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Elenco in ordine alfabetico delle domande di Economia politica

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Sebbene la Banca Centrale scelga il tasso di interesse nominale, essa si concentra sul tasso di interesse reale, perché è questo il tasso che influenza le decisioni di spesa. Il tasso di interesse reale conseguito dalla Banca Centrale:   Non può scendere al di sotto dell'opposto dell'inflazione attesa.
Secondo la curva di Phillips (modello IS-LM-PC), quando la disoccupazione è al di sotto del suo livello naturale, l'inflazione:   È maggiore delle aspettative.
Secondo la curva di Phillips accelerata, cosa accadrebbe al tasso di inflazione se il governo implementasse una politica volta a ridurre il tasso di disoccupazione al di sotto del tasso di disoccupazione NAIRU?   Il tasso di inflazione crescerebbe ad un tasso costante.
Secondo la regola di Taylor, quando l'inflazione aumenta sopra il tasso d'inflazione obiettivo, la banca centrale deve:   Aumentare il tasso d'interesse reale.
Secondo l'equazione di comportamento dell'investimento:   Esso aumenta all'aumentare del reddito aggregato.
Si completi correttamente la seguente affermazione sulla teoria della domanda ad angolo. "É la teoria secondo la quale gli oligopolisti si confrontano con una curva di domanda ad angolo in corrispondenza del prezzo corrente e con una domanda nettamente (...) elastica nel tratto della curva corrispondente a valori del prezzo (...) al livello corrente. La curva di domanda ad angolo crea una situazione di (...) dei prezzi".   (più) (superiori) (stabilità).
Si completi correttamente la seguente affermazione: "La concorrenza monopolistica (...) caratterizzata da libertà d'ingresso nel settore e dalla presenza di un numero piuttosto (...) d'imprese che operano in maniera (...), ciascuna delle quali - producendo beni e servizi (...) - è tuttavia dotata di un certo potere di mercato".   (è) (elevato) (indipendente) (differenziati).
Si completi correttamente la seguente affermazione: "Le imprese in concorrenza monopolistica potrebbero beneficiare di (...) economie di scala e destinare meno fondi alla ricerca e sviluppo rispetto (...), ma le pressioni competitive potrebbero tenere i prezzi (...) rispetto al monopolio".   (minori) (ai monopolisti) (più bassi).
Si completi correttamente la seguente affermazione: "Nel (...) periodo le imprese in concorrenza monopolistica presentano capacità eccedente. La curva di domanda, avendo pendenza (...), (...) essere tangente alla curva dei costi medi di lungo periodo nel punto di (...) della curva stessa. Le imprese potrebbero dunque produrre (...) ha un costo medio (...)".   (lungo) (negativa) (non può) (minimo) (di più) (inferiore).
Si completi correttamente la seguente affermazione: "Nel breve periodo le imprese in concorrenza monopolistica (...) realizzare profitti super normali; nel lungo periodo i profitti (...) al livello normale. L'equilibrio di lungo periodo della singola impresa si trova nel punto di tangenza tra la curva di domanda, con pendenza (...), e la curva di costo (...) di lungo periodo".   (possono) (scendono) (negativa) (medio).
Si completi correttamente la seguente: "Gli (...) sono individui che acquistano o vendono materie prime o attività finanziarie con l'intenzione di realizzare un profitto dalla vendita o dal riacquisto delle stesse a una data (...) e a un prezzo più alto o più basso".   (speculatori) (futura).
Si completi correttamente la seguente: "Il modello della concorrenza perfetta si basa su quattro ipotesi fondamentali: numero molto (...) di imprese, (...) libertà di ingresso nel settore, produzione di un bene (...) e perfetta conoscenza del prodotto e del suo mercato, da parte sia dei produttori che dei consumatori".   (elevato) (completa) (omogeneo).
Si completi correttamente la seguente: "La principale determinante dell'elasticità incrociata della domanda al prezzo è la prossimità dei beni sostituti o complementari: quanto (....) è la prossimità, tanto (....) sarà l'effetto, sul primo bene, di una variazione del prezzo del bene sostituto o complementare e, di conseguenza, tanto (....) sarà l'elasticità incrociata in valore assoluto".   (maggiore) (più forte) (più elevata).
Si completi correttamente la seguente: "Se B è un bene (....) di A, la quantità domandata di A (....) all'aumentare del prezzo di B e quindi al diminuire della quantità domandata di quest'ultimo, in questo caso l'elasticità incrociata è un numero (....)".   (complementare) (diminuisce) (negativo).
Si completi correttamente la seguente: "Se B è un bene (....) di A, la quantità domandata di A (....) con l'aumentare del prezzo di B, in questo caso l'elasticità incrociata è un numero (....)".   (sostituto) (aumenta) (positivo).
Si completi correttamente la seguente: "Una delle possibili applicazioni del concetto di elasticità incrociata della domanda al prezzo si ha nel campo del commercio internazionale e della bilancia dei pagamenti. Per stabilire in che modo una variazione del prezzo dei beni di produzione interna influisce sulla domanda di beni importati, occorre esaminare l'elasticità incrociata della domanda al prezzo di questi ultimi: se l'elasticità è (...) (perché i beni importati sono (...) dei beni di produzione interna) e se, nel paese i prezzi aumentano a causa dell'inflazione, la domanda di importazioni aumenterà in maniera sostanziale, provocando un (...) nella bilancia dei pagamenti".   (elevata) (stretti sostituti) (deterioramento).
Si completi la seguente affermazione circa le componenti del PIL: (______) è l'acquisto di beni e servizi da parte dei consumatori e rappresenta la maggiore componente della domanda.   Il consumo C.
Si completi la seguente affermazione circa le componenti del PIL: La spesa pubblica (G) è l'acquisto di (______) da parte (______).   (beni e servizi); (dello Stato e degli enti pubblici).
Si consideri il sussidio di disoccupazione, un trasferimento monetario versato ai lavoratori che hanno perso il proprio lavoro. Una diminuzione di tale sussidio:   Provocherà una diminuzione dei salari nominali, dato che i lavoratori sono disposti ad accettare salari più bassi pur di evitare la disoccupazione.
Si consideri un'impresa che presenta una curva di domanda di breve periodo in cui il prezzo è funzione decrescente del livello di produzione. È possibile affermare che tale impresa opera in regime di concorrenza perfetta?   No. Dato che il prezzo è una funzione decrescente del livello di produzione, non può trattarsi di un'impresa che opera in un regime di concorrenza perfetta.
