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Elenco in ordine alfabetico delle domande di Societa partecipazione pubblica

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Nei limiti dettati dalla norma, le amministrazioni pubbliche possono, direttamente o indirettamente, costituire società e acquisire o mantenere partecipazioni in società per la produzione di un servizio di interesse generale?   Si, inclusa la realizzazione e la gestione delle reti e degli impianti funzionali ai servizi medesimi
Nel caso di adozione della motivata deliberazione dell'assemblea contemplata dall'art. 11 del decreto legislativo n. 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica), con cui sia stato disposto che la società a controllo pubblico sia amministrata da un consiglio di amministrazione, il numero dei componenti:   Non può essere superiore a cinque
Nel caso di reinternalizzazione di funzioni o servizi esternalizzati, affidati alle società stesse, secondo le disposizioni dell'art. 19, co. 8, del D. Lgs. 175/2016 e ss.mm.ii., le pubbliche amministrazioni titolari di partecipazioni di controllo in società:   procedono, prima di poter effettuare nuove assunzioni, al riassorbimento delle unità di personale già dipendenti a tempo indeterminato da amministrazioni pubbliche e transitate alle dipendenze della società interessata dal processo di reinternalizzazione
Nel caso in cui l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, richiamata all'interno del Testo Unico sulle società partecipate (D.Lgs. 175/2016 e ss.mm.ii.), ritiene che una pubblica amministrazione abbia emanato un atto in violazione delle norme a tutela della concorrenza e del mercato:   emette un parere motivato, nel quale indica gli specifici profili delle violazioni riscontrate (art. 21-bis della legge 10 ottobre 1990, n. 287)
Nel caso in cui sia prevista la partecipazione all'atto costitutivo di soci privati, come previsto dall'art. 7 del Testo Unico sulle società partecipate - D.Lgs. 175/2016 e ss.mm.ii., la scelta di questi ultimi avviene:   con procedure di evidenza pubblica, a norma dell'articolo 5, comma 9, del decreto legislativo n. 50 del 2016
Nel caso in cui società partecipate dalle pubbliche amministrazioni locali presentino un risultato di esercizio negativo, secondo le disposizioni dell'art. 21, co. 1, del D. Lgs. 175/2016 e ss.mm.ii., le pubbliche amministrazioni locali partecipanti, che adottano la contabilità finanziaria:   accantonano nell'anno successivo in apposito fondo vincolato un importo pari al risultato negativo non immediatamente ripianato, in misura proporzionale alla quota di partecipazione
Nel caso in cui un contratto di lavoro di un dipendente di una società a controllo pubblico sia stato dichiarato nullo ai sensi dell'art. 19, comma 4, del TUSP per mancata adozione delle prescritte procedure di reclutamento, quale tutela è prevista per il lavoratore?   Si applica l'articolo 2126 del codice civile ai fini retributivi, garantendo il diritto alla retribuzione per la prestazione di lavoro effettivamente svolta
Nel caso in cui una pubblica amministrazione è tacciata di agire in violazione delle norme a tutela della concorrenza e del mercato dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato, richiamata all'interno del Testo Unico sulle società partecipate (D.Lgs. 175/2016 e ss.mm.ii.), la pubblica amministrazione in questione:   ha tempo per conformarsi nei sessanta giorni successivi alla comunicazione del parere (art. 21-bis della legge 10 ottobre 1990, n. 287)
Nel corso della predisposizione della documentazione di bilancio, una società a controllo pubblico adempie all'obbligo previsto dall'articolo 6 del decreto legislativo n. 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica), avendo elaborato specifici programmi di valutazione del rischio di crisi aziendale. Secondo il predetto articolo, nell'ambito di quale documento societario tali programmi devono essere portati a conoscenza del competente organo societario?   Nella relazione annuale sul governo societario
Nel corso dell'analisi annuale dell'assetto complessivo delle società partecipate, un Comune rileva di detenere una quota in una società che svolge attività non riconducibili ad alcuna delle categorie previste dall'articolo 4 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP). Alla luce dell'art. 20 dello stesso TUSP, quale conseguenza ne deriva?   Il Comune deve adottare obbligatoriamente un piano di razionalizzazione corredato da relazione tecnica e con specifica indicazione di modalità e tempi di attuazione
