Elenco in ordine alfabetico delle domande di Pubblico impiego
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- La contrattazione collettiva può riguardare la materia relativa alla valutazione delle prestazioni ai fini della corresponsione del trattamento accessorio (art. 40, D.Lgs. n. 165/2001)? Si, nei limiti previsti dalle norme di legge
- La disciplina contenuta nel Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici, di cui al DPR n. 62/2013 e ss.mm.ii., è integrata e specificata dai codici di comportamento adottati dalle singole amministrazioni? Sì, come espressamente previsto dalla medesima norma
- La disciplina contenuta nel Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici, di cui al DPR n. 62/2013 e ss.mm.ii., è integrata e specificata: dai codici di comportamento adottati dalle singole amministrazioni
- La disposizione di cui all'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165/2001, prevede alcune fattispecie sanzionatorie, non conservative del rapporto di lavoro, riconducibili alla tipologia del licenziamento c.d. disciplinare, tra cui rileva: Reiterata violazione di obblighi concernenti la prestazione lavorativa, che abbia determinato l'applicazione, in sede disciplinare, della sospensione dal servizio per un periodo complessivo superiore a un anno nell'arco di un biennio
- La disposizione di cui all'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165/2001, prevede alcune fattispecie sanzionatorie, non conservative del rapporto di lavoro, riconducibili alla tipologia del licenziamento c.d. disciplinare, tra cui rileva: Giustificazione dell'assenza dal servizio mediante una certificazione che attesta falsamente uno stato di malattia
- La disposizione di cui all'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165/2001, prevede alcune fattispecie sanzionatorie, non conservative del rapporto di lavoro, riconducibili alla tipologia del licenziamento c.d. disciplinare, tra cui rileva: Insufficiente rendimento, dovuto alla reiterata violazione degli obblighi concernenti la prestazione lavorativa, e rilevato dalla costante valutazione negativa della performance del dipendente per ciascun anno dell'ultimo triennio, resa a tali specifici fini ai sensi dell'articolo 3, comma 5-bis, del D.Lgs. n. 150/ 2009
- La disposizione di cui all'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165/2001, prevede alcune fattispecie sanzionatorie, non conservative del rapporto di lavoro, riconducibili alla tipologia del licenziamento c.d. disciplinare, tra cui rileva: Giustificazione dell'assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa
- La disposizione di cui all'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165/2001, prevede dieci fattispecie sanzionatorie, non conservative del rapporto di lavoro, riconducibili alla tipologia del licenziamento c.d. disciplinare, tra cui rileva: Gravi e reiterate violazioni dei codici di comportamento, ai sensi dell'art. 54, comma 3
- La disposizione di cui all'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165/2001, prevede dieci fattispecie sanzionatorie, non conservative del rapporto di lavoro, riconducibili alla tipologia del licenziamento c.d. disciplinare, tra cui rileva: Ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall'amministrazione per motivate esigenze di servizio
- La disposizione di cui all'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165/2001, prevede dieci fattispecie sanzionatorie, non conservative del rapporto di lavoro, riconducibili alla tipologia del licenziamento c.d. disciplinare, tra cui rileva: Commissione dolosa, o gravemente colposa, dell'infrazione di cui all'art. 55-sexies
- La disposizione di cui all'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165/2001, prevede dieci fattispecie sanzionatorie, non conservative del rapporto di lavoro, riconducibili alla tipologia del licenziamento c.d. disciplinare, tra cui rileva: Falsità documentali commesse ai fini o in occasione dell'instaurazione del rapporto di lavoro
- La disposizione di cui all'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165/2001, prevede dieci fattispecie sanzionatorie, non conservative del rapporto di lavoro, riconducibili alla tipologia del licenziamento c.d. disciplinare, tra cui rileva: Reiterazione nell'ambiente di lavoro di gravi condotte moleste o minacciose o comunque lesive dell'onore e della dignità personale altrui
- La disposizione di cui all'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165/2001, prevede dieci fattispecie sanzionatorie, non conservative del rapporto di lavoro, riconducibili alla tipologia del licenziamento c.d. disciplinare, tra cui rileva: Ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall'amministrazione per motivate esigenze di servizio
- La disposizione di cui all'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165/2001, prevede dieci fattispecie sanzionatorie, non conservative del rapporto di lavoro, riconducibili alla tipologia del licenziamento c.d. disciplinare, tra cui rileva: Falsità dichiarative commesse ai fini o in occasione di progressioni di carriera