Si forniscono di seguito le definizioni di alcuni termini chiave del dibattito macroeconomico su progresso tecnologico e crescita: 1. Funzione di produzione aggregata: relazione tra la quantità di prodotto aggregato e la quantità di fattori produttivi utilizzati. 2. Stato della tecnologia: grado di sviluppo tecnologico raggiunto in un'industria o in un Paese. 3. Accumulazione di capitale: accumulazione della variabile di flusso rappresentante di capitale. 4. Progresso tecnologico: miglioramento dello stato della tecnologia. 5. Tasso di risparmio: proporzione di reddito risparmiato in un'economia. Sono tutte corrette?   No. La 3. non è corretta.
Si indichi con 1. il numero di persone che hanno un lavoro, con 2. numero di persone che non hanno un lavoro, con 3. il numero di persone che non hanno un lavoro, ma lo stanno cercando. Le forze di lavoro sono:   1. + 3.
Si individui l'affermazione errata.   In un mercato dei beni in economia aperta, un disavanzo commerciale corrisponde a un eccesso di risparmio sull'investimento; un avanzo commerciale corrisponde a un eccesso dell'investimento sul risparmio.
Si individui l'affermazione errata. La domanda di moneta:   Dipende esclusivamente dal tasso di interesse che pagano i titoli.
Si individui l'affermazione errata. La domanda di moneta:   Dipende esclusivamente dal livello totale delle transazioni nell'economia.
Si individui l'affermazione errata: 1. In macroeconomia produzione aggregata e reddito aggregato sono per definizione differenti. 2. In macroeconomia il PIL è la misura della produzione aggregata. 3. In macroeconomia possiamo pensare al PIL sia dal lato della produzione sia dal lato del reddito. 4. In macroeconomia il PIL è la somma dei redditi percepiti nell'economia in un dato periodo di tempo.   Quella contrassegnata col nr. 1.
Si ipotizzi che la produzione effettiva sia superiore alla produzione potenziale. Nel medio periodo la Banca Centrale:   Aumenta il tasso di policy per riportare la produzione al suo livello potenziale.
Si ipotizzi che la produzione sia al suo livello potenziale e che il governo intraprenda una espansione fiscale. Nel breve periodo:   Sia l'inflazione sia la produzione aumentano.
Si ipotizzi che la produzione sia al suo livello potenziale e che il governo intraprenda una espansione fiscale. Nel medio periodo:   La Banca Centrale aumenta il suo tasso di policy per riportare la produzione al suo livello potenziale e stabilizzare l'inflazione.
Si ipotizzi uno scenario di mercato caratterizzato da concorrenza imperfetta, si leggano poi le seguenti affermazioni. *La collusione risulterà più fattibile il settore è in declino. *Le imprese riusciranno più agevolmente a colludere se producono prodotti simili e possono quindi raggiungere più facilmente un accordo sui prezzi.   Solo la seconda è vera.
Si ipotizzi uno scenario di mercato caratterizzato da concorrenza imperfetta, si leggano poi le seguenti affermazioni. *La collusione risulterà più fattibile se i costi di produzione del settore sono soggetti ad ampie fluttuazioni. *Le imprese riusciranno più agevolmente a colludere se hanno metodi di produzione e costi medi simili, e ed è quindi probabile che vogliano modificare i prezzi contemporaneamente e della stessa percentuale.   Solo la seconda è vera.
Si ipotizzi uno scenario di mercato caratterizzato da concorrenza imperfetta, si leggano poi le seguenti affermazioni. *La collusione risulterà più fattibile se il mercato non è stabile. *Le imprese riusciranno più agevolmente a colludere se esistono significative barriere all'entrata, quindi le imprese operanti nel settore non temono l'ingresso di nuovi concorrenti.   Solo la seconda è vera.
Si ipotizzi uno scenario di mercato caratterizzato da concorrenza imperfetta, si leggano poi le seguenti affermazioni. *La collusione risulterà più fattibile se le imprese nascondono ai concorrenti i costi e i metodi di produzione. *Le imprese riusciranno più agevolmente a colludere se nel settore è presente un'impresa dominante.   Solo la seconda è vera.
Si ipotizzi uno scenario di mercato caratterizzato da concorrenza imperfetta, si leggano poi le seguenti affermazioni. *La collusione risulterà più fattibile se le imprese nascondono ai concorrenti i costi e i metodi di produzione. *Le imprese riusciranno più agevolmente a colludere se nel settore è presente un'impresa dominante.   Solo la seconda è vera.
Si ipotizzi uno scenario di mercato caratterizzato da concorrenza imperfetta, si leggano poi le seguenti affermazioni. *La collusione sarà tanto più facile quanto più le imprese operanti nel settore temeranno l'ingresso di nuovi concorrenti. *La collusione è tanto meno probabile quanto le imprese si identificano chiaramente le une con le altre o con un leader.   Esse sono entrambe false.
Si ipotizzi uno scenario di mercato caratterizzato da concorrenza imperfetta, si leggano poi le seguenti affermazioni. *Le imprese riusciranno più agevolmente a colludere se il governo non adotta misure per tenere a freno la collusione. *Le imprese riusciranno più agevolmente a colludere se hanno metodi di produzione e costi medi dissimili.   Solo la prima è vera.
Si ipotizzi uno scenario di mercato caratterizzato da concorrenza imperfetta, si leggano poi le seguenti affermazioni. *Le imprese riusciranno più agevolmente a colludere se il mercato è stabile. *La collusione risulterà più fattibile se la domanda è soggetta ad ampie fluttuazioni.   Solo la prima è vera.
Si ipotizzi uno scenario di mercato caratterizzato da concorrenza imperfetta, si leggano poi le seguenti affermazioni. *Le imprese riusciranno più agevolmente a colludere se la situazione del mercato non è stabile. *La collusione risulterà più fattibile se nel settore operano poche imprese e ognuna di esse ha scarsa conoscenza delle concorrenti.   Esse sono entrambe false.
Si ipotizzi uno scenario di mercato caratterizzato da concorrenza imperfetta, si leggano poi le seguenti affermazioni. *Le imprese riusciranno più agevolmente a colludere se nel settore operano molte imprese che hanno scarsa conoscenza dei concorrenti. *Le imprese riusciranno più agevolmente a colludere se non nascondono ai concorrenti i costi e i metodi di produzione.   Solo la seconda è vera.
Si ipotizzi uno scenario di mercato caratterizzato da concorrenza imperfetta, si leggano poi le seguenti affermazioni. *Le imprese riusciranno più agevolmente a colludere se producono prodotti molto differenti. *Le imprese riusciranno più agevolmente a colludere se nel settore non è presente un'impresa dominante.   Esse sono entrambe false.
Si legano le seguenti affermazioni circa i modi in cui può manifestarsi il progresso tecnologico. 1 Può consentire di realizzare prodotti migliori. 2. Riduce il numero di lavoratori necessari per ottenere una data quantità di prodotto.   Esse sono entrambe vere.
