Elenco in ordine alfabetico delle domande di Progettazione della bonifica
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- Negli interventi di messa in sicurezza devono essere privilegiate soluzioni tecniche che consentano di minimizzare la produzione di rifiuti e che, pertanto, favoriscano il trattamento on-site e il riutilizzo del terreno eventualmente estratto dal sottosuolo, il risparmio idrico mediante riutilizzo industriale delle acque emunte
- Negli interventi di messa in sicurezza devono essere privilegiate soluzioni tecniche che consentano di minimizzare la produzione di rifiuti e che, pertanto, favoriscano il riutilizzo nel sito come materiali di riempimento anche dei materiali eterogenei e di risulta, e la reintroduzione nel ciclo di lavorazione delle materie prime recuperate
- Nei siti con attività in esercizio e soggetti a procedura di bonifica, il soggetto interessato può predisporre una "messa in sicurezza operativa", cioè un insieme di interventi (da eseguire con le attività in esercizio) atti a garantire un adeguato livello di sicurezza per le persone e per l'ambiente, in attesa di ulteriori interventi di messa in sicurezza permanente o bonifica da realizzarsi alla cessazione dell'attività
- Nei siti contaminati in cui siano presenti attività produttive in esercizio è possibile attuare interventi di messa in sicurezza operativa, finalizzati a minimizzare o ridurre il rischio per la salute pubblica e per l'ambiente a livelli di accettabilità, mediante tecniche che siano compatibili col proseguimento delle attività produttive svolte nel sito
- Nel caso degli interventi di bonifica biologica, l'uso di inoculi costituiti da MGM (microrganismi geneticamente modificati) è consentito limitatamente a sistemi di trattamento completamente chiusi definiti "bioreattori", cioè strutture nelle quali è possibile isolare completamente dall'ambiente esterno le matrici da bonificare, una volta asportate dalla giacitura originaria
- Nel caso di messa in sicurezza permanente, il collaudo degli interventi deve valutare la rispondenza tra il progetto definitivo e la realizzazione in termini di efficacia delle misure adottate al fine di impedire la migrazione degli inquinanti all'esterno dell'area oggetto dell'intervento
- Nel caso di non superamento delle CSC (concentrazioni soglia di contaminazione), l'autocertificazione predisposta dal responsabile dell'inquinamento dopo il ripristino della zona contaminata conclude il procedimento di notifica al verificarsi di un evento che sia potenzialmente in grado di contaminare il sito (salvo eventuali verifiche o controlli dell'Autorità competente)
- Nel caso di siti "in esercizio", il Modello concettuale definitivo dovrà includere tutte le informazioni necessarie per stabilire le priorità di intervento per la eventuale verifica delle sorgenti primarie di contaminazione e la messa in sicurezza e bonifica
- Nel caso di un sito inquinato soggetto a sequestro, l'autorità giudiziaria che lo ha disposto può autorizzare l'accesso al sito per l'esecuzione degli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale, anche al fine di impedire l'ulteriore propagazione degli inquinanti
- Nel caso in cui non si disponga di informazioni o dati storici, la scelta dell'ubicazione dei punti di sondaggio e prelievo del Piano di indagini è effettuata sulla base di un criterio di tipo casuale o statistico (ad esempio con griglia di campionamento)
- Nel progetto di bonifica si deve presentare una dettagliata analisi comparativa delle diverse tecnologie di intervento applicabili al sito, tenendo conto dell'efficacia nel raggiungere gli obiettivi finali, delle concentrazioni residue, dei tempi di esecuzione, dell'impatto sull'ambiente circostante degli interventi e dell'analisi dei costi
- Nell'ambito della bonifica dei siti contaminati, la "messa in sicurezza permanente" è l'insieme degli interventi per il contenimento delle fonti inquinanti che hanno carattere di definitività, finalizzati a garantire un elevato livello di sicurezza per persone e ambiente
- Nell'ambito della bonifica dei siti contaminati, la procedura di analisi di rischio inversa è utilizzata per il calcolo delle CSR (concentrazioni soglia di rischio), cioè per definire in modo rigoroso e cautelativo per l'ambiente gli obiettivi di bonifica sito specifici, che rispettino i criteri di accettabilità del rischio cancerogeno e dell'indice di rischio assunti nei punti di conformità prescelti
- Nell'ambito della caratterizzazione di un sito contaminato, per "indagini integrative" si intende tutte le indagini, integrative/aggiuntive rispetto a quanto previsto dal Piano di indagini, mirate alla definizione dei parametri sito specifici necessari per l'applicazione dell'analisi di rischio ed eventualmente alla migliore calibrazione dei modelli di calcolo impiegati
- Nell'ambito della caratterizzazione di una falda, il termine "piezometro" sta a indicare un pozzo di osservazione avente lo scopo di misurare il carico idraulico della falda a una certa profondità, che consenta di effettuare misure e rilevazioni dirette e di prelevare campioni d'acqua
- Nell'ambito dell'analisi di rischio, il "punto di conformità per le acque sotterranee" è definito come il punto a valle idrogeologico della sorgente in corrispondenza del quale deve essere garantito il ripristino dello stato originale del corpo idrico sotterraneo (ecologico, chimico e/o quantitativo), onde consentire tutti i suoi usi potenziali



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