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Elenco in ordine alfabetico delle domande di Diritto amministrativo

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A DIFFERENZA DI ALTRI ORGANI DELLO STATO, PURE INDIPENDENTI, LE AUTORITA’ INDIPENDENTI SVOLGONO FUNZIONI:   Di amministrazione attiva, regolazione e controllo
A NORMA DELL’ART. 1 DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 286 DEL 1999, IL CONTROLLO DI GESTIONE E’ DIRETTO A:   ottimizzare il rapporto tra costi e risultati
A NORMA DELL’ART. 1 DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 286 DEL 1999, IL CONTROLLO DI REGOLARITA’ AMMINISTRATIVA E CONTABILE E’ DIRETTO A:   garantire la legittimità, regolarità e correttezza dell’azione amministrativa
A NORMA DELL’ART. 1 DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 286 DEL 1999, LA VALUTAZIONE E IL CONTROLLO STRATEGICO SONO DIRETTI A:   valutare l’adeguatezza delle scelte compiute in sede di attuazione dei piani, programmi ed altri strumenti di determinazione dell’indirizzo politico
A NORMA DELL’ART. 1 DELLA LEGGE N. 20 DEL 1994, IL DEBITO RELATIVO ALLA RESPONSABILITA’ DEI SOGGETTI SOTTOPOSTI ALLA GIURISDIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI IN MATERIA DI CONTABILITA’ PUBBLICA E’:   trasmissibile agli eredi secondo le leggi vigenti nei casi di illecito arricchimento del dante causa e di conseguente arricchimento degli eredi stessi
A NORMA DELL’ART. 1 DELLA LEGGE N. 20 DEL 1994, IN TEMA DI RESPONSABILITA’ DEI SOGGETTI SOTTOPOSTI ALLA GIURISDIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI IN MATERIA DI CONTABILITA’ PUBBLICA, IL DIRITTO AL RISARCIMENTO SI PRESCRIVE:   in 5 anni
A NORMA DELL’ART. 1 DELLA LEGGE N. 20 DEL 1994, IN TEMA DI RESPONSABILITA’ DEI SOGGETTI SOTTOPOSTI ALLA GIURISDIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI IN MATERIA DI CONTABILITA’ PUBBLICA, LE SCELTE DISCREZIONALI DELL’AMMINISTRAZIONE SONO:   insindacabili nel merito
A NORMA DELL’ART. 1 DELLA LEGGE N. 20 DEL 1994, IN TEMA DI RESPONSABILITA’ DEI SOGGETTI SOTTOPOSTI ALLA GIURISDIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI IN MATERIA DI CONTABILITA’ PUBBLICA, SE IL FATTO DANNOSO E’ COMMESSO DA PIU’ PERSONE LA RESPONSABILITA’ E’:   solidale per i soli concorrenti che abbiano conseguito un illecito arricchimento o abbiano agito con dolo
A NORMA DELL’ART. 1 DELLA LEGGE N. 20 DEL 1994, IN TEMA DI RESPONSABILITA’ DEI SOGGETTI SOTTOPOSTI ALLA GIURISDIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI, IL TERMINE DI PRESCRIZIONE DEL DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO DECORRE:   dalla data in cui si è verificato il fatto dannoso, ovvero, in caso di occultamento doloso del danno, dalla data della sua scoperta
A NORMA DELL’ART. 1 DELLA LEGGE N. 20 DEL 1994, IN TEMA DI RESPONSABILITA’ DEI SOGGETTI SOTTOPOSTI ALLA GIURISDIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI, IN CASO DI DELIBERAZIONI DI ORGANI COLLEGIALI:   la responsabilità si imputa esclusivamente a coloro che hanno espresso voto favorevole
A NORMA DELL’ART. 1 DELLA LEGGE N. 20 DEL 1994, IN TEMA DI RESPONSABILITA’ DEI SOGGETTI SOTTOPOSTI ALLA GIURISDIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI, SE IL FATTO DANNOSO E’ COMMESSO DA PIU’ PERSONE:   la responsabilità si ripartisce tra coloro che vi presero parte e per la parte di ciascuno
A NORMA DELL’ART. 1 DELLA LEGGE N. 20 DEL 1994, LA RESPONSABILITA’ DEI SOGGETTI SOTTOPOSTI ALLA GIURISDIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI IN MATERIA DI CONTABILITA’ PUBBLICA E’ CIRCOSCRITTA:   ai fatti ed alle omissioni commessi con dolo o colpa grave
A NORMA DELL’ART. 1 DELLA LEGGE N. 20 DEL 1994, LA RESPONSABILITA’ DEI SOGGETTI SOTTOPOSTI ALLA GIURISDIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI IN MATERIA DI CONTABILITA’ PUBBLICA E’:   personale e limitata ai fatti ed alle omissioni commesse
A NORMA DELL’ART. 1 DELLA LEGGE N. 20 DEL 1994, NEL GIUDIZIO DI RESPONSABILITA’ CONTABILE A CARICO DEI SOGGETTI SOTTOPOSTI ALLA GIURISDIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI DEVE TENERSI CONTO:   dei vantaggi comunque conseguiti dall’amministrazione o dalla comunità amministrata
A NORMA DELL’ART. 1, COMMA 2, DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 286 DEL 1999, L’ATTIVITA’ DI VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI UTILIZZA, TRA L’ALTRO:   i risultati del controllo di gestione
A NORMA DELL’ART. 4 DELL’ALLEGATO E) DELLA N. 2248 DEL 1865, QUANDO SORGE CONTROVERSIA SOPRA UN DIRITTO CHE SI PRETENDE LESO DA UN ATTO DELL’AUTORITA’ AMMINISTRATIVA, E DEVOLUTO ALLA COGNIZIONE DEL GIUDICE ORDINARIO:   l’atto amministrativo non potrà essere revocato o modificato se non mediante ricorso alle competenti autorità amministrative
A NORMA DELL’ART. 4 DELL’ALLEGATO E) DELLA N. 2248 DEL 1865, QUANDO SORGE CONTROVERSIA SOPRA UN DIRITTO CHE SI PRETENDE LESO DA UN ATTO DELL’AUTORITA’ AMMINISTRATIVA:   la competenza appartiene ai tribunali ordinari, che si limiteranno a conoscere degli effetti dell’atto stesso
