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Elenco in ordine alfabetico delle domande di Quesiti professionali

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- Un accesso periferico presenta dolore, eritema e calore lungo il decorso venoso, compatibili con flebite. Qual è la gestione più appropriata?   Interrompere l'uso del catetere, valutarne la rimozione e gestire il sito in base alla gravità dei segni
- Un accesso periferico presenta dolore. Quale reperto associato orienta maggiormente verso flebite piuttosto che infiltrazione?   Eritema e calore lungo il decorso venoso con indurimento palpabile
- Un accesso periferico presenta medicazione umida, ma il sito non è dolente né arrossato. Qual è la gestione più appropriata?   Sostituire la medicazione con tecnica asettica e rivalutare il sito durante la procedura
- Un accesso venoso presenta dolore e gonfiore senza allarmi della pompa. Qual è la priorità?   Valutare subito sito e pervietà, senza affidarsi agli allarmi
- Un adolescente competente a comprendere esprime forte dissenso rispetto a una procedura cui i genitori acconsentono. Quale condotta infermieristica è più appropriata?   Segnalare il conflitto, garantire ascolto e informazione e attivare il percorso previsto
- Un adulto è non responsivo e non respira normalmente. Qual è la priorità?   Attivare la risposta all'arresto e iniziare immediatamente la rianimazione prevista
- Un adulto ad alto rischio di caduta sa premere il campanello, ma dice che si alzerà da solo se gli operatori sembrano occupati. Il piano concordato prevede assistenza prima di ogni trasferimento. Quale verifica educativa valuta se ha compreso come applicare il piano in questa situazione?   Proporgli lo scenario degli operatori occupati e chiedergli come richiederà e attenderà l'assistenza, chiarendo con lui eventuali difficoltà nell'applicare il piano
- Un adulto allettato ad alto rischio di lesioni da pressione ha cute integra e non riesce a riposizionare autonomamente le gambe. In posizione supina occorre prevenire il carico sui talloni; non vi sono controindicazioni alla loro elevazione. Quale sistemazione dei supporti è coerente con questo obiettivo?   Collocare supporti lungo i polpacci, lasciando i talloni liberi dal materasso e senza pressione diretta sul tendine d'Achille
- Un adulto capace di decidere dichiara di non voler ricevere le informazioni sulla propria diagnosi e indica espressamente la moglie perché le riceva e presti il consenso in sua vece. Secondo l'art. 1 della legge 219/2017, quale interpretazione è corretta?   Il paziente può compiere questa scelta; il rifiuto delle informazioni e l'indicazione della moglie devono essere registrati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico
- Un adulto capace di decidere rifiuta consapevolmente il coinvolgimento dei familiari e chiede di apprendere personalmente una procedura domiciliare. La valutazione ne conferma le capacità cognitive e motorie necessarie, ma l'addestramento non è ancora completato. Come organizzare il percorso educativo?   Avviare l'addestramento individuale concordato con il paziente, verificando mediante esecuzione della procedura che acquisisca le competenze necessarie alla gestione domiciliare
- Un adulto con BPCO clinicamente stabile presenta affaticamento durante l'igiene, già valutato dall'équipe, senza nuovi segni di deterioramento. La valutazione funzionale mostra che riesce a lavare viso e tronco da seduto con pause, ma necessita di aiuto per gli arti inferiori. Desidera mantenere le attività che riesce a svolgere. Quale piano rispetta queste capacità?   Concordare igiene da seduto suddivisa in fasi con pause, assistendo gli arti inferiori e rivalutando la tolleranza durante le attività svolte
- Un adulto con debolezza stabile dell'arto superiore sinistro ha mobilità passiva consentita e usa prevalentemente la mano destra. Durante l'addestramento alla vestizione indossa una camicia ampia aperta davanti. Quale ordine facilita la vestizione e la svestizione dell'arto meno mobile?   Infilare prima la manica sinistra quando si veste e sfilare prima la manica destra quando si sveste
- Un adulto con diabete presenta glicemia di 48 mg/dL ed è cosciente. Per disfagia è prescritta la sospensione della via orale; è disponibile un accesso venoso funzionante. Quale trattamento, da attuare secondo prescrizione o protocollo, è preferibile per correggere l'ipoglicemia in questa situazione?   Glucosio per via endovenosa, con successivo controllo della glicemia e della risposta clinica
- Un adulto con grave deficit visivo comprende la terapia e vuole gestirla personalmente. Non distingue le confezioni, anche con caratteri ingranditi, ma riconosce contrassegni tattili. Con infermiere e farmacista sono stati predisposti contrassegni sulle confezioni originali, senza coprire le etichette, e istruzioni audio accessibili. Quale verifica dimostra meglio che può usare il sistema per la terapia corrente?   Chiedergli di identificare le confezioni tramite i contrassegni e mostrare, usando le istruzioni audio, quali dosi assumere e nei rispettivi orari
- Un adulto con ipoacusia nota è vigile, orientato e clinicamente stabile, senza cambiamenti cognitivi recenti. Durante l'educazione alla dimissione fatica a seguire il colloquio in una stanza rumorosa e riferisce che uno degli apparecchi acustici non emette suono. Quale intervento affronta per primo gli ostacoli descritti?   Ridurre il rumore, parlare frontalmente con chiarezza e verificare funzionamento e corretto posizionamento degli apparecchi, quindi ricontrollare la comprensione del paziente
- Un adulto con screening nutrizionale positivo ha BMI 32 kg/m² e nessun calo ponderale involontario documentato. La massa muscolare risulta ridotta secondo una tecnica di composizione corporea validata; da dieci giorni l'apporto energetico è il 45% del fabbisogno stimato. Quale interpretazione è corretta secondo i criteri GLIM?   Sono presenti un criterio fenotipico e uno eziologico per la diagnosi di malnutrizione; il BMI elevato non esclude che questa combinazione soddisfi i criteri GLIM
- Un adulto con vomito ripetuto e scarso introito presenta PA 92/58 mmHg rispetto a 128/76, FC 112/min, estremità fredde e riempimento capillare di quattro secondi; la diuresi è diminuita. Quale interpretazione integra meglio questi reperti senza attribuire una diagnosi eziologica certa?   Una possibile riduzione del volume circolante con ipoperfusione, da valutare tempestivamente insieme alle altre cause di deterioramento
- Un adulto deve apprendere una nuova terapia prima della dimissione. La conversazione in italiano non gli consente di comprendere dosi e orari. È disponibile un interprete sanitario qualificato nella sua lingua, che il paziente accetta; un familiare non qualificato si offre di tradurre. Quale modalità verifica meglio la comprensione personale del paziente?   Comunicare attraverso l'interprete rivolgendosi al paziente e chiedergli di spiegare dosi e orari nella propria lingua, facendo interpretare anche la risposta
- Un adulto di 74 anni che vive a domicilio completa tutti i sette item della Short FES-I, con punteggi 2, 3, 2, 4, 1, 3 e 2. Quale risultato e interpretazione corrispondono alle fasce di preoccupazione per le cadute della versione breve?   17 punti, preoccupazione elevata per le cadute: il risultato appartiene alla fascia 14-28 della Short FES-I, senza quantificare una probabilità individuale di caduta
- Un adulto di 80 kg ha una raccolta urinaria completa e affidabile di 240 mL tra le 08:00 e le 16:00. Non risultano perdite né ostruzioni del sistema. La creatinina attuale non è ancora disponibile. Quale interpretazione è corretta rispetto al criterio urinario di danno renale acuto nell'adulto?   Il valore è 0,375 mL/kg/ora; la riduzione documentata per otto ore soddisfa il criterio urinario, anche senza il risultato della creatinina
- Un adulto in ossigenoterapia con target prescritto di SpO 94-98% ha una riduzione dal 94% all'88%; la cannula nasale appare parzialmente dislocata. È vigile, senza segni di ostruzione delle vie aeree. Quale sequenza iniziale è più appropriata?   Verificare e correggere la dislocazione se sicuro, rivalutando immediatamente paziente e risposta della saturazione
- Un adulto intubato, senza sedazione in corso né deficit motori che interferiscano con l'esame, apre gli occhi spontaneamente ed esegue correttamente una richiesta motoria in due parti. Il tubo impedisce la risposta verbale. Secondo l'approccio strutturato alla Glasgow Coma Scale, quale registrazione è corretta?   E4, V non valutabile, M6: nessun totale numerico, registrando separatamente le componenti e l'intubazione come fattore che impedisce di valutare quella verbale
- Un adulto passa da una creatinina basale di 100 micromol/L a 150 micromol/L nell'arco di 7 giorni. Come va interpretata questa variazione secondo i criteri NICE per AKI?   L'aumento del 50% rispetto al baseline soddisfa un criterio di AKI
- Un adulto precedentemente continente riconosce il normale bisogno di urinare, ma la nuova debolezza rallenta il trasferimento e l'apertura degli indumenti. Le perdite avvengono durante questa attesa; con accesso tempestivo e assistito alla comoda non si verificano. Non riferisce urgenza improvvisa né perdite con tosse o starnuti. Quale meccanismo è maggiormente sostenuto dai dati?   Incontinenza funzionale: la limitazione motoria ostacola l'accesso tempestivo alla toilette, mentre l'assistenza al trasferimento consente al paziente di mantenerne l'uso senza perdite
- Un adulto richiede e accetta una prestazione sanitaria. I dati sulla salute sono trattati dai professionisti coinvolti, soggetti al segreto professionale, esclusivamente per quanto necessario a quella prestazione. Il caso non riguarda FSE, dossier sanitario o usi ulteriori. Quale affermazione distingue correttamente consenso alla cura e trattamento dei dati?   Per i dati necessari alla prestazione richiesta non occorre un distinto consenso privacy; restano gli obblighi informativi e le condizioni previste per il consenso alla cura
- Un adulto ricoverato per malattia acuta ha BMI 22 kg/m² e peso attuale 66 kg, rispetto a 72 kg tre mesi prima; il calo è involontario. Non riceve apporti nutrizionali per alcuna via da tre giorni e si prevede che questa condizione duri altri quattro giorni. Quale punteggio MUST e categoria di rischio sono corretti?   3 punti, rischio alto: BMI 0, calo ponderale 1 e malattia acuta 2; si considera anche l'assenza di apporti prevista oltre cinque giorni
- Un adulto vigile e in grado di deglutire in sicurezza presenta glicemia 62 mg/dL e lieve tremore pochi minuti prima del pranzo. Quale sequenza è più appropriata?   Trattare con carboidrati a rapido assorbimento, ricontrollare la glicemia e quindi gestire il pasto in base alla risposta
- Un adulto, dopo analgesia con oppioide, diventa progressivamente sonnolento. La frequenza respiratoria passa da 16 a 8/min con atti superficiali; la SpO è 97% durante ossigenoterapia. Quale interpretazione del dato saturimetrico è corretta?   La SpO nel target non esclude ipoventilazione e accumulo di CO ; frequenza, profondità respiratoria e coscienza richiedono valutazione e risposta urgente
- Un allarme di alta pressione associato a desaturazione improvvisa richiede:   Valutazione rapida di vie aeree, circuito, secrezioni e complicanze acute
- Un allarme di bassa pressione in ventilazione invasiva deve far cercare innanzitutto:   Disconnessioni, perdite o problemi del circuito/tubo
- Un allarme di saturazione compare improvvisamente ma il paziente appare stabile. Qual è la prima condotta?   Verificare rapidamente paziente, segnale e sensore prima di interpretare l'allarme come reale
- Un ambulatorio registra bassa copertura vaccinale in persone che lavorano negli orari di apertura. Quale intervento affronta una barriera strutturale?   Ampliare orari o modalità di accesso e misurare l'effetto sulla copertura
- Un antibiotico tempo-dipendente è programmato a intervalli regolari. Un ritardo significativo richiede soprattutto:   Gestire dose e orari in base a entità del ritardo, intervallo previsto e indicazioni applicabili
- Un anziano a rischio di caduta si alza di notte per andare in bagno. Quale farmaco della sua terapia serale aumenta maggiormente il rischio di caduta?   Lorazepam (benzodiazepina)
- Un anziano abitualmente conversante diventa improvvisamente silenzioso e poco partecipe. Cosa fare?   Considerare delirium ipoattivo e valutare il cambiamento dal baseline
- Un anziano assume molti farmaci e presenta cadute recenti. Quale intervento preventivo è più appropriato?   Rivedere la terapia in una valutazione multifattoriale
- Un anziano che fino al giorno precedente camminava autonomamente necessita improvvisamente di assistenza significativa per alzarsi e trasferirsi, mentre i parametri vitali restano nei limiti abituali. Qual è l'interpretazione più appropriata?   È un nuovo deterioramento funzionale che può segnalare un problema acuto e richiede valutazione tempestiva
- Un anziano che usa abitualmente gli occhiali è ricoverato in un ambiente non familiare. Quale intervento favorisce meglio orientamento e sicurezza?   Assicurarne disponibilità, pulizia e uso appropriato quando necessari
- Un anziano con demenza diventa improvvisamente agitato, urina poco e riferisce dolore sovrapubico. Qual è la prima ipotesi assistenziale da verificare?   Ritenzione urinaria o altra causa acuta di delirium
- Un anziano con demenza ricoverato per infezione è a rischio di delirium perché:   Presenta fattori predisponenti e precipitanti che richiedono sorveglianza attiva
- Un anziano con diarrea e ridotto apporto diventa confuso e ipoteso. Quale valutazione ha priorità?   Valutare subito perfusione, idratazione e farmaci in uso
- Un anziano con urgenza minzionale si alza rapidamente di notte senza chiamare. Quale intervento affronta direttamente il fattore precipitante riducendo il rischio di caduta?   Garantire accesso rapido al bagno, assistenza e percorso sicuro
- Un anziano diventa pallido e instabile subito dopo essersi alzato. Cosa fare?   Metterlo in sicurezza seduto o sdraiato e rivalutare la pressione
- Un anziano fragile precedentemente mobile riduce improvvisamente l'attività, mangia poco e necessita di maggiore assistenza nei cambi di posizione. Qual è l'approccio più appropriato per prevenire lesioni da pressione?   Rivalutare il rischio e intensificare un piano individuale su riposizionamento, cute, superfici, umidità e nutrizione
- Un anziano fragile presenta contemporaneamente problemi clinici, cognitivi, funzionali e sociali. Qual è il vantaggio principale della CGA?   Integrare problemi interdipendenti in un piano multidisciplinare coordinato
- Un anziano fragile ricoverato per infezione, abitualmente autonomo, oggi è disattento e rallentato rispetto al baseline. Qual è la priorità?   Sospettare delirium ipoattivo e ricercarne le cause acute
- Un anziano in terapia anticoagulante riferisce trauma cranico apparentemente lieve con sintomi iniziali modesti. Qual è il principio corretto?   Il rischio intracranico va valutato subito anche con sintomi modesti
- Un anziano incontinente presenta cute perineale arrossata. Qual è un principio assistenziale appropriato?   Gestire umidità e incontinenza e proteggere la cute
- Un anziano mangia poco soprattutto perché non riesce ad aprire confezioni e usare le posate. Qual è l'intervento iniziale più coerente con il problema identificato?   Rimuovere la barriera funzionale con assistenza o adattamenti durante il pasto
- Un anziano precedentemente collaborante diventa improvvisamente più quieto, inattento e sonnolento, con andamento fluttuante durante la giornata, senza agitazione. Quale interpretazione è più appropriata?   Il quadro è compatibile con delirium ipoattivo e richiede ricerca di cause acute
- Un anziano presenta cute molto secca e fragile, senza lesioni. Quale combinazione è maggiormente coerente con la protezione della barriera cutanea?   Detergere con prodotti non aggressivi, asciugare senza sfregare e applicare idratanti quando indicato
- Un anziano presenta nuova confusione, febbre e riduzione della diuresi. Quale interpretazione assistenziale è più appropriata?   Considerare il cambiamento cognitivo associato a febbre e oliguria come possibile segnale di deterioramento che richiede valutazione tempestiva
- Un anziano ricoverato dorme a lungo di giorno e poco di notte. Quale intervento aiuta a riallineare il ritmo sonno-veglia?   Esporre il paziente alla luce naturale al mattino e proporre attività di giorno
- Un anziano ricoverato, prima autonomo, trascorre gran parte della giornata a letto nonostante la stabilità clinica. Qual è l'intervento più appropriato?   Promuovere una mobilizzazione sicura adatta alle capacità residue
- Un anziano tenta di scavalcare le sponde del letto. Qual è la considerazione più corretta?   Le sponde possono aumentare la gravità di una caduta e la strategia va rivalutata
- Un approccio rights-based in salute mentale richiede di:   Promuovere dignità, autonomia, scelta e partecipazione alle decisioni
- Un approccio territoriale orientato all'equità richiede soprattutto:   Adattare modalità, intensità e strumenti dell'intervento ai bisogni e alle barriere che possono limitare l'accesso o gli esiti di salute
- Un arto diventa improvvisamente freddo, pallido e doloroso rispetto al controlaterale. Qual è la priorità?   Sospettare un'ischemia arteriosa acuta e chiedere una valutazione urgente
- Un arto inferiore diventa unilateralmente gonfio, caldo e dolente. Qual è la condotta?   Sospettare una trombosi venosa e chiedere valutazione
- Un assistito sa ripetere le indicazioni sulla terapia, ma nella vita quotidiana commette ancora errori nella gestione. Quale caratteristica deve avere l'educazione dell'IFeC?   Essere personalizzata e verificare la capacità di applicare le indicazioni, con rivalutazione nel tempo
- Un atleta asintomatico ha FC a riposo 45/min; un anziano con FC 45/min ha appena avuto una sincope. Quale interpretazione è corretta?   Nell'anziano richiede valutazione tempestiva; nell'atleta è verosimilmente fisiologica
- Un atleta presenta FC 52/min, è asintomatico, ha pressione e perfusione conservate e documenta valori abituali analoghi. Quale interpretazione è più appropriata?   Reperto compatibile con il suo valore abituale, in assenza di altri elementi anomali
- Un audit mostra elevata aderenza alla procedura ma outcome invariati. Quale domanda viene prima?   Se la procedura incide sugli outcome misurati dagli indicatori
- Un audit mostra elevata documentazione dei piani ma scarsa rivalutazione degli esiti. Qual è il problema principale?   Il processo si concentra sulla pianificazione senza chiudere il ciclo con verifica e adattamento
- Un audit mostra elevato consumo di guanti ma bassa aderenza all'igiene delle mani. Quale interpretazione è più corretta?   L'uso dei guanti non sostituisce l'igiene delle mani e un impiego improprio può favorire la trasmissione
- Un audit mostra numerose riammissioni per disidratazione dopo nuova ileostomia. Quale analisi è più utile per individuare possibili aree di miglioramento?   Esaminare educazione alla dimissione, effluente, criteri di ricontatto, supporto e tempi delle riammissioni
- Un audit osservazionale rileva aderenza bassa all'igiene delle mani prima di procedure asettiche. Il feedback più utile è:   Specifico, tempestivo e collegato al momento assistenziale critico
- Un audit rileva corretta pulizia dei pavimenti ma scarsa attenzione a sponde del letto e comodini. Quale intervento è prioritario?   Riorientare procedure e controlli sulle superfici high-touch e verificare in modo strutturato l'aderenza
- Un audit rileva numerosi cateteri urinari ancora in sede senza un'indicazione attuale documentabile. Quale intervento è prioritario?   Rivalutare sistematicamente l'indicazione e rimuovere subito i cateteri non indicati
- Un aumento ponderale interdialitico marcato può indicare:   Accumulo di liquidi e necessità di riesaminare introiti e piano dialitico
- Un aumento progressivo della PaCO2 associato a riduzione della vigilanza suggerisce:   Peggioramento ventilatorio da rivalutare con priorità
- Un bundle è stato introdotto correttamente sulla carta, ma gli esiti non migliorano. Quale verifica offre l'informazione più utile per decidere il passo successivo?   Misurare l'aderenza ai singoli componenti del bundle e restituire feedback mirato
- Un calcolo corretto produce un volume insolitamente piccolo rispetto alla pratica abituale. Qual è il passo successivo più appropriato?   Verificare unità, concentrazione, dose e plausibilità del risultato
- Un calcolo determina un volume di 3,333 mL. Quale criterio deve guidare l'arrotondamento?   La precisione richiesta e la graduazione del dispositivo
- Un calcolo indica che per la dose prescritta servono 12,5 mL, mentre ogni fiala contiene 10 mL. Qual è la condotta corretta?   Usare due fiale e prelevare complessivamente 12,5 mL dopo aver verificato il calcolo
- Un campione appare composto prevalentemente da saliva. Qual è la condotta più appropriata?   Considerare il campione non idoneo e ripetere la raccolta
- Un campione chirurgico destinato all'anatomia patologica deve essere identificato:   In modo univoco, collegando paziente, sede e richiesta
- Un campione prelevato da una linea attraverso cui è stata infusa soluzione glucosata può risultare:   Alterato se il prelievo non evita adeguatamente contaminazione o diluizione da parte della soluzione infusa
- Un caregiver anticipa ogni bisogno e limita le attività che la persona potrebbe ancora fare. Qual è l'intervento più appropriato?   Concordare modalità di aiuto che proteggano la sicurezza senza sostituire capacità residue
- Un caregiver appare competente ma riferisce di non poter più garantire assistenza notturna. Qual è l'errore da evitare?   Mantenere invariato il piano nonostante il limite assistenziale dichiarato
- Un caregiver apprende rapidamente una procedura ma, davanti a una variazione imprevista, introduce autonomamente una modifica non prevista che non determina conseguenze immediate. Quale aspetto è prioritario verificare?   Se distingue le variazioni gestibili da quelle che richiedono aiuto
- Un caregiver chiede di non dire alla persona che la situazione sta peggiorando. Qual è la prima risposta professionale?   Esplorare la richiesta e tutelare il diritto della persona a partecipare alle informazioni e alle decisioni
- Un caregiver esegue bene una procedura ma non riconosce quando le condizioni della persona richiedono di interromperla. Quale obiettivo educativo manca?   Riconoscere limiti, segnali di allarme e criteri per richiedere supporto
- Un caregiver insiste affinché una persona fragile scelga una determinata opzione e risponde al posto suo durante ogni colloquio. Quale intervento è più appropriato?   Creare uno spazio di dialogo diretto con la persona per esplorarne la volontà
- Un caregiver prepara i farmaci correttamente, ma la persona non sa più a cosa servono. Qual è il rischio?   Perdita di partecipazione e di capacità di autogestione
- Un caregiver riferisce che negli ultimi tre giorni il paziente ha ridotto nettamente l'assunzione di cibo. Come deve essere utilizzata questa informazione nell'accertamento infermieristico?   Come dato riferito da integrare con quantità assunte, peso e altri indicatori nutrizionali
- Un caregiver riferisce di sentirsi competente ma mostra difficoltà quando la situazione devia dallo scenario abituale. Quale verifica è più utile?   Verificare l'uso dei criteri decisionali in variazioni realistiche
- Un caregiver riferisce esaurimento e difficoltà a gestire la situazione. Qual è l'intervento più appropriato?   Valutare i suoi bisogni e orientarlo verso supporti disponibili
- Un caregiver riferisce sonno interrotto, irritabilità e difficoltà a lasciare sola la persona assistita. Qual è la priorità?   Valutare carico e sostenibilità della cura, oltre all'esecuzione delle attività
- Un caregiver riferisce stanchezza crescente ma insiste di poter continuare. Quale dato orienta meglio la decisione?   Impatto del carico su sicurezza, salute del caregiver e sostenibilità della cura
- Un caregiver sa collegare correttamente la nutrizione enterale ma non riconosce quando sospendere e chiedere aiuto. Come va valutata la competenza?   Incompleta: deve anche riconoscere i problemi e quando chiedere aiuto
- Un catetere oppone resistenza durante il flush. Qual è la condotta più sicura?   Interrompere il tentativo, non forzare e ricercare la causa della resistenza
- Un cittadino necessita di orientamento telefonico per un bisogno sanitario non urgente e non sa quale servizio territoriale contattare. Quale servizio è specificamente destinato a questo tipo di accesso?   Centrale operativa 116117
- Un collega chiede temporaneamente username e password per registrare un'attività urgente. Quale risposta è più appropriata?   Non condividere credenziali personali e usare percorsi che garantiscano accesso individuale e tracciabilità
- Un collega propone di modificare retrospettivamente una registrazione per far risultare eseguito un controllo che non è stato effettuato. Qual è la risposta più appropriata?   Rifiutare la falsificazione e segnalare la criticità nei canali previsti
- Un collega riconosce un errore, è molto scosso ma collabora pienamente alla gestione dell'evento. Quale risposta dell'équipe è più appropriata?   Garantire sicurezza e analisi dell'evento, offrendo supporto senza annullare l'accountability
- Un compito viene omesso perché due professionisti ritengono reciprocamente che spetti all'altro. Quale problema organizzativo-etico emerge principalmente?   Mancata chiarezza di ruoli, responsabilità e comunicazione all'interno del processo assistenziale condiviso
- Un corso formativo è finanziato da un soggetto con interesse commerciale nei contenuti. Quale comportamento tutela meglio l'indipendenza professionale?   Rendere trasparenti i potenziali conflitti e valutare criticamente contenuti, evidenze e possibili condizionamenti
- Un CVC multilume è utilizzato per nutrizione parenterale continua su un lume dedicato; deve essere somministrato un farmaco intermittente e sono disponibili altri lumi idonei. Qual è la strategia più appropriata?   Preservare il lume dedicato e usare un altro lume idoneo secondo compatibilità e procedura
- Un CVC non è più necessario per il trattamento. La strategia più coerente con IPC è:   Rimuoverlo tempestivamente secondo valutazione clinica
- Un CVC presenta medicazione sollevata e secrezione al sito ma il paziente è afebbrile. È più appropriato:   Valutare il sito, rinnovare la medicazione e approfondire una possibile infezione
- Un CVC rimane clinicamente indicato, ma uno dei suoi lumi non è attualmente necessario. Qual è il principio più appropriato?   Evitare accessi non necessari e mantenere il lume secondo le modalità previste per il dispositivo e la procedura applicabile
- Un CVC viene utilizzato più volte nello stesso turno per terapie intermittenti. Quale strategia riduce maggiormente il rischio di contaminazione intraluminale?   Limitare le manipolazioni e disinfettare correttamente il punto di accesso prima di ogni connessione
- Un dato apparentemente anomalo non è coerente né con il quadro della persona né con le misure precedenti. Quale condotta è metodologicamente più corretta?   Confermare il dato e verificare possibili errori prima di attribuirgli significato clinico
- Un dato manca e potrebbe influenzare il piano, ma non è chiaro quanto. Quale criterio aiuta a decidere se acquisirlo subito?   Valutare quanto il dato potrebbe modificare una decisione importante
- Un deflussore eroga 20 gocce/mL. Se vengono regolate 42 gocce/min, a quale velocità volumetrica corrisponde approssimativamente?   126 mL/h
