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Concorso MAGISTRATURA 2017
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Da: x anonimo salernitano29/08/2016 11.16.45
Cosa ne pensi del Manuale di diritto penale  di Delpino della collana "studi superiori" della Simone, pubblicazione recentissima oltretutto.
Mi Ä" capitsto di leggere anche il manuale di Manna "Corso di diritto penale" chiarissimo e scorrevole...mi Ä— piaciuto moltissimo.....che ne pensi?

Da: Anonimo salernitano 29/08/2016 12.23.24
@ x anonimo salernitano,

Dell'editore Simone ricordo il manuale di parte generale Delpino-Pezzano, su cui preparai la prova orale di avvocato.
Un testo snello - di poco più di 450 pp. se non ricordo male.

Ma in effetti, ora che me lo segnali, ricordo che mi fece una buona impressione: scritto molto chiaro, ma con opportuni - ma non eccessivi - approfondimenti giurisprudenziali posti in evidenza anche tramite variazioni di caratteri (ricordo anche degli schemi a fine di ogni capitolo. Quelli no, non erano ben fatti; e anzi, addirittura mi ricordo li trovai in distonia con il resto del volume. Evidentemente devono esser stati formati non dagli autori, ma da qualche collaboratore).

Non mi piacque altrettanto quello di parte speciale, invece, su cui sempre preparai la prova orale dell'esame di stato: si trattava di una semplice riproposizione delle disposizioni incriminatrici, soltanto riformulate in forma diversa e nulla di più.

Utile per una prova orale d'avvocato, non per la preparazione di uno scritto in magistratura.

Però il testo di cui mi parli non lo conosco, deve essere nuovo.
Comunque, se gli autori sono gli stessi, le premesse perché sia un buon testo ci dovrebbero essere tutte.
Ma non avendolo letto, non posso esprimere giudizi in merito.

Il testo di Adelmo Manna lo conosco molto bene, invece.

Ecco, lì siamo ai livelli di Padovani, anche se il testo é un po' più corposo - quasi il doppio.

Ma la chiarezza é agli stessi livelli; e non raggiunge le dimensioni di un Fiandaca-Musco o di un Mantovani (il che non guasta mai).

Potrebbe essere una buona scelta questa, in effetti.

Mi era sfuggita in un primo tempo.

Ma questo perché i manuali di diritto penale in circolazione sono ormai davvero tanti. Sfiorano la cinquantina.

E nel conto non ho incluso ovviamente i testi "concorsuali". Parlo soltanto di quelli  "universitari".

Francamente, non si riesce quasi più a star dietro a tutto questo proliferare di testi e di volumi - spesso, peraltro, tra loro sostanzialmente simili se non quasi identici.

"Colpa" (o "merito"? Diciamo piuttosto, e neutralmente, "effetto") della riforma universitaria di 5 anni fa, che ha introdotto le "mediane non bibliometriche", con cui si valuta la "produttività" e il "lavoro" dei docenti universitari di I e II fascia.

E soprattutto, tramite le quali il 30% di questi può percepire l'aumento biennale di stipendio che l'altro 70% di docenti invece non riceveranno.

Peccato però che a tanto proliferare di scritti non é affatto seguito un incremento della qualità degli stessi.

Agli esponenti politici e tecnici del MIUR deve essere sfuggito tra quantità e qualità degli scritti di un docente esiste (spesso) un rapporto non già "direttamente", ma "inversamente" proporzionale.

Così oggi abbiamo tanti testi, tutti tra loro simili.

Però quei pochi che ho citato continuano a distinguersi dal resto dei testi in circolazione.

Lo stesso vale per il Delpino-Pezzano (forse perché gli autori sono due pubblici ministeri e non due giovani docenti, avvinti dalla frenesia di scrivere e scrivere qualsiasi cosa, pur di superare le mediane del proprio settore scientifico-disciplinare e così vincere la "competizione" economica con i propri colleghi).

Ma - ripeto - il volume a cui ti riferisci é certamente diverso da quello che conosco.

E su quello, quindi, non posso esprimermi

Da: mib29/08/2016 12.35.35
Ragazzi, ok che i manualoni non sono i testi ideali su cui preparare il concorso, tuttavia non bisogna esagerare nel demonizzarli. Non concordo con chi dice che lo studio di questi testi impedisce sempre e comunque di vincere il concorso: conosco personalmente diverse persone che hanno superato il concorso avvalendosi di questi testi o di alcuni di essi. Io non li studierei per il mio metodo di studio e apprendimento, ma in molte parti possono anche rivelarsi manuali ricchi di approfondimenti utili.

