Elenco in ordine alfabetico delle domande di Tecniche di intervento di bonifica
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- I "bioreattori" possono essere realizzati per attuare trattamenti di tipo biologico ex situ per la bonifica di acque di falda contaminate
- I bacini dell'impianto di lagunaggio vengono realizzati in cemento o tramite scavo nel terreno, con eventuale impermeabilizzazione attraverso tappeto in argilla o fogli in materiale plastico termosaldato
- I carboni attivi normalmente utilizzati nell'ambito della bonifica di siti contaminati, possono essere granulari (GAC) o in polvere (PAC)
- I fattori che maggiormente condizionano l'efficacia di un trattamento dell'acqua di falda contaminata con la tecnica dell'air stripping sono le portate dei due flussi (di aria e d'acqua), la concentrazione del contaminante e le sue proprietà fisiche (in particolare la volatilità), la superficie specifica del materiale di riempimento
- I materiali utilizzati in una barriera permeabile reattiva per la bonifica di una falda contaminata sono, solitamente ferro zerovalente, leghe bimetalliche, zeoliti, carboni attivi, carbonati e idrossidi di calcio, torba (in funzione del contaminante e del tipo di barriera: chimica, assorbente o biologica)
- I microrganismi "protagonisti" nella "bioremediation" o biorisanamento di un terreno o di una falda contaminata sono, solitamente, batteri e lieviti
- I microrganismi responsabili della biodegradazione dei contaminati durante un intervento di Bioremediation (Biorisanamento) sono principalmente batteri e lieviti
- I microrganismi, generalmente coinvolti negli interventi di "bioremediation" o biorisanamento, sono batteri e lieviti
- I principali residui solidi scaricati da un impianto di incenerimento per lo smaltimento di terreni contaminati da sostanze organiche sono costituiti da scorie di fondo (principalmente sostanze inorganiche come sali e metalli e tracce di materiali incombusti), ceneri di caldaia e ceneri volanti, residui del sistema di trattamento fumi
- I principali vantaggi della tecnica di bonifica ex situ dello "scavo e smaltimento" sono rapidità, affidabilità ed efficacia facilmente verificabile tramite analisi di fondo e pareti di scavo, applicabilità indipendente da tipologia di terreno e di inquinante
- I terreni contaminati asportati nel corso di un intervento di bonifica ex situ con la tecnica dello "scavo e smaltimento" vengono movimentati fuori dal sito esclusivamente da trasportatori autorizzati, fino all'impianto di smaltimento autorizzato
- I terreni contaminati rimossi nel corso di una bonifica con "scavo e smaltimento", caratterizzati come rifiuti e destinati a specifico impianto di smaltimento off-site devono essere accompagnati dal FIR (formulario di identificazione dei rifiuti)
- Il "Bioslurping" (BS) è una tecnica di bonifica multi-fase che risulta particolarmente efficace nelle seguenti condizioni contaminazione di origine recente da composti organici volatili e idrocarburi di tipo petrolifero, presente in due o tre fasi, compresa la presenza di fase libera, in terreni a permeabilità media e medio-bassa
- Il "bioventing" o "bioventilazione" è una diffusa tecnica di bonifica del suolo insaturo, particolarmente efficace in presenza di contaminazioni da sostanze biodegradabili derivate dal petrolio
- Il "capping" di un suolo contaminato può essere realizzato mediante posizionamento di geomembrane in polietilene o geocompositi bentonitici, associati a geocompositi drenanti e geogriglie tridimensionali grippanti, idonee per sostenere il terreno agrario di copertura
- Il "capping" temporaneo su un suolo contaminato viene realizzato in attesa dell'asportazione del materiale contaminato
- Il "desorbimento termico" è una tecnica di bonifica applicabile sia "in situ" sia "ex situ" a terreni contaminati, particolarmente efficace con contaminazioni da idrocarburi volatili e semivolatili