- Un dispositivo medico lascia un eritema persistente sulla cute. Qual è la condotta più appropriata?   Rivalutare posizione e fissaggio, scaricare la pressione se possibile e monitorare l'evoluzione della lesione
- Un dispositivo non critico appare visibilmente pulito dopo l'uso. Su cosa deve basarsi la decisione di riutilizzarlo su un altro paziente?   Sulla procedura prevista di pulizia/disinfezione e sul rischio di trasmissione, non sulla sola apparenza
- Un dispositivo venoso presenta edema e dolore lungo il decorso del vaso. Qual è l'interpretazione più appropriata?   Possibile complicanza locale o trombotica da valutare rapidamente
- Un drenaggio addominale mostra improvviso aumento di materiale ematico rispetto al trend precedente. Qual è la priorità?   Valutare paziente, drenato, parametri e segni di compromissione
- Un drenaggio che aveva prodotto quantità regolari si arresta improvvisamente mentre il paziente sviluppa dolore e distensione. Qual è la condotta più appropriata?   Sospettare occlusione o dislocazione e verificarla subito
- Un drenaggio che improvvisamente aumenta materiale ematico richiede:   Rivalutare in tempi rapidi paziente e drenaggio e comunicare il cambiamento
- Un drenaggio postoperatorio deve essere monitorato considerando:   Quantità, caratteristiche, pervietà e sito
- Un drenaggio produce quantità molto variabili nelle diverse ore del turno. Quale pratica rende il trend più interpretabile?   Misurare a intervalli definiti con lo stesso metodo e registrare orario e quantità
- Un dubbio reale sulla sterilità di un dispositivo deve portare a:   Considerarlo non sterile fino a verifica o sostituzione
- Un edema improvvisamente asimmetrico a un arto inferiore richiede:   Valutazione clinica tempestiva per sospetta trombosi venosa profonda
- Un elemento distintivo dell'approccio proattivo dell'IFeC è:   Intercettare bisogni e rischi prima che determinino riacutizzazioni o perdita di autonomia
- Un episodio di vomito non è stato raccolto in un contenitore graduato e il volume non può essere misurato con affidabilità. Come deve essere documentata la perdita?   Documentare l'episodio e, se viene riportato un volume, indicarlo esplicitamente come stima
- Un errore di selezione viene intercettato prima della somministrazione di un farmaco LASA. Come deve essere considerato?   Come near miss da gestire nel sistema per apprendere e prevenire
- Un falso negativo può essere particolarmente problematico perché:   Può rassicurare erroneamente una persona che presenta la condizione ricercata
- Un familiare invia da un indirizzo e-mail personale una richiesta di informazioni cliniche dettagliate sul paziente ricoverato. Qual è l'approccio più appropriato?   Verificare identità, autorizzazione e canale previsto dall'organizzazione prima di rispondere
- Un familiare riferisce che il paziente è «completamente diverso da ieri». Come va considerata l'informazione?   Come possibile segnale di cambiamento acuto da integrare nella valutazione
- Un familiare telefona chiedendo informazioni cliniche dettagliate su un paziente competente. Non è immediatamente verificabile se sia autorizzato a riceverle. Qual è la condotta più appropriata?   Verificare identità e autorizzazione secondo le procedure prima di comunicare informazioni cliniche
- Un farmaco è disponibile alla concentrazione di 25 mg/mL. Per una dose prescritta di 0,075 g, quale volume deve essere preparato?   3 mL
- Un farmaco è prescritto a 0,1 microgrammi/kg/min in un paziente di 70 kg. La pompa deve essere impostata a 21 mL/h. Quale concentrazione consente di erogare la dose prescritta?   20 microgrammi/mL
- Un farmaco ad alto rischio è disponibile in più concentrazioni. Qual è il controllo più importante prima della preparazione?   Confrontare concentrazione disponibile e dose prescritta prima del calcolo e della preparazione
- Un farmaco ad alto rischio è preparato correttamente ma l'etichetta della siringa è incompleta. Qual è la scelta più sicura?   Non utilizzare la siringa finché non è possibile attribuirle con certezza contenuto e preparazione
- Un farmaco ad alto rischio è prescritto con un'informazione incompleta. Qual è la condotta più appropriata?   Chiarire l'informazione mancante prima della somministrazione e applicare i controlli previsti
- Un farmaco ad alto rischio è stato preparato correttamente ma non somministrato perché il paziente non è identificabile. Qual è il comportamento corretto?   Non somministrare finché l'identità non è verificata, mantenendo identificata la dose
- Un farmaco ad alto rischio deve essere preparato in un ambiente molto disturbato. Qual è la strategia più sicura?   Ridurre le interruzioni e applicare integralmente la procedura prevista
- Un farmaco che richiede catena del freddo viene trovato fuori frigorifero da un tempo non ricostruibile. Qual è la condotta più sicura?   Segregarlo e non utilizzarlo finché non sia verificata la sua utilizzabilità
- Un farmaco concentrato richiede una specifica procedura aziendale di gestione. Qual è il principio corretto?   Applicare le modalità previste per identificazione, conservazione e controllo del prodotto
- Un farmaco deve essere somministrato a un paziente isolato. Quale principio rimane prioritario?   Eseguire le verifiche della terapia come previsto, integrandole con le precauzioni di isolamento
- Un farmaco deve essere somministrato attraverso un sondino enterale. Qual è il principio più importante prima di modificarne la formulazione?   Accertare che la forma farmaceutica possa essere utilizzata con il sondino senza alterarne proprietà rilevanti
- Un farmaco endovenoso richiede una velocità di infusione definita. Qual è il comportamento corretto?   Rispettare la velocità prescritta utilizzando il controllo o dispositivo appropriato
- Un farmaco errato viene effettivamente somministrato, ma dopo valutazione e monitoraggio non emerge alcun danno clinicamente rilevabile. Secondo la classificazione ICPS dell'OMS, come va classificato?   Incidente senza danno: l'errore ha raggiunto il paziente senza danno rilevabile
- Un farmaco intramuscolare è prescritto ma il sito previsto presenta un'alterazione locale. Qual è l'approccio più appropriato?   Scegliere una sede alternativa idonea secondo procedura e prescrizione
- Un farmaco LASA è collocato accanto al prodotto con cui viene confuso. Quale intervento organizzativo è più coerente con la prevenzione dell'errore?   Separare fisicamente i prodotti e applicare le strategie di identificazione previste
- Un farmaco LASA viene introdotto nel prontuario di reparto. Quale intervento iniziale è più appropriato?   Analizzare dove può verificarsi lo scambio e predisporre barriere coerenti nei passaggi più critici
- Un farmaco non è disponibile al momento previsto. Qual è la gestione più sicura?   Valutare criticità della dose, attivarsi per reperirlo e documentare ritardo o omissione
- Un farmaco preparato per un paziente non viene più utilizzato e deve essere restituito. Qual è il comportamento corretto?   Applicare la procedura prevista per restituzione, conservazione e tracciabilità del farmaco
- Un farmaco preventivo a beneficio esclusivamente molto lontano nel tempo può richiedere:   Rivalutare coerenza con prognosi e obiettivi
- Un farmaco richiede diluizione prima della somministrazione. Qual è la condotta più sicura?   Usare diluente e concentrazione compatibili con il farmaco e la modalità prevista
- Un farmaco viene prescritto con un'abbreviazione non univoca. Qual è l'approccio più sicuro?   Ottenere un chiarimento prima di utilizzare l'abbreviazione per la somministrazione
- Un flacone monodose dovrebbe essere utilizzato:   Per un solo paziente e una sola procedura, senza conservare i residui
- Un gruppo di persone con la stessa patologia condivide strategie di gestione quotidiana. Qual è il valore potenziale?   Supporto reciproco e apprendimento esperienziale che rafforzano il self-management di ciascuno
- Un IFeC dedica parte della visita a coordinarsi con caregiver, MMG e volontariato per definire un piano sostenibile. Come va considerato questo tempo?   Come parte integrante del tempo di cura, perché sostiene presa in carico e continuità
- Un improvviso aumento del dolore in un paziente oncologico già stabile richiede:   Valutare nuove cause o complicanze, non solo aumentare l'analgesia
- Un improvviso aumento della pressione di picco sul ventilatore richiede:   Valutare paziente e circuito: secrezioni, pieghe o broncospasmo
- Un improvviso dolore severo non previsto negli ultimi giorni dovrebbe:   Valutare cause trattabili e controllare il sintomo
- Un indicatore di qualità peggiora dopo l'introduzione di un nuovo modello assistenziale. Quale analisi è più utile?   Verificare indicatore, popolazione, rilevazione e processo prima di attribuire cause
- Un indicatore migliora in tre rilevazioni consecutive ma rimane peggiore del basale pre- evento. Quale interpretazione è più utile?   Distinguere il miglioramento della traiettoria dal recupero completo
- Un indicatore mostra un miglioramento dopo una modifica organizzativa. Quale caratteristica è necessaria perché il dato sia realmente utile a valutare il processo?   Essere definito in modo chiaro, misurabile e pertinente all'obiettivo, con rilevazioni confrontabili nel tempo
- Un indicatore rimane stabile, ma la persona richiede progressivamente più tempo per la stessa attività. Quale significato può avere?   Il tempo di esecuzione può rivelare un calo non colto dall'indicatore
- Un indicatore varia molto tra operatori diversi ma poco quando viene rilevato dallo stesso operatore. Quale criticità è più probabile?   Bassa affidabilità tra osservatori, da correggere con criteri comuni
- Un infermiere comunica con SBAR un deterioramento acuto, dopo aver raccolto i dati essenziali. Quale frase appartiene alla componente R, distinguendola dalle informazioni delle altre componenti?   «Chiedo una valutazione immediata al letto del paziente e indicazioni sugli interventi, concordando nel frattempo come mantenere il monitoraggio»
- Un infermiere formula un'ipotesi iniziale sull'agitazione di un anziano. Quando compaiono febbre e disuria, considera affidabili soprattutto i dati coerenti con l'ipotesi iniziale e minimizza quelli che la contraddicono. Quale bias descrive meglio questo comportamento?   Bias di conferma, perché vengono selezionate e pesate maggiormente le informazioni che sostengono l'ipotesi già formulata
- Un infermiere ha appena svuotato una sacca di drenaggio con i guanti e deve quindi manipolare un accesso vascolare dello stesso paziente. Qual è la sequenza corretta?   Rimuovere i guanti, eseguire l'igiene delle mani e prepararsi alla manipolazione asettica utilizzando nuovi DPI se indicati
- Un infermiere modifica una decisione assistenziale sulla base della rivalutazione del paziente e la integra con il lavoro degli altri professionisti. Quale principio descrive meglio l'autonomia professionale?   Assumere decisioni di competenza fondate su valutazione, evidenze, responsabilità e collaborazione interprofessionale
- Un infermiere osserva in un collega segni evidenti di alterazione che potrebbero compromettere la sicurezza durante l'assistenza. Qual è la priorità?   Proteggere immediatamente le persone assistite e attivare i canali organizzativi appropriati
- Un infermiere passa da un'attività su un sito corporeo contaminato a una procedura su un sito pulito dello stesso paziente. La condotta più appropriata è:   Rimuovere i guanti, eseguire l'igiene delle mani e indossare nuovi guanti se indicati
- Un infermiere prova forte disagio morale rispetto a una scelta legittimamente espressa da una persona competente. Quale risposta è più professionale?   Riconoscere il conflitto, usare i supporti professionali e continuare a rispettare persona e obblighi
- Un infermiere pubblica una foto di un caso clinico senza nome, ma con dettagli che rendono il paziente riconoscibile nel contesto locale. Qual è il problema principale?   La re-identificazione può violare riservatezza e protezione dei dati
- Un infermiere raccoglie dati su bisogni individuali e di comunità e deve passare dalla rilevazione alla pianificazione. Quale funzione prevista dal DM 739/1994 sta esercitando?   Identificare i bisogni di assistenza infermieristica della persona e della collettività e formulare obiettivi assistenziali
- Un infermiere racconta a un amico un caso «interessante» senza nome, ma specifica reparto, professione, età e circostanze rare che permettono di riconoscere la persona. Qual è la valutazione più appropriata?   I dettagli combinati possono rendere identificabile la persona
- Un infermiere rileva che una decisione organizzativa espone più pazienti a un rischio prevedibile e non adeguatamente mitigato. Quale comportamento è più appropriato?   Esporre la criticità con dati pertinenti e utilizzare i livelli di escalation previsti
- Un infermiere rileva un cambiamento clinico che lo preoccupa, ma il punteggio early warning rimane basso. Qual è la condotta più appropriata?   Considerare il cambiamento clinico anche se lo score non ha ancora raggiunto la soglia di escalation
- Un infermiere sospetta una reazione avversa, ma non può stabilire con certezza che il medicinale ne sia la causa. Quale principio è più corretto?   Una sospetta reazione può essere segnalata anche senza causalità definitivamente dimostrata
- Un infermiere viene interrotto durante la preparazione di un farmaco e non è certo dell'ultimo passaggio completato. Qual è la strategia più sicura?   Ripartire da un punto sicuramente accertato ripetendo i controlli critici necessari
- Un intervento è efficace solo quando eseguito da operatori molto esperti. Quale problema organizzativo-assistenziale emerge?   Scarsa riproducibilità del processo, da standardizzare con criteri condivisi
- Un intervento assistenziale correttamente pianificato non produce il risultato atteso. Quale passaggio è più appropriato prima di modificarlo?   Riesaminare problema, risultato atteso, modalità di attuazione e fattori clinici o contestuali che possono spiegare l'esito
- Un intervento ha massimo beneficio se precede un'attività funzionale. Quale principio di pianificazione emerge?   La sequenza degli interventi può essere parte del meccanismo con cui si ottiene l'outcome
- Un intervento infermieristico dipende da una decisione condivisa non ancora definita, ma la persona è stabile. Qual è la condotta più appropriata?   Raccogliere dati, mantenere misure sicure e attivare il confronto
- Un intervento non modifica l'indicatore principale, ma migliora la partecipazione della persona ad altre attività. Come va interpretato?   Come possibile beneficio rilevante da integrare nella valutazione complessiva
- Un intervento non programmato viene attuato per un nuovo bisogno comparso durante il turno. Quale documentazione è più appropriata?   Registrare nuovo dato, intervento effettuato e risposta osservata, aggiornando il piano se necessario
- Un intervento pianificato non viene eseguito perché le condizioni cliniche del paziente sono cambiate. Quale gestione è più appropriata?   Documentare la mancata esecuzione e riconsiderare bisogno, priorità e piano
- Un intervento preventivo non è seguito da eventi avversi durante il ricovero. Quale conclusione è metodologicamente prudente?   L'assenza dell'evento è coerente con l'obiettivo, ma non prova l'efficacia
- Un intervento preventivo riduce modestamente un evento raro ma causa un effetto avverso frequente e rilevante. Qual è il criterio corretto?   Confrontare benefici e danni assoluti e preferenze
- Un intervento produce un miglioramento immediato che scompare sistematicamente dopo poche ore. Quale domanda è più utile?   Se durata dell'effetto e frequenza necessaria sono coerenti con l'outcome e sostenibili
- Un intervento raggiunge l'outcome previsto, ma richiede alla persona uno sforzo che compromette sistematicamente la partecipazione alle attività successive. Qual è la valutazione più appropriata?   Considerare anche l'impatto dello sforzo sugli altri obiettivi assistenziali
- Un intervento riduce un evento dal 10% al 5%. Qual è la riduzione assoluta del rischio?   5 punti percentuali
- Un intervento urgente è stato eseguito correttamente ma non documentato nell'immediato. Qual è la modalità più appropriata di registrazione successiva?   Registrare tardivamente indicando il tempo reale dell'intervento e il motivo del ritardo
- Un intervento utile per la mobilità aumenta temporaneamente il dolore ma riduce il rischio di ulteriore perdita funzionale. Quale criterio è più appropriato?   Concordare una soglia tollerabile e modulare intensità e tempi
- Un intervento viene modificato per adattarlo alle caratteristiche della persona. L'outcome successivamente migliora. Quale conclusione è metodologicamente più corretta?   Il miglioramento è compatibile con l'adattamento, ma non ne dimostra la causalità
- Un intervento viene sospeso perché non più indicato. Quale informazione è importante registrare?   Il motivo della sospensione e gli elementi che giustificano il nuovo piano
- Un lavoratore sanitario presenta ripetute esposizioni a rischio per difficoltà organizzative nell'uso dei dispositivi. Quale intervento è più coerente con la prevenzione?   Agire sui fattori organizzativi e ambientali del rischio
- Un lume di CVC non consente più un flusso regolare. Prima di tentare manovre di ripristino, qual è l'approccio iniziale più appropriato?   Valutare cause meccaniche, trombotiche o da precipitato e scegliere l'intervento adeguato
- Un marcato calo ponderale associato a ipotensione e vertigini durante diuresi richiede:   Riesaminare il bilancio tra decongestione e possibile eccessiva riduzione di volume
- Un midline non è più necessario per il piano terapeutico attuale. Qual è la gestione più appropriata?   Rimuoverlo quando non più clinicamente indicato e valutare il sito dopo la rimozione
- Un miglioramento ottenuto in un piccolo gruppo viene proposto per tutto il servizio. Quale passaggio è più appropriato prima dell'estensione?   Verificare riproducibilità ed effetti indesiderati in contesti più ampi
- Un minore è in grado di comprendere in parte le informazioni relative al trattamento proposto. Quale modalità è coerente con la legge 219/2017?   Informare il minore secondo le sue capacità e valorizzarne la volontà; il consenso è espresso da genitore o tutore
- Un monitor mostra ritmo regolare mentre il paziente riferisce palpitazioni intermittenti. Qual è la condotta?   Correlare sintomi e tracciato e considerare monitoraggio capace di catturare gli episodi
- Un monitor segnala tachicardia improvvisa ma il paziente è asintomatico. Qual è il primo controllo?   Verificare il paziente e accertare che il ritmo non sia un artefatto
- Un near miss è rilevante per la sicurezza delle cure perché:   Può evidenziare vulnerabilità del sistema anche senza danno al paziente
- Un near miss farmacologico deriva da confezioni simili, interruzioni frequenti e stoccaggio non ottimale. Quale intervento riduce maggiormente il rischio di ripetizione?   Agire sui fattori contribuenti: stoccaggio, interruzioni e identificazione
- Un nuovo bisogno di aiuto nelle ADL durante un ricovero dovrebbe essere interpretato come:   Possibile declino acuto da indagare, non un nuovo baseline
- Un nuovo dolore toracico associato a sudorazione e nausea richiede:   Valutazione urgente del quadro e attivazione del percorso previsto
- Un nuovo farmaco sedativo seguito da instabilità e caduta dovrebbe indurre a:   Valutare il ruolo del sedativo e rivederne indicazione e dose
- Un nuovo intervento educativo viene proposto nel distretto. Qual è l'approccio più appropriato dell'IFeC?   Valutarne evidenze, applicabilità al contesto e coerenza con bisogni e preferenze
- Un nuovo ricovero di un anziano fragile con bisogni complessi dovrebbe favorire:   Valutazione multidimensionale precoce e pianificazione della continuità
- Un nuovo strumento di valutazione identifica più frequentemente un determinato bisogno rispetto al metodo precedente. Prima di concludere che il bisogno fosse sottostimato, quale verifica è più importante?   Se i due strumenti misurano lo stesso costrutto
- Un ordine verbale urgente viene percepito come ambiguo. Qual è la risposta più sicura?   Richiedere chiarimento e confermare il contenuto dell'ordine prima di procedere all'esecuzione
- Un OSS esperto svolge abitualmente un'attività standardizzata. Nel paziente cui dovrebbe essere attribuita sono però comparse nuove condizioni cliniche che ne rendono meno prevedibile l'esecuzione. Qual è la condotta più appropriata?   Riconsiderare l'attribuzione alla luce delle nuove condizioni cliniche
- Un OSS riferisce che un paziente abitualmente collaborante appare molto più sonnolento e ha mangiato poco. Qual è la risposta più appropriata dell'infermiere?   Sospendere l'attività non essenziale e rivalutare con priorità il cambiamento
- Un outcome è espresso soltanto come 'assenza di complicanze'. Quale limite presenta?   È poco sensibile ai miglioramenti intermedi: va integrato con indicatori positivi
- Un outcome è formulato come 'migliorare l'autonomia'. Quale modifica lo rende più utile alla valutazione?   Specificare comportamento atteso, livello di aiuto e tempo previsto
- Un outcome è raggiunto durante un'unica osservazione dopo giorni di prestazioni variabili. Quale decisione è più prudente?   Verificare la stabilità del risultato e le condizioni che ne favoriscono o ostacolano il mantenimento
- Un outcome è raggiunto in modo discontinuo: la persona riesce nell'attività in alcuni momenti e fallisce in altri. Quale analisi è più utile?   Cercare le condizioni associate alla variabilità della performance
- Un outcome è stato definito sulla performance massima osservata in reparto, ma a domicilio il contesto sarà meno favorevole. Cosa conviene fare?   Riformularlo per il contesto futuro e verificare il supporto disponibile
- Un outcome domiciliare dipende da un supporto familiare che la persona considera incerto. Quale pianificazione è più appropriata?   Verificare se il supporto è davvero sostenibile e prevedere alternative
- Un outcome non è raggiunto entro il tempo previsto, ma la traiettoria mostra miglioramento costante e ben tollerato. Quale interpretazione è più corretta?   Valutare se il tempo previsto fosse realistico e se la traiettoria giustifichi il proseguimento
- Un outcome varia molto da un giorno all'altro senza chiara tendenza. Quale strategia aumenta il valore della rivalutazione?   Individuare i fattori delle oscillazioni e uniformare le condizioni di osservazione
- Un outcome viene raggiunto, ma non rappresenta una priorità significativa per la persona. Quale conclusione è più appropriata?   Il risultato vale, ma va rivista la pertinenza dell'outcome per la persona
- Un parametro appena rilevato risulta nettamente diverso dal baseline del paziente. Come va gestito?   Valutare il dato insieme agli altri reperti e al paziente, verificando contemporaneamente l'affidabilità della misura
- Un parametro telemonitorato è lievemente alterato ma stabile da settimane e senza sintomi. Qual è la risposta più appropriata?   Interpretarlo rispetto a basale, trend e quadro complessivo prima di cambiare il piano
- Un paziente è appena caduto, è vigile, riferisce dolore all'anca e non riesce ad alzarsi. Qual è la priorità iniziale?   Valutare possibili segni di lesione prima di tentare la mobilizzazione
- Un paziente è preoccupato per gas e odori della stomia. Quale intervento educativo è più utile?   Considerare alimenti e abitudini, filtro e tenuta del sistema
- Un paziente è tachicardico, pallido e sudato; la pressione è ancora normale ma in progressivo calo. Cosa suggerisce?   Possibile deterioramento circolatorio compensato da rivalutare prontamente
- Un paziente a rischio nutrizionale aumenta di 1,4 kg in 48 ore, presenta nuovi edemi declivi e ha assunto meno della metà dei pasti. Come va interpretato il dato ponderale?   Come dato potenzialmente influenzato dalla ritenzione di liquidi, da correlare al bilancio
- Un paziente abitualmente autonomo chiede aiuto per alzarsi; alla valutazione riesce a farlo in sicurezza con sola supervisione. Qual è l'approccio più appropriato?   Lasciare che esegua il movimento con supervisione e intervenire se necessario
- Un paziente accetta una procedura solo dopo che gli viene detto, impropriamente, che altrimenti «perderà il diritto a qualsiasi assistenza». Quale requisito del consenso è maggiormente compromesso?   La volontarietà della decisione, perché l'accettazione è condizionata da una minaccia indebita
- Un paziente ad alto rischio di lesione da pressione riferisce dolore intenso in alcune posizioni previste dal piano di riposizionamento. Qual è l'approccio più appropriato?   Valutare dolore e tolleranza e adattare modalità, tempi e supporti mantenendo l'obiettivo preventivo
- Un paziente ad alto rischio di lesione da pressione utilizza una superficie di supporto appropriata e presenta cute integra. Quale affermazione descrive correttamente il rapporto fra superficie di supporto e piano preventivo?   La superficie contribuisce alla prevenzione, ma non sostituisce i riposizionamenti: il loro intervallo va individualizzato considerando condizioni cliniche, mobilità, tolleranza dei tessuti e superficie utilizzata
- Un paziente ad alto rischio presenta un nuovo eritema sbiancabile su una prominenza ossea nonostante un piano preventivo già attivo. Qual è la condotta più appropriata?   Rivalutare rischio, esposizione alla pressione e adeguatezza degli interventi, modificando il piano dove necessario
- Un paziente ad alto rischio viene trovato in piedi perché non voleva attendere assistenza per andare in bagno. Quale informazione deve modificare maggiormente il piano preventivo?   La discrepanza tra tempi di risposta previsti e comportamento reale del paziente
- Un paziente adulto chiede che una diagnosi non venga comunicata ai familiari. Qual è la condotta corretta?   Rispettare la riservatezza e condividere dati con terzi se autorizzati o su base giuridica
- Un paziente adulto, vigile e in grado di deglutire in sicurezza, ha assunto carboidrati a rapido assorbimento per un'ipoglicemia. Dopo 15 minuti la glicemia è 68 mg/dL e i sintomi sono migliorati ma non risolti. Qual è la condotta più appropriata?   Ripetere carboidrati a rapido assorbimento e ricontrollare la glicemia secondo il protocollo
- Un paziente agitato tenta di rimuovere il catetere urinario inserito durante una fase di instabilità per misurare la diuresi oraria. Prima di scegliere misure che gli impediscano di raggiungerlo, quale verifica può rendere non necessario proteggere ulteriormente il dispositivo?   Verificare se persista un'indicazione clinica alla cateterizzazione e se il monitoraggio possa essere svolto con altre modalità
- Un paziente allettato non evacua da quattro giorni, ma non presenta dolore, vomito né distensione. Quale approccio assistenziale è più appropriato?   Ricostruire alvo abituale, dieta, idratazione, mobilità e farmaci
- Un paziente allettato presenta umidità persistente nelle pieghe cutanee. Qual è l'obiettivo assistenziale prioritario?   Mantenere le pieghe pulite e asciutte riducendo macerazione e irritazione
- Un paziente anziano assume autonomamente i liquidi quando vengono offerti, ma nelle ultime 24 ore ha bevuto poco senza manifestare sete. Quale elemento aumenta maggiormente il rischio di disidratazione?   Ridotta percezione della sete associata a offerta non regolare o accesso intermittente
- Un paziente anziano clinicamente stabile riferisce di non dormire per rumori ambientali e frequenti interruzioni assistenziali. La valutazione non identifica dolore, dispnea o altri sintomi da trattare; le misure ambientali non sono ancora state attuate. Quale intervento iniziale favorisce il sonno preservando l'assistenza necessaria?   Ridurre il rumore e raggruppare le attività differibili, mantenendo gli interventi e i controlli necessari ai tempi previsti dal piano clinico
