Elenco in ordine alfabetico delle domande di Societa partecipazione pubblica
Seleziona l'iniziale:
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
> Clicca qui per scaricare l'elenco completo delle domande di questo argomento in formato PDF!
- Un Comune affida mediante gara a doppio oggetto la gestione del servizio di illuminazione pubblica a una società mista pubblico-privata, con durata della concessione pari a 12 anni. Nel bando è previsto che il socio privato manterrà la propria partecipazione nella società per 20 anni, al fine di garantire stabilità societaria e remunerazione degli investimenti. Secondo l'art. 17 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), la previsione della durata ventennale della partecipazione privata è legittima? No, perché la durata della partecipazione privata non può superare la durata dell'appalto o della concessione aggiudicata con la gara a doppio oggetto
- Un Comune approva l'atto deliberativo di acquisto di partecipazione in una società già costituita. Viene richiesto al responsabile del procedimento se tale atto debba essere trasmesso alla Corte dei conti e se esso sia vincolante o meno. In base all'art. 5 del D.Lgs. n. 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica), qual è la risposta corretta? Sì, l'atto deliberativo deve essere trasmesso alla Corte dei conti per il parere obbligatorio, ma non vincolante
- Un Comune approva l'atto deliberativo di costituzione di una società a partecipazione pubblica e lo trasmette alla Corte dei conti, come previsto dall'art. 5 del D.Lgs. n. 175/2016. Trascorsi sessanta giorni dal ricevimento, la Corte non si pronuncia sulla conformità dell'atto. Cosa prevede a riguardo l'art. 5 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP)? Può procedere alla costituzione della società
- Un Comune approva un atto di acquisizione di una partecipazione indiretta in una società e, come previsto dall'art. 5 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP), trasmette l'atto all'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM). L'Autorità, ritenendo che l'atto sia stato adottato in violazione delle norme a tutela della concorrenza, entro quale termine deve intervenire e con quale atto, ai sensi dell'articolo 21-bis della legge n. 287/1990? Entro il termine di sessanta giorni dal ricevimento dell'atto, mediante parere motivato non vincolante con cui l'AGCM indica gli specifici profili delle violazioni riscontrate
- Un Comune capoluogo controlla alcune società di capitali partecipate che gestiscono servizi pubblici locali e che redigono il bilancio consolidato. Al termine dell'esercizio finanziario, per stabilire se ciascuna società registra un risultato negativo e se scattano gli obblighi di accantonamento previsti dall'art. 21 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), quale documento contabile deve essere considerato? Il risultato del bilancio consolidato
- Un Comune capoluogo controlla una società in house che gestisce servizi strumentali per l'ente. A seguito della scadenza del consiglio di amministrazione, l'ente si interroga sulla possibilità di applicare la disciplina della proroga degli organi amministrativi prevista dal decreto-legge n. 293/1994, convertito dalla legge n. 444/1994, anche agli organi di amministrazione e controllo della predetta società in house, nelle more della nuova nomina. Qual è la risposta corretta, secondo quanto stabilito dal D.Lgs. 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica)? Sì, lo prevede espressamente l'art. 11 del TUSP
- Un Comune capoluogo detiene una partecipazione del 12% nel capitale di una società mista che opera nel settore dei servizi energetici. La società non è a controllo pubblico, ma l'ente locale, in qualità di socio pubblico, intende verificare se debba proporre agli organi societari l'introduzione di misure analoghe a quelle previste dall'art. 11, commi 6 e 10, del D.Lgs. 175/2016 (in materia di limiti ai compensi e razionalizzazione della governance). Secondo quanto disposto dallo stesso art. 11 del TUSP, quale amministrazione pubblica è tenuta a proporre l'introduzione di misure analoghe a quelle dei predetti commi nelle società a partecipazione pubblica ma non a controllo pubblico? L'amministrazione titolare di una partecipazione superiore al 10% del capitale sociale
- Un Comune capoluogo detiene una partecipazione di minoranza qualificata nella società mista preposta alla gestione del verde pubblico. Al fine di garantire la stabilità della governance e tutelare gli interessi pubblici nella gestione, viene concordata la sottoscrizione di un patto parasociale che disciplinerà preventivamente le modalità di voto in assemblea e la nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione. Ai sensi dell'articolo 9, comma 5, del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP), quale organo del Comune deve approvare l'atto per la conclusione di tale patto parasociale? Il Consiglio comunale, in quanto la norma richiama le modalità deliberative previste per la costituzione della società
- Un Comune capoluogo di provincia vuole verificare la solidità della propria società di trasporto urbano, interamente partecipata dallo stesso ente. Quale strumento deve usare tra gli altri previsti dall'art. 147-quater del D.Lgs. 267/2000 (TUEL)? Un idoneo sistema informativo finalizzato a rilevare la situazione contabile, gestionale e organizzativa della società
- Un Comune capoluogo partecipa a una società non quotata che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale. Durante un controllo periodico, il responsabile finanziario rileva la necessità di disporre di dati aggiornati sui flussi economici tra l'ente e la società, al fine di valutare correttamente l'impatto della partecipata sul bilancio comunale. Alla luce dell'art. 147-quater del D.Lgs. 267/2000 (TUEL), il segretario comunale chiarisce che l'ente deve dotarsi di un idoneo sistema informativo, finalizzato: A rilevare i rapporti finanziari tra l'ente proprietario e la società
- Un Comune capoluogo partecipa al capitale di una società che gestisce servizi turistici locali e adotta la contabilità civilistica. Nel bilancio 2024 la società chiude con un risultato negativo non immediatamente ripianato, che gli organi di revisione qualificano come perdita durevole di valore. Nel corso dell'esercizio successivo, il responsabile finanziario del Comune si pone la domanda su quale sia la corretta azione contabile da intraprendere sulla partecipazione detenuta, secondo quanto previsto dall'art. 21 sulle norme finanziarie delle società partecipate. Qual è la risposta esatta? Adeguare il valore della partecipazione, nel corso dell'esercizio successivo, all'importo corrispondente alla frazione del patrimonio netto della società partecipata
- Un Comune con popolazione di 4.500 abitanti partecipa a una società non quotata che gestisce il servizio di illuminazione pubblica. In occasione della chiusura dell'esercizio finanziario 2025, il responsabile del servizio finanziario si chiede se l'ente sia tenuto, nonostante le ridotte dimensioni demografiche, a predisporre e approvare il bilancio consolidato per rappresentare i risultati complessivi della gestione dell'ente e delle società partecipate. In base all'art. 147-quater del D.Lgs. 267/2000 (TUEL), al predetto Comune si applica l'obbligo del bilancio consolidato? Sì, dal 2015 l'obbligo di approvare il bilancio consolidato si applica a tutti gli enti locali, indipendentemente dalla soglia demografica
- Un Comune con popolazione superiore a 100.000 abitanti detiene partecipazioni in diverse società non quotate che gestiscono servizi essenziali. In sede di approvazione dei documenti contabili di fine esercizio, un assessore chiede al direttore generale e al dirigente del servizio finanziario quale sia la reale utilità del bilancio consolidato previsto dall'art. 147-quater TUEL, rispetto agli altri strumenti contabili dell'ente. La risposta corretta, ai sensi del D.Lgs. 118/2011 (art. 11-bis e allegato 4/4), è che il bilancio consolidato: Rappresenta la situazione economica, finanziaria e patrimoniale del "gruppo amministrazione pubblica" comunale
- Un Comune controlla al 100% una società in house alla quale ha affidato direttamente la gestione dei servizi informatici e della manutenzione degli edifici comunali. La società deve ora procedere all'appalto dei lavori di ristrutturazione ed all'acquisto di nuove forniture informatiche. Il direttore generale chiede quale disciplina debba essere applicata nelle predette procedure. Alla luce dell'art. 16 del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (D.Lgs. 175/2016) e del Codice dei contratti pubblici (oggi D.Lgs. 36/2023), quale risposta è corretta? La società deve applicare la disciplina del Codice dei contratti pubblici, in quanto società in house qualificata come amministrazione aggiudicatrice ai sensi dell'art. 16 del TUSP e dell'art. 3 del D.Lgs. 36/2023
- Un Comune controlla una società di capitali partecipata e deve definire la struttura del suo organo amministrativo. In base all'art. 11 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), è corretto affermare che, di norma, la forma prevista per l'organo amministrativo delle società a controllo pubblico è il consiglio di amministrazione con cinque membri? No, è l'amministratore unico