- La disposizione di cui all'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165/2001, prevede dieci fattispecie sanzionatorie, non conservative del rapporto di lavoro, riconducibili alla tipologia del licenziamento c.d. disciplinare, tra cui rileva: Assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni, anche non continuativi, superiore a tre nell'arco di un biennio
- La disposizione di cui all'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165/2001, prevede dieci fattispecie sanzionatorie, non conservative del rapporto di lavoro, riconducibili alla tipologia del licenziamento c.d. disciplinare, tra cui rileva: Assenza priva di valida giustificazione per più di sette giorni nel corso degli ultimi dieci anni
- La disposizione di cui all'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165/2001, prevede dieci fattispecie sanzionatorie, non conservative del rapporto di lavoro, riconducibili alla tipologia del licenziamento c.d. disciplinare, tra cui rileva: Mancata ripresa del servizio, in caso di assenza ingiustificata, entro il termine fissato dall'amministrazione
- La disposizione di cui all'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165/2001, prevede fattispecie sanzionatorie, non conservative del rapporto di lavoro, riconducibili alla tipologia del licenziamento c.d. disciplinare, tra cui rileva: Mancata ripresa del servizio, in caso di assenza ingiustificata, entro il termine fissato dall'amministrazione
- La disposizione di cui all'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165/2001, prevede fattispecie sanzionatorie, non conservative del rapporto di lavoro, riconducibili alla tipologia del licenziamento c.d. disciplinare, tra cui rileva: Gravi e reiterate violazioni dei codici di comportamento, ai sensi dell'art. 54, comma 3
- La disposizione di cui all'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165/2001, prevede fattispecie sanzionatorie, non conservative del rapporto di lavoro, riconducibili alla tipologia del licenziamento c.d. disciplinare, tra cui rileva: Falsità documentali commesse ai fini o in occasione dell'instaurazione del rapporto di lavoro
- La disposizione di cui all'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165/2001, prevede fattispecie sanzionatorie, non conservative del rapporto di lavoro, riconducibili alla tipologia del licenziamento c.d. disciplinare, tra cui rileva: Falsità dichiarative commesse ai fini o in occasione di progressioni di carriera
- La durata dell'orario di lavoro non puo' superare la media delle: 48 ore settimanali, comprensive del lavoro straordinario, calcolata con riferimento ad un arco temporale di sei mesi
- La falsa attestazione della presenza in servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, comporta: l'irrogazione del licenziamento disciplinare
- La gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo, ai sensi dell'art. 4 del d.lgs. 165/2001, spetta: ai dirigenti
- La giustificazione dell'assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o che attesta falsamente uno stato di malattia comporta: licenziamento senza preavviso
- La proroga dell'adibizione a mansioni superiori di un dipendente pubblico fino a dodici mesi è ammessa per coprire la vacanza di un posto in organico: Se sono state avviate le procedure per la copertura del posto vacante
- La responsabilità amministrativo-contabile del dipendente pubblico si configura: Qualora il dipendente pubblico, o soggetti legati alla P.A. da rapporto di servizio, provochi un danno patrimoniale alla propria amministrazione o ad altro ente pubblico
- La responsabilità civile, amministrativa e penale del pubblico dipendente... Possono concorrere
- La responsabilità dei funzionari e dei dipendenti dello Stato, per danni cagionati a terzi, trova il proprio fondamento: Nell'art. 28 della Costituzione
- La responsabilità del dipendente pubblico può essere civile, penale, amministrativo-contabile e disciplinare. È civile: se il dipendente arreca danni a terzi, intranei o estranei all'amministrazione, o alla stessa p.a.
- La responsabilità del dipendente pubblico può essere civile, penale, amministrativo-contabile e disciplinare. È penale: quando si è tenuto un comportamento delittuoso
- La responsabilità del dipendente pubblico può essere civile, penale, amministrativo-contabile e disciplinare. E amministrativo-contabile: se si cagiona alla P.A. un danno erariale diretto o indiretto
- La responsabilità dirigenziale viene accertata: previa contestazione degli addebiti e nel rispetto del principio del contraddittorio
- La retribuzione accessoria/variabile per il personale dipendente ha la funzione di: Premiare il merito, differenziando il trattamento economico dei dipendenti in base al conseguimento di obiettivi di performance individuale ed organizzativa
- La sanzione concordemente determinata all'esito delle procedure di cui all'art. 55 del D.Lgs. n. 165/2001 può essere di specie diversa da quella prevista, dalla legge o dal contratto collettivo, per l'infrazione per la quale si procede? No, e non è soggetta ad impugnazione
- La sentenza di condanna del medico per il reato di false attestazioni o certificazioni di cui all'art. 55- quinquies del d.lgs. 165/2001, comporta per il medico: la radiazione dall'albo e altresì, se dipendente di una struttura sanitaria pubblica, il licenziamento per giusta causa
- La tipologia delle infrazioni e delle relative sanzioni che generano responsabilità disciplinare: è definita dai contratti collettivi e dai codici di comportamento delle singole Amministrazioni