AGLI ENTI PUBBLICI ECONOMICI SI APPLICANO LE NORME DEL CODICE CIVILE?   Sì, la loro disciplina è prevista sia nel Codice civile che in altre norme di legge
AI SENSI DEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO N. 42 DEL 2004, PER PAESAGGIO SI INTENDE   le parti di territorio i cui caratteri distintivi derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni
AI SENSI DEL D.P.R. N. 1199 DEL 1971, IL RICORSO GERARCHICO DEVE ESSERE PRODOTTO NEL TERMINE DI:   trenta giorni
AI SENSI DEL D.P.R. N. 1199 DEL 1971, IL RICORSO GERARCHICO È AMMESSO:   per motivi di legittimità e merito
AI SENSI DEL D.P.R. N. 1199 DEL 1971, IL RICORSO GERARCHICO SI INTENDE RESPINTO A TUTTI GLI EFFETTI DECORSO IL SEGUENTE TERMINE:   novanta giorni
AI SENSI DEL D.P.R. N. 1199 DEL 1971, IL RICORSO IN OPPOSIZIONE È PRESENTATO:   all’organo che ha emanato l’atto impugnato
AI SENSI DEL D.P.R. N. 1199 DEL 1971, IL RICORSO STRAORDINARIO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA È AMMESSO:   per motivi di legittimità
AI SENSI DEL D.P.R. N. 1199 DEL 1971, L’ORGANO CHE HA RICEVUTO IL RICORSO STRAORDINARIO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA LO TRASMETTE:   al Ministero competente
AI SENSI DEL D.P.R. N. 1199 DEL 1971, L’ORGANO DECIDENTE IL RICORSO GERARCHICO PUÒ SOSPENDERE L’ESECUZIONE DEL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO IMPUGNATO?   sì, per gravi motivi
AI SENSI DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, I REGOLAMENTI EDILIZI COMUNALI DISCIPLINANO:   le modalità costruttive
AI SENSI DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, LE MODALITÀ COSTRUTTIVE CONtENUTE NEI REGOLAMENTI EDILIZI COMUNALI NON COMPRENDONO:   il rispetto dei vincoli storico-artistici
AI SENSI DELL’ART 12 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, IN CASO DI CONTRASTO TRA LA DOMANDA DI PERMESSO DI COSTRUIRE E LE PREVISIONI DI STRUMENTI URBANISTICI ADOTTATI:   è sospesa ogni determinazione in ordine alla domanda
AI SENSI DELL’ART. 1 DEL TESTO UNICO IN MATERIA DI DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA, DI CUI AL D.P.R. N. 445 DEL 2000, PER DOCUMENTO INFORMATICO SI INTENDE:   la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti
AI SENSI DELL’ART. 1 DEL TESTO UNICO SULLA DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA, DI CUI AL D.P.R. N. 445 DEL 2000, IL DOCUMENTO DI IDENTITÀ ELETTRONICO È RILASCIATO:   fino al compimento del quindicesimo anno di età
AI SENSI DELL’ART. 1 DEL TESTO UNICO SULLA DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA, DI CUI AL D.P.R. N. 445 DEL 2000, IL DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO PUÒ ESSERE RILASCIATO:   anche su supporto magnetico o informatico
AI SENSI DELL’ART. 1 DEL TESTO UNICO SULLA DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA, DI CUI AL D.P.R. N. 445 DEL 2000, L’AUTENTICAZIONE DI SOTTOSCRIZIONE È EFFETTUATA:   dal pubblico ufficiale
AI SENSI DELL’ART. 1 DEL TESTO UNICO SULLA DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA, DI CUI AL D.P.R. N. 445 DEL 2000, LA FIRMA DIGITALE È:   un particolare tipo di firma elettronica
AI SENSI DELL’ART. 1 DEL TESTO UNICO SULLA DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA, DI CUI AL D.P.R. N. 445 DEL 2000, PER DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO SI INTENDE:   ogni documento che consenta l’identificazione personale del titolare
AI SENSI DELL’ART. 1 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE:   non può aggravare il procedimento, se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell’istruttoria
AI SENSI DELL’ART. 10 DEL D.P.R. N. 1199 DEL 1971, I CONTROINTERESSATI AL RICORSO STRAORDINARIO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA POSSONO RICHIEDERE CHE IL RICORSO SIA DECISO IN SEDE GIURISDIZIONALE?   sì, entro 60 giorni dalla notifica del ricorso
AI SENSI DELL’ART. 10 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, NON COSTITUISCONO INTERVENTI DI TRASFORMAZIONE URBANISTICA ED EDILIZIA DEL TERRITORIO:   gli interventi di ristrutturazione edilizia che non portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente
AI SENSI DELL’ART. 10-BIS DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, DOPO LA COMUNICAZIONE DEI MOTIVI OSTATIVI ALL’ACCOGLIMENTO DELL’ISTANZA, GLI ISTANTI HANNO IL DIRITTO DI PRESENTARE LE LORO OSSERVAZIONI:   entro 10 giorni dal ricevimento della comunicazione
AI SENSI DELL’ART. 10-BIS DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LA COMUNICAZIONE DEI MOTIVI OSTATIVI ALL’ACCOGLIMENTO DELL’ISTANZA E’ DOVUTA:   prima della formale adozione di un provvedimento negativo
AI SENSI DELL’ART. 10-BIS DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LA COMUNICAZIONE DEI MOTIVI OSTATIVI ALL’ACCOGLIMENTO DELL’ISTANZA INTERROMPE I TERMINI PER LA CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO?   sì
AI SENSI DELL’ART. 10-BIS DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LA COMUNICAZIONE DEI MOTIVI OSTATIVI ALL’ACCOGLIMENTO DELL’ISTANZA NON E’ DOVUTA, TRA L’ALTRO:   nelle procedure concorsuali