Nel corso dell'esercizio, un ente pubblico accerta che una propria società in house ha superato il limite dell'80% del fatturato realizzato con lo stesso ente o con gli altri enti pubblici soci, come previsto dall'art. 16 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP). Al fine di evitare la perdita dei requisiti per l'affidamento diretto, l'organo amministrativo della società valuta le modalità consentite dalla normativa per sanare l'irregolarità entro i termini previsti. Secondo il TUSP, come può la società in house sanare la violazione del limite di fatturato?   Rinunciando a una parte dei rapporti con soggetti terzi, oppure rinunciando agli affidamenti diretti da parte dell'ente o degli enti pubblici soci, sciogliendo in entrambi i casi i relativi rapporti contrattuali
Nel momento in cui un'amministrazione pubblica decide di acquistare partecipazioni di una società, secondo quanto stabilito dall'art. 5 del D.Lgs. 175/2016 e ss.mm.ii., l'amministrazione in questione invia l'atto deliberativo di acquisizione della partecipazione diretta o indiretta:   alla Corte dei conti, a fini conoscitivi
Nel momento in cui un'amministrazione pubblica decide di acquistare partecipazioni di una società, secondo quanto stabilito dall'art. 5 del D.Lgs. 175/2016 e ss.mm.ii., l'amministrazione in questione invia l'atto deliberativo di acquisizione della partecipazione diretta o indiretta:   all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, che può esercitare i suoi poteri
Nel momento in cui un'amministrazione pubblica decide di partecipare ad una società, secondo quanto stabilito dall'art. 5 del D.Lgs. 175/2016 e ss.mm.ii., l'amministrazione in questione invia l'atto deliberativo di costituzione della società:   all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, che può esercitare i suoi poteri
Nel momento in cui un'amministrazione pubblica decide di partecipare ad una società, secondo quanto stabilito dall'art. 5 del D.Lgs. 175/2016 e ss.mm.ii., l'amministrazione in questione invia l'atto deliberativo di costituzione della società:   alla Corte dei conti, a fini conoscitivi
Nel rispetto della disciplina europea, secondo quanto prescritto dall'art. 4 comma 9-bis del D.Lgs. 175/2016 e ss.mm.ii., è fatta salva la possibilità per le amministrazioni pubbliche di acquisire o mantenere partecipazioni in società che producono servizi economici di interesse generale a rete:   anche fuori dall'ambito territoriale della collettività di riferimento, in deroga alle previsioni di cui al comma 2, lettera a), purché l'affidamento dei servizi, in corso e nuovi, sia avvenuto e avvenga tramite procedure ad evidenza pubblica
Nella scelta degli amministratori delle società a controllo pubblico, secondo le disposizioni dell'art. 11, co.4, del D.Lgs. 175/2016 e ss.mm.ii., le amministrazioni assicurano il rispetto:   del principio di equilibrio di genere
Nell'ambito del regime delle partecipazioni pubbliche, il rispetto del vincolo di finalità istituzionale previsto dall'articolo 4 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP) è di per sé sufficiente a legittimare l'acquisizione di una partecipazione da parte di una amministrazione pubblica in un organismo societario che non assuma la forma di società per azioni o di società a responsabilità limitata?   No, in quanto i requisiti di forma giuridica e di finalità istituzionale sono cumulativi e inderogabili
Nell'ambito della costituzione di società a partecipazione mista pubblico-privata, l'articolo 17, comma 2, del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP) pone specifici vincoli alla selezione del partner operativo. Quale tra i seguenti NON è uno dei requisiti richiesti obbligatoriamente al socio privato:   Il socio privato deve essere necessariamente iscritto nell'apposito elenco istituito presso l'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) per le imprese abilitate al partenariato pubblico-privato
Nelle società a controllo pubblico ciascuna amministrazione pubblica socia è legittimata a presentare denunzia di gravi irregolarità al tribunale?   Si, in deroga ai limiti minimi di partecipazione previsti dall'art. 2409 del c.c., indipendentemente dall'entità della partecipazione di cui è titolare
Nelle società a controllo pubblico costituite in forma di società a responsabilità limitata, ciascuna amministrazione pubblica socia, indipendentemente dall'entità della partecipazione di cui è titolare, è legittimata a presentare denunzia di gravi irregolarità al tribunale?   Si, è legittimata, ai sensi dell'art. 13, co. 1, del D. Lgs. 175/2016 e ss.mm.ii