- Un Comune controlla una società per azioni che gestisce servizi pubblici locali. Nel corso della revisione dello statuto societario, il consiglio di amministrazione propone, per ragioni di semplificazione organizzativa e riduzione dei costi, di attribuire la revisione legale dei conti al collegio sindacale, anziché nominare un revisore o una società di revisione esterna. L'Avvocatura civica comunale è chiamata a verificare se tale soluzione sia ammissibile alla luce del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica. In base all'art. 3 del D.Lgs. 175/2016, nelle società per azioni a controllo pubblico la revisione legale dei conti può essere affidata al collegio sindacale? No
- Un Comune costituisce una società mista pubblico-privata per la gestione del servizio idrico integrato, affidato mediante gara a doppio oggetto per 10 anni. Nel corso della revisione dello statuto, il socio privato propone di eliminare la clausola che prevede la sua uscita obbligatoria in caso di risoluzione anticipata del contratto di servizio, sostenendo che la società può continuare ad operare sul mercato. Alla luce dell'art. 17 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), tale proposta è ammissibile? No, perché la società mista è una società di scopo e lo statuto deve prevedere meccanismi di scioglimento del rapporto societario in caso di risoluzione del contratto di servizio
- Un Comune costituisce una società per azioni mista pubblico-privata per la gestione del servizio di igiene urbana. Nel bando di gara a doppio oggetto viene previsto che, oltre all'esecuzione del servizio affidato dal Comune, la società potrà svolgere anche altri servizi analoghi per clienti privati in altri territori, al fine di migliorare la redditività. Alla luce dell'art. 17, comma 1, del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), tale impostazione è legittima? No, perché l'appalto o la concessione affidati devono costituire l'oggetto esclusivo dell'attività della società mista, che non può operare liberamente sul mercato
- Un Comune detiene il 100% delle quote di una società che gestisce servizi energetici. Nel corso di una riunione tecnica, il segretario comunale chiede di chiarire la competenza degli organi dell'ente qualora siano necessarie operazioni straordinarie sulla società partecipata. In particolare, l'ufficio chiede di verificare quali tra le seguenti affermazioni siano conformi all'art. 7 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP): Se fosse necessario procedere alla trasformazione della società (ad esempio in azienda speciale o in altra forma societaria), la competenza sarebbe del consiglio comunale
- Un Comune detiene il controllo di una società costituita in forma di s.r.l. con altri enti locali e si chiede se si possa affidare, in applicazione dell'art. 2475, terzo comma, del codice civile, l'amministrazione congiuntamente a due o più soci. Secondo l'art. 11 del D.Lgs. 175/2016, in quale tipo di società è vietata tale modalità di affidamento? Nelle società a responsabilità limitata
- Un Comune detiene una partecipazione in una società partecipata e deve prendere parte a un'assemblea dei soci chiamata ad assumere deliberazioni rilevanti per la gestione e la governance societaria. Nel rispetto della disciplina sulla gestione delle partecipazioni pubbliche, l'ente deve individuare il soggetto legittimato a esercitare i diritti del socio. Alla luce dell'articolo 9 del decreto legislativo n. 175/2016 (TUSP), chi esercita i diritti del socio nelle società partecipate da un Comune? Il Sindaco o un suo delegato
- Un Comune detiene una partecipazione in una società per azioni mista pubblico-privata costituita originariamente per la costruzione e gestione del parcheggio sotterraneo cittadino. L'Amministrazione intende ora affidare alla medesima società anche la realizzazione di un nuovo impianto sportivo. Per garantire che i rendimenti e i rischi dei due investimenti (parcheggio e impianto sportivo) restino finanziariamente distinti e imputabili ai relativi flussi di cassa, il Consiglio di Amministrazione propone di emettere azioni correlate ai risultati dell'attività del nuovo impianto, ai sensi dell'articolo 2350, secondo comma, del codice civile. Secondo l'articolo 17 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), questa operazione societaria è ammissibile? Sì, l'operazione è legittima al fine di ottimizzare la gestione di più opere e servizi, anche se questi non sono stati assegnati simultaneamente
- Un Comune detiene una partecipazione minoritaria pari al 5 per cento del capitale sociale di una società per azioni a controllo pubblico. Nel corso dell'esercizio emergono gravi irregolarità nella gestione societaria e l'ente s'interroga se possa attivare il controllo giudiziario mediante denuncia al tribunale ai sensi dell'art. 2409 del codice civile. Secondo l'art. 13 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), quale delle seguenti risposte è corretta? Sì, perché l'art. 13 del TUSP deroga espressamente ai limiti minimi di partecipazione previsti dall'art. 2409 del codice civile, legittimando ciascuna amministrazione pubblica socia, indipendentemente dalla quota detenuta
- Un Comune deve nominare i componenti degli organi amministrativi e di controllo di una propria società a controllo pubblico e si chiede quali siano i requisiti di onorabilità, professionalità e autonomia che tali soggetti devono possedere. In base all'art. 11 del D.Lgs. 175/2016, tali requisiti sono stabiliti: Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in Conferenza unificata
- Un Comune deve verificare se una determinata attività, svolta da una propria società partecipata, possa essere qualificata come "servizio di interesse generale", ai sensi dell'art. 2, comma 1, lettera h), del D.Lgs. 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica). Quale delle seguenti risposte descrive correttamente la definizione di tale servizio data dalla predetta norma del TUSP? L'attività di produzione di beni o servizi che le amministrazioni pubbliche, nell'ambito delle rispettive competenze, ritengono necessarie per i bisogni della collettività e la coesione sociale, e che il mercato non offrirebbe (o offrirebbe a condizioni diverse) in termini di accessibilità, qualità e sicurezza
- Un Comune di 30.000 abitanti è obbligato ad applicare il sistema dei controlli sulle società partecipate non quotate previsto dall'art. 147-quater del D.Lgs. 267/2000 (TUEL)? Sì, dal 2015 tale obbligo si applica agli enti con popolazione superiore a 15.000 abitanti
- Un Comune esercita il controllo su una società a partecipazione pubblica operante nel settore dei servizi strumentali. In vista del rinnovo degli organi societari, l'ufficio comunale preposto al controllo delle società partecipate deve verificare se, per la nomina degli amministratori e dei dirigenti, trovino applicazione le regole sulle inconferibilità e incompatibilità previste dal D.Lgs. 39/2013. Alla luce dell'art. 11 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), tali regole si applicano anche alle società controllate? Sì
- Un Comune ha costituito una società interamente partecipata per la gestione di un servizio strumentale. Per valutare se tale società possa essere qualificata come "in house", è necessario che ricorra la situazione di "controllo analogo", la quale, secondo la definizione fornita dall'articolo 2, comma 1, lettera c) del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), consiste: Nella situazione in cui l'amministrazione esercita un'influenza determinante sia sugli obiettivi strategici che sulle decisioni significative della società controllata, rendendola paragonabile a un proprio servizio interno
- Un Comune indice una gara a doppio oggetto per la selezione del socio privato di una società mista incaricata della gestione del servizio di trasporto pubblico locale. Nel bando, oltre ai criteri economici, l'amministrazione intende prevedere l'attribuzione di un punteggio premiale anche ad aspetti qualitativi sociali (come misure di inclusione lavorativa). Alla luce dell'art. 17, comma 2, del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), tale previsione è legittima? Sì, purché connessi all'oggetto dell'affidamento
- Un Comune indice una gara a doppio oggetto per la selezione del socio privato di una società mista pubblico-privata ai sensi dell'articolo 17 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP). Nel bando di gara sono allegati la bozza dello statuto e gli elementi essenziali del contratto di servizio, ma l'amministrazione rinvia la definizione dei patti parasociali a una fase successiva all'aggiudicazione, prevedendo che essi vengano negoziati con l'operatore selezionato prima della costituzione della società. Alla luce del predetto articolo, tale impostazione è legittima? No, perché la bozza degli eventuali accordi parasociali deve essere allegata all'avviso pubblico di gara, al fine di garantire la piena conoscibilità delle regole di governance e la parità di condizioni tra i concorrenti