Si legano le seguenti affermazioni circa i modi in cui può manifestarsi il progresso tecnologico. 1. Può generare una maggiore produzione a parità di capitale e lavoro. 2. Aumenta il prodotto ottenibile con un dato numero di lavoratori.   Esse sono entrambe vere.
Si legano le seguenti affermazioni circa i modi in cui può manifestarsi il progresso tecnologico. 1. Può portare alla realizzazione di nuovi prodotti. 2. Può ampliare la gamma dei prodotti disponibili.   Esse sono entrambe vere.
Si leggano le due seguenti affermazioni: 1. In presenza di indicizzazione salariale un aumento dei prezzi provoca un aumento dei salari nel corso dello stesso anno. 2. In presenza di indicizzazione salariale una proporzione dei contratti di lavoro viene fissata in base all'inflazione attesa. Esse sono:   Entrambe vere.
Si leggano le seguenti affermazioni circa la forma e le caratteristiche della funzione di produzione nel breve periodo: 1. Non può mai, per definizione, presentare un tratto decrescente. 2. È rappresentata graficamente da una curva passante per l'origine.   È corretta solo quella contrassegnata con il nr. 2.
Si leggano le seguenti affermazioni circa la forma e le caratteristiche della funzione di produzione nel breve periodo: 1. Oltre ad un determinato punto, all'aumentare della quantità del fattore di produzione variabile, aumenta a un tasso decrescente. 2. La curva passa per l'origine, in altre parole se non è utilizzata alcuna quantità di fattore di produzione variabile, non si ottiene alcun prodotto.   Entrambe sono corrette.
Si leggano le seguenti affermazioni circa la forma e le caratteristiche della funzione di produzione nel breve periodo: 1. Oltre ad un determinato punto, all'aumentare della quantità del fattore di produzione variabile essa aumenta a un tasso crescente. 2. La curva non passa per l'origine.   Nessuna delle due è corretta.
Si leggano le seguenti affermazioni circa la forma e le caratteristiche della funzione di produzione nel breve periodo: 1. Quantità crescenti del fattore di produzione variabile in una prima fase la fanno aumentare a un tasso crescente. 2. Non può mai diminuire anche quando le unità del fattore di produzione variabile superano un certo livello.   È corretta solo quella contrassegnata con il nr. 1.
Si leggano le seguenti affermazioni circa la terminologia di base utilizzata nei mercati finanziari. 1. Esistono anche titoli indicizzati, che promettono pagamenti corretti per l'inflazione. 2. Il rapporto tra l'importo delle cedole e il valore facciale si chiama semplicemente tasso della cedola.   Esse sono entrambe vere.
Si leggano le seguenti affermazioni circa la terminologia di base utilizzata nei mercati finanziari. 1. I pagamenti prima della maturità prendono il nome di cedole. 2. I Buoni ordinari del tesoro (Bot) e i Certificati del tesoro zero coupon (Ctz) sono titoli a breve termine (con scadenza fino a 12 mesi i primi e pari a 24 mesi i secondi) e senza cedola.   Esse sono entrambe vere.
Si leggano le seguenti affermazioni circa la terminologia di base utilizzata nei mercati finanziari. 1. I titoli che promettono un unico pagamento alla scadenza sono anche detti titoli senza cedola (in inglese, zero-coupon bonds). 2. Il rimborso finale è chiamato valore facciale del titolo.   Esse sono entrambe vere.
Si leggano le seguenti affermazioni circa la terminologia di base utilizzata nei mercati finanziari. 1. I titoli che promettono un unico pagamento alla scadenza sono chiamati titoli di puro sconto (in inglese, discount bonds). 2. Il rendimento alla scadenza di un titolo è una sorta di tasso di interesse medio pagato dal titolo nel corso della sua vita.   Esse sono entrambe vere.
Si leggano le seguenti affermazioni circa la terminologia di base utilizzata nei mercati finanziari. 1. I titoli possono essere emessi solo dalle società per finanziare i loro investimenti. 2. La differenza fra il tasso di interesse pagato da un titolo e il tasso di interesse pagato dal titolo con il rating più elevato è chiamata premio per il rischio.   La prima è falsa.
Si leggano le seguenti affermazioni circa la terminologia di base utilizzata nei mercati finanziari. 1. I titoli sono valutati in base al loro rischio di insolvenza da imprese private, tra cui: la Standard and Poor's Corporation (S&P) e la Moody's Investors Service. 2. Se emessi dalle società, i titoli prendono il nome di obbligazioni societarie, oppure di titoli emessi dalle imprese (in inglese, corporate bonds).   Esse sono entrambe vere.
Si leggano le seguenti affermazioni circa la terminologia di base utilizzata nei mercati finanziari. 1. Il governo degli Stati Uniti emette tre tipologie di titoli. La prima consiste in titoli senza cedola con durata fino a 12 mesi, che prendono il nome di Treasury Bills (T-Bills). La seconda consiste in titoli con cedola con durata da 1 anno a 10 anni, che prendono il nome di Treasury Notes (T-Notes). Infine, la terza tipologia è quella di titoli con cedola con durata superiore a 10 anni, chiamati Treasury Bonds (T-Bonds). 2. In genere, titoli con una vita più lunga sono più rischiosi e richiedono un premio aggiuntivo per il rischio, chiamato premio al rischio per la scadenza.   Esse sono entrambe vere.
Si leggano le seguenti affermazioni circa la terminologia di base utilizzata nei mercati finanziari. 1. Il governo italiano, attraverso il Ministero dello Sviluppo Economico, emette diverse tipologie di titoli, che possono essere acquistate sia da investitori privati che da investitori istituzionali. 2.I titoli di Stato sono tipicamente nominali: essi promettono una serie di pagamenti nominali - cioè in termini di valuta nazionale - fissi.   La prima è falsa.
Si leggano le seguenti affermazioni circa la terminologia di base utilizzata nei mercati finanziari. 1. Il rating dei titoli da parte della Moody va da AAA per i titoli con alto rischio di insolvenza, come i titoli di Stato tedeschi, a C per i titoli senza rischio di insolvenza. 2. I titoli ad alto rischio sono chiamati titoli spazzatura (dall'inglese, junk bonds).   La prima è falsa.
Si leggano le seguenti affermazioni circa la terminologia di base utilizzata nei mercati finanziari. 1. Il rendimento corrente è il rapporto tra l'importo delle cedole e il prezzo del titolo. 2. La vita di un titolo è il periodo di tempo che il titolo impiega per giungere a scadenza.   Esse sono entrambe vere.
