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Elenco in ordine alfabetico delle domande di Pubblico impiego

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Un cittadino di uno Stato membro dell'Unione europea può accedere ai posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche che attengono alla tutela dell'interesse nazionale?   No, lo vieta espressamente la legislazione vigente (art. 38 D.Lgs. n. 165/2001)
Un cittadino di uno Stato membro dell'Unione europea può accedere ai posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche che attengono alla tutela dell'interesse nazionale?   No, lo vieta espressamente la legislazione vigente (art. 38 D.Lgs. n. 165/2001)
Un dipendente di una pubblica amministrazione partecipa, nel tempo libero, a un'associazione sportiva dilettantistica come allenatore, percependo un compenso annuo lordo di 4.000 euro. Il dirigente dell'ufficio ritiene che l'attività debba essere preventivamente autorizzata, mentre il dipendente sostiene che la riforma dello sport abbia introdotto un regime di maggiore libertà per tali prestazioni. Alla luce della normativa vigente (art. 53 del D.Lgs. 165/2001) a quale regime è soggetta la predetta fattispecie?   Le prestazioni di lavoro sportivo dilettantistico, nel caso di specie, possono essere svolte con la semplice comunicazione preventiva all'amministrazione di appartenenza
Un dipendente di una pubblica amministrazione svolge, senza preventiva autorizzazione dello stesso ente camerale, una prestazione di lavoro sportivo per un'associazione sportiva dilettantistica (ASD), dalla quale percepisce un importo complessivo di 4.500 euro annui. A seguito di verifica ispettiva, egli eccepisce che il divieto di incarichi retribuiti non autorizzati dall'amministrazione di appartenenza non si applichi a tali prestazioni di lavoro, richiamando a tal fine le esclusioni previste dall'art. 53 del d.lgs. 165/2001. Alla luce della predetta disposizione, è corretta l'eccezione del funzionario?   Sì, per le prestazioni di lavoro sportivo, fino all'importo complessivo di 5.000 euro annui, non è necessaria l'autorizzazione dall'amministrazione di appartenenza ma è sufficiente la semplice comunicazione preventiva
Un dipendente pubblico può accettare, per sé o per altri, da un proprio subordinato, direttamente o indirettamente, regali o altre utilità?   No, lo esclude espressamente l'art. 4 del D.P.R. n. 62/2013, salvo quelli d'uso di modico valore
Un dipendente pubblico può accettare, per sè o per altri, regali o altre utilità?   No, lo esclude espressamente l'art. 4 del D.P.R. n. 62/2013, salvo quelli d'uso di modico valore effettuati occasionalmente nell'ambito delle normali relazioni di cortesia e nell'ambito delle consuetudini internazionali
Un dipendente pubblico viene eletto al Parlamento europeo e chiede di mantenere lo stipendio durante la durata del mandato, sostenendo che l'attività politica costituisce una prosecuzione del servizio pubblico. L'ufficio del personale deve applicare la disciplina prevista dall'art. 68 del D.Lgs. 165/2001. Alla luce di tale norma, quale collocazione è prevista per i dipendenti eletti al Parlamento nazionale o europeo, nonché nei Consigli regionali?   Aspettativa senza assegni per la durata del mandato. Essi, tuttavia, possono optare per la conservazione, in luogo dell'indennità parlamentare e dell'analoga indennità corrisposta ai consiglieri regionali, del trattamento economico in godimento presso l'amministrazione di appartenenza, che resta a carico della medesima
Un dirigente pubblico, dopo aver ricoperto per oltre dieci anni un ruolo apicale in una pubblica amministrazione con funzioni di autorizzazione e vigilanza su operatori economici privati, accetta un incarico di consulenza retribuita presso una delle società da lui stesso autorizzate nei tre anni precedenti la cessazione dal servizio. L'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) segnala la possibile violazione del divieto introdotto all'art. 53 del Decreto Legislativo n. 165/2001 dalla Legge n. 190/2012. Tale divieto, noto come divieto di pantouflage, si definisce anche con il termine anglofono di:   Revolving door
Un permesso orario retribuito per particolari motivi personali o familiari concesso al dipendente comunale può essere fruito, salvo eccezioni, nella stessa giornata congiuntamente ad altre tipologie di permessi fruibili ad ore?   No
Un permesso orario retribuito per particolari motivi personali o familiari concesso al dipendente comunale, può essere rifiutato dall'amministrazione?   Sì, ma il diniego deve essere formalizzato
Un permesso orario retribuito per particolari motivi personali o familiari concesso al dipendente comunale, può essere rifiutato dall'amministrazione?   Sì, ma il diniego deve essere motivato
Una amministrazione comunale può avvalersi dell'orario di lavoro flessibile?   Si, lo prevede espressamente il CCNL del comparto funzioni locali
Una Amministrazione comunale può avvalersi dell'orario di lavoro flessibile?   Si
Una pubblica amministrazione può procedere a licenziamento disciplinare di un dipendente in caso di gravi o reiterate violazioni dei codici di comportamento?   Si, lo prevede espressamente l'art. 55-quater del d.lgs. 165/2001
Una pubblica amministrazione può procedere a licenziamento disciplinare di un dipendente in caso di gravi o reiterate violazioni dei codici di comportamento?   Sì, lo prevede espressamente l'art. 55-quater TUPI
Una pubblica amministrazione può procedere a licenziamento disciplinare di un dipendente in caso di reiterazione nell'ambiente di lavoro di gravi condotte aggressive o comunque lesive dell'onore e della dignità personale altrui?   Si, lo prevede espressamente l'art. 55-quater TUPI
Un'amministrazione centrale e un'organizzazione sindacale presentano posizioni divergenti sull'efficacia di una clausola contenuta nel CCNL Comparto Funzioni Centrali sottoscritto dall'ARAN. L'amministrazione ritiene che la questione debba essere rimessa al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro, mentre il sindacato sostiene che la competenza spetti al giudice amministrativo, trattandosi di un atto di rilevanza pubblicistica. Alla luce dell'art. 64 del d.lgs. 165/2001, quale affermazione è corretta?   Le controversie concernenti l'efficacia, la validità o l'interpretazione delle clausole dei contratti collettivi nazionali stipulati dall'ARAN rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro
Un'amministrazione centrale e un'organizzazione sindacale presentano posizioni divergenti sull'interpretazione di una clausola contenuta nel CCNL Comparto Funzioni Centrali sottoscritto dall'ARAN. A chi spetterebbe la decisione sulla controversia in caso di ricorso di una delle parti, secondo la disciplina degli articoli 63 e 64 del d.lgs. 165/2001 (TUPI)?   Al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro
Uno dei requisiti richiesti per l'ammissione all'impiego nelle amministrazioni pubbliche è il titolo di studio:   Che varia a seconda del contenuto della prestazione lavorativa richiesta