- Un paziente anziano con deambulatore riferisce capogiro al passaggio in ortostatismo e deve raggiungere il bagno. Prima di scegliere come trasferirlo, quale dato è prioritario?   La tolleranza posturale attuale e la capacità di mantenere in sicurezza stazione eretta e mobilità
- Un paziente anziano con diabete presenta improvvisa dispnea, nausea e sudorazione senza riferire dolore toracico. Qual è l'interpretazione più appropriata?   La presentazione può essere una sindrome coronarica acuta anche senza dolore tipico e richiede valutazione tempo-dipendente
- Un paziente anziano ha cute integra ma molto secca e pruriginosa; non presenta segni di infezione né allergie ai prodotti previsti. Quale modalità di igiene favorisce la detersione limitando l'ulteriore secchezza cutanea?   Usare un sostituto del sapone appropriato con acqua tiepida, completando la detersione con risciacquo e asciugatura tamponata
- Un paziente anziano riferisce improvvisa difficoltà a evacuare e presenta dolore rettale dopo alcuni giorni di alvo chiuso. Quale valutazione iniziale è più appropriata?   Esplorare alvo abituale, sintomi, farmaci, distensione addominale e possibili segni di fecaloma
- Un paziente anziano, abitualmente orientato, nelle ultime ore risponde lentamente, perde il filo del colloquio e alterna momenti di attenzione a marcato rallentamento. Non ha ricevuto nuovi sedativi; i parametri vitali sono sui valori abituali. Quale ipotesi richiede un approfondimento prioritario?   Delirium a prevalente espressione ipoattiva, con cambiamento acuto e fluttuante dell'attenzione
- Un paziente appare gravemente deteriorato ma ha NEWS2 complessivamente basso. Qual è la condotta?   Usare il giudizio clinico e rivalutare/escalare comunque in base al quadro
- Un paziente appare pallido e sudato con pressione in calo rispetto al baseline. Qual è la priorità infermieristica?   Rivalutare perfusione e parametri e attivare subito l'escalation
- Un paziente arriva da un'altra struttura con una lista di farmaci non verificata. Qual è il primo obiettivo?   Ricostruire una storia farmacologica attendibile usando le fonti disponibili
- Un paziente assume 1,5 compresse da 200 mg per dose, quattro volte nelle 24 ore. Qual è la dose totale giornaliera?   1.200 mg
- Un paziente assume molti farmaci e presenta un nuovo sintomo non specifico. Quale approccio è più appropriato?   Considerare terapia complessiva, timing e altre possibili cause cliniche
- Un paziente assume quantità di liquidi progressivamente inferiori rispetto ai giorni precedenti, ma la diuresi è ancora conservata. Qual è il primo passo infermieristico più appropriato?   Valutare cause della ridotta assunzione, capacità di bere, bilancio e condizioni cliniche
- Un paziente aumenta di 1,1 kg rispetto al giorno precedente, ma oggi è stato pesato dopo colazione, con indumenti differenti e dopo l'inizio della terapia infusionale. Quale conclusione è più appropriata?   Il confronto è poco affidabile perché le condizioni di pesata sono diverse
- Un paziente autonomo presenta terapia sedativa, vertigini ortostatiche e una caduta recente. Come deve essere interpretato il rischio di caduta?   I fattori devono essere considerati congiuntamente: l'autonomia non esclude un rischio elevato
- Un paziente beve meno del solito durante il turno e riferisce lieve nausea. Qual è il primo passo infermieristico?   Stimare quanto ha bevuto, valutare nausea e diuresi e ricercare ostacoli all'assunzione
- Un paziente cambia la sacca più volte al giorno per perdite. Quale valutazione dovrebbe precedere l'aumento indiscriminato della frequenza dei cambi?   Forma e dimensione della stomia, profilo addominale, effluente e adattamento del sistema
- Un paziente capace di comprendere e decidere rifiuta una terapia dopo aver ricevuto informazioni comprensibili su finalità e conseguenze. Qual è la condotta più appropriata?   Rispettare il rifiuto, documentarlo e informare secondo il percorso previsto
- Un paziente cateterizzato presenta mancato drenaggio, tensione sovrapubica, PA 88/54 mmHg e FC 118/min. Durante la valutazione si elimina una piega del tubo e defluiscono 450 mL di urine già presenti in vescica. La tensione si riduce, ma PA e FC restano alterate. Quale conclusione è giustificata?   Il volume drenato conferma una componente ostruttiva; le alterazioni emodinamiche persistenti richiedono che la valutazione urgente prosegua
- Un paziente cateterizzato presenta perdita di urina attorno al catetere e contemporanea riduzione del drenaggio nella sacca. Qual è il primo approccio più appropriato?   Controllare piegature, posizione, pervietà e possibili segni di ostruzione
- Un paziente che deve ricevere un farmaco antipertensivo presenta ora PA 86/54 mmHg, vertigini e pallore, mentre alla prescrizione era stabile. Quale principio deve guidare l'infermiere?   Riconsiderare la somministrazione alla luce del nuovo quadro prima di procedere
- Un paziente che ha ricevuto un ipnotico serale si sveglia durante la notte molto sonnolento e instabile mentre tenta di alzarsi per andare in bagno. Qual è la priorità assistenziale?   Verificare vigilanza ed equilibrio e adeguare subito il livello di assistenza
- Un paziente che prima del ricovero deambulava con deambulatore, dopo l'intervento riesce attualmente a mantenere la posizione seduta solo con assistenza. Quale obiettivo rappresenta la progressione funzionale più coerente come passo successivo?   Mantenere la seduta senza assistenza e, se tollerata, iniziare il passaggio seduto-in piedi con supporto adeguato
- Un paziente chiede un farmaco per dormire nella prima notte di ricovero perché non riesce ad addormentarsi. Qual è l'approccio assistenziale più appropriato?   Ricercare cause correggibili e utilizzare la terapia prescritta quando appropriato
- Un paziente clinicamente stabile è allettato da alcuni giorni ma riesce ora a mantenere la posizione seduta con assistenza. Quale razionale sostiene principalmente una progressione della mobilizzazione?   Ridurre il decondizionamento e favorire il recupero progressivo della funzione
- Un paziente cognitivamente competente non vuole che un familiare partecipi all'educazione sulla stomia. Come deve comportarsi l'infermiere?   Rispettare la volontà del paziente e organizzare un supporto realistico
- Un paziente cognitivamente integro riesce a masticare e deglutire senza difficoltà ma non porta stabilmente il cibo alla bocca per debolezza prossimale. Quale scelta assistenziale è più appropriata?   Valutare postura, ausili e livello di aiuto necessario per mantenere la partecipazione
- Un paziente competente autorizza la condivisione con il familiare delle sole informazioni necessarie alla gestione della terapia dopo la dimissione. Il familiare chiede anche dettagli su diagnosi e prognosi. Qual è la condotta più appropriata?   Rispettare l'ambito autorizzato dal paziente, condividendo soltanto le informazioni comprese nel consenso espresso
- Un paziente competente chiede che una procedura assistenziale non sia eseguita alla presenza di studenti. Qual è la risposta più appropriata?   Rispettare la richiesta e organizzare l'assistenza tutelando dignità e riservatezza
- Un paziente competente esprime una scelta chiara, mentre i familiari chiedono all'équipe di agire diversamente «per il suo bene». Quale principio deve orientare la condotta?   Resta il riferimento la volontà informata della persona competente
- Un paziente competente rifiuta una dose già preparata dopo aver ricevuto le informazioni necessarie. Qual è la condotta più appropriata?   Rispettare il rifiuto, esplorarne il motivo e documentare quanto avvenuto
- Un paziente completa tutti gli item del Brief Pain Inventory. Per l'intensità riferisce: massimo 8, minimo 2, medio 4, attuale 2. Per l'interferenza riferisce: attività generale 6, umore 4, cammino 8, lavoro abituale 7, relazioni 3, sonno 5, piacere di vivere 2. Tutti i valori sono su scala 0-10. Se si utilizza la media degli item pertinenti, quale punteggio rappresenta l'interferenza del dolore?   5/10, ottenuto dalla media dei sette item che descrivono l'interferenza del dolore nel periodo valutato dal questionario
- Un paziente con artrosi riferisce discomfort quando mantiene una stessa postura per più di 20 minuti. Quale approccio è più appropriato?   Concordare variazioni posturali e supporti in base a dolore e limitazioni funzionali
- Un paziente con ascite ed edema mostra peso stabile nonostante ridotto introito e perdita di forza. Qual è l'interpretazione più appropriata?   La ritenzione di liquidi può mascherare una perdita di tessuto e il rischio nutrizionale va valutato con dati integrati
- Un paziente con ascite presenta improvviso aumento della dispnea e maggiore tensione addominale. Qual è la priorità?   Valutare respirazione, parametri e distensione e segnalare il peggioramento
- Un paziente con bilancio apparentemente negativo perde 1,2 kg in 24 ore, ma la pesata odierna è stata eseguita in condizioni diverse dal giorno precedente. Qual è l'interpretazione più corretta?   La variazione va interpretata con cautela e integrata con gli altri dati disponibili
- Un paziente con BMI 25 kg/m² riferisce perdita involontaria di 6 kg nell'ultimo mese e introito dimezzato da una settimana. Quale interpretazione è corretta?   Perdita ponderale e ridotto introito indicano rischio nutrizionale nonostante il BMI
- Un paziente con BPCO riceve ossigeno e la SpO sale al 98% mentre diventa più sonnolento. Qual è la priorità?   Valutare ventilazione e vigilanza, riportare la SpO a 88-92% e richiedere l'emogasanalisi
- Un paziente con catetere urinario presenta urine torbide e maleodoranti, ma non ha febbre, dolore, nuove alterazioni mentali né instabilità emodinamica. Il drenaggio è regolare. Quale valore diagnostico hanno, da soli, aspetto e odore delle urine?   Costituiscono reperti aspecifici, insufficienti per identificare un'infezione urinaria sintomatica
- Un paziente con catetere vescicale presenta improvvisa riduzione del drenaggio e riferisce discomfort sovrapubico. Qual è la priorità?   Controllare tubo, pieghe e posizione della sacca e valutare il discomfort
- Un paziente con cirrosi diventa disorientato. Quale valutazione è più appropriata?   Considerare stato neurologico, parametri e fattori precipitanti
- Un paziente con colostomia nota variazioni della consistenza delle feci dopo modifiche alimentari. Quale approccio educativo è più appropriato?   Osservare la risposta individuale e modificare gradualmente dieta e liquidi
- Un paziente con colostomia presenta un allungamento improvviso della stomia rispetto al baseline. Quale condotta è più appropriata?   Valutare colore, perfusione, edema, dolore, pervietà ed effluente
- Un paziente con CVC è afebbrile ma presenta arrossamento crescente, dolore e modesta secrezione al sito. Qual è l'interpretazione più appropriata?   I reperti locali sono sufficienti per sospettare una complicanza infettiva e richiedono valutazione senza attese evitabili
- Un paziente con CVC presenta sanguinamento persistente dal sito e progressiva tachicardia. Qual è la priorità?   Valutare il paziente e il dispositivo, controllare localmente il sanguinamento e attivare escalation prioritaria
- Un paziente con CVC riferisce nuova dolorabilità al sito, ma la medicazione trasparente è integra e non mostra arrossamento evidente. Qual è la condotta più appropriata?   Valutare prontamente il sito e il quadro clinico, approfondendo l'ispezione secondo procedura se la dolorabilità fa sospettare una complicanza
- Un paziente con CVC sviluppa febbre e brividi durante l'infusione. L'infermiere dovrebbe:   Valutare rapidamente il paziente e il dispositivo e attivare il percorso previsto per sospetta complicanza infettiva
- Un paziente con debolezza agli arti superiori beve se il bicchiere viene avvicinato, ma una volta posizionato riesce a bere senza aiuto. Quale intervento è più appropriato?   Rendere il liquido raggiungibile e fornire aiuto nella sola fase di accesso
- Un paziente con debolezza dell'arto inferiore destro è stato autorizzato a camminare con un bastone singolo. In quale mano deve tenerlo?   Nella mano sinistra, dal lato opposto all'arto debole
- Un paziente con delirium tenta di alzarsi perché crede di dover andare a casa. Qual è la prima risposta?   Valutarne bisogni e cause, rassicurarlo e garantire sicurezza proporzionata
- Un paziente con deterioramento clinico non è più in grado di raggiungere l'obiettivo di deambulare autonomamente entro 24 ore. Qual è la condotta più appropriata?   Riformulare il risultato atteso in modo realistico rispetto alle condizioni attuali
- Un paziente con difficoltà di lettura dichiara di aver compreso le istruzioni scritte alla dimissione. Qual è la verifica più appropriata?   Chiedere di spiegare con parole proprie le indicazioni essenziali
- Un paziente con disfagia deve assumere una compressa. Prima di frantumarla è prioritario:   Accertare se la formulazione può essere modificata e quale alternativa è prevista
- Un paziente con disfagia deve assumere una formulazione a rilascio modificato. Quale approccio è più appropriato?   Verificare se esiste un'alternativa compatibile prima di modificare la formulazione
- Un paziente con disfagia mantiene il controllo del tronco ma tende a flettersi in avanti durante il pasto per affaticamento. Quale assetto posturale è generalmente più sicuro?   Seduto o il più possibile eretto con tronco e capo ben sostenuti
- Un paziente con disfagia non riesce ad assumere in sicurezza una compressa prescritta. Qual è l'approccio più appropriato?   Rivalutare la necessità del farmaco e, se ancora necessario, concordare una formulazione o via appropriata
- Un paziente con disfagia presenta progressiva riduzione dell'assunzione alimentare e calo ponderale. Qual è la condotta più appropriata?   Valutare sicurezza della deglutizione, introito e rischio nutrizionale e attivare gli interventi professionali pertinenti in base ai dati raccolti
- Un paziente con disfagia presenta voce gorgogliante dopo la deglutizione. Quale interpretazione è più appropriata?   Il reperto richiede verifica della deglutizione prima di proseguire
- Un paziente con dispnea intensa ha SpO nel proprio target ma appare molto ansioso. Qual è la condotta più appropriata prima di attribuire il sintomo all'ansia?   Riesaminare gravità e possibili cause della dispnea prima di concludere per ansia
- Un paziente con dolore cronico riferisce 8/10, conversa tranquillamente e presenta parametri vitali invariati. Qual è l'interpretazione più appropriata?   Il self-report resta centrale e va integrato con caratteristiche, andamento e conseguenze funzionali del dolore
- Un paziente con dolore toracico diventa improvvisamente dispnoico e ipoteso. Qual è la condotta più appropriata?   Riconoscere il deterioramento e attivare subito l'emergenza
- Un paziente con drenaggio biliare presenta riduzione improvvisa del deflusso e dolore crescente. Quale interpretazione è più appropriata?   Può indicare un problema del drenaggio o clinico e richiede riesame
- Un paziente con edema è sottoposto a un intervento terapeutico finalizzato alla riduzione della congestione. Quale insieme di dati consente di valutarne meglio la risposta nel tempo?   Trend di peso, edema, sintomi di congestione, diuresi e bilancio
- Un paziente con emiparesi e scarso equilibrio tenta ripetutamente di alzarsi senza aiuto. Qual è l'approccio più appropriato?   Metterlo in sicurezza adattando supervisione, ambiente, ausili e mobilità al deficit e alla comprensione
- Un paziente con FC 42/min è confuso e ipoteso. Qual è la priorità?   Riconoscere l'instabilità e attivare subito il percorso clinico
- Un paziente con febbre, tosse e rash compatibile con morbillo arriva in un'area di attesa comune. Qual è la priorità IPC?   Applicare source control, separarlo subito dagli altri e avviare le Airborne Precautions senza attendere conferme
- Un paziente con fibrillazione atriale presenta frequenza ventricolare molto elevata, nuova ipotensione e peggioramento dello stato mentale. Qual è la priorità?   Riconoscere l'instabilità e attivare subito il percorso di emergenza
- Un paziente con gamba sinistra più debole è stato valutato idoneo a camminare con un deambulatore fisso senza ruote, con carico consentito su entrambi gli arti. Il dispositivo è regolato correttamente. Quale sequenza dei passi corrisponde alla tecnica abituale per questa condizione?   Avanzare il deambulatore, portare avanti la gamba sinistra, sostenersi sulle impugnature e avanzare quindi con la destra
- Un paziente con ileostomia nota aumento importante dell'effluente e riferisce sete e capogiri. Qual è la priorità assistenziale?   Valutare idratazione, bilancio, diuresi, parametri ed effluente
- Un paziente con ileostomia riferisce bruciore e mostra cute eritematosa a contatto con l'effluente. Qual è il primo principio di gestione?   Verificare adattamento e tenuta del sistema, proteggendo la cute dalle perdite
- Un paziente con ileostomia riferisce effluente molto più liquido e frequente del solito. Quale insieme di informazioni orienta meglio il rischio di disidratazione e la necessità di rivalutazione?   Andamento di volume e consistenza dell'effluente, introiti, diuresi e sintomi
- Un paziente con inalatore predosato coordina male attivazione e inspirazione. Qual è l'intervento più appropriato?   Rivedere la tecnica e considerare una camera distanziatrice
- Un paziente con incontinenza fecale presenta episodi ripetuti e cute perineale ancora integra. Quale complicanza deve essere prevenuta più direttamente attraverso gestione dell'umidità, detersione delicata e protezione cutanea?   Danno cutaneo da esposizione prolungata a umidità e contaminanti
- Un paziente con insufficienza cardiaca è a rischio sia di disidratazione sia di sovraccarico. Quale obiettivo assistenziale è più appropriato?   Adattare l'apporto alla prescrizione e alla risposta clinica, evitando estremi
- Un paziente con insufficienza cardiaca presenta aumento rapido del peso e edemi. Quale approccio è più appropriato?   Correlare peso, edema, bilancio e quadro clinico e segnalare il cambiamento
- Un paziente con lieve deficit visivo usa un deambulatore e di notte tende ad alzarsi rapidamente per andare in bagno. Quale intervento ambientale è coerente con i suoi fattori di rischio senza limitarne inutilmente l'autonomia?   Lasciare una luce notturna, mantenere libero il percorso verso il bagno e posizionare il deambulatore a portata di mano dal letto
- Un paziente con limitazione motoria lava autonomamente viso e tronco, ma necessita di aiuto per arti inferiori e trasferimenti. Come deve essere modulata l'assistenza?   Preservare l'autonomia nelle attività sicure e fornire aiuto nei compiti non autonomi
- Un paziente con limitazione visiva riceve materiale stampato in caratteri standard e dice di riuscire a leggerlo «più o meno». Qual è l'approccio migliore?   Adattare formato e modalità comunicativa e verificare che le informazioni essenziali siano comprese
- Un paziente con malattia acuta completa il pasto ma impiega quasi il doppio del tempo abituale e nelle ultime 48 ore l'introito complessivo è diminuito. Quale elemento orienta maggiormente il passo successivo?   Quantità complessiva assunta, durata dei pasti e comparsa di affaticamento
- Un paziente con malattia acuta ha un introito molto inferiore al previsto da tre giorni. Quale dato aiuta maggiormente a stabilire la priorità assistenziale?   Perdita ponderale recente, andamento dell'assunzione e sintomi associati
- Un paziente con malattia infiammatoria intestinale riferisce aumento delle scariche e sangue nelle feci. Quale valutazione è più utile?   Valutare variazione dal baseline, sangue, dolore, febbre, idratazione e funzione
- Un paziente con mobilità ridotta riferisce formicolio e fastidio a un arto dopo essere rimasto a lungo nella stessa posizione. Qual è l'approccio più appropriato?   Controllare sensibilità, perfusione e punti di pressione e correggere la posizione
- Un paziente con mobilità ridotta tende a mantenere a lungo gli arti nella stessa posizione e riferisce crescente rigidità. Quale intervento è più appropriato?   Favorire variazioni posturali e mobilizzazione articolare compatibili con dolore e capacità residue
- Un paziente con neutropenia nota riferisce temperatura elevata a domicilio. Il messaggio educativo corretto è:   Contattare subito il servizio secondo il piano ricevuto
- Un paziente con nuova confusione presenta parametri vitali nei valori abituali. Quale comportamento è meno appropriato?   Considerare i parametri normali sufficienti per escludere una condizione acuta
- Un paziente con patologia cronica evolutiva desidera concordare anticipatamente con l'équipe il percorso futuro in relazione all'evoluzione prevedibile della malattia. Quale istituto previsto dalla legge 219/2017 è pertinente?   Pianificazione condivisa delle cure
- Un paziente con PICC in infusione continua presenta nuovo edema dell'arto e riduzione del flusso. Qual è la condotta più appropriata nell'immediato?   Gestire l'infusione in sicurezza, valutare dispositivo e arto e attivare tempestivamente il percorso per possibile complicanza
- Un paziente con recente ictus non tossisce durante il pasto, ma impiega molto tempo, presenta residui orali e due episodi febbrili senza causa evidente. Quale interpretazione è più appropriata?   Il quadro è compatibile con possibile disfagia anche senza tosse evidente
- Un paziente con reflusso riferisce peggioramento notturno dei sintomi. Quale insieme di informazioni è più utile esplorare prima di proporre modifiche assistenziali?   Orario e composizione dei pasti, posizione post-cena e sintomi notturni
- Un paziente con restrizione idrica deve essere monitorato attraverso quale combinazione di dati?   Apporto reale, bilancio, peso e segni di sovraccarico o deficit
- Un paziente con restrizione idrica prescritta riferisce sete intensa e persistente. Qual è la condotta più appropriata?   Ricercare cause correggibili, applicare le misure consentite e riferire la persistenza del sintomo
- Un paziente con restrizione idrica presenta peso stabile e nessun nuovo edema, ma il bilancio delle ultime 24 ore risulta fortemente positivo. Prima di interpretare il saldo come reale ritenzione, quale verifica ha priorità?   Controllare completezza e coerenza delle registrazioni di entrate e uscite
- Un paziente con ridotta motricità fine riesce a portare il cibo alla bocca ma fatica a tagliare gli alimenti e ad aprire le confezioni. Qual è l'intervento più appropriato?   Fornire aiuto nelle sole fasi non eseguibili, mantenendo autonome le altre
- Un paziente con scompenso aumenta di peso, riferisce ortopnea e presenta edema crescente. Qual è l'approccio più appropriato?   Sospettare congestione, controllare parametri e bilancio e attivare il piano
- Un paziente con scompenso riferisce di dormire con tre cuscini invece di uno. Qual è l'interpretazione più appropriata?   Possibile nuova ortopnea o peggioramento della congestione
- Un paziente con sepsi passa da 60 a 20 mL/ora di diuresi, con riduzione progressiva rispetto alle ore precedenti. Qual è la condotta più appropriata?   Considerare un possibile deterioramento e rivalutare perfusione, bilancio e rischio di AKI
- Un paziente con sospetta overdose da oppioidi è profondamente soporoso, presenta respiro molto lento e inefficace ma mantiene un polso centrale palpabile. Qual è la priorità?   Supportare subito vie aeree e ventilazione, attivare l'emergenza e usare l'antidoto se indicato
- Un paziente con sospetta tubercolosi polmonare richiede prioritariamente:   Airborne Precautions, AIIR quando disponibile e respiratore adeguato per l'operatore
- Un paziente con SpO 95% presenta marcato distress respiratorio. Qual è l'interpretazione più corretta?   La SpO non esclude un'insufficienza respiratoria: conta il quadro ventilatorio
- Un paziente con stenosi aortica riferisce sincope da sforzo nuova. Qual è l'approccio?   Considerarla un segno d'allarme e richiedere una valutazione urgente
- Un paziente con stomia nel postoperatorio presenta una colorazione violacea che diventa progressivamente più scura. Quale condotta è più appropriata?   Valutare subito perfusione e colore per possibile ischemia
- Un paziente con stomia presenta una tumefazione peristomale che aumenta in ortostatismo. Quale valutazione è più appropriata?   Valutare sintomi, riducibilità, dolore, funzione stomale e tenuta
- Un paziente con storia di ulcera riferisce feci nere e capogiri. Quale condotta è più appropriata?   Considerare segni di sanguinamento e compromissione emodinamica e attivare il percorso
- Un paziente con stroke non supera lo screening della deglutizione. Qual è la condotta più appropriata nell'immediato?   Mantenere sospese le assunzioni orali non considerate sicure e attivare la valutazione/gestione della disfagia prevista
- Un paziente con stroke noto presenta improvvisa riduzione della vigilanza rispetto a 30 minuti prima. Qual è la priorità?   Rivalutare immediatamente ABC e stato neurologico, verificare parametri e glicemia e attivare urgentemente il percorso di escalation
- Un paziente con terapia complessa utilizza un portapillole preparato autonomamente. Durante la verifica viene rilevata una discrepanza rispetto alla terapia prescritta. Qual è l'approccio più appropriato?   Chiarire l'origine della discrepanza e rivalutare la capacità del paziente di preparare e controllare correttamente la terapia
- Un paziente con tubercolosi polmonare contagiosa deve uscire dall'AIIR per un esame necessario. Quale misura è appropriata durante il trasporto?   Limitare il trasporto e applicare source control con maschera al paziente, se possibile
- Un paziente con urgenza minzionale e rischio di caduta si alza spesso di notte per andare in bagno. Quali calzature sono indicate?   Calzature della misura corretta, chiuse sul tallone e con suola antiscivolo
- Un paziente con vomito ripetuto diventa progressivamente debole e riferisce sete intensa. Quale elemento assume maggiore priorità assistenziale?   Valutare segni di disidratazione e deterioramento in rapporto alle perdite osservate
- Un paziente con vomito ripetuto mantiene una diuresi stabile ma sviluppa tachicardia e mucose asciutte. Come interpretare il quadro?   I reperti vanno correlati a perdite e introiti prima di escludere un deficit di volume
- Un paziente con vomito ripetuto non riesce a trattenere i liquidi per os. Quale elemento è prioritario nella valutazione dell'idratazione?   Entità delle perdite, diuresi e presenza di segni clinici di deficit
- Un paziente conosce correttamente farmaci e dosaggi ma afferma che, dopo una dose dimenticata, ne assumerebbe due insieme. Qual è l'approccio educativo più appropriato?   Correggere la convinzione errata e verificare con teach-back come gestirebbe una nuova dimenticanza
- Un paziente contenuto diventa improvvisamente più agitato e tachipnoico. Cosa fare?   Rivalutare con priorità cause cliniche e sicurezza, senza attribuire il cambiamento alla sola agitazione
- Un paziente continente presenta difficoltà a raggiungere tempestivamente il bagno a causa di una nuova limitazione motoria. Quale obiettivo assistenziale è più appropriato?   Facilitare l'accesso al bagno con assistenza graduata e ausili compatibili con le capacità residue
- Un paziente cosciente in ossigenoterapia con cannula nasale respira prevalentemente dalla bocca; SpO e condizioni cliniche sono stabili nel target prescritto. Quale elemento guida la decisione di mantenere il dispositivo?   L'adeguatezza dell'ossigenazione e la tolleranza clinica del dispositivo, rivalutate nel tempo