AI SENSI DELL’ART. 11 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, IL PERMESSO DI COSTRUIRE È RILASCIATO:   al proprietario dell’immobile o a chi abbia titolo per richiederlo
AI SENSI DELL’ART. 11 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, IL PERMESSO DI COSTRUIRE:   è trasferibile, insieme all’immobile, ai successori o aventi causa
AI SENSI DELL’ART. 11 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, IL PERMESSO DI COSTRUIRE:   è irrevocabile ed oneroso
AI SENSI DELL’ART. 11 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, IL RILASCIO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE:   non comporta limitazione dei diritti dei terzi
AI SENSI DELL’ART. 11 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, A QUALI CONTROLLI SONO SOGGETTI GLI ACCORDI SOSTITUTIVI DEL PROVVEDIMENTO?   agli stessi controlli previsti per il provvedimento che sostituiscono
AI SENSI DELL’ART. 11 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, E’ PREVISTO IL RECESSO DAGLI ACCORDI INTEGRATIVI O SOSTITUTIVI DEL PROVVEDIMENTO?   sì, con corresponsione di indennizzo
AI SENSI DELL’ART. 11 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, QUALE E’ LA FORMA CON CUI DEVONO ESSERE STIPULATI GLI ACCORDI INTEGRATIVI O SOSTITUTIVI DEL PROVVEDIMENTO?   forma scritta ad substantiam
AI SENSI DELL’ART. 11 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, QUALI PRINCIPI SI APPLICANO, DI NORMA, AGLI ACCORDI INTEGRATIVI O SOSTITUTIVI DEL PROVVEDIMENTO?   i principi del codice civile in materia di obbligazioni e contratti, in quanto compatibili
AI SENSI DELL’ART. 12 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, IL RILASCIO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE È COMUNQUE SUBORDINATO, TRA L’ALTRO:   all’impegno degli interessati di procedere all’attuazione delle opere di urbanizzazione primaria contemporaneamente alla realizzazione dell’intervento edilizio
AI SENSI DELL’ART. 12 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, LA SOSPENSIONE DEGLI INTERVENTI DI TRASFORMAZIONE URBANISTICA ED EDILIZIA DEL TERRITORIO PUO’ ESSERE ORDINATA:   dal presidente della giunta regionale, su richiesta del Sindaco
AI SENSI DELL’ART. 13 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, IL PERMESSO DI COSTRUIRE È RILASCIATO:   dal dirigente o responsabile del competente ufficio comunale
AI SENSI DELL’ART. 13 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, LA DISCIPLINA DELL’ESERCIZIO DEI POTERI SOSTITUTIVI PER IL CASO DI MANCATO RILASCIO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE ENTRO I TERMINI STABILITI È DISCIPLINATO:   dalla regione
AI SENSI DELL’ART. 13 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LE NORME IN MATERIA DI PARTECIPAZIONE NON SI APPLICANO NEI CONFRONTI DELL’ATTIVITA’ AMMINISTRATIVA DIRETTA ALL’EMANAZIONE:   di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione
AI SENSI DELL’ART. 132 DEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO N. 42 DEL 2004, AL FINE DI DIFFONDERE ED ACCRESCERE LA CONOSCENZA DEL PAESAGGIO, LE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE:   intraprendono attività di formazione e di educazione
AI SENSI DELL’ART. 133 DEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO N. 42 DEL 2004, LE ATTIVITÀ DI TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL PAESAGGIO DI CONFORMANO:   agli obblighi e ai principi di cooperazione tra gli Stati derivanti dalle convenzioni internazionali
AI SENSI DELL’ART. 135 DEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO N. 42 DEL 2004, I PIANI PAESAGGISTICI:   individuano ambiti definiti in relazione alla tipologia, rilevanza e integrità dei valori paesaggistici
AI SENSI DELL’ART. 135 DEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO N. 42 DEL 2004, LO STATO E LE REGIONI ASSICURANO CHE:   il paesaggio sia adeguatamente conosciuto, tutelato e valorizzato
AI SENSI DELL’ART. 136 DEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO N. 42 DEL 2004, SONO SOGGETTI ALLE DISPOSIZIONI CONCERNENTI I BENI PAESAGGISTICI, TRA L’ALTRO:   gli immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale
AI SENSI DELL’ART. 137 DEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO N. 42 DEL 2004, IL PROVVEDIMENTO DI DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO DEGLI IMMOBILI PAESAGGISTICI È PUBBLICATO:   nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana
AI SENSI DELL’ART. 137 DEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO N. 42 DEL 2004, LA DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO DEGLI IMMOBILI PAESAGGISTICI È FORMULATA:   dalle regioni
AI SENSI DELL’ART. 137 DEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO N. 42 DEL 2004, LE COMMISSIONI CHE HANNO IL COMPITO DI FORMULARE PROPOSTE PER LA DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO DEGLI IMMOBILI PAESAGGISTICI SONO ISTITUITE:   dalle regioni