- Il "Fenton" (o "Fenton-like") è una tipologia di reagente utilizzato per interventi di bonifica di ossidazione chimica in situ, a base di perossido di idrogeno (acqua ossigenata) e sali ferrosi
- Il "fitorisanamento" o "Phytoremediation" è una tecnica di bonifica che sfrutta la capacità di alcune piante (erbacee o arboree) di assorbire specifici nutrienti e contaminanti, accumulandoli e/o metabolizzandoli e quindi rimuovendoli dalla matrice contaminata
- Il "Landfarming" è definibile come una tecnica di bonifica biologica "ex-situ" per il trattamento dei suoli insaturi contaminati da sostanze organiche, realizzabile sia "off-site" che "on-site
- Il "Landfarming" e le "Biopile" sono due tecniche di bonifica "ex situ" per il trattamento dei suoli insaturi contaminati da sostanze organiche, applicabili sia "on-site" (all'interno del sito) sia "off-site" (all'esterno)
- Il "lavaggio" dei terreni in un impianto di soil washing per la bonifica ex situ di terreni contaminati si realizza in apposite unità impiantistiche, a seconda dei contaminanti, con diverse "soluzioni lavanti": acqua (calda o fredda), tensioattivi, soluzioni acide o alcaline, agenti complessanti (acido citrico, acetato di ammonio, NTA ed EDTA) o con solventi organici
- Il "soil flushing" è definibile come una tecnica di bonifica in situ basata sul "flussaggio" (lavaggio) del terreno contaminato mediante iniezione o infiltrazione di acqua (spesso additivata con sostanze deputate a favorire la rimozione dei contaminanti)
- Il "soil flushing" è una tecnica di bonifica del suolo che risulta particolarmente efficace nelle contaminazioni localizzate, limitate arealmente e a profondità ridotta, da composti inorganici e organici (volatili e semi-volatili), in terreni omogenei a permeabilità medio-alta
- Il "trattamento termico" o "desorbimento termico" è una tecnica per la bonifica in situ di terreni contaminati che consente di rimuovere inquinanti volatili e semivolatili, vaporizzandoli con l'incremento della temperatura
- Il "trattamento termico" o "desorbimento termico" è una tecnica di bonifica in situ dei terreni insaturi basata sul favorire la volatilizzazione dei contaminanti volatili e semivolatili mediante l'incremento di temperatura del suolo, per successiva estrazione e distruzione
- Il contenimento (o sbarramento) fisico passivo di una falda contaminata può essere realizzato mediante barriere o diaframmi verticali in acciaio o in altri materiali impermeabili, realizzabili mediante infissione, escavazione, gettiniezione, iniezione, congelamento, miscelazione in situ, ecc.
- Il contenimento (o sbarramento) idraulico attivo di una falda contaminata può essere realizzato con pozzi di emungimento opportunamente ubicati e completati, in pompaggio con regimi di portata adeguati a intercettare il flusso di sostanze inquinanti presenti nelle acque sotterranee
- Il contenimento e/o la bonifica di una falda contaminata mediante la tecnica del "pump e treat" risulta particolarmente efficace nelle seguenti situazioni contaminazione presente in fase disciolta in falda, matrice solida dell'acquifero a permeabilità media e medio-alta
- Il desorbimento termico ex situ è una tecnica di bonifica per terreni contaminati consistente nell'indurre la volatilizzazione dei contaminanti volatili e semivolatili mediante incremento di temperatura dei materiali scavati, e nella successiva estrazione/captazione e distruzione dei vapori contaminati
- Il desorbimento termico in situ di un suolo contaminato si realizza riscaldando il suolo (ad esempio iniettando vapore a temperature tra 150 e 230°C) e inducendo la vaporizzazione dell'acqua e la volatilizzazione dei contaminanti contenuti nel terreno, che vengono poi recuperati mediante appositi punti di estrazione e trattati
- Il fitorisanamento o "phytoremediation" è una tecnica di bonifica del terreno e della falda che sfrutta la capacità di alcune piante (erbacee o arboree) di assorbire specifici contaminanti e nutrienti, accumulandoli e/o metabolizzandoli e quindi rimuovendoli dalla matrice contaminata