- Un paziente debole riesce a bere da un bicchiere se questo viene sostenuto, ma tossisce quando utilizza una cannuccia. Quale intervento è più appropriato?   Sospendere la cannuccia, usare il bicchiere sostenuto in posizione eretta e segnalare la tosse
- Un paziente deve essere trasferito dal letto alla poltrona. Quali informazioni sono necessarie per scegliere in sicurezza la modalità di trasferimento?   La capacità di sostenere il peso, l'equilibrio e la possibilità di collaborare
- Un paziente deve gestire a domicilio una nuova terapia complessa. Quale strategia educativa favorisce maggiormente aderenza e sicurezza?   Concordare un piano pratico compatibile con routine e ostacoli reali del paziente
- Un paziente di 78 anni ricoverato per polmonite, fino a poco prima orientato, diventa disorientato, tenta di alzarsi e presenta nuova instabilità. Quale azione ha la priorità?   Mettere il paziente in sicurezza e valutare tempestivamente il cambiamento acuto e gli eventuali segni di deterioramento
- Un paziente diabetico è sudato, tremante e confuso; glicemia capillare 48 mg/dL. Qual è la priorità?   Trattare subito l'ipoglicemia, con via scelta in base a coscienza e deglutizione
- Un paziente diabetico diventa confuso, pallido e sudato. Qual è la condotta iniziale più appropriata?   Valutare ABCDE e glicemia rapidamente, trattando secondo risultato e protocollo
- Un paziente diabetico inizia nutrizione enterale continua. Quale principio di monitoraggio è più appropriato?   Coordinare glicemia, nutrizione e terapia considerando le interruzioni
- Un paziente diabetico presenta nausea, vomito, respiro profondo e glicemia capillare 330 mg/dL. Qual è la priorità?   Valutare segni di disidratazione e possibile scompenso metabolico e attivare il percorso clinico previsto
- Un paziente dice di non voler conoscere alcuni dettagli sulla prognosi e indica una persona di fiducia cui comunicarli. Quale condotta è più coerente con la L. 219/2017?   Rispettare la scelta, documentandola e comunicando secondo le indicazioni espresse dalla persona
- Un paziente dimentica frequentemente i farmaci inalatori. Qual è il primo approccio educativo?   Esplorare cause e routine e concordare una strategia praticabile
- Un paziente dimesso riceve una terapia modificata rispetto a quella domiciliare. Quale informazione è essenziale per la sicurezza?   Chiarire farmaci iniziati, sospesi o modificati e comunicarli in modo comprensibile
- Un paziente disfagico tossisce ripetutamente durante il pasto ma mantiene SpO 96%. Qual è la priorità?   Interrompere l'alimentazione, rivalutare i segni di disfagia e verificare la sicurezza prima di riprendere il pasto
- Un paziente dispnoico riesce a pronunciare solo singole parole. Questo reperto indica:   Possibile compromissione respiratoria severa da trattare subito
- Un paziente diventa sonnolento e la respirazione appare più superficiale. Qual è la priorità?   Valutare subito ventilazione, ossigenazione e stato di coscienza
- Un paziente dovrà gestire a domicilio un drenaggio e non sa ancora eseguire correttamente le manovre necessarie. Qual è la condotta prima della dimissione?   Rinforzare l'addestramento e verificare con dimostrazione pratica la capacità di gestione prima della dimissione
- Un paziente era autonomo nell'igiene prima del ricovero. Dopo un intervento riesce ancora a lavare volto e tronco, ma necessita di aiuto per arti inferiori e trasferimenti. Quale confronto è più utile per interpretare il nuovo bisogno assistenziale?   Confrontare le singole attività attualmente eseguibili con il livello funzionale abituale precedente al ricovero
- Un paziente esegue correttamente una procedura domiciliare utilizzando un promemoria scritto. Qual è la valutazione più appropriata?   L'uso del promemoria è compatibile con l'autonomia se l'esecuzione resta corretta e sicura
- Un paziente evita di guardare la stomia e rifiuta di partecipare al cambio del dispositivo. Qual è l'approccio più appropriato?   Esplorare significato e timori, graduando il coinvolgimento senza forzarlo
- Un paziente febbrile assume poco per os e presenta aumento delle perdite insensibili. Quale dato è più utile per cogliere precocemente un peggioramento dell'idratazione?   Andamento di introito, diuresi, peso e reperti clinici durante le ore successive
- Un paziente febbrile, dopo l'antipiretico, ha una pressione arteriosa di 90/60 mmHg. Qual è la pressione arteriosa media (PAM) stimata?   70 mmHg
- Un paziente fragile mangia autonomamente ma molto lentamente; un operatore propone di imboccarlo per rispettare i tempi del reparto. Qual è l'approccio più appropriato?   Adattare tempi e supporto preservando le capacità residue
- Un paziente fragile si affatica durante l'igiene. Qual è la condotta più appropriata?   Suddividere la procedura e inserire pause in funzione della tolleranza
- Un paziente fragile, candidato alla dimissione, non sa gestire i nuovi farmaci e vive solo. Qual è la priorità prima di confermare la dimissione?   Rivalutare sicurezza del rientro, competenze e supporti
- Un paziente gestisce bene la stomia in reparto ma vive lontano dai servizi e riferisce difficoltà a raggiungere l'ambulatorio. Quale elemento va integrato nel piano di dimissione?   Follow-up, contatti, forniture e alternative di supporto
- Un paziente già ricoverato per stroke, dopo un periodo di stabilità, sviluppa un nuovo peggioramento del deficit motorio e della vigilanza. Qual è la priorità?   Confrontare con il baseline, rivalutare ABC e stato neurologico e attivare l'escalation
- Un paziente ha assunto per errore due medicinali perché le confezioni sono molto simili. Quale intervento educativo verifica meglio la capacità di distinguerli prima della successiva assunzione?   Concordare un metodo di identificazione sicuro e chiedere al paziente di dimostrarne l'uso corretto
- Un paziente ha avuto una caduta. Quale approccio è più coerente con la prevenzione delle recidive?   Rivalutare circostanze, fattori individuali, terapia, mobilità e ambiente per ridefinire le misure preventive
- Un paziente ha BMI nei limiti ma ha perso peso nelle ultime settimane e riferisce maggiore difficoltà a mangiare autonomamente. Quale insieme di dati è più utile per l'inquadramento nutrizionale infermieristico?   Variazione ponderale recente, introito, capacità funzionale e ostacoli all'alimentazione
- Un paziente ha BMI nella norma ma presenta recente perdita ponderale involontaria, riduzione dell'introito e malattia acuta. Quale interpretazione è più appropriata?   Il quadro mantiene un rischio nutrizionale significativo nonostante il BMI normale
- Un paziente ha presentato debolezza monolaterale e difficoltà nel linguaggio per 15 minuti, ora completamente risolte. Qual è la condotta più appropriata?   Sospettare un TIA e attivare rapidamente il percorso previsto
- Un paziente ha ricevuto insulina rapida in relazione al pasto previsto, ma la distribuzione del pasto subisce un ritardo imprevisto. Qual è la priorità assistenziale?   Garantire tempestivamente un apporto glucidico adeguato al piano terapeutico
- Un paziente ha secrezioni abbondanti ma tosse efficace. Qual è il primo approccio?   Favorire eliminazione spontanea con posizione, mobilizzazione e idratazione appropriata
- Un paziente ha terminato la terapia endovenosa; l'accesso periferico è integro e asintomatico, ma potrebbe teoricamente essere utile in caso di nuova necessità. Qual è la gestione più appropriata?   Rimuoverlo perché non sussiste più un'indicazione clinica attuale
- Un paziente ha una prescrizione di restrizione dei liquidi. Quale funzione svolge il bilancio idrico?   Verificare il rispetto dell'apporto previsto e riconoscere eventuali scostamenti o segni di squilibrio
- Un paziente immobilizzato con cute scura presenta cute integra sul sacro, senza eritema chiaramente visibile. Rispetto ai tessuti circostanti si rilevano nuovo calore localizzato, indurimento e dolorabilità. Quale interpretazione è più appropriata nella valutazione del rischio di lesione da pressione?   L'assenza di eritema visibile non esclude un danno iniziale: temperatura, consistenza e dolore locali sono segnali da integrare nella valutazione cutanea e tissutale
- Un paziente improvvisamente non riesce più a parlare e presenta marcato distress respiratorio. Cosa viene prima?   Valutare la pervietà delle vie aeree e attivare immediatamente il supporto necessario
- Un paziente in autosomministrazione dimentica ripetutamente le dosi. Qual è l'intervento più appropriato?   Rivalutare l'idoneità e modificare il livello di supporto o controllo
- Un paziente in Contact Precautions deve essere mobilizzato da due operatori. Quale pianificazione limita meglio il rischio di trasmissione?   Preparare materiali e percorso, usare i DPI indicati e limitare la contaminazione di ambiente e attrezzature
- Un paziente in Contact Precautions necessita di un esame non rinviabile fuori reparto. La scelta più appropriata è:   Limitare lo spostamento a quanto necessario e adottare misure che riducano contaminazione e trasmissione
- Un paziente in cure palliative presenta dispnea improvvisa associata a dolore toracico. Qual è la condotta più appropriata?   Valutare possibili cause acute, con interventi coerenti con gli obiettivi di cura
- Un paziente in doppia antiaggregazione dopo stent coronarico vuole sospenderla prima di un intervento dentistico. Qual è l'indicazione corretta?   Non sospendere nulla senza il parere del cardiologo o del prescrittore
- Un paziente in Droplet Precautions è clinicamente stabile e deve effettuare una TC urgente. Qual è la condotta più appropriata?   Organizzare il trasferimento, far indossare al paziente una maschera per source control e limitare la permanenza nelle aree comuni
- Un paziente in Droplet Precautions deve essere trasportato per un esame necessario. Quale intervento è appropriato?   Far indossare al paziente una maschera e applicare respiratory hygiene/cough etiquette
- Un paziente in LTOT riferisce dispnea ma la saturazione è nel target abituale. Qual è l'educazione più appropriata?   Non modificare il flusso autonomamente e seguire il piano concordato
- Un paziente in nutrizione enterale sviluppa diarrea. Qual è l'approccio più appropriato?   Considerare farmaci, infezioni, velocità e formula come possibili cause della diarrea
- Un paziente in nutrizione enterale vomita ed è meno vigile. Qual è la priorità?   Sospendere l'apporto non sicuro, proteggere le vie aeree e rivalutare il paziente
- Un paziente in osservazione per trauma cranico passa da GCS 14 a 13. Il calo viene confermato immediatamente da un secondo infermiere competente; nelle successive rivalutazioni il punteggio resta 13 per almeno 30 minuti. Parametri vitali invariati, nessun nuovo deficit focale. Quale azione è indicata?   Richiedere una rivalutazione medica urgente, comunicando il calo persistente e i singoli componenti della GCS
- Un paziente in ossigenoterapia domiciliare con cannula nasale ha labbra e narici secche. Quale indicazione è corretta?   Usare un idratante a base acquosa, evitando prodotti a base di vaselina
- Un paziente in ossigenoterapia ha SpO 96%, è sonnolento e respira 7/min. Qual è l'interpretazione più appropriata?   La SpO può restare normale nonostante l'ipoventilazione
- Un paziente in ossigenoterapia presenta una SpO inferiore al target indicato. Qual è il primo approccio infermieristico più appropriato?   Valutare subito il paziente, verificando insieme attendibilità del dato e funzionamento dell'ossigenoterapia
- Un paziente in politerapia riferisce di assumere anche prodotti da banco, vitamine e integratori. Qual è l'approccio più appropriato nella ricognizione farmacologica?   Includerli nella ricognizione perché possono interagire con terapie o condizioni cliniche e influenzare la gestione
- Un paziente in terapia anticoagulante orale chiede se, dopo una dose dimenticata, debba assumere una dose doppia alla somministrazione successiva. Qual è l'educazione più sicura?   Accertare farmaco, tempo trascorso e indicazioni previste senza raddoppiare automaticamente la dose
- Un paziente in terapia anticoagulante riferisce di aver iniziato autonomamente ibuprofene per un dolore muscolare. Qual è la condotta più appropriata?   Valutare il rischio emorragico aggiuntivo e raccordarsi con il prescrittore
- Un paziente in terapia anticoagulante riferisce un nuovo intenso mal di testa dopo una caduta non precedentemente segnalata. Qual è la priorità?   Valutare subito lo stato neurologico, ricostruire la dinamica e attivare il percorso urgente previsto
- Un paziente in terapia con furosemide presenta crampi, debolezza muscolare e aritmie nuove. Quale alterazione elettrolitica è più probabile?   Ipokaliemia
- Un paziente in terapia con warfarin chiede indicazioni sull'alimentazione. Qual è l'indicazione corretta?   Mantenere costante l'apporto di verdure a foglia verde
- Un paziente in terapia con warfarin presenta ematuria. Quale esame di laboratorio esprime il grado di anticoagulazione prodotto da questo farmaco?   INR (rapporto internazionale normalizzato)
- Un paziente in terapia insulinica, prima del pasto, presenta glicemia 72 mg/dL dopo valori consecutivi di 138 e 104 mg/dL; è vigile e non riferisce sintomi. Quale interpretazione è più appropriata?   La sequenza indica un rischio di ulteriore riduzione della glicemia in rapporto a terapia e pasto previsto
- Un paziente inizialmente classificato a rischio moderato inizia una terapia sedativa e presenta vertigini quando si alza. Qual è la condotta più appropriata rispetto al rischio di caduta?   Rivalutare il rischio perché sono comparsi nuovi fattori terapeutici e clinico-funzionali e adeguare di conseguenza le misure preventive
- Un paziente inizialmente stabile, mentre attende l'educazione alla dimissione, sviluppa FR 30/min e SpO 89%. Qual è la condotta più appropriata?   Interrompere l'attività educativa e valutare subito il quadro respiratorio
- Un paziente invia all'infermiere una richiesta di amicizia su un profilo social personale mentre è ancora in cura. Quale risposta è più appropriata?   Mantenere il confine professionale e usare, se necessario, i canali di comunicazione assistenziale
- Un paziente ipoacusico appare più confuso del solito. Qual è il primo accorgimento utile?   Verificare l'apparecchio acustico e facilitare la comunicazione prima di concludere
- Un paziente ipoacusico comprende con difficoltà le indicazioni durante l'assistenza. Quale intervento favorisce maggiormente partecipazione e sicurezza?   Porsi di fronte, ridurre il rumore e verificare la comprensione
- Un paziente maggiorenne e capace deve iniziare un trattamento programmato. In assenza delle eccezioni previste dalla legge, quale presupposto è necessario perché il trattamento possa essere iniziato o proseguito?   Consenso libero e informato della persona interessata
- Un paziente maggiorenne e capace, dopo informazioni adeguate su benefici, rischi e alternative, rifiuta un trattamento e conferma la decisione. Qual è la condotta coerente con la legge 219/2017?   Rispettare il rifiuto, documentandolo e mantenendo la continuità della relazione di cura
- Un paziente mangia poco perché si sazia rapidamente. Quale intervento assistenziale è più appropriato prima di aumentare indiscriminatamente le porzioni?   Esplorare le cause della sazietà precoce e individualizzare apporto, frequenza e densità nutrizionale
- Un paziente manifesta ansia prima di una procedura assistenziale. Quale modalità comunicativa è più appropriata?   Spiegare le fasi essenziali, ascoltare le preoccupazioni e verificare la comprensione
- Un paziente mantiene MAP 67 mmHg ma diventa più confuso e oligurico. Come interpretare il quadro?   La perfusione può essere ancora inadeguata e richiede rivalutazione complessiva
- Un paziente mantiene SpO 96%, ma la frequenza respiratoria passa progressivamente da 18 a 24 e poi a 29/min. Quale interpretazione è più appropriata?   La progressione della FR è clinicamente rilevante anche con SpO conservata
- Un paziente mantiene SpO nel target ma necessita di concentrazioni crescenti di ossigeno. Come va interpretato?   Come possibile peggioramento perché aumenta il supporto necessario per mantenere il target
- Un paziente migliora dopo il primo intervento ma pochi minuti dopo peggiora di nuovo. Cosa fare?   Ripetere ABCDE e ri-escalare in base al nuovo quadro clinico
- Un paziente mostra contemporaneamente FR 24/min, FC 101/min e PAS 105 mmHg, valori solo moderatamente alterati rispetto ai propri precedenti. Perché la valutazione combinata è importante?   Più variazioni moderate nella stessa direzione possono indicare deterioramento
- Un paziente necessita di assistenza per bere e segue un piano di idratazione distribuito nella giornata. Quale registrazione riduce maggiormente il rischio di errore nel calcolo dell'introito?   Volume realmente assunto a ogni offerta, distinto da quello preparato ma non bevuto
- Un paziente nega dolore, ma durante la mobilizzazione protegge l'addome, irrigidisce il tronco e interrompe il movimento. Qual è la condotta più appropriata?   Approfondire il dolore e la tolleranza al movimento considerando la discordanza tra riferito e osservato
- Un paziente neurologico passa da GCS 14 a GCS 12 rispetto al controllo precedente. Qual è l'interpretazione più appropriata?   Il dato richiede rivalutazione tempestiva delle singole componenti, del contesto clinico e delle possibili cause di deterioramento
- Un paziente non è in grado di confermare verbalmente la propria identità. Qual è l'approccio corretto?   Usare fonti identificative alternative affidabili e verificarne la coerenza
- Un paziente non è in grado di dichiarare le proprie generalità. Prima di una procedura, quale strategia identificativa è più sicura?   Incrociare gli identificatori del braccialetto con la documentazione e con un'altra fonte affidabile disponibile
- Un paziente non a rischio di insufficienza respiratoria ipercapnica necessita di ossigeno. Quale approccio è corretto?   Somministrare ossigeno verso il target prescritto e ridurlo se il target viene superato
- Un paziente non comunicante presenta smorfie, rigidità e difesa durante la mobilizzazione. Qual è l'approccio valutativo più appropriato?   Utilizzare una scala comportamentale validata e confrontare i segni prima, durante e dopo gli interventi
- Un paziente non ha diagnosi infettiva nota. Quale criterio deve guidare l'uso dei DPI durante l'assistenza?   La valutazione anticipata del rischio di esposizione legato alla procedura
- Un paziente non raggiunge il target con il dispositivo in uso. Qual è la condotta più appropriata?   Rivalutare il paziente, controllare dispositivo e flusso e considerare l'escalation
- Un paziente non ricorda il motivo di una terapia cronica. Qual è il comportamento più appropriato dell'infermiere?   Verificare le informazioni disponibili e comunicare senza inventare indicazioni
- Un paziente non ricorda se abbia già assunto un farmaco al bisogno. Qual è il comportamento più appropriato?   Consultare la documentazione delle somministrazioni precedenti prima di ripetere la dose
- Un paziente non riesce a completare i pasti per nausea che compare dopo alcune cucchiaiate. Quale approccio iniziale è più appropriato?   Definire caratteristiche e momento di comparsa della nausea in relazione al pasto
- Un paziente non riesce a raggiungere il bagno autonomamente. Quale intervento promuove dignità e sicurezza?   Offrire assistenza o ausili adeguati rispettando tempi e preferenze della persona
- Un paziente non sa quando chiedere aiuto per dolore toracico. Qual è l'obiettivo educativo?   Fargli descrivere sintomi d'allarme e comportamento da adottare secondo il piano
- Un paziente normalmente orientato sviluppa improvvisamente confusione. Nel contesto del deterioramento clinico, quale interpretazione è più corretta?   È un cambiamento neurologico acuto che richiede valutazione tempestiva
- Un paziente oncologico in trattamento sviluppa febbre e marcata astenia. Qual è la priorità?   Sospettare neutropenia febbrile o sepsi e chiedere valutazione urgente
- Un paziente oncologico presenta febbre e rapido peggioramento delle condizioni generali. Come va interpretato?   Come possibile emergenza infettiva da valutare con priorità
- Un paziente operato respira superficialmente per dolore e tende a restare a letto. Quale piano riduce meglio il rischio di complicanze respiratorie?   Analgesia, mobilizzazione, respiri profondi e tosse, monitorati
- Un paziente peggiora durante l'attesa. Qual è la risposta corretta?   Rivalutarlo e modificare la priorità se il nuovo quadro lo richiede
- Un paziente perde progressivamente peso durante il ricovero. Quale condotta è più appropriata?   Analizzare peso, quantità assunta e possibili cause del calo
- Un paziente perde rapidamente peso e forza durante trattamento. La condotta appropriata è:   Attivare una valutazione nutrizionale e funzionale
- Un paziente porta da casa farmaci in confezioni non chiaramente identificabili. Qual è la gestione più sicura?   Sospenderne l'impiego finché identità, prescrizione e modalità di gestione non siano adeguatamente verificate
- Un paziente portatore di pacemaker presenta sincope. Qual è la priorità?   Valutare ritmo e perfusione e sospettare un malfunzionamento del dispositivo
- Un paziente post-anestesia presenta russamento nuovo e ridotta ventilazione. Qual è la priorità?   Riconoscere un'ostruzione delle vie aeree e intervenire
- Un paziente postoperatorio diventa confuso, tachicardico e ipoteso. Prima di attribuire il quadro all'anestesia o iniziare interventi non mirati, qual è la priorità?   Rivalutare rapidamente perfusione e possibili cause di deterioramento, incluso un sanguinamento occulto
- Un paziente postoperatorio evita di tossire per dolore, ha secrezioni udibili e respira superficialmente. Qual è l'approccio più completo?   Trattare il dolore e associare mobilizzazione e tecniche di respirazione e tosse
- Un paziente postoperatorio presenta distensione crescente, nausea e dolore in aumento. Qual è la condotta più appropriata?   Valutare addome, parametri, dolore, vomito e funzione intestinale
- Un paziente post-operatorio presenta nausea intensa e vomito ripetuto. Quale valutazione è prioritaria per identificare conseguenze immediate potenzialmente pericolose?   Valutare coscienza, pervietà delle vie aeree e segni di ipovolemia
- Un paziente post-PCI femorale diventa ipoteso e riferisce dolore lombare. Qual è la priorità?   Sospettare un sanguinamento retroperitoneale e allertare subito il medico
- Un paziente post-stroke tossisce durante un sorso d'acqua effettuato prima dello screening della deglutizione. Qual è la condotta più appropriata?   Interrompere l'assunzione orale e attivare lo screening della deglutizione prima di ulteriori cibi, liquidi o farmaci
- Un paziente precedentemente continente presenta episodi di urgenza e perdita urinaria comparsi dopo l'introduzione di un diuretico, soprattutto quando deve attendere assistenza per raggiungere il bagno. Quale valutazione orienta meglio il piano assistenziale?   Correlare episodi, stimolo, orario del diuretico, mobilità e tempi di accesso al bagno
- Un paziente precedentemente vigile diventa progressivamente sonnolento. Qual è la condotta infermieristica prioritaria?   Rivalutare immediatamente ABC, stato neurologico e parametri, confrontare con il baseline e attivare l'escalation appropriata
- Un paziente prende una decisione che il team considera imprudente. Quale conclusione è eticamente più corretta?   Valutare comprensione, ragionamento e capacità di esprimere una scelta
- Un paziente presenta deficit motorio ma cognizione e motivazione integre. Come devono essere utilizzate queste risorse nella pianificazione?   Integrarle nel piano per favorire partecipazione, apprendimento e progressiva autonomia
- Un paziente presenta diarrea ripetuta. Quale priorità assistenziale è appropriata?   Monitorare perdite, idratazione, condizioni generali e integrità cutanea
- Un paziente presenta difficoltà nei trasferimenti, riduzione della distanza percorsa e necessità di maggiore assistenza; riferisce inoltre dolore intenso durante il movimento. Quale elemento rappresenta principalmente un fattore che può contribuire al problema di mobilità, anziché una sua manifestazione?   Il dolore intenso evocato dal movimento
- Un paziente presenta diuresi progressivamente ridotta. Quale comportamento è più appropriato?   Correlare diuresi, introiti, perdite e condizioni cliniche e segnalare il cambiamento
- Un paziente presenta dolore orale che limita l'alimentazione. Qual è il primo passo più appropriato?   Inquadrare il problema orale e le sue caratteristiche prima di definire gli interventi
- Un paziente presenta edema e aumento ponderale rapido. Quale approccio è più appropriato per interpretare il bilancio?   Correlare andamento delle entrate e uscite, diuresi, peso e segni clinici di possibile ritenzione
- Un paziente presenta edema periferico e riferisce sete intensa. Quale interpretazione è più corretta?   Edema e sete possono coesistere e vanno interpretati nel contesto del bilancio
- Un paziente presenta febbre e sudorazione aumentata. Come deve essere considerato questo dato nel bilancio idrico?   Considerarlo come possibile aumento delle perdite insieme agli altri dati
- Un paziente presenta grave distress respiratorio con cianosi e alterazione della coscienza. Come va utilizzato un sistema di early warning?   Non deve ritardare la risposta immediata all'emergenza
- Un paziente presenta improvvisa afasia e debolezza di un arto, risolte completamente dopo 20 minuti. Qual è la condotta più appropriata?   Considerare un possibile TIA o evento cerebrovascolare e garantire una valutazione specialistica urgente
- Un paziente presenta improvvisa dispnea, tachicardia e dolore toracico dopo un periodo di immobilità. Qual è la priorità?   Considerare possibile embolia polmonare e richiedere valutazione urgente
- Un paziente presenta improvvisa fuoriuscita di liquido sierosanguinolento dalla ferita con sospetta deiscenza. Qual è la priorità?   Proteggere la sede, limitare sollecitazioni e richiedere valutazione clinica
- Un paziente presenta improvvisa riduzione della vigilanza con rischio di compromissione delle vie aeree. Qual è la priorità?   Proteggere le vie aeree, posizionare il paziente e rivalutarlo
- Un paziente presenta improvvisamente difficoltà nel linguaggio e debolezza di un arto; dopo alcuni minuti i sintomi regrediscono quasi completamente. Qual è la condotta più appropriata?   Attivare tempestivamente il percorso per possibile evento neurologico acuto nonostante la regressione dei sintomi
- Un paziente presenta incontinenza urinaria ma non ritenzione, ostruzione né altre indicazioni al catetere a permanenza. Qual è l'approccio più appropriato?   Evitare il catetere a permanenza come modalità routinaria di gestione dell'incontinenza
- Un paziente presenta ipotensione nuova e tachicardia. Quale valutazione è prioritaria?   Perfusione, stato mentale, diuresi, cute e segni di sanguinamento o perdita di volume
- Un paziente presenta melena e riferisce debolezza. Quale priorità assistenziale è più appropriata?   Valutare stato emodinamico, perfusione e andamento del sanguinamento
- Un paziente presenta mucose asciutte, diuresi ridotta, ipotensione ortostatica e recente diarrea. Quale azione rappresenta meglio l'interpretazione dei dati nella fase di valutazione assistenziale?   Collegare i reperti tra loro per riconoscere un possibile problema di equilibrio idrico e definirne la rilevanza assistenziale
- Un paziente presenta nausea prima di una terapia orale prescritta. Qual è il comportamento più appropriato?   Valutare nausea, condizioni cliniche e indicazioni del farmaco prima di procedere