- La violazione dei doveri contenuti nel codice di comportamento, compresi quelli relativi all'attuazione del Piano di prevenzione della corruzione (art. 54, co. 3, D.Lgs. 165/2001): è fonte di responsabilità disciplinare
- La violazione dei doveri contenuti nel codice di comportamento, compresi quelli relativi all'attuazione del Piano di prevenzione della corruzione: E' rilevante anche ai fini della responsabilita' civile, amministrativa e contabile ogniqualvolta le stesse responsabilita' siano collegate alla violazione di doveri, obblighi, leggi o regolamenti
- La violazione dei doveri previsti dal Codice di comportamento dei dipendenti pubblici: Può dar luogo anche a responsabilità amministrativa o contabile
- La violazione dei doveri previsti dal Codice di comportamento dei dipendenti pubblici: Può dar luogo anche a responsabilità penale
- La violazione dei doveri previsti per i pubblici dipendenti può dar luogo a licenziamento (D.P.R. n. 62/2013, art. 16)? Si, nei casi più gravi
- L'Amministrazione pubblica può revocare gli incarichi ai dirigenti che abbiano fallito nel raggiungimento degli obiettivi (art. 21, co. 1, D.Lgs. 165/2001)? Sì, l'Amministrazione può revocare l'incarico al dirigente in relazione alla gravità dei casi, previa contestazione nel rispetto del principio del contraddittorio
- L'art. 11 bis, co. 3, del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (DPR n. 62/2013 e s.m.i.) dispone che, nell'uso della posta elettronica di servizio, ciascun messaggio in uscita: deve consentire l'identificazione del dipendente mittente e deve indicare un recapito istituzionale al quale il medesimo è reperibile
- L'Art. 11 c. 3 D.P.R. 62/2013 il dipendente puo' utilizzare i mezzi di trasporto dell'amministrazione per: Lo svolgimento dei compiti d'ufficio, astenendosi dal trasportare terzi, se non per motivi d'ufficio
- L'art. 11, del D.P.R. n. 62/2013 (Codice di comportamento dei dipendenti pubblici) sancisce i principi afferenti il comportamento che il pubblico dipendente deve tenere in servizio. Quale tra i seguenti è un corretto principio? Il dipendente utilizza i mezzi di trasporto dell'amministrazione a sua disposizione soltanto per lo svolgimento dei compiti d'ufficio
- L'art. 11, del D.P.R. n. 62/2013 (Codice di comportamento dei dipendenti pubblici) sancisce i principi afferenti il comportamento che il pubblico dipendente deve tenere in servizio. Quale tra i seguenti è un corretto principio? Il dipendente utilizza i servizi telematici e telefonici dell'ufficio nel rispetto dei vincoli posti dall'amministrazione
- L'art. 12, comma 1, del D.P.R. 62/2013 e s.m.i. stabilisce che il dipendente: fornisce le spiegazioni che gli siano richieste in ordine al comportamento proprio e di altri dipendenti dell'ufficio dei quali ha la responsabilità o il coordinamento, fatte salve le norme sul segreto d'ufficio
- L'art. 14, del Tupi stabilisce che il Ministro non può revocare, riformare, riservare o avocare a sé o altrimenti adottare atti dei dirigenti. Con l'avocazione: L'organo superiore attribuisce a sé la competenza a compiere un determinato atto in cui è competente l'organo inferiore per motivi di interesse pubblico ed indipendentemente dall'inadempimento dell'organo istituzionalmente competente
- L'art. 15, del D.P.R. n. 62/2013 (Codice di comportamento dei dipendenti pubblici) ribadisce che ai sensi dell'art. 54, co. 6, del Tupi vigila sull'applicazione del Codice: Anche il dirigente responsabile di ciascuna struttura
- L'art. 2 del D.Lgs. 165/2001 (TUPI) demanda alle singole amministrazioni, che vi provvedono secondo principi generali fissati da disposizioni di legge e, sulla base dei medesimi, mediante atti organizzativi adottati secondo i rispettivi ordinamenti, tra l'altro, la definizione delle linee fondamentali di organizzazione degli uffici, ispirandola ad alcuni fondamentali criteri. Tra tali criteri non rientra: La flessibilità nell'impiego del personale, che consente adeguati margini alle determinazioni operative e gestionali da perseguire anche mediante l'erogazione di trattamenti economici accessori al personale in misura non necessariamente corrispondente alle prestazioni effettivamente rese
- L'art. 2 del D.Lgs. 30/03/2001, n. 165, recante "Norme generali sull'ordinamento del Lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche", stabilisce che, salvo i casi previsti dal comma 3-ter e 3-quater dell'articolo 40 e le ipotesi di tutela delle retribuzioni di cui all'articolo 47-bis, l'attribuzione di trattamenti economici ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche: Può avvenire esclusivamente mediante contratti collettivi o, alle condizioni previste, mediante contratti individuali
- L'art. 2, comma 3, del D.Lgs. 165/2001 specifica che i rapporti individuali di lavoro sono regolati: Da contratti collettivi e individuali conformi ai principi del decreto
- L'art. 3 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici contiene i principi generali cui devono attenersi i dipendenti. Si indichi quale tra i seguenti è un corretto principio. Il dipendente esercita i propri compiti orientando l'azione amministrativa alla massima economicità, efficienza ed efficacia
