Elenco in ordine alfabetico delle domande di Societa partecipazione pubblica
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- Nel caso di adozione della motivata deliberazione dell'assemblea contemplata dall'art. 11 del decreto legislativo n. 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica), con cui sia stato disposto che la società a controllo pubblico sia amministrata da un consiglio di amministrazione, il numero dei componenti: Non può essere superiore a cinque
- Nel caso in cui un contratto di lavoro di un dipendente di una società a controllo pubblico sia stato dichiarato nullo ai sensi dell'art. 19, comma 4, del TUSP per mancata adozione delle prescritte procedure di reclutamento, quale tutela è prevista per il lavoratore? Si applica l'articolo 2126 del codice civile ai fini retributivi, garantendo il diritto alla retribuzione per la prestazione di lavoro effettivamente svolta
- Nel caso in cui un'amministrazione pubblica titolare di partecipazioni di controllo in una società intenda reinternalizzare un servizio precedentemente affidato alla stessa società, quale obbligo preliminare pone l'art. 19, comma 8, del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP), in materia di reclutamento di personale? L'obbligo di procedere, prima di poter effettuare nuove assunzioni, al riassorbimento delle unità di personale già dipendenti a tempo indeterminato da amministrazioni pubbliche e transitate alle dipendenze della società interessata dal processo di reinternalizzazione
- Nel corso della predisposizione della documentazione di bilancio, una società a controllo pubblico adempie all'obbligo previsto dall'articolo 6 del decreto legislativo n. 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica), avendo elaborato specifici programmi di valutazione del rischio di crisi aziendale. Secondo il predetto articolo, nell'ambito di quale documento societario tali programmi devono essere portati a conoscenza del competente organo societario? Nella relazione annuale sul governo societario
- Nel corso della ricognizione annuale delle partecipazioni societarie, un'amministrazione pubblica rileva le seguenti situazioni: 1) la società partecipata Alfa ha conseguito, nel triennio precedente, un fatturato medio inferiore a un milione di euro; 2) la società partecipata Beta, diversa da quelle costituite per la gestione di un servizio di interesse generale, ha registrato risultati economici negativi per tre esercizi consecutivi precedenti; 3) la società partecipata Gamma ha un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti. Alla luce dell'articolo 20 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP), quali delle predette situazioni rilevate comportano l'obbligo di adottare un piano di razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche? Le situazioni di cui ai punti n. 1) e n. 3)
- Nel corso della ricognizione annuale delle partecipazioni societarie, un'amministrazione pubblica rileva le seguenti situazioni: 1) la società partecipata Delta ha conseguito, nel biennio precedente, un fatturato medio inferiore a due milioni di euro; 2) la società partecipata Lambda necessita di contenere i costi di funzionamento; 3) la società partecipata Omega risulta priva di dipendenti. Alla luce dell'articolo 20 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP), quali delle predette situazioni rilevate comportano l'obbligo di adottare un piano di razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche? Le situazioni di cui ai punti n. 2) e n. 3)
- Nel corso dell'analisi annuale dell'assetto complessivo delle partecipazioni societarie prevista dall'art. 20 del decreto legislativo n. 175/2016 (TUSP), un Comune rileva di detenere una partecipazione in una società che presenta la seguente situazione strutturale: un amministratore unico e un solo dipendente. In base alla disciplina sulla razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche, quale delle seguenti affermazioni è corretta? La situazione non costituisce presupposto obbligatorio per l'adozione di un piano di razionalizzazione, in quanto l'art. 20, comma 2, lett. b), del D.Lgs. 175/2016 prevede tale obbligo esclusivamente in presenza di società prive di dipendenti o con un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti
- Nel corso dell'analisi annuale dell'assetto complessivo delle partecipazioni societarie prevista dall'art. 20 del decreto legislativo n. 175/2016 (TUSP), un Comune rileva di detenere una partecipazione in una società in house che ha tre unità di personale dipendente e un consiglio di amministrazione composto da cinque membri. In base alla disciplina sulla razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche contenuta nella predetta disposizione del TUSP, quale delle seguenti affermazioni è corretta? La situazione costituisce presupposto obbligatorio per l'adozione di un piano di razionalizzazione, in quanto l'art. 20, comma 2, lett. b), del D.Lgs. 175/2016 impone tale obbligo in presenza di società con un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti
- Nel corso dell'analisi annuale dell'assetto complessivo delle partecipazioni societarie prevista dall'art. 20 del decreto legislativo n. 175/2016 (TUSP), un Comune rileva di detenere una partecipazione in una società in house che non ha personale dipendente e presenta un consiglio di amministrazione composto da tre membri. In base alla disciplina sulla razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche, quale delle seguenti affermazioni è corretta? La situazione costituisce presupposto obbligatorio per l'adozione di un piano di razionalizzazione, in quanto l'art. 20, comma 2, lett. b), del D.Lgs. 175/2016 impone tale obbligo in presenza di società prive di dipendenti o con un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti
- Nel corso dell'analisi annuale dell'assetto complessivo delle partecipazioni societarie prevista dall'art. 20 del decreto legislativo n. 175/2016 (TUSP), un Comune rileva di detenere una partecipazione in una società in house che non ha personale dipendente e presenta un consiglio di amministrazione composto da tre membri. In base alla disciplina sulla razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche, quale delle seguenti affermazioni è corretta? La situazione costituisce presupposto obbligatorio per l'adozione di un piano di razionalizzazione, in quanto l'art. 20, comma 2, lett. b), del D.Lgs. 175/2016 impone tale obbligo in presenza di società prive di dipendenti o con un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti
- Nel corso dell'analisi annuale dell'assetto complessivo delle società partecipate, un Comune rileva di detenere una quota in una società che svolge attività non riconducibili ad alcuna delle categorie previste dall'articolo 4 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP). Alla luce dell'art. 20 dello stesso TUSP, quale conseguenza ne deriva? Il Comune deve adottare obbligatoriamente un piano di razionalizzazione corredato da relazione tecnica e con specifica indicazione di modalità e tempi di attuazione
- Nel corso dell'analisi annuale prevista dal decreto legislativo n. 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica - TUSP), un Comune verifica che una società partecipata, nel quinquennio precedente, ha registrato un fatturato medio pari a 900.000 euro. Alla luce di tale dato, l'ente si interroga sulla necessità di adottare un piano di razionalizzazione. Sulla base di quanto disposto dall'articolo 20 del TUSP, è corretto ritenere che il piano di razionalizzazione debba essere adottato in presenza di una società che, nel quinquennio precedente, abbia conseguito un fatturato medio non superiore a un milione di euro? No, i piani di razionalizzazione sono adottati quando sono rilevate partecipazioni in società che abbiano conseguito un fatturato medio non superiore a un milione di euro nel triennio precedente
- Nel corso dell'esercizio, un ente pubblico accerta che una propria società in house ha superato il limite dell'80% del fatturato realizzato con lo stesso ente o con gli altri enti pubblici soci, come previsto dall'art. 16 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP). Al fine di evitare la perdita dei requisiti per l'affidamento diretto, l'organo amministrativo della società valuta le modalità consentite dalla normativa per sanare l'irregolarità entro i termini previsti. Secondo il TUSP, come può la società in house sanare la violazione del limite di fatturato? Rinunciando a una parte dei rapporti con soggetti terzi, oppure rinunciando agli affidamenti diretti da parte dell'ente o degli enti pubblici soci, sciogliendo in entrambi i casi i relativi rapporti contrattuali
- Nel quadro del sistema di indirizzo, controllo e monitoraggio delle società a partecipazione pubblica, un ente locale deve interfacciarsi con l'amministrazione statale competente per la trasmissione dei dati e per le attività di vigilanza previste dal Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica. A riguardo, dove è incardinata l'apposita struttura competente, ai sensi dell'art. 15 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP)? Nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze
- Nell'ambito del regime delle partecipazioni pubbliche, il rispetto del vincolo di finalità istituzionale previsto dall'articolo 4 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP) è di per sé sufficiente a legittimare l'acquisizione di una partecipazione da parte di una amministrazione pubblica in un organismo societario che non assuma la forma di società per azioni o di società a responsabilità limitata? No, in quanto i requisiti di forma giuridica e di finalità istituzionale sono cumulativi e inderogabili
- Nell'ambito del sistema dei controlli previsto dall'art. 147-quater del D.Lgs. 267/2000 (TUEL), l'ente locale effettua il monitoraggio periodico sull'andamento di quali società partecipate? Delle società partecipate non quotate
- Nell'ambito della costituzione di società a partecipazione mista pubblico-privata, l'articolo 17, comma 2, del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP) pone specifici vincoli alla selezione del partner operativo. Quale tra i seguenti NON è uno dei requisiti richiesti obbligatoriamente al socio privato: Il socio privato deve essere necessariamente iscritto nell'apposito elenco istituito presso l'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) per le imprese abilitate al partenariato pubblico-privato
- Nell'ambito dell'analisi annuale dell'assetto complessivo delle partecipazioni detenute da amministrazioni pubbliche, disciplinata dall'articolo 20 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP), costituisce presupposto obbligatorio per l'adozione di un piano di razionalizzazione la rilevazione di partecipazioni in società che non rientrino in alcuna delle categorie consentite dall'articolo 4 del TUSP? Sì. L'articolo 20 del TUSP indica espressamente la mancata rispondenza alle categorie di cui all'articolo 4 come una delle condizioni che impongono l'adozione del piano di riassetto