Da: x mib29/08/2016 12.43.01
ma infatti qui non si sta discutendo sul fatto che studiare sui manuali di certo fa perdere il concorso. Io non ho mai letto in nessun post di anonimo o di altri affermazioni simili. si stava dicendo soltano che chi inizia soltanto ora a studiare per gli scritti del prox giugno/luglio 2017 forse è meglio che non si butti sui manualoni! Se no non ce la fa!!!!!!! Poi chi studia magari da più anni è un'ltra cosa. comunque sono davvero contenta di leggere discussioni serie su questo 3D. era ora che si smettesse di leggere soltanto sciocchezze e bestialità e si cominciasse un po' a paralare del concorso e dello studio!!

Da: @mib29/08/2016 12.54.36
noto che ti stai moderando e che partecipi alla discussione con più calma e meno aggressività....
sono molto contento di questo!

Da: mib29/08/2016 12.58.11
X @mib

Ma non ho nulla da moderare..per il semplice fatto che sono sempre stato moderato. Non condividere qualcosa è più che normale; inoltre è segno di personalità ed intelligenza. Questo vale x tutti...o quasi.

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Da: pops 8529/08/2016 12.59.43
penale é l'unica materia per la quale ci sono manuali chiari, autorevoli, adeguatamente approfonditi e, soprattutto, completi.

per il civile, viceversa, dopo lo studio di manuali base come le istituzioni di bianca, il trabucchi o il torrente, occorre  necessariamente approfondire i singoli istituti su altri testi (i tomi del bianca, l'ottimo testo di roppo sul contratto, ecc)

stesso discorso, in parte, per l'amministrativo: in disparte i cosiddetti manuali superiori dei noti consiglieri di stato (su cui, a mio modesto parere, è molto difficile studiare in modo sistematico), è davvero arduo trovare un manuale che dia una visione completa, lineare ed approfondita della materia.

i manuali dei prof clarich e corso sono, a mio modesto parere, i più chiari e scorrevoli, ma evidentemente troppo sintetici per un aspirante magistrato.
concordo sul fatto che, forse, la coppia casetta (per il sostanziale) e travi (per il processuale) potrebbe essere una buona soluzione.
in alternativa (anche se personalmente non li ho mai studiati), i due testi del prof scoca, sui quali, però, ho sempre raccolto opinioni divergenti.

tornando al penale, lo studio di fiandaca musco, mantovani, marinucci-dolcini consente di avere basi solidissime in relazione a tutto il programma.

certamente, al di là della bravura dei suddetti docenti, è anche la materia che si presta meglio alla redazione di opera chiare e sistematiche.

l'unico aspetto sul quale bisogna fare attenzione è l'eventuale "studio integrato" di questi testi: come già detto da altri in post precedenti, questi autori si approcciano alla materia in modo molto diverso, sposando spesso tesi diametralmente opposte.

non conosco i testi "più snelli" prima citati (padovani, manna, ecc), ma credo che un attento studio del fiandaca musco, unitamente ad alcuni approfondimenti fatti sul mantovani (in particolare, per alcuni istituti trattati magistralmente dal prof, quali la colpa, il tentativo, il concorso di persone), rappresenti il non plus ultra per acquisire un'ottima conoscenza della materia

Da: e infatti...29/08/2016 13.05.54
alla fin fine, se ho capito bene, i consigli si riducono al fiandacamusco dopo il padovani

Da: uuuuuuu!! 29/08/2016 13.17.37
che bello leggere qualcpsa di serio finalmente sono quasi stupito

Da: galloritmo29/08/2016 13.21.52
.......non voglio essere ripetitivo, ma ad es., per limitarci alla tematica del contratto, essendo tra le più rilevanti in ottica concorsuale, in nessun testo base di quelli più in voga ed affermati (Gazzoni incluso) ho visto trattata in modo soddisfacente la fattispecie di stampo giurisprudenziale rappresentata dai vizi incompleti (c.d. minori) della volontà, radicati nella fase formativa dell'accordo, nelle sue diverse sfaccettature. Anzi, se non ricordo male, Gazzoni (il giurista che non deve chiedere mai), non sfiora neppure l'argomento...... 

