Elenco in ordine alfabetico delle domande di Legislazione dei rifiuti
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- Secondo D.Lgs. n. 152/2006, per "oli usati" si intende qualsiasi olio industriale o lubrificante, minerale o sintetico, divenuto improprio all'uso cui era inizialmente destinato
- Secondo i D.Lgs. 49/2014 e 152/2006 la disciplina RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) prevede che i comuni assicurino la funzionalità e l'adeguatezza, in ragione della densità della popolazione, dei sistemi di raccolta differenziata dei RAEE provenienti dai nuclei domestici e l'accessibilità ai relativi centri di raccolta
- Secondo i D.Lgs. 49/2014 e 152/2006, la disciplina RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) prevede che i produttori di RAEE professionali possano avvalersi dei centri di raccolta comunali stipulando apposita convenzione con il comune e sostenendo ogni onere
- Secondo i D.Lgs. 49/2014 e 152/2006, la disciplina RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) stabilisce che i produttori di AEE (apparecchiature elettriche ed elettroniche) hanno degli obblighi di raccolta, trattamento, recupero e smaltimento dei RAEE e per questo possono applicare un contributo, al momento della messa a disposizione sul mercato nazionale di un'AEE, sul prezzo di vendita della stessa
- Secondo i D.Lgs. 49/2014, il ritiro dei RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) domestici di piccolissime dimensioni nel punto vendita del distributore avviene gratuitamente e secondo il criterio dell'uno contro zero
- Secondo i D.Lgs. 49/2014, il ritiro gratuito dei RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) domestici di piccolissime dimensioni nel punto vendita del distributore avviene attraverso la presenza di un contenitore apposito ben visibile, segnalato e con i contrassegni delle diverse tipologie conferibili
- Secondo i principi della "responsabilità condivisa" contenuti nella normativa ambientale, gli operatori delle rispettive filiere degli imballaggi garantiscono che l'impatto ambientale degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio sia ridotto al minimo possibile per tutto il ciclo di vita
- Secondo il D.Lgs. 152/2006, ai sensi della disciplina sul SII (servizio idrico integrato), la gestione del servizio idrico è soggetta alla normativa sui servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica
- Secondo il D.Lgs. 152/2006, i servizi idrici sono organizzati sulla base degli ATO (ambiti territoriali ottimali)
- Secondo il D.Lgs. 152/2006, il SII (Servizio idrico integrato) è un servizio di d'interesse economico generale
- Secondo il D.Lgs. 152/2006, in materia di terre e rocce da scavo, il suolo escavato non contaminato e altro materiale allo stato naturale possono essere utilizzati in siti diversi da quelli in cui sono stati escavati
- Secondo il D.Lgs. 152/2006, in materia di terre e rocce da scavo, il suolo escavato non contaminato e altro materiale allo stato naturale, utilizzati in siti diversi da quelli in cui sono stati escavati devono essere valutati per verificare se rientrino nella nozione di rifiuto, di sottoprodotto ovvero per la cessazione della qualifica di rifiuto
- Secondo il D.Lgs. 152/2006, in materia di terre e rocce da scavo, il suolo rientra nel campo di applicazione delle norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati quando presenta contaminazione
- Secondo il D.Lgs. 152/2006, la tariffa del SII (Servizio idrico integrato) è determinata applicando il metodo tariffario deliberato da ARERA (autorità di regolazione per energia reti e ambiente) che lo aggiorna ogni 4 anni
- Secondo il D.Lgs. 152/2006, la tariffa del SII (Servizio idrico integrato), applicata all'utenza, è articolata in una quota fissa e una variabile
- Secondo il D.Lgs. 152/2006, l'affidamento del SII (Servizio idrico integrato) spetta all'Ente di Governo d'ambito
- Secondo il D.Lgs. 152/2006, le aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano sono individuate dalle regioni su proposta delle Autorità d'ambito
- Secondo il D.Lgs. 152/2006, sui Piani di Tutela le Autorità di bacino distrettuale esprimono parere vincolante