- Un paziente presenta nuova irrequietezza, FR 18->27/min e FC 82->104/min; PA e SpO restano sui valori abituali. Quale approccio interpreta meglio il cambiamento?   Integrare trend di FR e FC, lavoro respiratorio, stato clinico e confronto con il baseline
- Un paziente presenta nuova tumefazione monolaterale della gamba, aumento della temperatura locale e dolore al polpaccio. Qual è la condotta assistenziale più appropriata?   Valutare l'arto e attivare il percorso clinico previsto
- Un paziente presenta nuovo rallentamento delle risposte e un incremento progressivo della FR, ma il NEWS2 non ha ancora raggiunto la soglia prevista per la risposta urgente. Quale principio è corretto?   Un cambiamento clinico significativo o una seria preoccupazione possono giustificare escalation anche sotto soglia
- Un paziente presenta PA 95/60 mmHg, è asintomatico e riferisce valori abituali intorno a 90/55 mmHg. Confrontando il valore attuale con quello abituale, come va interpretato il dato?   Valore in linea con quello abituale, che da solo non indica un peggioramento del quadro
- Un paziente presenta paura di cadere ma mantiene buone capacità motorie. Quale intervento è più utile?   Progressione graduale in ambiente sicuro, con rassicurazione e supervisione
- Un paziente presenta peggioramento respiratorio rispetto al controllo precedente. Qual è la priorità?   Valutare subito il cambiamento respiratorio e ricercare eventuali segni di insufficienza
- Un paziente presenta saldi negativi consecutivi, calo ponderale e nuova vertigine ortostatica. Quale condotta è più appropriata?   Controllare l'affidabilità del bilancio e correlare il trend con i reperti clinici
- Un paziente presenta sangue nelle urine di nuova insorgenza. Cosa fare?   Documentare il reperto, ricercare segni associati e segnalarlo
- Un paziente presenta sintomi compatibili con possibile sindrome coronarica acuta. Qual è la priorità?   Effettuare valutazione clinica ed ECG nell'ambito del percorso per sospetta SCA
- Un paziente presenta tosse immediatamente dopo un sorso d'acqua. Qual è la condotta più appropriata?   Sospendere l'assunzione e verificare la sicurezza prima di nuovi tentativi
- Un paziente presenta un deterioramento clinico improvviso. Quale sequenza assistenziale è più appropriata?   Mettere in sicurezza il paziente, eseguire una rivalutazione strutturata, attuare gli interventi di competenza e attivare l'escalation appropriata
- Un paziente presenta un effetto indesiderato noto ma inatteso per intensità. Qual è il comportamento più appropriato?   Valutare gravità e condizioni cliniche, documentare e attivare il percorso previsto
- Un paziente presenta un peggioramento improvviso dei parametri vitali rispetto al baseline. Qual è la condotta più appropriata?   Rivalutare subito il quadro e aumentare la priorità assistenziale secondo i reperti
- Un paziente presenta una linea venosa durante il trasferimento letto-poltrona. Quale comportamento riduce il rischio di dislocazione del dispositivo?   Controllare decorso e fissaggio della linea ed evitare trazioni durante il movimento
- Un paziente presenta una pressione arteriosa marcatamente elevata, confermata con tecnica corretta. Quale elemento determina soprattutto la necessità di una valutazione clinica urgente?   La presenza di segni o sintomi compatibili con danno acuto d'organo
- Un paziente presenta una riduzione progressiva della diuresi nelle ultime ore. Quale reperto associato rende più probabile un deficit di volume circolante?   Tachicardia di nuova insorgenza, mucose asciutte e bilancio negativo
- Un paziente presenta una sindrome clinica fortemente suggestiva di infezione trasmissibile prima dell'esito microbiologico. La strategia più sicura è:   Avviare precocemente le precauzioni aggiuntive coerenti con le vie di trasmissione plausibili
- Un paziente presenta vomito ripetuto; nell'ultimo episodio il materiale appare insolitamente scuro e il paziente riferisce crescente debolezza. Qual è la condotta più appropriata?   Interrompere l'assunzione e segnalare tempestivamente il reperto
- Un paziente prima autonomo ora necessita aiuto per trasferimenti e gestione della terapia. Prima della dimissione, quale verifica è prioritaria?   Capacità residue, supporto disponibile, addestramento e sicurezza del setting di destinazione
- Un paziente propone all'infermiere una relazione personale molto intensa durante una presa in carico ancora attiva. Quale principio è prioritario?   Mantenere confini professionali che proteggano la persona dall'asimmetria
- Un paziente riceve un farmaco con possibile effetto sedativo. Quale cambiamento richiede rivalutazione tempestiva?   Nuova riduzione della vigilanza associata a modifiche respiratorie o difficoltà a mantenere il contatto
- Un paziente riceve una nutrizione enterale. Ai fini del bilancio, quale aspetto deve essere considerato?   I volumi pertinenti somministrati attraverso il dispositivo secondo i criteri di registrazione adottati
- Un paziente richiede Contact Precautions. Quale comportamento è coerente con CDC?   Indossare camice e guanti nelle interazioni che possono comportare contatto con il paziente o con il suo ambiente
- Un paziente ricoverato da quattro giorni assume circa metà dei pasti, riferisce scarso appetito e nausea intermittente. Il peso all'ingresso era nella norma. Quale dato aggiuntivo orienta maggiormente la priorità nutrizionale?   Perdita ponderale recente e riduzione dell'assunzione rispetto all'abituale
- Un paziente ricoverato in medicina riferisce da dieci minuti un dolore toracico oppressivo di nuova insorgenza. Alla prima valutazione dell'episodio: PA 134/82 mmHg, FC 88/min, SpO 97% in aria ambiente. Quale percorso iniziale è appropriato?   Attivare la valutazione urgente e ottenere un ECG a 12 derivazioni, con interpretazione competente entro dieci minuti dalla prima valutazione
- Un paziente ricoverato per polmonite riferisce dispnea in rapido peggioramento: FR 30/min, SpO 90% in aria ambiente, vigile. Qual è la condotta più appropriata?   Avviare ossigeno verso il target e chiamare subito il medico
- Un paziente ricoverato porta farmaci personali e vuole continuare ad assumerli autonomamente. La gestione sicura richiede:   Valutare l'idoneità, riconciliare la terapia e garantire tracciabilità secondo procedura
- Un paziente rientra tardi da un esame e una dose programmata non è stata somministrata. L'infermiere dovrebbe:   Considerare farmaco, intervallo e ultima dose prima di decidere se recuperarla o ometterla
- Un paziente riesce a mangiare autonomamente i primi minuti ma poi perde precisione nei movimenti e lascia parte del pasto. Quale intervento preserva meglio autonomia e adeguatezza dell'assunzione?   Fornire supporto mirato nelle fasi in cui il gesto diventa inefficace
- Un paziente riferisce "mi manca il fiato", ma non sono ancora disponibili altri dati. Prima di definire il problema assistenziale, quale approfondimento è più appropriato?   Rilevare parametri respiratori e caratterizzare modalità e condizioni di comparsa della dispnea
- Un paziente riferisce alterazione del gusto dopo una terapia e riduce l'assunzione degli alimenti abituali. Quale intervento è più appropriato?   Adattare sapori e temperatura degli alimenti alle preferenze del paziente e verificarne l'effetto sull'assunzione
- Un paziente riferisce bruciore urinario e febbre. Qual è l'approccio più appropriato?   Rilevare il quadro sintomatologico e attivare la valutazione clinica prevista
- Un paziente riferisce capogiri dopo una recente modifica della terapia. Qual è l'approccio infermieristico più appropriato?   Raccogliere timing, parametri, sintomi e modifiche terapeutiche e attivare la rivalutazione
- Un paziente riferisce capogiro esclusivamente dopo il passaggio dalla posizione supina a quella eretta. Quale valutazione consente di correlare meglio sintomo e possibile variazione emodinamica?   Misurare pressione e frequenza nelle diverse posture e documentare quando compare il sintomo
- Un paziente riferisce che il cibo "si blocca" dopo la deglutizione. Quale domanda aiuta maggiormente a caratterizzare il problema?   Chiedere se la difficoltà riguarda solidi, liquidi o entrambi e se è progressiva o intermittente
- Un paziente riferisce che la gestione della stomia è tecnicamente efficace ma gli impedisce di riprendere attività sociali importanti. Qual è l'approccio più appropriato?   Integrare gli obiettivi di vita cercando adattamenti sicuri
- Un paziente riferisce che la propria routine serale abituale facilita l'addormentamento. In assenza di controindicazioni, quale comportamento è più appropriato?   Favorire quanto possibile le abitudini serali compatibili con le necessità assistenziali
- Un paziente riferisce che materasso e posizione aumentano il discomfort durante la notte. Qual è la prima azione assistenziale?   Controllare posizione, supporti, cute, dolore e materasso
- Un paziente riferisce che non assumerà a domicilio una parte della terapia perché teme un effetto indesiderato. Qual è l'approccio più appropriato?   Esplorare la preoccupazione e verificare la comprensione prima di procedere
- Un paziente riferisce di dormire un numero sufficiente di ore ma di svegliarsi non riposato. Quale accertamento è più appropriato?   Esplorare continuità del riposo, risvegli notturni e funzionamento diurno
- Un paziente riferisce di essere svegliato ogni notte da un'attività assistenziale non urgente programmata secondo la routine dell'unità. Qual è l'approccio più appropriato?   Spostare l'attività a un orario meno disturbante se l'organizzazione lo consente
- Un paziente riferisce di non aver compreso bene l'intervento già programmato. Qual è la condotta più appropriata?   Sospendere il percorso non urgente e favorire un chiarimento adeguato
- Un paziente riferisce difficoltà ad addormentarsi in ospedale. Quale primo intervento è appropriato?   Identificare le cause principali del disturbo e correggere quelle modificabili
- Un paziente riferisce discomfort durante la permanenza a letto. Qual è il primo approccio?   Identificare i fattori che possono provocare il disagio e correggere quelli modificabili
- Un paziente riferisce discomfort persistente durante la permanenza a letto, senza variazioni dei parametri vitali. Quale valutazione iniziale è più appropriata?   Esplorare dolore, postura, pressione, temperatura e altri fattori ambientali o personali associati al disagio
- Un paziente riferisce dispnea nuova. Quale valutazione iniziale infermieristica è più utile per definire rapidamente la gravità?   Valutare frequenza e pattern respiratorio, SpO , lavoro respiratorio, vigilanza ed eloquio
- Un paziente riferisce dolore 7/10. Quale coppia associa più correttamente un risultato atteso a un intervento assistenziale?   Risultato: dolore ≤3/10 entro 60 minuti; intervento: attuare l'analgesia prescritta e rivalutare intensità, funzione ed effetti indesiderati
- Un paziente riferisce dolore addominale nuovo e progressivo. Quale valutazione iniziale è più appropriata?   Valutare dolore, sintomi associati, alvo, parametri vitali e addome
- Un paziente riferisce dolore che lo sveglia ripetutamente. Qual è l'approccio più appropriato?   Correlare caratteristiche del dolore e risvegli e adeguare la gestione analgesica
- Un paziente riferisce dolore dopo essere stato mantenuto a lungo nella stessa posizione. Cosa è più appropriato?   Modificare il posizionamento in modo sicuro e rivalutare il dolore
- Un paziente riferisce dolore durante il cambio degli indumenti. Qual è l'approccio più appropriato?   Adattare modalità e ritmo del cambio al dolore riferito
- Un paziente riferisce dolore localizzato al tallone dopo alcune ore a letto. Quale valutazione è prioritaria?   Esaminare cute, pressione locale e modalità di scarico del tallone
- Un paziente riferisce dolore postoperatorio 5/10. Quale dato aggiuntivo fornisce la migliore informazione sull'impatto assistenziale del dolore?   La capacità di respirare profondamente, tossire e mobilizzarsi
- Un paziente riferisce freddo durante l'igiene a letto. Quale azione aumenta la dispersione di calore e va quindi EVITATA?   Scoprire tutto il corpo per l'intera durata della procedura
- Un paziente riferisce nuova difficoltà a iniziare la minzione. Qual è il primo approccio assistenziale?   Raccogliere sintomi, andamento della diuresi e segni di distensione sovrapubica
- Un paziente riferisce nuovo malessere cardiovascolare senza una causa evidente. Quale valutazione iniziale consente di riconoscere sia instabilità emodinamica sia possibili segni di ipoperfusione?   Pressione, frequenza e ritmo, perfusione periferica, stato mentale, dolore/sintomi e trend clinico
- Un paziente riferisce palpitazioni improvvise. Qual è il primo approccio?   Valutare ritmo, sintomi e parametri e le circostanze d'esordio
- Un paziente riferisce prurito persistente senza causa evidente. Quale accertamento iniziale è più utile?   Caratterizzare il prurito ed esaminare cute e possibili fattori associati
- Un paziente riferisce riduzione progressiva dell'effluente e difficoltà di svuotamento da una stomia che appare più stretta. Quale condotta è più appropriata?   Valutare sintomi e stomia per possibile stenosi o ostruzione
- Un paziente riferisce sazietà precoce. Quale dato è utile raccogliere?   Quantità assunta e momento di comparsa della sazietà rispetto al pasto
- Un paziente riferisce secchezza orale persistente che aumenta il discomfort. Quale valutazione orienta meglio l'assistenza?   Esaminare mucose, idratazione, respirazione orale, terapie e capacità di effettuare l'igiene orale
- Un paziente riferisce sonnolenza diurna persistente. Cosa è appropriato?   Esplorare sonno, farmaci e condizioni cliniche che possono contribuire
- Un paziente riferisce un sintomo nuovo solo al termine del turno, senza segni di instabilità. Qual è la risposta più appropriata?   Caratterizzare il sintomo, valutarne il significato e comunicarlo nel passaggio di consegne
- Un paziente riferisce una precedente reazione a un antibiotico non registrata; non ricorda il nome esatto del farmaco ma descrive edema del volto e difficoltà respiratoria. Prima della terapia quale priorità è più appropriata?   Considerare la reazione potenzialmente grave e chiarire il rischio prima della somministrazione
- Un paziente riferisce una precedente reazione a un farmaco. Qual è l'approccio più sicuro?   Approfondire la natura della reazione e renderla nota nel percorso assistenziale
- Un paziente riferisce una terapia domiciliare diversa da quella presente nell'elenco iniziale e porta con sé le confezioni originali. Qual è la condotta più appropriata?   Considerare la discrepanza come un'informazione da riconciliare
- Un paziente riferisce vertigini ma nega difficoltà nel cammino; durante la prova mostra marcata instabilità. Come interpretare i dati?   Considerare prioritaria l'instabilità osservata rispetto all'assenza di difficoltà riferita
- Un paziente rifiuta la mobilizzazione perché considera l'obiettivo troppo impegnativo. Qual è la condotta più appropriata?   Concordare un obiettivo intermedio realistico e sicuro
- Un paziente rifiuta l'igiene personale in quel momento. Qual è l'approccio corretto?   Esplorare le ragioni del rifiuto, informare il paziente e concordare quando possibile un'alternativa accettabile
- Un paziente rifiuta ripetutamente il pasto. Quale condotta è più appropriata?   Esplorare le ragioni del rifiuto e valutarne l'impatto prima di definire l'intervento
- Un paziente rifiuta una dose prescritta. Quale documentazione è più appropriata?   Registrare mancata somministrazione, rifiuto e gli elementi rilevanti per la continuità assistenziale
- Un paziente rifiuta una terapia necessaria alla sopravvivenza. Qual è il comportamento professionale più appropriato?   Rispettare la scelta informata e garantire le cure non rifiutate
- Un paziente sedato e ventilato diventa improvvisamente agitato, tachicardico e presenta aumento delle pressioni ventilatorie. Prima di aumentare sedazione o applicare restrizioni, qual è la priorità?   Valutare dolore, ossigenazione, vie aeree, secrezioni, ventilatore e cause reversibili
- Un paziente segnala che la compressa preparata è diversa da quella abituale. La prescrizione indica un medicinale a rilascio prolungato; principio attivo e dosaggio riportati sulla confezione coincidono. Quale ulteriore reperto rende la sostituzione non conforme alla formulazione prescritta?   Il prodotto preparato è a rilascio immediato, come indicato nel relativo riassunto delle caratteristiche del prodotto
- Un paziente senza restrizioni idriche si sveglia più volte di notte per urinare. Quale indicazione è corretta?   Distribuire i liquidi nella giornata, riducendoli nelle 2 ore prima di coricarsi
- Un paziente sottoposto a contenzione per un rischio immediato diventa progressivamente più tranquillo e collaborante. Qual è la condotta più appropriata?   Rivalutarne subito la necessità e le condizioni, riducendo o interrompendo la misura appena possibile
- Un paziente stabile ha prescritti i parametri vitali alle 24 e alle 4 e una terapia endovenosa alle 24. Quale organizzazione riduce i risvegli rispettando le prescrizioni?   Eseguire insieme parametri e terapia alle 24, poi rilevare i parametri alle 4
- Un paziente sviluppa diarrea durante il ricovero dopo terapia antibiotica. Quale approccio iniziale è più appropriato?   Valutare caratteristiche delle feci, idratazione, farmaci e rischio infettivo
- Un paziente sviluppa edema declive bilaterale più marcato rispetto ai giorni precedenti. Quale insieme di dati è più utile per valutarne il significato clinico?   Andamento dell'edema, peso seriale, bilancio e presenza di dispnea
- Un paziente sviluppa improvvisa dispnea e dolore toracico con possibile compromissione ABC. Qual è la priorità?   Attivare una valutazione urgente delle possibili cause tempo-dipendenti e della compromissione ABC
- Un paziente sviluppa improvvisamente debolezza del braccio destro e asimmetria facciale. Quale elemento orienta maggiormente verso un deficit neurologico focale acuto?   La distribuzione monolaterale e la comparsa improvvisa rispetto al baseline
- Un paziente sviluppa improvvisamente dispnea e dolore toracico pleuritico dopo una procedura invasiva; all'auscultazione il murmure vescicolare è nettamente ridotto su un emitorace. Qual è l'interpretazione assistenziale più appropriata?   Possibile complicanza toracica acuta che richiede valutazione ed escalation immediate
- Un paziente sviluppa improvvisamente dispnea. Quale valutazione iniziale è più appropriata?   Eseguire una valutazione rapida e strutturata di vie aeree, respirazione, ossigenazione, circolo e stato neurologico
- Un paziente sviluppa una reazione inattesa dopo un farmaco. Quale informazione deve essere documentata?   Manifestazioni, timing, farmaco coinvolto, interventi effettuati e andamento clinico
- Un paziente tracheostomizzato durante il trasferimento sviluppa rumori respiratori, aumento del lavoro respiratorio e SpO in calo. Qual è la prima priorità?   Proteggere il paziente e controllare cannula, secrezioni e ossigenazione
- Un paziente trombocitopenico sviluppa improvvisa cefalea intensa e confusione. Cosa fare?   Valutare urgentemente un sanguinamento intracranico
- Un paziente utilizza autonomamente un dispositivo domiciliare ma commette occasionalmente un errore che può comprometterne l'efficacia senza causare un rischio immediato. Qual è l'approccio educativo migliore?   Far emergere l'errore, correggerlo e verificare nuovamente l'esecuzione completa senza suggerimenti
- Un paziente valutato a basso rischio cade durante un trasferimento. Qual è l'interpretazione più utile per il miglioramento del sistema?   Analizzare fattori individuali, contesto, circostanze dell'evento e adeguatezza del processo di valutazione e prevenzione
- Un paziente ventilato è emodinamicamente stabile e supera i criteri di sicurezza previsti. Quale approccio è coerente con ICU Liberation?   Coordinare, quando indicato, prova di risveglio e prova di respiro spontaneo secondo protocollo
- Un paziente ventilato è molto più sedato del target stabilito. Qual è la condotta infermieristica?   Rivalutare cause, farmaci e sicurezza e adeguare secondo prescrizione e protocollo
- Un paziente ventilato ha target RASS -1/0 ma viene rilevato a RASS -4. Qual è l'interpretazione più appropriata?   È più sedato del target e richiede rivalutazione di cause, terapia e sicurezza
- Un paziente viene ricoverato con una terapia domiciliare complessa. Qual è il primo obiettivo della riconciliazione farmacologica?   Ricostruire una lista attendibile dei farmaci assunti prima del ricovero
- Un paziente viene trasferito mentre riceve nutrizione enterale con frequenti interruzioni. Quale insieme di dati è più utile per garantire continuità del trattamento?   Apporto prescritto ed erogato, interruzioni, tolleranza e problemi aperti
- Un paziente vomita dieci minuti dopo aver assunto un farmaco orale; nella massa emessa non è chiaramente riconoscibile la compressa. Qual è l'approccio più appropriato?   Considerare farmaco, tempo trascorso e circostanze dell'episodio prima di decidere se ripetere
- Un paziente vomita ripetutamente e non riesce a mantenere liquidi per os. Quale insieme di dati consente di stimare meglio il rischio immediato di disidratazione e compromissione clinica?   Caratteristiche del vomito, bilancio idrico, parametri vitali e segni di disidratazione
- Un paziente vomita ripetutamente prima di assumere un farmaco orale la cui dose è segnalata come critica rispetto all'orario. La dose non è ancora stata somministrata e non esiste una prescrizione per una via alternativa. Come deve essere gestita questa impossibilità di assunzione?   Segnalare tempestivamente l'impossibilità di assunzione e concordare la gestione della dose, verificando prescrizione e appropriatezza di eventuali alternative
- Un paziente vomita subito dopo farmaci per os importanti. L'infermiere dovrebbe:   Valutare timing e indicazioni prima di ripetere dosi
- Un paziente vuole ripetere uno screening molto prima dell'intervallo raccomandato pur essendo asintomatico e a rischio medio. Quale criterio è più appropriato?   Spiegare che controlli più frequenti possono aumentare falsi positivi e procedure
- Un piano assistenziale produce buoni risultati, ma richiede un livello di supporto che non sarà disponibile dopo la dimissione. Quale decisione è più appropriata?   Verificare gli outcome con il supporto realmente disponibile dopo la dimissione
- Un piano individualizzato nella multimorbilità dovrebbe:   Essere condiviso, realistico e coordinato tra professionisti e servizi
- Un piano molto intensivo è efficace durante il ricovero ma non sostenibile con le risorse previste dopo la dimissione. Quale criterio deve guidare la revisione?   Privilegiare interventi ad alto valore e verificare l'efficacia nelle condizioni realistiche future
- Un piano prevede controlli frequenti che a domicilio non sono sostenibili. Quale approccio è più appropriato?   Ridefinire frequenza e criteri di allerta, proporzionati al rischio
- Un PICC presenta una variazione della lunghezza esterna rispetto al dato documentato. Quale informazione aggiuntiva è più utile per orientare la valutazione?   Ritorno ematico, sintomi dell'arto e funzionalità
- Un PIVC è ancora pervio e il sito non presenta alterazioni, ma la terapia endovenosa è terminata. Qual è la scelta più appropriata?   Rimuoverlo quando non esiste più un'indicazione clinica al suo mantenimento
- Un polso periferico appare irregolare. Qual è il passo più appropriato?   Contare il polso per un minuto intero, valutarne la regolarità e verificare eventuali sintomi
- Un port impiantabile non è in infusione; la cute sopra la camera diventa arrossata, calda e dolente, con lieve edema. Qual è la condotta più appropriata?   Non usare il port e valutarlo prontamente per possibile complicanza locale o infettiva
- Un problema assistenziale è frequente ma stabile; un secondo è meno frequente ma può evolvere rapidamente. Come va impostata la priorità?   Integrare probabilità e gravità del danno con la possibilità di intervenire subito
- Un professionista consulta la cartella di un conoscente non assistito per curiosità. Quale valutazione è corretta?   È improprio senza necessità assistenziale o autorizzazione
- Un professionista invia a un indirizzo personale un elenco di pazienti per completare il lavoro a casa. Qual è il problema principale?   Usare canali non autorizzati può violare la sicurezza dei dati
- Un professionista osserva un collega compiere ripetutamente una pratica non sicura, già discussa senza cambiamento. Quale passo è più appropriato?   Escalare la criticità attraverso i canali organizzativi previsti, documentando gli episodi osservati
- Un professionista presume che una persona non desideri analgesia perché appartiene a un gruppo descritto come «molto tollerante al dolore». Quale problema emerge?   Uno stereotipo sostituisce la valutazione individuale dei bisogni
- Un professionista propone di eliminare un esame routinario che non modifica decisioni né outcome. Qual è il razionale preventivo principale?   Ridurre procedure a basso valore e danni diretti o indiretti, mantenendo la qualità
- Un professionista può consultare i dati sanitari di una persona soltanto perché lavora nella stessa azienda che li conserva?   No: l'accesso richiede funzioni autorizzate e una necessità pertinente
- Un professionista riceve l'ordine informale di omettere una misura di sicurezza per accelerare il lavoro. Quale comportamento è più appropriato?   Segnalare la criticità e mantenere la misura di sicurezza
- Un professionista scopre di avere un interesse personale che potrebbe influenzare una decisione assistenziale o organizzativa. Qual è la condotta più appropriata?   Dichiarare il conflitto e tutelare l'imparzialità della decisione
- Un professionista teme conseguenze personali dopo aver segnalato in buona fede una grave criticità di sicurezza attraverso i canali appropriati. Quale principio organizzativo è più coerente con una cultura etica?   Favorire segnalazioni responsabili e proteggere da ritorsioni indebite chi segnala problemi in buona fede
- Un professionista utilizza informazioni apprese durante l'assistenza per ottenere successivamente un vantaggio economico personale dalla persona assistita. Qual è la valutazione più appropriata?   Un uso improprio dell'asimmetria relazionale e delle informazioni acquisite nell'assistenza
- Un professionista viene invitato a non segnalare un evento per «proteggere l'immagine del reparto». Quale condotta è più appropriata?   Usare i percorsi di segnalazione e tutela: sicurezza e apprendimento non richiedono occultamento
- Un progetto di comunità è più solido quando:   Nasce dai bisogni letti insieme a comunità e stakeholder, valorizza le risorse locali e ne misura gli esiti
- Un programma di esercizio per prevenire le cadute dovrebbe essere:   Progressivo e personalizzato, con equilibrio e forza
- Un programma di pulizia ambientale efficace dovrebbe includere:   Protocolli standardizzati, formazione, monitoraggio dell'aderenza e feedback
- Un programma di screening ha elevata adesione complessiva ma bassa partecipazione nei gruppi socialmente più svantaggiati. Quale valutazione è più appropriata?   Identificare le barriere e adattare accesso e comunicazione mantenendo l'appropriatezza
- Un programma di telemonitoraggio rileva dati domiciliari ma non prevede cosa fare in caso di peggioramento. Quale elemento manca perché sia realmente integrato nella presa in carico?   Criteri definiti per interpretare i dati, contattare la persona, rivalutare ed eventualmente attivare escalation
