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CONCORSO DS: ORALI IN CAMPANIA
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Da: eh eh !01/08/2014 11.32.53
Ogni scarpa diventa scarpone !

.... e tante scarpe e scarpette di questo concorso stanno diventando scarponi !
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Da: La strega malefica della palude melmosa01/08/2014 12.41.18
@ Incognitus

Visto che mi mandi tutti questi saluti, mi sentirei scortese se non ricambiassi. (Prima facevi il cattivone, ma io sapevo che non lo eri).
Approfitto per dirti che condivido quasi completamente ciò che hai affermato nel tuo post delle  8.30.00. Dico "quasi" perché sono convinta che tra i ricorrenti vi siano anche tante persone che  confidano nella giustizia perchè sperano veramente che si torni ad una vera meritocrazia.


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Da: Lo scarpone01/08/2014 12.42.18
...Embe!
Che male c'è?
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Da: Neofita again01/08/2014 12.55.05
@incognitus
Come si fa a non essere d'accordo con l'affermazione relativa "all'apertura degli occhi" sulle corruttele di marca italiota nei pubblici (ma anche privati, Signori miei) concorsi? All'egregio esperto di diritto desidero porre una semplice domanda: come consideri tutti i "non idonei" (ma anche "idonei") che, per loro sfortuna, si sono imbattuti in candidati che magari copiavano da libri o da device tecnologici, e che non hanno segnalato ai sorveglianti tale comportamento disonesto? Personalmente ritengo la mancata segnalazione un atto sbagliato ed esecrabile ma...segnalarlo, diciamoci la verità, non è semplice per ragioni "umane" e perché si rischia di perdere la concentrazione.
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Da: Incognitus 01/08/2014 13.01.10
@ strega

Non dubito affatto che fra i ricorrenti ci siano persone serie che , in tutta onestà, ritengono di essere state defraudate.
Ritengo che, allo stato attuale, non si possa far altro che attendere l'esito delle indagini in corso. Penso anche, a tale riguardo, che il prolungarsi dei tempi non deponga a favore di conclusioni delle Autorità inquirenti nel senso di aprire il varco a chi di competenza per la  conclusione della procedura concorsuale con la pubblicazione di una graduatoria.
Né, peraltro, appare percorribile l'ipotesi, che pure qualcuno ha formulato, di una soluzione "politica" di questa intricatissima vicenda.

Ti saluto con viva cordialità.
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Da: Sono disperato... 01/08/2014 13.04.17
Pezzi di.....diventati miei ds
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Da: @  Neofita again01/08/2014 13.15.45
Invece, no. E' un atto di estrema intelligenza e responsabilità.
Mi spiego.
Se il concorso si fosse svolto nello stesso luogo sollecitare la vigilanza avrebbe potuto affrontare il problema, ma non essendosi svolto nello stesso luogo la denuncia avrebbe danneggiato pure i componenti che avrebbero svolto le prove senza alcun sussidio non consentito poiché si sarebbe creata tensione e confusione. Avrebbe danneggiato la persona che si sarebbe spinta ad "osare". Sul piano giuridico non vi è l'obbligo di denunciare al momento che il fatto accade potendolo fare in qualsiasi momento. Vedi, il plagio in un concorso è un reato accertabile d'ufficio e non è soggetto a decadenza nei novanta giorni.
La regola morale di denuncia in questo caso sarebbe stata controproducente per le persone, di numero limitato, e non avrebbe coinvolto la moltitudine dei concorrenti.

Ognuno potrebbe sentirsi libero, erroneamente, di essere giudice dei comportamenti altrui, ma nessuno può sostituirsi per la tutela dei suoi interessi.

Questo è ineccepibile da un punto di vista prettamente giuridico.
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Da: Incognitus01/08/2014 13.41.51
Copiare durante le prove di un concorso pubblico è reato ?

Sicuramente sì.
A sentenziarlo è la Cassazione, sezione VI penale, con la sentenza n.32368/10.
Ad integrare il reato è la circostanza di presentare, come frutto di una personale elaborazione, temi o dissertazioni non proprie.
Ad escludere tale responsabilità penale non vale il citare la fonte di riferimento.

Altro discorso è poi la dilagante acquiescenza della cosiddetta pubblica opinione rispetto all'antica "arte" del copiare.
Si comincia dalla scuola primaria, si continua imperterriti e pressochè impuniti nella secondaria, si persiste sfacciatamente nelle prove scritte (pochine per la verità) all'Università e si finisce alla grande durante i pubblici concorsi, anche (e soprattutto ?) in quelli per ricoprire posti a cattedra o per insediarsi come dirigenti scolastici e via discorrendo.

Non mancano i "teorizzatori" ex cathedra del "diritto a copiare" come sorta di riscatto personale e sociale del singolo non raccomandato o "sponsorizzato", contro gli abusi di chi può vantare "entrature" nei palazzi del potere o, più modestamente, nei salotti di qualche "nobiluomo" o "nobildonna" locali.

Eh sì, signori miei !
La "nobile" arte del copiare si tramanda di padre in figlio, da generazione a generazione e, quasi sempre, a nulla valgono le reprimende dei moralizzatori e gli anatemi dei saggi. 
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