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Elenco in ordine alfabetico delle domande di Tecniche di intervento di bonifica

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Negli interventi di "solidificazione/stabilizzazione" per la bonifica ex situ di suoli contaminati, il terreno scavato viene solitamente trattato con   reagenti inorganici (leganti idraulici come il cemento), ma anche reagenti organici di origine termoplastica (bitumi, polietilene) o polimerica (urea, formaldeide)
Nel corso di un intervento di bonifica ex situ con la tecnica dello "scavo e smaltimento", i cumuli di terre non contaminate   possono essere riutilizzati per il riempimento degli scavi nel rispetto della disciplina vigente in materia di utilizzazione delle terre e rocce da scavo
Nel corso di un intervento di bonifica ex situ di terreni contaminati con la tecnica del "desorbimento termico", la rimozione dei contaminanti si realizza   riscaldando il suolo (ad esempio con resistenze elettriche o per irraggiamento con microonde) e inducendo la vaporizzazione dell'acqua e la volatilizzazione dei contaminanti contenuti nel terreno, che vengono poi estratti e trattati
Nel suolo contaminato, durante un intervento di "bioventing" (bioventilazione)   i contaminanti organici vengono biodegradati aerobicamente dai microorganismi già presenti o appositamente introdotti
Nella falda contaminata, durante un intervento di biorisanamento attuato con la tecnica del "biosparging"   i contaminanti organici vengono biodegradati aerobicamente dai microorganismi già presenti, il cui metabolismo è favorito dall'ossigeno introdotto
Nella movimentazione dei suoli contaminati escavati verso l'impianto di smaltimento   se questi sono rifiuti, devono essere accompagnati dal FIR (formulario di identificazione dei rifiuti)
Nella realizzazione di un intervento di messa in sicurezza permanente di un sito contaminato tramite "capping", sono solitamente impiegati   materiali geosintetici, geogriglie, teli in HDPE e terreno agricolo
Nell'ambito dei siti contaminati, la depurazione "a scambio ionico" è una tecnica di   depurazione delle acque contaminate da composti inorganici, metalli pesanti, radionuclidi, basata su reazioni chimiche reversibili in cui gli ioni mobili di una matrice solida sono scambiati con gli ioni aventi simile carica elettrica dei contaminanti disciolti
Nell'ambito della bonifica dei siti contaminati, il "lagunaggio" è una tecnica di trattamento   biologico ex situ delle acque che prevede l'uso di stagni di ossidazione ("wetponds"), detti anche "lagune" o "stagni biologici", all'interno dei quali avvengono processi di ossidazione e fermentazione simili a quelli che si realizzano in natura
Nell'ambito della bonifica dei siti contaminati, il "pump e treat"   è una tecnica per il contenimento e/o la bonifica della falda contaminata
Nell'ambito della bonifica dei siti contaminati, il "pump e treat" è   una tecnica di contenimento e/o bonifica della falda che consiste nell'emungimento delle acque sotterranee contaminate mediante pozzi opportunamente realizzati e funzionanti, e nel successivo idoneo trattamento in superficie
Nell'ambito della bonifica dei siti contaminati, un "bioreattore" è   un impianto per il trattamento biologico ex situ delle acque contaminate
Nell'ambito della bonifica di acque di falda, un "bioreattore" risulta particolarmente adatto per trattare contaminati   organici volatili e semivolatili a basso peso molecolare, altamente solubili, con una concentrazione totale di carbonio organico (TOC) inferiore a 5.000 mg/l
Nell'ambito della bonifica di siti contaminati, i carboni attivi sono impiegati   nel trattamento ex situ di vapori e acque contaminati, per rimuovere (adsorbire) gli inquinanti
Nell'ambito della bonifica di siti contaminati, il "lagunaggio" è una tecnica per il   trattamento biologico ex situ delle acque contaminate
Nell'ambito della bonifica di siti contaminati, l'air stripping è   un trattamento fisico ex situ per la bonifica delle acque di falda contaminate da inquinanti volatili (VOC)
Nell'ambito della bonifica di una falda contaminata, il trattamento a scambio ionico   è un trattamento chimico-fisico ex situ teoricamente utilizzabile per la depurazione di acque contaminate da composti inorganici, metalli pesanti, radionuclidi
Nell'ambito della bonifica di una falda contaminata, un "bioreattore" è un impianto realizzato per attuare un   trattamento biologico ex situ per la bonifica di acque contaminate, basato sulla proliferazione, in ambiente controllato e su supporti fisici a elevata superficie specifica, di organismi viventi (aerobici o anaerobici) che degradano i contaminanti formando un film di materiale semisolido sui supporti stessi
Nell'ambito della bonifica di una falda contaminata, un sistema a "fanghi attivi" è un impianto realizzato per attuare un   trattamento biologico ex situ, basato sulla proliferazione, in ambiente controllato, di organismi viventi (aerobici o anaerobici) che degradano i contaminanti formando un materiale semisolido (fango) che in seguito può essere separato dalle acque per sedimentazione
Nell'ambito della bonifica ex situ di terreni contaminati, la "pirolisi" è una opzione tecnica di trattamento termico consistente nella   decomposizione termochimica dei contaminanti organici, ottenuta mediante riscaldamento a temperature comprese tra 300°C e 900°C in completa assenza di ossigeno
Nell'ambito delle bonifiche di siti contaminati, il "soil washing"   è una tecnica di bonifica ex situ di tipo fisico-chimico