- Un programma di visite domiciliari raggiunge molte persone ma non migliora autonomia né accessi impropri. Quale domanda viene prima?   Se gli interventi sono coerenti con i bisogni della popolazione e con gli esiti attesi del programma
- Un programma misura soltanto il numero di persone raggiunte. Quale limite presenta questo indicatore?   Descrive attività o copertura ma non dimostra qualità o outcome migliori
- Un programma per ridurre riacutizzazioni e perdita funzionale in persone con malattia cronica diagnosticata appartiene soprattutto a:   Prevenzione terziaria
- Un protocollo non può sostituire:   Il giudizio professionale necessario ad applicarlo al singolo caso
- Un protocollo prevede una frequenza standard di monitoraggio, ma il paziente mostra segni di deterioramento. Qual è la condotta più appropriata?   Intensificare la frequenza del monitoraggio e applicare l'escalation prevista in base al quadro
- Un punteggio early warning aumenta progressivamente. Qual è l'interpretazione più corretta?   Il progressivo aumento può indicare deterioramento e richiede una risposta coerente con protocollo e condizioni cliniche
- Un quartiere ha poche aree sicure per camminare. Quale azione appartiene a una strategia di promozione della salute?   Agire sull'ambiente urbano, sull'accessibilità e sulla motivazione individuale
- Un quartiere presenta elevata BPCO, povertà energetica e abitazioni umide. Quale lettura è più utile all'IFeC?   Integrare patologia, condizioni abitative e determinanti sociali negli interventi rivolti alla comunità
- Un quasi-evento viene intercettato prima che raggiunga il paziente. Quale approccio è più coerente con una cultura della sicurezza?   Valutarlo come fonte di apprendimento sui punti deboli e sulle barriere che hanno funzionato o potrebbero essere rafforzate
- Un raccordo dell'ossigeno si disconnette accidentalmente. Qual è la priorità?   Ripristinare l'erogazione e controllare il paziente
- Un rapido peggioramento dell'eGFR durante terapia con farmaco a eliminazione renale richiede:   Segnalazione e rivalutazione del dosaggio/terapia in base al farmaco e al quadro
- Un refill capillare rallentato è più utile se:   È interpretato insieme ad altri segni di perfusione periferica e sistemica
- Un regolamento aziendale tenta di definire il campo professionale infermieristico solo attraverso procedure locali. Quale combinazione indica invece la legge 42/1999?   Profilo professionale, ordinamenti formativi e codice deontologico, fatte salve le altre professioni
- Un regolamento interno richiama ancora il vecchio mansionario per delimitare le attività dell'infermiere. Quale riferimento normativo rende tale impostazione non più coerente con l'ordinamento professionale?   Legge 42/1999
- Un reparto non rileva scambi di farmaci LASA nei tre mesi dopo una modifica organizzativa. Quale conclusione è metodologicamente più corretta?   Il risultato è favorevole, ma occorre monitorare nel tempo eventi, quasi-eventi e aderenza alla misura
- Un risultato dubbio porta a ripetuti accertamenti invasivi senza evidenza di malattia. Quale concetto preventivo è più rilevante?   Considerare i danni della cascata diagnostica nel bilancio dello screening
- Un risultato positivo a un test di screening significa generalmente che:   È necessario il percorso di approfondimento previsto prima di considerare confermata la diagnosi
- Un servizio vuole ridurre l'impatto ambientale senza ridurre la sicurezza. Quale approccio è più appropriato?   Individuare pratiche a basso valore e alternative sicure
- Un set infusionale si disconnette accidentalmente e il terminale entra in contatto con una superficie non sterile. Qual è la gestione più sicura?   Non ricollegare il terminale contaminato e sostituire il componente o il set necessario prima di riprendere l'infusione
- Un singolo parametro peggiora progressivamente pur restando sotto una soglia estrema. Come interpretarlo?   Il trend può essere clinicamente significativo e richiede attenzione e rivalutazione
- Un sintomo compare dopo l'avvio di un nuovo farmaco, ma il paziente presenta anche una patologia acuta capace di produrre lo stesso sintomo. Quali dati aiutano maggiormente a interpretarlo?   Timing, andamento clinico, farmaci coinvolti e possibili cause alternative
- Un sintomo compare dopo l'introduzione di una nuova terapia e viene rivalutato più volte nel turno. Quale registrazione permette meglio di valutarne l'evoluzione nel tempo?   Intensità, caratteristiche, relazione con le dosi, interventi e andamento nel tempo
- Un sintomo lieve ma rapidamente peggiorato in poche ore dovrebbe essere:   Rivalutato con priorità considerando possibili complicanze acute
- Un sintomo nuovo importante con parametri ancora nei limiti:   Può essere clinicamente rilevante anche prima di alterazioni misurabili
- Un sistema informatico consente di prescrivere una dose dieci volte superiore a quella abituale senza richiedere alcuna conferma aggiuntiva. Quale intervento rappresenta la barriera più robusta?   Introdurre un vincolo che impedisca o blocchi la prescrizione oltre soglie definite salvo una procedura esplicita di override motivato
- Un telemonitoraggio mostra un valore fuori soglia ma la persona riferisce di stare bene. Qual è il primo passo?   Verificare dato e condizioni della persona, poi applicare l'escalation prevista
- Un test di screening molto sensibile è utile soprattutto perché:   Tende a ridurre i falsi negativi, a prezzo eventualmente di una diversa specificità
- Un trasduttore posizionato troppo in basso rispetto all'asse flebostatico tende a:   Sovrastimare la pressione misurata
- Un trasferimento letto-poltrona è stato affidato a un OSS dopo valutazione infermieristica. L'OSS segnala una nuova difficoltà del paziente, lo mantiene in sicurezza e non ripete il tentativo. Secondo l'art. 39 del Codice deontologico FNOPI 2025, quale responsabilità resta all'infermiere nell'attività affidata?   Pianificare, supervisionare e verificare l'attività affidata, integrando la segnalazione dell'OSS nella rivalutazione infermieristica dei bisogni e delle modalità di assistenza al paziente
- Un traumatizzato è tachicardico e ipoteso ma non presenta sanguinamento esterno evidente. Cosa considerare?   Possibile emorragia occulta che richiede rivalutazione ed escalation rapide
- Un uomo con BPCO e lieve fragilità usa correttamente gli inalatori ma continua ad accedere in urgenza perché attende troppo prima di chiedere aiuto. Qual è il focus prioritario?   Riconoscimento precoce del peggioramento e applicazione di un piano di risposta concordato
- Un uomo di 82 anni, operato due giorni fa per frattura di femore e normalmente orientato, dalla notte è disattento, perde il filo del discorso e confonde il giorno. FR 24/min, FC 104/min, T 37,9 °C, SpO 93% in aria ambiente. Quale azione non deve essere differita?   Considerare il quadro come possibile deterioramento acuto, ricercarne le cause e attivare la valutazione medica urgente
- Un valore strumentale incompatibile con l'osservazione clinica richiede:   Controllo tecnico della misura e confronto con il quadro clinico prima di interpretarla
- Un'équipe deve scegliere dove concentrare un'analisi prospettica prima dell'avvio di un nuovo percorso assistenziale. Quale situazione merita maggiore attenzione preventiva?   Un passaggio frequente, con possibile danno grave e poche barriere efficaci prima del paziente
- Un'équipe vuole identificare i rischi di un nuovo processo prima che si verifichino eventi avversi. Quale approccio è più coerente?   Analizzare le fasi del processo, ipotizzare modalità di guasto e valutare le barriere disponibili prima dell'avvio
- Una bradicardia di nuova insorgenza deve essere valutata soprattutto considerando:   Sintomi, perfusione, pressione, ritmo e farmaci associati
- Una buona valutazione del dolore postoperatorio dovrebbe includere:   Intensità, sede/caratteristiche, ripercussioni funzionali, effetti della terapia e rivalutazione
- Una caduta con possibile perdita di coscienza non spiegata richiede quale approccio iniziale?   Valutare sia le lesioni sia la causa della perdita di coscienza
- Una campagna preventiva usa un messaggio del tipo "sei a rischio" senza spiegare entità o possibilità di riduzione. Qual è il limite principale?   Può aumentare l'ansia senza dare informazioni utili a decidere
- Una Casa della Comunità segue una popolazione con bisogni cronici, fragilità e interventi domiciliari. Quale contributo descrive meglio l'IFeC nel modello del DM 77/2022?   Assistere a diversi livelli di complessità, in collaborazione con professionisti e servizi della rete
- Una cefalea nuova è associata a febbre, rigidità nucale e alterazione dello stato mentale. Qual è la priorità?   Attivare una valutazione urgente per possibile patologia neurologica/infezione grave
- Una compressa a rilascio modificato viene prescritta a un paziente che non riesce a deglutirla. Qual è la condotta corretta?   Non alterarla senza aver verificato una modalità alternativa appropriata
- Una comunicazione efficace sugli obiettivi di cura dovrebbe:   Partire da ciò che la persona comprende e desidera sapere
- Una comunità è esposta a un inquinante ambientale. Quale principio di prevenzione è più appropriato?   Ridurre l'esposizione alla fonte e proteggere i più vulnerabili
- Una confezione multidose è stata aperta ma manca la data di prima apertura richiesta dalla procedura. Qual è la scelta più sicura?   Non utilizzarla finché la validità dopo l'apertura non è verificabile secondo procedura
- Una consegna efficace tra servizi dovrebbe:   Descrivere bisogni, rischi, risorse e interventi concordati
- Una consegna preoperatoria sul digiuno dovrebbe includere soprattutto:   Tipo e orario dell'ultima assunzione di solidi e liquidi e ogni deviazione dal piano
- Una contenzione fisica, quando utilizzata secondo indicazione e normativa, richiede:   Motivazione, monitoraggio, rivalutazione frequente e rimozione appena possibile
- Una creatinina in aumento in un paziente con CKD e malattia acuta:   Può indicare AKI sovrapposta: confronto con baseline e quadro clinico
- Una crisi convulsiva inizia mentre il paziente si trova sul pavimento accanto al letto. Quando è indicato spostarlo durante le convulsioni?   Quando la posizione espone a un pericolo immediato che non può essere rimosso diversamente
- Una crisi tonico-clonica continua nonostante la prima misura farmacologica di emergenza prevista dal piano. Qual è la priorità successiva?   Proseguire il supporto ABC e attivare senza ritardo l'escalation terapeutica prevista
- Una crisi tonico-clonica generalizzata che dura 5 minuti o più deve essere considerata:   Un'emergenza compatibile con status epilepticus che richiede trattamento urgente
- Una curva arteriosa improvvisamente smorzata con valori più bassi richiede:   Verifica di paziente, connessioni, sacca a pressione e bolle o ostruzioni
- Una decisione assistenziale è clinicamente appropriata ma incompatibile con le risorse quotidiane della famiglia. Qual è la condotta migliore?   Rinegoziare il piano per renderlo efficace e sostenibile, attivando la rete se serve
- Una disconnessione accidentale compromette il sistema chiuso di drenaggio urinario. Secondo i principi CDC, quale condotta è più appropriata?   Sostituire catetere e sistema di raccolta con tecnica asettica e materiale sterile, ripristinando un circuito chiuso
- Una discrepanza tra elenco domiciliare e prescrizione di ricovero dovrebbe essere:   Chiarita per distinguere una modifica intenzionale da un errore di riconciliazione
- Una donna di 79 anni con scompenso e artrosi vive sola. Nell'ultimo mese ha rinunciato alla spesa, mangia poco e ha saltato due controlli. Qual è la prima priorità?   Valutare insieme cambiamento funzionale, nutrizione, accesso ai servizi e capacità di gestione
- Una donna di 82 anni vive sola, ha scompenso stabile, lieve deficit visivo e dimentica talvolta i farmaci. Il figlio vive lontano. Qual è la prima priorità IFeC?   Valutare capacità di gestione, rischio, supporti e barriere prima di scegliere gli interventi
- Una dose è stata omessa per una condizione clinica prevista dal piano. Prima della successiva somministrazione, quale valutazione è più appropriata?   Verificare se l'omissione precedente modifica intervallo, condizioni o criteri della dose successiva
- Una dose è stata preparata ma la somministrazione viene rinviata. Qual è la condotta più sicura?   Accertare che identificazione, conservazione e validità della preparazione siano ancora adeguate prima dell'uso
- Una dose di 75 mg deve essere preparata alla concentrazione finale di 1,5 mg/mL. Quale deve essere il volume finale della preparazione?   50 mL
- Una dose dieci volte superiore al previsto viene intercettata prima della somministrazione. Perché è utile segnalarla?   Perché consente di analizzare un near miss ad alto potenziale e comprendere sia i fattori che lo hanno favorito sia le barriere che lo hanno intercettato
- Una dose viene omessa perché un parametro clinico non rientra nei criteri previsti. È importante documentare:   Il dato rilevante, la mancata somministrazione e le azioni conseguenti
- Una famiglia chiede all'infermiere di nascondere a un paziente competente un'informazione rilevante, senza che il paziente abbia espresso il desiderio di non sapere. Quale risposta è più appropriata?   Ascoltare i familiari ma tutelare il diritto della persona all'informazione
- Una famiglia interpreta le secrezioni terminali come «soffocamento». Qual è la risposta migliore?   Spiegare cosa accade e come viene valutato il comfort
- Una FC di 48/min in un paziente nuovo per l'unità deve essere interpretata:   In relazione a valori abituali, sintomi, ritmo e terapia in corso
- Una fonte documenta compatibilità solo a concentrazioni inferiori rispetto a quelle preparate. Qual è la condotta corretta?   Verificare la compatibilità alle concentrazioni effettivamente utilizzate
- Una formulazione liquida molto viscosa deve essere somministrata per sonda. Qual è l'approccio più appropriato?   Usare la diluizione e i lavaggi indicati per quella formulazione e quel contesto
- Una forte associazione statistica dimostra da sola che un'esposizione causa una malattia?   No: servono temporalità, controllo dei confondenti e insieme delle evidenze
- Una gastrostomia si disloca accidentalmente. Qual è la condotta generale più sicura nell'immediato?   Sospenderne l'uso e attivare tempestivamente il percorso previsto per la dislocazione
- Una medicazione chirurgica si impregna rapidamente di sangue. Qual è la prima priorità assistenziale?   Valutare subito sito e paziente, stimare per quanto possibile la perdita e attivare l'escalation appropriata
- Una microinfusione usa un deflussore da 60 microgocce/mL. La pompa manuale deve erogare 75 mL/h. A quante microgocce/min corrisponde teoricamente?   75 microgocce/min
- Una misura restrittiva per il controllo di un'infezione dovrebbe essere adottata secondo quale principio?   Usare la misura efficace meno restrittiva, coerente con rischio, evidenze e norme
- Una modifica terapeutica è comunicata verbalmente in una situazione non emergenziale. Qual è la condotta più appropriata?   Seguire quanto previsto dalla procedura aziendale per le prescrizioni verbali
- Una nefrostomia che improvvisamente smette di drenare con dolore lombare crescente richiede:   Valutazione urgente per possibile ostruzione o dislocazione
- Una nefrostomia si disloca completamente in modo accidentale. Qual è la priorità assistenziale?   Proteggere il sito e attivare rapidamente la valutazione specialistica senza reinserire
- Una nuova asimmetria dell'espansione toracica con distress nel trauma richiede:   Rivalutazione pronta come possibile minaccia respiratoria
- Una nuova asimmetria pupillare rispetto al baseline richiede:   Verifica rapida del reperto e valutazione neurologica sollecita
- Una nuova confusione in un paziente acutamente malato deve essere considerata:   Un possibile segno di deterioramento fisiologico da integrare nella valutazione complessiva
- Una nuova lesione cutanea compare sotto un dispositivo. Qual è l'errore da evitare?   Considerarla indipendente dal dispositivo senza rivalutare pressione e contatto
- Una nuova preparazione contiene la stessa quantità totale di farmaco della precedente, ma in un volume finale doppio. Per mantenere invariata la dose di farmaco erogata ogni ora, la velocità della pompa deve:   Raddoppiare
- Una nuova sonnolenza in una persona con demenza dovrebbe essere interpretata come:   Un possibile cambiamento acuto da valutare senza attribuirlo automaticamente alla demenza
- Una nutrizione enterale viene interrotta improvvisamente in un paziente che riceve terapia ipoglicemizzante collegata all'apporto. Qual è la priorità?   Valutare il rischio glicemico e applicare il piano previsto per l'interruzione
- Una paziente viene valutata per instabilità in ortostatismo. Dopo almeno cinque minuti supina la pressione è 142/82 mmHg; in piedi, con assistenza, è 130/70 a un minuto e 130/70 a tre minuti, con lieve capogiro riferito durante la stazione eretta. Quale interpretazione dei valori è corretta secondo la procedura del Royal College of Physicians?   Il criterio è soddisfatto: la diastolica cala di 12 mmHg con sintomi, anche se il calo sistolico resta inferiore a 20 mmHg
- Una penna per insulina progettata per un singolo paziente può essere usata su un secondo paziente cambiando l'ago?   No, il dispositivo resta dedicato al singolo paziente
- Una perdita ematica maggiore del previsto richiede:   Comunicazione pronta e rivalutazione emodinamica
- Una perdita importante dall'interfaccia durante NIV può:   Ridurre l'efficacia del supporto e richiedere il controllo di adattamento e tenuta
- Una persona è autonoma in ambiente protetto ma necessita di aiuto quando sono presenti distrazioni. Quale interpretazione è più utile?   L'autonomia dipende dal contesto e va verificata nelle situazioni reali
- Una persona è autonoma, ha multimorbidità stabile e necessita soprattutto di coaching e monitoraggio. Quale setting può essere inizialmente appropriato?   Ambulatoriale, integrabile con domicilio o distanza se emergono ulteriori bisogni
- Una persona è seguita da MMG, fisioterapista, assistente sociale e IFeC. Qual è il rischio principale se ogni professionista lavora in parallelo?   Frammentazione delle informazioni, duplicazioni e obiettivi non coordinati lungo il percorso
- Una persona è seguita da più servizi territoriali. Quale situazione descrive meglio una vera presa in carico?   Bisogni e obiettivi sono seguiti nel tempo con responsabilità organizzate e raccordo tra gli interventi della rete
- Una persona ad alto rischio non usa smartphone e ha bassa alfabetizzazione digitale. Qual è la risposta più appropriata?   Adattare il monitoraggio alle capacità, evitando che la tecnologia diventi una barriera
- Una persona adulta, capace e adeguatamente informata rifiuta una procedura proposta. Quale principio deve orientare la condotta infermieristica?   Rispettare il rifiuto informato, documentarlo e garantire le cure non rifiutate
- Una persona afferma: «Le telecamere del reparto trasmettono i miei pensieri». Quale risposta è più appropriata?   Riconoscere la paura senza confermare il delirio e orientare alla realtà
- Una persona agitata alza la voce dopo il rifiuto di una richiesta. Quale risposta è più appropriata?   Riconoscere la frustrazione, chiarire il limite e offrire alternative
- Una persona agitata negli ultimi giorni trae beneficio da:   Ambiente tranquillo e presenza rassicurante
- Una persona anziana assume molti farmaci, non distingue bene le confezioni e confonde gli orari. Qual è l'approccio più appropriato dell'IFeC?   Ricostruire la terapia assunta, identificare i rischi e raccordarsi con i professionisti competenti per semplificazione e sicurezza
- Una persona anziana con multimorbilità appare più lenta e ha ridotto le attività abituali. Qual è la lettura più appropriata?   Approfondire la fragilità considerando funzione e vulnerabilità nel tempo
- Una persona anziana con multimorbilità ha dieci farmaci, tre visite mensili e crescente stanchezza per il percorso. Qual è il problema centrale?   Il carico di cure rispetto a benefici, obiettivi e capacità della persona
- Una persona anziana ricoverata in psichiatria sviluppa improvvisa disattenzione e disorientamento fluttuante. La priorità è:   Sospettare una causa organica acuta e attivare la valutazione
- Una persona appare ansiosa e parla molto rapidamente. Quale approccio comunicativo è più appropriato?   Usare frasi brevi e tono calmo, affrontando un tema alla volta
- Una persona appare clinicamente stabile ma il caregiver riferisce crescente difficoltà nella gestione quotidiana. Qual è la risposta valutativa più appropriata?   Esplorare carico e bisogni del caregiver perché possono ridurre la tenuta a domicilio
- Una persona asintomatica chiede ripetutamente esami non raccomandati e privi di beneficio dimostrato. Quale principio è più coerente con la prevenzione quaternaria?   Evitare interventi inutili, discutendo benefici, rischi e sovradiagnosi
- Una persona assistita chiede ripetutamente di essere seguita esclusivamente da un singolo infermiere e rifiuta gli altri membri dell'équipe senza motivi di sicurezza. Quale intervento è più appropriato?   Esplorare la richiesta e garantire continuità con una relazione non esclusiva
- Una persona assume correttamente la terapia ma non riesce a cucinare pasti adeguati. Quale interpretazione è più appropriata?   La gestione domiciliare è in parte compromessa: vanno valutati capacità e supporti
- Una persona cade senza lesioni e tende a minimizzare l'evento. Qual è la risposta più utile?   Usare l'evento per identificare fattori modificabili e prevenire recidive
- Una persona capace esprime oggi una volontà informata diversa da quanto aveva scritto anni prima nelle proprie DAT. Quale volontà deve orientare la decisione attuale?   La volontà attuale della persona capace, libera e adeguatamente informata
- Una persona che fuma non è pronta a smettere ma accetta di parlarne. Qual è l'approccio più utile?   Esplorare motivazioni e tentativi e offrire supporto senza giudizio
- Una persona che si è autolesionata è intossicata da alcol. Secondo NICE NG225, la valutazione psicosociale:   Non va rinviata in base al solo livello alcolemico
- Una persona chiede aiuto per un'attività che in precedenza svolgeva autonomamente, senza nuovi segni clinici. Quale condotta è più appropriata?   Esplorare cause, contesto e sicurezza prima di aumentare stabilmente il livello di assistenza
- Una persona chiede aiuto per vestirsi ma riesce ancora a completare parte dell'attività. Qual è l'approccio più appropriato?   Sostenere le parti difficili lasciando alla persona le azioni che può svolgere in sicurezza
- Una persona chiede all'infermiere il proprio numero di telefono personale per sentirsi più sicura. La risposta più appropriata è:   Mantenere il confine e indicare i canali assistenziali
- Una persona chiede di poter riflettere fino al giorno successivo su una decisione non urgente. Quale risposta tutela meglio l'autonomia?   Concedere un tempo ragionevole di riflessione con le informazioni necessarie
- Una persona chiede un adattamento dell'assistenza per motivi religiosi. Quale criterio è più appropriato?   Valutarla individualmente e cercare una soluzione compatibile con sicurezza, diritti e organizzazione
- Una persona chiede, quando organizzativamente possibile, assistenza da parte di un operatore dello stesso sesso per una procedura intima. Qual è l'approccio più appropriato?   Esplorare la preferenza e cercare un accomodamento compatibile
- Una persona clinicamente stabile riferisce di non riuscire ad acquistare alimenti adeguati per difficoltà economiche. Qual è l'approccio più appropriato dell'IFeC?   Riconoscere il determinante sociale e raccordarsi con servizi e risorse appropriate, mantenendo la presa in carico
- Una persona competente accetta un rischio moderato per mantenere un'attività per lei molto significativa. Quale approccio è più appropriato?   Condividere rischi e alternative, ridurre il rischio e rispettare la scelta informata
- Una persona completa un'attività solo se l'operatore anticipa ogni passaggio. Quale obiettivo di rivalutazione è più informativo?   Verificare quali passaggi riesca ad avviare e gestire con cue progressivamente ridotti
- Una persona comprende indicazioni semplici ma presenta marcata difficoltà nell'espressione verbale. Quale comportamento infermieristico è più appropriato?   Concedere tempo, proporre modalità alternative di risposta e verificare la comprensione
- Una persona comprende la terapia ma il regime è troppo complesso rispetto alle sue capacità. Qual è la risposta più appropriata?   Documentare la difficoltà e promuovere una revisione del regime con i professionisti competenti
- Una persona con artrosi e BPCO rinuncia alle uscite per paura della dispnea. Quale obiettivo è più appropriato?   Recuperare attività significative con strategie sicure di gestione dei sintomi
- Una persona con barriera linguistica e bisogni assistenziali complessi deve essere presa in carico. Quale principio tutela meglio accessibilità e qualità dell'assistenza?   Adottare modalità comunicative accessibili e ricorrere a strumenti o interpreti appropriati
- Una persona con BPCO riconosce precocemente aumento della dispnea e applica il piano concordato. Questo rappresenta soprattutto:   Una competenza di self-management utile a rispondere prima al peggioramento
- Una persona con BPCO riferisce più dispnea e variazione dell'espettorato. Qual è il valore principale del confronto con il basale?   Permette di riconoscere un cambiamento clinicamente significativo rispetto alla condizione abituale
- Una persona con BPCO seguita a domicilio mantiene valori abituali di SpO ma riferisce crescente difficoltà nelle attività quotidiane. Su cosa deve concentrarsi il monitoraggio?   Trend clinico e funzionale, segni di deterioramento, capacità di autogestione e obiettivi del piano
- Una persona con BPCO seguita a domicilio riferisce maggiore dispnea rispetto al proprio baseline ma non ha ancora valori fuori soglia. Quale intervento è più orientato a prevenire una riacutizzazione?   Favorire riconoscimento precoce del peggioramento e applicare il piano condiviso di autogestione e attivazione dell'assistenza
- Una persona con cronicità necessita contemporaneamente di cure primarie, assistenza infermieristica, specialistica e supporto sociale. Quale organizzazione è più coerente con il DM 77?   Un percorso condiviso tra i nodi coinvolti, modulato sui bisogni e con responsabilità e raccordi definiti
- Una persona con diabete presenta ripetute ipoglicemie lievi ma non le riferisce perché 'passano da sole'. Qual è la priorità?   Rendere visibile il problema ricostruendo le circostanze e promuovendo la rivalutazione del piano
- Una persona con diabete riferisce di non riuscire a seguire le indicazioni alimentari perché dipende da una mensa e dispone di risorse economiche limitate. Quale approccio è più appropriato?   Integrare educazione, vincoli socioeconomici e risorse disponibili per definire strategie realistiche
- Una persona con diabete, BPCO e artrosi riferisce che il piano di cura è diventato difficile da seguire. Qual è la priorità dell'IFeC?   Valutare carico terapeutico, priorità personali e capacità di gestione quotidiana
- Una persona con diabete, fragilità sociale e difficoltà economiche richiede:   Integrazione sanitaria e sociale, con attivazione dei nodi pertinenti della rete
- Una persona con diabete, neuropatia e vista ridotta vive con il coniuge affaticato. Quale intervento viene prima?   Verificare la sicurezza della gestione quotidiana e ripartire i compiti secondo le capacità