- Secondo il D.Lgs. 152/2006, un rifiuto cessa di essere tale, quando è stato sottoposto a un'operazione di recupero, incluso il riciclaggio, e soddisfi criteri specifici, tra cui esiste un mercato o una domanda per tale sostanza od oggetto
- Secondo il D.Lgs. 152/2006, una sostanza od oggetto originati da un processo di produzione di cui costituisce parte integrante e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto per cui non esiste un mercato, deve essere gestita in deposito temporaneo per essere trattata come rifiuto
- Secondo il D.Lgs. n. 152/2006 la nozione di "produttore di rifiuti" comprende sia il "produttore iniziale" sia il "nuovo produttore"
- Secondo il D.Lgs. n. 152/2006 Parte terza, il piano di bacino, o i suoi stralci sono sottoposti a valutazione ambientale strategica (VAS) prima dell'approvazione
- Secondo il D.Lgs. n. 152/2006 si può qualificare come "produttore del prodotto" qualsiasi persona fisica o giuridica che professionalmente sviluppi, fabbrichi, trasformi, tratti, venda o importi prodotti
- Secondo il D.Lgs. n. 152/2006, al Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, non possono partecipare gli utilizzatori e i distributori esclusivamente di beni in polietilene
- Secondo il D.Lgs. n. 152/2006, al fine della classificazione delle differenti operazioni di recupero, il legislatore nazionale ha inteso codificarle in un elenco non esaustivo contrassegnandole con la lettera R seguita dalla numerazione da 1 a 13
- Secondo il D.Lgs. n. 152/2006, al fine della classificazione delle differenti operazioni di smaltimento, il legislatore nazionale ha inteso codificarle in un elenco non esaustivo contrassegnandole con la lettera D seguita dalla numerazione da 1 a 15
- Secondo il D.Lgs. n. 152/2006, al verificarsi di un evento potenzialmente in grado di contaminare un sito, l'obbligo di bonifica può sorgere all'esito della procedura di analisi di rischio sito specifica
- Secondo il D.Lgs. n. 152/2006, con "raccolta differenziata" si intende la raccolta in cui il flusso dei rifiuti è tenuto separato in base al tipo e alla natura, al fine di facilitarne il trattamento specifico
- Secondo il D.Lgs. n. 152/2006, i produttori e gli utilizzatori di imballaggi possono aderire a uno dei Consorzi dotati di personalità giuridica di diritto privato senza fine di lucro e retti da statuto
- Secondo il D.Lgs. n. 152/2006, il compostaggio aerobico individuale costituisce attività che implica una riduzione della tariffa comunale per la gestione dei rifiuti urbani
- Secondo il D.Lgs. n. 152/2006, il compostaggio effettuato collettivamente da più utenze domestiche e non della frazione organica dei rifiuti urbani prodotti dalle medesime al fine dell'utilizzo del compost da parte delle utenze conferenti è definito compostaggio di comunità
- Secondo il D.Lgs. n. 152/2006, in sede di rinnovo delle autorizzazioni all'esercizio di un impianto, le imprese che risultino registrate a determinati sistemi di ecogestione e audit possono sostituire tali autorizzazioni con autocertificazione resa alle autorità competenti
- Secondo il D.Lgs. n. 152/2006, Parte quarta , Titolo II, è un sottoprodotto qualsiasi sostanza od oggetto originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto
- Secondo il D.Lgs. n. 152/2006, Parte quarta, Titolo II, l'attività di gestione dei rifiuti di imballaggio deve promuovere forme di cooperazione tra i soggetti pubblici e privati
- Secondo il D.Lgs. n. 152/2006, per "raccolta differenziata" si intende la raccolta in cui un flusso di rifiuti è tenuto separato in base al tipo e alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne il trattamento specifico
- Secondo il D.Lgs. n. 152/2006, per "recupero" si intende qualsiasi operazione che permetta ai rifiuti di svolgere un ruolo utile sostituendo altri materiali che sarebbero altrimenti utilizzati per assolvere una particolare funzione o li prepara ad assolvere tale funzione all'interno dell'impianto o nell'economia generale
- Secondo il D.Lgs. n. 152/2006, per "smaltimento" si intende ogni operazione avente caratteristica residuale diversa dal recupero da utilizzare solo in mancanza di altre opzioni e che non consente il recupero di risorse