Si leggano le seguenti affermazioni circa la terminologia di base utilizzata nei mercati finanziari. 1. Un rating minore generalmente comporta che il titolo debba pagare un minore tasso di interesse. 2. I titoli che promettono pagamenti multipli prima della scadenza e un rimborso alla scadenza sono chiamati titoli con cedola.   La prima è falsa.
Si leggano le seguenti affermazioni circa la terminologia di base utilizzata nei mercati finanziari. 1. Vengono emessi con cedola a medio - lungo termine: i Certificati di credito del tesoro (Cct/Ccteu) e i Buoni del tesoro poliennali (Btp). 2. Il pagamento alla scadenza è chiamato valore facciale del titolo.   Esse sono entrambe vere.
Si leggano le seguenti affermazioni circa l'elasticità della domanda al reddito, i beni normali e i beni inferiori. 1. I beni come borsette firmate e le vacanze all'estero hanno una elevata elasticità della domanda al reddito. 2. La formula dell'elasticità della domanda al reddito è: la variazione proporzionale del reddito divisa per la variazione proporzionale della quantità domandata.   È corretta solo quella contrassegnata con il nr. 1.
Si leggano le seguenti affermazioni circa l'elasticità della domanda al reddito, i beni normali e i beni inferiori. 1. I beni inferiori sono beni la cui quantità domandata cresce all'aumentare del reddito. 2. L'elasticità della domanda al reddito consente di prevedere di quanto si sposterà la curva di domanda a seguito di una data variazione del reddito.   È corretta solo quella contrassegnata con il nr. 2.
Si leggano le seguenti affermazioni circa l'elasticità della domanda al reddito, i beni normali e i beni inferiori. 1. I beni inferiori sono quei beni considerati indispensabili e quindi del tutto insensibili a variazioni di prezzo. 2. I beni voluttuari hanno una elevata elasticità della domanda al reddito.   È corretta solo quella contrassegnata con il nr. 2.
Si leggano le seguenti affermazioni circa l'elasticità della domanda al reddito, i beni normali e i beni inferiori. 1. I beni inferiori sono quei beni considerati indispensabili e quindi del tutto insensibili a variazioni di prezzo. 2.I beni normali sono caratterizzati da elasticità della domanda al reddito positiva, che risulta minore per i beni di lusso rispetto ai beni di prima necessità.   Nessuna delle due è corretta.
Si leggano le seguenti affermazioni circa l'elasticità della domanda al reddito, i beni normali e i beni inferiori. 1. I beni inferiori sono solo quei beni per i quali l'effetto totale di un incremento di prezzo si traduce in un aumento, anziché in una riduzione, della quantità domandata. 2. L'elasticità della domanda al reddito misura la reattività della domanda a una variazione del reddito dei consumatori.   È corretta solo quella contrassegnata con il nr. 2.
Si leggano le seguenti affermazioni circa l'elasticità della domanda al reddito, i beni normali e i beni inferiori. 1. I beni inferiori sono tutti i beni per i quali l'effetto totale di un incremento di prezzo si traduce in una riduzione della quantità domandata. 2. I beni necessari sono di norma caratterizzati da una bassa elasticità (positiva) della domanda al reddito.   È corretta solo quella contrassegnata con il nr. 2.
Si leggano le seguenti affermazioni circa l'elasticità della domanda al reddito, i beni normali e i beni inferiori. 1. La formula dell'elasticità della domanda al reddito è: la variazione percentuale della quantità domandata divisa per la variazione percentuale del reddito. 2. I beni inferiori sono beni la cui quantità domandata diminuisce all'aumentare del reddito.   Entrambe sono corrette.
Si leggano le seguenti affermazioni circa l'elasticità della domanda al reddito, i beni normali e i beni inferiori. 1. La principale determinante della elasticità della domanda al reddito è il grado di necessità di un bene. 2. I beni normali hanno un elasticità della domanda al reddito positiva.   Entrambe sono corrette.
Si leggano le seguenti affermazioni circa l'elasticità della domanda al reddito, i beni normali e i beni inferiori. 1. Tipicamente i beni come la verdura o le calze sono caratterizzati da una bassa elasticità (positiva) della domanda al reddito. 2. I beni inferiori sono caratterizzati da un elasticità della domanda al reddito negativa.   Entrambe sono corrette.
Si leggano le seguenti affermazioni inerenti al vocabolario essenziale dei titoli. 1. I titoli emessi dal governo sono chiamati titoli di Stato (in inglese, government bonds). 2. I titoli possono essere emessi solo dal governo per finanziare il suo disavanzo.   Solo la prima è vera.
Si leggano le seguenti affermazioni riguardo alle varie tipologie di costo di breve periodo dell'impresa. 1. Il punto di minimo della curva dei costi medi variabili si trova in corrispondenza di un livello di produzione inferiore rispetto a quello che corrisponde al minimo della curva dei costi medi totali. 2. I costi medi fissi sono molto bassi quando la produzione è bassa e tendono a infinito al crescere della produzione.   È corretta solo quella contrassegnata con il nr. 1.
Si leggano le seguenti affermazioni riguardo alle varie tipologie di costo di breve periodo dell'impresa. 1. La funzione di costo marginale non interseca mai le curve di costo medio totale e di costo medio variabile. 2. Le funzioni di costo medio totale, di costo medio variabile e di costo marginale hanno una forma a "U" rovesciata.   Nessuna delle due è corretta.
Si leggano le seguenti affermazioni riguardo alle varie tipologie di costo di breve periodo dell'impresa. 1. Per bassi livelli produttivi la distanza verticale tra le funzioni di costo medio totale e di costo medio variabile è bassa mentre diventa sempre più elevata al crescere della produzione. 2. La curva dei costi medi fissi presenta un andamento decrescente per tutti i valori della produzione.   È corretta solo quella contrassegnata con il nr. 2.
Si leggano le seguenti affermazioni: 1) il PIL reale è una misura della produzione aggregata; 2) il PIL reale è uguale alla somma delle quantità di beni finali prodotti nell'economia valutati al loro prezzo corrente; 3) le variazioni al PIL reale riflettono sia cambiamenti nei prezzi che nelle quantità; 4) Il PIL reale è anche chiamato PIL a valori o a prezzi correnti.   Solo l'affermazione contrassegnata con il numero 1) è corretta.
Si leggano le seguenti affermazioni: 1) le variazioni al PIL nominale riflettono sia cambiamenti nei prezzi che nelle quantità; 2) il PIL nominale è una misura della produzione aggregata; 3) le variazioni al PIL nominale riflettono soltanto cambiamenti nelle quantità prodotte, non nei prezzi, 4) il PIL nominale è anche chiamato PIL a prezzi costanti, PIL in termini di beni, PIL aggiustato per l'inflazione.   Solo l'affermazione contrassegnata con il numero 1) è corretta.