- Una persona con disfagia assume da alcuni giorni alimenti e liquidi a consistenza modificata. Quale principio guida il follow-up?   Verificare periodicamente se consistenza e modalità restano adeguate alla tolleranza
- Una persona con disfagia conosce le indicazioni e gestisce autonomamente cucchiaio e ritmo, ma dopo circa metà pasto compaiono affaticamento e residui orali. Quale modalità preserva meglio autonomia e sicurezza?   Mantenere autonomia nelle fasi efficaci e aumentare l'aiuto quando compaiono difficoltà
- Una persona con disfagia non presenta tosse o modificazioni della voce, ma nelle ultime settimane i pasti sono diventati progressivamente più lunghi e l'introito si è ridotto. Quale interpretazione è più appropriata?   Il progressivo rallentamento del pasto richiede nuova valutazione anche senza tosse
- Una persona con disfagia tollera la consistenza prescritta, ma riferisce che i liquidi addensati sono poco graditi e chiede di renderli più fluidi. Qual è la condotta più appropriata?   Mantenere la consistenza prevista e richiedere rivalutazione se limita l'assunzione
- Una persona con edema presenta peso stabile ma riferisce di mangiare molto meno. Qual è l'errore da evitare?   Usare il peso stabile per escludere un possibile deterioramento nutrizionale
- Una persona con elevato rischio di caduta vive sola e utilizza un deambulatore; in casa sono presenti ostacoli e assume farmaci che possono aumentare il rischio. Qual è l'approccio più appropriato?   Valutare insieme fattori individuali, terapia, ausili e ambiente e coordinare interventi preventivi personalizzati
- Una persona con epilessia presenta una crisi prolungata e dispone di un piano individualizzato di emergenza. Quale principio deve guidare la gestione?   Seguire tempestivamente il piano individualizzato e il protocollo di emergenza, insieme al supporto delle funzioni vitali
- Una persona con grave difficoltà comunicativa deve esprimere il consenso. Quale principio è più appropriato?   Usare strumenti che permettano di esprimere la volontà
- Una persona con idee suicidarie chiede di lasciare il servizio prima della valutazione completa. La priorità è:   Valutare sicurezza e salute mentale prima che lasci il servizio
- Una persona con ipertensione controllata e sedentarietà chiede cosa fare. Quale intervento è più coerente con il ruolo IFeC?   Valutare rischio e disponibilità al cambiamento, concordando obiettivi realistici e sostenibili
- Una persona con lesione midollare alta presenta cefalea pulsante, ipertensione e bradicardia. Quale causa va ricercata per prima?   Distensione vescicale o intestinale
- Una persona con lieve compromissione cognitiva comprende meglio le informazioni quando sono presentate lentamente con supporti visivi. Quale approccio è più appropriato?   Fornire supporti che le permettano di partecipare e decidere
- Una persona con lieve deficit cognitivo dimentica di bere ma accetta i liquidi proposti. Quale modalità documenta in modo accurato l'introito idrico?   Registrare dopo ogni assunzione il volume effettivamente bevuto, in mL
- Una persona con miastenia gravis presenta debolezza ingravescente, difficoltà a deglutire e dispnea. Qual è la priorità?   Sospettare una crisi miastenica e attivare valutazione urgente
- Una persona con multimorbilità ha avuto accessi ripetuti in pronto soccorso per bisogni diversi. Quale contributo dell'IFeC è più appropriato?   Contribuire alla valutazione multidimensionale, sostenere l'autogestione e raccordare il piano con i nodi pertinenti della rete
- Una persona con nefrostomia a domicilio dovrebbe contattare tempestivamente il servizio di riferimento soprattutto in presenza di quale quadro?   Assenza o marcata riduzione del drenaggio, dolore, febbre, dislocazione o perdita urinaria dal sito
- Una persona con neglect sinistro urta ripetutamente oggetti posti alla propria sinistra. Quale intervento è più appropriato?   Organizzare l'ambiente e applicare strategie guidate di esplorazione del lato trascurato coerenti con il piano riabilitativo e la sicurezza
- Una persona con Parkinson diventa improvvisamente molto rigida dopo l'omissione di una dose abituale. Qual è l'approccio più appropriato?   Verificare subito prescrizione, orario e causa dell'omissione e ripristinare la terapia senza compensi
- Una persona con Parkinson precedentemente stabile presenta un nuovo aumento delle cadute. Qual è la valutazione più appropriata?   Rivalutare mobilità e freezing, pressione ortostatica, terapia e timing, ambiente, cognizione e altri possibili fattori precipitanti
- Una persona con Parkinson presenta disfagia e non riesce ad assumere in sicurezza la formulazione orale prescritta. Qual è il passaggio più appropriato?   Verificare formulazione e prescrizione e attivare tempestivamente una modalità di somministrazione sicura
- Una persona con Parkinson presenta freezing durante l'avvio della marcia. Quale strategia può favorire il superamento del blocco?   Fornire cue ritmici o visivi e tempo per riorganizzare il movimento, secondo le strategie riabilitative individuali
- Una persona con Parkinson riferisce che la dose abituale è in ritardo e sta comparendo marcata rigidità. Qual è la condotta più appropriata?   Verificare immediatamente prescrizione e orario individuale e favorire la somministrazione tempestiva prevista, segnalando eventuali ostacoli
- Una persona con Parkinson rifiuta l'aiuto del coniuge perché teme di perdere autonomia, ma ha avuto due quasi-cadute. Qual è l'approccio migliore?   Condividere il rischio e concordare supporti proporzionati, rispettando il livello di autonomia desiderato
- Una persona con patologia cronica conosce la terapia ma fatica a prendere decisioni nelle situazioni quotidiane non previste. Quale intervento promuove realmente il self-care?   Sostenere conoscenze e capacità decisionali della persona rispetto agli obiettivi concordati e al proprio contesto
- Una persona con patologia cronica salta frequentemente la terapia perché gli orari interferiscono con il lavoro e non comprende bene alcune indicazioni. Qual è il primo approccio dell'IFeC?   Esplorare barriere, comprensione e preferenze e concordare strategie realistiche con la persona e il team
- Una persona con recente perdita di peso, debolezza e una caduta senza lesioni continua a vivere sola. Qual è l'errore da evitare?   Considerare separatamente nutrizione e caduta, senza riconoscere un possibile quadro di fragilità
- Una persona con ridotta mobilità non riesce a raggiungere l'ambulatorio; il caregiver segnala difficoltà nelle attività assistenziali a casa. Quale intervento permette di osservare direttamente l'ambiente domestico e le modalità concrete di assistenza?   Programmare una valutazione domiciliare della persona, del caregiver e del contesto abitativo
- Una persona con sclerosi multipla presenta peggioramento di sintomi neurologici già noti durante un episodio febbrile. Qual è l'approccio più appropriato?   Valutare infezione e altri fattori reversibili di pseudo-riacutizzazione prima di attribuire il quadro a nuova attività di malattia
- Una persona con sclerosi multipla riferisce fatigue marcata pur conservando una discreta forza muscolare. Qual è l'interpretazione assistenziale più appropriata?   La fatigue può essere un sintomo rilevante: vanno valutati impatto funzionale e fattori aggravanti, anche a forza conservata
- Una persona con scompenso controlla peso e pressione ma non sa interpretare i trend. Quale competenza va sviluppata?   Collegare le variazioni rilevanti alle decisioni e ai contatti previsti dal piano
- Una persona con scompenso pesa ogni giorno ma non sa quando segnalare un cambiamento. Qual è il focus educativo prioritario?   Collegare il monitoraggio a soglie e azioni concordate con la persona, verificandone l'applicazione pratica
- Una persona con scompenso riferisce aumento di peso e maggiore dispnea rispetto al proprio basale. Qual è la priorità IFeC?   Valutare il cambiamento e attivare il percorso concordato per il peggioramento
- Una persona con stroke acuto necessita assistenza per sedersi e alzarsi dal letto. Quale approccio alla mobilizzazione nelle prime 24 ore è coerente con NICE?   Favorire mobilizzazione quando la condizione clinica lo consente, ma non offrire mobilizzazione ad alta intensità nelle prime 24 ore se necessita assistenza
- Una persona conosce correttamente la prescrizione, ma riferisce che nei giorni lavorativi dimentica spesso la terapia. Qual è il primo passo per personalizzare l'intervento infermieristico?   Esplorare con la persona quali ostacoli specifici incontra nei giorni di lavoro, prima di concordare una soluzione
- Una persona conosce le raccomandazioni ma non riesce a seguirle per turni di lavoro irregolari. Qual è l'approccio migliore?   Adattare tempi e strategie alle condizioni reali
- Una persona cronica clinicamente stabile riferisce difficoltà a orientarsi tra servizi sanitari e sociali. Qual è l'intervento più coerente con il ruolo dell'IFeC?   Valutare il bisogno, orientare ai servizi appropriati e facilitarne il raccordo nel tempo
- Una persona cronica ha avuto tre accessi non programmati in due mesi. Quale domanda viene prima?   Quali eventi o segnali precedono gli accessi e possono essere intercettati prima?
- Una persona descrive un peggioramento importante, mentre gli indicatori selezionati nel piano risultano invariati. Quale ipotesi va esplorata per prima?   Che gli indicatori non colgano la dimensione percepita dalla persona
- Una persona dice di assumere "quasi sempre" i farmaci ma i valori clinici sono instabili. Qual è la domanda più utile?   Mi descrive come assume i farmaci in una giornata tipo e quando la routine cambia?
- Una persona dimessa offre all'infermiere un regalo di valore significativo come ringraziamento. Quale risposta è più appropriata?   Valutare il gesto alla luce delle regole organizzative e dei confini professionali
- Una persona dipendente necessita di igiene completa a letto. Quale comportamento tutela maggiormente dignità e autonomia residua?   Spiegare le fasi, proteggere l'intimità e coinvolgerla nelle attività che può e desidera svolgere
- Una persona disorientata tenta di alzarsi ripetutamente e presenta rischio di caduta. Quale approccio è eticamente e assistenzialmente più appropriato?   Ricercare cause modificabili e alternative meno restrittive; usare restrizioni se indicate e rivalutarle
- Una persona dopo stroke non riesce a sostenere 3 ore di riabilitazione al giorno. Qual è l'approccio raccomandato?   Offrire comunque le terapie necessarie per almeno 5 giorni a settimana, a intensità compatibile e rivalutata nel tempo
- Una persona esegue correttamente un'attività dopo indicazione verbale, ma non la avvia spontaneamente quando si presenta la situazione prevista. Quale componente richiede ulteriore valutazione?   Riconoscere da sola quando applicare quanto appreso
- Una persona esprime paura di perdere autonomia e rifiuta un supporto domiciliare. Qual è la risposta più appropriata?   Esplorare il rifiuto e concordare supporti che preservino il controllo e la partecipazione della persona
- Una persona esprime una preferenza assistenziale legata alle proprie convinzioni culturali. Quale approccio è più appropriato?   Esplorare la preferenza e cercare adattamenti compatibili con sicurezza e obiettivi di cura
- Una persona esprime una priorità diversa da quella inizialmente individuata dal team, senza che vi siano rischi immediati. Quale approccio è più appropriato?   Rinegoziare gli obiettivi integrando valori della persona, beneficio atteso e sicurezza
- Una persona evita di uscire dopo una caduta pur avendo recuperato la mobilità. Quale problema può mantenere la disabilità?   La paura di cadere che riduce attività e fiducia limitando il recupero
- Una persona evita il bagno perché teme di cadere entrando nella vasca. Quale obiettivo è più appropriato?   Rendere l'igiene accessibile e sicura preservando la maggiore autonomia possibile
- Una persona evita un farmaco perché teme un effetto indesiderato letto online. Qual è l'approccio migliore?   Esplorare il timore e favorire una decisione informata con il prescrittore
- Una persona fragile è stabile da mesi. Quale principio dovrebbe guidare la frequenza delle rivalutazioni?   Rischio, complessità, stabilità e possibili cambiamenti clinici o sociali della persona e del contesto
- Una persona fragile che vive sola è clinicamente stabile ma ha autonomia variabile e rete di supporto debole. Come va programmato il follow-up?   Su rischio, bisogni, autonomia e contesto, con intensità rivalutata periodicamente nel tempo
- Una persona fragile ha avuto una quasi-caduta mentre si alzava di notte. Qual è la valutazione più utile?   Ricostruire circostanze, sintomi, farmaci, ambiente e capacità funzionale
- Una persona fragile ha cute integra, scarso introito, mobilità ridotta e incontinenza. Qual è la strategia più appropriata?   Integrare nutrizione e gestione dell'umidità con mobilità e pressione in un unico piano preventivo
- Una persona fragile ha dieta prescritta molto restrittiva ma riferisce scarso introito e bassa qualità di vita. Quale principio è più appropriato?   Rivalutare benefici, carico e obiettivi invece di applicare rigidamente la restrizione
- Una persona fragile mangia poco ed è poco mobile. Perché i due problemi vanno letti insieme?   Nutrizione e mobilità concorrono al rischio cutaneo e al recupero dei tessuti
- Una persona fragile non accede ai servizi perché non comprende quali siano i percorsi disponibili. Qual è la prima azione più appropriata dell'IFeC?   Chiarire il bisogno, facilitare l'accesso appropriato e verificare le barriere
- Una persona fragile passa dall'ospedale al domicilio e richiede raccordo tra più servizi. Quale funzione caratterizza la COT?   Coordinare la presa in carico e le transizioni tra servizi, professionisti e setting
- Una persona fragile riferisce che il suo obiettivo principale è continuare a fare la spesa da sola. Come dovrebbe incidere questo dato sul piano?   Va integrato tra gli obiettivi funzionali e usato per orientare interventi e supporti
- Una persona fragile riferisce scarso appetito e vestiti più larghi. Qual è la priorità?   Approfondire variazione ponderale e introito, con possibili cause e ripercussioni funzionali
- Una persona fragile tollera solo un numero limitato di interventi ravvicinati. Quale scelta rende la pianificazione più appropriata?   Privilegiare gli interventi ad alto valore e distribuire gli altri secondo tolleranza
- Una persona fragile usa un deambulatore, assume sedativi e riferisce due quasi-cadute notturne. Qual è la valutazione più completa?   Farmaci, sintomi posturali, percorso notturno e uso dell'ausilio
- Una persona fragile viene dimessa con nuova terapia, medicazione e controllo specialistico. Qual è la priorità IFeC?   Verificare comprensione, capacità di gestione domiciliare e raccordo con i servizi necessari
- Una persona fragile vive al terzo piano senza ascensore e ha progressivamente rinunciato agli appuntamenti. Quale problema va riconosciuto?   Una barriera di accesso che può favorire isolamento e discontinuità assistenziale
- Una persona fuori dalla fascia di età prevista chiede lo stesso screening offerto dal programma organizzato. Qual è la risposta più appropriata?   Distinguere screening di popolazione e valutazione clinica individuale
- Una persona gestisce autonomamente più farmaci e riferisce confusione dopo una recente dimissione. Qual è il contributo IFeC prioritario?   Verificare come gestisce realmente la terapia, individuare i rischi e raccordarsi con i professionisti coinvolti
- Una persona guarda ripetutamente verso un angolo e risponde a stimoli non evidenti. L'infermiere dovrebbe:   Descrivere l'osservazione e chiedere con calma cosa sta percependo
- Una persona ha appreso una strategia che funziona solo in presenza del familiare che l'ha addestrata. Prima della dimissione cosa va verificato?   Se la strategia regge senza il familiare o quale altro supporto serve
- Una persona ha oscillazioni prevedibili durante la giornata. Qual è il modo migliore di valutare un nuovo peggioramento?   Confrontarlo con il pattern abituale e cercare deviazioni persistenti
- Una persona ha ripreso a fumare dopo due mesi di astinenza. Quale interpretazione è più utile?   Individuare trigger e bisogni di supporto
- Una persona impiega molto più tempo a svolgere le attività ma le completa senza rischi. Come va interpretato il dato?   Come possibile cambiamento funzionale da monitorare, senza sostituirsi alla persona
- Una persona in condizioni sociali svantaggiate incontra ostacoli concreti nell'accesso a un percorso preventivo. Quale approccio è più coerente con l'equità?   Identificare le barriere modificabili e attivare supporti proporzionati per rendere effettivamente accessibile il percorso
- Una persona in fase avanzata presenta dolore e dispnea severi nonostante il trattamento impostato. Quale priorità assistenziale è più coerente con un approccio palliativo?   Rivalutare sintomi e obiettivi e adeguare tempestivamente il piano di sollievo
- Una persona in fase maniacale interrompe continuamente gli altri. L'infermiere dovrebbe:   Porre limiti chiari e coerenti con tono calmo
- Una persona invitata a screening riferisce nel frattempo un sintomo persistente compatibile con la patologia ricercata. Qual è il principio corretto?   Il sintomo richiede un percorso diagnostico e non un semplice screening dell'asintomatico
- Una persona iperventila durante intensa ansia. L'infermiere dovrebbe:   Guidare un respiro più lento e valutare senza presumere una causa psichica
- Una persona legge con difficoltà e si confonde tra più istruzioni. Quale adattamento è più appropriato?   Usare linguaggio semplice, supporti comprensibili e verificare la comprensione
- Una persona mangia poco perché si stanca durante il pasto. Qual è il primo passo?   Valutare il problema clinico-funzionale prima di modificare la dieta
- Una persona migliora forza ed equilibrio ma continua a delegare tutte le attività. Qual è il passo successivo?   Trasferire i miglioramenti nelle attività reali, con ripresa graduale della partecipazione
- Una persona migliora la capacità di autocura ma il numero di visite resta invariato. Quale conclusione è più corretta?   Il processo può aver prodotto un esito positivo anche senza riduzione immediata dell'utilizzo dei servizi
- Una persona mostra di non aver compreso come assumere correttamente una terapia domiciliare. Qual è la strategia educativa più appropriata per verificare la comprensione?   Spiegare con linguaggio accessibile e chiedere alla persona di ripetere con parole proprie come assumerà la terapia
- Una persona non segue la dieta perché vive in insicurezza alimentare. Qual è l'errore da evitare?   Attribuire la non aderenza a scarsa motivazione ignorando la barriera sociale
- Una persona non vedente, in un ambiente nuovo, chiede di essere accompagnata. Quale modalità di guida è corretta?   Offrirle il braccio: la persona lo tiene appena sopra il gomito e cammina mezzo passo indietro
- Una persona normalmente autonoma diventa acutamente debole durante un'infezione. Come va interpretato un test di performance fisica eseguito in quel momento?   Con cautela perché la fase acuta può alterare la stima della fragilità abituale
- Una persona passa da un setting ad alta supervisione a uno con minore presenza professionale. Quale informazione è più importante trasferire?   Quali attività richiedono supporto, quali segnali richiedono escalation e quali strategie hanno funzionato
- Una persona poco mobile ha cute integra ma trascorre molte ore nella stessa posizione. Qual è la priorità preventiva?   Valutare rischio e mobilità pianificando gestione della pressione e cambi di posizione
- Una persona porta informazioni sanitarie trovate online. Quale risposta favorisce competenza informativa?   Valutare autore, fonte, evidenze e aggiornamento
- Una persona presenta abitualmente oscillazioni moderate della capacità di svolgere un'attività nell'arco della giornata. Oggi la performance è inferiore rispetto alla valutazione precedente, ma ancora compresa nell'intervallo osservato nei giorni precedenti. Quale elemento è più utile per stabilire se il cambiamento richieda una revisione del piano?   La coerenza della variazione con il pattern individuale e l'eventuale presenza di altri cambiamenti concomitanti
- Una persona presenta bisogni clinici, sociali ed educativi. Come va costruito il piano?   Definire priorità e obiettivi condivisi integrando bisogni e professionisti coinvolti
- Una persona presenta bisogni complessi e più professionisti perseguono outcome differenti. I singoli obiettivi sono appropriati, ma il programma complessivo risulta insostenibile. Qual è il problema principale?   Scarsa integrazione tra obiettivi, interventi, capacità e priorità complessive della persona
- Una persona presenta capacità decisionale variabile nell'arco della giornata. Qual è l'approccio più appropriato?   Favorire le decisioni nei momenti di maggiore capacità e documentare volontà e supporti
- Una persona presenta contemporaneamente ridotta tolleranza all'attività, rischio di perdita ulteriore di autonomia e affaticamento dopo interventi ravvicinati. Quale scelta orienta meglio la pianificazione?   Graduare attività e recupero secondo risposta, priorità e sostenibilità
- Una persona presenta dolore moderato, nausea controllata e un nuovo calo della capacità di mantenere la stazione eretta. Quale dato deve pesare maggiormente nella ridefinizione delle priorità?   Il nuovo calo funzionale, letto insieme al rischio immediato e alla traiettoria
- Una persona presenta miglioramento di tutti gli indicatori selezionati nel piano, ma riferisce di non percepire alcun beneficio nelle attività che considera importanti. Quale interpretazione è più appropriata?   Verificare se gli outcome scelti rappresentano risultati davvero significativi per gli obiettivi della persona
- Una persona presenta più crisi convulsive consecutive senza recuperare la coscienza tra un episodio e l'altro. Come va interpretato il quadro?   Come possibile status epilepticus che richiede gestione urgente secondo il percorso di emergenza
- Una persona presenta tre problemi assistenziali. Un intervento potrebbe influenzarne favorevolmente due, ma temporaneamente peggiorare il terzo. Quale criterio dovrebbe guidare la decisione?   Valutare peso dei problemi, beneficio atteso, conseguenze prevedibili e possibilità di modulare l'intervento
- Una persona presenta vertigine improvvisa associata a diplopia e disartria. Qual è la condotta più appropriata?   Valutare urgentemente una possibile causa centrale, mettendo in sicurezza la persona e attivando il percorso previsto
- Una persona raggiunge l'outcome con un livello di aiuto maggiore di quello specificato. Come va classificato il risultato?   Parzialmente raggiunto o raggiunto in condizioni diverse, richiedendo rivalutazione del supporto
- Una persona revoca il consenso a una procedura già programmata. Quale principio è corretto?   La persona può revocare il consenso in ogni momento, con adeguata documentazione e gestione delle conseguenze cliniche
- Una persona riceve assistenza da più servizi ma ripete ogni volta la propria storia e riceve indicazioni discordanti. Quale problema deve affrontare prioritariamente l'IFeC?   La frammentazione del percorso, riallineando informazioni e obiettivi tra i servizi
- Una persona riceve indicazioni preventive ma fatica a comprenderle. Qual è l'approccio più appropriato?   Usare linguaggio chiaro, verificare la comprensione e adattare contenuti e supporti
- Una persona riceve meno informazioni perché l'operatore presume, sulla base del livello di istruzione, che «non capirebbe». Qual è il problema principale?   La presunzione può discriminare; la comunicazione va adattata a comprensione e bisogni reali
- Una persona riconosce che il rumore intenso aumenta la propria agitazione. Questa informazione dovrebbe:   Essere inserita nel piano con strategie preventive concordate
- Una persona riesce a svuotare la sacca ma non a sostituire la placca per limitazioni motorie. Quale obiettivo è più appropriato?   Favorire le attività sicure e pianificare supporto per le altre
- Una persona riferisce di riuscire autonomamente in una determinata attività. Il caregiver descrive invece frequenti necessità di aiuto; durante il ricovero l'attività non è ancora stata osservata direttamente. Quale utilizzo delle informazioni è più appropriato?   Approfondire la discordanza chiarendo condizioni e significato delle osservazioni e verificando il dato
- Una persona riferisce di sentirsi «inutile e senza futuro». Quale risposta infermieristica è più terapeutica?   Esplorare il significato dell'affermazione senza minimizzare
- Una persona riferisce marcata sonnolenza dopo una modifica terapeutica. L'infermiere dovrebbe:   Valutare intensità, sicurezza e impatto e seguirne l'evoluzione
- Una persona riferisce tosse durante i pasti e recente calo ponderale. Qual è la priorità?   Considerare disfagia e attivare una valutazione appropriata in tempi adeguati
- Una persona riferisce un episodio improvviso di diplopia, disartria e marcata instabilità, completamente risolto dopo 15 minuti. Qual è l'interpretazione assistenziale più appropriata?   Il quadro può essere compatibile con un TIA del circolo posteriore e va valutato con urgenza
- Una persona riferisce vertigini solo quando si alza rapidamente. Qual è il primo approfondimento infermieristico?   Caratterizzare il sintomo e le circostanze insieme ai farmaci e alle possibili variazioni posturali
- Una persona riferisce voci che le ordinano di ferirsi. Qual è la priorità infermieristica?   Valutare contenuto, urgenza, intenzione, capacità di resistere e sicurezza immediata
- Una persona rifiuta frequentemente un'attività pianificata nelle ore mattutine ma la svolge volentieri nel pomeriggio, ottenendo risultati analoghi. Qual è la modifica più appropriata?   Valutare se l'orario possa essere adattato senza compromettere finalità e integrazione del piano
- Una persona rifiuta frequenti cambi di posizione per dolore. Qual è l'approccio migliore?   Adattare cambi di posizione a dolore e tolleranza mantenendo la riduzione della pressione
- Una persona rifiuta una procedura dopo aver ricevuto spiegazioni e aver posto domande pertinenti. Cosa dovrebbe essere documentato con maggiore rilevanza?   Le informazioni pertinenti fornite, la decisione espressa e le azioni conseguenti concordate
- Una persona rifiuta un'attività proposta. Prima di interpretarlo come scarsa collaborazione è utile:   Esplorare motivazioni, barriere e alternative
- Una persona ripete correttamente le istruzioni ma commette errori quando deve applicarle a una situazione concreta. Quale metodo di verifica è più appropriato?   Usare una prova pratica che richieda di applicare e decidere
- Una persona sa eseguire una procedura in reparto ma a domicilio dovrà farlo con materiali diversi ma equivalenti. Quale preparazione è più utile?   Insegnare i principi essenziali e come adattare correttamente la procedura al materiale disponibile
- Una persona sceglie un'opzione meno efficace su un outcome clinico ma più compatibile con una funzione per lei essenziale. Quale valutazione è più appropriata?   Una decisione informata può pesare diversamente gli esiti; va verificata la comprensione
- Una persona sedentaria con limitazioni articolari vuole aumentare l'attività fisica. Quale approccio è più appropriato?   Proporre un aumento graduale, adatto a capacità, condizioni e preferenze
- Una persona segue cinque percorsi specialistici e riferisce indicazioni tra loro difficili da conciliare. Quale domanda è più utile?   Quali trattamenti e appuntamenti pesano di più sulla vita quotidiana?