- Secondo il D.Lgs. n. 188/2008 i produttori di pile e accumulatori, ovvero i terzi che agiscono in loro nome possono avvalersi delle strutture di raccolta, ove istituite dal servizio pubblico, previa stipula di apposita convenzione definita sulla base di un accordo di programma quadro stipulato con l'ANCI
- Secondo il D.Lgs. n. 188/2008 i sistemi di raccolta separata di rifiuti costituiti da pile e accumulatori portatili consentono agli utilizzatori finali di disfarsi gratuitamente dei rifiuti di pile o accumulatori portatili in punti di raccolta loro accessibili nelle vicinanze, tenuto conto della densità della popolazione
- Secondo il D.Lgs. n. 188/2008 il Centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori (CDCNPA) è costituito dai produttori di pile e di accumulatori, individualmente o in forma collettiva
- Secondo il D.Lgs. n. 188/2008 il produttore di pile e accumulatori può immettere sul mercato i propri prodotti solo a seguito di iscrizione telematica al Registro nazionale dei soggetti tenuti al finanziamento dei sistemi di gestione dei rifiuti di pile e accumulatori
- Secondo il diritto UE gli Stati membri, in linea con la gerarchia dei rifiuti, dovrebbero sostenere l'uso di materiali riciclati
- Secondo il diritto UE in materia di rifiuti il produttore e il detentore di rifiuti dovrebbero gestirli in modo da garantire un livello elevato di protezione dell'ambiente e della salute umana
- Secondo il DPR n. 59/2013, allo scadere dell'AUA (autorizzazione unica ambientale) il gestore deve presentare istanza di rinnovo, prima della scadenza, almeno 6 mesi
- Secondo il DPR n. 59/2013, la domanda di AUA (autorizzazione unica ambientale) deve essere presentata agli sportelli SUAP del comune di riferimento
- Secondo il DPR n. 59/2013, la durata dell'AUA (autorizzazione unica ambientale) è di 15 anni, con istanza di rinnovo da presentare almeno sei mesi prima della scadenza
- Secondo il DPR n. 59/2013, la procedura per il rilascio dell'AUA (autorizzazione unica ambientale) prevede che il gestore presenti apposita domanda al SUAP
- Secondo il principio "chi inquina paga", i costi degli interventi di ripristino ambientale e dei risarcimenti dei danni gravano sui soggetti responsabili degli inquinamenti
- Secondo il principio di precauzione si devono adottare misure di tutela e prevenzione ambientale quando non sia assolutamente certo che un determinato fenomeno sia nocivo per l'ambiente, ma, al contempo, sussista un dubbio scientificamente attendibile che possa esserlo
- Secondo il principio di sussidiarietà, la pianificazione e gestione del settore dei rifiuti prevede la distribuzione delle competenze tra Stato, regioni, province, comuni
- Secondo la Direttiva europea, sui veicoli fuori uso, i costi di rottamazione devono essere sostenuti interamente, o comunque in larga parte, dai produttori
- Secondo la gerarchia dei rifiuti, l'attività di prevenzione precede quella di preparazione per il riutilizzo
- Secondo la gerarchia delle attività di gestione dei rifiuti, l'attività di prevenzione precede quella di preparazione per il riutilizzo
- Secondo l'art. 183 del D.Lgs. n. 152/2006, costituisce attività di "rigenerazione degli oli usati" qualsiasi operazione di riciclaggio che permetta di produrre oli di base mediante una raffinazione degli oli usati, che comporti la separazione dei contaminanti, dei prodotti di ossidazione e degli additivi contenuti in tali oli
- Secondo l'art. 183 del D.Lgs. n. 152/2006, sono qualificati come rifiuti speciali i veicoli fuori uso
- Secondo l'art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006, è possibile modificare le prescrizioni e le condizioni dell'AUA (autorizzazione unica ambientale) prima della sua scadenza solo in casi particolari e comunque prima del termine di scadenza, dopo almeno cinque anni dal rilascio
- Secondo l'art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006, entro trenta giorni dal ricevimento della domanda per l'autorizzazione unica in materia di rifiuti la regione individua il responsabile del procedimento e convoca apposita conferenza di servizi
- Secondo l'art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006, i termini per la richiesta di rinnovo dell'AUA (autorizzazione unica ambientale) in materia di rifiuti sono di almeno 180 giorni prima della scadenza