- Un Comune intende acquisire una partecipazione in un organismo costituito come società semplice, chiedendosi se tale organismo rientri nella nozione di "società" prevista dal Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica. Alla luce dell'art. 2 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP), la società semplice: Rientra nella nozione di "società", in quanto compreso tra gli organismi dei Titoli V e VI, Capo I, del Libro V del codice civile
- Un Comune intende acquisire una partecipazione in una società destinata alla gestione di un servizio di interesse generale. Nel corso dell'istruttoria, il responsabile del procedimento deve verificare l'ordine corretto delle valutazioni giuridiche e amministrative da svolgere affinché la decisione di partecipare sia legittima ai sensi del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (TUSP). Quale delle seguenti sequenze logiche è corretta? Scelta della forma societaria ammessa (art. 3 TUSP), verifica delle finalità e della necessità della partecipazione (art. 4 TUSP), motivazione rafforzata e istruttoria analitica (art. 5 TUSP)
- Un Comune intende costituire una società a partecipazione mista pubblico-privata per la gestione esclusiva dell'impianto di trattamento rifiuti locale. L'amministrazione ha già deliberato che il socio privato dovrà detenere il 40% del capitale e apportare il know-how tecnico necessario. Il Responsabile del Procedimento deve ora stabilire la modalità corretta per selezionare tale partner e affidargli la gestione del servizio. In base all'articolo 17 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), quale iter deve seguire il Comune? Deve indire una procedura di evidenza pubblica che abbia come oggetto, al contempo, la sottoscrizione o l'acquisto della partecipazione societaria da parte del socio privato e l'affidamento del contratto di appalto o di concessione oggetto esclusivo dell'attività della società mista
- Un Comune intende costituire una società mista pubblico-privata per la gestione di un servizio pubblico locale. Nell'iter amministrativo decide di: 1) selezionare con una prima procedura di gara il socio privato cui cedere una quota del capitale della società; 2) successivamente, con una distinta procedura, affidare alla società mista il contratto di appalto o di concessione del servizio. Tale impostazione procedurale è conforme alla disciplina prevista dall'art. 17, comma 1, del D.Lgs. 175/2016 (TUSP)? No, perché l'art. 17 del TUSP impone una gara unica che deve avere a oggetto, al contempo, la sottoscrizione o l'acquisto della partecipazione societaria da parte del socio privato e l'affidamento del contratto di appalto o di concessione oggetto esclusivo dell'attività della società mista
- Un Comune intende entrare nel capitale di una società in accomandata per azioni già costituita con più soci privati e, prima di procedere, deve verificare se tale forma societaria sia compatibile con la partecipazione pubblica. Quale delle seguenti risposte è corretta, ai sensi dell'art. 3 del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (D.Lgs. n. 175/2016)? No, la società in accomandata per azioni non è prevista tra quelle che possono essere partecipate da amministrazioni pubbliche
- Un Comune intende entrare nel capitale di una società in accomandata semplice già costituita con più soci privati e, prima di procedere, deve verificare se tale forma societaria sia compatibile con la partecipazione pubblica. Quale delle seguenti risposte è corretta, ai sensi dell'art. 3 del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (D.Lgs. n. 175/2016)? No, la società in accomandata semplice non è prevista tra quelle che possono essere partecipate da amministrazioni pubbliche
- Un Comune intende partecipare a un organismo costituito in forma di consorzio tra più enti locali. Il responsabile del procedimento si chiede se tali soggetti rientrino nella nozione di "amministrazioni pubbliche" prevista dall'art. 2 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP). Quale tra le seguenti è la risposta corretta? Sì, anche i consorzi sono compresi nella nozione di "amministrazioni pubbliche" ai sensi del TUSP
- Un Comune intende partecipare a una società avente come oggetto sociale lo svolgimento di attività consortili. Il responsabile del procedimento si chiede se tale soggetto rientri nella nozione di "società" prevista dal Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica. Alla luce del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP), è corretto includere anche queste società? Sì, lo prevede espressamente l'art. 2 del TUSP, richiamando l'art. 2615-ter del codice civile
- Un Comune intende procedere alla alienazione di una propria partecipazione societaria detenuta in una società a partecipazione pubblica. Prima di adottare l'atto, l'ente verifica quale sia l'organo competente secondo il Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica. In base all'art. 10 del D.Lgs. n. 175/2016, con quale atto deve essere adottata la decisione? Con deliberazione del Consiglio comunale
- Un Comune intende procedere all'affidamento diretto "in house providing" di un servizio pubblico locale a una società partecipata. Nel corso dell'istruttoria, il responsabile del procedimento rileva che, pur trattandosi di una società a capitale interamente pubblico, lo statuto prevede la possibile presenza di una limitata partecipazione di capitali privati. Il Comune si interroga, quindi, se tale circostanza sia compatibile con le condizioni per l'affidamento in house previste dall'articolo 16, comma 1, del decreto legislativo n. 175/2016 (TUSP). Alla luce della citata disposizione normativa, quale delle seguenti affermazioni è corretta? La partecipazione di capitali privati è ammessa solo se prescritta da norme di legge e purché avvenga in forme che non comportino controllo, potere di veto o l'esercizio di un'influenza determinante sulla società affidataria
- Un Comune intende procedere all'affidamento diretto del servizio di manutenzione del verde pubblico ad una propria società, di cui detiene l'intero capitale. Tuttavia, lo statuto della società viene modificato per permettere l'ingresso di un operatore privato con una quota del 5%, finalizzata esclusivamente all'apporto di know-how tecnologico. Il Responsabile del Procedimento deve verificare se tale assetto sia compatibile con i requisiti della società in house stabiliti dall'articolo 16 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP). Alla luce del predetto articolo, quale delle seguenti affermazioni è corretta? La partecipazione di capitali privati è ammessa solo se prescritta da norme di legge e purché avvenga in forme che non comportino controllo, potere di veto o l'esercizio di un'influenza determinante sulla società
- Un Comune intende procedere all'alienazione di una propria partecipazione societaria detenuta in una società a partecipazione pubblica. Come può essere effettuata tale alienazione, a norma dell'art. 10 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP)? In casi eccezionali, previa deliberazione motivata dell'organo competente che dia analiticamente atto della convenienza economica dell'operazione e della congruità del prezzo di vendita, l'alienazione può essere effettuata mediante negoziazione diretta con un singolo acquirente
- Un Comune partecipa a una società insieme ad altri soci pubblici e privati e ha sottoscritto anche alcuni patti parasociali. L'ente intende ora provvedere alla modifica di tali patti. In base all'art. 7, comma 1, del D.Lgs. n. 175/2016, con quali modalità deve procedere? La modifica dei patti deve essere deliberata dal Consiglio comunale
- Un Comune partecipa al capitale di una società a partecipazione pubblica e deve esercitare i diritti del socio in assemblea (ad esempio per l'approvazione del bilancio o la nomina degli amministratori). L'ente si chiede quale sia il soggetto competente a rappresentarlo. In base all'art. 9 del D.Lgs. n. 175/2016, chi esercita tali diritti? Il Sindaco o un suo delegato
- Un Comune partecipa al capitale di una società insieme ad altri soci pubblici e privati ed è vincolato da specifici patti parasociali. Nel corso di un'assemblea, viene adottata una deliberazione che risulta in contrasto con tali patti. L'amministrazione si chiede quali siano gli effetti di tale contrasto sulla validità della deliberazione societaria. In base all'art. 9 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP), quale risposta è corretta? Il contrasto con i patti parasociali non determina l'invalidità della deliberazione, ferma restando la possibile applicazione delle norme generali di diritto privato sull'invalidità del voto o della deliberazione
- Un Comune partecipa alla costituzione di una società a partecipazione pubblica. A seguito di un controllo successivo, emerge che la società è stata costituita in assenza dell'atto deliberativo di una delle amministrazioni pubbliche partecipanti. In tal caso, quale conseguenza è prevista dall'articolo 7 del decreto legislativo n. 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica)? Le partecipazioni sono liquidate in denaro, sulla base dei criteri stabiliti dall'articolo 2437-ter, secondo comma, e seguendo il procedimento di cui all'articolo 2437-quater del codice civile
