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Concorso dirigenti scolastici - Preparazione agli SCRITTI
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Da: prove scritte15/10/2011 15.36.00
Ho letto le tracce del vecchio concorso ... tracce ridicole, preside manager e menate simili.

Anche stavolta bisognerà sproloquiare?

Le commissioni non lasciano presagire nulla di buono, infarcite di esperti di azienda, comunicazione, "organizzazioni complesse" e amenità varie. Che dite, bisogna giocare al piccolo manager?
Rispondi

Da: Perplessa15/10/2011 15.37.53
Quidi vale per questo ma non per la VALUTAZIONE dove non c'è la parola " IMPARZIALE"?
Se vogliamo andare per analogia si può tutto e il contrario di tutto
Rispondi

Da: Doreciakgulp 15/10/2011 15.40.49
@perplessa

D.Lgs. N. 165/2001
Articolo 48, comma 3

in aggiunta alla risposta di ermete_10
Rispondi

Da: Francy115/10/2011 15.43.21
per redazione e per tutti

Penso che il thread condivisione materiali, si possa considerare una ripetizione di quest. Praticamente si potrebbe verificare una dispersione di notizie oltre che fare confusion.

Ricordo anche che qualche giorno addietro è stato aperto un thread proprio come questo con moltissimi colleghi furumisti che scrivono.
Praticamente si è generata, a mio avviso un pò di confusione

RIFLETTIAMO  SU QUESTO.
Rispondi

Da: orchidea blu15/10/2011 15.44.30
@ primus
é successo anche a me e ad altri candidati, la D. S. della scuola ha chiesto al ministero e ci ha rassicurate che non ci sarebbero stati problemi, siamo andate prima dell'inizio della prova. Penso che possiamo stare tranquilli
Rispondi

Da: domanda15/10/2011 15.50.05
Scusate, ma il cartoncino con i dati a noi è stato detto di riempirlo.
Io l'ho fatto! Potete spiegarmi che cosa si contesta? Non vorrei essermi confusa. Vi riferite al rettangolo da inserire nella busta più piccola, a sua volta inserita in quella più grande?
Rispondi

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Da: calipso 15/10/2011 15.53.07
Frnacy 1
il punto è che qui idi prove scritte non si parla
si parla di compilazione!!!
Rispondi

Da: sympa 15/10/2011 16.02.06
Francyyyyyyyyyyyyyyyy
smuackkkkkkkkkk
com'è andata????
Allora...ho visto che c'è anche primus....
se volete...tanto x orientarci......io ho uno studio di caso...già svolto...corretto da Bertagna durante un master che ho frequentato...
nn è  molo lungo e potrei postarlo anche qui.....
fatemi sapere.....
avreste già una traccia x capire l'impostazione...
Rispondi

Da: sympa 15/10/2011 16.03.26
E...cndivido l'idea di Francy....2 posti x dialogare...noi che siamo il gruppo storico...ritroviamoci tutti qui....abbiamo le nostre mail.....possiamo dialogare con quelle...io nn mi trovo ad utilizzare il wiki.....che ne dite?
Rispondi

Da: psichissima 15/10/2011 16.08.17
eccomi ci sono anche io!
a quanto pare con 92/100 ma faccio parte anche io della schiera dei "se non vedo non credo". avete qualche testo da consigliare per gli scritti? prima dei quiz mi sono preparata sul manuale di mariani,ma è sicuramente insufficiente. ho visto che le tracce in passato sono state gestite a livello regionale. sarà così anche ora? non vi sembra una cosa sbagliata?
x sympa
sarei interessata anche io allo studio di caso
la mia mail è skin.x@libero.it
grazie
Rispondi

Da: calipso 15/10/2011 16.10.02
sympa hai fatto il master di bertagna??
anche io!! e dimmi lo studio di caso è quello sull'alternanza??
Rispondi

Da: PER MININTERNO15/10/2011 16.12.43
Per piacere, potreste unificare i due forum che si occupano di preparazione degli scritti? Così non sappiamo dove leggere e dove scrivere e disperdiamo inutilmente le forze... 