- Il Fitorisanamento o "Phytoremediation" è una tecnica di bonifica che sfrutta la capacità di alcune piante di "fito-estrarre" metalli pesanti e/o composti organici dai terreni contaminati
- Il gas pirolitico ("syngas") prodotto dal processo di "pirolisi" di un terreno contaminato da inquinanti organici, è principalmente costituito da idrogeno, metano, monossido di carbonio e anidride carbonica
- Il Modello concettuale preliminare del sito serve anche per individuare le possibili sorgenti di contaminazione e impostare correttamente il Piano di indagini del piano di caratterizzazione
- Il Modello concettuale preliminare del sito, deve essere definito sulla base delle informazioni storiche disponibili e di eventuali indagini condotte nella gestione del sito
- Il principio base della tecnica di bonifica dei suoli mediante "bioreattori" è l'ottimizzazione, in ambiente controllato, delle condizioni per il metabolismo dei microorganismi responsabili della bio degradazione dei contaminanti del terreno (in fase "slurry"), anche attraverso miscelazione meccanica e areazione con aria compressa umidificata
- Il principio di trattamento alla base della tecnica di "Landfarming" utilizzata per interventi di bonifica di un suolo contaminato è l'ottimizzazione delle condizioni favorevoli al metabolismo di microrganismi in grado di utilizzare le sostanze inquinanti come nutrienti e fonte di energia per i processi di riproduzione e moltiplicazione cellulare
- Il principio di trattamento comune alle tecniche di bonifica delle "Biopile" e del "Landfarming" consiste nella stimolazione dei processi biodegradativi attuati da microorganismi, autoctoni e/o inoculati, in grado di alimentarsi delle catene idrocarburiche e degradare i contaminati organici presenti nei terreni oggetto di bonifica
- Il principio primario (prevalente) alla base della tecnica di bonifica dell'air sparging è costituito da il trasferimento degli inquinanti volatili dalla fase acquosa a quella di vapore (stripping), a cui fa seguito la loro migrazione nell'ambito del mezzo insaturo sovrastante e infine la loro captazione e rimozione
- Il processo di "bioventing" (bioventilazione) si sviluppa attraverso l'immissione di aria negli strati di terreno interessati dalla presenza di contaminanti organici biodegradabili
- Il processo di ossidazione chimica che prevede l'uso di perossido di idrogeno (acqua ossigenata) per la bonifica (in situ o ex situ) di terreni contaminati è detto Fenton" o "Fenton-like
- Il processo di ossidazione chimica in situ che prevede l'uso di perossido di idrogeno (acqua ossigenata) per la bonifica di suoli contaminati è anche definito Fenton" o "Fenton-like
- Il sistema di trattamento del terreno mediante "bioreattori" è una tecnica di bonifica ex-situ per terreni contaminati che consiste nell'ottimizzare, in ambiente controllato, le condizioni per il metabolismo dei microorganismi responsabili della biodegradazione dei contaminanti del terreno (solitamente ridotto in fase "slurry")
- Il trattamento a scambio ionico per la bonifica ex situ delle acque di falde contaminate è basato su reazioni chimiche reversibili, nelle quali gli ioni mobili di una matrice solida (solitamente resine o zeoliti) sono scambiati con gli ioni dei contaminanti in soluzione e aventi simile carica elettrica
- Il trattamento a scambio ionico per la bonifica ex situ delle acque prevede l'utilizzo di matrici di scambio solide costituite normalmente da resine sintetiche di polimerizzazione o zeoliti naturali
- Il trattamento con "bioreattori in fase slurry" (Slurry-Phase Bioreactors, SPB) è una tecnica di bonifica biologica ex-situ particolarmente efficace per terreni contaminati da idrocarburi
- Il trattamento di air stripping dell'acqua estratta da una falda contaminata consiste essenzialmente nell'uso di un'unità impiantistica (air stripper) nella quale i contaminanti volatili disciolti nell'acqua in ingresso (dall'alto) sono estratti ("strippati") nel contatto con una corrente d'aria dal basso ("air stream") e trasferiti da questa all'esterno, in fase vapore, a idoneo trattamento