AI SENSI DELL’ART. 14 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, IL PERMESSO DI COSTRUIRE IN DEROGA AGLI STRUMENTI URBANISTICI È RILASCIATO ESCLUSIVAMENTE:   per edifici o impianti pubblici o di interesse pubblico
AI SENSI DELL’ART. 14 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, LA DEROGA AGLI STRUMENTI URBANISTICI PER IL RILASCIO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE PUÒ RIGUARDARE:   limiti di distanza tra i fabbricati
AI SENSI DELL’ART. 14, COMMA 1, DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 del 1990, LA CONFERENZA DI SERVIZI E’ INDETTA, DI REGOLA:   qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici
AI SENSI DELL’ART. 14, COMMA 2, DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LA CONFERENZA DI SERVIZI E’ SEMPRE INDETTA:   qualora l’amministrazione procedente deve acquisire atti di assenso e non li abbia ottenuti, entro 30 giorni dalla richiesta
AI SENSI DELL’ART. 14, COMMA 2, DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LA CONFERENZA DI SERVIZI, OVE SIA INTERVENUTO IL DISSENSO DI UNA O PIÙ AMMINISTRAZIONI INTERPELLATE:   può essere indetta
AI SENSI DELL’ART. 14, COMMA 4, DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LA RICHIESTA DELL’INTERESSATO DI INDIRE UNA CONFERENZA DI SERVIZI DEVE ESSERE INOLTRATA:   all’amministrazione competente per l’adozione del provvedimento finale
AI SENSI DELL’ART. 14, COMMA 5, DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, IN CASO DI AFFIDAMENTO DI CONCESSIONE DI LAVORI PUBBLICI LA CONFERENZA DI SERVIZI E’ CONVOCATA ENTRO:   15 giorni
AI SENSI DELL’ART. 142 DEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO N. 42 DEL 2004, SONO DA CONSIDERARSI AREE TUTELATE PER LEGGE AGLI EFFETTI DELLE DISPOSIZIONI CONCERNENTI I BENI PAESAGGISTICI:   i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia
AI SENSI DELL’ART. 142 DEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO N. 42 DEL 2004, SONO DA CONSIDERARSI AREE TUTELATE PER LEGGE AGLI EFFETTI DELLE DISPOSIZIONI CONCERNENTI I BENI PAESAGGISTICI:   i torrenti
AI SENSI DELL’ART. 142 DEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO N. 42 DEL 2004, SONO DA CONSIDERARSI AREE TUTELATE PER LEGGE AGLI EFFETTI DELLE DISPOSIZIONI CONCERNENTI I BENI PAESAGGISTICI:   i ghiacciai
AI SENSI delL’ART. 145 DEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO N. 42 DEL 2004, I PIANI PAESAGGISTICI PREVEDONO:   misure di coordinamento con gli strumenti di pianificazione territoriale e di settore
AI SENSI DELL’ART. 15 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, IL PERMESSO DI COSTRUIRE DECADE, TRA L’ALTRO:   con l’entrata in vigore di contrastanti previsioni urbanistiche
AI SENSI DELL’ART. 15 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, IL TERMINE PER L’INIZIO DEI LAVORI FISSATO NEL PERMESSO DI COSTRUIRE NON PUÒ ESSERE SUPERIORE A:   1 anno
AI SENSI DELL’ART. 15 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, IL TERMINE PER L’ULTIMAZIONE DEI LAVORI FISSATO NEL PERMESSO DI COSTRUIRE NON PUÒ ESSERE SUPERIORE A:   3 anni dall’inizio dei lavori
AI SENSI DELL’ART. 15 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, LA PROROGA DEI TERMINI FISSATI NEL PERMESSO DI COSTRUIRE PER L’ULTIMAZIONE DEI LAVORI PUO’ ESSERE ACCORDATA?   Sì, per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso
AI SENSI DELL’ART. 16 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, IL RILASCIO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE COMPORTA:   la corresponsione di un contributo commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione nonché al costo di costruzione
AI SENSI DELL’ART. 16 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, L’INCIDENZA DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA E SECONDARIA È STABILITA:   dal consiglio comunale
AI SENSI DELL’ART. 16 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, LA QUOTA DI CONTRIBUTO RELATIVA AGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE È CORRISPOSTA:   al comune
AI SENSI DELL’ART. 16 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, LA QUOTA DI CONTRIBUTO RELATIVA AGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE È CORRISPOSTA:   all’atto del rilascio del permesso di costruire
AI SENSI DELL’ART. 16 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, LA QUOTA DI CONTRIBUTO RELATIVA AL COSTO DI COSTRUZIONE È CORRISPOSTA:   in corso d’opera
AI SENSI DELL’ART. 2 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, FINO ALL’ACQUISIZIONE DI VALUTAZIONI TECNICHE, I TERMINI SONO SOSPESI PER UN PERIODO MASSIMO NON SUPERIORE A:   90 giorni
AI SENSI DELL’ART. 2 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, I TERMINI DI CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO SONO MODULATI TENENDO CONTO:   della loro sostenibilità sotto il profilo della organizzazione amministrativa e della natura degli interessi pubblici tutelati
AI SENSI DELL’ART. 2 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, IL RICORSO AVVERSO IL SILENZIO-INADEMPIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE PUO’ ESSERE PROPOSTO:   fintanto che perdura l’inadempimento e comunque non oltre un anno dalla scadenza dei termini previsti