Da: x anonimo salernitano29/08/2016 13.28.44
Il volume a cui facevo riferimento non Ä— il Delpino-Pezzano...ma riporta la firma soltanto di Delpino ed appartiene alla collana "studi superiori"

Puoi visionale l'indice e qualche pagina al seguente link:

http://www.simone.it/catalogo/vst22.htm

Da: galloritmo29/08/2016 13.35.32
x Anonimo
Colgo l'occasione per ringraziare di cuore l'eccellente Anonimo per le risposte precise; mi pare di aver capito che per penale, volendo e potendo tenere aperti contemporaneamente due testi fondamentali di diritto penale sulla scrivania imbandita per il prossimo concorso, la scelta potrebbe opportunamente ricadere su Padovani (l'ultima edizione è del 2013) e sul Fiandaca, chiaramente oltre ad altro materiale necessario. 
Per amministrativo se non ricordo male il pur ottimo testo di Casetta non tratta delle espropriazioni per pubblica utilità, ma probabilmente questa lacuna può ritenersi poca cosa. Ottimo il Travi.
Per civile il riferimento al Roppo era relativo al Contratto in generale, o al suo manuale? D'accordissimo su quel capolavoro di manuale del Torrente. Ma mi sono piaciuti molto anche i tre volumi collettanei della UTET, al cui interno figurano due degli autori che alcuni anni fa, ma non dico precisamente quanti, produssero un inarrivabile trattato, noto ai più come Bigliazzi - Geri.

Da: mib29/08/2016 13.43.26
Si effettivamente non trattare dell'espropriazione è poca cosa...quasi irrilevante. Ahahah. Ma daiii, ma come si può dire...

Da: galloritmo29/08/2016 13.51.50
...... beh, vi era un po' di ironia. Sta di fatto, e vi invito a verificare, che il Casetta dedica meno di una pagina all'espropriazione

Da: pops 8529/08/2016 15.43.12
Ha ragione galloritmo.
Casetta, eccetto un paragrafo di mezza pagina, non si occupa delle espropriazioni.
Il giudizio sul manuale resta comunque positivo.
A mio parere, però, alterna argomenti trattati in modo eccellente (es. procedimento, situazioni giuridiche, tipologie di poteri, ecc) ad altri in cui eccede un po' troppo nelle digressioni(es. alcune parti sull'organizzazione).
Sintetica, ma buona la parte sulla giustizia.

Da: roth 29/08/2016 20.52.23
Grazie Anonimo per le preziose indicazioni sui testi. Complimenti vivissimi per la tua non comune conoscenza bibliografica!
Ti sarei grata se potessi esprimere un giudizio anche sul manuale di Bessone per civile. Me ne hanno parlato come di una giusta sintesi tra approfondimento e semplicità...
Ti ringrazio.
Ps: ma sei campano se non proprio salernitano?
Saluti

Da: Athent Ka Motenkul29/08/2016 21.22.22
Comunque è un limite cercare ogni risposta nei manuali, come se un concetto che non è stato esaurientamente trattato in un manuale che si è ben studiato, non possa essere affrontato dal candidato.
Invece è proprio questa la differenza tra chi passa il concorso con apparente facilità e chi invecchia sui libri: trattare un argomento con la propria testa, senza dover andare a ricordare qualcosa che si è letto su qualche manuale da riproporre in maniera pedissequa... sforzo puramente mnemonico che, tranne in casi di individui dotati di capacità soprannaturali, è necessariamente destinato a fallire.

Da: Cetriolo egiziano29/08/2016 22.16.43
Il nick di chi mi precede è spettacolare.
Complimenti vivissimi! :)

Da: Curiosità29/08/2016 22.31.24
Ma qualcuno che ha letto tutti i volumi del Bianca quanti mesi-anni ci ha messo?
E poi si è limitato a una prima lettura o lo ha anche ripetuto?

Da: Athent Ka Motenkul29/08/2016 23.02.22
@Cetriolo egiziano

non è un nick, è il mio nome reale, infatti sono Sua altezza reale Athent Ka Motenkul, principe ereditario del Califfato del Sahara Occidentale, appartenente alla XI dinastia del regno dei Sodomiti, naturalizzato italiano e laureato in giurisprudenza all'Unipegaso con il massimo dei voti.
Il mio sogno è diventare il primo magistrato nero d'Italia, anche se non sono proprio nero, ma piuttosto marroncino, tranne quella cosa che si dice su Calimero, che noi nel Sahara occidentale chiamiamo Kalimero.