Si leggano le seguenti affermazioni: 1. Ceteris paribus, di norma un incremento della domanda di mercato conduce sempre a un incremento sia del prezzo di equilibrio sia della quantità di equilibrio. 2. In generale e a parità di altre condizioni, una riduzione della domanda di mercato conduce sempre a una riduzione sia del prezzo di equilibrio sia della quantità di equilibrio. 3. A parità delle altre condizioni, di norma un incremento dell'offerta di mercato non conduce sempre a una riduzione del prezzo di equilibrio e a un incremento della quantità di equilibrio. 4. Supponendo immutate le altre condizioni, solitamente una riduzione dell'offerta di mercato conduce sempre a un incremento del prezzo di equilibrio e a una riduzione della quantità di equilibrio. Esse sono tutte vere?   No, sono vere solo le affermazioni 1, 2 e 4.
Si leggano le seguenti affermazioni: 1. Ceteris paribus, di norma un incremento della domanda di mercato conduce sempre a un incremento sia del prezzo di equilibrio sia della quantità di equilibrio. 2. In generale e a parità di altre condizioni, una riduzione della domanda di mercato non conduce sempre a una riduzione sia del prezzo di equilibrio sia della quantità di equilibrio. 3. A parità delle altre condizioni, di norma un incremento dell'offerta di mercato conduce sempre a una riduzione del prezzo di equilibrio e a un incremento della quantità di equilibrio. 4. Supponendo immutate le altre condizioni, solitamente una riduzione dell'offerta di mercato conduce sempre a un incremento del prezzo di equilibrio e a una riduzione della quantità di equilibrio. Esse sono tutte vere?   No, sono vere solo le affermazioni 1, 3 e 4.
Si leggano le seguenti affermazioni: 1. Ceteris paribus, di norma un incremento della domanda di mercato conduce sempre a un incremento sia del prezzo di equilibrio sia della quantità di equilibrio. 2. In generale e a parità di altre condizioni, una riduzione della domanda di mercato conduce sempre a una riduzione sia del prezzo di equilibrio sia della quantità di equilibrio. 3. A parità delle altre condizioni, di norma un incremento dell'offerta di mercato conduce sempre a una riduzione del prezzo di equilibrio e a un incremento della quantità di equilibrio. 4. Supponendo immutate le altre condizioni, solitamente una riduzione dell'offerta di mercato conduce sempre a un incremento del prezzo di equilibrio e a una riduzione della quantità di equilibrio. Tali affermazioni sono vere?   Sì, sono tutte vere.
Si leggano le seguenti affermazioni: 1. Ceteris paribus, di norma un incremento della domanda di mercato non conduce sempre a un incremento sia del prezzo di equilibrio sia della quantità di equilibrio. 2. In generale e a parità di altre condizioni, una riduzione della domanda di mercato conduce sempre a una riduzione sia del prezzo di equilibrio sia della quantità di equilibrio. 3. A parità delle altre condizioni, di norma un incremento dell'offerta di mercato conduce sempre a una riduzione del prezzo di equilibrio e a un incremento della quantità di equilibrio. 4. Supponendo immutate le altre condizioni, solitamente una riduzione dell'offerta di mercato conduce sempre a un incremento del prezzo di equilibrio e a una riduzione della quantità di equilibrio. Esse sono tutte vere?   No, sono vere solo le affermazioni 2, 3 e 4.
Si leggano le seguenti affermazioni: 1. Ceteris paribus, di norma, una riduzione della domanda di mercato non conduce sempre a una riduzione sia del prezzo di equilibrio sia della quantità di equilibrio. 2. In generale e a parità di altre condizioni, una riduzione dell'offerta di mercato non conduce sempre a un incremento del prezzo di equilibrio e a una riduzione della quantità di equilibrio. Esse sono entrambe vere?   No.
Si leggano le seguenti affermazioni: 1. Ceteris paribus, di norma, una riduzione della domanda di mercato non conduce sempre a una riduzione sia del prezzo di equilibrio sia della quantità di equilibrio. 2. In generale e a parità di altre condizioni, un incremento dell'offerta di mercato conduce sempre a una riduzione del prezzo di equilibrio e a un incremento della quantità di equilibrio. Le proposizioni riportate sono entrambe vere?   No, è vera solo l'affermazione 2.
Si leggano le seguenti affermazioni: 1. Gli economisti si preoccupano dell'inflazione perché l'inflazione crea distorsioni. 1. Gli economisti si preoccupano dell'inflazione perché l'inflazione aumenta il clima di incertezza.   Entrambe sono vere.
Si leggano le seguenti affermazioni: 1. In una spirale deflazionistica la produzione è al di sotto del suo livello potenziale. 2. L'inflazione è in diminuzione facendo così aumentare il tasso di interesse reale. 3. L'inflazione è in diminuzione facendo così diminuire il tasso di interesse reale. Quale/i è/sono vere?   La 1. e la 2.
Si leggano le seguenti affermazioni: 1. Un miglioramento dello stato della tecnologia permette di produrre di più con la stessa quantità di fattori di produzione. 2. Un miglioramento dello stato della tecnologia sposta verso l'alto la funzione di produzione. 3. Un miglioramento dello stato della tecnologia sposta verso il basso la funzione di produzione.   Sono vere la 1. e la 2.
Si leggano le seguenti definizioni di PIL: 1) è il valore dei beni e dei servizi finali prodotti nell'economia in un dato periodo di tempo. 2) è la somma del valore aggiunto nell'economia in un dato periodo di tempo. 3) è la somma dei redditi dell'economia in un dato periodo di tempo.   Le tre definizioni sono tutte corrette.
Siano: occupati = O; disoccupati= D; forza lavoro = FL; non forza lavoro = NFL; il tasso di disoccupazione è:   D / FL.
Siano: occupati = O; disoccupati= D; forza lavoro = FL; non forza lavoro = NFL; il tasso di partecipazione è:   FL / (FL + NFL).
Siano: occupati = O; disoccupati= D; forza lavoro = FL; non forza lavoro = NFL; la forza lavoro è:   O + D.
Sinonimo di sofferenze bancarie:   Crediti deteriorati.
Situazione in cui ciascun bene è prodotto al costo minimo e gli individui e le imprese ottengono il massimo beneficio dalle proprie risorse.   Efficienza economica.
Situazione in cui gli oligopolisti non hanno alcun accordo tra loro:   Oligopolio non collusivo.
Situazione in cui gli oligopolisti si accordano formalmente o informalmente per porre un freno alla concorrenza reciproca stabilendo contingenti di produzione, fissando i prezzi, limitando la promozione e lo sviluppo di prodotti e acconsentendo a non sottrarsi il mercato a vicenda:   Oligopolio collusivo.