- Nell'ambito dell'analisi annuale dell'assetto complessivo delle partecipazioni societarie ai sensi dell'art. 20 del decreto legislativo n. 175/2016 (TUSP), un'amministrazione pubblica approva un piano di riassetto che prevede la dismissione e la soppressione, mediante operazioni straordinarie, di una partecipazione societaria originariamente acquisita in forza di una specifica previsione normativa. Nel dare attuazione al piano, l'amministrazione deve procedere allo scioglimento della società o all'alienazione della partecipazione. Alla luce della disciplina contenuta nell'art. 20 del D.Lgs. n. 175/2016, è corretto affermare che tali atti possano essere compiuti in deroga alla previsione normativa originaria che aveva disposto la costituzione della società o l'acquisto della partecipazione? Sì, tale deroga è espressamente prevista dall'art. 20 del TUSP
- Nelle società a controllo pubblico, in mancanza della motivata deliberazione dell'assemblea contemplata dall'art. 11 del decreto legislativo n. 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica), con cui sia adottato uno dei sistemi alternativi di amministrazione e controllo previsti dai paragrafi 5 e 6 della sezione VI-bis del capo V del titolo V del libro V del codice civile, l'organo amministrativo è costituito di norma: Da un amministratore unico
- Nelle società a partecipazione mista pubblico-privata costituite ai sensi dell'art. 17 del D.Lgs. 175/2016, la previsione statutaria di meccanismi di scioglimento del rapporto societario in caso di risoluzione del contratto di servizio con l'ente pubblico socio è necessaria perché: La partecipazione del socio privato è funzionalmente e temporalmente collegata all'appalto o alla concessione oggetto esclusivo dell'attività della società mista
- Nelle società a partecipazione mista pubblico-privata ex art. 17 del decreto legislativo n. 175/2016 (TUSP), l'affidamento del contratto di appalto o di concessione stipulato a seguito della gara a doppio oggetto per la selezione del socio privato devono costituire: L'oggetto esclusivo dell'attività della società mista
- Nelle società a partecipazione mista pubblico-privata previste dall'art. 17 del decreto legislativo n. 175/2016, al fine di consentire il controllo interno del socio pubblico sulla gestione dell'impresa, gli statuti delle società per azioni possono contenere clausole in deroga delle disposizioni dell'articolo 2380-bis e dell'articolo 2409-novies del codice civile? Sì
- Nelle società a partecipazione mista pubblico-privata, è prescritta una quota massima di partecipazione del socio privato, a norma dell'art. 17 del decreto legislativo n. 175/2016 (TUSP)? No, l'art. 17 del TUSP stabilisce solo una quota minima del 30% per il socio privato, ma non prevede alcun limite massimo
- Nelle società a partecipazione mista pubblico-privata, è prescritta una quota minima di partecipazione del socio privato, a norma dell'art. 17 del decreto legislativo n. 175/2016 (TUSP)? Sì, del 30%
- Nelle società a partecipazione mista pubblico-privata, è prevista dall'art. 17 del decreto legislativo n. 175/2016 (TUSP) una durata massima della partecipazione privata alla società? Sì, la durata della partecipazione privata non può essere superiore alla durata del contratto di appalto o di concessione stipulato a seguito della procedura di gara con cui il socio privato è stato selezionato
- Nelle società a partecipazione mista pubblico-privata, è prevista dall'art. 17 del decreto legislativo n. 175/2016 (TUSP) una durata minima della partecipazione privata alla società? No, l'art. 17 del TUSP prevede una durata massima della partecipazione del socio privato, ma non una durata minima
- Nelle società a partecipazione mista pubblico-privata, in cui il socio privato è stato selezionato con procedure di evidenza pubblica, quale limite pone l'art. 17, comma 3, del D.Lgs. 175/2016 (TUSP) in ordine alla durata della partecipazione privata? La durata della partecipazione privata non può essere superiore alla durata del contratto di appalto o di concessione stipulato a seguito della procedura di gara con cui il socio privato è stato selezionato
- Nelle società a partecipazione mista pubblico-privata, l'art. 17 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP) prevede che i patti parasociali, purché entro i limiti di durata del contratto per la cui esecuzione la società è stata costituita, possono avere, in deroga all'articolo 2341-bis, primo comma, del codice civile, durata superiore a: Cinque anni
- Nelle società a responsabilità limitata a controllo pubblico, quando è obbligatoria la previsione, nell'atto costitutivo o nello statuto, della nomina dell'organo di controllo o del revisore, a norma dell'art. 3 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP)? In ogni caso, indipendentemente dalle soglie dimensionali previste dall'art. 2477 del codice civile
- Nelle società di cui amministrazioni pubbliche detengono il controllo indiretto, è consentito nominare, nei consigli di amministrazione o di gestione, amministratori della società controllante, secondo le previsioni del decreto legislativo n. 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica)? No, a meno che la nomina risponda all'esigenza di rendere disponibili alla società controllata particolari e comprovate competenze tecniche degli amministratori della società controllante o di favorire l'esercizio dell'attività di direzione e coordinamento
- Nelle società di cui amministrazioni pubbliche detengono il controllo indiretto, è consentito nominare, nei consigli di amministrazione o di gestione, amministratori della società controllante? No, a meno che siano attribuite ai medesimi deleghe gestionali a carattere continuativo
- Nelle società per azioni a controllo pubblico la revisione legale dei conti può essere affidata al collegio sindacale? No, lo vieta espressamente l'art. 3 del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, approvato con il decreto legislativo n. 175/2016



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