- L'art. 3 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici contiene i principi generali cui devono attenersi i dipendenti. Si indichi quale tra i seguenti non è un corretto principio. Il dipendente agisce in posizione di indipendenza e imparzialità, e può agire anche in caso di conflitto di interessi
- L'art. 3 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici contiene i principi generali cui devono attenersi i dipendenti. Si indichi quale tra i seguenti non è un corretto principio. Il dipendente non è tenuto ad assicurare lo scambio e la trasmissione delle informazioni e dei dati con altre pubbliche amministrazioni
- L'art. 3 del D.Lgs. n. 165/2001 e s.m.i. dispone che alcune categorie di personale dipendenti di amministrazioni pubbliche rimangono assoggettati al regime di diritto pubblico e i loro rapporti non sono regolati contrattualmente. Quale delle seguenti categorie di personale, tra le altre, è soggetta al predetto regime di diritto pubblico? Il personale della carriera dirigenziale penitenziaria
- L'art. 3 del decreto legislativo 165/2001 e s.m.i. dispone che alcune categorie di personale dipendenti di amministrazioni pubbliche rimangono assoggettati al regime di diritto pubblico e i loro rapporti non sono regolati contrattualmente. Quale delle seguenti categorie di personale, tra le altre, è soggetta al predetto regime di diritto pubblico? Gli avvocati e procuratori dello Stato
- L'art. 3 del decreto legislativo 165/2001 e s.m.i. dispone che alcune categorie di personale dipendenti di amministrazioni pubbliche rimangono assoggettati al regime di diritto pubblico e i loro rapporti non sono regolati contrattualmente. Quale delle seguenti categorie di personale, tra le altre, è soggetta al predetto regime di diritto pubblico? Il personale della carriera diplomatica
- L'art. 30, del D.Lgs. n.165/2001 dispone che le Amministrazioni, prima di procedere all'espletamento di procedure concorsuali finalizzate alla copertura di posti vacanti in organico: Devono attivare le procedure di mobilità
- L'art. 35 del TUPI in merito alle procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni stabilisce che esse devono conformarsi a determinati principi. A tale proposito quale delle affermazioni seguenti è da ritenersi corretta? le commissioni devono essere composte esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso, scelti tra funzionari delle amministrazioni, docenti ed estranei alle medesime, che non siano componenti dell'organo di direzione politica dell'amministrazione
- L'art. 4 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, sancisce il divieto per il dipendente di accettare incarichi di collaborazione da soggetti privati che abbiano, o abbiano avuto nel biennio precedente, un interesse economico significativo in decisioni o attività inerenti all'ufficio di appartenenza. Al fine di preservare il prestigio e l'imparzialità dell'amministrazione chi vigila sulla corretta applicazione del divieto? Il responsabile dell'ufficio
- L'art. 4 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, sancisce il divieto per il dipendente di accettare, per sè o per altri, regali o altre utilità, salvo quelli d'uso di modico valore effettuati occasionalmente nell'ambito delle normali relazioni di cortesia. Al fine di preservare il prestigio e l'imparzialità dell'amministrazione chi vigila sulla corretta applicazione del divieto? Il responsabile dell'ufficio
- L'art. 4 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, sancisce il divieto per il dipendente di offrire, direttamente o indirettamente, regali o altre utilità a un proprio sovraordinato, salvo quelli d'uso di modico valore. Al fine di preservare il prestigio e l'imparzialità dell'amministrazione chi vigila sulla corretta applicazione del divieto? Il responsabile dell'ufficio
- L'art. 40, I comma, del D.Lgs. n. 165/2001 sancisce che la contrattazione collettiva: è consentita nei limiti previsti dalle norme di legge nelle materie relative alle sanzioni disciplinari
- L'art. 5 del D.P.R. n. 62/2013 detta i principi per la "partecipazione ad associazioni e organizzazioni" dei dipendenti pubblici (si indichi quale affermazione in merito non è corretta): Il pubblico dipendente può esercitare pressioni al fine di costringere altri dipendenti ad aderire ad associazioni od organizzazioni promettendo vantaggi o prospettando svantaggi di carriera
- L'art. 5 del D.P.R. n. 62/2013 detta i principi per la "partecipazione ad associazioni e organizzazioni" dei dipendenti pubblici (si indichi quale affermazione in merito non è corretta): Nel rispetto della disciplina vigente del diritto di associazione, il dipendente comunica tempestivamente al responsabile dell'ufficio di appartenenza la propria adesione ad associazioni, a prescindere dal loro carattere riservato o meno, i cui ambiti di interessi possano interferire con lo svolgimento dell'attività dell'ufficio, anche se si tratti di partiti politici