- Il trattamento di air stripping per la bonifica ex situ dell'acqua di falda contaminate è applicato efficacemente ad acque contaminate da composti organici volatili (VOC)
- Il trattamento termico (desorbimento termico) è una tecnica di bonifica in situ particolarmente efficace nel trattamento di contaminanti vaporizzabili, come idrocarburi volatili e semivolatili e metalli pesanti volatili
- Il trattamento termico (desorbimento termico) in situ di un suolo contaminato si realizza riscaldando il suolo (ad esempio con radiofrequenze), e provocando la vaporizzazione dell'acqua e la volatilizzazione dei contaminanti contenuti nel terreno, che vengono poi recuperati mediante appositi punti di estrazione e trattati in superficie
- Il trattamento termico in situ per la bonifica di suoli contaminati che utilizza l'estrazione con vapore viene anche definito "hot air/steam stripping" o "strippaggio con vapore", e consente la rimozione dal suolo dei contaminanti volatili e semivolatili
- Il trattamento termico può essere efficacemente utilizzato come tecnica di bonifica in situ per trattare suoli contaminati da contaminanti vaporizzabili, come idrocarburi aromatici e policiclici aromatici, oli minerali vari e idrocarburi alogenati con punto di ebollizione compreso fra 100 e 250 °C
- In base ai processi biologici che ospitano, gli stagni di ossidazione di un sistema di "lagunaggio" per il trattamento biologico ex situ delle acque contaminate possono essere aerobici, anaerobici e facoltativi
- In base al tipo di ione scambiato, le resine normalmente usate nel trattamento a scambio ionico per la bonifica delle acque possono essere a scambio cationico o a scambio anionico
- In presenza di elevate concentrazioni di metalli pesanti in falda, la tecnica della "bioremediation" (biorisanamento) è sconsigliata, in quanto elevate concentrazioni di metalli risultano tossiche per i microorganismi responsabili della biodegradazione della sostanza organica
- In presenza di elevate concentrazioni di metalli pesanti nel terreno, la tecnica della Bioremediation (Biorisanamento) è inefficace e sconsigliata, in quanto elevate concentrazioni di metalli risultano tossiche per i microorganismi responsabili della biodegradazione della sostanza organica
- In sintesi, la tecnica di soil flushing per la bonifica di un suolo contaminato consiste nel lavaggio in situ del terreno contaminato mediante iniezione o infiltrazione di acqua (spesso additivata con sostanze deputate a favorire la rimozione dei contaminanti)
- In un apposito impianto di bonifica ex situ, l'estrazione chimica dei contaminanti dal terreno è attuabile mediante fluidi solventi in condizioni "supercritiche" quali etilene e idrocarburi
- In un apposito impianto di bonifica ex situ, l'estrazione chimica dei contaminanti dal terreno scavato è attuabile mediante i seguenti solventi "a gas liquefatto" propano e butano
- In un impianto di bonifica ex situ che utilizza il principio dell'estrazione chimica, per "estrattore" si intende una unità impiantistica nella quale il terreno contaminato scavato viene miscelato al solvente in grado di solubilizzare i contaminanti
- In un impianto di bonifica ex situ che utilizza il principio dell'estrazione chimica, per "separatore" si intende una unità impiantistica nella quale i contaminanti solubilizzati nel solvente vengono separati dal solvente stesso per mezzo di variazioni di temperatura pressione oppure utilizzando un secondo solvente
- In un inceneritore "a letto fluido", utilizzabile per lo smaltimento (termodistruzione) di terreni contaminati, il terreno da trattare viene ridotto in granuli, mescolati al combustibile e mantenuti in sospensione da un forte getto d'aria immessa dal basso attraverso un letto di materiale inerte (sabbia o ceneri); il sistema inerte/rifiuto/combustibile, assume così caratteristiche simil-fluide