Grazie.
Rispondi

Da: milete 15/10/2011 16.16.07
Salve Sympa,
me lo invieresti cortesemente lo studio di caso di cui parli?
Ti ringrazio anticipatamente
il mio indirizzo è smile53@libero.it
Rispondi

Da: milete 15/10/2011 16.16.08
Salve Sympa,
me lo invieresti cortesemente lo studio di caso di cui parli?
Ti ringrazio anticipatamente
il mio indirizzo è smile53@libero.it
Rispondi

Da: sympa 15/10/2011 16.16.13
si...è quello che dico anche io......due forum...nn è cosa....
riuniamoci tutti in questo...credo sia meglio...
@ calipso: no, nn è sull'alternanza...ma propone il caso di una alunna che si fa male....ecc...
Rispondi

Da: IlCAI15/10/2011 16.22.55
Grazie mininterno per uno spazio off discussioni ricorso, si ricomincia a lavorare finalmente, sperando di non aver sbagliato ad impallinare :-)

Sympa, per evitare che metta anch'io la mail puoi inserire per favore nello scatolone lo studio di cui discutere? Se no mi bacchettano...


Ho molti dubbi sulla preparazione dello scritto di cui vorrei discutere con voi..

1. Che taglio dare alla prova (pensavo in base alla commissione, pedagogico, economico o giuridico, ma è pur vero che ci saranno sottocommissioni per più di 500 candidati) e quindi le cose possono cambiare

2. Che dimensione si aspettano? Un paio di fogli protocollo pieni? Boh..

3. Meglio leggere e leggere materiali vari per immergersi nel linguaggio e nei temi oppure sistematizzare dei filoni con degli appunti oppure ancora iniziare a scrivere e vedere a che punto siamo??

Si attendono suggerimenti.... ;-)

PS: ho anche una prosta di lavoro - scambio via mail di temi e correzioni da parte del gruppo... Caxxata o si può fare?
Rispondi

Da: fortic 15/10/2011 16.23.04
Sympa puoi  inviare anche a me lo studio di caso?
Ti ringrazio...
sabrut@libero.it
Rispondi

Da: SsorrisoS 15/10/2011 16.26.08
@sympa
Ciao, anch'io salto di qua e di là.
Ecco la mail: cbizet@virgilio.it
                               :-)
Rispondi

Da: Ammiratore15/10/2011 16.26.59
@ Stefania39

Jeg ønsker at slikke hele fra top til tå, og derefter lagt på en seng og kneppe dig i 24 timer i træk.
Rispondi

Da: fortic 15/10/2011 16.27.05
Che ne pensate dei corsi che Disal e Dirscuola stanno preparando?
Io ho intenzione di iscrivermi...
Rispondi

Da: calipso 15/10/2011 16.28.42
sympa quello non è lo studio di caso
è l'incidente critico
Rispondi

Da: ds15/10/2011 16.29.25
o è meglio prepararsi da un ds?
Rispondi

Da: frpcc 15/10/2011 16.30.23
x sympa
puoi inviarmi lo studio di caso a francescopicca@tin.it
grazie in anticipo
ciao
Rispondi

Da: ds15/10/2011 16.32.25
ragazzi rispondete x voi in che percentuale si superera la preselettiva?
Rispondi

Da: doralux15/10/2011 16.34.28
Ciao a tutti :-) finalmente si può comunicare di nuovo con serenità!
avete avuto anche voi problemi col dbox? In questo momento è vuoto e io sto provvedendo a ricaricare un po' di materiale che avevo conservato in precedenza.
Chi conosce un sistema più efficace e veloce per scambiarci il materiale?
@sympa
puoi aggiungere lo studio di caso sul Dbox?

Grazie a tutti e in bocca al lupo ;-)
Rispondi

Da: tonia715/10/2011 16.37.48
potete mandare anche a me lo studio di caso o altro materiale? non si potrebbe mettere tutto il materiale in d.b?
Rispondi

Da: tonia715/10/2011 16.39.19
nessun pugliese qui?
Rispondi

Da: Turchese15/10/2011 16.39.54
Ma dove sta il Dbox? A me un ds ha chiesto euro  1600. Non è esagerato solo per gli scritti?
Rispondi

Da: sympa 15/10/2011 16.42.53
Studio di caso n. 1
Aprire la scuola al mondo del lavoro.

Il contesto  produttivo nazionale, nell'attuale quadro competitivo,  presenta crescenti difficoltà determinate dalla concorrenza internazionale. Tutto ciò è imputabile ad una serie di fattori molto complessi, tra i quali la limitata generazione di nuovo capitale umano qualificato. L'obiettivo da raggiungere è quello di dare una svolta all'organizzazione produttiva e la meta finale è un sistema produttivo nazionale più competitivo che garantisca maggiore occupazione, specie qualificata, e contemporaneamente una maggiore produttività. Significa, concretamente, aumentare la relazionalità, le interazioni, la cooperazione fra i diversi attori di un territorio.        L'azienda in questione necessita di nuovi profili  e vuole raggiungere un innovativo pragmatismo imprenditoriale. Riconosce alla scuola un ruolo prioritario nella formazione di figure professionali che caratterizzeranno la realtà produttiva del futuro e  avverte la necessità di avviare una seria e costruttiva collaborazione con l'istituto tecnico per sopperire in qualche modo alla difficoltà del reperimento di figure tecniche e specialistiche da impiegare in un settore strategico emergete. Inoltre, l'azienda   vuole entrare nel merito della formazione di professionalità che potrebbero essere assorbite al proprio interno e in raccordo con il mondo dell'istruzione contribuire ad una formazione di immediata spendibilità nel mondo del lavoro. Al momento della proposta di collaborazione l'azienda ha valutato altri aspetti da cui potrà trarre vantaggio, che si possono così schematicamente sintetizzare può essere l' occasione per :
- far conoscere l'azienda da vicino, spiegare i processi produttivi e le attività in cui i lavoratori sono chiamati ad agire;