- Un Comune partecipa in misura minoritaria a una società a responsabilità limitata che opera sul mercato in regime concorrenziale. La società non è a controllo pubblico e non rientra tra le società in house. Nel corso dell'aggiornamento dello statuto, l'assemblea dei soci si interroga se sia obbligatoria la nomina dell'organo di controllo, tenuto conto delle dimensioni economiche della società. Alla luce del combinato disposto dell'art. 1, comma 3, e dell'art. 3 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), nonché della normativa civilistica vigente, quando è obbligatoria la nomina dell'organo di controllo in una S.r.l. non a controllo pubblico? Solo se ricorrono le condizioni previste dall'art. 2477 del codice civile
- Un Comune procede all'alienazione della propria quota di partecipazione in una società mista pubblico-privata, ma successivamente emerge che l'atto deliberativo presupposto è mancante o invalido. L'ente si chiede quali siano gli effetti giuridici sull'atto di alienazione già perfezionato. Alla luce dell'art. 10 del D.Lgs. n. 175/2016, quale conseguenza si produce? L'atto di alienazione della partecipazione è inefficace
- Un Comune riceve il parere negativo della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti relativo all'acquisizione di una partecipazione societaria per carenza di sostenibilità finanziaria. Nonostante ciò, l'ente ritiene l'operazione indispensabile per ragioni strategiche urgenti e intende procedere ugualmente adottando un'apposita delibera. Può farlo, ai sensi dell'art. 5 del D.Lgs. n. 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica)? Sì, il Comune deve motivare analiticamente, nella delibera, le specifiche ragioni che la portano a discostarsi dal parere negativo e dare pubblicità, nel proprio sito internet istituzionale, a tali ragioni
- Un Comune sta predisponendo il sistema dei controlli sulle proprie società partecipate non quotate e deve organizzare un idoneo sistema informativo, come richiesto dall'art. 147-quater del D.Lgs. 267/2000 (TUEL). Tra i dati che tale sistema deve obbligatoriamente rilevare, rientrano anche i contratti di servizio? Sì, come previsto espressamente dal predetto art. 147-quater
- Un Comune sta valutando la costituzione di una nuova società in forma consortile insieme ad altri enti pubblici del territorio. Durante la verifica della normativa applicabile, viene richiesto all'avvocatura civica a quali soggetti si riferisca l'espressione «amministrazioni pubbliche» utilizzata dal D.Lgs. 175/2016 (Testo Unico sulle società a partecipazione pubblica). Quale tra le seguenti è l'interpretazione corretta? L'espressione non si riferisce soltanto alle amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del D.Lgs. 165/2001, ma include anche i loro consorzi o associazioni istituiti per finalità istituzionali
- Un Comune, che adotta la contabilità finanziaria, ha accantonato € 100.000 per una perdita della sua società partecipata non ripianata. Due anni dopo, la società partecipata riesce a ripianare completamente quella perdita utilizzando le proprie riserve. Cosa succede all'importo accantonato dal Comune, ai sensi dell'art. 21 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP)? L'importo accantonato viene reso disponibile al Comune, in misura corrispondente e proporzionale alla quota di partecipazione
- Un Comune, dopo l'adozione dell'atto deliberativo di costituzione di una nuova società a partecipazione pubblica, provvede alla sua trasmissione alla Corte dei conti, come previsto dall'art. 5 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP). Entro quali termini la Corte dei conti, una volta emesso il proprio parere, deve trasmetterlo al predetto Comune e quali sono gli obblighi di pubblicazione di quest'ultimo? La Corte dei conti trasmette il parere entro cinque giorni dal deposito e il Comune è tenuto a pubblicarlo entro cinque giorni dalla ricezione sul proprio sito istituzionale
- Un Comune, insieme ad altri enti locali della stessa regione, ha approvato l'atto deliberativo per costituire una nuova società a partecipazione pubblica destinata alla gestione integrata dei servizi energetici comunali. Conformemente all'art. 5 del D.Lgs. 175/2016, l'atto deve essere trasmesso anche alla Corte dei conti. Il segretario comunale, tuttavia, chiede quale articolazione della Corte sia competente a esaminare gli atti provenienti dalle regioni, dagli enti locali, dai loro enti strumentali e dalle istituzioni pubbliche di autonomia aventi sede nella regione. La risposta corretta è? La Sezione regionale di controllo
- Un Comune, nel corso dell'analisi annuale dell'assetto complessivo delle partecipazioni societarie prevista dall'art. 20 del decreto legislativo n. 175/2016 (TUSP), rileva di detenere partecipazioni in una società che svolge attività analoghe nel settore della gestione informatica, attività già svolte anche da un'altra società partecipata dall'ente. Alla luce dell'art. 20, comma 2, del D.Lgs. 175/2016, quale delle seguenti azioni risulta coerente con la disciplina sulla razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche? L'adozione di un piano di razionalizzazione volto a eliminare duplicazioni societarie, in quanto l'art. 20, comma 2, lett. c), del D.Lgs. 175/2016 impone l'intervento in presenza di partecipazioni in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle svolte da altre società partecipate o da enti pubblici strumentali
- Un ente locale controlla una società a responsabilità limitata costituita per la gestione di servizi strumentali. Nel corso dell'aggiornamento dello statuto societario, l'ufficio partecipazioni verifica se sia obbligatorio prevedere un sistema di controllo interno e, in particolare, se la normativa consenta di scegliere tra la nomina di un organo di controllo e quella di un revisore, oppure se una delle due soluzioni sia imposta in via esclusiva. Alla luce dell'art. 3 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), quale risposta è corretta? Sì, l'atto costitutivo o lo statuto deve in ogni caso prevedere la nomina dell'organo di controllo o di un revisore
- Un ente locale controlla una società holding a sua volta partecipante in una società operativa, configurando una società a controllo pubblico indiretto. Nel corso del rinnovo degli organi sociali della società operativa, l'ente valuta se nominare nel consiglio di amministrazione alcuni amministratori della società controllante. Tale scelta è compatibile con la disciplina dell'art. 11 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP)? No, tale nomina non è consentita, a meno che siano attribuite agli amministratori della società controllante deleghe gestionali continuative
- Un ente locale ha costituito una società a partecipazione mista pubblico-privata, non qualificabile come organismo di diritto pubblico, per la realizzazione di un'opera pubblica e la gestione del servizio per cui la società è stata specificamente costituita. L'ente intende verificare se, ricorrendo le condizioni previste dall'articolo 17 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP), si possa derogare alla disciplina del Codice dei contratti pubblici per la realizzazione dell'opera pubblica o alla gestione del servizio per cui la società è stata specificamente costituita. Quale delle seguenti condizioni NON è richiesta dal predetto articolo 17 del TUSP ai fini della predetta deroga? L'obbligo che il socio privato realizzi direttamente l'opera o il servizio in misura superiore al 30 per cento del relativo importo
- Un ente locale intende costituire una società a controllo pubblico in forma di società a responsabilità limitata (S.r.l.) per la gestione di un servizio strumentale. Nel predisporre l'atto costitutivo e lo statuto, il segretario generale dell'ente deve verificare se vi sia un obbligo normativo di prevedere un organo di controllo o un revisore, indipendentemente dai limiti dimensionali ordinariamente previsti dal codice civile. In base a quanto stabilito dall'art. 3 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), quale è la risposta corretta? Sì, nelle società a responsabilità limitata a controllo pubblico l'atto costitutivo o lo statuto deve in ogni caso prevedere la nomina dell'organo di controllo o di un revisore
- Un ente locale partecipa a diverse società: 1) una società in house che svolge servizi strumentali per l'ente; 2) una società mista a prevalente capitale privato che opera sul mercato in regime concorrenziale; 3) una società partecipata che emette azioni quotate in mercati regolamentati. Quale delle predette società, a norma del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, è tenuta all'acquisto di lavori, beni e servizi, secondo la disciplina del Codice dei contratti pubblici (già D.Lgs. 50/2016, ora D.Lgs. 36/2023)? La società in house di cui al n. 1)
- Un ente locale partecipa a diverse società: 1) una società in house che svolge servizi strumentali per l'ente; 2) una società mista a prevalente capitale privato che opera sul mercato in regime concorrenziale. Quale delle predette società, a norma del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, è tenuta all'acquisto di lavori, beni e servizi, secondo la disciplina del Codice dei contratti pubblici (già D.Lgs. 50/2016, ora D.Lgs. 36/2023)? La società in house di cui al n. 1)