Da: Athent Ka Motenkul29/08/2016 23.08.55
marrano eusurpatore, lascia stare il mio nick, altrimenti assaggerai per bene le formidabili doti che mi hanno reso famoso al punto tale da meritare cotanto nome!

Da: Athent Ka Motenkul29/08/2016 23.46.20
Calma, io sono Athent Ka Motenkul IV, tu probabilemente potresti essere mio prozio Athent Ka Motenkul II, oppure mio cugino Athent Ka Motenkul III.
Da queste parti so che girano pure mio figlio Athent Ka Motenkul V, e mio nipote Athent Ka Motenkul VI, perciò state attenti a non farvi cadere la saponetta!

Da: galloritmo29/08/2016 23.59.39
certo, Motenkul, che l'epropriazione puo' essere studiata anche in riviste o altro.
Ricordo pero' che i volumi (nosi) testi di Garofoli/Ferrari o di Caringella trattano l'argomento in modo eccellente.
Peraltro non mi pare che il pur ottimo libro di Casetta vada cosi' in profondita' nell'affrontare alcune problematiche connesse ai poteri sanzionatori delle autorita' amministrative indipendenti, spingendosi sino a trattare della tutela procedimentale e giudiziale dei soggetti destinatari di provvedimenti sanzionatori assunti da CONSOB o AGCM!
La questione, invece, e' ben affrontata dai testi in questione.

Da: x galloritmo 30/08/2016 00.04.53
ma tu hai consegnato a questo giro? O ti sei ritirato? ed é il tuo primo tentativo?

Da: galloritmo30/08/2016 00.06.14
ho consegnato, al primo tentativo

Da: x galloritmo 30/08/2016 00.21.57
E come ti sono andati i compiti secondo te? Sei convinto di aver fatto dei buoni temi?

Da: Athent Ka Motenkul IV30/08/2016 00.43.16
2500 pagine per un manuale sono davvero tante, e pari attenzione va dedicata alle altre due materie.
7500 pagine da studiare in 10 mesi, sono 750 pagine al mese, 25 al giorno, sembrerebbe fattibile, anche se personalmente, avendo già fatto uno sforzo del genere, sono arrivato a luglio solo con una gran confusione in testa.
Probabilmente quei manualoni si indirizzano a chi possiede già una base universitaria solidissima, che non so quanti corsi di laurea in Italia possono dare.

Da: a dire il vero30/08/2016 09.51.26
questi manualoni, come noto, non sono scritti dalle persone il cui nominativo figura in copertina.
Il vero ghost writer di questi tomoni è Athent Ka Motenkul, e lo scopo è semplice: tu studi su quelli, credi di possedere tutto lo scibile, ma a pochi giorni dalla data delle prove la tua mente si annebbia e incominci a dimenticare tutto.
Si verifica cioè la terribile maledizione di Athent Ka Motenkul.
Quando realizzi la cosa è troppo tardi: avverti soltanto un subitaneo dolore alla zona perianale, che la vasellina, ahinoi, non è in grado di lenire...

Da: galloritmo30/08/2016 11.05.05
tutt'altro che convinto sulle tre prove consegnate; ma per quella di amministrativo di certo non mi avrebbe salvato il pur ottimo testo di Casetta, che avevo sfogliato ma senza essere convinto della sua idoneità per affrontare un tema di nicchia come quello, ffetivamente uscito, sulle tutele nel procedimento e nel giudizio dei soggetti destinatari di provvedimenti sanzionatori assunti dalle due autorità indipendenti di cui sopra.
C'è nulla da fare: anche a me piacerebbe tanto poter affermare che quei manualoni non servono a nulla, affrancandomi dagli stessi, ma non è così. Lo stesso Anonimo consiglia i Principi, che di tali manualoni sono il succo. Ecco, prendete il succo dei manualoni. Chi ha davvero solide basi costruite attraverso la manualistica classica (Antolise, Pagliaro, Fiore, Mantovani, Padovani, Gallo, Fiandaca, Marinucci,  per penale; Gazzoni, Bianca, Biagliazzi / Geri per civile; Cerulli Irelli, Casetta, Travi per amministrativo) per tentare di chiudere il cerchio di una preparazione utile in ottica concorsuale, non può prescindere dai manualoni, magari sfrondandoli di quelle parti che si ritengono "copiaincollate" dai manuali classici

Da: Anonimo salernitano 30/08/2016 11.20.06
@ x anonimo salernitano,

ho appena dato uno sguardo al volume della Simone che mi hai segnalato e a giudicare dall'indice sembra proprio ben fatto: ben organizzato negli istituti; e qua e là ho potuto notare anche gli opportuni richiami giurisprudenziali pertinenti.