- stabilire la rispondenza, l'adeguatezza e l'efficacia dell'offerta formativa scolastica rispetto alle proprie  richieste lavorative;

- favorire l'inserimento di stagisti durante e dopo il periodo scolastico;

- formulare proposte di formazione per gli studenti;

- istituire, d'intesa con l' lstituto Tecnico, corsi post-diploma per qualifiche professionali e
specializzazioni di settore richieste dal mercato del lavoro;

- creare stabili momenti di confronto fra il mondo scolastico e quello lavorativo;

-    Ricercare sinergie utilizzando efficacemente le proprie  competenze e  risorse d affinché gli interventi  formativi avviino collaborazioni continuative e strutturali.



La proposta dell'azienda apre una spaccatura tra i Docenti di orientamento diverso e la problematica presenta varie  implicazioni.
La reticenza di alcuni Docenti nasce da diverse considerazioni:
- l'introduzione di imprese private in collaborazione con la scuola con funzione formativa sposta l'attenzione dall'aspetto didattico-pedagogico della formazione a quello meramente aziendale.
- le menti non si formano in azienda e la trasmissione di conoscenze in un luogo non deputato alla formazione potrebbe tradursi in mera imitazione ed improvvisazione.
- ciò porta, inevitabilmente alla trasformazione degli insegnanti in burocrati del sapere e delle attività aziendali loro richieste e affida la progettualità della scuola ad Agenzie private che ignorano le problematiche degli studenti all'interno dell'Istituto e del loro percorso evolutivo.

- l'aziendalizzazione della scuola potrebbe portare a trasformare un luogo deputato alla formazione in un luogo finalizzato al profitto da realizzare attraverso progetti inutili e dannosi ed il cui scopo principale è quello di  produrre conformismo e uniformità di pensiero nella prospettiva voluta dal contesto politico  dominante.

- tale processo potrebbe stimolare l'introduzione di meccanismi di convenienza, clientelismo e corruzione.