- Un ente locale partecipa a diverse società: 1) una società in house che svolge servizi strumentali per l'ente; 2) una società partecipata che emette azioni quotate in mercati regolamentati. Quale delle predette società, a norma del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, è tenuta all'acquisto di lavori, beni e servizi, secondo la disciplina del Codice dei contratti pubblici (già D.Lgs. 50/2016, ora D.Lgs. 36/2023)? La società in house di cui al n. 1)
- Un ente locale partecipa a diverse società: 1) una società mista a prevalente capitale privato che opera sul mercato in regime concorrenziale; 2) una società partecipata che emette azioni quotate in mercati regolamentati. Quale delle predette società, a norma del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, è tenuta all'acquisto di lavori, beni e servizi, secondo la disciplina del Codice dei contratti pubblici (già D.Lgs. 50/2016, ora D.Lgs. 36/2023)? Nessuna delle società citate
- Un ente locale sta predisponendo il piano di razionalizzazione delle proprie partecipazioni societarie e, nel corso dell'istruttoria, il dirigente del Settore Partecipazioni deve definire i criteri guida da seguire nell'applicazione delle disposizioni del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica. A riguardo, il candidato indichi quali delle seguenti affermazioni sono conformi al disposto dell'art. 1 del D.Lgs. 175/2016: 1) Le disposizioni contenute nel TUSP sono applicate avendo riguardo all'efficiente gestione delle partecipazioni pubbliche; 2) Le disposizioni contenute nel TUSP sono applicate avendo riguardo alla tutela e promozione della concorrenza e del mercato; 3) Le disposizioni contenute nel TUSP sono applicate avendo riguardo alla razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica. Tutte e tre le affermazioni
- Un ente locale sta valutando la possibilità di partecipare al capitale di una società in nome collettivo già esistente. Prima di procedere, viene richiesto all'istruttore responsabile del procedimento di verificare se la forma societaria sia compatibile con la partecipazione pubblica. Alla luce dell'art. 3 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP) è consentita la partecipazione nella predetta società? No, la società in nome collettivo non è prevista tra quelle che possono essere partecipate da amministrazioni pubbliche
- Un ente locale, nel corso dell'analisi annuale dell'assetto complessivo delle partecipazioni societarie prevista dall'articolo 20 del decreto legislativo n. 175/2016 (TUSP), rileva, dalla disamina dei dati economico-finanziari di una società partecipata, che la stessa ha conseguito, nel triennio precedente, un fatturato medio pari a 850.000 euro. Secondo quanto stabilito dalla disciplina sulla razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche prevista dallo stesso articolo, quale delle seguenti conseguenze è corretta? L'ente deve adottare obbligatoriamente un piano di razionalizzazione, in quanto il fatturato medio registrato nel triennio precedente è non superiore a un milione di euro, come prescritto dall'art. 20, comma 2, lett. d), del TUSP
- Un ente pubblico controlla una società per azioni che opera nel settore dei servizi pubblici locali. Nel corso della revisione dello statuto societario, l'ufficio partecipazioni è chiamato a verificare se, in base al Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (TUSP), sia necessario prevedere in ogni caso nello statuto o nell'atto costitutivo la nomina dell'organo di controllo o di un revisore. Alla luce dell'art. 3 del D.Lgs. 175/2016 e della disciplina vigente, quale risposta è quella corretta? No, tale obbligo riguarda esclusivamente le società a responsabilità limitata a controllo pubblico
- Un ente pubblico controlla una società per azioni operante nel settore dei servizi pubblici locali. In vista della revisione dello statuto societario, il consiglio di amministrazione si interroga se la nomina dell'organo di controllo (collegio sindacale o sindaco unico) sia obbligatoria oppure se possa essere rimessa alla discrezionalità statutaria, tenuto conto che la società non è qualificabile come in house. Alla luce del combinato disposto dell'art. 1, comma 3, e dell'art. 3 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), nonché della normativa civilistica vigente, quale delle seguenti affermazioni è corretta? L'organo di controllo è sempre obbligatorio per tutte le società per azioni, ai sensi degli articoli 2397 e ss. del codice civile
- Un ente pubblico controllante rileva che una propria società in house ha superato il limite dell'80% del fatturato realizzato con gli enti pubblici soci, in violazione dell'art. 16 del D.Lgs. n. 175/2016. La società, entro tre mesi dalla manifestazione dell'irregolarità, decide di rinunciare agli affidamenti diretti, sciogliendo i relativi rapporti contrattuali, al fine di sanare la violazione. Alla luce dell'art. 16, comma 5, del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, entro quale termine l'ente o gli enti pubblici soci devono riaffidare le attività precedentemente svolte dalla società in house mediante procedure competitive disciplinate dal Codice dei contratti pubblici? Entro i sei mesi successivi allo scioglimento del rapporto contrattuale
- Un ente pubblico non economico sta per costituire una società a controllo pubblico con la partecipazione di altri enti locali e valuta il tipo societario da adottare. Gli enti interessati si chiedono, in particolare, per quali società vige il divieto, ai sensi dell'art. 11 del D.Lgs. 175/2016, di affidare l'amministrazione disgiuntamente o congiuntamente a due o più soci, in deroga all'art. 2475, terzo comma, del codice civile. Quale è la risposta corretta tra le seguenti? Per le società a controllo pubblico costituite in forma di società a responsabilità limitata
- Un ente pubblico partecipa al capitale di diverse società, tra cui: una società in house che svolge servizi strumentali per l'amministrazione; una società per azioni quotata in un mercato regolamentato, nella quale l'ente detiene una partecipazione minoritaria. A seguito di condotte gestionali che hanno arrecato un pregiudizio economico, l'ente deve verificare la competenza per le azioni relative al danno erariale causato dagli amministratori e dai dipendenti delle società partecipate, secondo quanto previsto dal Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica. In base all'art. 12 del D.Lgs. 175/2016, per quali società è espressamente salva la giurisdizione della Corte dei conti per le predette azioni? Per le società in house
- Un ente pubblico partecipa al capitale di una società partecipata che opera nel settore dei servizi pubblici. A seguito di una gestione ritenuta non conforme ai doveri di diligenza, emergono profili di responsabilità a carico sia dei componenti degli organi di amministrazione e controllo, sia dei rappresentanti dell'ente partecipante che hanno esercitato i diritti di socio. A riguardo, indichi il candidato quali delle seguenti affermazioni sono conformi alla disciplina dell'articolo 12 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP): 1) I componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società partecipate sono soggetti alle azioni civili di responsabilità previste dalla disciplina ordinaria delle società di persone; 2) Resta salva la giurisdizione della Corte dei conti per il danno erariale causato dagli amministratori e dai dipendenti delle società in house. La n. 2)
- Un ente pubblico partecipa al capitale di una società partecipata che opera nel settore dei servizi pubblici. A seguito di una gestione ritenuta non conforme ai doveri di diligenza, emergono profili di responsabilità a carico sia dei componenti degli organi di amministrazione e controllo, sia dei rappresentanti dell'ente partecipante che hanno esercitato i diritti di socio. A riguardo, indichi il candidato quali delle seguenti affermazioni sono conformi alla disciplina dell'articolo 12 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP): 1) È devoluta alla Corte dei conti, nei limiti della quota di partecipazione pubblica, la giurisdizione sulle controversie in materia di danno erariale di cui al comma 2 del predetto articolo; 2) I componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società partecipate sono soggetti alle azioni civili di responsabilità previste dalla disciplina ordinaria delle società di persone. La n. 1)
- Un ente pubblico partecipa al capitale di una società partecipata che opera nel settore dei servizi pubblici. A seguito di una gestione ritenuta non conforme ai doveri di diligenza, emergono profili di responsabilità a carico sia dei componenti degli organi di amministrazione e controllo, sia dei rappresentanti dell'ente partecipante che hanno esercitato i diritti di socio. A riguardo, indichi il candidato quali delle seguenti affermazioni sono conformi alla disciplina dell'articolo 12 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP): 1) È devoluta alla Corte dei conti, nei limiti della quota di partecipazione pubblica, la giurisdizione sulle controversie in materia di danno erariale di cui al comma 2 del predetto articolo; 2) I componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società partecipate sono soggetti alle azioni civili di responsabilità previste dalla disciplina ordinaria delle società di persone; 3) Resta salva la giurisdizione della Corte dei conti per il danno erariale causato dagli amministratori e dai dipendenti delle società in house. La n. 1) e la n. 3)