AI SENSI DELL’ART. 2 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, IL RICORSO AVVERSO IL SILENZIO-INADEMPIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE PUO’ ESSERE PROPOSTO:   Indipendentemente da una previa diffida
AI SENSI DELL’ART. 2 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE HA IL DOVERE DI CONCLUDERE IL PROCEDIMENTO MEDIANTE L’ADOZIONE:   di un provvedimento espresso
AI SENSI DELL’ART. 2 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, QUALE È IL TERMINE RESIDUALE DI CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO?   90 giorni.
AI SENSI DELL’ART. 21-BIS DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, I PROVVEDIMENTI LIMITATIVI DELLA SFERA GIURIDICA DEI PRIVATI AVENTI CARATTERE CAUTELARE ED URGENTE ACQUISTANO EFFICACIA:   Immediatamente
AI SENSI DELL’ART. 21-NONIES DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, IL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO ILLEGITTIMO È ANNULLABILE D’UFFICIO:   dall’organo che l’ha emanato o da altro organo previsto dalla legge
AI SENSI DELL’ART. 21-NONIES DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, IL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO ILLEGITTIMO È ANNULLABILE D’UFFICIO:   entro un termine ragionevole
AI SENSI DELL’ART. 21-NONIES DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, IL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO ILLEGITTIMO PUO’ ESSERE ANNULLATO D’UFFICIO DALL’AMMINISTRAZIONE:   solo se sussistono ragioni di interesse pubblico all’annullamento
AI SENSI DELL’ART. 21-NONIES DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LA CONVALIDA DI UN PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO ANNULLABILE È POSSIBILE:   entro un termine ragionevole
AI SENSI DELL’ART. 21-OCTIES DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, È ANNULLABILE IL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO ADOTTATO IN VIOLAZIONE DI NORME SUL PROCEDIMENTO O SULLA FORMA DEGLI ATTI?   sì, salvo che, per la natura vincolata del provvedimento, sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello adottato
AI SENSI DELL’ART. 21-OCTIES DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, È ANNULLABILE IL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO PER MANCATA COMUNICAZIONE DELL’AVVIO DEL PROCEDIMENTO?   sì, salvo che l’amministrazione dimostri in giudizio che il suo contenuto non avrebbe potuto essere diverso da quello adottato
AI SENSI DELL’ART. 21-QUATER DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, DA CHI PUO’ ESSERE SOSPESA L’EFFICACIA OVVERO L’ESECUZIONE DEL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO?   dallo stesso organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge
AI SENSI DELL’ART. 21-QUATER DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, IL TERMINE PER LA SOSPENSIONE DELL’EFFICACIA OVVERO DELL’ESECUZIONE DEL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO:   è esplicitamente indicato nell’atto che la dispone ed è prorogabile, differibile o riducibile
AI SENSI DELL’ART. 21-QUATER DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, L’EFFICACIA OVVERO L’ESECUZIONE DEL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO PUO’ ESSERE SOSPESA?   Sì, per gravi ragioni e per il tempo strettamente necessario
AI SENSI DELL’ART. 21-QUINQUIES DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, DA CHI PUO’ ESSERE REVOCATO IL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO AD EFFICACIA DUREVOLE?   dall’organo che lo ha emanato o da altro organo previsto dalla legge
AI SENSI DELL’ART. 21-QUINQUIES DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, IL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO AD EFFICACIA DUREVOLE PUO’ ESSERE REVOCATO?   sì, tra l’altro, per sopravvenuti motivi di pubblico interesse
AI SENSI DELL’ART. 21-QUINQUIES DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LA REVOCA DEL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO AD EFFICACIA DUREVOLE COMPORTA LA CORRESPONSIONE DI UN INDENNIZZO?   sì, ma solo se la revoca comporta pregiudizi in danno dei soggetti direttamente interessati
AI SENSI DELL’ART. 21-QUINQUIES DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LA REVOCA DEL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO AD EFFICACIA DUREVOLE DETERMINA?   l’inidoneità del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti
AI SENSI DELL’ART. 21-QUINQUIES DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, SONO DEVOLUTE ALLA GIURISDIZIONE ESCLUSIVA DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO LE CONTROVERSIE CONCERNENTI:   la determinazione e la corresponsione dell’indennizzo derivante dalla revoca del provvedimento
AI SENSI DELL’ART. 21-SEPTIES DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, È PREVISTA LA GIURISDIZIONE ESCLUSIVA DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO PER:   le questioni di nullità dei provvedimenti amministrativi in violazione od elusione del giudicato