E' chiaro che si delinea in questa posizione un modello di scuola centralistico,  burocratico ed  autoreferenziale. Modalità operative adeguate per superare il rischio dell'autoreferenzialità sono rappresentate, nella scuola dell'autonomia, dai percorsi di alternanza scuola-lavoro. Un gruppo di docenti dell'area tecnica si dice favorevole all'iniziativa sostanzialmente per le seguenti ragioni.
E' un'esperienza che consente:
- di ampliare le opportunità di apprendimento e acquisire competenze spendibili anche nel mercato del lavoro.
- di passare  da una progettazione del curricolo fondata sulle discipline a una progettazione fondata sulle competenze;
- di  stimolare la scuola e l'azienda a progettare e gestire insieme l'intera formazione di giovani dai 15 ai 18 anni
- di  fornire a famiglie ed allievi un'ulteriore opportunità di scelta finalizzata ad un inserimento flessibile e competente in un mercato del lavoro in continua evoluzione.
Implicazioni di carattere culturale e pedagogico
La nascita del sistema di alternanza scuola - lavoro  prevede che l'azienda si strutturi come ambito formativo. Essa costituisce una vera e propria combinazione di preparazione scolastica e di esperienze assistite sul posto di lavoro, predisposte con la collaborazione del mondo dell'impresa per mettere in grado gli studenti di acquisire attitudini, conoscenze e abilità per l'inserimento e lo sviluppo della loro professionalità. L'alternanza è il fondamento di  una nuova visione culturale di respiro europeo presente  nelle istituzioni formative dei paesi più avanzati. Questa nuova visione nasce dal superamento della separazione tra momento formativo e momento applicativo e si basa su una concezione dell'educazione in cui educazione formale, informale ed esperienza di lavoro si combinano in un unico progetto formativo. E' la teoria del learning by doing, che mira a realizzare un tipo di offerta formativa che si basa sulla reciprocità dei processi di "pensare" e "fare", visti come complementari e non più come separati (e attinenti uno solo alla scuola e l'altro solo al lavoro). Costituisce una effettiva novità didattica per una scuola  dove per molti anni cultura e professionalità sono state messe in opposizione. E' una sorta di ricostruzione dell'unità tra l'apprendimento e la vita reale, nonché un vero e proprio apprendimento di competenze sul campo. La realizzazione di una tale progettualità è  una grande occasione per avvicinare i giovani alla cultura d'impresa e avvicinare le imprese ai giovani. I progetti di alternanza scuola lavoro valorizzano l'autonomia. Spetta infatti alla singola unità scolastica realizzare le convenzioni con le imprese e organizzare insieme  un partenariato per la definizione dei fabbisogni formativi del territorio. Ciò comporta la valutazione di precisi aspetti giuridici e normativi.
Implicazioni di carattere giuridico e normativo.
E' il disposto dell'art. 4 della legge 53/2003 che permette la realizzazione di progetti di alternanza scuola lavoro. La legge, nel dettaglio, stabilisce precisi  principi direttivi e riconosce alle scuola la facoltà a : " svolgere l'intera formazione dai 15 ai 18 anni, attraverso l'alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità dell'istituzione scolastica o formativa, sulla base di convenzioni con imprese o con le rispettive associazioni di rappresentanza, o con enti pubblici e privati, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di tirocinio che non costituiscono rapporto individuale di lavoro. Le istituzioni scolastiche, nell'ambito dell'alternanza scuola-lavoro, possono collegarsi con il sistema dell'istruzione e della formazione professionale ed assicurare, a domanda degli interessati e d'intesa con le Regioni, la frequenza negli istituti d'istruzione e formazione professionale di corsi integrati che prevedano piani di studio progettati d'intesa fra i due sistemi, coerenti con il corso di studi e realizzati con il concorso degli operatori di ambedue i sistemi."
Il Decreto Legislativo 15 aprile 2005, n. 77 definisce le norme generali relative all'alternanza scuola lavoro stabilendo nel dettaglio l'ambito di applicazione , la finalità dell'alternanza, le modalità di realizzazione dei percorsi, l'organizzazione degli stessi, la funzione del tutor interno e di quello aziendale, la Valutazione,  la certificazione ed il riconoscimento dei crediti. La possibilità di realizzare percorsi di formazione integrata si inserisce in un quadro di riferimenti normativi molto vasto, all'interno del quale è necessario citare :
il D.L.  n.  76  - 15 aprile 2005, che definisce le norme generali sul diritto - dovere all'istruzione e alla formazione - a norma dell'art. 2, comma 1, lett. C  della legge 53/2003;
la Legge 30  - 14 febbraio 2003, relativa all'occupazione e al mercato del lavoro;
il D.L.  n. 276  -  10 settembre 2003, sull' attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro ;
la Legge  n. 144  - 17  maggio 1999 Art. 68, sull'  obbligo di frequenza di attività formative;
il D.L.   n.  286  -  19 novembre 2004, che istituisce  un Servizio nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione;
la  Legge  n. 196  - 24  giugno 1997, recante norme in materia di promozione dell'occupazione;
la Conferenza Stato Regioni del 15 gennaio 2004 che definisce gli  standards formativi minimi relativi alle competenze di base .

Implicazioni di carattere gestionale ed amministrativo.
Per gestire adeguatamente un progetto di alternanza scuola lavoro è necessario partire da un esame del territorio e della realtà aziendale in esso presente, quindi creare buoni rapporti con quelle aziende disponibili a supportare le attività formative degli studenti, fornendo utili indicazioni, un feedback aggiornato sulle competenze e capacità che essi  devono possedere  per poter essere assunti. Il Progetto va  strutturato in modo da poter interagire in maniera sostanziale con le richieste aziendali. Presupposto ineliminabile è la reperibilità delle risorse economiche e professionali e la capacità organizzativa. Relativamente alle risorse economiche, attraverso una consolidata progettualità di ottimo livello, si può accedere a finanziamenti da varie fonti: CIPE, MIUR, FSE,Programma Leonardo Mobilità, Finanziamenti regionali, fondi specifici per l'alternanza scuola lavoro del ministero dell'istruzione e degli USR. In quanto alle organizzazioni e alle risorse professionali, occorre coinvolgere tutti i docenti che  con la loro disponibilità offriranno competenza e fiducia alla validità del progetto, garantendone la riuscita, la continuità e la diffusione. Così pure dovrà essere per gli esperti ed i tutor aziendali, che accoglieranno il progetto e daranno un contributo alla crescita culturale degli studenti. Quindi, in raccordo con i partner scelti, si dovrà procedere all'individuazione delle aree di competenze da sviluppare attraverso il percorso di alternanza, chiaramente affini al percorso di studi curriculare. Vanno poi quantificati i tempi ed i contenuti di massima del percorso di alternanza, organizzandoli nell'arco delle due fasi quadrimestrali. Sarà opportuno prevedere anche la realizzazione di competenze trasversali, in modo da poter programmare un raccordo di tutte le discipline con i contenuti propri del progetto e quindi stabilire dei riferimenti curriculari. La parte più propriamente tecnica della realizzazione del progetto sarà l' analisi dei costi di attuazione dello stesso e la definizione dei finanziamenti necessari, che prevede il contributo di altre professionalità operanti nella scuola nel settore amministrativo.
Possibile percorso di risoluzione del caso.