- Un ente pubblico partecipa al capitale di una società partecipata. Nel corso del tempo, a seguito di scelte assunte dai rappresentanti dell'ente in assemblea - rivelatesi gravemente imprudenti - il valore della partecipazione risulta significativamente compromesso. Dall'istruttoria emerge che tali decisioni sono state adottate con colpa grave, pur in assenza di un danno patrimoniale immediatamente quantificabile in termini contabili. L'ente si chiede se, in base all'art. 12 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), tale condotta possa integrare una fattispecie di danno erariale, rilevante ai fini della responsabilità innanzi alla Corte dei conti. Quale è la risposta corretta? Sì, costituisce danno erariale anche il danno non patrimoniale, subito dagli enti partecipanti per effetto della predetta condotta
- Un ente pubblico partecipa al capitale di una società partecipata. Nell'ambito di alcune assemblee societarie, i rappresentanti dell'ente assumono decisioni che, successivamente, si rivelano gravemente pregiudizievoli per il valore della partecipazione detenuta, determinando un danno - anche non immediatamente quantificabile in termini patrimoniali. L'ente valuta se tale pregiudizio possa integrare una fattispecie di danno erariale, rilevante ai fini della responsabilità innanzi alla Corte dei conti. Secondo quanto dispone l'art. 12 del D.Lgs. 175/2016, il danno patrimoniale o non patrimoniale subito dagli enti partecipanti costituisce danno erariale se il pregiudizio al valore della partecipazione è stato causato: Con dolo o colpa grave
- Un ente pubblico sta rivedendo complessivamente il proprio portafoglio di partecipazioni societarie. Nel patrimonio dell'ente figurano: partecipazioni dirette in società a totale e parziale capitale pubblico; partecipazioni indirette, detenute tramite una holding pubblica; società partecipate che svolgono attività strumentali e società che operano sul mercato. Nel corso dell'istruttoria, il dirigente del servizio partecipazioni si chiede se il Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica si applichi solo ad alcune tipologie di partecipazioni oppure all'intero perimetro delle partecipazioni detenute dall'amministrazione. Secondo quanto previsto dall'art. 1 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), qual è l'affermazione corretta? Le disposizioni del TUSP hanno a oggetto anche l'acquisto, il mantenimento e la gestione di partecipazioni, da parte di amministrazioni pubbliche, in società a totale o parziale partecipazione pubblica, diretta o indiretta
- Un funzionario del Ministero dell'economia e delle finanze è incaricato di programmare un'attività ispettiva ai sensi dell'art. 6, comma 3, del decreto-legge n. 95/2012, come richiamato dall'art. 15 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP). Nel definire l'ambito soggettivo dei controlli, il funzionario deve individuare correttamente quali società possano essere assoggettate ai poteri ispettivi con riferimento agli obblighi previsti dal TUSP. Nei confronti di quali soggetti possono essere esercitati tali poteri ispettivi? Di tutte le società a partecipazione pubblica, indipendentemente dalla percentuale di capitale pubblico detenuta e dal controllo pubblico
- Un Ministero intende procedere alla costituzione di una nuova società a partecipazione pubblica, operante in un settore di interesse strategico nazionale. Nel corso dell'istruttoria, si rende necessario individuare la corretta forma dell'atto deliberativo con cui l'amministrazione statale deve autorizzare la partecipazione societaria, ai sensi dell'articolo 7 del decreto legislativo n. 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica). Quale atto deve essere adottato? Un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con gli altri Ministri competenti e soggetto a registrazione della Corte dei conti
- Un soggetto viene proposto come componente dell'organo di amministrazione di una società a controllo pubblico regionale ed è anche titolare di un incarico dirigenziale in un'amministrazione locale. L'ente si chiede se si applichi la disciplina dell'art. 12 del D.Lgs. 39/2013, in materia d'incompatibilità tra incarichi dirigenziali interni e esterni e cariche di componenti degli organi di indirizzo nelle amministrazioni statali, regionali e locali. Quale è la risposta corretta, in base all'art. 11 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP)? La disciplina dell'art. 12 del D.Lgs. 39/2013 si applica alle società a controllo pubblico, in quanto tale disposizione è espressamente richiamata dall'art. 11 del TUSP
- Una Città metropolitana detiene una partecipazione in una società quotata in borsa e in una sua società controllata. L'ente si chiede se debba applicare anche a tali organismi il sistema dei controlli sulle società partecipate non quotate previsto dall'art. 147-quater del D.Lgs. 267/2000 (TUEL). Qual è la risposta corretta? No, perché sono escluse dall'applicazione dell'art. 147-quater le società quotate e le loro controllate, ai sensi dell'art. 2359 codice civile
- Una Città metropolitana svolge alcuni servizi attraverso due società partecipate non quotate, tra cui una società in house per il trasporto pubblico locale e una mista pubblico-privata per la gestione delle strutture sportive. A fine esercizio, il dirigente del servizio finanziario deve predisporre il bilancio consolidato che rilevi in modo integrato i risultati complessivi della gestione dell'ente e delle sue partecipate. Tale bilancio è redatto ai sensi dell'art. 147-quater del D.Lgs. 267/2000 (TUEL): Secondo il principio della competenza economica
- Una Città metropolitana, intendendo costituire una società a partecipazione pubblica con altre amministrazioni pubbliche, si chiede se rientri tra gli enti locali ai quali si applicano le disposizioni del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (D.Lgs. n. 175/2016). Alla luce dell'art. 2 del TUSP, qual è la risposta corretta? Sì, la Città metropolitana è compresa tra gli enti locali a cui si applicano le disposizioni del TUSP
- Una Provincia approva un atto di acquisizione di una partecipazione in una società e lo trasmette all'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM). L'Autorità emette un parere motivato segnalando violazioni delle norme a tutela della concorrenza. Trascorsi sessanta giorni dalla comunicazione del parere, l'amministrazione provinciale non si conforma. In base al combinato disposto dell'art. 5 del D.Lgs. n. 175/2016 e dell'art. 21-bis della Legge n. 287/1990, quale azione può intraprendere l'AGCM? Può presentare, tramite l'Avvocatura dello Stato, ricorso entro i successivi trenta giorni al Tribunale amministrativo regionale
- Una Provincia partecipa al 15% in una società non a controllo pubblico e si interroga se in tale posizione debba proporre alla società di adottare misure analoghe a quelle previste dall'art. 11, commi 6 e 10, del D.Lgs. 175/2016 (in materia di limiti ai compensi e razionalizzazione della governance). Quale è la risposta corretta? Sì, la Provincia è obbligata nel caso di specie a proporre alla società l'adozione di misure analoghe a quelle previste dall'art. 11, commi 6 e 10, del D.Lgs. 175/2016
- Una Regione controlla una società holding, la quale a sua volta esercita il controllo su una società operativa, configurando una società a controllo pubblico indiretto. Nel corso del rinnovo del consiglio di amministrazione della società operativa, la Regione valuta la possibilità di nominare nel CdA un amministratore della società controllante. L'ufficio legale regionale è chiamato a verificare se tale nomina sia compatibile con la disciplina dell'art. 11 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP). In base alla predetta disciplina, tale nomina è possibile? No, a meno che la nomina risponda all'esigenza di rendere disponibili particolari e comprovate competenze tecniche o di favorire la direzione e coordinamento
- Una Regione partecipa a una società a controllo pubblico che gestisce un servizio di interesse generale sulla base di un contratto di servizio. La società ha registrato perdite strutturali negli ultimi esercizi e, in considerazione del divieto di soccorso finanziario previsto dall'articolo 14 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), l'ente si interroga sulla possibilità di effettuare trasferimenti straordinari a favore della partecipata. Alla luce del predetto articolo, in quale caso tali trasferimenti sono comunque consentiti? Quando i trasferimenti sono effettuati a fronte di contratti di servizio o di programma relativi a servizi di pubblico interesse, purché le misure indicate siano contemplate in un piano di risanamento, approvato dall'autorità competente, che contempli il raggiungimento dell'equilibrio finanziario entro tre anni