AI SENSI DELL’ART. 21-SEXIES DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PUO’ RECEDERE DAI CONTRATTI?   sì, nei casi previsti dalla legge o dal contratto
AI SENSI DELL’ART. 21-TER DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, AI FINI DELL’ESECUZIONE DELLE OBBLIGAZIONI AVENTI AD OGGETTO SOMME DI DENARO SI APPLICANO LE DISPOSIZIONI:   per l’esecuzione coattiva dei crediti dello Stato
AI SENSI DELL’ART. 21-TER DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, IL PROVVEDIMENTO COSTITUTIVO DI OBBLIGHI DEVE INDICARE:   Il termine e le modalità dell’esecuzione da parte del soggetto obbligato
AI SENSI DELL’ART. 21-TER DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI POSSONO IMPORRE COATTIVAMENTE L’ADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI NEI LORO CONFRONTI?   Sì, nei casi e nei modi stabiliti dalla legge
AI SENSI DELL’ART. 21-TER DELLA VIGENTE LEGGE N. 241/ DEL 1990, QUALORA L’INTERESSATO NON OTTEMPERI AGLI OBBLIGHI CONTENUTI IN UN PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO, LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI POSSONO PROVVEDERE ALL’ESECUZIONE COATTIVA:   Previa diffida
AI SENSI DELL’ART. 23-BIS LEGGE N. 1034 DEL 1971, I TERMINI PROCESSUALI DEL GIUDIZIO DAVANTI AL T.A.R. SONO DIMEZZATI, TRA L’ALTRO, NELLE SEGUENTI IPOTESI:   provvedimenti relativi a procedure di affidamento di incarichi di progettazione e di attività tecnico-amministrative connesse
AI SENSI DELL’ART. 3 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, DEVONO ESSERE MOTIVATI I PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI CONCERNENTI I CONCORSI PUBBLICI?   Sì, sempre
AI SENSI DELL’ART. 3 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, GLI ATTI AMMINISTRATIVI GENERALI DEVONO ESSERE MOTIVATI?   No
AI SENSI DELL’ART. 3 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, GLI ATTI NORMATIVI DEVONO ESSERE MOTIVATI?   No
AI SENSI DELL’ART. 37 DEL REGIO DECRETO N. 827 DEL 1924, I CONTRATTI DA CUI DERIVANO ENTRATE O SPESE DELLO STATO DEBBONO ESSERE PRECEDUTI DA PUBBLICI INCANTI?   sì, eccetto i casi indicati dalla legge
AI SENSI DELL’ART. 38 DEL REGIO DECRETO N. 827 DEL 1924, LA LICITAZIONE PRIVATA PUO’ ESSERE INDETTA, TRA L’ALTRO:   per le provviste di materie e derrate che per loro natura debbono essere acquisite nel luogo della produzione o fornite direttamente dai produttori
AI SENSI DELL’ART. 38 DEL REGIO DECRETO N. 827 DEL 1924, LA LICITAZIONE PRIVATA PUO’ ESSERE INDETTA, TRA L’ALTRO:   per i prodotti d’arte, macchine, strumenti e lavori di precisione
AI SENSI DELL’ART. 38 DEL REGIO DECRETO N. 827 DEL 1924, LA LICITAZIONE PRIVATA PUO’ ESSERE INDETTA, TRA L’ALTRO:   per dare in affitto ad uso di abitazione locali e loro dipendenze, quando per ragioni speciali non sia conveniente sperimentare l’incanto
AI SENSI DELL’ART. 38 DEL REGIO DECRETO N. 827 DEL 1924, LA LICITAZIONE PRIVATA PUO’ ESSERE INDETTA, TRA L’ALTRO:   quando sia andato deserto l’incanto
AI SENSI DELL’ART. 38 DEL REGIO DECRETO N. 827 DEL 1924, LA LICITAZIONE PRIVATA PUO’ ESSERE INDETTA, TRA L’ALTRO:   per le provviste occorrenti all’esercito, all’armata e all’aeronautica militare
AI SENSI DELL’ART. 3-BIS DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, L’USO DELLA TELEMATICA È PREVISTO NEI RAPPORTI TRA LE DIVERSE AMMINISTRAZIONI ED I PRIVATI?   Sì, sempre
AI SENSI DELL’ART. 3-BIS DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, L’USO DELLA TELEMATICA E’:   incentivato
AI SENSI DELL’ART. 3-BIS DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, L’USO DELLA TELEMATICA:   riguarda i rapporti interni all’amministrazione, quelli tra le diverse amministrazioni e quelli tra le amministrazioni e i privati
AI SENSI DELL’ART. 4 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241/90, LA DETERMINAZIONE DELL’UNITA’ ORGANIZZATIVA RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO:   E’ resa pubblica in conformità ai singoli ordinamenti
AI SENSI DELL’ART. 45 DEL REGIO DECRETO N. 827 DEL 1924, I CAPITOLATI D’ONERI SONO APPROVATI:   da ciascun Ministero
AI SENSI DELL’ART. 5 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, AI FINI DEL RILASCIO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE O DEL CERTIFICATO DI AGIBILITÀ, IL PARERE DEI VIGILI DEL FUOCO IN ORDINE AL RISPETTO DELLA NORMATIVA ANTINCENDIO:   è acquisito direttamente dallo Sportello unico per l’edilizia
AI SENSI DELL’ART. 5 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, AI FINI DEL RILASCIO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE O DEL CERTIFICATO DI AGIBILITÀ, IL PARERE DELL’A.S.L.:   è acquisito direttamente dallo Sportello unico per l’edilizia
AI SENSI DELL’ART. 5 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, LO SPORTELLO UNICO PER L’EDILIZIA:   cura tutti i rapporti tra il privato, l’amministrazione e, ove occorra, le altre amministrazioni in materia di permesso di costruire e denuncia di inizio attività