Il Dirigente deve operare una scelta e mediare tra il contrapporsi di due opposte realtà.
Il primo passo è quello di accogliere la richiesta del gruppo di docenti che vogliono portare la discussione all'attenzione del Collegio dei Docenti.
Questa , infatti, può essere la sede opportuna per condividere competenze e specificità di ruolo, punti di vista e linguaggi, confrontando problemi e cercando soluzioni. E' proprio all'interno dell'organo collegiale che vanno prese decisioni relative all'azione didattica ed educativa e spetta al dirigente promuoverne l'efficacia, favorendo la realizzazione di processi di innovazione. Egli dovrà ricomporre le linee di un contesto che permetteranno di sfruttare tutte le opportunità, sia quelle offerte da un sistema educativo formale, sia quelle proposte dai sistemi non  formali, partendo dall'esame preciso dei motivi dell'opposizione, considerando che ogni cambiamento produce una ristrutturazione che non deve creare disagi. Al gruppo di docenti che rifiutano l'iniziativa bisognerà garantire  che la realizzazione di un percorso di alternanza scuola lavoro, non fa correre il rischio alla scuola di subire un ridimensionamento della sua funzione formativa, ma si deve prendere coscienza che in una società pluralistica sono presenti diverse occasioni di qualità formativa e che non si può negare ai giovani la possibilità di fruire di differenti esperienze di apprendimento. Uno dei diversi modi per offrire tale garanzia potrebbe essere quella di declinare la struttura del progetto in un'ottica fortemente trasversale che coinvolga tutte le discipline curriculari, onde evitare il più possibile di fornire una formazione esclusivamente tecnicistica e scongiurare il pericolo di un "appiattimento della scuola alle richieste aziendali". La partecipazione ad un progetto di alternanza scuola lavoro, infatti, deve permettere di raggiungere risultati apprezzabili anche rispetto ad obiettivi importanti quali:
rimotivazione allo studio e confronto con la validità di scelte operate nel passato; assunzione di stili di comportamento maturo, fondati sull'autovalutazione anche della congruenza tra fini e mezzi impiegati; apertura al confronto con gli altri, accettando relazioni mature anche nel rispetto di ruoli diversi; competenze linguistiche e  relazionali, eccâ
Varrà la pena di sottolineare ai docenti reticenti che la valutazione dell'efficacia formativa   del progetto nel suo complesso sarà di esclusiva competenza della scuola, unico soggetto deputato alla valutazione. Una volta offerte le occasioni di confronto sulla problematica, vagliate  e condivise tutte le implicazioni, nella consapevolezza che si sta andando incontro ad una diversa modalità di formazione richiesta da una realtà culturale in continuo mutamento, auspicata da teorie pedagogie di estrema attualità, permessa da un ampio quadro di riferimenti normativi, di facile realizzazione da un punto di vista gestionale ed amministrativo, la scuola potrà dare inizio a tutto l'iter progettuale, comune e condiviso.


                                                                                                                   La  corsista
                                                                                                         Donnici Rachele Anna
Rispondi

Da: form 15/10/2011 16.43.03
@ perplessa
vedo che hai anche tu dubbi sul dgsa e sulla definizione di valutazione. IO penso che dovremmo tenere i nostri dubbi come risorsa di riserva. Io ad esempio ho sbagliato quella sul dgsa. Prendo per buono il correttore e non discuto per ora me se venissero fuori risultati del 79% chiederei motivazione della correttezza di quel quesito.
In effetti mi pare strano che il dgsa debba intervenire a dire in pratica quanti soldi ci sono, se la responsabilità è del dirigente.
Ma speriamo che il problema non si ponga.
Ce lo chiedessero all'orale faremmo un discorso più complesso.
Rispondi

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