- In un inceneritore "a tamburo rotante", utilizzabile per lo smaltimento (termodistruzione) di terreni contaminati, il terreno da trattare viene inserito all'interno di un cilindro metallico leggermente inclinato che ruota attorno al proprio asse, rivestito internamente da materiale refrattario e operante a temperature comprese tra 750 e 1.000 °C, attraversando la camera di combustione per gravità
- In un inceneritore "a tamburo rotante", utilizzabile per lo smaltimento (termodistruzione) di terreni contaminati, sono presenti una o due camere di combustione operanti tra 800 °C e 1300 °C: la camera primaria, cilindrica, ruota sul suo asse, inclinato di 5-15°
- In un inceneritore a tamburo rotante, i contaminanti organici inizialmente contenuti nel terreno da trattare sono volatilizzati e termodistrutti (ridotti allo stato di cenere)
- In un intervento di "bioremediation" (biorisanamento), i microrganismi favoriscono la decontaminazione ricavando l'energia necessaria per la loro sopravvivenza dalla decomposizione dei contaminanti organici presenti, purché sussistano le condizioni ottimali (in termini di pH, temperatura, potenziale redox, quantità di ossigeno, nutrienti inorganici, ecc.)
- In un intervento di bonifica ex situ con la tecnica del "desorbimento termico a riscaldamento diretto", il riscaldamento del terreno contaminato si ottiene attraverso il contatto diretto del terreno con un vettore di calore, ad esempio costituito da un tamburo rotante al cui interno viene bruciato un combustibile
- In un intervento di bonifica ex situ con la tecnica del "desorbimento termico", il riscaldamento del terreno contaminato "a radiofrequenze" si ottiene mediante una serie di elettrodi inseriti in appositi pozzetti realizzati nel cumulo e connessi a un trasmettitore di onde elettromagnetiche nel campo delle radiofrequenze; attraverso gli stessi pozzi i vapori dei contaminanti vengono aspirati e inviati a trattamento
- In un intervento di bonifica ex situ con la tecnica del "desorbimento termico", il riscaldamento del terreno contaminato può essere ottenuto mediante pozzetti di immissione per l'iniezione controllata di vapore a temperature tra 150 e 230 °C; vapore che a contatto con il terreno si condensa e genera un "fronte di vapore" che avanzando nella matrice contaminata volatilizza i contaminanti e li incanala verso i punti di estrazione
- In un intervento di desorbimento termico per la bonifica di un suolo contaminato, il riscaldamento del suolo può avvenire per iniezione di vapore, per irradiamento nel suolo di microonde, per energizzazione con onde elettromagnetiche nel campo delle radiofrequenze, con resistenze elettriche e bruciatori
- In un intervento di messa in sicurezza permanente tramite "capping", alla messa in posto della geomembrana impermeabile è solitamente associata la realizzazione di opere accessorie quali il ripristino ambientale delle superfici al di sopra della geomembrana, la captazione dei vapori al di sotto dell'impermeabilizzazione e il loro trattamento, la gestione dei monitoraggi ambientali post-operam
- In un sistema di bonifica con tecnica Dual Phase Extraction (DPE) è prevista l'estrazione attraverso lo stesso pozzo di gas e liquidi (surnatante e acque di falda) mediante due condotti separati, collegati a una pompa elettrosommersa o pneumatica (per i liquidi) posta all'interno del casing, e a una soffiante da vuoto (per i vapori) installata alla testa del pozzo
- In un sistema di bonifica con tecnica Two Phase Extraction (TPE) è prevista l'estrazione attraverso lo stesso pozzo di gas e liquidi (surnatante e acque di falda) attraverso un unico condotto (detto "drop tube"), in grado di aspirare fase vapore e fase liquida richiamati grazie all'azione di una pompa aspirante o soffiante, installata a testa pozzo, che genera un alto grado di vuoto



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