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CONCORSO DS: ORALI IN CAMPANIA
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Da: Ma come...20/05/2016 9.56.06
proprio ora che ci sarebbe tanto da discutere ve ne state tutti zitti? Devo allora dedurre che preferite prendere le distanze da certi scottanti discorsi rimanendo dei semplici e passivi spettatori, non è così forse?  Ma siamo seri...voi davvero pensate che in questo paese le cose possano ugualmente cambiare standosene zitti?
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Da: @ Ma come..20/05/2016 17.33.12
....è incredibile come taluni manchino del più elementare senso della realtà...ed ottusamente, caparbiamente si ostinino oltre ogni evento... È  proprio vero che " il peggior sordo è chi non vuol sentire "
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Da: E il peggior muto20/05/2016 19.44.34
e chi non vuol parlare.
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Da: Ovviamente per correttezza21/05/2016 7.32.13
e per uscire dall'ambiguità sarebbe doveroso chiarire chi sono i sordi e i muti.
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Da: Te lo dico io21/05/2016 8.15.46
chi sono: i sordi sono quelli che per immorale opportunità, fingono di non sentire quando qualcuno dice loro "sei un ladro!" perché sono consapevoli di esserlo, mentre i muti sono tutti gli altri che pur sapendo di essere ladri, per analoga opportunità tacciono non avendo alcuno argomento valido a loro discolpa.
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Da: Interessante, rilevato da altra d21/05/2016 10.54.08
Da: La Giustizia può tardare ma prima o poi arriva  13/05/2016 15.02.08
No, non bisogna avere un atteggiamento rassegnato! Occorre invece mantenere sempre desta l'attenzione su questa storia che finirà solo quando Giustizia sarà fatta! Vi ricordare di Tangentopoli. Eravamo agli inizi degli anni '90. Tutto sembrava filare liscio come oramai da lustri immemori, il denaro scorreva a fiumi e sempre nel solito circuito politico imprenditoriale. Poi qualcuno cominciò a parlare. Si partì dai cosiddetti "pesci piccoli". In genere li ammanettavano nella notte del venerdì. S'immaginava che un fine settimana in gattabuia avrebbe sciolto la lingua e infatti. Le settimane seguenti toccava a qualche assessore, e, quelle dopo a qualche sindaco. Poi, passando attraverso varie manovalanze, si arrivò anche ai deputati, ai sottosegretari, ai ministri, etc.etc. Nell'attuale vicenda si è realizzato un vero e proprio castello di sabbia, un calcetto - qualcuno che parla e racconta! - e viene raso al suolo. Ne vedremo delle belle! Uno dice: ma io ero sulla spiaggia e mi stavo godendo il mare e mi hanno chiamato e io che dovevo fare? Sono andato! Già ti hanno chiamato! Ma lo sai perché ti hanno chiamato? Sempre che ti abbiano veramente chiamato! Perché qualcuno, a tuo nome, ha presentato le "carte" per farti chiamare. Torniamo a Tangentopoli. Si racconta che un tale, potente, argomentava che un giorno aveva ricevuto un imprenditore e che quest'ultimo, senza che lui, distratto, guarda caso, se ne fosse accorto, gli aveva messo in tasca una busta ben gonfia. Tornato a casa, se n'era accorto. Toh! Che ci fa questa busta nella mia tasca? Avrebbe esclamato! Ma, vedendo che conteneva qualche milioncino, si era ben guardato dal correre da chi di dovere a denunciare il fatto. Si era tenuto i soldi, presumibile frutto di una tangente, e per questo poi era finito nelle patrie galere! Orbene, se un terzo ha fatto una dichiarazione o ha prodotto documenti su mandato, e questa dichiarazione o questi documenti non erano, per cosi dire, conformi alle finalità per le quali venivano presentati e, per giunta, qualche distratto funzionario non ha effettuato tutti i necessari controlli, colui che ha fruito del beneficio non è che se la cavi tanto facilmente. Perché è vero che ha operato il terzo avvalendosi della "distrazione" del funzionario, ma i vantaggi sono andati a lui, che ha potuto così occupare un posto che non gli sarebbe spettato, godendo anche dei relativi riconoscimenti economici. A conoscenza di come stavano effettivamente le cose, avrebbe dovuto correre dagli organi preposti e denunciare il fatto, dissociandosi e riconoscendo di non avere diritto a quei benefici dei quali invece ha deciso scientemente di godere. E allora? Se è costretto a dormire con la 24 ore vicino alla porta o se sobbalza ogni volta che sente una sirena in avvicinamento, non se ne deve dolere! E non si conti tanto sulla prescrizione che per siffatte situazioni è lunga, molto lunga e decorre dal momento nel quale il beneficio si è consolidato. Certo si potrebbe immaginare, ma è solo un ipotesi, una sorta di comprensione da parte di chi di dovere, ma per questo occorrerebbe collaborare, pentirsi e cominciare a "cantare". Ecco, cantare! Nelle lunghe notti insonni meditate! Ché un bel "canto" liberatorio potrebbe riappacificarvi col mondo intero facendovi recuperare la perduta serenità, previa ovviamente la restituzione del maltolto.
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Da: LA LEGGE NATURALE23/05/2016 6.48.49
Dunque, che un uomo sottragga qualcosa ad un altro e aumenti il proprio vantaggio con lo svantaggio di un altro è contro natura più della morte, della povertà, del dolore e di tutti gli altri mali che possono accadere al corpo o ai beni esterni: ciò infatti mina alle basi la convivenza umana e la società: [se infatti saremo così disposti da spogliare o violare un altro a causa del suo guadagno, di necessità si disgrega quella che è soprattutto secondo natura, cioè il legame tra gli uomini].  Come se ciascun membro (umano) avesse una tale sensibilità, da pensare di poter star bene, coll'aver tratto a sé la salute del membro più vicino, sarebbe necessariamente indebolito e perirebbe l'intero corpo, così, se ciascuno di noi si appropriasse dei profitti degli altri e sottraesse quanto gli fosse possibile a ciascuno per il proprio guadagno, la società umana e la comunità necessariamente sarebbero sovvertite. Infatti che ciascuno preferisca acquistare per sé ciò che riguarda l'uso della vita anziché per un altro, lo si è ammesso, poiché non si oppone la natura; ma la natura non sopporta che con le spoglie degli altri aumentiamo le nostre sostanze, ricchezze e potenza.