- Una persona seguita a domicilio è stabile, autonoma nella gestione e senza eventi critici da diversi mesi. Come va modulato il follow-up?   Rivalutare rischio e bisogni e modulare intensità e frequenza del follow-up, mantenendo criteri chiari di riattivazione
- Una persona si presenta all'ambulatorio IFeC per sapere come ottenere un ausilio. Qual è la risposta più completa?   Valutare il bisogno, orientare al percorso corretto e verificare subito eventuali barriere di accesso
- Una persona si sveglia alle 07:00 con nuova emiparesi; alle 23:00, prima di addormentarsi, era neurologicamente integra. Quale orario è più rilevante da comunicare come 'last known well'?   23:00, perché è l'ultima volta documentata senza il nuovo deficit neurologico
- Una persona sospettosa rifiuta un bicchiere d'acqua perché teme sia avvelenato. Quale approccio è più utile?   Esplorare la paura e offrire alternative senza avallarla
- Una persona sottoposta a esame non raccomandato scopre incidentalmente una piccola alterazione di significato incerto. Quale messaggio è più appropriato?   I reperti incidentali possono innescare accertamenti con benefici e danni
- Una persona sta migliorando con il piano attuale, ma più lentamente rispetto all'outcome temporale inizialmente previsto. Non sono comparsi nuovi rischi. Quale dato è più importante prima di intensificare l'assistenza?   Se intensificare porterebbe un beneficio reale rispetto al carico per la persona
- Una persona stabile richiede visite domiciliari frequenti per sentirsi più sicura. Qual è l'approccio più appropriato?   Esplorare il bisogno di sicurezza e costruire supporti proporzionati, senza dipendenza
- Una persona svolge correttamente un compito se le viene ricordato, ma dimentica sistematicamente di iniziarlo. Quale componente è più compromessa?   Avvio autonomo e riconoscimento del momento corretto per usare la competenza
- Una persona tollera bene un intervento ma non mostra alcun beneficio dopo un periodo adeguato di osservazione. Quale scelta è più appropriata?   Rivalutarne indicazione e contributo agli outcome prima di mantenerlo
- Una persona usa più dispositivi a domicilio ma il caregiver non sa chi contattare in caso di problema. Che cosa manca soprattutto?   Un piano operativo con riferimenti, segnali di allarme e responsabilità chiaramente definite
- Una persona usa un ausilio ma lo lascia spesso lontano dal letto. Qual è la risposta migliore?   Esplorare quando e perché non lo usa e adattare ambiente e abitudini per renderlo accessibile
- Una persona utilizza ossigeno domiciliare e riferisce di fumare ancora occasionalmente. Qual è la priorità assistenziale?   Affrontare il rischio di sicurezza e verificare la gestione dell'ossigeno
- Una persona utilizza sempre più il caregiver pur avendo capacità residue. Qual è un possibile rischio?   Decondizionamento e riduzione progressiva dell'autoefficacia nelle attività quotidiane
- Una pompa deve erogare 80 mL in 32 minuti. Viene proposta una velocità di 80 mL/h. Qual è la valutazione corretta?   L'impostazione è troppo bassa: servono 150 mL/h
- Una pompa deve essere sostituita durante un'infusione continua ad alto rischio. Quale strategia riduce maggiormente il rischio di errore?   Riconfrontare prescrizione, concentrazione e parametri programmati sulla nuova pompa prima di riprendere l'infusione
- Una pompa eroga 12 mL/h di una soluzione contenente 4 mg in 100 mL a un paziente di 80 kg. Quale dose sta ricevendo?   0,1 microgrammi/kg/min
- Una pompa eroga 12 mL/h per 10 ore e una seconda 30 mL/h per 4 ore. Totale?   240 mL
- Una pompa infusionale genera ripetutamente lo stesso allarme. Qual è la gestione iniziale più appropriata?   Identificare la causa dell'allarme valutando linea, accesso e programmazione prima di riprendere l'infusione
- Una pompa infusionale segnala occlusione durante la somministrazione di un farmaco ad alto rischio. Prima di riavviarla è prioritario:   Individuare la causa dell'occlusione e considerare il rischio di un bolo prima di riprendere
- Una pompa segnala occlusione ma il sito di inserzione appare invariato. Qual è il primo controllo più appropriato?   Controllare morsetti, pieghe, raccordi e decorso della linea prima di riavviare
- Una pompa segnala pressione crescente e il sito di infusione è dolente e tumefatto. Qual è la priorità?   Interrompere l'infusione e valutare immediatamente accesso e sito
- Una pompa su CVC segnala occlusione. Qual è il comportamento più sicuro?   Valutare linea, clamp, pieghe e accesso senza forzare
- Una preparazione contiene 1,2 g di farmaco in un volume finale di 240 mL. Quale volume contiene 350 mg?   70 mL
- Una preparazione contiene 10.000 unità in 100 mL. Per 800 unità/h la pompa dovrebbe essere impostata a 8 mL/h. Se è impostata a 10 mL/h, quale dose sta erogando?   1.000 unità/h
- Una preparazione contiene 240 mg in un volume finale di 80 mL. Quale concentrazione si ottiene?   3 mg/mL
- Una preparazione contiene 45 mg in 15 mL. Quale volume corrisponde a una dose di 22,5 mg?   7,5 mL
- Una preparazione da 300 mL viene iniziata alle 14:20 alla velocità di 75 mL/h. A che ora terminerà se non vi sono interruzioni?   18:20
- Una preparazione deve avere volume finale di 50 mL. Dopo aver prelevato il farmaco, come si determina il volume di diluente?   Portando al volume finale, considerando quello già occupato dal farmaco
- Una preparazione deve essere portata a volume finale. La pratica più accurata è:   Aggiungere diluente fino al volume finale definito
- Una preparazione prescritta richiede una concentrazione finale di 10 mg/mL. La sacca disponibile contiene 1 g di farmaco in 100 mL. Quale affermazione è corretta?   La concentrazione è 10 mg/mL
- Una preparazione risulta a concentrazione doppia rispetto allo standard dell'unità. Prima dell'uso è prioritario:   Verificare che la concentrazione sia voluta e coerente con prescrizione e pompa
- Una prescrizione è espressa in grammi e la concentrazione disponibile in mg/mL. Prima di calcolare il volume occorre:   Convertire dose e concentrazione in unità coerenti
- Una prescrizione contiene un'abbreviazione non standard suscettibile di più interpretazioni. Qual è il rischio principale?   Può determinare interpretazioni differenti con errori di farmaco, dose o modalità di somministrazione
- Una prescrizione di un farmaco ad alto rischio contiene un'abbreviazione comunemente interpretata nel reparto ma non prevista dalla procedura. Cosa fare?   Far chiarire la prescrizione prima della somministrazione
- Una prescrizione di un farmaco ad alto rischio riporta la dose come «5.0 mg». Qual è la condotta più sicura?   Richiedere la correzione della prescrizione prima di somministrare
- Una prescrizione non consente di determinare con certezza la dose da somministrare. Qual è la condotta più sicura prima della terapia?   Ottenere un chiarimento della prescrizione attraverso un canale professionale tracciabile prima di somministrare
- Una prescrizione presenta dose leggibile ma via di somministrazione non specificata. Qual è la condotta più sicura?   Ottenere la specificazione della via prima di somministrare
- Una prescrizione prevede 1,2 g/die in quattro somministrazioni. La preparazione disponibile contiene 100 mg in 2 mL. Quale volume totale verrà somministrato nelle 24 ore?   24 mL
- Una prescrizione PRN indica farmaco e dose ma non specifica intervallo minimo né dose massima nelle 24 ore. Il paziente richiede una nuova dose. Qual è la condotta più sicura?   Richiedere la definizione dei limiti mancanti prima di ripetere la somministrazione
- Una prescrizione richiede 6 mg/h. La soluzione contiene 120 mg in 60 mL. La pompa è impostata a 4 mL/h. Qual è la verifica corretta?   La pompa eroga 8 mg/h, quindi la velocità è superiore a quella necessaria
- Una prescrizione viene modificata dopo che la dose precedente è già stata preparata ma non ancora somministrata. Cosa deve fare l'infermiere?   Fare riferimento alla prescrizione vigente e adeguare la preparazione prima di somministrare
- Una pressione arteriosa molto elevata viene rilevata in un paziente asintomatico e clinicamente stabile. Qual è l'approccio iniziale più appropriato?   Ripetere correttamente la misura e cercare sintomi o segni di danno acuto prima di definire la priorità
- Una procedura aziendale è in contrasto con una nuova disposizione normativa applicabile. Quale riferimento prevale?   La fonte normativa sovraordinata, con necessità di adeguare la procedura
- Una procedura di ricerca non offre beneficio diretto e non coincide con l'assistenza ordinaria. Quale condotta è più appropriata rispetto alla partecipazione?   Distinguere ricerca e cura e assicurare un processo di consenso conforme al protocollo e alle regole applicabili
- Una procedura prevede due controlli indipendenti, ma il secondo operatore firma dopo aver ascoltato il risultato del primo. Qual è il problema principale?   Il secondo controllo può risultare meno indipendente perché l'esito già noto può influenzare la verifica successiva
- Una progressiva debolezza associata a iperkaliemia nota richiede:   Rivalutazione con priorità perché può indicare coinvolgimento neuromuscolare
- Una progressiva riduzione della diuresi in un paziente con catetere richiede inizialmente:   Verificare pervietà e corretto funzionamento del sistema di drenaggio
- Una riduzione improvvisa del volume espirato e allarme di bassa pressione può suggerire:   Disconnessione o perdita nel circuito e richiede controllo immediato
- Una riduzione progressiva della diuresi in un paziente acuto dovrebbe indurre a:   Valutare perfusione, bilancio, farmaci e possibili cause ostruttive o renali
- Una ritenzione cronica con compromissione renale o idronefrosi richiede:   Drenaggio vescicale e valutazione urologica appropriata
- Una sacca contiene 275 mL. Nella prima ora vengono infusi 100 mL; il volume residuo deve terminare nei successivi 90 minuti. Quale velocità deve essere impostata per il tempo restante?   Circa 116,7 mL/h
- Una sacca contiene 420 mL e viene infusa a 140 mL/h. Dopo 1 ora e 30 minuti, quanto tempo resta al termine dell'infusione se la velocità rimane invariata?   90 minuti
- Una sacca da 250 mL deve terminare in 2 ore e 30 minuti. Dopo 90 minuti, se l'infusione è proceduta alla velocità corretta, quale volume dovrebbe approssimativamente rimanere?   100 mL
- Una sacca da 360 mL deve essere infusa in 3 ore. Quale velocità deve essere impostata sulla pompa?   120 mL/h
- Una sacca da 360 mL infonde a 120 mL/h. Dopo 45 minuti la velocità viene ridotta a 90 mL/h. Quanto tempo occorre complessivamente dall'inizio perché la sacca termini?   3 ore e 45 minuti
- Una sacca da 450 mL deve terminare in 3 ore e 45 minuti. Quale velocità è appropriata?   120 mL/h
- Una sacca etichettata come 20 mg/mL contiene in realtà 200 mg di farmaco in 100 mL. Qual è la condotta corretta?   Non utilizzarla: la concentrazione reale è 2 mg/mL e l'etichetta è discordante
- Una sacca presenta 180 mL residui. La pompa infonde a 60 mL/h, ma dopo un'ora la velocità viene portata a 40 mL/h. Quanto tempo trascorrerà complessivamente dall'inizio dell'osservazione fino al termine della sacca?   4 ore
- Una sacca sta per terminare in una linea con pompa. È utile:   Programmare la sostituzione evitando ingresso d'aria e interruzioni non necessarie
- Una scala standardizzata indica rischio basso, ma l'osservazione clinico-assistenziale evidenzia un cambiamento rilevante rispetto al basale. Come va interpretata la discordanza?   La scala va integrata con il cambiamento individuale e con il giudizio professionale
- Una sincope durante sforzo merita particolare attenzione perché:   Può essere associata a cause cardiache e impone una valutazione clinica tempestiva
- Una siringa contiene 30 mL. La velocità è 2,5 mL/h per le prime 4 ore, poi viene aumentata a 5 mL/h. Quanto durerà complessivamente la siringa dall'inizio?   8 ore
- Una siringa contiene 48 mL e infonde a 4 mL/h. Dopo 3 ore e 30 minuti, quale autonomia residua rimane teoricamente?   8 ore e 30 minuti
- Una siringa contiene 50 mg di farmaco in 25 mL, mentre la prescrizione richiede una preparazione a 5 mg/mL. Qual è la conclusione corretta?   La siringa contiene 2 mg/mL e non corrisponde alla concentrazione prescritta
- Una siringa contiene 80 mg di farmaco in un volume finale di 20 mL. Qual è la concentrazione?   4 mg/mL
- Una siringa in pompa contiene una concentrazione diversa da quella abituale. Per impostare correttamente la velocità occorre:   Calcolare la velocità sulla concentrazione effettiva e controllare separatamente dose e impostazione
- Una siringa preparata per uso differito deve essere etichettata in modo da consentire almeno:   L'identificazione univoca della preparazione e degli elementi necessari alla sua tracciabilità
- Una soluzione al 2% contiene 20 mg/mL. Se vengono prelevati 3,5 mL, quale dose viene somministrata?   70 mg
- Una soluzione all'1% equivale a 10 mg/mL. Se sono prescritti 35 mg, quale volume deve essere prelevato?   3,5 mL
- Una soluzione allo 0,5% equivale a 5 mg/mL. Una dose di 17,5 mg richiede:   3,5 mL
- Una soluzione contiene 100 mg in 50 mL e deve erogare 5 mg/h. Dopo 4 ore risultano infusi 16 mL. Qual è l'interpretazione corretta?   Sono stati erogati 32 mg, cioè 8 mg/h: il dato non è coerente con la prescrizione
- Una soluzione contiene 120 mg in 60 mL. Per erogare 6 mg/h, quale impostazione della pompa è corretta?   3 mL/h
- Una soluzione contiene 125 mg in 5 mL. Dopo la somministrazione di 8 mL, quanti milligrammi di farmaco sono stati somministrati?   200 mg
- Una soluzione contiene 150 mg in 50 mL. Se la prescrizione è 7,5 mg/h, quale velocità deve essere impostata?   2,5 mL/h
- Una soluzione contiene 20.000 unità in 200 mL. La prescrizione è 1.500 unità/h e la pompa è impostata a 30 mL/h. Qual è la valutazione corretta?   La velocità è doppia: quella corretta è 15 mL/h
- Una soluzione contiene 200 mg in 5 mL. Qual è la concentrazione espressa in mg/mL?   40 mg/mL
- Una soluzione contiene 200 mg/mL. Se vengono prelevati 6 mL, quale quantità totale di farmaco è presente?   1.200 mg
- Una soluzione contiene 25.000 unità in 500 mL. Per erogare 1.250 unità/h, velocità?   25 mL/h
- Una soluzione contiene 5 mg/mL. A quale concentrazione percentuale corrisponde?   0,5%
- Una soluzione contiene 500 microgrammi/mL. La prescrizione è 1,5 mg. Dopo aver convertito correttamente l'unità di misura, quale volume deve essere somministrato?   3 mL
- Una soluzione contiene 600 mg in 120 mL. Per una dose prescritta di 175 mg viene proposto un volume di 70 mL. Qual è la valutazione corretta?   Il volume proposto è doppio rispetto al necessario: la concentrazione è 5 mg/mL e servono 35 mL
- Una soluzione da 500 mL deve essere infusa in 4 ore con deflussore da 20 gocce/mL. Quale impostazione manuale è corretta?   Circa 42 gocce/min
- Una soluzione passa da 4 mg/mL a 5 mg/mL. La pompa era impostata a 10 mL/h. Per mantenere invariata la dose oraria, quale nuova velocità è corretta?   8 mL/h
- Una sonda enterale non consente il passaggio dell'acqua durante l'irrigazione. Quale approccio è più appropriato?   Interrompere l'uso e applicare le tecniche di disostruzione previste
- Una sonda nasogastrica già in uso appare più esterna rispetto alla marcatura documentata. Qual è la condotta più appropriata?   Sospenderne l'uso e accertare la dislocazione
- Una sospetta reazione avversa non grave ma inattesa dovrebbe essere:   Valutata, documentata e gestita o segnalata secondo farmacovigilanza e procedure applicabili
- Una SpO inattesa è discordante con il quadro clinico. Qual è la condotta più appropriata?   Controllare qualità del segnale, perfusione e posizionamento del sensore
- Una SpO nel range target non esclude un deterioramento respiratorio. Quale reperto associato lo dimostra più chiaramente?   FR 32/min, uso dei muscoli accessori e nuova confusione
- Una SpO passa da 98% a 95% a 92% nello stesso paziente. Quale dato aggiuntivo è più utile per stabilire se il trend rappresenta un reale peggioramento dell'ossigenazione?   Qualità del segnale e presenza di ossigeno supplementare durante le rilevazioni
- Una SpO2 inattesa in un paziente dispnoico deve essere:   Verificata e interpretata con il quadro senza ritardare l'assistenza
- Una stomia appare progressivamente retratta sotto il piano cutaneo con frequenti perdite del dispositivo. Qual è il problema assistenziale principale?   Può compromettere tenuta e protezione cutanea e richiede riesame
- Una strategia riduce il rischio di caduta ma limita eccessivamente la partecipazione della persona. Quale revisione è più appropriata?   Cercare misure di sicurezza meno restrittive con un rischio accettabile
- Una temperatura bassa inattesa in un paziente fragile dovrebbe:   Essere verificata con tecnica appropriata e interpretata insieme a perfusione, ambiente e quadro generale
- Una temperatura passa da 37,2 a 37,8 a 38,3 °C. Quale interpretazione è più utile?   La progressione è significativa e va correlata alla comparsa di altri segni o sintomi
- Una terapia appare incoerente con le condizioni cliniche rilevate poco prima della somministrazione. Qual è la condotta più sicura?   Chiarire l'incoerenza tra prescrizione e quadro clinico prima di procedere
- Una traccia apparentemente caotica compare mentre il paziente parla normalmente e muove un braccio. Cosa è più appropriato?   Considerare possibile artefatto ma verificare paziente, polso e qualità degli elettrodi
- Una variazione clinica significativa viene comunicata verbalmente e porta a un intervento assistenziale. Come va gestita la tracciabilità?   Documentare in tempi adeguati il dato rilevante, la valutazione, la comunicazione pertinente e l'intervento effettuato nel record assistenziale
- Una variazione dello stato di coscienza rispetto al baseline dovrebbe:   Aumentare la priorità della rivalutazione in base a rapidità d'insorgenza e gravità
- Una variazione pressoria dopo passaggio supino-in piedi è interpretabile se:   Sono documentati tempi, postura, sintomi e valori rilevati
- Una vicina aiuta quotidianamente una persona anziana con la spesa e i contatti. Come va considerata?   Come risorsa informale integrabile nel piano, previo consenso e con confini appropriati
- Un'allergia grave riferita dal paziente non compare nel sistema elettronico. Qual è la priorità?   Accertare l'informazione e rendere disponibile l'allerta prima di una terapia potenzialmente correlata
- Un'assistenza orientata alla dignità negli ultimi giorni comprende:   Privacy, preferenze, identità, comfort e relazioni desiderate
- Un'attività assistenziale appropriata viene attribuita a personale di supporto. Le condizioni della persona cambiano durante il turno. Quale responsabilità infermieristica resta centrale?   Rivalutare condizioni ed esiti e ridefinire attribuzione e supervisione in rapporto al cambiamento
- Un'attività attribuita a un operatore di supporto può produrre esiti diversi in base alle condizioni della persona. Quale comportamento dell'infermiere è più appropriato?   Definire cosa osservare e riferire e una supervisione coerente con rischio e variabilità
- Un'azienda identifica ripetutamente, attraverso i report, la stessa vulnerabilità di processo ma non restituisce feedback né introduce modifiche. Quale componente del sistema è principalmente inefficace?   La trasformazione dei dati raccolti in azioni di miglioramento e nella verifica degli effetti
- Un'azienda offre a un infermiere un vantaggio personale rilevante in cambio della promozione preferenziale di un prodotto nell'unità. Quale criterio deve prevalere?   Evitare che interessi personali condizionino il giudizio professionale e le decisioni orientate al bene della persona assistita
- Un'ematuria macroscopica nuova richiede:   Valutazione di quantità, coaguli, dolore e stabilità
- Un'emorragia interna può essere presente anche se:   La medicazione è asciutta
- Un'informazione clinica critica viene comunicata telefonicamente. Qual è lo scopo principale del read-back?   Verificare che il contenuto ricevuto corrisponda a quello trasmesso
- Un'informazione riferita dal caregiver contrasta con quanto osservato durante il ricovero. Quale domanda è più utile?   In quali condizioni e con quale aiuto cambia la performance?
- Un'infusione con microgocciolatore dovrebbe erogare 40 mL/h, ma vengono contate 20 microgocce/min. Qual è la conclusione più corretta?   La velocità reale è circa 20 mL/h, quindi l'infusione è più lenta del previsto
- Un'infusione da 1.000 mL deve terminare in 8 ore con deflussore da 15 gocce/mL. L'operatore imposta 60 gocce/min. Qual è la valutazione corretta?   L'impostazione è eccessiva: il valore teorico è circa 31 gocce/min
- Un'infusione da 80 mL/h dura 5 ore, un'altra da 15 mL/h dura 8 ore. Totale?   520 mL
- Un'infusione di nutrizione parenterale viene interrotta accidentalmente in un paziente con controllo glicemico instabile. Quale aspetto richiede attenzione?   Rischio metabolico e glicemico dell'interruzione, applicando il piano e monitorando
- Un'infusione passa da 1 mg/mL a 2 mg/mL mantenendo la stessa dose oraria. La nuova velocità deve:   Dimezzarsi
- Un'infusione vasopressoria si interrompe accidentalmente. Qual è la priorità?   Ripristinare subito una somministrazione sicura e rivalutare l'emodinamica
- Un'interruzione avviene dopo aver aspirato il farmaco ma prima dell'etichettatura. Al rientro l'infermiere non è certo della concentrazione. Qual è la condotta più appropriata?   Non usare la preparazione se non è possibile ricostruirne con certezza identità e concentrazione
- Uno stetoscopio condiviso viene utilizzato su pazienti diversi. Quale gestione è coerente con le pratiche di prevenzione delle infezioni?   Pulirlo e disinfettarlo con modalità compatibili e previste prima del riutilizzo su un altro paziente
- Uno stoma urostomico che diventa scuro/violaceo e poco perfuso richiede:   Valutazione pronta per possibile compromissione vascolare
- Uno studente esegue un'attività durante il tirocinio. Quale principio deve guidare il professionista che lo supervisiona?   Modulare affidamento e supervisione su obiettivi formativi, competenza dimostrata e sicurezza
- Un'organizzazione dispone di protocolli aggiornati, ma registra carenze ricorrenti di prodotti per l'igiene delle mani nei punti di assistenza. Qual è la valutazione più appropriata?   Considerare la disponibilità di materiali un requisito organizzativo dell'implementazione IPC e correggere la criticità a livello di sistema
- Un'unità introduce una checklist per ridurre omissioni in una procedura ad alto rischio. Quale indicatore misura più direttamente l'aderenza al nuovo processo, distinguendola dall'esito clinico finale?   Percentuale di procedure con checklist completata correttamente in tutti i passaggi
- Un'unità presenta elevata variabilità nelle pratiche di prevenzione delle infezioni da CVC. Quale intervento organizzativo è più appropriato?   Applicare un care bundle condiviso, accompagnato da formazione, monitoraggio dell'aderenza e feedback
- Un'unità vuole ridurre le complicanze infettive dei cateteri periferici. Quale intervento di sistema è più coerente con le raccomandazioni?   Standardizzare le pratiche, formare gli operatori e monitorare aderenza ed esiti