Situazione in cui gli oligopolisti si premurano di non tagliare i prezzi, fare troppa pubblicità o intraprendere altre forme di concorrenza; potrebbe essere basata su regole di comportamento non scritte, come la leadership di prezzo:   Collusione tacita.
Situazione in cui i costi medi di lungo periodo in regime di monopolio sono inferiori a quelli che si avrebbero in presenza di due o più concorrenti:   Monopolio naturale.
Situazione in cui il governo limita per legge la quantità di un bene che le persone possono acquistare:   Razionamento.
Situazione in cui la combinazione esistente di beni prodotti e venduti assicura la massima soddisfazione a ogni consumatore, dato il livello di reddito di ognuno:   Efficienza allocativa.
Situazione in cui le azioni degli speculatori tendono a causare proprio l'effetto che essi avevano previsto:   Speculazione autorealizzantesi.
Situazione in cui le azioni degli speculatori tendono a ridurre l'ampiezza delle fluttuazioni dei prezzi.   Speculazione stabilizzante.
Situazione in cui le azioni degli speculatori tendono ad ampliare le fluttuazioni dei prezzi.   Speculazione destabilizzante.
Situazione in cui le decisioni di un'impresa in un mercato non hanno un effetto significativo sulle curve di domanda fronteggiate dai concorrenti:   Indipendenza delle imprese in un mercato.
Situazione in cui le imprese producono la massima quantità per un dato livello di fattori di produzione, o producono una data quantità minimizzando i costi:   Efficienza produttiva.
Situazione in cui le imprese reagiscono alle variazioni della domanda dei consumatori senza essere in grado, nel lungo periodo, di applicare un prezzo superiore al costo medio:   Sovranità dei consumatori.
Situazione in cui l'esito (desiderabile) di un'azione può prodursi o meno, ma è nota la probabilità del suo verificarsi.   Rischio.
Situazione in cui un esito può prodursi o meno, e la probabilità del suo verificarsi è ignota.   Incertezza.
Situazioni in cui il prodotto di un'impresa è sufficientemente diverso da quello dei concorrenti, messe in atto allo scopo di consentire al produttore di aumentarne il prezzo senza che i consumatori inizino ad acquistare i prodotti della concorrenza:   Differenziazione del prodotto.
Somma dei costi fissi totali e dei costi variabili totali:   Costo totale.
Sono di norma considerati elementi determinanti della domanda:   I redditi e i fattori demografici.
Sono di norma considerati elementi determinanti della domanda:   I gusti e il prezzo dei prodotti sostitutivi e complementari.
Sono di norma considerati elementi determinanti dell'offerta:   La tecnologia e il prezzo dei fattori produttivi.
Sono di norma considerati elementi determinanti dell'offerta:   Il numero dei produttori e le condizioni metereologiche per i prodotti agricoli.
Sono di norma considerati elementi determinanti dell'offerta:   Il prezzo dei fattori produttivi, il numero dei produttori e le condizioni metereologiche per i prodotti agricoli.
Sono di seguito proposte due affermazioni circa il regime di concorrenza perfetta e di monopolio. Possono essere entrambe corrette, entrambe false o essercene una sola corretta. Si individui l'esatta combinazione. - I monopoli possono andare contro l'interesse pubblico, tra l'altro, se esercitano pressioni politiche finalizzate al proprio interesse. - In regime di monopolio, il monopolista massimizza i profitti in corrispondenza di C' = R'.   Entrambe le affermazioni sono corrette.
Sono di seguito proposte due affermazioni circa il regime di concorrenza perfetta e di monopolio. Possono essere entrambe corrette, entrambe false o essercene una sola corretta. Si individui l'esatta combinazione. - In regime di concorrenza perfetta, le imprese producono una quantità tale per cui P = C'. A detta di molti questa è una condizione di ottimo. - In pratica è difficile determinare la reale esistenza di un monopolio, perché questo dipende dall'ampiezza della definizione di settore adottata.   Entrambe le affermazioni sono corrette.
Sono di seguito proposte due affermazioni circa il regime di concorrenza perfetta e di monopolio. Possono essere entrambe corrette, entrambe false o essercene una sola corretta. Si individui l'esatta combinazione. - La concorrenza potenziale può essere tanto importante quanto quella reale nel determinare le strategie di prezzo e produzione di un'impresa. - I monopoli possono andare contro l'interesse pubblico, tra l'altro, se applicano un prezzo più elevato rispetto al costo di quanto non facciano le imprese concorrenziali.   Entrambe le affermazioni sono corrette.
Sono di seguito proposte due affermazioni circa il regime di concorrenza perfetta e di monopolio. Possono essere entrambe corrette, entrambe false o essercene una sola corretta. Si individui l'esatta combinazione. - I monopoli possono andare contro l'interesse pubblico, tra l'altro, se causano una distribuzione del reddito meno desiderabile. - La minaccia della concorrenza diminuisce al diminuire dei costi d'ingresso e di uscita dal settore.   È corretta la prima affermazione.
Sono di seguito proposte due affermazioni circa il regime di concorrenza perfetta e di monopolio. Possono essere entrambe corrette, entrambe false o essercene una sola corretta. Si individui l'esatta combinazione. - La concorrenza perfetta assicura necessariamente sia una distribuzione equa del reddito sia una tutela dagli effetti collaterali dannosi della produzione. - Solitamente per tutelare un monopolio dalla concorrenza di nuove imprese, occorrono barriere all'entrata nel settore.   È corretta la seconda affermazione.
Sono di seguito proposte due affermazioni circa il regime di concorrenza perfetta e di monopolio. Possono essere entrambe corrette, entrambe false o essercene una sola corretta. Si individui l'esatta combinazione. - Anche in concorrenza perfetta il libero mercato presenta alcuni limiti, tra questi quello per cui le imprese potrebbero non essere disposte a investire in Ricerca e Sviluppo o non avere abbastanza fondi per farlo. - Possono costituire barriere all'entrata di un settore i brevetti e i copyright.   Entrambe le affermazioni sono corrette.
Sono di seguito proposte due affermazioni circa il regime di concorrenza perfetta e di monopolio. Possono essere entrambe corrette, entrambe false o essercene una sola corretta. Si individui l'esatta combinazione. - I monopoli possono andare contro l'interesse pubblico, tra l'altro, se la mancanza di concorrenza annulla gli incentivi all'efficienza. - Se i costi d'ingresso e di uscita dal settore sono pari a zero, il mercato si definisce perfettamente contendibile.   Entrambe le affermazioni sono corrette.