- Una Regione sta valutando di acquistare una partecipazione in una società già costituita che opera nel settore delle energie rinnovabili. Durante l'istruttoria, emerge che la società è quotata in un mercato regolamentato. Il dirigente del settore partecipazioni viene interpellato per sapere se, in questo caso, le regole previste dall'art. 8 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP) trovino applicazione anche per le società quotate. Quale è la risposta che correttamente deve essere data dal dirigente? Le disposizioni del predetto articolo si applicano anche alle società quotate, unicamente nei casi in cui l'operazione comporti l'acquisto della qualità di socio
- Una società a controllo pubblico chiude il bilancio con risultati negativi imputabili alla responsabilità dell'amministratore. Il socio pubblico si interroga sulle conseguenze di tale responsabilità con riferimento al compenso dello stesso amministratore. Nella fattispecie in questione dispone l'art. 11 del D.Lgs. 175/2016 che: La parte variabile della remunerazione non potrà essere corrisposta
- Una società a controllo pubblico partecipata da un ente locale sta valutando una riforma della propria governance per far fronte a una crescente complessità organizzativa. In particolare, l'assemblea dei soci ipotizza di adottare il modello dualistico, affidando l'amministrazione a un consiglio di gestione e il controllo a un consiglio di sorveglianza, ai sensi degli articoli 2409-octies e seguenti del codice civile. Secondo quanto disposto dall'art. 11 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), è possibile adottare il sistema dualistico nelle società a controllo pubblico? Sì, con delibera motivata con riguardo a specifiche ragioni di adeguatezza organizzativa e tenendo conto delle esigenze di contenimento dei costi
- Una società a controllo pubblico sta rivedendo il proprio statuto e si chiede quali sono le clausole obbligatorie che devono essere inserite nel predetto atto societario fondamentale per allinearlo alle prescrizioni dell'articolo 11 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP). Il candidato indichi a riguardo quale delle seguenti affermazioni è conforme al predetto articolo: Lo statuto societario deve prevedere il divieto di istituire organi diversi da quelli previsti dalle norme generali in tema di società
- Una società a controllo pubblico svolge contemporaneamente attività economiche protette da diritti speciali o esclusivi e attività in regime di economia di mercato. Ai sensi dell'articolo 6, comma 1, del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP), e in deroga all'obbligo di separazione societaria previsto dalla legge antitrust (L. 287/1990), quale misura organizzativa e contabile è tenuta obbligatoriamente ad adottare la società? Deve adottare sistemi di contabilità separata per le attività oggetto di diritti speciali o esclusivi e per ciascuna delle altre attività svolte
- Una società a controllo pubblico, titolare di affidamenti diretti per la gestione di un servizio pubblico locale, viene dichiarata fallita. A seguito della pronuncia, l'ente pubblico controllante valuta se possa costituire una nuova società oppure acquisire o mantenere partecipazioni in altre società che svolgano i medesimi servizi precedentemente affidati alla società fallita. Alla luce dell'art. 14 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP), per quale periodo temporale opera il divieto di costituire nuove società o di acquisire/mantenere partecipazioni in società che gestiscano i medesimi servizi? Nei cinque anni successivi alla dichiarazione di fallimento
- Una società a controllo pubblico, titolare di affidamenti diretti per la gestione di un servizio pubblico locale, viene dichiarata fallita. Nei mesi successivi, l'ente pubblico controllante valuta la possibilità di costituire una nuova società o di acquisire una partecipazione in un'altra società già esistente per affidarle lo stesso servizio precedentemente svolto dalla società fallita. Alla luce dell'art. 14 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), quale delle seguenti affermazioni è corretta? L'amministrazione controllante non può costituire nuove società né acquisire o mantenere partecipazioni in società che gestiscano i medesimi servizi per i cinque anni successivi alla dichiarazione di fallimento
- Una società a partecipazione pubblica operante nel settore industriale, che occupa un numero elevato di dipendenti e presenta dimensioni rilevanti, entra in una situazione di grave insolvenza. L'ente pubblico socio si interroga se, oltre alle ordinarie procedure concorsuali, possa trovare applicazione anche la disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, considerata la natura pubblica della partecipazione. Alla luce dell'art. 14 del D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 175 (TUSP), quale delle seguenti risposte è corretta? Sì, le società a partecipazione pubblica sono soggette anche alla disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza di cui al d.lgs. n. 270/1999, ove ne ricorrano i presupposti
- Una società a responsabilità limitata in house, interamente partecipata da uno o più enti pubblici, è in fase di revisione dello statuto per adeguare il proprio assetto organizzativo al D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP), al fine di rafforzare l'esercizio del controllo analogo da parte degli enti soci. Nel corso dell'istruttoria, si valuta se lo statuto della società possa attribuire particolari diritti direttamente all'ente o agli enti pubblici soci, in deroga alla disciplina ordinaria, per garantire un più incisivo potere di indirizzo e controllo. In base all'art. 16, comma 2, del TUSP e delle disposizioni del codice civile applicabili alle S.r.l., quale delle seguenti affermazioni è corretta? Lo statuto delle società a responsabilità limitata in house può prevedere l'attribuzione di particolari diritti all'ente o agli enti pubblici soci, ai sensi dell'art. 2468, terzo comma, del codice civile
- Una società controllata da un Comune deve rinnovare il proprio organo amministrativo e si sta valutando se adottare un consiglio di amministrazione composto da tre o cinque membri. Il Comune si chiede quale sia l'organo competente ad assumere tale decisione. In base all'art. 11 del D.Lgs. n. 175/2016, chi può disporre questa scelta? L'assemblea dei soci
- Una società in house controllata da un Comune, in prossimità della scadenza del collegio sindacale, si interroga se la disciplina della proroga degli organi prevista dal D.L. n. 293/1994, come richiamata dal Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, si applichi anche agli organi di controllo, oltre che a quelli di amministrazione. L'Avvocatura civica è chiamata a verificare il perimetro soggettivo di applicazione della norma. In base all'art. 11 del D.Lgs. 175/2016, a quali organi si applica la disciplina della "prorogatio" nelle società in house? Agli organi di amministrazione e controllo
- Una società in house ha superato il limite dell'80% del fatturato svolto in favore degli enti pubblici soci. Per sanare l'irregolarità, entro tre mesi rinuncia agli affidamenti diretti, sciogliendo i relativi rapporti contrattuali. Gli enti soci avviano quindi le procedure di gara per il riaffidamento delle attività secondo il Codice dei contratti pubblici. Nelle more dello svolgimento delle procedure competitive e fino alla loro conclusione, come sono forniti i beni o i servizi precedentemente affidati alla società in house, ai sensi dell'art. 16 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP)? Continueranno ad essere forniti dalla stessa società
- Una società in house perde i requisiti per l'affidamento diretto perché gli enti soci decidono di non rinnovare i contratti di servizio e di procedere a gare pubbliche. Nel relativo statuto e nei patti parasociali sono presenti clausole speciali finalizzate a garantire il controllo analogo ai sensi dell'art. 16 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP). Che effetto produce la cessazione degli affidamenti diretti su tali clausole? Esse perdono efficacia ex lege
- Una società in house, partecipata da più amministrazioni pubbliche, intende disciplinare in modo stabile e duraturo l'esercizio del controllo analogo congiunto. A tal fine, gli enti soci valutano la stipula di patti parasociali che regolino in modo vincolante le decisioni strategiche e gestionali della società. Alla luce dell'art. 16 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP) e delle disposizioni del codice civile, quale delle seguenti affermazioni è corretta? I patti parasociali funzionali all'esercizio del controllo analogo possono avere una durata superiore a cinque anni, in deroga all'art. 2341-bis del codice civile
- Una società partecipata da Comune è chiamata a rispondere di una gestione che ha prodotto un danno erariale. Al fine di valutare l'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori, viene richiesto all'Avvocatura civica se la giurisdizione sia devoluta alla Corte dei conti e in quale misura, tenuto conto che la partecipazione pubblica non è totalitaria. Secondo quanto previsto dall'art. 12 del D.Lgs. 175/2016, quale è la risposta corretta? Sì, la giurisdizione è devoluta alla Corte dei conti, nei limiti della quota di partecipazione pubblica