Ho potuto anche leggere le poche pagine che l'editore ha reso pubbliche; e anche lì, l'impressione é stata davvero molto buona.

Nei prossimi giorni penso che andrò in libreria e verificherò la trattazione di alcuni istituti o temi che sono la "prova del nove" in ordine alla completezza ed esaustività di un testo di diritto penale: la causalità materiale, il concorso di norme e il concorso di persone nel reato.

Un buon testo si vede da come sono trattati questi tre argomenti: da quello che c'é scritto in merito - e, soprattutto, da quello che manca.

Però devo ringraziarti sin d'ora per la segnalazione; perché al momento, almeno prima facie, le premesse perché si tratti di un buon testo ci sono tutte (non ultime l'estensione: finché ci si mantiene attorno alle mille pagine, é infatti ancora un testo gestibile. Quando si va oltre, invece, iniziano i veri problemi nello studio e nella memorizzazione sistematica della materia).

@galloritmo,

hai perfettamente ragione, il Casetta praticamente non tratta affatto (o lo fa in maniera del tutto insoddisfacente) dell'espropriazione per pubblica utilità e degli istituti ad essa legati (come l'acquisizione sanante e tutti i requisiti affinché un'espropriazione possa dirsi condotta "en bonne et due forme" alla stregua dei canoni della giurisprudenza CEDU.)

Tuttavia, lo specifico tema é rimediabile sol che si abbia tempo di leggere tre sentenze che, nel complesso, fanno il punto sulla situazione: dapprima, la pronuncia della Consulta che, nel "salvare" la nuova acquisizione sanante, fa il punto sui requisiti della giurisprudenza CEDU (é del 2015); poi,  le ss.uu. della Cassazione (2015) che fanno il punto sulla responsabilità della p.a. per espropriazione illegittimita; infine, l'a. pl. del CdS (2016) che ricostruisce tutte le questioni rilevanti in tema di acquisizione sanante e, alla fine, fissa i poteri del giudice dell'ottemperanza (e, in concreto, del commissario ad acta nominato per l'ottemperanza) in relazione all'acquisizione sanante disposta in seno a tale giudizio.

Però, ecco: di tutto ciò, il Casetta tace.

@ Roth,

il Bessone é uno di quei testi assolutamente da evitare (al pari del Chiné-Zoppini).

A prima vista, l'idea di un testo scritto a più mani da autori illustri potrebbe apparire un elemento di forza del testo.

Peccato però che così non é affatto.
E ciò, per almeno tre ragioni:

1) I vari argomenti sono trattati "a compartimenti stagni" e nella più totale incomunicabilità tra loro. Da questo punto di vista, più che ad un manuale sembra di trovarsi di fronte ad una raccolta di saggi.
Manca in altri termini la visione d'insieme

2) A fronte di "capitoli" ben scritti (ottimo quello di Adolfo di Majo), ve ne sono almeno tre davvero indecenti (non li segnalerò qui, in ogni caso; ma non c'é bisogno di farlo, sono facilmente individuabili già alla prima lettura del volume).

3) Gli stili di scrittura variano sensibilmente da capitolo a capitolo, in concomitanza con il cambio d'autore.

Se possibile, quindi, rivolgiamo la tua attenzione altrove.

Postilla: chiaramente non sono né di Salerno né campano.
Cambiai il mio nickname verso maggio, da "Assurdità solo italiane" all'attuale come conseguenza di una battuta scritta in dialetto simil-napoletano ad un post di galloritmo.

"salernitano" mi suonava bene come nome utente e così da allora l'ho conservato.

Devo dire però che anche "Athent Ka Motenkul" ha il suo fascino come nome-utente: ha un che di esotico e di orientale, ma con velati richiami d'attenzione ai pericoli (e alle "batoste") che questo mondo può riservare...
Un nome geniale; complimenti all'utente che l'ha ideato per primo.

Peccato però che esista già un'intera dinastia di utenti con questo nome - da quel che ho potuto notare.

Pazienza, sarà per la volta prossima!

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