Sono di seguito proposte due affermazioni circa il regime di concorrenza perfetta e di monopolio. Possono essere entrambe corrette, entrambe false o essercene una sola corretta. Si individui l'esatta combinazione. - Le imprese in concorrenza perfetta possono sempre beneficiare di significative economie di scala interne. - Possono costituire barriere all'entrata di un settore anche le tattiche per sbaragliare la concorrenza, come le acquisizioni o la pubblicità aggressiva.   È corretta la seconda affermazione.
Sono di seguito proposte due affermazioni circa il regime di concorrenza perfetta e di monopolio. Possono essere entrambe corrette, entrambe false o essercene una sola corretta. Si individui l'esatta combinazione. - Anche in concorrenza perfetta il libero mercato presenta alcuni limiti, tra questi quello per cui le imprese potrebbero produrre una scarsa varietà di beni. - Non possono costituire barriere all'entrata di un settore le economie di scala.   È corretta la prima affermazione.
Sono di seguito proposte due affermazioni circa il regime di concorrenza perfetta e di monopolio. Possono essere entrambe corrette, entrambe false o essercene una sola corretta. S'individui l'esatta combinazione. - La concorrenza perfetta stimola l'efficienza e apporta benefici ai consumatori attraverso l'aumento dei costi e dei prezzi. - Possono costituire barriere all'entrata di un settore il controllo dell'approvvigionamento dei fattori di produzione o dei punti vendita.   È corretta la seconda affermazione.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Anche quando non colludono, le imprese sono costrette a tenere in considerazione il comportamento dei concorrenti. - Nel modello di Cournot gli oligopolisti ipotizzano che la produzione dei concorrenti sia data, quindi scelgono il prezzo e la produzione che massimizzano il profitto sulla base di queste ipotesi.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Gli oligopolisti desiderano massimizzare i profitti congiunti, e questo li spinge a colludere per tenere alti i prezzi. D'altro canto, siccome desiderano di aggiudicarsi la quota di profitti più elevati, sono anche in concorrenza tra loro. - Le probabilità di collusione sono maggiori se si comportano in maniera reciprocamente trasparente.   Sì, entrambi gli assunti sono da considerarsi corretti.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Gli oligopolisti desiderano massimizzare i profitti congiunti, e questo li spinge a colludere per tenere bassi i prezzi. - La discriminazione dei prezzi è una pratica consistente nel vendere prodotti diversi a prezzi diversi.   No, entrambi gli assunti sono da considerarsi errati.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Gli oligopolisti non collusivi devono formulare una strategia di prezzo. - Nei giochi a mosse multiple la mano passa in sequenza da un giocatore all'altro: in tal caso le imprese reagiscono non solo alle mosse dei concorrenti ma anche a ciò che questi dichiareranno di fare.   Sì, entrambi gli assunti sono da considerarsi corretti.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Gli oligopolisti sono consapevoli della reciproca dipendenza. - Un oligopolio è un mercato nel quale operano poche imprese, protette da barriere all'entrata nel settore.   Sì, entrambi gli assunti sono da considerarsi corretti.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Gli oligopolisti sono consapevoli della reciproca indipendenza. - Un cartello può fissare i prezzi e lasciare che i propri membri si facciano concorrenza per aggiudicarsi quote di mercato.   No, solo il secondo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - I membri di un cartello hanno sempre la tentazione di "barare" tagliando i prezzi, se ritengono di poter riuscire nel loro intento senza scatenare una guerra di prezzi. - L'inefficienza dell'oligopolio cresce se esistono poteri controbilancianti.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Il diagramma che mostra la sequenza delle possibili decisioni prese da imprese concorrenti e l'esito di ciascuna combinazione di decisioni è denominato albero decisionale. - Le probabilità di collusione sono minori se il mercato è stabile.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - In oligopolio di Cournot il prezzo e il profitto risultanti sono inferiori a quelli di monopolio, ma più elevati rispetto a quelli della concorrenza perfetta. - Nel Modello di Bertrand, le imprese ipotizzano che il prezzo dei concorrenti sia dato; questo innesca una concorrenza sul prezzo, che continua finché non restano solo i profitti normali.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - In ragione della capacità eccedente, le imprese in concorrenza monopolistica potrebbero avere costi più elevati rispetto alle imprese in concorrenza perfetta; tuttavia in tale forma di mercato potrebbe esserci un vantaggio per i consumatori derivante dalla maggiore varietà di prodotti. - Le probabilità di collusione sono minori se gli oligopolisti hanno prodotti e strutture di costo analoghi.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - La collusione può essere esplicita o tacita. - Un oligopolio è un mercato nel quale di norma operano moltissime imprese.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - La collusione tacita può assumere la forma della leadership di prezzo, situazione in cui le imprese seguono il prezzo fissato dall'impresa dominante o da quella considerata un "barometro" affidabile delle condizioni di mercato. - Il tipo di gioco più semplice è quello a mossa singola, o uniperiodale, altrimenti noto come gioco in forma normale.   Sì, entrambi gli assunti sono da considerarsi corretti.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - La collusione tacita può semplicemente comportare l'osservanza di alcune regole empiriche, come la determinazione del prezzo in base al costo medio o a un benchmark. - Nella teoria della domanda ad angolo, le imprese tendono a mantenere i prezzi stabili a meno che non si verifichi uno spostamento pronunciato dalle curve di costo o di domanda.   Sì, entrambi gli assunti sono da considerarsi corretti.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - La determinazione del prezzo in base al mark up è il metodo adottato dalle imprese che fissano il prezzo aggiungendo un margine di profitto al costo medio. - La teoria dei giochi è un metodo di calcolo probabilistico applicato all'economia.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - La discriminazione dei prezzi è la prassi consistente nel vendere lo stesso prodotto a prezzi differenti, sebbene i costi siano gli stessi. - L'oligopolio non può in nessun caso agire a vantaggio nell'interesse pubblico.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - La discriminazione dei prezzi è una pratica consistente nel vendere lo stesso prodotto a prezzi diversi. - Le probabilità di collusione sono minori se non ci sono leggi che la vietano.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - La discriminazione dei prezzi consente all'impresa di ottenere un ricavo maggiore per un dato livello di vendite. - Nella discriminazione dei prezzi di primo grado la produzione che massimizza il profitto è quella che soddisfa l'uguaglianza C' = P.   Sì, entrambi gli assunti sono da considerarsi corretti.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - La discriminazione dei prezzi di secondo grado è la prassi consistente nell'applicare a un consumatore un dato prezzo per le prime unità acquistate, un prezzo differente per le unità successivamente acquistate e così via. - Una promessa, che risulta verosimile agli occhi dei rivali perché è nell'interesse del soggetto che la attua portarla a termine, non è una promessa credibile.