- L'art. 52 del decreto legislativo n. 165/2001 dispone che il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o alle mansioni equivalenti nell'ambito dell'area di inquadramento, ovvero a quelle corrispondenti alla qualifica superiore che abbia successivamente acquisito per effetto delle procedure selettive di cui all'articolo 35, comma 1, lettera a), del medesimo decreto. In casi specifici, il prestatore di lavoro può essere adibito a mansioni proprie della qualifica immediatamente superiore? Sì, per obiettive esigenze di servizio, nei soli casi di vacanza di posto in organico, per non più di sei mesi, prorogabili fino a dodici qualora siano state avviate le procedure per la copertura dei posti vacanti, e di sostituzione di altro dipendente assente con diritto alla conservazione del posto, con esclusione dell'assenza per ferie, per la durata dell'assenza
- L'art. 52, comma 2, del D.Lgs. 165/2001, esclude la possibilità di adibire a mansioni superiori un dipendente pubblico, per sostituire un altro dipendente assente per: Ferie
- L'art. 53 del D.Lgs 165/2001 e s.m.i. dispone che i dipendenti pubblici non possono svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall'amministrazione di appartenenza, salvo alcune esclusioni espressamente previste. Tra dette esclusioni rientrano i compensi e le prestazioni derivanti da attività di formazione diretta ai dipendenti della pubblica amministrazione nonché di docenza e di ricerca scientifica? Sì, tra queste esclusioni rientrano i compensi e le prestazioni derivanti da attività di formazione diretta ai dipendenti della pubblica amministrazione nonché di docenza e di ricerca scientifica
- L'art. 53 del D.Lgs 165/2001 e s.m.i. dispone che i dipendenti pubblici non possono svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall'amministrazione di appartenenza, salvo alcune esclusioni espressamente previste. Tra dette esclusioni rientrano i compensi e le prestazioni derivanti da attività di formazione diretta ai dipendenti della pubblica amministrazione nonché di docenza e di ricerca scientifica? Sì, tra queste esclusioni rientrano i compensi e le prestazioni derivanti da attività di formazione diretta ai dipendenti della pubblica amministrazione nonché di docenza e di ricerca scientifica
- L'art. 54 del D.Lgs. 165/2001 dispone che ciascuna pubblica amministrazione definisce, con procedura aperta alla partecipazione e previo parere obbligatorio del proprio organismo indipendente di valutazione: Un proprio codice di comportamento
- L'art. 54 del Decreto Legislativo n. 165/2001 dispone che il Governo definisce, per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, al fine di assicurare, tra l'altro, la prevenzione dei fenomeni di corruzione, un codice di comportamento. Tale codice è approvato: Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, previa intesa in sede di Conferenza unificata
- L'art. 54, comma 3, del D.Lgs. n. 165/2001 e s.m.i., dispone che la violazione dei doveri contenuti nel Codice di comportamento: è fonte di responsabilità disciplinare
- L'art. 55 bis del d.lgs. n. 165/2001 e s.m.i. distingue fra sanzioni disciplinari di minore gravità e infrazioni più gravi. Chi provvede nel caso di sanzioni più gravi? L'ufficio competente per i procedimenti disciplinari
- L'art. 55 del d.lgs. 165/2001 menziona determinati tipi di responsabilità a cui è esposto chi lavora alle dipendenze della Pubblica Amministrazione. Quale tra le seguenti NON è una di esse? Responsabilità giurisdizionale
- L'art. 55-bis del D.Lgs. 165/2001, che disciplina forme e termini del procedimento disciplinare, prevede, tra l'altro, che: Ciascuna amministrazione, secondo il proprio ordinamento e nell'ambito della propria organizzazione, individua l'ufficio per i procedimenti disciplinari competente per le infrazioni punibili con sanzione superiore al rimprovero verbale e ne attribuisce la titolarità e responsabilità
- L'art. 55-quater (Licenziamento disciplinare) del D.Lgs. n. 165/2001 al comma 3 prevede i casi in cui il licenziamento avviene senza preavviso. Non rientra tra le ipotesi espressamente previste: Commissione dolosa, o gravemente colposa, dell'infrazione di cui all'art. 55-sexies comma 3
- L'art. 55-quater (Licenziamento disciplinare) del D.Lgs. n. 165/2001 al comma 3 prevede i casi in cui il licenziamento avviene senza preavviso. Non rientra tra le ipotesi espressamente previste: Assenza priva di valida giustificazione per più di sette giorni nel corso degli ultimi dieci anni
- L'art. 55-quater (Licenziamento disciplinare) del D.Lgs. n. 165/2001 al comma 3 prevede i casi in cui il licenziamento avviene senza preavviso. Non rientra tra le ipotesi espressamente previste: Insufficiente rendimento, dovuto alla reiterata violazione degli obblighi concernenti la prestazione lavorativa, e rilevato dalla costante valutazione negativa della performance del dipendente per ciascun anno dell'ultimo triennio, resa a tali specifici fini ai sensi dell'articolo 3, comma 5-bis, del D.Lgs. n. 150/ 2009
- L'art. 55-quater (Licenziamento disciplinare) del D.Lgs. n. 165/2001 al comma 3 prevede i casi in cui il licenziamento avviene senza preavviso. Non rientra tra le ipotesi espressamente previste: Gravi e reiterate violazioni dei codici di comportamento, ai sensi dell'art. 54, comma 3
- L'art. 55-quater (Licenziamento disciplinare) del D.Lgs. n. 165/2001 al comma 3 prevede i casi in cui il licenziamento avviene senza preavviso. Non rientra tra le ipotesi espressamente previste: Reiterata violazione di obblighi concernenti la prestazione lavorativa, che abbia determinato l'applicazione, in sede disciplinare, della sospensione dal servizio per un periodo complessivo superiore a un anno nell'arco di un biennio