AI SENSI DELL’ART. 5 DEL D.P.R. N. 380 DEL 2001, LO SPORTELLO UNICO PER L’EDILIZIA:   cura la ricezione delle denunce di inizio attività
AI SENSI DELL’ART. 8 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, L’OMISSIONE DI TALUNA DELLE COMUNICAZIONI IVI PREVISTE PUO’ ESSERE FATTA VALERE:   solo dal soggetto nel cui interesse la comunicazione è prevista
AI SENSI DELL’ART. 8 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LA COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO DEVE CONTENERE L’INDICAZIONE DEI RIMEDI ESPERIBILI IN CASO DI INERZIA DELL’AMMINISTRAZIONE?   Sì, sempre
AI SENSI DELL’ART. 8 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LA COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO DEVE CONTENERE L’INDICAZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE COMPETENTE?   Sì, sempre.
AI SENSI DELL’ART. 8 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LA COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO DEVE CONTENERE L’INDICAZIONE DELL’OGGETTO DEL PROCEDIMENTO PROMOSSO?   Sì, sempre
AI SENSI DELL’ART. 8 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LA COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO DEVE CONTENERE L’INDICAZIONE DELL’UFFICIO E DELLA PERSONA DEL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO?   Sì, sempre
AI SENSI DELL’ART. 8 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LA COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO DEVE CONTENERE L’INDICAZIONE DELL’UFFICIO IN CUI SI PUO’ PRENDERE VISIONE DEGLI ATTI?   Sì, sempre
AI SENSI DELL’ART. 8 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LA COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO DEVE CONTENERE L’INDICAZIONE DELLA DATA ENTRO CUI IL PROCEDIMENTO DEVE CONCLUDERSI?   Sì, sempre
AI SENSI DELL’ART. 8 DELLA VIGENTE LEGGE N. 241/90, LE FORME DI PUBBLICITA’ IDONEE A SOSTITUIRE LA COMUNICAZIONE PERSONALE DELL’AVVIO DEL PROCEDIMENTO SONO PREVISTE:   Qualora questa non sia possibile o risulti particolarmente gravosa
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, CONTRO LE DECISIONI PRONUNZIATE DAL CONSIGLIO DI STATO IN SECONDO GRADO E’ AMMESSO, TRA L’ALTRO:   ricorso per revocazione
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, CONTRO LE DECISIONI PRONUNZIATE DAL CONSIGLIO DI STATO IN SECONDO GRADO E’ AMMESSO:   ricorso per cassazione per motivi inerenti alla giurisdizione
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, CONTRO LE SENTENZE DEI T.A.R. E’ AMMESSA L’OPPOSIZIONE DI TERZO ORDINARIA?   sì
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, CONTRO LE SENTENZE DEI T.A.R. E’ AMMESSO IL RICORSO PER REVOCAZIONE?   sì
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, E’ AMMISSIBILE LA REVOCA O LA MODIFICA DELLE MISURE CAUTELARI CONCESSE?   sì, se motivate con riferimento a fatti sopravvenuti
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, ENTRO QUALE TERMINE LE PARTI POSSONO PRESENTARE MEMORIE AI FINI DELLA DISCUSSIONE DEL RICORSO DAVANTI AL T.A.R.?   10 giorni liberi anteriori al giorno del ricorso fissato per l’udienza
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, ENTRO QUALE TERMINE LE PARTI POSSONO PRODURRE DOCUMENTI AI FINI DELLA DISCUSSIONE DEL RICORSO DAVANTI AL T.A.R.?   20 giorni liberi anteriori al giorno del ricorso fissato per l’udienza
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, I PROVVEDIMENTI ADOTTATI DALL’AMMINISTRAZIONE IN PENDENZA DEL RICORSO TRA LE STESSE PARTI SONO IMPUGNABILI?   sì, mediante proposizione di motivi aggiunti
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, I RICORSI AVVERSO IL SILENZIO DELL’AMMINISTRAZIONE SONO DECISI:   in camera di consiglio
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, I RICORSI AVVERSO IL SILENZIO DELL’AMMINISTRAZIONE SONO DECISI:   entro 30 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, I RICORSI SI CONSIDERANO ABBANDONATI SE NON SIA STATO COMPIUTO ALCUN ATTO DI PROCEDURA:   nel corso di 2 anni
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, IL DIFETTO DI GIURISDIZIONE PUO’ ESSERE RILEVATO:   d’ufficio o su istanza di parte
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, IL RICORSO DAVANTI AL T.A.R. DEVE ESSERE NOTIFICATO AI CONTROINTERESSATI?   sì
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, IL RICORSO DAVANTI AL T.A.R. DEVE ESSERE NOTIFICATO ALL’ORGANO CHE HA EMESSO L’ATTO IMPUGNATO?   sì
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, IL RICORSO DAVANTI AL T.A.R. DEVE ESSERE NOTIFICATO ENTRO:   60 giorni
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, IN SEDE DI DECISIONE DELLA DOMANDA CAUTELARE, IL T.A.R. PUO’ DEFINIRE IL GIUDIZIO?   sì
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, IN SEDE DI DECISIONE DELLA DOMANDA CAUTELARE, IL T.A.R. PUO’ PROVVEDERE IN VIA PROVVISORIA SULLE SPESE DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE?   sì
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, L’INCOMPETENZA PER TERRITORIO:   non costituisce motivo di impugnazione della decisione emessa dal T.A.R.