- Secondo l'art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006, il mancato rispetto delle prescrizioni dell'AUA (autorizzazione unica ambientale) è punito in misura diversa a seconda della gravità dell'infrazione
- Secondo l'art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006, il mancato rispetto delle prescrizioni dell'AUA (autorizzazione unica ambientale) comporta diffida, diffida e sospensione, revoca a seconda della gravità del fatto
- Secondo l'art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006, la campagna di un impianto mobile deve essere comunicata alla regione almeno 20 gg prima dell'installazione
- Secondo l'art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006, la validità dell'AUA (autorizzazione unica ambientale) in materia di rifiuti è di anni 10
- Secondo l'art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006, l'AUA (autorizzazione unica ambientale) in materia di rifiuti ha durata di 10 anni ed è rinnovabile, salvo casi particolari
- Secondo l'art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006, l'autorizzazione unica in materia di rifiuti accorpa l'autorizzazione alla realizzazione e alla gestione dell'impianto
- Secondo l'art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006, l'autorizzazione unica per gli impianti di smaltimento e recupero è richiesta per impianto di smaltimento e recupero non soggetto alla normativa IPPC
- Secondo l'art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006, le procedure che regolano l'AUA (autorizzazione unica ambientale) per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti si applicano per la realizzazione di varianti sostanziali in corso d'opera o di esercizio che comportino modifiche a seguito delle quali gli impianti non sono più conformi all'autorizzazione rilasciata
- Secondo l'art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006, per la realizzazione e la gestione degli impianti di gestione rifiuti sono sottoposti ad autorizzazione alla realizzazione e alla gestione a seconda della tipologia di impianto e dell'attività svolta
- Secondo l'art. 208 del D.Lgs. n. 152/2006, qualora l'evoluzione tecnologica consenta una riduzione significativa degli impatti, le prescrizioni contenute in AUA (autorizzazione unica ambientale) per impianto rifiuti possono essere modificate, con le procedure di legge, prima del termine di scadenza e dopo almeno cinque anni dal rilascio
- Secondo l'art. 211 del D.Lgs. n. 152/2006, la durata dell'autorizzazione per gli impianti di ricerca e sperimentazione può essere prorogata per un periodo non superiore a due anni
- Secondo l'art. 211 del D.Lgs. n. 152/2006, l'autorizzazione degli impianti di ricerca e sperimentazione per la gestione rifiuti ha validità di due anni salvo proroga che può essere concessa previa verifica dei risultati annuali raggiunti e non può comunque superare altri due anni
- Secondo l'art. 214 del D.Lgs. n. 152/2006, ai fini di delimitare il campo di applicazione delle procedure semplificate, occorrono decreti del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con gli altri Ministri competenti
- Secondo l'art. 214 del D.Lgs. n. 152/2006, la comunicazione relativa al procedimento semplificato per l'esercizio delle operazioni di recupero dei rifiuti deve essere rinnovata ogni cinque anni e, comunque, in caso di modifica sostanziale delle operazioni di recupero
- Secondo l'art. 214 del D.Lgs. n. 152/2006, le norme, che definiscono il campo di applicazione delle procedure semplificate, devono indicare, per ciascun tipo di attività tipi e quantità di rifiuti e condizioni in base alle quali le attività di smaltimento di rifiuti non pericolosi sono sottoposte alle procedure semplificate suddette
- Secondo l'art. 214 del D.Lgs. n. 152/2006, sono sottoposte alle procedure semplificate, in base alle norme che fissano i tipi e le quantità di rifiuti e le condizioni di ammissibilità le attività di smaltimento di rifiuti non pericolosi effettuate dai produttori nei luoghi di produzione degli stessi
