'edificio principale.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, sono da considerarsi interventi di nuova costruzione:   gli interventi pertinenziali che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume superiore al venti per cento del volume dell'edificio principale.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, sono da considerarsi interventi di nuova costruzione:   gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da soggetti diversi dal comune.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, sono da considerarsi interventi di nuova costruzione:   gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria, realizzati da soggetti diversi dal comune.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, sono da considerarsi interventi di nuova costruzione:   la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l'ampliamento di quelli esistenti all'esterno della sagoma esistente.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, sono da considerarsi interventi di nuova costruzione:   gli interventi pertinenziali che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume superiore al venti per cento del volume dell'edificio principale.
Ai fini del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, sono da considerarsi interventi di ristrutturazione urbanistica:   quelli rivolti a sostituire l'esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale.
Ai fini del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per autorità espropriante, si intende:   l'autorità amministrativa titolare del potere di espropriare e che cura il relativo procedimento, ovvero il soggetto privato, al quale sia stato attribuito tale potere, in base ad una norma.
Ai fini del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per benefìciario dell'espropriazione, si intende:   il soggetto, pubblico o privato, in cui favore è emesso il decreto di esproprio.
Ai fini del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per espropriato, si intende:   il soggetto, pubblico o privato, titolare del diritto espropriato.
Ai fini del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per promotore dell'espropriazione, si intende:   il soggetto, pubblico o privato, che chiede l'espropriazione.
Ai fini dell'applicazione del codice della strada si definisce ''strada'':   l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, gli addetti alle operazioni di trasmissione per via telematica di atti e documenti formati con strumenti informatici:   non possono prendere cognizione della corrispondenza telematica, salvo che si tratti di informazioni, per loro natura o per espressa indicazione del mittente, destinate ad essere rese pubbliche.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, gli estratti e le copie integrali degli atti di stato civile sono ammessi dai gestori o esercenti di pubblici servizi anche oltre i termini di validità:   nel caso in cui l'interessato dichiari, in fondo al documento, che le informazioni contenute nel certificato stesso non hanno subito variazioni dalla data di rilascio.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, gli estratti e le copie integrali degli atti di stato civile sono ammessi dalle pubbliche amministrazioni anche oltre i termini di validità:   nel caso in cui l'interessato dichiari, in fondo al documento, che le informazioni contenute nel certificato stesso non hanno subito variazioni dalla data di rilascio.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, i certificati anagrafici sono ammessi dai gestori di pubblici servizi anche oltre i termini di validità:   nel caso in cui l'interessato dichiari, in fondo al documento, che le informazioni contenute nel certificato stesso non hanno subito variazioni dalla data di rilascio.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, i certificati anagrafici sono ammessi dalle pubbliche amministrazioni anche oltre i termini di validità:   nel caso in cui l'interessato dichiari, in fondo al documento, che le informazioni contenute nel certificato stesso non hanno subito variazioni dalla data di rilascio.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, i certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni attestanti stati, qualità personali e fatti non soggetti a modificazioni:   hanno validità illimitata.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, i dati relativi a cognome e nome attestati in documenti d'identità o di riconoscimento in corso di validità possono essere comprovati:   mediante esibizione dei documenti medesimi.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, i dati relativi a luogo e data di nascita attestati in documenti d'identità o di riconoscimento in corso di validità possono essere comprovati:   mediante esibizione dei documenti medesimi.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, i dati relativi alla cittadinanza attestati in documenti d'identità o di riconoscimento in corso di validità possono essere comprovati:   mediante esibizione dei documenti medesimi.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, i dati relativi alla residenza attestati in documenti d'identità o di riconoscimento in corso di validità possono essere comprovati:   mediante esibizione dei documenti medesimi.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, i dati relativi allo stato civile attestati in documenti d'identità o di riconoscimento in corso di validità possono essere comprovati:   mediante esibizione dei documenti medesimi.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, i documenti trasmessi da chiunque ad una pubblica amministrazione tramite fax, o con altro mezzo informatico o telematico idoneo ad accertarne la fonte di provenienza:   soddisfano il requisito della forma scritta, e la loro trasmissione non deve essere seguita da quella del documento originale.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, i gestori o esercenti di pubblici servizi, nel caso in cui all'atto della presentazione di un'istanza sia richiesta l'esibizione di un documento di identità o di riconoscimento:   non possono richiedere certificati attestanti stati o fatti contenuti nel documento esibito.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, il documento informatico trasmesso per via telematica:   si intende inviato e pervenuto al destinatario, se trasmesso all'indirizzo elettronico da questi dichiarato.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, la dichiarazione nell'interesse di chi si trovi in una situazione di impedimento temporaneo, per ragioni connesse allo stato di salute:   è sostituita dalla dichiarazione contenente espressa indicazione dell'esistenza di un impedimento, resa, fra gli altri, dal coniuge, o, in sua assenza, dai figli, al pubblico ufficiale.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, la sottoscrizione delle domande per la partecipazione a selezioni per l'assunzione, a qualsiasi titolo, in tutte le pubbliche amministrazioni:   non è soggetta ad autenticazione.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, la sottoscrizione delle domande per la partecipazione ad esami per il conseguimento di abilitazioni, diplomi o titoli culturali:   non è soggetta ad autenticazione.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, la trasmissione del documento informatico per via telematica, con modalità che assicurino l'avvenuta consegna:   equivale alla notificazione per mezzo della posta nei casi consentiti dalla legge.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, le amministrazioni pubbliche, nel caso in cui all'atto della presentazione di un'istanza sia richiesta l'esibizione di un documento di identità o di riconoscimento:   non possono richiedere certificati attestanti stati o fatti contenuti nel documento esibito.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, le certificazioni dello stato civile sono ammesse dagli esercenti di pubblici servizi anche oltre i termini di validità:   nel caso in cui l'interessato dichiari, in fondo al documento, che le informazioni contenute nel certificato stesso non hanno subito variazioni dalla data di rilascio.
Ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, le certificazioni dello stato civile sono a