- L'art. 55-quater (Licenziamento disciplinare) del D.Lgs. n. 165/2001 al comma 3 prevede i casi in cui il licenziamento avviene senza preavviso. Non rientra tra le ipotesi espressamente previste: Assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni, anche non continuativi, superiore a tre nell'arco di un biennio
- L'art. 55-quater (Licenziamento disciplinare) del D.Lgs. n. 165/2001 al comma 3 prevede i casi in cui il licenziamento avviene senza preavviso. Non rientra tra le ipotesi espressamente previste: Ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall'amministrazione per motivate esigenze di servizio
- L'art. 7 co. 3 del D. Lgs. 165/01 e ss.mm.ii., dispone che a favore dei dipendenti pubblici in situazioni di svantaggio personale, sociale e familiare, le P. A.: individuano criteri certi di priorità nell'impiego flessibile del personale, purché compatibile con l'organizzazione degli uffici e del lavoro
- L'art. 72 (Codice disciplinare) del CCNL del Comparto Funzioni Locali tratta del tipo e dell'entità di ciascuna delle sanzioni in cui può incorrere il dipendente. Gli alterchi con vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con gli utenti, comportano la sanzione disciplinare: Della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da 11 giorni fino ad un massimo di 6 mesi
- L'art. 72 (Codice disciplinare) del CCNL del Comparto Funzioni Locali tratta del tipo e dell'entità di ciascuna delle sanzioni in cui può incorrere il dipendente. Gli atti, comportamenti o molestie a carattere sessuale ove non sussista la gravità e reiterazione comportano la sanzione disciplinare: Della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da 11 giorni fino ad un massimo di 6 mesi
- L'art. 72 (Codice disciplinare) del CCNL del Comparto Funzioni Locali tratta del tipo e dell'entità di ciascuna delle sanzioni in cui può incorrere il dipendente. La condotta non conforme a principi di correttezza verso superiori o altri dipendenti o nei confronti degli utenti o terzi, comporta la sanzione disciplinare: Dal minimo del rimprovero verbale o scritto al massimo della multa di importo pari a quattro ore di retribuzione
- L'art. 72 (Codice disciplinare) del CCNL del Comparto Funzioni Locali tratta del tipo e dell'entità di ciascuna delle sanzioni in cui può incorrere il dipendente. La negligenza nella cura dei locali e dei beni mobili o strumenti affidati al dipendente o sui quali, in relazione alle sue responsabilità, debba espletare attività di custodia o vigilanza, comporta la sanzione disciplinare: Dal minimo del rimprovero verbale o scritto al massimo della multa di importo pari a quattro ore di retribuzione
- L'art. 72 (Codice disciplinare) del CCNL del Comparto Funzioni Locali tratta del tipo e dell'entità di ciascuna delle sanzioni in cui può incorrere il dipendente. L'ingiustificato ritardo, non superiore a 5 giorni, a trasferirsi nella sede assegnata dai superiori, comporta la sanzione disciplinare: Della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino a un massimo di 10 giorni
- L'art.53 del d.lgs.165/2001 stabilisce che il rapporto di lavoro pubblico è: Esclusivo, salvo eccezioni previste dalla legge o autorizzazioni
- L'articolo 35, comma 5-ter, del d.lgs. 165/2001 dispone che le graduatorie dei concorsi per il reclutamento del personale presso le Amministrazioni Pubbliche rimangono vigenti: per un termine di due anni dalla data di approvazione, salvo disposizioni normative specifiche
- L'articolo 55-bis del D.Lgs. 165/2001, che disciplina forme e termini del procedimento disciplinare nei confronti del pubblico impiegato, prevede tra l'altro che per le infrazioni per le quali è prevista l'irrogazione della sanzione del rimprovero verbale, il procedimento disciplinare è di competenza: Del responsabile della struttura presso cui presta servizio il dipendente
- L'articolo 55-bis, comma 1, del D.Lgs. 165/2001 stabilisce che, nelle pubbliche amministrazioni, il procedimento disciplinare è di competenza del responsabile della struttura presso cui presta servizio il dipendente solo per determinate infrazioni. Si indichi, a riguardo, quale/i dei seguenti procedimenti disciplinari è/sono di competenza del predetto responsabile: 1) i procedimenti relativi alle infrazioni per le quali è prevista l'irrogazione della sanzione del rimprovero verbale; 2) i procedimenti relativi alle infrazioni per le quali è prevista l'irrogazione della sanzione della multa da euro 400 ad euro 1.600 e della sospensione dal servizio e dalla retribuzione fino ad un massimo di dieci giorni. I procedimenti di cui al n. 1)
- L'articolo 55-bis, comma 1, del D.Lgs. 165/2001 stabilisce che, nelle pubbliche amministrazioni, il procedimento disciplinare è di competenza del responsabile della struttura presso cui presta servizio il dipendente solo per determinate infrazioni. Si indichi, a riguardo, quale/i dei seguenti procedimenti disciplinari è/sono di competenza del predetto responsabile: 1) i procedimenti relativi alle infrazioni per le quali è prevista l'irrogazione della sanzione del rimprovero verbale; 2) i procedimenti relativi alle infrazioni per le quali è prevista l'irrogazione della sanzione dal minimo del rimprovero verbale o scritto al massimo della multa di importo pari a 4 ore di retribuzione; 3) i procedimenti relativi alle infrazioni per le quali è prevista l'irrogazione della sanzione della multa da euro 400 ad euro 1.600 e della sospensione dal servizio e dalla retribuzione fino ad un massimo di dieci giorni. I procedimenti di cui al n. 1)