IL DIRITTO POSITIVO

E d'altra parte questo non è stato stabilito solamente dalla natura, cioè dal diritto delle genti, ma anche dalle leggi dei popoli, sulle quali si fonda lo Stato nelle singole città, perché non sia permesso nuocere ad altri per il proprio vantaggio. A questo, infatti, mirano le leggi, questo è il loro scopo, che sia salva ed integra l'unione dei cittadini, e puniscono coloro che la rompono con la morte, l'esilio, la prigione e le multe. E questo principio è molto più un prodotto della stessa razionalità naturale, che è legge divina ed umana; colui che volesse obbedirgli (in verità dovranno obbedire tutti gli uomini che vivono secondo natura) non si renderà mai colpevole di desiderare la proprietà altrui  e di prendere per sé ciò che abbia sottratto ad altri.

LE VIRTU' SOCIALI

Infatti sono molto di più secondo natura l'elevatezza d'animo e la grandezza, ed ugualmente l'affabilità, la giustizia, la generosità, che non il piacere, la vita e le ricchezze: è proprio di un animo grande ed elevato disprezzare questi beni e ritenerli cose di nessun valore a confronto dell'utile comune. [Sottrarre, invece, ad un altro a causa del proprio vantaggio è più contro natura della stessa morte, del dolore e delle altre calamità simili.]
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Da: Sono proprio soddisfatto....24/05/2016 22.33.58
... che certi ceffi siano stati trombati come zampogne !
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Da: Quando si fanno certe affermazioni25/05/2016 13.05.53
è sempre bene essere chiari e precisi per non essere coinvolti in pericolose ambiguità. È un semplice consiglio, niente di più.
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Da: odg26/05/2016 14.26.24
Atto Camera

Ordine del Giorno 9/03822/016
presentato da
ROCCHI Maria Grazia
testo di
Martedì 24 maggio 2016, seduta n. 630
La Camera,
premesso che:
l'articolo 17, comma 1, del decreto-legge n. 104 del 2013 ha introdotto il corso-concorso selettivo di formazione, disponendo l'abrogazione della disciplina previgente, che prevedeva lo svolgimento delle procedure su base regionale (articolo 1, comma 618, della legge n. 296 del 2006 e decreto del Presidente della Repubblica n. 140 del 2008);
il comma 217 modifica e sostituisce l'articolo 29 del decreto legislativo n. 165 del 2001, novellato dall'articolo 17, comma 1, del decreto-legge n. 104 del 2013;
la nuova procedura di reclutamento, a seguito delle modifiche citate in premessa, consiste nell'affidare l'emanazione del bando per il corso-concorso selettivo di formazione al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentito il Ministero dell'economia e delle finanze, per tutti i posti vacanti nel triennio, fermo restando il vigente meccanismo di autorizzazione delle assunzioni (articolo 39, commi 3 e 3-bis, della legge n. 449 del 1997) - e non più alla scuola nazionale dell'amministrazione. Si conferma che al corso-concorso possono essere ammessi candidati in numero superiore a quello dei posti, entro un limite massimo del 20 per cento;
si prevede ora che tale limite, nonché la definizione delle modalità di svolgimento delle procedure concorsuali, della durata del corso e delle forme di valutazione dei candidati ammessi allo stesso è stabilito con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca;
il comma 88 dell'articolo 1 della legge n. 107 del 13 luglio 2015, interviene sulla materia concorsuale per la dirigenza scolastica normando procedure per talune categorie di partecipanti a pregresse procedure concorsuali;
nonostante l'intervento normativo permangono ancora situazioni di contenzioso connesse, in particolare, al concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici di cui al decreto direttoriale del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca del 13 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - 4a serie speciale - n. 56 del 3 luglio 2011 che generano incertezza sull'esito e sulle ripercussioni di sentenze che possano vedere la soccombenza del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca,
impegna il Governo
al fine di garantire la continuità delle funzioni dirigenziali e di limitare il ricorso all'istituto della reggenza nelle istituzioni scolastiche, in attesa dell'emanazione del regolamento recante la disciplina per il reclutamento dei dirigenti scolastici, ai sensi dell'articolo 1, comma 217, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, a valutare la possibilità e l'opportunità di promuovere interventi tesi a dare risposte al contenzioso ancora in corso anche, ove si ravvisi la necessità ed opportunità, attuando le disposizioni di cui al comma 88 dell'articolo 1 della legge n. 107 del 13 luglio 2015.

9/3822/16. (Testo modificato nel corso della seduta)
Rocchi, Carocci, Sgambato, Antezza, Amoddio, Albanella.
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Da: che 26/05/2016 14.47.15
schifo!
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Da: I furbetti del ricorsino26/05/2016 20.29.44
stanno pensando di ritornare già "a casa", dopo un anno "in esilio". E per superare il vincolo della permanenza per tre anni nella regione assegnata, si starebbero dando molto da fare. Forse pensavo che la loro vicenda sia finita nel dimenticatoio, ma non è così. Ci potrebbero essere degli sviluppi inaspettati quanto auspicabili, anche a distanza di un anno.
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