- Secondo l'art. 215 del D.Lgs. n. 152/2006, le attività di autosmaltimento dei rifiuti non pericolosi sono soggette, nel rispetto di determinate caratteristiche, a una comunicazione di inizio di attività
- Secondo l'art. 215 del D.Lgs. n. 152/2006, le attività di autosmaltimento dei rifiuti possono essere intraprese decorsi novanta giorni dalla comunicazione di inizio di attività alla provincia territorialmente competente
- Secondo l'art. 215 del D.Lgs. n. 152/2006, le attività di autosmaltimento di rifiuti pericolosi e la discarica di rifiuti restano sottoposte al regime autorizzatorio generale
- Secondo l'art. 222 del D.Lgs. n. 152/2006, adotta poteri sostitutivi nei confronti dell'autorità competente nel settore dei rifiuti il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica
- Secondo l'art. 222 del D.Lgs. n. 152/2006, i poteri sostitutivi ministeriali possono essere adottati, in caso di autorità competenti inadempienti, per interventi finalizzati a attuare la raccolta differenziata dei rifiuti
- Secondo l'art. 223 del D.Lgs. n. 152/2006, i consorzi per la gestione dei rifiuti sono esonerati dall'obbligo di iscriversi all'Albo nazionale gestori ambientali limitatamente alle attività di intermediazione e commercio senza detenzione di rifiuti
- Secondo l'art. 223 del D.Lgs. n. 152/2006, per poter partecipare a un consorzio per la gestione dei rifiuti occorre essere produttore del rifiuto ovvero operatore della filiera da cui il rifiuto scaturisce
- Secondo l'art. 230 del D.Lgs. n. 152/2006, i rifiuti derivanti da attività di manutenzione delle infrastrutture sono raccolti direttamente dal gestore dell'infrastruttura a rete che può provvedere alla consegna a gestori di impianti di smaltimento o recupero
- Secondo quanto disposto dal D.M. 04 aprile 2023 n. 59, quando deve essere versato il contributo annuale al RENTRI? all'atto dell'iscrizione al RENTRI e successivamente entro il 30 aprile di ogni anno;
- Secondo quanto disposto dal D.M. 04 aprile 2023 n.59, chi è obbligato a installare i sistemi di geolocalizzazione? I soggetti iscritti al RENTRI e all'Albo nazionale gestori ambientali in Categoria 5 che trasportano rifiuti speciali pericolosi;
- Si considerano "provenienti dai nuclei domestici" i RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) originati dai nuclei domestici nonché i RAEE di origine commerciale, industriale, istituzionale e di altro tipo, analoghi, per natura e quantità, a quelli originati dai nuclei domestici
- Si stima che il riscaldamento terrestre sia dovuto essenzialmente al fatto che circa il 65% delle radiazioni emesse dalla superficie terrestre vengono respinte dai gas serra
- Si stima che nell'UE attualmente il settore dei trasporti produca emissioni da gas serra per oltre un quarto delle emissioni totali
- Sono classificati come rifiuti speciali quelli da lavorazioni industriali diversi da quelli urbani
- Spetta alle regioni la predisposizione, l'adozione e l'aggiornamento dei piani regionali di gestione dei rifiuti
- Sulla autorizzazione integrata ambientale (AIA), la valutazione in ordine alla sostenibilità ambientale degli effetti inquinanti degli impianti sottoposti all'AIA va effettuata sulla base delle "migliori tecniche disponibili" (BAT)
- Sulla base della classe di qualità dei corpi idrici, le regioni, nei Piani di Tutela, stabiliscono e adottano le misure necessarie al raggiungimento o al mantenimento degli obiettivi di qualità ambientale
- Sulla tutela del suolo e delle acque (D.Lgs. n. 152/2006 Parte terza), il piano di bacino distrettuale deve essere adottato dall'Autorità di bacino distrettuale
- Sulla tutela del suolo e delle acque (D.Lgs. n. 152/2006 Parte terza), in ciascun distretto idrografico è istituita l'Autorità di bacino distrettuale, che provvede all'elaborazione del piano di bacino distrettuale
- Sulla tutela del suolo e delle acque (D.Lgs. n. 152/2006 Parte terza), l'Autorità di bacino distrettuale è istituita in ciascun distretto idrografico
- Sullo schedario di carico scarico dei RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) conferiti ai distributori, installatori e gestori dei centri di assistenza deve essere indicata la data di consegna unitamente alla firma di chi riceve il rifiuto



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