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - La discriminazione dei prezzi di terzo grado è una forma di discriminazione dei prezzi in cui l'impresa divide i consumatori in gruppi e applica un prezzo differente ai consumatori appartenenti ai diversi gruppi, ma lo stesso prezzo a tutti i consumatori di un medesimo gruppo. - Le probabilità di collusione sono minori se ci sono significative barriera all'entrata.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - La teoria dei giochi è ampiamente utilizzato in economia, ma è anche uno strumento impiegato nella biologia, nella psicologia e nella politica. - La collusione può essere solo esplicita.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - La teoria dei giochi è un metodo matematico per la formulazione di decisioni in cui si analizzano strategie alternative per determinare la linea d'azione ottimale per la parte interessata in funzione di una serie d'ipotesi sul comportamento dei rivali. - L'inefficienza dell'oligopolio cresce se la differenziazione del prodotto si traduce in un'ampia scelta per il consumatore.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - La teoria dei giochi esamina le diverse strategie che le imprese possono adottare quando l'esito di ciascuna è certo. - Le probabilità di collusione sono maggiori se le imprese sono poche.   No, solo il secondo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Le probabilità di collusione sono maggiori se esiste un'impresa dominante. - La discriminazione dei prezzi di quinto grado è la prassi consistente nell'applicare a un consumatore un dato prezzo per le prime unità acquistate, un prezzo differente per le unità successivamente acquistate e così via.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Le probabilità di collusione sono maggiori se gli oligopolisti hanno prodotti e strutture di costo analoghi. - La discriminazione dei prezzi di quarto grado è la prassi consistente nell'applicare a ciascun consumatore su ogni unità di prodotto il prezzo massimo che il consumatore è disposto a pagare per quell'unità.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Le probabilità di collusione sono maggiori se non ci sono leggi che la vietano. - In ragione della capacità eccedente, le imprese in concorrenza monopolistica hanno sempre costi più bassi rispetto alle imprese in concorrenza perfetta.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - L'inefficienza dell'oligopolio decresce se le imprese ricorrono a massicce campagne pubblicitarie. - La teoria dei giochi esamina le diverse strategie che le imprese possono adottare quando l'esito di ciascuna è incerto.   No, solo il secondo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - L'oligopolio può agire o meno nell'interesse pubblico a seconda delle sue caratteristiche e del grado di concorrenza al suo interno. - L'inefficienza dell'oligopolio viene a ridursi se esistono poteri controbilancianti, se le imprese non ricorrono a massicce campagne pubblicitarie, se la differenziazione del prodotto si traduce in un'ampia scelta per il consumatore, se una parte dei profitti viene destinata ad attività di ricerca e sviluppo e se il mercato è contendibile.   Sì, entrambi gli assunti sono da considerarsi corretti.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Molti giochi uni-periodali hanno esiti prevedibili indipendentemente dalle ipotesi formulate da ciascuna impresa riguardo al comportamento dei concorrenti, questi giochi sono caratterizzati da strategie dominanti. - Le probabilità di collusione sono minori se esiste un'impresa dominante.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Nella discriminazione dei prezzi di terzo grado la produzione che massimizza il profitto si trova nel punto in cui il costo marginale dell'impresa è pari al ricavo marginale complessivo (la somma orizzontale delle curve di ricavo marginale di ciascun mercato separato). - La discriminazione dei prezzi favorisce alcune persone e ne danneggia altre.   Sì, entrambi gli assunti sono da considerarsi corretti.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Un accordo collusivo tacito e informale di norma costituisce "cartello". - Le situazioni in cui l'impresa acquisisce un vantaggio in virtù del fatto di essere la prima a intraprendere una data azione sono situazioni di vantaggio denominato del pioniere.   No, solo il secondo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Un albero del gioco è il diagramma che mostra la sequenza delle possibili decisioni prese da imprese concorrenti e l'esito di ciascuna combinazione di decisioni. - La collusione non può per definizione essere tacita.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Un oligopolio è un mercato nel quale operano poche imprese e non tipicamente vi sono barriere all'entrata. - Lo scopo di un cartello è quello agire come un monopolio.   No, solo il secondo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Una minaccia o promessa che risulta verosimile agli occhi dei rivali, perché è nell'interesse del soggetto che la attua portarla a termine, è una minaccia o promessa credibile. - La discriminazione dei prezzi è una pratica consistente nel vendere lo stesso prodotto agli stessi prezzi.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Una minaccia, che risulta verosimile agli occhi dei rivali perché è nell'interesse del soggetto che la attua portarla a termine, non è una minaccia credibile. - La discriminazione dei prezzi di primo grado è la prassi consistente nell'applicare a ciascun consumatore su ogni unità di prodotto il prezzo massimo che il consumatore è disposto a pagare per quell'unità.   No, solo il secondo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Una politica dei prezzi predatori è la prassi adottata da un'impresa che fissa i prezzi al di sopra del costo medio per estromettere dal mercato i concorrenti. - Le probabilità di collusione sono maggiori se il mercato è stabile.   No, solo il secondo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Una politica dei prezzi predatori è la prassi adottata da un'impresa che fissa i prezzi al di sotto del costo medio per estromettere dal mercato i concorrenti. - Le probabilità di collusione sono minori se gli oligopolisti si comportano in maniera reciprocamente trasparente.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? - Un'impresa potrebbe guadagnare un vantaggio strategico sui concorrenti facendo la prima mossa, per esempio la lanciando un nuovo prodotto; per illustrare la possibile sequenza di mosse in un gioco a mosse multiple si può costruire un albero decisionale. - La discriminazione dei prezzi può essere di primo, secondo o terzo grado.   Sì, entrambi gli assunti sono da considerarsi corretti.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? -Gli oligopolisti non sono consapevoli della reciproca dipendenza. - Un cartello può assegnare ai propri membri contingenti di produzione.   No, solo il secondo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? -La discriminazione dei prezzi di sesto grado è una forma di discriminazione dei prezzi in cui l'impresa divide i consumatori in gruppi e applica un prezzo differente ai consumatori appartenenti ai diversi gruppi, ma lo stesso prezzo a tutti i consumatori di un medesimo gruppo. - Le probabilità di collusione sono maggiori se ci sono significative barriera all'entrata.   No, solo il secondo assunto può essere considerato corretto.
Sono di seguito proposti due assunti: sono conformi alla teoria microeconomica della concorrenza imperfetta maggiormente diffusa e accettata? -Un accordo collusivo formale si chiama "cartello". - La discriminazione dei prezzi danneggia alcune persone senza favorirne altre.   No, solo il primo assunto può essere considerato corretto.
Studiando la domanda di un consumatore razionale, può accadere che questi acquisti un determinato paniere pur preferendone un altro?   Sì, ogni qualvolta uno dei panieri sia accessibile al singolo, mentre l'altro sia al di sopra delle sue possibilità.