- L'articolo 55-bis, comma 1, del D.Lgs. 165/2001 stabilisce che, nelle pubbliche amministrazioni, il procedimento disciplinare è di competenza del responsabile della struttura presso cui presta servizio il dipendente solo per determinate infrazioni. Si indichi, a riguardo, quale/i dei seguenti procedimenti disciplinari è/sono di competenza del predetto responsabile: 1) i procedimenti relativi alle infrazioni per le quali è prevista l'irrogazione della sanzione del rimprovero verbale; 2) i procedimenti relativi alle infrazioni per le quali è prevista l'irrogazione della sanzione dal minimo del rimprovero verbale o scritto al massimo della multa di importo pari a 4 ore di retribuzione. I procedimenti di cui al n. 1)
- L'articolo 55-bis, comma 1, del D.Lgs. 165/2001 stabilisce che, nelle pubbliche amministrazioni, il procedimento disciplinare è di competenza del responsabile della struttura presso cui presta servizio il dipendente solo per determinate infrazioni. Si indichi, a riguardo, quale/i dei seguenti procedimenti disciplinari è/sono di competenza del predetto responsabile: 1) i procedimenti relativi alle infrazioni per le quali è prevista l'irrogazione della sanzione dal minimo del rimprovero verbale o scritto al massimo della multa di importo pari a 4 ore di retribuzione; 2) i procedimenti relativi alle infrazioni per le quali è prevista l'irrogazione della sanzione della multa da euro 400 ad euro 1.600 e della sospensione dal servizio e dalla retribuzione fino ad un massimo di dieci giorni. Nessuno dei procedimenti ai punti 1) e 2)
- L'assegnazione a mansioni superiori di un dipendente pubblico per la sostituzione di un altro dipendente assente: È possibile solo se l'assente ha diritto alla conservazione del posto
- L'assegnazione a mansioni superiori di un dipendente pubblico, per sostituire un altro dipendente assente con diritto alla conservazione del posto, dura: Per tutto il periodo di assenza del dipendente sostituito
- L'assenza viene giustificata esclusivamente mediante certificazione medica rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale [art. 55-septies, comma 1, del D.lgs. 165/2001 e s.m.i.] nell'ipotesi: di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell'anno solare
- Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti ? si, con dipendenti appartenenti a una qualifica corrispondente e in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento
- Le amministrazioni pubbliche i cui organi di vertice non siano direttamente o indirettamente espressione di rappresentanza politica, adeguano i propri ordinamenti [art. 4, comma 4, del D.lgs. 165/2001 e s.m.i.]: ai principi della distinzione tra indirizzo e controllo, da un lato, e attuazione e gestione dall'altro
- Le amministrazioni pubbliche possono erogare trattamenti economici accessori che non corrispondano alle prestazioni effettivamente rese (art. 7, co. 5, D.Lgs. 165/2001)? No
- Le amministrazioni pubbliche possono stipulare contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, contratti di formazione e lavoro e contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato: esclusivamente nei limiti e con le modalità in cui se ne preveda l'applicazione nelle amministrazioni pubbliche
- Le Amministrazioni pubbliche sono tenute a curare la formazione e l'aggiornamento del personale (art. 7, co. 4, D.Lgs. 165/2001)? Sì, ivi compreso quello con qualifiche dirigenziali
- Le assunzioni obbligatorie di soggetti appartenenti alle categorie c.d. protette, di cui alla L. n. 68/1999, avvengono (art. 35 D.Lgs. 165/2001): Previa verifica della compatibilità della invalidità con le mansioni da svolgere, per chiamata numerica degli iscritti nelle liste di collocamento
- Le disposizioni concernenti false attestazioni o certificazioni, di cui all'art. 55-quinquies del D.Lgs. n. 165/2001, costituiscono norme imperative ai sensi e per gli effetti degli artt. 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile. Quanto affermato costituisce corretta previsione legislativa? Si
- Le disposizioni concernenti i rapporti fra procedimento disciplinare e procedimento penale, di cui all'art. 55-ter del D.Lgs. n. 165/2001, costituiscono norme imperative ai sensi e per gli effetti degli artt. 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile. Quanto affermato costituisce corretta previsione legislativa? Si
- Le disposizioni del D.Lgs.165/2001, conformemente all'art.117 della Costituzione, sono considerati: Principi fondamentali
- Le disposizioni dell'art. 55 ("Sanzioni disciplinari e responsabilità") del D.Lgs. 165/2001 sono norme: Imperative
- Le disposizioni dell'art. 55 del D.Lgs. n. 165/2001 (Responsabilità, infrazioni e sanzioni, procedure conciliative) costituiscono norme imperative? Sì, costituiscono norme imperative le disposizioni di cui dall'art. 55 all'art. 55-octies del suddetto D.Lgs., ai sensi e per gli effetti degli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del c.c.