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, LA DECISIONE DEL RICORSO AVVERSO IL SILENZIO DELL’AMMINISTRAZIONE E’ APPELLABILE, TRA L’ALTRO:   entro 30 giorni dalla notificazione
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, LA DECISIONE DEL RICORSO AVVERSO IL SILENZIO DELL’AMMINISTRAZIONE E’ APPELLABILE, TRA L’ALTRO:   entro 90 giorni dalla comunicazione della pubblicazione
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, LA DISCUSSIONE DEL RICORSO DAVANTI AL T.A.R. E’:   richiesta dal ricorrente o dall’amministrazione o da altra parte costituita
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, LA PERENZIONE DEL GIUDIZIO DAVANTI AL T.A.R. E’ PRONUNCIATA CON:   decreto
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, LE DECISIONI IN FORMA SEMPLIFICATA EMESSE DAL T.A.R. SONO SOGGETTE:   alle medesime forme di impugnazione previste per le sentenze
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, LE DISPOSIZIONI CONCERNENTI LE MISURE CAUTELARI PROVVISORIE SI APPLICANO ANCHE AI GIUDIZI INNANZI AL CONSIGLIO DI STATO?   sì, in caso di appello contro un’ordinanza cautelare e in caso di domanda di sospensione della sentenza appellata
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, LE MISURE CAUTELARI POSSONO ESSERE RICHIESTE AL T.A.R. ALLEGANDO:   un pregiudizio grave ed irreparabile dall’esecuzione del provvedimento impugnato
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, LE MISURE CAUTELARI PROVVISORIE SONO CONCESSE:   anche in assenza di contraddittorio
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, LE MISURE CAUTELARI PROVVISORIE SONO CONCESSE:   dal presidente del T.A.R.
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, LE MISURE CAUTELARI RICHIESTE AL T.A.R. POSSONO COMPRENDERE L’INGIUNZIONE A PAGARE UNA SOMMA?   sì
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, NELLA MATERIA RELATIVA A DIRITTI ATTRIBUITI ALLA SUA COMPETENZA ESCLUSIVA E DI MERITO PUO’ IL T.A.R. CONDANNARE L’AMMINISTRAZIONE AL PAGAMENTO DELLE SOMME DI CUI RISULTI DEBITRICE?   sì
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, PER I GIUDIZI PER I QUALI SI DEBBA SOLTANTO DARE ATTO DELLA RINUNCIA AL RICORSO O DICHIARARE LA PERENZIONE SI SEGUE:   il procedimento in camera di consiglio
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, SONO DEVOLUTI ALLA COMPETENZA DEI T.A.R. I RICORSI CONTRO ATTI E PROVVEDIMENTI RELATIVI:   a rapporti di concessione di beni pubblici
AI SENSI DELLA LEGGE N. 1034 DEL 1971, SONO RISERVATE ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA ORDINARIA:   le questioni pregiudiziali concernenti lo stato e le capacità dei privati individui
AI SENSI DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, L’ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA È RETTA DAI CRITERI DI:   economicità, efficacia, pubblicità e trasparenza
AI SENSI DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, L’ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA PERSEGUE I FINI DETERMINATI:   dalla legge
AI SENSI DELLA VIGENTE LEGGE N. 241 DEL 1990, LE NORME DI DIRITTO PRIVATO SONO OSSERVATE DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NELL’ADOZIONE:   di atti di natura non autoritativa
ALL’ENTE PUBBLICO POSSONO ESSERE IMPUTATI, COME PRODUTTIVI DI EFFETTI ESTERNI:   Solo gli atti degli organi
ATTRAVERSO LO STRUMENTO DELLA CONCESSIONE, L’AMMINISTRAZIONE PUO’ COSTITUIRE IN CAPO AL PRIVATO NUOVI DIRITTI?   Sì, nei casi in cui il diritto attribuito è totalmente nuovo