Nelle società a controllo pubblico, in mancanza della motivata deliberazione dell'assemblea contemplata dall'art. 11 del decreto legislativo n. 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica), con cui sia adottato uno dei sistemi alternativi di amministrazione e controllo previsti dai paragrafi 5 e 6 della sezione VI-bis del capo V del titolo V del libro V del codice civile, l'organo amministrativo è costituito di norma:   Da un amministratore unico
Nelle società a partecipazione mista pubblico-privata ex art. 17 del decreto legislativo n. 175/2016 (TUSP), l'affidamento del contratto di appalto o di concessione stipulato a seguito della gara a doppio oggetto per la selezione del socio privato devono costituire:   L'oggetto esclusivo dell'attività della società mista
Nelle società a partecipazione mista pubblico-privata previste dall'art. 17 del decreto legislativo n. 175/2016, al fine di consentire il controllo interno del socio pubblico sulla gestione dell'impresa, gli statuti delle società per azioni possono contenere clausole in deroga delle disposizioni dell'articolo 2380-bis e dell'articolo 2409-novies del codice civile?   Sì
Nelle società a partecipazione mista pubblico-privata, è prescritta una quota massima di partecipazione del socio privato, a norma dell'art. 17 del decreto legislativo n. 175/2016 (TUSP)?   No, l'art. 17 del TUSP stabilisce solo una quota minima del 30% per il socio privato, ma non prevede alcun limite massimo
Nelle società a partecipazione mista pubblico-privata, è prescritta una quota minima di partecipazione del socio privato, a norma dell'art. 17 del decreto legislativo n. 175/2016 (TUSP)?   Sì, del 30%
Nelle società a partecipazione mista pubblico-privata, in cui il socio privato è stato selezionato con procedure di evidenza pubblica, quale limite pone l'art. 17, comma 3, del D.Lgs. 175/2016 (TUSP) in ordine alla durata della partecipazione privata?   La durata della partecipazione privata non può essere superiore alla durata del contratto di appalto o di concessione stipulato a seguito della procedura di gara con cui il socio privato è stato selezionato
Nelle società a partecipazione mista pubblico-privata, l'art. 17 del D.Lgs. n. 175/2016 (TUSP) prevede che i patti parasociali, purché entro i limiti di durata del contratto per la cui esecuzione la società è stata costituita, possono avere, in deroga all'articolo 2341-bis, primo comma, del codice civile, durata superiore a:   Cinque anni
Nelle società a responsabilità limitata a controllo pubblico, quando è obbligatoria la previsione, nell'atto costitutivo o nello statuto, della nomina dell'organo di controllo o del revisore, a norma dell'art. 3 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP)?   In ogni caso, indipendentemente dalle soglie dimensionali previste dall'art. 2477 del codice civile
Nelle società di cui amministrazioni pubbliche detengono il controllo indiretto, è consentito nominare, nei consigli di amministrazione o di gestione, amministratori della società controllante, secondo le previsioni del decreto legislativo n. 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica)?   No, a meno che la nomina risponda all'esigenza di rendere disponibili alla società controllata particolari e comprovate competenze tecniche degli amministratori della società controllante o di favorire l'esercizio dell'attività di direzione e coordinamento
Nelle società di cui amministrazioni pubbliche detengono il controllo indiretto, è consentito nominare, nei consigli di amministrazione o di gestione, amministratori della società controllante?   No, a meno che siano attribuite ai medesimi deleghe gestionali a carattere continuativo
Nelle società per azioni a controllo pubblico la revisione legale dei conti può essere affidata al collegio sindacale?   No, lo vieta espressamente l'art. 3 del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, approvato con il decreto legislativo n. 175/2016
Nelle società per azioni a controllo pubblico la revisione legale dei conti:   non può essere affidata al collegio sindacale, secondo quanto stabilito dal Testo Unico sulle società partecipate (D.Lgs. 175/2016 e ss.mm.ii.)
Nelle società per azioni a controllo pubblico la revisione legale dei conti:   non può essere affidata al collegio sindacale, secondo quanto stabilito dal Testo Unico sulle società partecipate (D.Lgs. 175/2016 e ss.mm.ii., art. 3, co. 2)
Nelle società per azioni a controllo pubblico, secondo D. Lgs. 175/2016 e ss.mm.ii., la revisione legale dei conti:   non può essere affidata al collegio sindacale