- Le disposizioni sul rapporto di lavoro del D.Lgs. 165/2001 si applicano: Ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche
- Le mansioni superiori svolte da un dipendente pubblico per coprire la vacanza di un posto in organico sono temporanee e: Non comportano l'inquadramento definitivo nella qualifica superiore
- Le P.A. possono erogare trattamenti economici accessori che non corrispondano a prestazioni effettivamente rese (art. 7, D.Lgs. n. 165/2001)? No
- Le P.A. possono ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti appartenenti ad una qualifica corrispondente, in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento (art. 30 D.Lgs. 165/2001)? Si
- Le pubbliche amministrazioni possono avvalersi delle forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego: Soltanto per comprovate esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale
- Le Pubbliche Amministrazioni possono conferire incarichi individuali con contratti di lavoro autonomo (art. 7, co. 6, D.Lgs. 165/2001)? Sì, per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio e sempre che l'incarico sia conferito ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria
- Le pubbliche amministrazioni possono sottoscrivere in sede decentrata contratti collettivi che comportino oneri non previsti negli strumenti di programmazione annuale e pluriennale? No, lo esclude espressamente l'art. 40 del D.Lgs. n. 165/2001
- Le pubbliche amministrazioni possono sottoscrivere in sede decentrata contratti collettivi integrativi che disciplinano materie non espressamente delegate a tale livello negoziale? No, lo esclude espressamente l'art. 40 del D.Lgs. n. 165/2001
- Le pubbliche amministrazioni possono sottoscrivere in sede decentrata contratti collettivi integrativi in contrasto con i vincoli e con i limiti risultanti dai contratti collettivi nazionali? No, lo esclude espressamente il D.Lgs. n. 165/2001
- Le pubbliche amministrazioni pubblicano i bandi di concorso per il reclutamento, a qualsiasi titolo, di personale presso l'amministrazione, nonché i criteri di valutazione della Commissione, ed anche le tracce delle prove e le graduatorie finali, aggiornate con l'eventuale scorrimento degli idonei non vincitori
- Le Pubbliche Amministrazioni sono obbligate ad adempiere agli obblighi assunti con i contratti collettivi nazionali di lavoro: dalla data della sottoscrizione definitiva
- Le pubbliche amministrazioni verificano lo stato di applicazione dei codici di comportamento con cadenza (art. 54, co. 7, D.Lgs. 165/2001): annuale
- Le responsabilità civile, amministrativa e penale del pubblico dipendente: Possono concorrere
- Lo Statuto dei lavoratori (Legge n. 300/1970) si applica alle pubbliche amministrazioni, secondo l'art. 51 del D.Lgs. 165/2001? Sì, indipendentemente dal numero dei dipendenti
- L'orario flessibile consiste nell'individuazione di fasce orarie temporali di flessibilità in entrata e in uscita. Il dipendente di una Amministrazione comunale può avvalersi di entrambe le facoltà nell'ambito della medesima giornata? Si, compatibilmente con le esigenze di servizio
- L'ufficio competente per i procedimenti disciplinari, ai sensi dell'art. 55-bis D. Lgs. 165/01 e ss.mm.ii., conclude il procedimento, con l'atto di archiviazione o di irrogazione della sanzione: Entro centoventi giorni dalla contestazione dell'addebito
- L'ufficio competente per i procedimenti disciplinari, ai sensi dell'art. 55-bis D. Lgs. 165/01 e ss.mm.ii., conclude il procedimento, con l'atto di archiviazione o di irrogazione della sanzione: Entro centoventi giorni dalla contestazione dell'addebito



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