- Una società partecipata da un Comune deve stipulare un contratto con un ente pubblico economico e si chiede se tale soggetto rientri tra le "amministrazioni pubbliche" ai fini dell'applicazione del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (D.Lgs. n. 175/2016)? Sì, è compresa espressamente nella definizione di "amministrazioni pubbliche" data dall'art. 2 del TUSP
- Una società partecipata da un ente locale deve applicare le disposizioni del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica nei rapporti con una Autorità di sistema portuale e si chiede se tale soggetto rientri nella nozione di "amministrazioni pubbliche". Alla luce delle definizioni contenute nell'art. 2 del D.Lgs. n. 175/2016, qual è la risposta corretta? Sì, le Autorità di sistema portuale rientrano tra le "amministrazioni pubbliche" ai sensi dell'art. 2 del D.Lgs. 175/2016
- Una società partecipata da un'amministrazione statale che gestisce un servizio di pubblico interesse essenziale ha registrato perdite di esercizio per tre esercizi consecutivi, ricadendo nel divieto di soccorso finanziario previsto dall'articolo 14 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP). Nel frattempo, si manifestano gravi e imminenti pericoli per la sicurezza pubblica, l'ordine pubblico e la sanità, tali da mettere a rischio la continuità del servizio. L'amministrazione interessata richiede quindi l'autorizzazione a intervenire con aumenti di capitale, trasferimenti straordinari, aperture di credito e rilascio di garanzie a favore della società. Secondo il predetto articolo, da chi e con quale atto possono essere autorizzati tali interventi in deroga al divieto di soccorso finanziario? Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con gli altri Ministri competenti
- Una società partecipata e controllata da un Comune vuole passare dall'amministratore unico a un consiglio di amministrazione composto da tre membri. In base all'art. 11 del D.Lgs. 175/2016, chi può disporre tale scelta? L'assemblea dei soci
- Una società per azioni in house, interamente partecipata da un Comune, è destinataria di affidamenti diretti per la gestione di servizi strumentali. Nel corso dell'adeguamento statutario richiesto dall'amministrazione controllante, emerge l'esigenza di rafforzare l'assetto organizzativo della società al fine di garantire l'effettivo esercizio del controllo analogo. In particolare, l'ufficio "Partecipazioni" del Comune valuta se lo statuto della società possa introdurre clausole che incidano sull'ordinaria ripartizione delle competenze tra organi societari, derogando alle disposizioni del codice civile in materia di amministrazione e controllo delle società per azioni. Alla luce dell'art. 16, comma 2, del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), quale delle seguenti affermazioni è corretta? Lo statuto può contenere clausole in deroga sia all'art. 2380-bis sia all'art. 2409-novies del codice civile, nei limiti funzionali all'esercizio del controllo analogo
- Un'amministrazione pubblica costituisce una società a partecipazione mista pubblico-privata, non qualificabile come organismo di diritto pubblico, al fine della realizzazione di un'opera pubblica e della gestione del servizio per il quale la società è stata specificamente costituita, senza collocazione sul mercato in regime di concorrenza. Nel corso dell'istruttoria, l'ente valuta se, ricorrendo determinate condizioni, non trovi applicazione la disciplina del Codice dei contratti pubblici, ai sensi dell'articolo 17 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP). Alla luce della norma citata, quali delle seguenti condizioni devono ricorrere affinché sia legittima la deroga all'applicazione del Codice dei contratti pubblici: 1) La scelta del socio privato deve essere avvenuta nel rispetto di procedure di evidenza pubblica; 2) La società deve provvedere in via diretta alla realizzazione dell'opera o del servizio in misura non superiore al 50 per cento del relativo importo; 3) Il socio privato deve essere in possesso dei requisiti di qualificazione previsti dalla normativa di settore in relazione alla prestazione per cui la società è stata costituita. La n. 1) e la n. 3)
- Un'amministrazione pubblica detiene partecipazioni nelle seguenti società: 1) una società in house affidataria di servizi strumentali; 2) una società che opera come istituto di credito. Tutte le due società hanno registrato perdite di esercizio consecutive negli ultimi tre esercizi. In applicazione dell'articolo 14 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), l'amministrazione valuta se possa rilasciare garanzie a favore di tali società o se operi il divieto di soccorso finanziario. In base al citato articolo, quali società sono escluse dall'applicazione del predetto divieto? La società di cui al n. 2)
- Un'amministrazione pubblica detiene partecipazioni nelle seguenti società: 1) una società in house affidataria di servizi strumentali; 2) una società quotata in mercati regolamentati; 3) una società che opera come istituto di credito. Tutte le tre società hanno registrato perdite di esercizio consecutive negli ultimi tre esercizi. In applicazione dell'articolo 14 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), l'amministrazione valuta se possa rilasciare garanzie a favore di tali società o se operi il divieto di soccorso finanziario. In base al citato articolo, quale delle tre società sono escluse dall'applicazione del predetto divieto? Le società di cui al n. 2) e al n. 3)
- Un'amministrazione pubblica detiene partecipazioni nelle seguenti società: 1) una società in house affidataria di servizi strumentali; 2) una società quotata in mercati regolamentati. Tutte le due società hanno registrato perdite di esercizio consecutive negli ultimi tre esercizi. In applicazione dell'articolo 14 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), l'amministrazione valuta se possa rilasciare garanzie a favore di tali società o se operi il divieto di soccorso finanziario. In base al citato articolo, quali società sono escluse dall'applicazione del predetto divieto? Le società di cui al n. 2)
- Un'amministrazione pubblica detiene partecipazioni nelle seguenti società: 1) una società quotata in mercati regolamentati; 2) una società che opera come istituto di credito. Tutte le due società hanno registrato perdite di esercizio consecutive negli ultimi tre esercizi. In applicazione dell'articolo 14 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), l'amministrazione valuta se possa rilasciare garanzie a favore di tali società o se operi il divieto di soccorso finanziario. In base al citato articolo, quali società sono escluse dall'applicazione del predetto divieto? Entrambe le società
- Un'amministrazione pubblica detiene una partecipazione in una società quotata e, nell'ambito della gestione di tale partecipazione, si interroga sull'applicabilità delle regole previste dall'articolo 9 del decreto legislativo n. 175/2016, relativo alla gestione delle partecipazioni pubbliche (patti parasociali, esercizio dei diritti del socio pubblico, effetti delle deliberazioni). Alla luce della predetta norma, quale delle seguenti affermazioni è corretta? Le disposizioni dell'articolo 9 del D.Lgs. 175/2016 si applicano anche alle partecipazioni detenute dalle pubbliche amministrazioni in società quotate
- Un'amministrazione pubblica sta predisponendo il piano di razionalizzazione delle proprie partecipazioni societarie e, nel corso dell'istruttoria, il dirigente competente deve definire i criteri guida da seguire nell'applicazione delle disposizioni del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica. A riguardo, l'art. 1 del D.Lgs. 175/2016 dispone che le disposizioni del predetto TUSP sono applicate avendo riguardo: All'efficiente gestione delle partecipazioni pubbliche, alla tutela e promozione della concorrenza e del mercato, nonché alla razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica
- Un'amministrazione pubblica sta valutando la possibilità di costituire una nuova società per la gestione di un servizio di interesse pubblico, in alternativa all'affidamento a operatori già esistenti. Nel corso dell'istruttoria preliminare, il responsabile del procedimento si chiede se la costituzione di una nuova società sia disciplinata dal Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, oppure se esso disciplini esclusivamente la gestione di partecipazioni già esistenti. In base a quanto previsto dall'art. 1 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), quale delle seguenti risposte è corretta? Le disposizioni del TUSP hanno a oggetto anche la costituzione di società da parte di amministrazioni pubbliche
- Uno dei requisiti previsti dall'art. 16 del D.Lgs. 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica) è che la società in house deve svolgere la parte più importante della propria attività a favore dell'ente o degli enti pubblici soci. Tale requisito dell'attività prevalente è soddisfatto quando: Oltre l'80% del fatturato è realizzato nello svolgimento dei compiti affidati dall'ente pubblico o dagli enti pubblici soci



Home
Quiz concorsi
Bandi
Banche dati
Esami e abilitaz.
Patente nautica
Patente di guida
Medicina
Download
Forum
Registrati
Facebook
FAQ
Chi siamo?
Contatti
Login
Registrati